Ricette di viaggio Weekend con gusto

Da Fagagna a Palmanova, la “città a forma di stella” (2° giorno)

Una quarantina di chilometri separano Fagagna da Palmanova, la meta della seconda parte del nostro itinerario alla scoperta di alcuni tra i borghi più belli del Friuli. Ci arriviamo in circa 40 minuti, passando per la A23. Palmanova è unica nel suo genere. Si tratta infatti di una “città fortezza” dalla pianta a forma perfetta di stella a nove punte, circondata da una triplice cerchia di mura fortificate, risalenti rispettivamente al XVI, al XVII e al XIX secolo.

La città sorge nella bassa pianura friulana, tra Udine e Aquileia e ha una data di fondazione precisa e non casuale. La prima pietra è stata infatti posata il 7 ottobre 1593, giorno di Santa Giustina e anniversario della vittoria di Lepanto contro i Turchi, avvenuta lo stesso giorno del 1571, da parte della Lega Santa.

La Repubblica di Venezia volle la costruzione di questa città-fortezza proprio come baluardo friulano contro i Turchi, ma anche per frenare le mire espansionistiche degli Asburgo. Per perfezione e la bellezza della sua architettura, giunta intatta fino a noi, Palmanova, che deve il suo nome a Marc’Antonio Barbaro, primo provveditore generale della fortezza, che la battezzò ispirandosi all’albero di palma, simbolo di cristianità, ma anche di gloria, è Monumento Nazionale dal 1960, mentre dal 2017 è entrata a fare parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Entriamo nella città-fortezza

La perfezione urbanistica di Palmanova fa sì che, entrando da una qualsiasi delle tre porte di accesso alla città, lo sguardo spazi direttamente fino al cuore, la meravigliosa Piazza Grande, alla quale convergono tutte le linee stradali. Attraversiamo quindi la cinta muraria e arriviamo nella piazza, a forma esagonale, con al centro uno stendardo.

Sulla piazza si affacciano il Palazzo del Provveditore Generale, la Loggia della Gran Guardia, esempi di architettura militare e testimonianza del passato della città, e lo splendido Duomo Dogale, che decidiamo di visitare.

Il duomo è la chiesa più importante della città ed è stato realizzato nella prima metà del Seicento con uno stile veneto di ispirazione palladiana. Le decorazioni, invece, si rifanno ai canoni del Barocco. L’edificio stupisce per la sua magnifica facciata esterna, recentemente restaurata, che si presenta divisa in due ordini. Su quello inferiore si trovano i tre ingressi e una serie di semicolonne giganti che proiettano la struttura verso l’alto. Nella parte superiore, invece, si trova una serie di nicchie che ospitano le statue di Cristo Redentore, di San Marco, protettore di Venezia, e di Santa Giustina, a cui il duomo è dedicato.

All’interno, invece, sono custoditi alcuni affreschi di pregio, come la Pala delle Milizie di Alessandro Varotari, detto il Padovanino, del 1641, una Madonna lignea attribuita a Domenico di Tolmezzo e alcune opere di Pomponio Amalteo.

Il Museo della Grande Guerra e il Parco dei Bastioni

Merita senz’altro una visita il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova, a cui si accede da Porta Cividale. Il percorso di visita consente di approfondire non solo alcuni aspetti della storia militare della città, dalla sua fondazione ai giorni nostri, ma anche di ammirare alcune testimonianze delle diverse epoche. La visita prosegue poi lungo la cinta muraria, dove si possono vedere alcuni importanti elementi fortificati.

La parte più interessante della nostra visita è senza dubbio il Parco storico dei bastioni, a cui si accede attraverso le tre porte di accesso a Palmanova. Un’apposita segnaletica ci guida attraverso i percorsi ciclopedonali del parco, ben segnalati e adatti a tutti, un viaggio attraverso i diversi elementi fortificati e le diverse tipologie di terrapieni, tra cui baluardi, cortine, rivellini, falsebraghe, lunette, e spianate.

Da non perdere le Gallerie sotterranee, risalenti al XVII secolo, costruite per raggiungere le postazioni nemiche, oppure per posizionare una “camera esplosiva” con la polvere da sparo, che al passaggio del nemico veniva fatta saltare in aria, vanificando l’assalto. Alcune delle gallerie sono attrezzate per i visitatori ed è disponibile anche un’audioguida (Info, tel 0432/924815).

Si conclude qui il nostro itinerario di un weekend alla scoperta di Fagagna e Palmanova. Non prima, però, di avervi suggerito qualche spunto gustoso tratto dalla corposa cucina friulana.

In tavola, sapori robusti

La cucina di Palmanova è tipicamente montana. Difficilmente sulle tavole, infatti, a differenza di altri luoghi del Friuli, compare il pesce. Tra i cardini delle ricette locali troviamo il riso, come nel piatto “principe” della zona, Riso e fagioli, a cui fa concorrenza il Risotto con le punte di asparagi. Da provare anche la bisna, polenta con fagioli e crauti, la classica pasta e fagioli, la minestra di patate e fagioli e i cialzons, ravioli aromatizzati alle erbe.

Tra i secondi, spicca la carne, come il cotechino con le rape bianche, il salame all’aceto saltato in padella, di cui vi sveliamo qui sotto la ricetta, il carrè di maiale allo spiedo e il celebre Prosciutto di San Daniele, che qui nasce ed è di casa. Tra i dolci, spiccano quelli a base di ricotta, spesso accompagnati alle erbe aromatiche.

Una menzione particolare meritano i vini. In Friuli, infatti, nascono DOC come il Cabernet, il Verduzzo Friulano, il Tocai, il Refosco di Aquileia, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Refosco Schioppettino o il Picolit, per citarne solo alcuni.

Salàm tal asèt (Salame all´aceto)

Ingredienti

  • 300 gr di salame fresco tagliato a fette spesse
  • ½ cipolla
  • 30 gr di burro
  • ½ bicchiere di aceto di vino
  • 1 mestolo di brodo

Affettate finemente la cipolla, poi rosolatela nel burro a fuoco medio. Aggiungete poi le fette di salame tagliate spesse. Cuocete rigirando le fette di salame da ambo le parti per alcuni minuti, poi irroratele con l’aceto di vino. Dopo un paio di minuti, allungate con un mestolo di brodo. Lasciate bollire ancora per due minuti, poi servite accompagnato da polenta arrostita.

COME ARRIVARE

In auto: Da Venezia o da Trieste, prendere l’A4 con uscita Palmanova, poi prendere la SS352 seguendo le indicazioni per Palmanova. Per chi arriva da Udine o da Tarvisio, A23 in direzione Trieste, poi passare in A4 con uscita Palmanova e imboccare la SS352.

DOVE MANGIARE

*Il Melograno, Contrada Villachiara 34, Palmanova (UD), tel 0432/920271, www.ilmelograno.online Offre un menù stagionale, con ingredienti locali o biologici. Anche pizzeria. Prezzo medio € 35.

*Caffetteria Torinese, Piazza Grande, Palmanova (UD), tel 0432/920732, www.caffetteriatorinese.com Affacciata sulla splendida piazza centrale, è stata eletta Miglior Bar d’Italia dal Gambero Rosso nel 2011 e nel 2014. Per uno spuntino o un pranzo veloce, offre specialità dolci o salate frutto di un’accurata ricerca di prodotti tipici locale e nazionali.

DOVE DORMIRE

*Hotel Ai Dogi ***, Piazza Grande 11, Palmanova (UD), tel 0432/923905, www.hotelaidogi.it

In posizione centrale, immerso in un’atmosfera accogliente, lussuosa e al tempo stesso familiare. A disposizione ristorante con piatti ricercati della cucina friulana. Doppia con colazione da € 88.

*B&B Urban Trend, Borgo Udine 5, Palmanova (UD), tel 393/8433145, www.urbantrend.it  Struttura con sei camere ricavate in due spaziosi appartamenti nel palazzo storico da cui si affacciò Garibaldi nel 1867. Le camere sono provviste di TV satellitare, wi fi gratuito, cassaforte, frigorifero, riscaldamento regolabile. Doppia con colazione da € 62.

 INFO

www.turismofvg.it/Palmanova
www.comune.palmanova.ud.it

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