Weekend con gusto

Da Luogosanto ad Arzachena, alla scoperta della Sardegna nuragica (2° giorno)

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Dopo aver visitato Luogosanto, con l’auto percorriamo la SP 14 in direzione di Arzachena, Comune capoluogo della celebre Costa Smeralda. Sicuramente meno mondana della sua frazione più famosa, Porto Cervo, è un paese di circa 14 mila abitanti, con un centro storico caratterizzato da case in granito e costruzioni più recenti dalle pareti dai colori pastello. Il suo territorio è ricco di testimonianze risalenti al Neolitico.

La necropoli Li Muri, una storia unica

Una prima, interessante tappa, infatti, è la necropoli Li Muri, che si trova lungo Strada Li Lolghi che da Luogosanto porta ad Arzachena, a circa 2 km dal centro storico. Risalente al Neolitico, è il sito archeologico più antico del territorio, con alle spalle 5000 anni di storia. A differenza delle altre necropoli risalenti all’età del Bronzo, si caratterizza per la disposizione circolari delle pietre tombali. Un unicum, al punto che gli studiosi hanno parlato di cultura prenuragica gallurese.

Per arrivare alla necropoli ci si addentra lungo un sentiero rurale. Si incontrano prima quattro piccoli vani, detti ciste dolmeniche, formate da lastre di pietre conficcate verticalmente nel terreno, poi una prima tomba a galleria. Si arriva poi ad ammirare i primi “circoli” delimitate da lastre piantate nel terreno e disposte a cerchi concentrici con un diametro variabile da cinque e otto metri. Al centro si trovava il sepolcro, con le diverse sepolture segnalate da collinette e delimitate da steli di granito.

Poco distante si trovano delle piccole cassette quadrangolari di pietra, che avevano la funzione di raccogliere le offerte al momento della sepoltura. A differenza del resto della Sardegna, i defunti venivano sepolti singolarmente e in posizione fetale, seguendo un rituale ben preciso e riscontrato solo in questa zona dell’isola. Il corpo del morto veniva dipinto con ocra rossa, simbolo vitale del sangue, quindi di rinascita, e accompagnato da un corredo funerario fatto di monili, vasellame, ceramiche, manufatti che sono stati ritrovati durante gli scavi.

Il Nuraghe la Prisgiona e le Tombe dei Giganti

In circa 10 minuti, percorrendo Strada Li Lolghi e poi un tratto della SP 14, si raggiunge il nuraghe La Prisgiona, che si trova nella valle del Capichera. Il complesso si compone da un nuraghe dalla forma a tholos e da un villaggio di circa un centinaio di capanne, su un’area complessiva di cinque ettari.

Il nuraghe si caratterizza per una torre centrale e due laterali. L’ingresso al mastio è contraddistinto da un architrave lungo più di tre metri. Si arriva quindi a una camera centrale, sormontata da una falsa cupola dotata di tre nicchie. Il complesso è delimitato da un muro che delimita un cortile, all’interno del quale spicca un pozzo profondo più di 7 metri e ancora funzionante. In fondo al pozzo gli archeologi hanno ritrovato un grande numero di ceramiche, probabilmente offerte rituali.

Poco distante si trova anche la cosiddetta capanna delle riunioni a pianta circolare, con una specie di panchina interna ad anello, una sorta di “tavola rotonda” che poteva “radunare” una decina di persone. Intorno al nuraghe si estende invece il villaggio, formato da un centinaio di capanne a pianta circolare, disposte a blocchi e intersecate da stradine lastricate.

A circa 600 metri da La Prisgiona, vale una visita anche la tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu, una delle meglio conservate della zona. La sepoltura è formata da un prospetto principale dalla forma semicircolare e da una camera funeraria. La prima è costituita da una serie di lastre di pietra infisse nel terreno verticalmente e di altezza degradante dal centro verso i lati. In mezzo spicca una stele alta 4,40 metri, la più alta rinvenuta sino a oggi in tutta la Sardegna.

Nella parte inferiore presenta un’apertura che conduce a un corridoio. La camera funeraria è invece realizzata con blocchi di granito sui quali poggiano altri filari di blocchi che a loro volta sostengono la copertura della tomba.

Dal nuraghe Albucciu al tempietto Malchittu

Poco prima dell’ingresso dell’abitato di Arzachena, a circa 2 km, si trova l’accesso a un altro complesso nuragico che include il nuraghe Albucciu, un proto nuraghe dall’unica forma a corridoio, che risale al XV secolo a.C. Ci si arriva percorrendo un sentiero che si addentra in un bosco di olivi e macchia mediterranea. Il nuraghe è caratterizzato da grossi blocchi di granito addossati a una roccia granitica, che costituisce la parte principale del nuraghe.

Ha pianta rettangolare e un ingresso sormontato da un architrave. Al suo interno si trovano una camera ellittica con copertura a tholos e un ripostiglio. Un soppalco in legno divideva la costruzione in due piani. Quello superiore, a cui si accede tramite una scala, comprende un’ampia camera a pianta circolare e una serie di vani.

L’area archeologica comprenda anche i resti di alcune capanne a pianta circolare. A circa 80 metri si trovano anche la tomba Moro e il tempietto Malchittu. Adibito a culti rituali è in ottimo stato di conservazione. Ha una pianta semi rettangolare preceduta da un atrio. Al suo interno si possono osservare gli arredi rituali, tra cui sedie, banconi, nicchie e un focolare al centro. Da qui provengono le braci che hanno consentito agli studiosi di risalite all’ultima frequentazione del tempio attraverso la datazione del Carbonio 14: il X sec. a.C.

Dal centro storico a Cannigione

Prima di lasciare Arzachena, vi consigliamo di fare una passeggiata nel centro storico, dove, in estate, si tengono festival e manifestazioni di vario tipo. Poco prima della piazza principale e della Chiesa di Santa Maria della Neve, svoltate a destra seguendo le indicazioni per “Il Fungo”. Salite il sentiero di pietra fino alla roccia dalla forma inconfondibile, frutto della maestria del vento, e ammirate lo splendido panorama sulla città e sulle montagne circostanti.

Un’ultima tappa che vi consigliamo è Cannigione, che dista una decina di chilometri. Da antico borgo di pescatori si è trasformato in una frequentata località turistica, con un posto moderno e un lungomare caratterizzato da banchine di legno, campi da beach volley, parco giochi per bambini. La spiaggia, bella anche in inverno, si affaccia sul Golfo di Arzachena e lascia spaziare lo sguardo sull’isola di Caprera. Dalla parte opposta, si scorgono invece Poltu Quatu e Baja Sardinia.

Se avete voglia, proseguite oltre, seguendo la passeggiata che da Cannigione costeggia il mare e porta a La Conia, poi a Tanca Manna, con le spiagge di Mannena, Barca Bruciata e Isuledda. Non dimenticate, poi, di fermarvi a gustare i corposi e deliziosi piatti della cucina gallurese.

La Gallura da gustare

Divisa tra mare e terra, la Gallura risente di questa dicotomia anche nella sua tradizione gastronomica, che alterna piatti di pesce a piatti più corposi a base di carne, formaggi, paste ripiene, senza contare i dolci tipici, spesso fritti, dove abbondano il miele, lo zucchero e la ricotta.

Tra i primi piatti, il più famoso è la zuppa cuata, o zuppa gallurese, a base di pane raffermo, brodo di carne (pecora o misto), abbondante formaggio e gratinata al forno. Ottimi anche li chiusoni, gli gnocchetti sardi, con sugo di “pulpucioli”, o di cinghiale, oppure li fiuritti, fetuccine di semola di grano duro fatte a mano.

Un tripudio di sapori contrastanti che si coniugano in un gusto unico, lu pan’a fitti, è un primo piatto che si ottiene con una spianata o con del pane avanzato bollito nel brodo di carne e condito con olio, pecorino, prezzemolo e cannella. Abbondano anche i piatti a base di funghi, di cui la Gallura è ricca. Si consumano arrosto, sott’olio, oppure trifolati con aglio, prezzemolo e peperoncino o per condire primi piatti o accompagnare secondi di carne.

Tra i secondi piatti di carne spiccano il porcetto arrosto e l’agnello, ma anche piatti a base di cinghiale. Dal mare arrivano gli ingredienti per la bottarga di muggine, da grattugiare sulla pasta, la zuppa di pesce, le cozze e i ricci di mare, il pesce spada, o l’insalata di polpo, da accompagnare con il Vermentino di Gallura. Senza dimenticare i salumi e i formaggi, tra cui il pecorino, da gustare con il pane carasau.

Da non perdere i dolci, come le formaggelle, a base di ricotta, li acciuleddi e meli, pasta fritta che viene passata nel miele e nelle scorze di arancia, oppure li cucciuleddi e meli, dolci ripieni di un composto di miele, pan grattato, mandorle e noci tritate, cannella, pepe, chiodi di garofano e scorze d’arancia. Nel periodo di carnevale si mangiano i frisjoli longhi, mentre, tra i dolci al cucchiaio, da non perdere la crema gadduresa.

COME ARRIVARE

Arzachena dista 27 km da Olbia, dove arrivano i traghetti da Genova, Livorno, Piombino e Civitavecchia, e dove è presente l’aeroporto Olbia Costa Smeralda, e 33 km da Golfo Aranci, dove è presente un altro porto turistico con collegamenti da Livorno e Civitavecchia. In auto si prende poi la SS 125 Arzachena – Palau seguendo le indicazioni per Arzachena.

DOVE MANGIARE

*Ristorante Lu Stazzu, Strada Provinciale Arzachena – Porto Cervo , bivio Baja Sardinia, tel 0789/82711, www.lustazzu.com In uno splendido contesto offre un menù di piatti nazionali e tipici sardi, di terra e di mare, tra cui chiusoni al ragù di pecora, porcetto allo spiedo, salsicce di cinghiale e pecora, aragosta alla catalana, linguine all’aragosta e dolci sardi. Prezzo medio a persona € 35 bevande escluse.

*Ristorante Pizzeria La Terrazza, viale Costa Smeralda 51, Arzachena, tel 0789/82575, www.laterrazzaarzachena.it Nel centro del paese, dispone di tre sale, di cui due con vista sulla via principale e vista sulla rocce Il Fungo. Propone pizze cotte nel forno a legna, anche da asporto, piatti di carne e di pesce e dolci della casa. Prezzo medio € 20.

DOVE DORMIRE

*Hotel Parco degli Ulivi****, Loc. Rena, Arzachena (OT), tel 0789/81888, www.hotelparcodegliulivi.it/ Splendida struttura immersa in un ambiente naturale di rara bellezza, tra macchia mediterranea e ulivi. L’hotel è realizzato con legno, pietra, granito e ceramica e distribuito in cinque ville dislocate in un grande parco. Dispone di un ristorante con piatti a base di prodotti locali e aromi del “giardino delle erbe”. Doppia da € 102.

*Resort Tenuta Pilastru, loc. Pilastru km 5 (sulla strada per Bassacutena), tel 0789//82936, www.tenutapilastru.it A soli 7 km dal centro di Arzachena e comodo a Cannigione, Porto Cervo e Olbia, dispone di camere di diversa tipologie, arredate in stile rustico e ospitate in tipici “stazzi” recuperati. Colazione a buffet dolce e salata e ristorante con menù alla carta di piatti regionali a disposizione. Inoltre, centro benessere con piscina coperta, bagno turco, vasca idromassaggio e massaggi su prenotazione. Doppia con colazione da € 90.

INFO

www.comunearzachena.gov.it

www.arzachenacostasmeralda.it/

www.sardegnaturismo.it

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