Città dei motori
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Città dei motori: il circuito più grande d’Italia

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Incontriamo la rete nazionale “Città dei motori“, creata dall’omonima associazione. Un circuito stradale la cui estensione rivaleggia col tracciato della Mille Miglia. Perché attraversa ben 26 comuni, uniti dal loro rapporto con l’industria e la storia dell’automobilismo e motociclismo italiano. Città che oltre i motori hanno di più. Come Maranello che oltre la Ferrari ha il borgo di Castelvetro a soli 7 km. L’obiettivo è attirare l’interesse turistico di milioni di persone, sia appassionati dei motori che interessati alle mille altre attrattive che solo l’Italia può offrire in tale quantità e qualità, a livello artistico, storico, gastronomico e naturale. Infatti l’Italia è fortunatamente una nazione piena di circuiti, nel senso di piste. Non potrebbe essere altrimenti, poiché molte fra le più prestigiose case automobilistiche e motociclistiche del mondo sono nate e ancora operano nel nostro Paese. Dobbiamo elencarle ancora? Certamente: per le quattro ruote, limitandoci ai marchi ancora attivi, Alfa Romeo, Fiat, Ferrari, Lamborghini, Lancia, Maserati; aggiungiamoci anche due recenti costruttori di supercar come la pistoiese Mazzanti e pure Pagani, modenese a tutti gli effetti nonostante la nascita in Argentina del grande Horacio. Per le due ruote, passate e presenti: Aprilia, Benelli, Cagiva, Ducati, Garelli, Gilera, Innocenti, Piaggio, Moto Guzzi, Morbidelli, Morini, MV Agusta e altre ancora. Tutti questi costruttori hanno o hanno avuto sedi e fabbriche dislocate in diversi comuni italiani. Quindi il discorso si riconduce all’altro tipo di circuito, appunto Città dei motori.

CITTA’ DEI MOTORI, IL CIRCUITO PIU’ GRANDE D’ITALIA

Città dei motori

Cominciamo col dire quali sono i comuni compresi nel circuito Città dei motori: Arese, Ascoli Piceno, Atessa, Castel d’Ario, Castelfranco Emilia, Cento, Fiorano Modenese, Mandello del Lario, Maranello, Modena, Monza, Nicolosi, Noale, Ospedaletti, Paglieta, Pontedera, Pratola Serra, Samarate, San Martino in Rio, Sant’Agata Bolognese, Scarperia e San Piero, Termoli, Torino, Varano de’ Melegari, Varese, Verrone. Il capofila è (non poteva essere altrimenti) Maranello, dove ogni anno circa 350mila turisti visitano il Museo Ferrari. Contribuiscono anche Anci e ministero dei beni culturali.

L’idea è coinvolgere istituzioni, operatori turistici, alberghieri e della ristorazione, musei e altri enti culturali, tutti i soggetti pubblici e privati interessati a valorizzare il proprio territorio. Elemento strategico fondamentale è l’informazione. I potenziali visitatori devono sapere ciò che il territorio offre e soprattutto cosa fare per goderne appieno. Ad esempio attraverso un’applicazione, app in linguaggio corrente, per dispositivi mobili, dove trovare tutte le informazioni pratiche. In modo da consentire al turista di compilare fisicamente la propria mappa del circuito, le tappe che intende visitare.

Città dei motori

Ma prima ancora di organizzare la visita si deve conoscere ciò che c’è da vedere. A questo pensa il Museo virtuale dei motori, visitabile sul web all’indirizzo www.motorwebmuseum.it. Per arrivare a realizzazioni interattive più sofisticate che usano gli strumenti di realtà aumentata per far rivivere i personaggi che hanno costruito il mito della velocità a motore. Allora non resta che girare la chiave, inserire la marcia e partire sgommando. Magari passando prima dall’indirizzo www.cittamotori.it per maggiori informazioni.

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