A Milano la birra va all’Università

Un’Università per imparare le professioni della birra e un ristorante che costruisce i menù intorno alle birre artigianali

Di Franca Dell’Arciprete Scotti

A Lambrate nasce l’Università della Birra

Volete sviluppare passione e cultura birraria per avviare o far crescere un business?  Benvenuti all’Università della Birra. Che ovviamente poteva nascere solo a Milano. Nel quartiere Lambrate la vocazione birraria del nostro Paese, sempre più evidente, si esprime in un polo organizzato di oltre 1000 metri quadrati, aule attrezzate e spazi per favorire non solo la didattica e lo studio, ma anche la condivisione di idee, esperienze e conoscenze.

In un ex complesso industriale che comprende parte dello stabilimento di una storica tipografia completamente recuperato, l’Università della Birra vuole divulgare competenze di alto livello per gli operatori del settore e stimolare concrete opportunità di business per il mondo della produzione e della distribuzione.

I percorsi di studio alternano lezioni teoriche in aula a sessioni pratiche in laboratori attrezzati. Senza dimenticare che la collaborazione con Acer, azienda leader dell’Information Consumer Technology, attraverso l’applicazione “Dall’orzo al bicchiere”, permette di partecipare in modo immersivo a tutta la fase produttiva.

Il polo di formazione professionale, promosso da Heineken Italia, rappresenta un’ulteriore leva di sviluppo per Milano, per la Lombardia e per l’intero Paese.

INFO

Università della Birra, via dei Canzi 19, Milano, www.universitadellabirra.it

Il Meneghino, dove la birra è di casa

E poiché la birra è perfetta per sviluppare la convivialità, ecco nascere ristoranti che propongono la carta del menù centrata sulla birra artigianale. Ne scegliamo uno.

Meneghino (nome perfetto per la sua milanesità), è insieme un locale, una linea di birre artigianali (completate da innovativi cocktail birrari e diverse variazioni di gin tonic) e una proposta gastronomica, rielaborata a inizio 2019 grazie alla consulenza di Federica Solera, cuoca per vocazione e forte dell’esperienza sul campo.

Nato qualche anno fa nel quartiere di piazza Guardi, il locale oggi é in mano a Marco Bergamaschi (creatore delle birre e location manager nel mondo del cinema) e Luca Pirola (gestore del locale e video maker), affiancati dallo staff di sala e cucina.

Un’impronta meneghina, dunque, sia nell’arredo, con immagini e grafica ispirata all’immaginario popolare della “Vecchia Milano”, fatta di artigiani, piccole botteghe, quartieri operai ed eleganti caffe letterari, sia nell’accoglienza, sia nella proposta gastronomica.

Le birre del Meneghino sono un must: disponibili alla spina e in bottiglia, hanno in comune la matrice filosofica di Marco, per cui la birra è un prodotto semplice, quotidiano, conviviale, che nasce per essere bevuto e goduto, non per stupire.

Novità assoluta, invece, sono i cocktail birrari, nati da una vera ricerca che unisce spezie, succhi naturali e spiriti alcolici ai sapori unici, luppolati e maltati delle birre Meneghino. Un locale full day, con le colazioni fin dalla prima mattina, il pranzo, l’aperitivo serale e l’offerta di piatti più elaborati la sera.

Il menu spazia dai classici taglieri di salumi e formaggi selezionati, ai piatti stagionali a quelli speciali. Non poteva mancare la michetta in diverse versioni e la slèppa de pan, il sandwich. Il tutto con un’ispirazione profondamente milanese, compresa l’aringa ripescata dalla tradizione di Milano, città di commercio e scambi culturali.

INFO

Il Meneghino, via Pietro da Cortona 13, ang. Piazza Guardi, Milano

 

 




Weekend a Milano tra il romanticismo a colori dei Preraffaelliti e i buoni sapori del ristorante “Particolare”

Di Franca Dell’Arciprete Scotti

Due spunti per un weekend a Milano? Il primo è la bella mostra allestita a Palazzo Reale, dedicata ai Preraffalliti, un romantico viaggio a colori e sfumature attraverso alcune delle opere prodotte dai pittori del movimento nato a fine Ottocento in Inghilterra. E, dopo la mostra, fermatevi al ristorante “Particolare Milano” per un cocktail, un aperitivo o una cena.

A Palazzo Reale la mostra “Preraffaelliti. Amore e desiderio”

Amori anticonvenzionali, fedeltà alla natura, storie medievali, poesia, mito, la bellezza in tutte le sue forme: sono questi i motivi al centro della poetica dei cosiddetti Preraffaelliti, un movimento artistico nato a Londra intorno al 1850.

In quest’epoca di rivoluzioni politiche e sociali, sette studenti giovani e ribelli si uniscono per produrre una rivoluzione artistica: liberare la pittura britannica dalle convenzioni e dalla dipendenza dai vecchi maestri. I loro splendidi dipinti sono in mostra per la prima volta a Milano, fino al 6 ottobre, a cura di 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE.

Sono circa 80 opere, tra le quali alcuni dipinti iconici che difficilmente escono dal Regno Unito per essere prestati, come l’Ofelia di John Everett Millais, Amore d’aprile di Arthur Hughes, la Lady of Shalott di John William Waterhouse.

Ribelli dunque, e ispirati dagli artisti d’avanguardia di ogni epoca, in particolare dai pittori e dai poeti italiani medievali, i Preraffaelliti crearono una sorta di “modernità medievale” per la loro epoca in rapida evoluzione.

Un Medioevo moderno, ispirato a quella letteratura che i Preraffaelliti ammiravano, Chaucer, Dante, Shakespeare, con il tema dell’amore romantico e tormentato, temi biblici, attenzione alla natura, nuovi effetti di luce.

INFO

www.palazzorealemilano.it

www.mostrapreraffaelliti.com

 “Particolare Milano”: un menu di ricerca e cocktail personalizzati

È davvero “particolare” questo nuovo ristorante appena aperto a Milano in zona Porta Romana. Con 26 coperti all’interno e circa 40 nel giardinetto esterno, silenzioso, circondato da piante e luci sognanti, accoglie per un cocktail, una cena, un aperitivo.“ Particolare Milano” è stato creato da tre soci: uno chef, Andrea Cutillo, un maitre e sommelier Luca Beretta e Mino Traversi, F&B manager di catene di hotel.

Di grande ricerca il menu studiato da Andrea Cutillo, che sceglie piccoli produttori, l’allevamento italiano ed etico, una filiera pulita di approvvigionamento degli ingredienti della cucina.

Scegliendo dunque ingredienti semplici, Andrea riesce a creare piccoli “capolavori”:  il “Raviolo croccante ripieno di ossobuco”, il “Polpo in tre cotture” (bollito, fritto e grigliato), servito in varie consistenze e temperature, con patata viola, olive taggiasche, pomodori confit e sedano croccante, la “Seppia e Piselli”, cotta a bassa temperatura in infusione con lime e zenzero, servita con piselli in crema e interi, il nero di seppia spennellato e cialda al nero di seppia, il “Tiramisù Particolare” con una base di crema al mascarpone classica, gel di savoiardi cotti nel caffè ed una sfoglia croccante.

Notevole la drink list proposta da Anna Ardò, che, seguendo i dettami della moderna mixology, lancia cocktail studiati su misura per il cliente. Basta un’occhiata e Anna decide che per te sarà perfetto quel cocktail “particolare”…

Attenzione all’ambiente, certificazione Friend of the Sea per i pesci utilizzati, filosofia dello zero scarto in cucina, risparmio energetico fanno di “Particolare” un luogo di cui fidarsi pienamente. Il design e l’arredo sono essenziali e raffinati come il cibo: citazioni anni ’50 e ’60 nelle texture a rombi, gli accostamenti cromatici, le lampade dorate.  Fulcro del progetto è stata la scelta dei rivestimenti, affascinante riproduzione in gres porcellanato di un tappeto usurato, che crea un ambiente caldo e familiare.

INFO

“Particolare Milano”, Via Tiraboschi 5, Milano,

tel 02/99266176, www.particolaremilano.com




Dettagli Glamour! Nei Brow Bar anche l’occhio vuole la sua parte

Di Franca Dell’Arciprete Scotti

A Milano ci si fa belle. Non solo, come ovunque, da estetiste e parrucchieri. Ma anche presso i Brow Bar. Sono cliniche dedicate alla cura speciale di ciglia e sopracciglia. Un concetto nuovo di filosofia della bellezza che non è solo estetica, ma è lo strumento per raggiungere una completezza fatta di dettagli, piccoli ma nondimeno fondamentali.

Come avviene per le sopracciglia, anche le ciglia hanno il dono di trasformare il viso, anche quando si è poco truccate. Ecco allora i luoghi dove mani esperte applicano le extension alle ciglia: fibre applicate singolarmente sulle ciglia naturali, e che donano un effetto di maggiore lunghezza e volume.

Le tecniche tra cui scegliere sono sempre diverse, ognuna delle quali garantisce ciglia spesse e folte che durano oltre un mese e che garantiscono effetti diversi, naturale, glamour, drammatico. E le stesse mani esperte definiscono con la matita le sopracciglia, esaltando lo sguardo.

Ecco qualche indirizzo

Il Brow Bar (Via Bigli 24,  www.thebrowbar.it), che ha aperto le sue porte anche alla Skincare, introducendo la  figura della “Facial Care Therapist”, per far vivere un’esperienza di wellness a 360°.

Atelier Aldo Coppola presso La Rinascente (La Rinascente, Via Santa Radegonda, 2, 8° piano, www.aldocoppola.com) un beauty atelier completo, il primo grande atelier in un centro commerciale, a pochi metri dalle guglie del Duomo e dalle luci della Galleria. Il salone è anche il primo ad avere un’area dedicata esclusivamente alla cura dell’uomo.

Infine, segnaliamo anche Mastromauro hair stylist (www.mastromaurohairstylist.it), famoso Salone da parrucchiere, in Piazza Adigrat, 3




Si fa presto a dire etnico! A Milano c’è il “Valhalla”, il primo ristorante vichingo italiano.

 

 

Di Franca Dell’Arciprete Scotti

 

Non c’è città italiana che non vanti un ristorante etnico. I gusti cinese e vietnamita dilagano. Ma anche in questo caso Milano è all’avanguardia.

Due giovani imprenditori, appassionati di mitologia nordica, hanno reinterpretato in chiave moderna l’alimentazione delle antiche popolazioni del Nord Europa: focus sulla selvaggina, cottura con le braci o con la tecnica della bassa temperatura per quella è stata scelta come “la brace degli dei” milanese.

Ogni piatto ha un divertente nome vichingo che richiama la mitologia di Odino, come Sigfrido, Brunilde, Gudrun, Fenfir, Attila, per citarne solo alcuni. Il menù, poi, come quello degli antichi vichinghi è stagionale e varia ogni tre mesi.

Il ristorante si trova a pochi passi dalla Darsena e dai Navigli. Il locale è decorato da asce guerriere, panche ricoperte di armature, scudi e pelli, per un banchetto a base di cinghiale. Si beve idromele, vino e coppe di birre artigianali distribuite dalle Valchirie.

INFO

 

Valhalla, Via Gaetano Ronzoni 2, tel 02/84041503

 

www.valhallarestaurant.it

 

valhallarestaurantmilano@gmail.com 

 

 




Tutti pazzi per Leonardo! Le iniziative a Milano, dove il genio toscano trascorse 20 anni alla corte sforzesca

Franca Dell’Arciprete Scotti

Nell’ambito di “Milano Leonardo 500”, la Sala delle Asse, il più importante ambiente del Castello Sforzesco, è eccezionalmente riaperta al pubblico dopo 6 anni di studi e restauri, svelando le nuove tracce leonardesche apparse sulle sue pareti. Una scoperta che rivela una nuova geografia del progetto di decorazione ideato da Leonardo e che sarà la base di nuovi studi sul genio vinciano.

Attraverso la scenografica installazione multimediale “Sotto l’ombra del Moro”, i visitatori sono guidati nella lettura dello spazio della Sala, dalla volta alle pareti laterali, e scopriranno come Leonardo abbia qui sviluppato il suo concetto di imitazione della natura tanto da immaginare un sottobosco e, al di là degli alberi, case e colline all’orizzonte: dalla stanza del duca Sforza al territorio da lui governato.

Una straordinaria radice (detta Il Monocromo perché disegnata a carboncino) alla base di un grande, illusionistico, pergolato di diciotto alberi di gelso, legati con corde annodate, che si intrecciano sulla volta della Sala sorreggendo uno stemma e le targhe sforzesche.

Uscendo dal Castello Sforzesco dopo la visita delle mostre, il visitatore potrà passeggiare per Milano e viaggiare in Lombardia alla ricerca dei luoghi in cui Leonardo è vissuto, dove ha lasciato un segno del suo genio.

www.milanocastello.it

Al Museo del Novecento: una mostra omaggia Leonardo da Vinci attraverso il dialogo ideale con Lucio Fontana

In Sala Fontana, fino al 12 settembre, si svolge una lettura in chiave moderna dell’opera del maestro rinascimentale attraverso i lavori su carta e le sculture in ceramica di Lucio Fontana realizzate tra gli anni Trenta e i primi anni Cinquanta.

Creatività eccellenti molto distanti nel tempo in dialogo affascinante in uno dei luoghi più suggestivi del Museo e dell’intera città: un esempio della capacità degli artisti del Novecento di rileggere i grandi maestri del passato. Cavalli rampanti, guerrieri, centauri, cavalieri e cavalli marini, riproposti in molteplici soluzioni formali, plastiche e cromatiche animano Sala Fontana, in un ideale percorso cronologico che conduce alla famosa “Struttura al neon”.

www.museodelnovecento.org

Alla Fondazione Stelline L’Ultima Cena dopo Leonardo

Fino al 30 giugno, una grande mostra internazionale intitolata L’Ultima Cena dopo Leonardo, con la presenza di sei figure chiave della scena artistica contemporanea: Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Nicola Samorì, Wang Guangyi, Yue Minjun.

La mostra, prodotta dalla stessa Fondazione Stelline e a cura di Demetrio Paparoni, propone sei grandi artisti internazionali, di diversa tradizione culturale, che rileggono il tema dell’Ultima Cena a partire dalla raffigurazione che ne ha dato Leonardo, facendone una delle espressioni più alte della nostra cultura, in un originale dialogo tra oriente e occidente. L’Ultima Cena dopo Leonardo ha l’obiettivo di sottolineare come l’opera di Leonardo continui a contaminare l’arte contemporanea.

www.stelline.it/it

Fabbrica del Vapore: “Leonardo da Vinci 3d” in cattedrale

Fino al 22 settembreLeonardo da Vinci 3d” racconta il genio vinciano, la sua vita, le sue scoperte, le sue straordinarie opere d’arte attraverso la tecnologia più rivoluzionaria, tra realtà aumentata e ologrammi.

Prodotta da Medartec e Comune di Milano, con la produzione artistica dello studio fiorentino Art Media Studio, in collaborazione con Fratelli Alinari, il più antico archivio di immagini fotografico al mondo, la mostra è esposta alla Fabbrica del Vapore, luogo ideale per indagare l’artista e scienziato con un linguaggio tecnologico e multimediale, capace di restituire la genialità di Leonardo e farne apprezzare la straordinaria attualità, attraverso uno sguardo inedito.

“Leonardo da Vinci 3D” è stata ideata come un viaggio lungo oltre 500 anni e permette di conoscere ‘dal vivo’ il maestro del Rinascimento Italiano: è infatti lo stesso Leonardo, riprodotto in una creazione olografica a grandezza naturale, a raccontare le intuizioni e gli episodi che costellano il suo lavoro.

Il percorso della mostra narra l’intero universo leonardiano: dalla sala macchine alla mirror room dedicata al volo, fino alla grande sala immersiva. Cuore del percorso è la cosiddetta ‘mostra impossibile’: una galleria digitale che riunisce – per la prima volta in un unico spazio – i più celebri dipinti leonardeschi riprodotti a grandezza naturale, dalla Gioconda alla Vergine delle rocce.

www.fabbricadelvapore.org

Un’affascinante e suggestiva “visita guidata virtuale”

Per rievocare la vivacità culturale di Milano e della Lombardia ai tempi di Leonardo da Vinci e analizzare i rapporti che il Maestro intrattenne con la corte sforzesca e gli artisti suoi contemporanei, ecco una bella iniziativa.

Con proiezione di immagini e reading di passi del romanzo “Leonardo alla corte del Moro” di Dino Bonardi e del volume AA.VV., Il genio di Leonardo raccontato anche in milanese una suggestiva “visita guidata virtuale”.

info@meravigliedizioni.it

You are Leo”, sulle tracce di Leonardo

Un’emozionante esperienza culturale e turistica tra reale e virtuale nella Milano di Leonardo da Vinci In esclusiva mondiale You are Leo, il primo street tour dedicato a Leonardo da Vinci “Maestro Lombardo, fiorentino in Milano” nel suo lungo soggiorno milanese. You are Leo è dunque una passeggiata nel centro di Milano e al contempo un viaggio nel tempo, possibile grazie ad avanzate tecnologie che permetteranno al visitatore di ripercorrere i passi di Leonardo.

In seguito a un’importante ricerca scientifica per una corretta ricostruzione filologica, è stato creato un virtual tour che mostra Milano come poteva essere ammirata da Leonardo.

Un percorso a piedi di circa un miglio lombardo (1,8 km) e durata di circa 1 ora e 30 minuti. Ciascun partecipante verrà munito di un visore VR e sarà accompagnato da un esperto storico dell’arte che lascerà il posto agli occhi di Leonardo, per immergersi nei suoi luoghi, vedere ciò che lui stesso vedeva e lo spettatore diverrà Leonardo.

INFO

www.youareleo.com




Al via Fuoricinema Fuoriserie, la IV edizione è dedicata all’amore

di Franca Dell’Arciprete Scotti

Dopo lo straordinario successo delle precedenti edizioni – con oltre 80.000 presenze di pubblico e più di 150 ospiti in totale – torna per il quarto anno consecutivo Fuoricinema Fuoriserie, una maratona no-stop di incontri e proiezioni, un evento dall’anima pop totalmente gratuito che mette in contatto diretto il pubblico con artisti e personalità del mondo del cinema, dello spettacolo, della cultura e dell’informazione.

La direzione artistica è sempre costituita da Cristiana Capotondi e Cristiana Mainardi, anche ideatrici del progetto, e da Gabriele Salvatores, Gino & Michele, Lionello Cerri e Paolo Baldini. Per il secondo anno consecutivo la conduzione degli incontri sarà affidata a Marina Rocco. Insieme a lei vi sarà una madrina d’eccezione, Angela Finocchiaro, con il suo talento e la sua risata inconfondibile.

Quest’anno Fuoricinema Fuoriserie inaugura la stagione estiva con un giorno in più, svolgendosi dal 20 al 23 giugno tra Anteo Palazzo del Cinema e il Chiostro dell’Incoronata. L’arena che ospita la manifestazione, disegnata dall’Architetto Riccardo Rocco, prevede 1000 posti tra platea e zone circostanti. Su via Milazzo, chiusa al traffico, sarà previsto un red carpet per accogliere i grandi ospiti del festival.

L’amore viene declinato anche in amore per la città e per ciò che accade al suo interno. Si vuole dare particolare attenzione al tema delle periferie e della rigenerazione urbana, considerata come atto d’amore nella restituzione di luoghi alla città. A questo proposito lo street artist Neve, esponente del Neomuralismo in Italia, conosciuto in tutta Europa, regalerà un’opera permanente ispirata all’amore, che sarà realizzata nei prossimi giorni su una grande parete situata all’ingresso del Chiostro dell’Incoronata.

Arricchiranno l’offerta l’area food e il market place solidale, che hanno fatto delle precedenti edizioni un successo trasversale: a Fuoricinema Fuoriserie il pubblico potrà quindi seguire gli incontri, fare acquisti a scopo benefico, mangiare e bere qualcosa e assistere alle proiezioni di importanti anteprime nazionali. Il tutto a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Tra i partner la Fratelli Branca Distillerie: Brancamenta, e poi Punt e Mes, Caffè Borghetti, Fernet-Branca, Stravecchio Branca e Antica Formula saranno tra i protagonisti di questo imperdibile appuntamento milanese.

INFO

www.fuoricinema.com
www.brancadistillerie.com




Milano celebra Leonardo

Nell’ambito delle celebrazioni per i cinquecento anni della morte di Leonardo da Vinci, Milano celebra il genio toscano con un vario e vasto calendario di iniziative per ricordare il forte legame tra la città e quello che è considerato il “genio” per antonomasia. È il 1482, infatti, quando Leonardo giunge a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro, che ne fu il mecenate, e ci rimane per circa vent’anni, lasciando tracce della sua arte e della sua scienza.

Sulle tracce del genio

Una visita ideale sulle tracce di Leonardo parte dal Refettorio di Santa Maria delle Grazie, dove è si trova il Cenacolo, noto anche come l’Ultima Cena. Presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, invece, è custodito dal 1637 il Codice Atlantico, la più grande raccolta al mondo di disegni, progetti, scritti autografi di Leonardo, che spaziano dall’anatomia all’architettura, dalla scienza alla pittura.

Spostandosi invece al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (www.museoscienza.org) è possibile invece ammirare la più importante collezione a livello mondiale di modelli leonardeschi, realizzati tra il 1952 e il 1956 da un gruppo di studiosi, che si sono basati sui disegni dello scienziato. Fino al 13 ottobre, poi, presso il museo di tiene la mostra temporanea “Leonardo da Vinci Parade”, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera.

Si tratta di un accostamento inconsueto e inedito tra arte e scienza, dove i modelli leonardeschi, che spaziano dall’ingegneria alla tecnica, vengono messi a confronto con gli affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, valorizzando la collezione storica con cui il Museo inaugurava ufficialmente la sua apertura, nel 1953.

Una delle testimonianze più suggestive, invece, si trova presso la Sala delle Asse del Castello Sforzesco (www.saladelleassecastello.it/) dove Leonardo ha realizzato nel 1498 un finto pergolato con rami intrecciati che formano l’emblema vinciano del nodo che forma un cerchio che inscrive una doppia croce e una possente radice disegnata sulla parete est della sala.

La Sala sarà riaperta al pubblico il 16 maggio dopo una prima fase di restauri che riprenderanno nel 2020. Per l’occasione sarà possibile ammirare i disegni preparatori emersi durante i lavori, finora visibili solo ai restauratori, tra tronchi, paesaggi, rami e foglie che rimodellano la percezione dello spazio e confermano la volontà dell’artista di sviluppare il suo concetto di imitazione della natura.

Le mostre e gli eventi

Nove mesi di eventi e iniziative, dal maggio 2019 a gennaio 2020, celebrano il legame tra Milano e Leonardo. Vediamone alcune. Fulcro del palinsesto sarà il Castello Sforzesco, le cui sale ospiteranno la mostra Leonardo e la Sala delle Asse tra Natura, Arte e scienza (dal 16 maggio al 18 agosto) presso la Cappella Ducale. Nella Salam delle Armi, fino al 12 gennaio 2020, sarà allestito un percorso multimediale che ricostruisce la città come doveva apparire agli occhi di Leonardo tra il 1482 e il 1512.

Tre i progetti espositivi a Palazzo Reale, simbolo del potere sforzesco. Fino a luglio si tiene la mostra Il meraviglioso mondo della natura, che ha come filo conduttore la rappresentazione leonardesca del naturale. Dal 7/10 al 17/11 si tiene invece la mostra La Cena di Leonardo per Francesco: un capolavoro di seta e argento, che espone per la prima volta al pubblico dopo i restauri la copia del Cenacolo realizzata ad arazzo tra il 1505 e il 1510.

Il collettivo di artisti Studio Azzurro, fino a luglio, propone un percorso interattivo dedicato alle macchine leonardesche. Altre iniziative si svolgeranno al Museo del Novecento, presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, a Palazzo Litta e nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Programma completo su www.leonardomilano.org

La vigna di Leonardo

Nel 1498 Ludovico il Moro dona a Leonardo una vigna di 8300 mq situata sul retro della Casa degli Atellani. Il genio vinciano le era particolarmente affezionato, tant’è che, quando nel 1500 le truppe del re di Francia sconfiggono Ludovico Sforza e lo imprigionano, prima di lasciare Milano Leonardo affitta la vigna al padre del suo allievo prediletto Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì.

E anche quando i francesi la confischeranno, farà in modo di rientrarne in possesso. Nel suo testamento ne lascerà una parte al Salì e un’altra a un suo fedele servitore. Oggi la vigna e il museo annesso si possono visitare con tour guidati di 30 minuti (biglietto € 10 intero, € 8 ridotto).

Ossibuchi alla milanese

Ingredienti

  • 4 ossibuchi di vitello da 300 gr cadauno
  • 500 ml di brodo di carne
  • 1 cipolla dorata
  • 50 gr di farina 00
  • 50 ml di vino bianco
  • 40 gr di burro
  • 3 cucchiai di Olio EVO
  • Sale e pepe

 Per la gremolada

  • 2 spicchi di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • Scorza di 1 limone

In una padella mettete a rosolare la cipolla tritata finemente con il burro e l’olio. Incidete la membrana che circonda gli ossibuchi e passateli nella farina da entrambi i lati. Quando la cipolla sarà appassita unite gli ossibuchi e fateli rosolare. Bagnateli poi con un bicchiere di vino bianco, lasciate evaporare poi aggiungete il sale, il pepe e il brodo. Lasciate cuocere per circa un’ora e mezzo a fuoco lento, muovendo di tanto in tanto la padella per non fare attaccare gli ossibuchi. Nel frattempo preparate la gremolada, tritando insieme il prezzemolo, l’aglio e la buccia del limone. Aggiungete agli ossibuchi a 5 minuti dalla fine della cottura. Servite con abbondante sugo, accompagnati da un risotto alla milanese o dalla polenta.

COME ARRIVARE

In auto: Milano si raggiunge percorrendo l’A8 da Como e Varese, l’A4 da Torino, l’A7 da Genova e l’A1 da Bologna, poi tangenziale Ovest. A1 e A4 da Bergamo, poi tangenziale Est. In treno: sono presenti tre stazioni: Centrale, Cadorna e Garibaldi.

DOVE MANGIARE

*Trattoria Nuovo Macello, via Lombroso 20, Milano, tel 02/59902122, www.trattorianuovomacello.it

*Antica Trattoria della Pesa, viale Pasubio 10, Milano, tel 02/6555741, www.anticatrattoriadellapesa.com/

DOVE DORMIRE

*Star Hotel Rosa Grand Milano****, Piazza Fontana 3, Milano, tel 02/88311, www.starhotelscollezione.com/it/i-nostri-hotel/rosa-grand-milano

*Hotel Milano Castello***, via San Tomaso 2, Milano, tel 02/38241026, www.hotelmilanocastello.com

INFO

www.turismo.milano.it

www.comune.milano.it




12° Trofeo Milano: Weekend “d’epoca” al Castello

L’appuntamento è fissato per sabato 6 ottobre al Castello Sforzesco di Milano, dove nel pomeriggio la Piazza d’Armi del castello ospiterà l’esposizione di 100 auto e 40 moto selezionate tra gli iscritti del CMAE.

Per i partecipanti alla manifestazione, la giornata comincerà molto presto, perché già dalle 8.00 si ritroveranno all’hangar dell’aeroporto Militare di Linate, dove saranno ospiti dell’aeronautica Militare. Da lì i veicoli si separeranno in percorsi differenti tra auto e moto. Le prime seguiranno un percorso che si snoda per 60 km di campagne lombarde, durante il quale avranno modo di sfidarsi in prove di abilità e prove a tempo. I veicoli a due ruote, invece, punteranno direttamente a Milano, dove sosteranno in esposizione in Piazza della Scala dalle 10.30 alle 12.30, per poi riunirsi con le auto al Castello Sforzesco

Alle 18.30 la “Fanfara della 1^ Regione Aerea dell’Aeronautica Militare” saluterà il pubblico con un concerto. In serata poi, avverrà l’assegnazione del 12° Trofeo Milano, consistente in un vero fiocco terminale di una guglia del Duomo, concesso in comodato ventennale al CMAE.

Nonostante i veicoli presenti alla manifestazione siano di una certa età, riescono ad attirare anche molti giovani appassionati, grazie anche alla sezione “Giovani” del club, tant’è che la precedente edizione del trofeo è stata vinta da due giovanissimi soci.

CMAE, Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca, nato nel 1959, riunisce gli appassionati e i possessori di auto e moto d’epoca. È un club federato ASI con più di 2.000 soci che costituisce un punto di riferimento per tutti gli appassionati di auto e moto d’epoca. Si pone l’obbiettivo di tutelare il restauro e l’uso degli autoveicoli di interesse storico e di fornire aiuto per il reperimento di ricambi e l’archiviazione di dati e documentazioni bibliografiche.

 

Maggiori info manifestazione al sito del Trofeo Milano https://www.trofeomilano.com/edizione-2018

 




Il futurista Umberto Boccioni torna a Milano grazie alla collezione del Maon

La mostra si terrà in concomitanza con il palinsesto “Novecento Italiano”, organizzato dal comune di Milano e sarà aperta al pubblico dal 13 settembre fino al 14 ottobre, presso la Fondazione Stelline. Le 35 opere esposte appartengono al museo calabrese MAON, già autore in passato di due grandi mostre, dedicate proprio a Umberto Boccioni e Mimmo Rotella.

Il percorso espositivo della mostra è organizzato secondo una scansione temporale in due sezioni: la prima si intitola “Le Avanguardie Storiche e il Novecento Italiano” e copre il periodo 1900-1945. La seconda affronta il Dopoguerra e le Nuove Tendenze, ovvero il periodo compreso tra il 1945 e il 2000.

Il pezzo forte della raccolta, appartiene alla prima sezione ed è un dipinto pre-futurista di Boccioni, intitolato “Paesaggio marino con alberi”. L’opera è caratterizzata da una pittura sottile, rapida e filamentosa, che si collega a diverse opere prefuturiste della collezione Chiattone di Lugano, tutte eseguite attorno al 1908.

Umberto Boccioni, Paesaggio marino con alberi, 1908, olio su tela

Le opere della seconda sezione sono espressione dell’evoluzione che interessò le avanguardie storiche nel secondo dopoguerra. Qui possiamo trovare sperimentazioni sui materiali e le tecnologie e contaminazioni di generi con i paradossi linguistici.

È in questo periodo che si colloca la figura di spicco di Mimmo Rotella, che ha saputo fare da ponte fra il Dadaismo e la Pop Art, utilizzando dei ready made e le icone della pubblicità fotografica.

Mimmo Rotella, E Rosso. 1957, décollage

Tra i lavori esposti sono da ricordare anche alcuni assemblaggi di oggetti e ramoscelli di Alik Cavaliere, docente e direttore dell’Accademia di Brera a Milano.

Alik Cavaliere. Senza titolo, anni 70-80, bronzo e bottiglia

Per maggiori informazioni riguardanti la mostra potete consultare il sito di Fondazione Stelline: https://www.stelline.it/it/la-fondazione/mostre/contributi-al-novecento-da-boccioni-rotella-ai-contemporanei-la-collezione-del

Per avere più informazioni relative al palinsesto “Novecento Italiano” potete consultare il sito del comune di Milano: http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/news/primopiano/tutte_notizie/cultura/novecento_italiano_presentazione_palinsesto




WEEKEND CODE MAGGIO/GIUGNO 2018

NUOVA LINEA “JAGUAR” DELLA COMPAGNIA DEL VIAGGIO

Compagnia Del Viaggio festeggia 40 anni! Con l’obiettivo di utilizzare sempre materiali di alto livello, Compagnia Del Viaggio sviluppa la nuova linea “Jaguar” integrata ai grandi marchi del mondo del viaggio, come National Geographic. Fondata in Toscana da Roberto e la moglie Lucia, oggi è in mano alla seconda generazione.

GUIDA “MILANO AL FEMMINILE” DI ANNA DI CAGNO

Nelle librerie è arrivata la nuova Guida Turistica di Anna di Cagno “Milano al Femminile”, edita Morellini, dedicata alle donne che vogliono vivere e scoprire una Milano ricca di sorprese e fuori dai luoghi comuni. La scrittrice e giornalista nasce a Bari ma si trasferisce a Milano nel 1992. Da subito nasce una passione intensa tra il capoluogo lombardo. 11,90 Euro.

ZAINETTO PER WEEKEND DI ROBERTA DI CAMERINO

La Casa Roberta di Camerino, creata dalla celebre stilista veneziana degli anni ’50, ha realizzato borse senza tempo come “La Bagonghi”, indossata anche dalla Principessa Grace Kelly come vedete sulla copertina dell’Europeo del 1959. Oggi ha realizzato uno zainetto da viaggio che rispetta perfettamente le forme morbide e sciolte della sua linea, da sempre distintasi per la propria personalità ed eleganza.

LA NUOVA MAZDA MX-5 TOP LIMITED EDITIONS ALLA MAISON DI MODA POLLINI DI MILANO

Mazda ha presentato l’ultima serie speciale delle MX-5 Top Limited Editions nella splendida boutique Pollini a Milano. L’evento nella Maison di moda Pollini ha visto la partecipazione di esperti e celebrità, che hanno potuto apprezzare l’iconica roadster giapponese. La Casa automobilistica, che vanta la Spider più venduta al mondo, sancisce durante questo evento la partnership tra le due Aziende. Questa speciale edizione è dotata di un limitatissimo kit firmato Pollini con due borsoni da viaggio e due necessaire in tinta con la vettura.

 

Il Direttore della Comunicazione di Mazda Claudio Di Benedetto (alla guida) con il Direttore Generale di Pollini Marco Piazzi.

 

 




L’INTERVISTA DEL GIOVEDI’: Anna Di Cagno e la nuova guida “Milano al Femminile”

E’ disponibile online e nelle librerie “Milano al Femminile” (edizione Morellini, 11.90 Euro), la nuova guida turistica dedicata alle donne (ma non solo) che vogliono conoscere e vivere Milano liberamente, lontane dagli obsoleti pregiudizi che per anni hanno definito questa città buia e triste.

In questa Guida, la Capitale della Moda e del Design viene riscoperta: dalla “bela Madunina” ai locali più in del momento, un “vademecum” tascabile vi accompagnerà fino a farvi innamorare di una metropoli tutt’altro che grigia.

Anna di Cagno, giornalista professionista, nasce a Bari ma vive a Milano ormai da anni. Abbiamo intervistato per voi l’autrice, la quale, orgogliosa e appassionata della sua città, ci racconta una Milano rinnovata ed alla portata di tutti. Per Anna Di Cagno, Milano è un mondo moderno, all’avanguardia e sempre pronto ad accoglierti a braccia aperte.

La copertina della Guida “Milano al Femminile”.

Lei qui elenca una serie di quartieri milanesi con breve descrizione annessa, per esempio Porta Romana, i Navigli, il Quartiere Isola. Quale indicherebbe come quartiere da non perdere, per chi viene la prima volta a Milano?

Indubbiamente Porta Nuova, la nuova Milano è lì. Con i suoi grattacieli spettacolari, uno tra tutti il Bosco Verticale, e il suo meraviglioso mix tra vecchio e nuovo. Alle spalle di piazza Gae Aulenti si apre poi l’Isola, la zona hipster e “localosa” più alternativa della città.

Piazza Gae Aulenti.

Ritiene che Milano abbia fatto dei passi in avanti negli ultimi tempi, a livello sia estetico che di sicurezza e di apertura al mondo?

Io sono nata a Bari ma vivo a Milano dal 1992 e devo ammettere che quello che ho visto negli ultimi cinque anni ha dell’incredibile. Questa città si è trasformata: sono nati nuovi quartieri come il City Life, al fianco della già citata Porta Nuova, mentre i vecchi quartieri stanno vivendo una rinascita e un rilancio.

Complice, ma non solo, l’Expo. Expo è stato un evento che è durato solo un anno e ha portato molti soldi in città: Milano ha saputo usarli bene, ma questa onda lunga non accenna, per fortuna, a spegnersi e ci sta regalando una città in piena rifioritura, estetica e culturale. Nonostante tutti gli allarmismi, inoltre, questa città sta guadagnando anche in sicurezza, restando sicura soprattutto per le donne e questo nella Guida è sottolineato più volte.

City Life – Milano.

Cosa risponderebbe a quelli che definiscono Milano una città grigia e chiusa?

Che non la conoscono o che, purtroppo, non hanno avuto il tempo di fermarsi, perché Milano è in assoluto la città più accogliente in cui abbia mai vissuto. Io ho vissuto al sud, al centro e al nord quindi, nel mio piccolo, ho un buon osservatorio. Milano ha un cuore molto “terrone” (e non solo per la percentuale di meridionali che la caratterizza, tra cui la sottoscritta) ma perché è nella sua storia: “Milan g’ha el coeur in man”.

E’ la capitale del volontariato, è una città in cui tutti trovano uno spazio e un “posto al sole”, se hanno voglia di fare. È una città che non ti consente di piangerti addosso né di stare “coi man in man”. Magari cambi tre, quattro lavori nel corso della vita, ma se ti dai da fare, vieni premiato e sei accolto perché, diciamolo, i milanesi sono accoglienti.

Duomo di Milano.

Galleria Vittorio Emanuele II – Milano, 2018.

Corso Vittorio Emanuele II – Milano, 1930.

E’ una città che consiglierebbe a un giovane che viene qui a cercare lavoro?

Io trovo che Milano in quanto città in cui studiare non dia il meglio di sé: ci sono città universitarie molto più piacevoli, economiche e facili da vivere per uno studente. Come città in cui iniziare a lavorare, invece, è il migliore apprendistato che si possa fare. Milano non offre solo grandi opportunità di lavoro ma anche di vita, perché ti confronti quotidianamente con realtà e persone diverse. Un primo lavoro a Milano va cercato e non aspettato: questa è la prima lezione di vita che Milano dispensa.

Tra Fashion Week e Quadrilatero della Moda, Milano è senz’altro una città che detta le tendenze. Le grandi marche, però, hanno prezzi inaccessibili alla maggioranza delle persone. Pensa che esista una versione più “popolare” dell’alta moda?

Attenzione: la settimana della moda è nata per gli addetti al mestiere, molto chiusa, ma da quando è arrivato il fenomeno del Salone del Mobile – e del Fuori Salone – che ogni anno invade la città per una settimana con eventi e sfilate, quel mondo non è più così irraggiungibile. E siccome a Milano le antenne sono sempre dritte, c’è stata una commistione tra Moda e Mobile che in qualche modo si sono federati. Questo brulicare di iniziative accessibili a tutti ha fatto in modo che anche chi non fosse addetto al mestiere si sentisse parte di un mondo pieno di stimoli. Per esempio, chi torna poi a casa ed ha una boutique può mettere in pratica quanto imparato e vissuto qui. Inoltre, a Milano ci sono tantissime boutique, moltissime gestite e inventate da donne, che propongono una moda dai prezzi più accessibili. Nella nostra guida noi abbiamo cercato quelle più trendy e particolari.

Milan Fashion Week.

Dopo il lavoro, dopo le corse, tutti a fare il famoso “ape”. Ci consiglia due posti che secondo lei meritano una menzione?

Milano ha un’offerta davvero infinita: continuano ad aprire nuovi locali ed è difficile stare al passo. In primis, a me piace segnalare un locale che amo molto e che consiglierei alle donne che viaggiano sole o con amiche: il LùBar. È un posto magico, sembra di essere a Parigi nella sua migliore interpretazione. Un meraviglioso sapore d’altri tempi.

LùBar – interno.

L’autrice al LùBar.

Un altro posto che ha aperto recentemente proprio in Porta Romana, di cui parlavamo prima, è il Dabass. Con un arredo vintage, questa location offre sia aperitivo che cena ed è costruito al piano terra del “Flatiron di Milano”. Anche se si viene da sole non ci si sente un pesce fuor d’acqua.

Lei ha dedicato la sua Guida al lato femminile di questa città: che consiglio darebbe alle giovani donne che girano in questa città da sole?

Di non lasciarsi bloccare dai pregiudizi datati. A Milano le donne hanno una possibilità di azione come in poche altre città italiane. Prendersi un aperitivo da sola, secondo me, è un’esperienza che una donna giovane deve vivere perché ti trovi a parlare con chiunque. E non mi riferisco alle antiche tecniche di rimorchio (oggi si rimorchia con le App!), ma al desiderio di incontrare gente nuova, di parlarsi. Si può incontrare la ragazza di vent’anni così come la professoressa appena uscita dal consiglio d’istituto che va a bersi un calice di vino bianco. Questo ti dà il polso di una città che non lascia soli.

Infine, cosa vorrebbe dire di Milano oggi?

Venite a Milano, anche solo due giorni. Magari in settimana, così nel weekend si può andare al mare. Venite a vivere Milano da turisti, scopritene i capolavori e l’atmosfera. Qui c’è un’altra aria, forse con un po’ più di smog che in altre località, ma ne vale davvero la pena.

I consigli dell’autrice…

10 posti nuovi da provare:
1. Spirit de Milan, uno spazio unico ricavato in una vecchia fabbrica di lampadari in cui bere, mangiare a tavoli comuni e ascoltare concerti;

2. Terrazza Torre Prada, inaugurata da poco, il nuovo edificio della Fondazione Prada incanta per la sua bellezza e la vita sulla zona sud della città. Al suo interno, un bar e un ristorante da lasciarci gli occhi;

3. TipA, si chiama tipografia alimentare e si trova alle spalle del famoso Zelig. Ideale per aperitivi o spuntini veloci, offre cibo e vini bio;

4. Bakery Gourmet, nel cuore di Brera l’ultima creatura della catena Pandenus affidata allo chef Enrico Bartolini;

5. Locanda Perbellini, un bistrot dai prezzi accessibili per gustare una cucina stellata nel cuore storico di Milano;

6. Eclair de génie, una pasticceria rock in via Sarpi, la China Town meneghina in pieno rilancio d’immagine e sapori;

7. Ambaradan, una pizzeria dal costo variabile: il cliente paga in base alla soddisfazione;

8. Cracco in Galleria, per chi può permettersi una cena di lusso, ma anche per un caffè very extraordinary;

9. Igino Massari, là dove si entrava per prelevare dai Bancomat di Banca Intesa oggi ci ferma per assaggiare i meravigliosi dolci del famoso pasticcere;

10. Exit, un chiosco di gastronomia urbana in cui spiluccare piatti semplici e curati nel cuore finanziario di Milano.

 

Ricette tipiche

A parte l’intramontabile risotto con ossobuco rigorosamente con gremolata, sicuramente la novembrina Cassoeula, i Mondeghili, le polpette fatte con gli avanzi del lesso, la Busèca (la trippa alla milanese con fagioli bianchi di Spagna), il Pan de’ mei e i biscotti di farina gialla.

 

Carlotta Ruocco

 




Settimana della moda Milano: serata chic con Mazda e Pollini

In corrispondenza dell’ultima Milano Fashion Week, Mazda ha presentato la nuova MX-5 Limited Edition, frutto della collaborazione con la casa di moda romagnola Pollini. L’evento si è svolto nell’atelier Pollini, proprio nel cuore del Quadrilatero della moda, ed ha attirato esperti del settore ma anche celebrities e personaggi di spicco.

Dopo la Mazda CX-3 Limited Edition, le due aziende, accomunate dal gusto per la tradizione ed allo stesso tempo per l’innovazione, hanno rinnovato la partneship e hanno avviato un nuovo progetto che ha dato vita all’elegante roadster Mazda MX-5 Limited Edition.

A rappresentare il “matrimonio” fra i due brand, alla guida della MX-5 Claudio di Benedetto, direttore communication di Mazda Italia e Marco Piazzi, direttore generale di Pollini SPA

La nuova MX-5 si contraddistingue per le linee sinuose della carrozzeria, gli interni raffinati, caratterizzati da ecopelle e stampa monogram Pollini Heritage che riveste gli interni delle portiere, il vano portaoggetti e le alette parasole.

Munita di trasmissione manuale a 6 rapporti, questa edizione speciale in tre esemplari unici, identificati con badge numerato in plancia, è dotata di un kit Pollini appositamente disegnato per la vettura, composto da due borsoni da viaggio, due necessaire con profili in tinta e un paio di sneaker coordinate, il tutto contraddistinto dal badge dell’edizione limitata.

Necessaire monogram Pollini Heritage

Ma qual è il leitmotiv della collaborazione? La cura nei dettagli e la passione per l’arte manifatturiera, che accomunano entrambe le aziende, sono due elementi che hanno permesso l’intesa tra l’eleganza e l’artigianalità di Pollini e la tecnologia di Mazda.

Disponibile in soli tre colori, Soul Red Crystal, Ceramic e Jet Black, MX-5 nasce in edizione limitata ed è già possibile acquistarla esclusivamente online, sul sito Mazda www.mazda.it.

 

 




Notti Trasfigurate 2018: torna a Milano la rassegna della Civica Scuola di Musica

Milano è uno dei fiori all’occhiello dell’Italia per quanto riguarda le iniziative culturali. Con l’arrivo della bella stagione e il desiderio di assaporare l’inizio dell’estate, gli eventi poi si moltiplicano in giro per la città. Oggi ad esempio inizia la tradizionale rassegna annuale della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, Notti Trasfigurate 2018, che si terrà nel cortile di Villa Simonetta (via Stilicone 36). Anche per questa edizione, che parte oggi per concludersi l’11 luglio, l’obbiettivo rimane sempre quello di dimostrare il talento dei giovani musicisti degli Istituti che compongono la Civica.
Suoneranno per milanesi e turisti numerosi solisti e gruppi di studenti provenienti da tutto il mondo che ci faranno ascoltare dalla musica classica alla contemporanea, dal jazz alle più conosciute melodie del cinema.
Il pubblico potrà godersi le esibizioni gratuitamente e potrà anche, a partire dalle 19.30, fare un aperitivo nella villa prima dei concerti.

Ecco il programma dei 10 appuntamenti:

Martedì 19 giugno 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Sacro e profano – Mozart e Rutter
W. A. Mozart, Sinfonia KV 504 Praga
J. Rutter, Requiem per soprano solo, coro e orchestra
Cori e Orchestra della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
Mario Valsecchi, direttore

Mercoledì 20 giugno 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Don Giovanni, o il dissoluto punito
selezione dall’opera, in forma scenica con riduzione per pianoforte
musica di W. A. Mozart
Libretto di L. Da Ponte
Kuniaki Ida, regia
Maurizio Carnelli, direttore

Martedì 26 giugno 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Recital lirico
Recital in memoria di Vicenzo Manno, docente di canto lirico

Mercoledì 27 giugno 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Workshop Big Band
Songbook
Luca Missiti, direttore
Enrico Intra, pianoforte
Paolo Tomelleri, clarinetto
Emilio Soana, tromba
Sophia Tomelleri, sax contralto

Giovedì 28 giugno 2018 ore 21.00
ore 19.30, Aperitivo in musica
1a parte
Emma and the blue Baku
musica di Bruce Adolphe
libretto di James M. Bradburne
Kuniaki Ida, regia
Marcello Parolini, direttore
2a parte
Bach e Hindemith
Orchestra dei Giovani della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
Carlo De Martini, direttore

Martedì 3 luglio 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Follia barocca
musiche di G. F. Handel, A. Vivaldi, G. P. Telemann, D. Gallo

Mercoledì 4 luglio 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Musica dal vivo per cortometraggi – 3 videoclip e 10 corti
musiche dal vivo su proiezione su grande schermo
in collaborazione con Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti

Giovedì 5 luglio 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00, Song, opera e lieder
musiche di G. Verdi, P. I. Čajkovskij, F. Cilea, R. Wagner, U. Giordano, R. Schumann, C. Debussy, R. Hahn, F. Poulenc, E. Elgar

Martedì 10 luglio 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Laboratorio Novecento
musiche di P. Burgan, I. Fedele, K. Stockhausen, F. Martin, G. Ligeti, D. Šostakovič, J. Cage

Mercoledì 11 luglio 2018
ore 19.30, Aperitivo in musica
ore 21.00 Classici e contemporanei
musiche di G. Donizetti, J. Ibert, R. X. Rodriguez, P. Glanville – Hicks, C. Ives, A. Ginastera, M. Nyman

Non mancate!




A Milano torna la Photo Week

Dopo la Fashion Week, la Food Week, la Design Week, la Music Week e (l’ultima) Arch Week, ecco la settimana dedicata a tutti gli appassionati di fotografia. Torna infatti, nella sua seconda edizione e dopo il successo dell’anno scorso, la Photo Week. Quindi, milanesi, turisti e visitatori, non lasciatevi scappare questa iniziativa se siete amanti dell’obbiettivo!

Si tratta di una settimana (dal 4 al 10 giugno 2018) caratterizzata da una variegata e diffusa offerta culturale con un unico tema centrale, quello della fotografia appunto. Ci saranno sparsi per Milano eventi, workshop, mostre, presentazioni, conferenze ed esposizioni per un totale di oltre 150 eventi. Il capoluogo lombardo sarà, come al solito, in totale fermento. Tante saranno anche le istituzioni coinvolte, oltre al Comune di Milano che patrocina l’iniziativa: GAM, Triennale di Milano, Museo di Fotografia Contemporanea, Fondazione Stelline, Fondazione Prada, Frigoriferi Milanesi e Palazzo Litta.

Tra gli eventi da non perdere ve ne indichiamo alcuni e vi rimandiamo per maggiori dettagli e informazioni su tutta la settimana giorno per giorno al sito ufficiale della Photo Week 2018, www.photoweekmilano.it

Vi consigliamo innanzi tutto di visitare Palazzo Reale, che ospita il bookshop specializzato in fotografia, quattro esposizioni simultanee, vari incontri, e, grazie alla collaborazione con Spazio Anteo, il cortile sarà sede di un cinema all’aperto.

In secondo luogo, vi consigliamo vivamente di controllare il programma in corso alla Galleria Carla Sozzani, che invece ospita degli incontri, alcuni dei quali con dei vincitori del World Press Photo 2018, uno dei più autorevoli premi di fotogiornalismo internazionale.

Buona Photo Week ad appassionati e non!




Torna Milano Arch Week, la settimana milanese dedicata all’architettura

Se desiderate visitare Milano e, soprattutto, se siete appassionati di architettura, questa è la settimana perfetta per voi. Dopo la Fashion Week, la Design Week e la Food Week, oggi vi parleremo della Arch Week.

Torna infatti nel capoluogo lombardo la settimana dedicata all’architettura. La Arch Week 2018 inizia oggi, mercoledì 23 maggio, e termina domenica 27 maggio, con un programma fittissimo e ricco di eventi sul tema dell’architettura e anche sul futuro di una città all’avanguardia e internazionale come Milano.

La Triennale di Milano

Quest’anno la Milano Arch Week 2018 avrà infatti come titolo “Urbania, uno sguardo sul futuro delle città” e si impegnerà quindi in una riflessione su cosa il futuro riserva all’architettura in un momento storico caratterizzato da una certa complessità urbana. Gli incontri e gli scambi di idee avranno luogo al Politecnico di Milano, alla Triennale di Milano e alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, tre delle istituzioni più rappresentative per la formazione del pensiero architettonico e del dibattito sulla città.

Questa iniziativa è alla sua seconda edizione e, come nella prima, vedrà il succedersi di interventi di professionisti di fama internazionale tra cui quattro vincitori del Pritzker Prize: Jacques Herzog, che il 24 maggio alle 18.30 è invitato alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli; Kazujo Sejima, che sempre il 24 alle 18.00 parlerà al Politecnico di Milano; Whang Shu, che il 26 maggio alle 18.00 sarà alla Triennale; e infine Toyo Ito, che sempre in Triennale interverrà domenica 27 maggio alle 21.00.

Tanti altri sono i nomi importantissimi sul programma della Arch Week: da Carrilho Da Graça a Paolo Verri, dall’Ensamble Studio a Iñaqui Carnicero, da Ecosistema Urbano a Patrick Blanc. Ci saranno poi le conversation che prevedono interessantissimi dialoghi tra architetti di spicco: in particolare Jacques Herzog & Stefano Boeri, Francesco Librizzi & Cino Zucchi, David Adjaye & Stefano Boeri, Paola Antonelli & Joseph Grima, Alessandro Mendini & Michele De Lucchi, ecc.

Per il programma completo e per maggiori informazioni visitate il sito www.milanoarchweek.eu