Ricette di viaggio

Dalla Polinesia e dai Caraibi arriva il noni, il superfrutto. Provatelo nel nostro cocktail della salute

Il suo nome botanico è Morinda Citrifolia ed è originario delle zone calde del Sud Est Asiatico, delle isole del Pacifico e dei Caraibi.  Nelle erboristerie è arrivato sotto forma di succo, capsule con estratto secco o come ingrediente di creme e cosmetici.

È il noni, un frutto dalla forma ovale e dal colore giallo o verde noto alle popolazioni delle zone in cui cresce per le molteplici proprietà benefiche e curative. Il modo migliore per assorbire tutte le sostanze nutritive sarebbe quello di attendere che il frutto maturi sull’albero, che cada a terra e poi frullarlo. In realtà, in Occidente si è preferito diluire il suo succo con quello di altri frutti, oppure di mettere in vendita il suo estratto secco. Il motivo? Non tutti gradiscono la consistenza densa e marroncina, dal sapore acido e dall’odore che ricorda quello del gorgonzola!

A ben guardare, però, forse vale la pena di “storcere un po’ il naso”. Il noni, infatti, è ricco di vitamine, minerali, oligominerali, enzimi, steroli e aminoacidi. Ne contiene ben sette dei nove essenziali, cioè di quelle che il nostro corpo può assumere solo attraverso l’alimentazione. Il suo punto di forza, tuttavia, è l’enzima xeronina, che nel corpo umano è presente nella membrana cellulare e che contribuisce a riparare e rigenerare le cellule danneggiate, oltre a regolare la funzione delle proteine.

Gli esperti consigliano di assumere succo di noni per almeno tre mesi, a stomaco vuoto, e di attendere almeno 30/40 minuti prima di assumere altri alimenti, per consentire l’assorbimento completo delle sostanze benefiche. Meglio non assumere il succo insieme a caffè, alcool e guaranà, che depotenziano le proprietà nutritive. È bene assumere il noni sotto controllo medico se si soffre di malattie renali, per l’alto contenuto di potassio, di diabete, per la percentuale di zuccheri contenuta, e durante la gravidanza e l’allattamento.

Le proprietà benefiche

Vediamo ora gli effetti sull’organismo. Grazie agli enzimi contenuti, il noni favorisce l’assimilazione di aminoacidi, sali minerali e vitamine, contribuendo a combattere debolezza e astenia. Migliora l’efficienza mentale e stimola la produzione di endorfine e serotonina, stimolando il buonumore.

Migliora anche la qualità del sonno poiché stimola la produzione di melatonina. I polinesiani utilizzano il succo come rimedio contro il mal di testa, i dolori muscolari, articolari e mestruali per le sue proprietà analgesiche, ma anche come digestivo dopo un pasto abbondante e contro i disturbi gastrointestinali per le sue facoltà antibatteriche.

Per le proprietà antinfiammatorie, è stato riscontrato un miglioramento delle condizioni di chi soffre di tendinite, artrite o borsite. Applicato come impacco, il noni serve anche per sedare le infiammazioni della cute, come lievi ustioni, ferite o abrasioni. La presenza di selenio e vitamina C lo rende poi un ottimo antiossidante per contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Grazie alla presenza di scopoletina, aumenta l’elasticità dei vasi sanguigni e favorisce l’abbassamento della pressione sanguigna, contribuendo a contrastare malattie cardiovascolari, infarti e ictus. Il succo di noni si può trovare in erboristeria o su internet.

Il cocktail della salute

Ingredienti

  • 4 cucchiai di succo di prugna
  • 1 bicchierino di succo di uva
  • 1 bicchierino di succo di noni
  • 1 fetta di anguria a pezzi
  • 2 cucchiai di germe di grano
  • 1 pizzico di cannella
  • Ghiaccio tritato

Dopo aver eliminato la buccia e i semi dall’anguria, tagliatela a pezzi e mettetela nel frullatore. Aggiungi il succo di uva, quello di prugna e quello di noci e i due cucchiai di germe di grano. Frulla il tutto per un paio di minuti e servi nei bicchieroni da frappé, decorando con la cannella e aggiungendo il ghiaccio tritato. A seconda delle stagioni, si può sostituire l’anguria con altri frutti, come fragole, pesche, banane e kiwi. Il frullato aiuta a stimolare le funzioni cerebrali e a migliorare l’energia cellulare.

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