La cover che stampa le polaroid

Ora potrete rendere reali all’istante i vostri scatti. Come?  Prynt una cover per Iphone vi permetterà di stampare i vostri scatti proprio come una vecchia polaroid. Se siete amanti del vintage non potrete farne a meno!

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Prodotti affrontabili per tutti: ecco come Prynt mette a tacere il mondo dei giganti della tecnologia con questa cover per iPhone e Android che è anche stampante (immediata) di polaroid: ovvero scatti con lo smartphone e poi opzioni di inviarla alla stampante-cover. Risultato: non un effetto polaroid ma vere polaroid mignon che si prefiggono di essere un ponte tra la tecnologia di ieri e le ossessioni di oggi.

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Con 99 dollari e 5 dollari di pellicola è possibile toccare con mano lefoto scattate Si scatta, si stampa e si regala. Si scatta, si stampa e si guarda. Si scatta, si stampa e si pensa: per esempio a quante fotografie inutili realizziamo e a quali, invece, sono così belle anche se non ricordiamo.

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Il progetto naturalmente ha un filo di hipsteria degno della polaroid versione anni Zero: quindi le cover sono in colori pastello che vanno dall’acquamarina al rosa e la stampante ha una silhouette che sembra una macchina digitale e allo stesso tempo è una pratica cover anti urto. È possibile già preordinarla sul sito ed è compatibile con iPhone 5, 5S, 5C and 6, e con Samsung Galaxy S4 e S5.




Quattro zampe in fiera

L’evento più importante evento dedicato agli amanti di cani e gatti. Due giorni di divertimento, apprendimento e tanto shopping.

Due giorni per divertirsi insieme, padrone e amico peloso, per giocare in acqua, correre all’aperto e imparare a conoscere lo splendido mondo animale tra divertimento, novità e tanto shopping. Tutto questo e altro ancora è Quattrozampeinfiera, il più importante evento dedicato a tutti gli amanti di cani e gatti. Sono due le grandi città che ospiteranno la grande kermesse: la prima a Napoli, il 18 e 19 aprile presso la Mostra d’Oltremare e la seconda a Milano, il 3 e 4 ottobre presso il Parco Esposizioni Novegro.

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I padroni potranno cimentarsi con i loro amici fedeli nelle varie attività sportive con le piscine destinate all’AquaDog tra tuffi e acrobazie ed assistere a dimostrazioni di salvataggio. Ballare nel ring della Dog Dance, esercitarsi nella DogAgility, imparare l’attività di riporto con il Retrieving, capire la disciplina dello Junior Handling, giocare con lo Scent Game e tanto altro ancora. Di tutto e di più a Quattrozampeinfiera, seconda edizione Partenopea, tanti i prodotti da acquistare direttamente dalle aziende più rinomate di mangimistica, accessori, prodotti per la salute, integratori a quelle di servizi innovativi e di tendenza.

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Ci sarà spazio anche per il fashion nella Luxury Box, un’area cult dove scoprire le eccellenze e i lussi di ogni giorno e tutto ciò che fa tendenza. Per essere sempre sull’onda dei social, sarà  possibile con il Pet Selfie,  inviare uno scatto e diventare protagonista della pagina Facebook Quattrozampeinfiera. Non può di certo mancare il salone di bellezza  dove poter far toelettare i vs cani da famosi esperti e imparare tutto sulla loro igiene. Tra le aree più attese, il Dog Carpet Show, sul quale si alterneranno spettacoli, intrattenimento e incontri con esperti. Sul carpet, oltre alla musica e al divertimento, una passerella di alcune delle razze caninine italiane riconosciute dall’Enci e la possibilità di vivere un momento di celebrità in compagnia del proprio cane!

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Novità di quest’anno la nuova area del Dog World con le migliori razze canine internazionali che affiancherà il Felis World, un intero padiglione dedicato al gatto e al suo mondo. L’occasione perfetta per conoscere i nostri amici a quattro zampe e le loro diverse razze, preferenze e abitudini per imparare a vivere in armonia con loro. I visitatori potranno testare l’affidabilità del proprio cane con gli esperti giudici ENCI che presenzieranno il ring dedicato al CAE1 – Cane Buon Cittadino.

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Insomma Quattrozampeinfiera è un evento unico nel suo genere, organizzata dalla società Tema Fiere, una fiera pensata per essere a misura di cani e gatti. L’unica manifestazione alla quale partecipare col proprio amico peloso. L’ingresso alla fiera è a pagamento. Prevendita on line € 6, scaricando il Buono Sconto dal sito Internet www.quattrozampeinfiera.it  € 7. Prezzo intero € 10. Ingresso gratuito per i bambini 0-10 anni, cani e gatti. Per informazioni è possibile mandare una email info@quattrozampeinfiera.it o btelefonare al numero 0362 334242 o visitare il sito www.quattrozampeinfiera.it

 




Google Street View esplora la foresta amazzonica

Google non smette di stupire, e dopo la prodezza compiuta tra i ghiacci della Groenlandia si addentra negli angoli più nascosti della foresta Amazzonica con il servizio Street View. Le bellissime immagini sono state raccolte navigando su oltre 500 km di corsi d’acqua e 20 km di sentieri in collaborazione con il servizio mappe di Mountain View e con la Fondazione Amazonas Sustainable (FAS).

La raccolta di immagini è stata effettuata con il “Trekker Loan Programm”, che per la prima volta è stato montato su teleferica garantendo un suggestivo viaggio tra gli alberi secolari, fronde, liane e sentieri. Il lavoro di Google permette di mettere a disposizione di chiunque seduto davanti a un pc un patrimonio di milioni di piante, animali e specie di insetti.

Google Street View esplora la foresta amazzonica
Google Street View esplora la foresta amazzonica

Grazie alle funzioni di Street View, è possibile rivolgere lo sguardo verso l’alto per ammirare una vegetazione così fitta che a malapena lascia filtrare i raggi del sole. Una esplorazione che permette di uscire dall’ombra del sottobosco, solcando virtualmente le acque del Rio Aripuana, del Rio Mariepaua, per poi entrare nel Rio Madeira, uno dei maggiori affluenti del Rio delle Amazzoni.

Infine, Street View fa tappa in una delle 17 comunità indigene che vivono lungo il fiume e in simbiosi con la foresta. La Fondazione Amazonas Sustainable, auspica che condividendo le immagini della foresta Amazzonica aumenti la consapevolezza e le azioni di supporto per la conservazione di queste aree.




Quando il ristorante si fa green

Ecologici, biologici, a chilometro breve, del territorio. Molti ristoranti sono sempre più sensibili alle istanze green del consumatore. E così si impegnano a utilizzare ingredienti dell’orto o della zona, a scegliere materie prime da coltivazione integrata, a non sprecare e rispettare la stagionalità degli ingredienti usati. Eccone alcuni che ci hanno convinti.

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Il noto top chef Davide Scabin, in collaborazione con la sorella Barbara e il cognato Giovanni Ghigo, ha inaugurato a Ivrea un locale che unisce passato e futuro della ristorazione. Una trattoria con specialità e ingredienti del territorio piemontese, come Il Tonno di coniglio con Salsa brusca astigiana, lo Scamone di vitella piemontese glassata al forno con salsa di acciughe, e altri piatti che – da nord a sud – rappresentano la tradizione italiana: grandi classici, riletti e riproposti con mano d’autore in chiave contemporanea.

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Anche il servizio seguirà un mood d’antan: le pietanze non sono impiattate ma arrivano al tavolo in una pentola da cui l’ospite si potrà servire direttamente. Il tutto a prezzi assolutamente democratici: circa 20 € a pranzo,35 a cena. Da vedere oltre alla bella piazza principale, vale la pena di fare un salto a visitare il Duomo, che sorge su antichi resti romani sui quali, attorno al V secolo, fu edificata la chiesa cristiana, a struttura romanica. In seguito, dopo un terremoto, fu ricostruita e prese la forma attuale, che si rifà allo stile del Bramante. Immancabile la visita al castello delle tre torri, costruito nel 1357 da Amedeo VI di Savoia.

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Corso Botta 38
Ivrea (To)
Tel. 333 3146158
www.blupum.com

RISTORANTE MARCONI

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Aurora Mazzucchelli, figlia d’arte (il padre cuoco, la mamma sfoglina), da subito è entrata a lavorare nel ristorante di famiglia, di cui tiene le redini dal 2000. Una chef che è riuscita, con il fratello Massimo, a dare una svolta verso l’alta cucina (il ristorante ha una stella Michelin) al locale, in cui i piatti sono imperniati su ingredienti a chilometro zero. Un principio fondante anche per la carta dei vini selezionata da Massimo, quasi completamente composta da etichette biologiche e biodinamiche. Poi è la grande creatività e gusto della chef a fare di un pranzo al Marconi una esperienza gourmet.

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Ristorante Marconi

Via Porrettana n.291
Sasso Marconi (Bo)
Tel. 051 846216
www.ristorantemarconi.com

DA VEDERE

Il paese prende il nome da Guglielmo Marconi, l’inventore del telegrafo, che a soli 27 anni con la sua invenzione era già diventato famoso nel mondo. A Sasso Marconi c’è il mausoleo a lui dedicato, con una imponente statua bronzea del più eminente cittadino.




QUANDO L’AEROPORTO DIVENTA UNA CITTA’

Avete presente i soliti cupi e stressantissimi aeroporti dove almeno una volta nella vostra vita avete atteso un volo in ritardo non sapendo come impiegare quel tempo d’attesa infinita? Bene, dimenticateli. Gli aereoporti del futuro saranno delle vere e proprie metropoli, così pieni di comfort che il lungo tempo d’attesa, nel caso il vostro volo tardasse, vi sembrerà troppo poco…

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Palestre, giardini zen, negozi, cinema, spa zone lavoro e zone gioco. Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando del Changi Airport di Singapore che più che uno scalo di passaggio sembra una vera e propria città. Quaranta metri di edificio che non ha nulla da invidiare ad una vera metropoli. Benvenuti nell’era delle città aeroportuali: da Hearthrow a Charles de Gaulle, l’ultima sfida planetaria è la proliferazione dei megascali tanto che i sociologi hanno coniato una nuova categoria: i “Transumer” cioè in consumer-on-transit.

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Basta pensare all’Al-Maktoum di Dubai che nel 2020 si trasformerà in una vera e propria metropoli e si assicurerà un traffico complessivo da 200 milioni di passeggeri l’anno diventando l’aeroporto più grande del mondo.

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Tra le più sorprendenti città aeroportuali del 21esimo secolo c’è il Mexico City International airport, un’opera titanica da 555mila metri quadrati di pura sostenibilità, dove l’energia si ricava dalla luce solare e l’acqua piovana viene riciclata (sarà ultimato nel 2018).

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Il più sorprendente però è il giapponese Mount Fuji Shizuoka airport, progettato dal premio Pritzker Shigeru Ban, ispirato alle piantagioni di tè ch si trovano sotto il monte, costituito da un soffitto a volta in legno che filtra la luce del sole, sarà tra le più spettacolari prossime inaugurazioni.

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Nell’attesa che vengano costruiti intanto potrete giocare a golf nell’aeroporto di Abu Dhabi, ballare fino a notte tarda allo scalo di Monaco, praticare yoga in quello di San Francisco e dormire in camere insonorizzate in uno dei terminal di Dubai. Il premio per l’originalità lo vince lo Schiphol di Amsterdam dove l’agenzia Schiphol Weddings organizza matrimoni direttamente allo scalo

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URBINO RESORT vince il Premio “VILLAGGIO ECO”

URBINO RESORT nella Tenuta Ss. Giacomo e Filippo annuncia l’assegnazione del Green Travel Award 2015 – Premio GIST come migliore “Villaggio Eco”, con targa ufficiale ricevuta il 13 febbraio a Milano, nell’ambito della BIT – Borsa Internazionale del Turismo.

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Il prestigioso riconoscimento, attribuito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica è andato quest’anno alle migliori realtà italiane della ricettività turistica. Tra le 5 eccellenze italiane selezionate dalla giuria, URBINO RESORT si è distinto tra i luoghi da scoprire a ritmo lento, in completa sintonia con la natura.

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URBINO RESORT

Nelle Marche, ai piedi di Urbino, URBINO Resort è una incantevole struttura finalizzata all’ospitalità ma anche e soprattutto alla valorizzazione di uno degli angoli più pregiati d’Italia, nel cuore del Montefeltro. La Tenuta propone propone pernotti e prima colazione Bio, con alloggio presso gli storici edifici denominati ; 33 unità abitative tra camere doppie, suite e family suite, ideali per famiglie con bambini.

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A disposizione degli ospiti il percorso di benessere olistico e trattamenti naturali alla SPA-Centro benessere, e inoltre Piscina esterna immersa nel paesaggio, Giardino botanico con erbe rare, l’Organic Bar e l’esclusivo Ecospaccio dove si possono trovare i vini, olio e miele, rigorosamente bio. La tenuta comprende inoltre il Ristorante La CanonicaURBINO DEI LAGHI Ristorante e Naturalmente Pizza. Per chi ama le passeggiate a cavallo a disposizione il maneggio URBINO Horses.

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Ultima novità della Tenuta la produzione di vini con certificazione biologica I.M.C. al 100. I vini sono distribuiti nelle migliori enoteche e ristoranti del territorio e sono a disposizione presso l’Ecospaccio di URBINO Resort.
TENUTA Ss. Giacomo e Filippo > URBINO RESORT
Via San Giacomo in Foglia 7 – Loc. Pantiere – 61029 Urbino
T +39 0722 580305 – F +39 0722 580798
www.urbinoresort.it – info@urbinoresort.it




Un San Valentino hi tech..

Siete stanchi dei soliti regali di San Valentino? Ecco i nostri consigli per San Valentino 2015.

Domani è Sabato 14 febbraio scatta l’ora X per tutti gli innamorati. Se cioccolatini e rose rosse sono pensieri sempre graditi, ma certe smancerie non fanno per voi, Cupido può fare breccia nel cuore della dolce metà anche con regali hi tech.

Go4Fun impreziosisce la GoPro, la videocamera più amata dagli sportivi, con supporti accessori colorati in alluminio anodizzato. Per San Valentino sono stati pensati i case personalizzati per lui e per lei, realizzati in diverse nuances all’ultima moda.

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Per chi ama le due ruote, moto o bici che sia, must have impredibile è l’Extension Arm, un utile accessorio per riprendersi in viaggio da una prospettiva totalmente nuova.

Bang & Olufsen celebra le coppie con il colore dell’amore con tre elegantissimi prodotti – il diffusore wireless compatto BeoLab 17, il diffusore wireless di alta gamma BeoLab 20 e lo Smart TV BeoVision 11 – nella versione rosso seducente, realizzati dalla rinomata fashion designer danese Stine Goya.

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Samsung pensa alle coppie più giovani con la serie Galaxy A, la nuova gamma di smartphone dedicata a chi ama uno stile fresco e dalla connessione veloce 4G/LTE per accedere in qualunque momento ai propri canali social. I tre Galaxy A3, A5 e A7, rispettivamente 6.9mm, 6.7mm e 6.3mm, sono i telefoni del colosso sudocreano più sottili fino ad oggi e vantano un design curato in ogni dettaglio. Tutti i dispositivi hanno infatti la scocca in metallo che si adatta perfettamente al gusto personale di ognuno grazie all’ampia varierà di colori in cui sono disponibili: Pearl White, Midnight Black, Platinum Silver eChampagne Gold. I nuovi Galaxy A3 e A5 sono disponibili sul mercato a partire dal 16 gennaio al prezzo rispettivamente di 309,90 e di 409,90 euro. L’arrivo di Galaxy A7 è previsto per fine marzo.

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Le fashion addicted che possiedono un Galaxy S5 apprezzeranno senza dubbio la cover che Cruciani C ha disegnato per rivestire di lusso lo smartphone di punta di Samsung, pendant perfetto ai famosi braccialetti in macramè della Maison.

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RENZO PIANO: IL RINASCIMENTO SOSTENIBILE DELLE PERIFERIE

Rigenerare le città e il territorio, a partire dalle periferie urbane: dal manifesto di Renzo Piano l’idea di un nuovo Rinascimento.

Bergamo, 24 gennaio 2015. Molti spunti interessanti nel convegno di Fondazione Italcementi: dagli esempi concreti di città che hanno saputo rigenerarsi alla riflessione sul indispensabile ruolo dell’innovazione nei materiali e nelle tecnologie per un nuovo rinascimento del Paese.

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L’Architetto Renzo Piano e una immagine del Convegno 

Rammendare le periferie attraverso la rigenerazione urbana, per un nuovo Rinascimento del nostro Paese. È partita dal manifesto di Renzo Piano (Senatore a vita per meriti architettonici) la riflessione promossa dall’annuale convegno di Fondazione Italcementi: Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. Sono sempre stato convinto che il grande tema per i prossimi decenni sono le periferie: sono stati centri storici negli anni ’60; subito dopo la guerra i centri storici venivano considerati come qualcosa da dimenticare, poi finalmente è stato chiarito che invece erano essenziali. E quella è stata una battaglia vinta in qualche maniera negli anni ’60, ’70, ’80 è diventato chiaro; oggi negli anni 2010, 2020, 2030, 2040, 2050, tutti questi anni, la grande scommessa sarà quella delle periferie. Le periferie sono la città che sarà, o che non sarà, è ma se non sarà saranno guai grossi, perché è lì che è la forza, l’energia delle città.

London_(Panorama)_(8162101805)_cropped_Steve CollisLondra – Foto: Steve Collis

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 Mediamente l’80, 90% delle persone vivono in periferia,  in tutte le città, e non c’è niente di male, se non che la  parola “periferia” è sempre associata al aggettivo  “degradato”, lontana, abbandonata, triste. E non è  immaginabile perché è lì dove le città hanno il loro  futuro, ed è la grande scommessa. La prima cosa  ovviamente da fare è non crearne di nuove, per la  semplice ragione che sono insostenibili. Si parla tanto di  sostenibilità, beh quella è la prima insostenibilità: non si  possono fare altre periferie. Allargare le città a macchia  d’olio, per esplosione, significa fare sostanzialmente dei  quartieri che poi devono essere serviti da strade, da  servizi, da impianti, dalla raccolta dei rifiuti, dalle  fogne, da mille cose per cui la città diventa insostenibile,  diventa dispersa, perde anche di forza. Questo è un  aspetto che è al tempo stesso, come dire, tecnica, cioè economica, ma poi anche umano, perché evidentemente a questo punto queste periferie continuano a essere periferie, periferiche per l’appunto, monofunzionali. Questa è la ragione per cui e non l’ho certo deciso io – l’economia stessa della terra, di tutti i paesi, ha deciso che non si possono continuare a fare nuove periferie. Anzi, quel che è successo, in molte città, Londra credo che sia stata la prima a dotarsi della cosiddetta “green belt”, cioè la “cintura verde”; cominciò ben prima di Ken Livingstone, poi continuò con Ken Livingstone, ma oggi è acquisita. Londra si è dotata di una cintura, di una linea verde tutta attorno alla città, oltre alla quale non si deve costruire, oltre alla quale la campagna resta campagna. Cosa vuol dire questo? Perché qualcuno lo interpreta come un’impossibilità di crescere? Questo è un errore.

Costruire sul costruito Basta capire che si deve crescere per implosione, non per esplosione, non facendo ancora altre periferie, ma completando il tessuto che già esiste, costruendo sul costruito, andando a occupare tutti quegli spazi che normalmente vengono definiti in inglese “brown field”, definiamoli spazi compromessi, spazi cementificati. Ecco, questa famosa cementificazione, abbiamo cementificato tanto. Bisogna smettere di farlo esternamente, ma possiamo trasformare tranquillamente molto cemento all’interno delle città in quartieri, in qualcosa di diverso, possiamo urbanizzarli. Questi luoghi sono come dei buchi neri all’interno delle città, sono le aree industriali dismesse, quelle ferroviarie dismesse, talvolta quelle militari, ce ne sono tante; nella mia carriera ne ho incontrati di tutti i colori, comprese quelle politiche, perché nel bel mezzo di Berlino c’era tutta l’area dismessa del muro di Berlino. E stranamente quello era proprio mittel, cioè il centro, il cuore di Berlino.

Cercasi bellezza E poi c’è un’altra cosa di cui voglio parlare ad ogni costo, perché, mentre dei centri storici nelle battaglie avvenute ormai negli anni ’60, ’70, ’80 del secolo scorso si parlava; i centri storici sono belli, sono direi fotogenici.

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Rio De Janeiro – Santa Teresa – Foto: Chensiyuan

Le periferie non sono fotogeniche; si dice che sono brutte, e non è vero. Le periferie talvolta godono di una bellezza per la quale non sono state costruite. Sono state fatte male, sono state fatte senza affetto, quasi con disprezzo talvolta. E, nonostante ciò, c’è una bellezza che riesce a spuntar fuori; e non è solo la bellezza umana degli sguardi dei ragazzini, e questo è molto romantico, è proprio una bellezza dovuta al fatto che ci sono degli orizzonti, che c’è una bella luce; la natura spesso aiuta. Almeno questo, perché è chiaro che, mentre in città gli spazi verdi sono pochi, nella periferia possono essere molti di più, il verde può aiutare. E quindi c’è questa interessante avventura alla quale assisteremo nei prossimi 50 anni – se riusciamo a smettere di fare nuove periferie – di trasformare quelle che ci sono in luoghi felici, luoghi belli e in luoghi urbani, in città. E dare ai centri urbani delle funzioni che non sono solo quelle dello shopping centre: perché a questo punto sono diventati spesso, stanno purtroppo diventando sempre di più dei luoghi di consumo, molto chic, molto snob, ma dei luoghi di consumo. E questa è la via della scommessa e, altro piccolo dettaglio, se evitiamo di ampliare ancora ulteriormente le periferie, questo significa che la campagna al di là della linea verde non troppo immaginaria ci deve essere davvero sui piani regolatori; la campagna continua a essere campagna, se no questo luogo di confine tra la città, la periferia, la campagna diventa qualcosa di impossibile, perché non è più città, ma non è ancora campagna. Non è più niente, ha perso tutti i valori. E per questo poi è degradata. È degradata fisicamente, moralmente, perché non è più niente. Bisogna avere il coraggio di stabilire che fino ad un certo punto la città è città, ci sono i servizi, poi la campagna torna a essere campagna, e specialmente in un paese come il nostro, dove, se non si fa così, consumiamo il territorio a un ritmo assolutamente folle. Ecco, quindi vorrei sfatare la teoria per cui questo ragionamento impedisca alle città di crescere. No, gli consente di crescere, ma secondo una crescita sostenibile.

 




FIORI IN-NATURALI

Siamo ancora sicuri di poter distinguere con certezza tra ciò che la natura crea e le modificazioni corporee e genetiche, che sempre più spesso industria e scienza introducono nell’ambiente e negli essere viventi?

Questo è stato il punto di partenza per la riflessione “artistica” di Claudia Botta*, da cui è scaturito il Progetto “In-naturale”. Come racconta l’artista: “In-naturale si basa sulla manipolazione e modificazione di fiori veri, ai quali sono state aggiunte o sostituite alcune parti, anche mediante l’inserimento di oggetti completamente estranei alla natura. Il risultato è stato poi fotografato per documentare e fissare nel tempo queste microsculture.

Gli interventi attuati, spesso sono quasi impercettibili a prima vista, ma una didascalia indica e svela tutti gli “ingredienti” utilizzati  e ciò impone allo spettatore uno sguardo più attento. A questo punto, appare chiaro che esiste una contraffazione del fiore, realizzata attraverso l’uso di materiali artificiali, che sono tranquillamente colti come naturali nonostante l’immagine fotografica sia notevolmente ingrandita. Ne nasce uno stupore, ma anche il disagio di fronte ad una perdita, constatando quanto ci si sia allontanati dalla natura, tanto da viverla superficialmente e in modo scontato, non distinguendo oramai più ciò che è vero da ciò che è finto, ciò che è mutevole da ciò che è inerte.”

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Sterlizia reginae (bird-of-paradise), ossa di pollo, aglio verniciato

 

Il reame del nato (tutto ciò che è natura) e il reame del prodotto (tutto ciò che è costruito dall’uomo), si stanno trasformando in una cosa sola. Le macchine assumono connotati biologici, e ciò che è biologico diventa meccanizzato. L’ingegneria genetica, le nanotecnologie, la biochimica, sono alcuni esempi di questa realtà. Le nostre vite sono oggi totalmente pervase da un insieme di elementi, la cui presenza ci sfugge completamente: composti chimici, nuovi materiali, molecole di sintesi, organismi trasformati geneticamente, nuovi sensori, protesi, microprocessori, campi elettromagnetici e tutto questo all’insegna dell’immaterialità e impercettibilità, perché questa miniaturizzazione e microscopizzazione, il più delle volte si generalizza a nostra insaputa. Su questa idea di una nuova relazione creativa tra artificiale e naturale, lavorano già molti artisti tra i quali Orlan, Stelarc, Kac, ecc… ed è su questi concetti che si basa il lavoro di “ibridazione dei fiori” di Claudia Botta. “…Con grande ammirazione verso i tutti i pittori di nature e morte e fiori, che con suprema maestria riproducevano sulla tela attraverso una tecnica straordinaria, la naturalezza di ciò che ritraevano, ho iniziato a ricercare quali colori e quali materiali potessi usare per  riprodurre alcune parti esistenti in natura; agendo come un apprendista di bottega che copia il Maestro, prima di fotografare. Nonostante prediliga l’aspetto simbolico della pittura, ho scelto la fotografia, perché restituisce più fedelmente la realtà, dando ad una natura morta, un’ulteriore valenza di morte, tema questo, che ho sempre trattato in tutto il mio percorso artistico.”

“La natura è bella quando ha l’apparenza dell’arte, e a sua volta l’arte non può essere chiamata bella se non quando noi, pur essendo consci che è arte, la consideriamo come natura” (Kant).

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Iris, coriandoli da bagno

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Beassica Oleracea, tessuto di cotone, colori, scotch, vinavil

 

(*) Claudia Botta, Bioartista e Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano 




DI CAPRIO IN DIFESA DEL LUPO AMERICANO

Dopo il film documentario sul tema del riscaldamento globale, “The 11th hour” che nel 2007, che negli States aveva dato vita ad un vero e proprio movimento attivista per la sensibilizzazione rispetto ai temi del riscaldamento globale, Leonardo Di Caprio avvia un nuovo bellissimo progetto in difesa del pianeta.

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Nel 2014 ha infatti annunciato la prossima produzione del “American Wolf”, un flm-inchiesta che racconta le vicende di una famosa lupa alpha del Parco di Yellowstone, che in seguito alla esclusione dei Lupi dalla lista delle specie a rischio venne uccisa dai cacciatori subito fuori dal parco.

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Tiger_in_the_waterTra le numerose iniziative di Leonardo Di Caprio in difesa dell’ambiente ricordiamo inoltre:

– a novembre 2013:  in occasione del Historic Global Tiger Summit, la donazione di 3 milioni di dollari da parte della , in favore del World Wildlife Fund (WWF).  Una coraggiosa iniziativa volta a contrastare il bracconaggio di questa specie protetta in Nepal, con lo scopo di raddoppiare il numero delle tigri nepalesi  entro il 2022 (prossimo anno cinese della tigre).

– a settembre 2014: viene annunciata la joint venture tra l’attore e il team di FormulaE Venturi Automobiles di Monaco, monoposto  simili alle  Formula uno, che  corrono nel primo campionato FIA, basato su auto esclusivamente elettriche.

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ACQUE REFLUE=ENERGIA!!

In Norvegia alcuni ricercatori sono riusciti ad alimentare una cella a combustibile utilizzando batteri.

Il “carburante” utilizzato deriva da acque reflue e i risultati di questo processo sono goccioline di acqua purificata ed elettricità. La cella a combustibile biologica è alimentata da processi interamente naturali, con l’aiuto di microrganismi viventi.

Si tratta di un processo ecologico per la depurazione delle acque di scarto provenienti da processi industriali e simili, capace di generare anche piccole quantità di energia elettrica, sufficienti per alimentare un piccolo ventilatore, un sensore o un diodo luminescente.

In futuro, i ricercatori sperano di sviluppare questa metodologia per la produzione di energia, in modo da poterla utilizzare anche per alimentare il processo di purificazione dell’acqua, che comunemente si svolge in numerose fasi, con diversi passaggi di decontaminazione meccanica, e conseguente dispendio di energia.

Oggi l’impianto dimostrativo ideato dal Biologo Netzer e dall’Elettrochimico Colmenares è attivo e funzionante. In poche parole, questo tipo di cella a combustibile funziona perché i batteri consumano i materiali di scarto trovati nell’acqua, spiega il ricercatore SINTEF Luis Cesar Colmenares: “Mentre mangiano, i batteri producono elettroni e protoni. La tensione che nasce tra queste particelle genera energia che noi possiamo sfruttare. L’acqua si purifica in quanto i rifiuti contenuti nelle acque reflue (materiale organico) vengono consumati e quindi rimossi”.

“La nostra sfida è stata quella di trovare i batteri che meglio possono attivare questo processo di purificazione dell’acqua,” dice Netzer. “Per cominciare,abbiamo dovuto trovare un batterio che è non stato solo in grado di consumare i prodotti di scarto nell’acqua, ma anche capace di trasferire elettroni ad un elettrodo di metallo”.

I reflui utilizzati derivano dal Caseificio locale Tine e sono ricchi di acidi organici, ideali per questo tipo di processo. “Al momento, non stiamo parlando di produrre grandi quantità di energia”, dice Netzer, “ma il sistema è molto interessante perché i processi di depurazione dell’acqua, con le attuali tecnologie, sono molto energivori.

Articolo tratto da sciencedaily.com

Foto: Böhringer Friedrich (commons.wikimedia.org)




CON LA TESTA TRA LE FRONDE

Passare un weekend o una vacanza immersi nella tranquillità di un albero può essere davvero la realizzazione di un sogno per un bambino, e una sicura occasione di divertimento e serenità anche per un adulto o una coppia.

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Immagine: Hilary Green copyright – Wikimedia commons

Diversi film hanno rappresentato questi luoghi della fantasia, come “Zeppelin, la casa sull’albero” di Lasse Glomn, del 1981. Questo sogno può ora essere realizzato con una spesa contenuta. Infatti diversi sono i siti, come ad esempio iha.com, piuttosto che airbnb.com, che tra le proposte di luoghi insoliti per vacanze offrono, sia in Italia che in Europa, sistemazioni simili. Esistono anche ostelli, come il Kadir’s Tree Houses in Turchia, a pochi passi dalla stupenda o dalla spiaggia di Olympos, sulla costa di Antalya.

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Immagine: Kadir’s Tree Houses

Una delle nuove sfide della Bioarchitettura di avanguardia, consiste proprio nella realizzazione di sistemi innovativi di alloggio, altamente sostenibili, sospesi tra gli alberi. Ciò può condurre a favolosi progetti, in tutti i sensi. In Italia interventi simili, sono al momento ostacolati da un buco legislativo e allo stesso tempo, la loro realizzazione senza titolo abilitativo può comportare sanzioni e l’obbligo di demolizione.

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Immagine: Satheesan.vn copyright – Wikimedia commons
Immagine di copertina: flickr.com/photos/emdot/9672473 copyright – Wikimedia commons

Le case sugli alberi possono anche essere un luogo simbolico di protesta per gli ambientalisti, infatti è oramai di uso comune il “Tree sitting”, cioè il protestare stando seduti su piattaforme sospese tra gli alberi a grandi altezze, per opporsi ad esempio ad interventi di disboscamento, piuttosto che alla realizzazione di strade in area di rilevanza ambientale, ecc…

Julia Butterfly Hill, nota ambientalista, come descrisse nel suo libro “La ragazza sull’albero” (Editore Corbaccio), occupò una sequoia in California per 738 giorni, con lo scopo di salvare l’albero. Visse infatti per due anni e otto giorni a 60 metri dal suolo, su due piattaforme da 3 mq. sulle quali scrisse il suo romanzo.

 

 

 

 




SI PUO' MISURARE IL GRADO DI SOSTENIBILITA' DI UN AUTO?

LifeGate e Gente Motori hanno elaborato una scala di valori che può essere applicata ad ogni auto, si chiama Mobility Revolution.

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La scala Mobility Revolution, permette di quantificare l’impatto che ogni auto può avere sull’ambiente, in base alle sue caratteristiche. Il punteggio, espresso in centesimi, è dato da 5 indicatori: ambiente, risparmio, innovazione tecnologica, serenità di guida.

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La quantità di co2 emessa è espressa in numero di foglioline. Le auto che hanno emissioni inferiori a 50g.co2 per km, hanno 6 foglioline e da li a scendere fino ad una fogliolina, il pessimo voto delle vetture che emettono più di 131g. co2 per km.

Attraverso l’applicazione on line “Road app”, in pochi secondi è possibile confrontare due auto in base ai 5 indicatori di Mobility Revolution.
Questo è il link: http://www.lifegate.it/road-app

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Il Manifesto della Mobility Revolution

Il World Business Council for Sustainable Development definisce così la mobilità sostenibile: “Significa dare alle persone la possibilità di spostarsi in libertà, comunicare e stabilire relazioni senza mai perdere di vista l’aspetto umano e quello ambientale, oggi come in futuro”.
Oggi la mobilità sostenibile è un modello ideale, un obiettivo, una prospettiva che incentiva le migliori energie, lo sviluppo sostenibile, l’innovazione. Perché sostenibilità significa rispetto per l’uomo e per l’ambiente, risparmio, benessere personale, informazione.
Se anche tu senti l’esigenza di un ambiente più sano, vivibile, di automobili più in linea con le tue esigenze e aspirazioni, di tecnologie sempre più al servizio di una migliore qualità della vita, aderisci a Mobility Revolution. LifeGate propone un ‘manifesto’ Mobility Revolution: scegli in quale punto ti riconosci di più, e condividilo con noi.
http://www.lifegate.it/imprese/progetti/mobility-revolution

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Mobilità a impatto zero e un’altra applicazione on line che permette invece di capire, tramite l’inserimento di pochi dati, qual’é l’impatto dei nostri spostamenti in termini di produzione di co2 e ci offre la possibilità di creare una compensazione.
http://www.lifegate.it/mobilita-a-impatto-zero

 




ECCO ALCUNI OGGETTI CHE PROBABILMENTE TRA 10 ANNI NON USERETE PIU’

Vi starete domando quali tra gli oggetti che usate quotidianamente sono destinati a scomparire? Eccone alcuni:

LE CHIAVI:

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Un oggetto simbolico: dare le chiavi di casa o dell’auto al figlio per sancire la maturità, al proprio fidanzato o fidanzata, qualcosa da desiderare, possedere e legare a un oggetto come un portachiavi. Qualcosa da perdere, che non si ricorda mai dove sono state posate, dimenticatevi tutto questo, tra qualche tempo questo oggetto che ha fatto la sua storia scomparirà, probabilmente basterà un’impronta digitale o una retina nel visore d’ingresso. E’ decisamente un oggetto che è destinato a scomparire.

 I CD:

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Esiste una statistica sul tempo che abbiamo sprecato nella nostra vita, sommando secondi che diventano ore, giorni. Pare si buttino settimane sbagliando strada, mesi aspettando mezzi di trasporto, e quasi un’ora è andata sprecata nel tentativo di spacchettare i cd. Sigillati e impossibili da aprire. Ormai la vita del cd è destinata a morire, per ora ci sono ancora un po’ di sopravissuti ma hanno i giorni contati. Se un’indomani dovremo rimpiangere qualcosa quelli saranno i vinili.

 

LE LIBRERIE:

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Lentamente stanno lasciando un vuoto incolmabile alle pareti del salotto, quelle dove veniva esposto il nostro grado di cultura. E’stata l’Ikea a sancire l’inizio della fine delle librerie. Per anni immancabile in tutte le case ora lentamente sta scomparendo per lasciare posto a un kindle, a un kobo o a un qualunque dispositivo dallo spessore di un portafoglio magari appoggiato su qualche ultima mensola a ricordare agli ospiti che qui si legge. E alla parete? Semplicemente il muro.

 

LE MONETE:

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Anche le monete ormai hanno i giorni contati. Rimarrà qualche banconota per i patiti del genere che starà ai pagamenti elettronici come ai pagamenti elettroinici come il vinile al download. I pagamenti avverranno tramite un app che detrarrà dal conto la somma con un bip.

 LE SIGARETTE:

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Hanno tentato in tutti i modi di sostituirla ma i tabagisti accaniti sono sempre tornati da lei dalla sigaretta. Ci hanno provato con la sigaretta eletrronica ma dopo qualche settimana in cui si vedevano in giro improbabili coppie con pipette e caricatori in tinte abbinate, la novità e andata in fumo. Non le cancellerà la volontà né la tecnologia, lo farà la legge in nome della salute pubblica.

 

GLI ASSEGNI:

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Spariranno anche loro: gli assegni come hanno fatto prima di loro quelle varianti in scala che furono i miniassegni. Qualcuno li collezionerà sperando che un giorno valgano qualcosa ma alla fine come le banconote, saranno solo carta straccia.

IL CELLULARE:

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Dirlo ora sembra assurdo ma un giorno diremo addio anche a lui al nostro amato cellulare. Come sembrava impossibile la sua esistenza e onnipresenza cinquant’anni fa eppure ora fa parte della nostra vita in ogni singolo momento della giornata. A quanto pare il nostro amato dispositivo è destinato non a sparire ma a trasformarsi diventando chissà quale diavoleria da mettere a parete, in tasca al polso.

 

 

 

 

 




KLIMAHOUSE 2015, IL MEGLIO PER L'EFFICIENZA ENERGETICA

29 gennaio – 1 febbraio 2015 – Fiera Bolzano – Piazza Fiera 1

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Anche quest’anno vi è l’immancabile appuntamento con una interessantissima fiera, portavoce di una cultura del vivere consapevole, che bene rappresenta gli aspetti più innovativi nel settore edilizio in fatto di materiali, impianti, sostenibilità e risparmio energetico.

Giunta alla sua decima edizione, Klimahouse 2015 è la vetrina per oltre 400 aziende che espongono le ultime novità nei prodotti e nei servizi più all’avanguardia del settore.

Propone un ricco programma di appuntamenti formativi: congressi, convegni, workshop, seminari mostre e visite guidate, utili e stimolanti sia per i tecnici, che per i privati.

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Occasione anche per visitare una bellissima città e per chi volesse approfondire, vi è la possibilità di visitare le numerose realizzazioni all’avanguardia in fatto di sostenibilità. Klimahouse, infatti già da alcuni anni offre il Klimahouse City Parcour, una vera e propria “living experience”, dedicata a tutti i visitatori della fiera, in particolare a famiglie e privati, che possono accedere ad abitazioni energeticamente riqualificate secondo gli standard CasaClima. Gli inquilini illustrano personalmente ai visitatori gli interventi di risanamento, raccontando le sfide affrontate, i costi sostenuti e soprattutto il modo in cui è cambiata la qualità di vita in termini di comfort abitativo e di risparmio energetico.

Esistono inoltre gli “Enertour”, interessanti escursioni alle più moderne architetture altoatesine.

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In programma 16 visite guidate sul territorio a edifici nuovi costruiti secondo alti standard di efficienza energetica e a edifici riqualificati energeticamente secondo gli standard CasaClima.

https://enertour.bz.it/it/news-it/nuovo-programma-enertour-per-klimahouse-2015-2013-iscriviti-adesso

Visto il successo riscontrato l’anno scorso, ritorna Go to Klimahouse per i visitatori che desiderano godere di una visita in fiera in pieno relax senza preoccuparsi dell’organizzazione del viaggio e dell’intera giornata. Klimahouse, offre un servizio  agevolato “all inclusive” comprensivo di trasferimento in pullman da diverse città del nord Italia, Italia (Milano, Bergamo, Brescia, Bologna, Mantova, Verona) con ingresso ai padiglioni espositivi e visita guidata al quartiere ecosostenibile “Le Albere” di Trento, progettato da Renzo Piano Building Workshop.

Nei giorni centrali della Fiera, Venerdì 30 e Sabato 31 Gennaio, saranno presenti tre ospiti d’onore: l’Arch. Mario Cucinella con il suo intervento “Architettura sostenibile: un cambiamento rivoluzionario”, il Prof.Dr.Wolfgang Feist, precursore internazionale delle Case Passive e l’Architetto Chiara Tonelli, professore all’università ROMA TRE.

Come arrivare a Klimahouse

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In auto:

– Autostrada Brennero A22, uscita Bolzano Sud.
– Strada statale SS 12 da Trento e Brennero.
– Strada statale SS 38 da Passo Resia.
– Superstrada MeBo Bolzano – Merano.
– Seguire sempre le indicazioni “Fiera – Messe”

In treno:

– Stazione Centrale di Bolzano-Bozen (in centro a Bolzano a 2,5 Km dalla fiera).

– Stazione di Bolzano Sud-Fiera, sulla linea Bolzano – Merano (informazioni e orari)

In aereo:

– Aeroporto di Bolzano a 1,5 Km dalla sede di Fiera Bolzano.
ABD Airport Bolzano Dolomiti
Airport Verona, a 1 ora e 15 minuti d’auto da Bolzano
Airport Innsbruck, a 1 ora e 30 minuti d’auto da Bolzano
http://www.fierabolzano.it/klimahouse