Da Marrakech a Tiznit, tra suk e città antiche

Questa settimana Ricette di Viaggio vi porta in Marocco, alla scoperta di città antiche e affascinanti, che tuttavia si aprono alla modernità. E per gustare il Marocco anche a casa vostra, ecco la ricetta del cous cous

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I sapori della cucina marocchina si possono gustare ormai comunemente anche da noi. Chi non ha mai ceduto alla tentazione di un panino al kebab, oppure di sorseggiare un tè alla menta, o, ancora di un buon piatto di cous cous? Al tradizionale piatto nordafricano è dedicato anche un Festival, che si tiene ogni anno, quest’anno dal 21 al 30 settembre, www.couscousfest.it ) a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Noi questa settimana vi proponiamo invece un itinerario in Marocco, alla scoperta delle città più affascinanti e misteriose. Venite con noi!

Marrakech, la “città rossa”

Il nostro itinerario parte da Marrakech, che è stata definita “la città rossa” per il pigmento dalla tonalità ocra che ricorre sui muri degli edifici. Il nucleo storico, del 1062, si concentra nell’antica medina, la città vecchia, cinta da mura che racchiudono palazzi antichi, moschee e un dedalo di souk e negozi.

La Ville Nouvelle, invece, è stata fondata dai francesi a metà del XX secolo e vanta splendidi edifici coloniali. Partiamo dalla grande Jemaa el Fna, la piazza che sorge al centro della medina. Qui si possono incontrare incantatori di serpenti, guaritori ed estrattori di denti. La sera, invece, si anima di acrobati, musicisti di strada e indovini. Sulla piazza domina il maestoso minareto della moschea de La Koutobia, alto 70 metri e decorato con maioliche e fregi, merlature e piccoli archi che circondano la nicchia.

A nord di Jemaa el Fna si estende la zona dei souk, attraversata da Rue Souk Smarine, che si biforca in Souk el Attarin e Souk el Kebir. La prima è dominata dalla presenza di bancarelle e negozi tessili e di abbigliamento, alcuni dei quali confezionano ancora su misura abiti tradizionali.

Procedendo verso est si incontra Rahba Kedima, un piazzale dove dominano i chioschi dei venditori di cesti, cappelli e altri souvenir, ma anche dei venditori di rimedi naturali e cosmetici tradizionali. Tra il Souk El Attarin e il Souk el Kebir si trovano i kissaria, i mercati coperti, che vendono soprattutto coperte, vestiti e gioielli, ma anche spezie profumi e articoli di pelle. Merita una visita, invece, il Museo di Marrakech, in Place Ben Youssef, (www.museedemarrakech.ma) ospitato in un palazzo del XIX secolo, che conserva testimonianze della storia della città.

Dalla medina bassa alla Ville nouvelle

Nella zona a sud di piazza Jemaa el Fna si trovano il palazzo reale, la kasbah, la cittadella interna e le tombe saadiane, dove riposano i membri della famiglia che regnò sul Marocco dal 1554 al 1669. Fa parte del complesso anche il Mausoleo di Ahmed el Mansour, a cui apparteneva anche il Palazzo El, di cui oggi si possono vedere solo le rovine.

Vale una visita anche Palazzo Bahia, in Rue Riad Zitoun el Jedid, costruito nel 1866 per Si Moussa un ex schiavo riuscito a diventare il Grand Visir di Moulay Hassan. Ci spostiamo poi nella Ville Nouvelle , la parte francese della città. Lungo la via principale, Avenue Mahammed V, si snodano ristoranti, negozi alla moda, alberghi di lusso e locali di tendenza.

In Rue Yves Saint Laurent si trova il Giardino Majorelle (www.jardinmajorelle.com) un parco botanico istituito, tra gli anni Venti e Trenta, dal pittore Jacques Majorelle, poi passato allo stilista Yves Saint Laurent. Nell’ex studio del pittore Majorelle è stato ricavato il Museo Berbero, che illustra la storia e le tradizioni del popolo berbero in Marocco.

A sud ovest del quartiere di Hevernage si trovano anche i Giardini Menara (ingresso libero), molto frequentati sia dai turisti che dai locali. Costruiti attorno al XII secolo, includono una vasca centrale, alcuni padiglioni e un ampio uliveto.

Da Agadir a Tiznit

Da Marrakech prendiamo un’auto a noleggio (vi consigliamo un fuoristrada) e partiamo alla volta di Agadir scegliendo di muoverci nell’entroterra a sud della città, dove si trova la fertile Valle del Souss e la catena dell’Anti Atlantide, abitate dalle popolazioni berbere che parlano la lingua tashelhit.

L’autostrada A7 collega Marrakech ad Agadir, rinomata località balneare, con spiagge dorate e finissime. In città vale una visita il Jardim de Olhão, un parco con mura ed edifici in stile berbero, ispirato alle architetture portoghesi. A 8 km dal centro, invece, si trova l’antica kasbah.

Prendendo la strada N1, dopo 13 km si arriva a Inezgane, che sorge sulla sponda nord del fiume Oued Souss. Presso il pittoresco e colorato mercato, che si estende da Avenue Mokthar Soussi alla gare routiére, si possono trovare frutta, verdura, spezie, cosmetici tradizionali e il pregiato olio di Argan.

La tappa successiva è Tiznit. Costruita nel 1882, la città è racchiusa da 5 km di mura e vi si accede attraverso otto porte principali. La medina comprende alcuni ksour preesistenti la fondazione della città, una piazza principale e la Grande Moschea, che spicca per il suo insolito minareto, punteggiato da una serie di pertiche di legno.

Accanto alla moschea si trova anche la Source Bleu (La Sorgente Blu) dedicata alla patrona della città, Lalla Tiznit, martirizzata nel punto in cui l’acqua cominciò a sgorgare per miracolo. Qui ci fermiamo per riprendere la strada per Agadir e, da qui, fare ritorno a Marrakech.

I sapori del deserto

La cucina del Marocco è varia e gustosa, caratterizzata dalle mille sfumature regionali. Tra i piatti tipici che si possono trovare in tutto il paese vi è il couscous, di origine berbera. Si tratta di semola macinata e cotta, che viene generalmente servita con uno stufato di agnello e verdure e condito con una salsa piccante, chiamata harissa.

Un altro piatto tipico è il tajine, carne in umido cotta in un piatto di terracotta smaltato con un coperchio conico. Le numerose varianti includono carne di agnello, pollo o montone, prugne, mandorle e limone. Spesso si trovano anche tajine di pesce o verdure, oppure di polpette e uova.

Il pasto tradizionale, poi, inizia con la harira, una corposa minestra di pasta, fagioli e spezie. Segue poi il kebab, carne di montone allo spiedo tagliata a scaglie, che si trova anche nella versione brochette, cioè piccoli pezzi di agnello su uno spiedino, e kefta, agnello tritato.

La pastilla, invece, è un impasto di carne di piccione, mandorle, uova, cannella, zucchero e zafferano, racchiuso in diversi strati di sfoglia, detta ouarka. Durante le feste, i berberi preparano il mechoui, un agnello interno arrostito all’aperto e condito con zafferano e peperoncino. Lungo le coste, poi, abbonda il pesce, tra cui sardine, spigole, sogliole, calamari, ma anche crostacei, come aragoste e gamberoni.

Ottimi i dolci, farciti con pasta di mandorle e coperti di glassa di zucchero o miele e aromatizzati con la cannella. La bevanda nazionale, invece, è il tè alla menta e si prepara con tè verde, rametti di menta fresca e zucchero.

Couscous marocchino

 Ingredienti

250 gr di cous cous

2 carote

2 zucchine

150 gr di ceci precotti

1 litro di brodo vegetale

200 gr di carne di agnello

200 gr di carne di manzo

1 cipolla

Olio extravergine di oliva q.b.

Coriandolo, zenzero, paprika, curcuma q.b.

In un tegame capiente mettete un filo di olio fate soffriggere la cipolla tritata e, una volta appassita, fate scottare la carne di manzo e di agnello tagliata a pezzetti. Ricoprite il tutto con il brodo vegetale, tenendone da parte per il couscous. Lasciate stufare per circa 30 min aggiungendo un po’ di sale e le spezie. Nel frattempo, tagliate per il lungo le carote e le zucchine, poi aggiungetele alla carne insieme ai ceci e lasciate cuocere per altri 30 min. Versate il couscous in una teglia ricoprendone il fondo con uno strato sottile. Versateci sopra qualche mestolo di brodo fino a bagnare tutto lo strato. Fate riposare 5 minuti ricoprendo la teglia con una pellicola trasparente. Sgranate il couscous con una forchetta, poi disponetelo su un piatto di portata e ricoprite con lo stufato e con il sugo. Decorate con coriandolo fresco e servite. Si può realizzare anche la versione vegetariana sostituendo alla carne verdure come peperoni e melanzane.

Dove dormire

*Le Borjs de la Kasbah**** (Rue de Mechouar, Kasbah, Marrakech, tel 00212 (0)524 381101, www.lesborjsdelakasbah.com) Elegante boutique hotel ricavato in sette abitazioni tradizionali marocchine Dispone di piscina, centro benessere e ristorante. Singola da € 73, doppia standard da € 110; premium da € 128; suite da  € 146.

*Al Moggar**** (Bd Mohammed V, Agadir tel 00212 (0)528 842270, www.hotelclubalmoggar.com) Grande resort che sorge sulla spiaggia con piscina, discoteca, campi da tennis e parco. Si può alloggiare nelle camere o in appartamenti. Doppia da € 150 con colazione, appartamento da € 182.

*Riad Janoub**** , 193 rue de la Grande Mosquée, BP 2996, Tiznit, www.riadjanoub.com. Deliziosa guest house con appena 6 camere distribuite su un unico piano. Doppia da € 70

Dove mangiare

*Cafè Arab (184 Rue Mouassine, tel 0524 429728, Marrakech, www.cafearabe.com) Raffinato bar ristorante che sorge nel cuore della medina, nei pressi dei suk. Il menù propone piatti della cucina marocchina, accompagnati da tè, succhi di frutta e cocktail analcolici.

*La Scala, (Route de L’Oued Sous, Agadir, tel +212 5288-46773). Ristorante con un ricco menù a base di pesce e frutti di mare. Ambiente elegante e raffinato. Portate principali da € 13.

*A l’Ombre du Figuier, (22 Passage Akchouch, Rue Idzakri, Tiznit, tel +212 5288-61204), piccolo locale che serve piatti della cucina marocchina cucinati con ingredienti freschi e gustosi.

INFO

www.visitmorocco.com