Caravaggio torna a Napoli. Con una mostra a Capodimonte

C’è sempre una buona ragione per visitare Napoli. Quella in più è la splendida mostra Caravaggio Napoli, ospitata fino al prossimo 14 luglio presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte. È assai profondo il legame tra Michelangelo Merisi e la città partenopea, dove visse per diciotto mesi, tra il 1606 e il 1610. Il soggiorno fu fondamentale per la sua formazione e per la sua produzione artistica, anche se questa fase è meno conosciuta del più prolifico periodo romano.

A Napoli Caravaggio lascia un’eredità fondamentale per la costituzione della poetica barocca e per la diffusione del cosiddetto “naturalismo caravaggesco”, che ha influenzato tutta la cultura pittorica europea nel XVIII secolo.

È durante il periodo napoletano, infatti, che Caravaggio realizza le sue opere più iconiche, caratterizzate da un’intensa resa della passione e dell’istinto, tipiche dello stile e della personalità dell’artista lombardo, uno stile divenuto più drammatico dopo l’episodio del delitto che lo ha visto coinvolto in quel di Roma.

La mostra a Capodimonte

Sono passati 15 anni dall’ultima mostra che il Museo di Capodimonte ha dedicato a Caravaggio. Risale al 2004, infatti, l’esposizione Caravaggio. L’ultimo tempo. Da allora, si sono susseguiti dibattiti internazionali, nuovi studi e scoperte, che sono presentati in mostra insieme a una ricostruzione dettagliata della crono-biografia dell’artista.

Attraverso un rigoroso approccio scientifico sono messe a confronto le sei opere eseguite a Napoli, e prestate dai più importanti musei italiani e stranieri, tra cui La flagellazione, proveniente dal Musée des Beaux Arts di Rouen, e 22 quadri di artisti che ne percepiscono immediatamente le novità riproducendo nelle loro opere soggetti ricorrenti e cari al tormentato genio lombardo.

La mostra presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte si può visitare tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, incluso il mercoledì, giorno di chiusura del Museo. Nella sede del Pio Monte della Misericordia dal lunedì al sabato dalle 9 alle 18, e domenica dalle 9 alle 14.30. Biglietti: solo mostra intero € 14; ridotto € 11: Mostra + Museo, intero € 15, ridotto € 14.

INFO

www.museocapodimonte.beniculturali.it

 




A Parma due weekend con Giardini Gourmet

Giardini “segreti”, buona tavola e musica. È questa la formula di Giardini Gourmet, uno degli eventi clou del cartellone 2019 del progetto Parma UNESCO Creative City of Gastronomy. Il format unisce la tre identità della città ducale. Prima di tutto la sua anima “green” e culturale. La città infatti è costellata di parchi e giardini, molti dei quali poco noti o sconosciuti, poiché normalmente non aperti al pubblico o di proprietà privata.

La seconda vocazione della città emiliana è quella enogastronomica. Cuore della “food valley”, qui nascono eccellenze DOP e IGP note in tutto il mondo, come il Parmigiano Reggiano DOP, il Prosciutto di Parma DOP, il Culatello di Zibello DOP, il Salame di Felino IGP, il Fungo di Borgotaro IGP. Senza dimenticare i prestigiosi Vini DOC del Colli di Parma. Non solo, Parma è anche capofila nella produzione della pasta, di cui è tra i primi produttori mondiali, della trasformazione del pomodoro (è il primo distretto industriale italiano!), del latte, e…una curiosità, delle alici”.

La terza anima di Parma è quella musicale. Basta citare i grandi maestri a cui ha dato i natali, come Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini e la secolare tradizione lirica. Ecco che, allora, Giardini Gourmet si presenta come un’occasione imperdibile per conoscere, tutte insieme, le eccellenze di questa città, Capitale della Cultura 2020.

La formula, infatti, prevede la visita ad alcuni dei giardini e ai cortili più affascinanti del centro storico, abbinandola a proposte gastronomiche gourmet, curate dal Consorzio Parma Quality Restaurants, che riunisce 28 chef tra i più rappresentativi della tradizione gastronomica parmense, ai quali spetta il compito di studiare un viaggio gastronomico tra i prodotti “made in Parma”. Il tutto accompagnato dalla grande musica, con una selezione di opere verdiane curate dal Teatro Regio.

Gli appuntamenti in calendario

Giardini Gourmet si concluderà il prossimo 2 giugno. Ogni serata inizierà con un walking tour con visita e due diversi giardini. Nel primo si sosterà per l’aperitivo, nel secondo per una light dinner. Vediamoli nel dettaglio.

Sabato 25 maggio, in calendario c’è “Muro, io ti mangio”. Si inizia alle ore 19 con la visita a Palazzo Marchi e al suo giardino con una splendida serra. Nel meraviglioso porticato decorato con una scenografia trompe l’oil sarà servito un aperitivo a base di prodotti del territorio. Ci si sposta poi presso il Convitto di Maria Luigia, nato nel 1601 come Collegio dei Nobili per volere di Ranuccio Farnese e poi annesso al Collegio Ducale.

Il giardino, rimaneggiato negli anni Trenta, si compone di aiuole fiorite, siepi di bosso, da una fontana a pianta rotonda e da un tempietto. Qui si terrà anche la cena preparata dagli chef di Parma Quality Restaurants, accompagnata da un concerto a cura di Verdi Off. Una curiosità: l’evento è stato inserito nel calendario internazionale ufficiale di Chelsea Fringe, il famoso “garden festival” londinese nato da una costola del celebre Chelsea Flower Show. La quota di partecipazione all’evento è di € 45 a persona.

Stessa formula, sabato 1° giugno, per “Il prato è servito”, sempre con inizio alle ore 19. Si comincia con la visita al Parco Ducale, alle sue serre novecentesche della Limonaia e della Violetta in stile Art Nouveau, dove si tiene l’aperitivo. Ci si sposta poi al Chiostro della Santissima Annunziata, del 1688, annesso all’omonima chiesa. Qui si terrà la cena gourmet con colonna sonora di musiche verdiane. Anche per questo evento la quota di partecipazione è di € 45 a persona.

L’appuntamento conclusivo di tutta la rassegna, domenica 2 giugno, “Déjeuneur sur l’Herbe” si svolge in mattinata, a partire dalle 10.30, presso il Parco Ex Eridania, uno spazio verde convertito dall’archistar Renzo Piano nell’attuale Auditorium Paganini, ma che un tempo ospitava le strutture di uno zuccherificio. Di quest’’ultimo sono ancora visibili le vasche per il lavaggio delle barbabietole, trasformate in specchi d’acqua con ninfee e passerelle di legno. Qui sarà servito un corposo brunch. Quota di partecipazione: adulti € 30, bambini € 15.

INFO

www.parmacityofgastronomy.it/giardini-gourmet-primavera/

 




LIGURIA SEGRETA. IL PRINCIPATO DI SEBORGA, TRA CAVALIERI MEDIEVALI E PRINCIPI MODERNI (3° PUNTATA)

Terzo appuntamento alla scoperta della Liguria segreta. Questa settimana vi portiamo in provincia di Imperia, dove si trova Seborga, anzi il Principato di Seborga, un borgo medievale che ha rivendicato l’Indipendenza dalla Repubblica Italiana.

Di Benedetta Rutigliano

Non solo la Repubblica di San Marino e Città del Vaticano, nella nostra penisola, sono indipendenti dallo Stato italiano, ma forse non tutti lo sanno. In Liguria, in provincia di Imperia, esiste un prezioso borgo con poco più di 300 abitanti, Seborga, che ha rivendicato l’indipendenza dalla Repubblica Italiana, ribadendo che la sovranità del borgo non fu menzionata nell’atto di vendita dello stesso al regno di Sardegna, nel 1729. I cittadini di Seborga, pertanto, dal 1963, oltre al sindaco eleggono un principe coadiuvato da un consiglio di 9 ministri, hanno una propria bandiera, un proprio inno, e una propria moneta, il luigino.

Circondata dalla natura e da terrazzi floricoli, Seborga, dai suoi 517 metri di altezza, è un punto panoramico d’eccellenza sul mar Ligure, sulle Alpi e sulla costa francese. Centro del borgo è piazza di San Martino, dove si erge l’omonima chiesa eretta tra il XVI e il XVII secolo, con una facciata affrescata e in stile barocco, tre altari e opere d’arte di pregio.

A lato della piazzetta si apre un piccolo portico con una fonte antica in pietra e la raffigurazione di un cavaliere medievale, mentre dove ora c’è una panchina in pietra erano soliti riunirsi i cavalieri del borgo per discutere di battaglie e potere.

Sulla medesima piazza si affaccia il Palazzo dei Monaci, utilizzato come residenza durante i soggiorni dei monaci di Lerino, che acquistarono il borgo dal conte di Ventimiglia nel X secolo e ne fecero un principato. Oggi abitazione privata (dopo esser stata sede del Municipio e delle elementari), l’architettura che circonda il sagrato della chiesa con archi a tutto sesto nella parte inferiore ospita un locale che dal 1666 al 1687 era adibito al conio dei luigini.

Passeggiando tra i vicoli del borgo, sotto una volta dotata di grate, ci si imbatte nelle antiche prigioni, dove nei secoli circa 200 persone vennero rinchiuse e schernite davanti al popolo.

Altra interessante attrazione visitabile a Seborga è il Museo degli strumenti musicali, con 200 esemplari antichi funzionanti.

COME ARRIVARE

Il Principato di Seborga si raggiunge in auto percorrendo l’Autostrada dei Fiori A10 e uscendo a Bordighera. Si suggerisce poi di proseguire sulla Strada Provinciale 57 in direzione Sasso di Bordighera e Seborga.

DOVE MANGIARE

*Marcellino’s è un’elegante location dal menu mediterraneo, dove essere deliziati anche dal panorama stupendo che spazia dalla Costa Azzurra, a Monte Carlo e alle Alpi Marittime, per chi sceglie di mangiare in terrazza. www.marcellinos.net.

*L’Osteria del Coniglio è una storica trattoria che ha iniziato la sua attività nel 1902 e ha conservato l’amore per la tradizione e la genuinità degli ingredienti (Tel. 0184 223820, via Giuseppe Verdi 7, Seborga).

DOVE DORMIRE

*Azienda Agrituristica I Monaci Templari, è un curato agriturismo di alta categoria con servizi al di fuori del comune, come l’osservatorio astronomico, dotato di tutti i comfort nel mezzo di una natura incontaminata www.monacitemplari.it.

*B&B Antico Castello. Nel cuore del centro storico del Principato di Seborga, tra le antiche mura, sorge il, con due appartamenti dal fascino cavalleresco. www.bbanticocastello.it.

INFO

www.principatodiseborga.com




Ai viaggiatori piace soggiornare nei borghi. Ecco la TOP TEN delle “Bandiere Arancioni” più prenotate

CaseVacanza.it ha analizzato la ricettività extralberghiera nei 241 borghi premiati con la Bandiera Arancione del Touring e ha stilato una TOP TEN di quelli più gettonati nel 2018 dai turisti. La più presente è la Toscana. La ricerca dimostra anche che i viaggiatori che percorrono lo stivale da Nord a Sud apprezzano sempre di più un turismo non di massa, alla scoperta di piccoli gioielli, tra storia, arte e buoni sapori.

Certaldo, centro storico

I viaggiatori, Italiani e non, vanno pazzi per i borghi. Piccoli gioielli più o meno conosciuti, e per questo tutti da scoprire, di cui è costellata la nostra penisola. Veri e propri scrigni di arte, storia, opere di rara bellezza, paesaggi mozzafiato, senza dimenticare i buoni sapori, piatti e ricette realizzate con ingredienti spesso a km zero, prodotti del territorio e secondo tradizioni antiche.  Ma quali sono i “preferiti” dai turisti? CaseVacanze.it ha stilato una TOP TEN dei borghi insigniti della “Bandiera Arancione” del Touring

La Toscana è la più gettonata

Tra i 10 borghi più richiesti spicca l’alta presenza di paesi della Toscana, ben 7. Di questi, i due appartenenti a Siena, nomi blasonati come San Gimignano e Montepulciano, sono anche tra i più costosi presenti in classifica.

San Gimignano, il borgo delle torri

Per un pernottamento in una casa vacanza a Montepulciano, noto soprattutto per la ricchezza dei suoi vigneti, vengono richiesti in media 53 euro a persona. Per una notte a San Gimignano, città favorita dalla sua dislocazione a metà strada tra Firenze e Siena, servono circa 40 euro.

Veduta di Montepulciano

I borghi più convenienti

Sono, invece, quattro i borghi che rimangono sotto la fascia dei 30 euro a notte: Abetone Cutigliano nei pressi di Pistoia (29 euro), Massa Marittima vicino a Grosseto (28 euro), Trevignano Romano, nel territorio di Roma (27 euro) e Cisternino in provincia di Brindisi, che con 25 euro a notte risulta il più economico tra quelli inseriti in classifica.

Trulli a Cisternino

La natura, il paesaggio, i trulli, l’architettura spontanea del centro storico e la vicinanza al mare rendono Cisternino una meta parecchio ambita soprattutto in estate, periodo durante il quale il paese della Valle d’Itria, così come gli altri borghi a forte stagionalità estiva, vede aumentare le prenotazioni fino al 60% rispetto al resto dell’anno.

I preferiti in autunno e in inverno

E se l’estate è la stagione preferita per visitare Cisternino, nella top 10 sono presenti borghi che invece sono particolarmente richiesti in altre stagioni. Molveno (TN), ad esempio, situato sulle rive dell’omonimo lago ai piedi delle Dolomiti di Brenta, gode di particolare fortuna soprattutto nel periodo più freddo dell’anno: tra autunno e inverno le prenotazioni dei borghi dell’entroterra crescono mediamente del 35%.

Molveno e il suo lago

Trevignano Romano, per la sua collocazione tra il Lago di Bracciano e il Monte di Rocca Romana, è prediletto dai viaggiatori in primavera (+30% di occupazione rispetto al resto dell’anno). Quest’ultimo borgo, analizzando i dati relativi al numero di ospiti medi per ogni soggiorno, risulta essere quello preferito da gruppi numerosi, composti mediamente da circa 6 persone. Certaldo (FI) e San Gimignano, invece, ospitano in media rispettivamente 2,8 e 2,7 persone a soggiorno. Tutti gli altri borghi presentano numeri più omogenei, tra le 3 e le 4 persone di media.

Trevignano Romano

Massa Marittima è il borgo, tra i dieci più prenotati, che registra la durata del soggiorno medio più alta (quasi sette notti). Anche Molveno, così come i fiorentini Certaldo e Barberino Val d’Elsa, vengono scelti per soggiorni superiori alle cinque notti. Risultano, invece, più apprezzati per una toccata e fuga, per il weekend o come tappa di un viaggio più lungo, borghi come Abetone Cutigliano (PT) e Montepulciano.

Scorcio di Abetone Cutigliano

Di seguito la tabella con i dieci borghi Bandiere Arancioni più prenotati per le case vacanza nel 2018 con le informazioni relative alla durata media del soggiorno, ai costi e al numero di viaggiatori.

INFO

www.casevacanza.it

 

 




NELLA PUGLIA DAUNIA ALLA RICERCA DI TROIA (1° giorno)

Un weekend nella Puglia dei Monti Dauni, per i mille anni di Troia, in provincia di Foggia, detta “la città del rosone”, alla ricerca del rosone e del mistero del suo nome. E poi verso Biccari, delizioso borgo alle pendici del Monte Cornacchia, il più alto della Daunia e della Puglia, con i suoi 1152 metri.

Di Raffaele D’Argenzio

Per ora non vediamo monti ma dolci colline, onde di verde incorniciate da strisce di papaveri rossi. E noi che pensavamo che ne restassero solo nelle canzoni di De Andrè! Invece nella strada che ci porta verso Troia ce ne sono ancora fra i campi di grano, ora verdi ma d’oro a giugno.

Non riusciamo a fermarci per ammirare questo spettacolo della natura, perché nessuno si è preoccupato di fare delle piazzole per la sosta e le foto.

Con le nostre domande senza risposte, arriviamo all’entrata del borgo dove ci accolgono due mezzi archi messi in onore del millennio. Ma ci accoglie anche una vispa signora, che certamente non ha mille anni, ma certo ha voglia e grinta per raggiungerne 100, per poi superarli. La signora Antonietta ci racconta che è nata a Troia, ed ancora va nel suo orto a raccogliere cavoli e cime di rapa. Che sia questo il segreto di lunga vita? Lei non se lo chiede e si fa fotografare con la bionda blogger Shamira Gatta.

I MILLE ANNI, IL ROSONE E LE DOLCI PASSIONATE

L’anno della nascita di una città è difficile da precisare, ma stavolta pare che fu proprio nel 1019 che il catapano (carica del potere bizantino) Basilio Bojannes scelse questa collina per costruirvi una città fortificata, in cui unì i nuclei del circondario, per difendere il territorio. Ma poi ci saranno Normanni, Germanici, il Papato, Svevi, Angioini, Spagnoli…E noi siamo qui mille anni dopo alla ricerca del famoso rosone e lo troviamo nella facciata della cattedrale che fu eretta nel 1100, bellissimo esempio di architettura romanica pugliese.

È davvero bello, grande importante, con soli 11 raggi che simboleggiano i 12 apostoli, meno uno. Qualcuno dice che manca Giuda che non meritava di esserci, ma qualcun altro dice si tratta di San Pietro: era il capo e quindi non stava con gli altri.  Dopo quasi mille anni è difficile saperlo.

Ma nella piazza non dimenticate di fare visita alla piccola pasticceria che ha inventato e produce le “passionate”, dolci a base di ricotta, con tanti gusti diversi. Da assaggiare. Anche questa è una scoperta.

IL MUSEO CIVICO E L’ORIGINE DEL NOME

Trovato il rosone, ora ci preme scoprire l’origine del nome di questa città che certamente ricorda a tutti la TROIA più famosa cantata da Omero. Certo che ebbe un periodo greco, con il nome di Aika, ma certo non è che fu chiamata Troia dall’eroe greco Diomede nel ricordo del famoso assedio.

Il mistero rimane. Nel museo civico, sito nel palazzo D’Avalos, nobile famiglia napoletana d’origine spagnola, si possono vedere i vari periodi di Troia, dal popolo italico dei Dauni, ai Greci, ai Romani (con un pezzo della via Traiana), ai Bizantini, ai Normanni…

Tutto bello e interessante, ma ci cade l’occhio su una simpatica maialina con sette porcellini scolpita nel marmo ed allora si è accesa una lampadina: Troia prende il nome dalla femmina del maiale, che allora simboleggiava abbondanza e non era un’offesa. Infatti era questo lo stemma della cittadina prima che venisse cambiato da Carlo V in un’anfora d’oro con serpenti.

IL VINO “NERO DI TROIA” E L’ACCENTO CAMPANO, LINO BANFI NON È NATO QUI

Ci ha stupito l’accento di questa parte di Puglia, pensavamo di sentire quello simpatico di Lino Banfi, e invece no, è un accento campano, infatti queste terre si affiancano alle province di Avellino e Benevento. E durante il Regno delle due Sicilie, Napoli influenzò molto questo territorio. Invece per il vino “Nero di Troia”, l’origine è ancora incerta: chi dice che l’uva di Troia sia stata portata da Diomede dall’Asia Minore (cioè da Troia), chi che viene dall’Albania, chi che sia stata portata dagli spagnoli. Non crediamo sia importante l’origine ma il vino che berremo alla Cantina “LA MARCHESA”. 

Ci accoglie il proprietario Sergio Grasso, con codino e parlantina, che ci conduce fa i vigneti per farci capire che il suo motto è “Il vino si fa in vigna”, quindi tutto a mano, curando le viti con amore e professionalità.

Le viti sono basse, piccole come quelle dello champagne.  E si vede che davvero lui le viti le ama una ad una. La degustazione (si può chiederla per un gruppo) è coinvolgente: piatti del territorio e vini scelti. Sia bianchi che rossi, fra cui il “Cacc’ e mitte”, una doc, ed il famoso Nero di Troia. Ci è piaciuto.

BICCARI, IL BORGO AUTENTICO CON IL LAGO 

Riprendiamo il percorso fra i monti Dauni, verso il monte Cornacchia, che con i suoi 1152 metri è il più alto della Puglia. E qui incontriamo Biccari, un borgo piccolo ma tenuto veramente bene, con monumenti moderni, e una torre bizantina che domina il tutto.

Dentro una scala porta fino al piano con il museo della civiltà contadina, tenuto da un simpatico signore barbuto, ben felice di trasmettere il suo sapere. Come il parroco è felice di parlare della bella cattedrale. Ci stupisce che ci sia una chiesa cosi grande ed imponente per un paese così piccolo.

Ma ci siamo stupiti ancora di più quando siamo andati al convento di Sant’Antonio, e abbiamo visto che oggi è diventato monastero delle clarisse, con sei monache di clausura. Non ce lo aspettavamo, come non ci aspettavamo che la madre superiora parlasse con noi e lo facesse tanto da rischiare di farci perdere il treno. Biccari è davvero carino e in alto ha anche il lago Pescara incastonato in tanti boschi.

COME ARRIVARE

In auto: prendere l’autostrada Bologna-Bari, uscire al casello di Foggia. Imboccare poi la SS16 e poi, da qui, la SS 90 delle Puglie seguendo in direzione Napoli. Imboccare poi la SS 546 seguendo le indicazioni per Troia. In alternativa, autostrada Napoli – Bari, uscire al casello di Candela, imboccare la superstrada per Foggia e, al bivio di Palazzo d’Ascoli imboccare la SS 90 per Troia.

DOVE MANGIARE

*Ristorante “D’Avalos”, Piazza della Vittoria 9, Troia, tel 0881/970067, www.ristorantedavalos.it Nel centro storico, di fronte al palazzo cinquecentesco della famiglia spagnola dei D’Avalos, propone piatti della cucina tradizionale e contadina preparati dalle sapienti mani della chef Elena Mottola.

*diVINO Ristorante – Wine Bar, via Regina Margherita 91-93, Troia (FG), tel 0881/970171, www.divinosteria.it Locale con buona carta di vini dove gustare piatti della cucina tradizionale rielaborati con fantasia.

DOVE DORMIRE

 *B&B Ai Quattro Venti, Loc. Casina, tel 0881/977182, www.aiquattroventi.net Recentemente ristrutturato, dispone di una decina di posti letto tra camere singole, doppie e matrimoniali, climatizzate e con TV.

*Agriturismo “San Paolo”, C.da San Paolo SS 540, Troia, tel 0881/976843, www.agriturismo-sanpaolo.com Deliziosa struttura con servizio di B&B e ristorante con menù casalingo a base di piatti della tradizione.

INFO

www.comune.troia.fg.it/

 




Da Raffaello. Raffaellino del Colle, a Urbino una grande mostra curata da Vittorio Sgarbi

C’è sempre una buona occasione per visitare la splendida Urbino. Quella in più è la splendida mostra “Da Raffaello. Raffaellino dal Colle”, ospitata fino al prossimo 13 ottobre presso le Sale del Casellare del Palazzo Ducale. Curata da Vittorio Sgarbi, la mostra fa da apripista alle celebrazioni urbinati del 2020 per il quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520) del quale Raffaellino del Colle è stato uno dei più fedeli seguaci. Pittore colto e intelligente, pur meno noto del suo maestro, è stato in grado di elaborare una delle espressioni più autentiche del Manierismo al di fuori di Firenze.

La mostra e il percorso di visita intende ripercorrere l’attività del discepolo del “divin pittore” che, pur essendo stato molto attivo nelle Marche, necessità di una rivalutazione storica e di una maggiore divulgazione. Per la prima volta si potranno ammirare, finalmente riunite, alcune delle sue opere più significative, provenienti da chiese e musei di Roma, Cagli, Mercatello sul Metauro, Perugia, Piobbico, Sansepolcro, Sant’Angelo in Vado, Urbania, Urbino. Il percorso sarà introdotto da due opere di Raffaello custodite nella raccolta dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma: una tavoletta, pressoché inedita, con la Madonna con il Bambino e l’affresco staccato con Putto reggifestone.

 “Era giusto fare questa mostra”, ha detto il curatore Vittorio Sgarbi, “Per celebrare i cinquecento anni dalla morte di Raffaello, nel 2020, dopo Roma il secondo polo è certamente Urbino, dove Raffaello è nato e c’è una sua presenza ideale. Abbiamo concepito una mostra monografica come quelle di nuova invenzione, dedicata a un intellettuale, scrittore, amico di Raffaello, che muove musica, teatro, cinema. Raffaellino del Colle è un pittore nato a Sansepolcro, ma pronto, già giovanissimo, a sentire lo spirito di Raffaello trovandosi con lui a lavorare nelle stanze vaticane nel 1517. Porta con sé quella luce ed è la nostalgia, quasi come quella di un figlio, verso Raffaello. Sarà come scoprire un pittore inedito, bello e luminoso. Spero sia l’occasione per mostrare un grande artista marchigiano, come all’inizio del secolo avvenne per Lotto”.

La mostra si può visitare da maggio a settembre, da martedì a domenica con orario 10-13 e 15-19; in ottobre da martedì a giovedì con orario 10-13; venerdì, domenica e festivi con orario 10-13 e 15-18. Il biglietto costa € 7, ridotto per gruppi, studenti e convenzioni € 5; 6-18 anni € 3; fino a 5 anni, disabili e accompagnatori gratis.

Gli eventi per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo e Raffaello

La mostra, promossa dal Comune di Urbino, con il contributo della Regione Marche e del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei cinquecento anni della morte di Raffaello Sanzio, è l’evento di apertura del nuovo ciclo di esposizioni diffuse tra Urbino, Fano e Pesaro che si terranno fino alla fine dell’estate dal titolo “Mostre per Leonardo e Raffaello”, nell’ambito degli eventi promossi da MIBAC per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, nel 2019, e di Raffaello Sanzio, nel 2020.

A Fano, per esempio, inaugurerà il prossimo 11 luglio, la mostra “Leonardo e Vitruvio. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico” a cura di Guido Beltramini, Francesca Borgo e Paolo Clini, ospitata presso la Sala Morganti del Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano. A Pesaro, invece, dal 13 luglio, Agostino Iacurci sperimenterà una visione contemporanea del De Architectura di Vitruvio con un progetto originale dal titolo “Agostino Iacurci Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De architectura” che si potrà vedere a Palazzo Mosca, sede dei Musei Civici.

INFO

www.mostreleonardoraffaello.it




Tra Storia, Filosofia, cantine e palazzi aperti, ecco dove andare nel weekend

Già da qualche anno riscuotono molto successo i festival dedicati a discipline come la storia, la filosofia o l’antropologia. Questo weekend del 25 e 26 maggio, per gli amanti del genere, si può andare a Gorizia per “èStoria”, oppure a Pistoia per “Dialoghi sull’uomo”, tra spettacoli, approfondimenti, incontri con personalità ed esperti. Se invece la storia preferite “viverla” in prima persona, nello splendido borgo medievale di Canale Monterano, in provincia di Roma, c’è la rievocazione “La Rinascita del Feudo”. Amanti del buon vino? In tutta Italia è il weekend di Cantine Aperte. Noi vi presentiamo quello in programma alle storiche Cantine Lungarotti, in Umbria. E per chi è sempre alla ricerca del pezzo unico e originale, a Palermo si tiene la prima edizione di Opificia, dedicato alle eccellenze dell’artigianato, del vintage e della gastronomia dell’isola.

A Gorizia c’è èStoria, il Festival Internazionale della Storia

Da venerdì 24 a domenica 26 maggio si tiene a Gorizia la 15° edizione di èStoria, il Festival Internazionale della storia che nella scorsa edizione ha fatto registrare 60 mila presenze. Il tema scelto per il 2019 è “Famiglie”, che sarà sviluppato attraverso spettacoli, dibattiti, conferenze, proiezioni. La formula della rassegna prevede infatti l’incrocio della storia con altre discipline, come il cinema, la letteratura, il teatro, la psicologia, la musica e l’economia, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico più eterogeneo possibile, non per forza “addetto ai lavori”.

Si potranno, per esempio, conoscere le grandi dinastie che “hanno fatto la storia”, dai Savoia ai Romanov, dagli Asburgo ai Windsor, ma anche scoprire come è cambiato il concetto di famiglia nel corso dei secoli, dalle prime grandi civiltà occidentali, come i Greci e i Romani, ai giorni nostri, con tutte le varianti, le variabili e i temi di attualità più rilevanti.

Sarà un Festival “diffuso”, con eventi che si terranno in diverse sedi del centro storico e dei Giardini Pubblici. In programma anche visite guidate e aperitivi con la Storia.

INFO: www.estoria.it

A Pistoia per i “Dialoghi sull’uomo”

Dalla Storia all’antropologia. Spostandosi a Pistoia, sempre dal 24 al 26 maggio, si svolge la decima edizione di “Dialoghi sull’uomo”, Festival di Antropologia del Contemporaneo. Il tema del decennale sarà “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini” e prevede un calendario di 25 incontri con antropologi, sociologi, filosofi, storici, scrittori, artisti, psicologi e scienziati sul tema del “vivere assieme”, rispettando gli altri e il pianeta.

Si toccheranno anche temi “moderni”, come l’accelerazione generale della società, i rapporti sempre più influenzati dalla rivoluzione digitale, la difficoltà di mantenere i rapporti personali e familiari. Tantissimi gli ospita, tra cui lo scrittore Fernando Aramburu, autore di Patria, l’antropologo iraniano Shahram Khosravi e l’economista indiana Vandana Shiva, premiata con il Right Livelihooh Award, considerato l’alternativa al Premio Nobel, per il suo impegno nella difesa dell’ambiente. A lei sarà conferito il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, sabato 25, alle 21.15, in Piazza Duomo. Dopo la premiazione, Shiva terrà la conferenza dal titolo “Impariamo a condividere il nostro pianeta: è di tutti!”.

Tra gli altri ospiti ci saranno anche gli antropologi Marco Aime, Adriano Favole, Francesco Remotti; i sociologi Stefano Allievi, Maurizio Ambrosini; gli scrittori Wlodek Goldkorn, Michela Murgia con Ritanna Armeni, Michele Serra; il gruppo musicale degli Avion Travel; lo psichiatra Eugenio Borgna; l’attore e regista Ascanio Celestini; i filosofi Donatella Di Cesare, Elena Gagliasso, Telmo Pievani; Corrado Sinigaglia; il linguista Federico Faloppa; lo psicoterapeuta Matteo Lancini; il diplomatico e scrittore Grammenos Mastrojeni; la criminologa Isabella Merzagora; il fotografo Paolo Pellegrin con Roberto Koch; lo storico Adriano Prosperi; il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti.

INFO: www.dialoghisulluomo.it

A Canale Monterano (Roma)… “La rinascita del feudo”

Un intero weekend all’insegna del Medioevo. È quello che si tiene nello splendido borgo di Canale Monterano, in provincia di Roma, in occasione della V edizione della “Rinascita del feudo”, in programma il 25 e 26 maggio. Per l’occasione, le strade, le vie e le case del borgo torneranno indietro nel tempo con bancarelle, figuranti in costume, mercanti, artisti di strada, ballerini, musicisti. Lungo le vie si potranno incontrare dame e cavalieri, mentre le botteghe saranno presenziate da osti e artigiani.

Durante la due giorni, poi, si svolge il Concorso Nazionale delle Discipline Medievali, con la partecipazione di gruppi di rievocazione storica provenienti da tutte le regioni d’Italia, con la possibilità, per i partecipanti, di fare parte della giuria popolare.

Sarà anche una festa per i più piccoli, che potranno divertirsi con cacce al tesoro, laboratori di tessitura medievale, di scherma storica e musicale, oppure imparare i fondamenti delle danze medievali. Il programma prevede anche una Giostra cavalleresca, un torneo di scacchi e uno di scherma storica. Per l’occasione, gli stand gastronomici e i locali del borgo propongono menù medievali e piatti della tradizione locale. L’evento si svolge in tutti e due le giornate dalle 11 alle 20.

INFO: https://prolocomonterano.weebly.com/

Alle Cantine Lungarotti (PG) un weekend all’insegna del buon vino

In occasione della 27° edizione di Cantine Aperte, la rassegna nazionale promossa dal Movimento Turismo del Vino, in Umbria le Cantine Lungarotti propongono un intero weekend dedicato all’enoturismo, al vino di qualità e al bere responsabile.

In entrambe le tenute, quella di Torgiano e quella di Montefalco, entrambe in provincia di Perugia è  previsto un fitto calendario di iniziative per tutto il fine settimana. Dalle 10 alle 18 è possibile prendere parte a visite guidate in cantina e, su prenotazione, a degustazioni guidate e appuntamenti gourmet. Per l’occasione, poi, il Museo dell’olivo e dell’olio e il Museo del Vino di Torgiano saranno aperti con ingresso a soli 4 euro, includo un calice di vino in omaggio.

Sabato 25, presso la cantina di Torgiano, si comincia alle 13 con un brunch e si prosegue fino alle 19 con le visite guidate. Alle 20.30, tradizionale “Cena del Vignaiolo” presso l’Enoteca della Cantina. Per i più piccoli, invece, sono in programma laboratori didattici a tema.  Domenica 26, invece, nella sede di Torgiano arrivano i Food Truck con delizie della gastronomia locale da abbinare ai vini della cantina storica. Per gli intenditori, una chicca: la degustazione del nuovo vino San Giorgio presso l’Enoteca della tenuta.

Presso la sede di Montefalco, si comincia con un pranzo in vigna, su prenotazione, alle 12.30 a cura del Ristorante Il Cavalieri di Foligno. Dalle 15 alle 18, invece, si può gustare una golosa “merenda in cantina”.

INFO: www.lungarotti.it

A Villa Pottino (PA), la prima edizione di “Opificia”

Nella splendida cornice di Villa Pottino, in via Notarbartolo a Palermo, nel weekend del 25 e 26 maggio si tiene la prima edizione di OpificiaEccellenze artigiane siciliane”, la fiera dedicata agli artigiani, al vintage, all’antiquariato, modernariato, senza dimenticare l’enogastronomia siciliana.

Dalle 10 alle 20, nella villa in stile liberty del 1915, opera dell’architetto Ernesto Armò, allievo del Basile, si potranno trovare trenta stand e postazioni con borse pregiate, abbigliamento, oggettistica vintage, gioielli di alto livello, ceramiche artistiche dipinte a mano, ma anche prodotti artigianali in legno, oggetti realizzati con la tecnica della ceraplastica e molto altro.

Nel corso della due giorni, poi, sarà possibile degustare e acquistare prodotti gastronomici a Km zero, prodotti tipici siciliani nel grande spazio dedicato ai produttori. Nell’area food, invece, si potrà anche pranzare. Ci sarà anche uno spazio gioco per i più piccoli.

Inoltre, sarà possibile effettuare visite guidate al palazzo per ammirare gli affreschi, i tetti in legno intarsiato. Le visite si effettuano in due turni, alle 11 e alle 12, al mattino, e in due turni pomeridiani, alle 17 e alle 18. Quota di partecipazione € 3.

INFO: www.aartigianando.it




Ai Giardini Botanici di Stigliano un weekend con la Festa delle Rose

La Festa delle Rose festeggia 25 anni e diventa itinerante. Per celebrare questa importante ricorrenza, ha scelto la splendida location dei Giardini Botanici di Stigliano di Canale Monterano, in provincia di Roma. Qui, sabato 18 e domenica 19 maggio si danno appuntamento una trentina di vivaisti e floricoltori provenienti da tutta Italia, che daranno la possibilità ai visitatori sia di ammirare sia di approfondire la loro conoscenza sulle rose, ma anche sui fiori e sulle piante presenti nel giardino, oltre che acquistarli e portarli a casa con sé.

Non solo, i produttori porteranno con sé le loro creazioni e varietà di rose speciali, da quelle più antiche agli ibridi non ancora conosciuti. Si potranno inoltre ammirare, accanto alle “regine della festa”; anche particolari varietà di ortensie, erbacee da fiore insolite, acquatiche, pelargoni, ortive, bulbi, e arbusti da fiore, erbacce, campanule, papaveri, anemoni, cisti, chiamate anche rose di maggio ed erbe aromatiche. L’evento è patrocinato dal network Grandi Giardini Italiani.

Non può mancare, però, anche un momento conviviale. Sono in programma infatti degustazioni di vini a tema, che si accompagneranno alle creazioni gastronomiche dello chef Antonio Sciullo, che si potranno gustare presso il punto ristoro del Parco Termale o comodamente seduti al ristorante delle Terme, prenotando in anticipo l’ingresso al buffet.

Inoltre, sarà presente la Fisar – Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori proporrà in assaggio più di cento etichette di vino rosato di altissima qualità. Il biglietto di ingresso costa € 8, i bambini entrano gratis.

Un’occasione per visitare il Parco Termale

La Festa delle Rose è un’imperdibile occasione per visitare il Parco Termale, che si estende per 20 ettari e con ben cinque fonti da cui sgorga un’acqua di natura solfo-iodica ipertermale a una temperatura variabile tra i 36° C e i 56°C.  Qui si trova anche il Grand Hotel delle Terme di Stigliano, sorto nel Settecento sui resti di antichi templi romani.

Il luogo, infatti, era conosciuto per le sue acque benefiche fin dall’antichità. I Romani ne fecero un importante centro termale e, ancora oggi, si possono ammirare i resti delle terme di Tiberio e quelli di una strada consolare. Nel Settecento il principe Altieri restituisce alle terme il loro antico ruolo, aprendole al pubblico ed edificando in prossimità delle fonti un albergo e una piccola chiesa.

Oggi, le antiche terme romani, l’albergo, il borgo settecentesco e il parco hanno riconquistato il loro antico splendore. Non solo, le acque termali che scorrono in profondità su questo terreno hanno generato un particolare microclima che favorisce fioriture spontanee e sempre diverse in ogni stagione.

Il Parco è stato successivamente restaurato dalla Marchesa Umberta Patrizi Montoro che gli ha conferito l’aspetto attuale. Oggi si cammina tra sentieri e percorsi che si snodano tra aceri, querce centenarie, lecci, roveri, noccioli, tamerici e bambù giganti, che si coniugano alla geometria generata da una distesa di pini romani. Il parco è poi l’habitat naturale di diverse specie di mammiferi e uccelli, tra cui aironi, civette, falchi, istrici, tassi, volpi, donnole e faine.

COME ARRIVARE

In auto: Da Nord, A1 con uscita Orte. Poi prendere la Superstrada per Viterbo, uscire a Viterbo Sud e proseguire sulla via Cassia in direzione Roma. Raggiungere Manziana e proseguire per Canale Monterano – Tolfa. Al km 31 svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Stigliano. Da Sud, prendere la Roma Cassia bis SS2 in direzione Viterbo. Uscire a Cesano e proseguire per la via Braccianese, superare Bracciano e Manziana e proseguire in direzione di Canale Monterano – Tolfa. Al km 31 svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per Stigliano.

INFO

Grand Hotel Terme di Stigliano, via Bagni di Stigliano 2, Canale Monterano (Roma), Tel 06/99805977, www.termedistigliano.it . La Festa delle Rose si tiene nel weekend del 18 e 19 maggio dalle 10 al tramonto.




LIGURIA SEGRETA: I Giardini Hanbury di Ventimiglia, un Eden tra la terraferma e il mare

Di Benedetta Rutigliano

Continua il nostro viaggio alla scoperta della Liguria “segreta”, piccoli gioielli forse meno conosciuti, ma che racchiudono storia, bellezza, tradizione. Dopo il borgo di Dolceacqua, questa settimana ci spostiamo a Ventimiglia, dove si trovano i Giardini Hanbury, sogno “green” di un visionario inglese.

Fu la passione naturalistica del filantropo inglese Thomas Hanbury, nel 1867, a rendere possibile la creazione di uno degli orti botanici più belli d’Italia e d’Europa, che prese proprio il nome del suo creatore. Hanbury era in vacanza in Costa Azzurra, quando si innamorò così tanto del promontorio della Mortola e di Palazzo Orengo, vicino a Ventimiglia e a pochi chilometri dalla Francia, da procedere all’acquisto di tutta l’area.

Con l’aiuto del fratello Daniel, farmacologo e botanico, e di Ludwig Winter per la progettazione e la sperimentazione, Thomas collaborò con studiosi di ogni nazione per trasformare negli anni quei 18 ettari di terreno in un giardino botanico per l’acclimatazione di piante provenienti dalle più diverse zone del mondo, sfruttando la felice posizione della zona, degradante verso il mare, e il clima particolarmente mite. Metà dell’area è coltivata a giardino, mentre l’altra metà è occupata da vegetazione sub spontanea.

Il visitatore può imbattersi in specie vegetali di ogni latitudine, come ad esempio la foresta australiana, i bambù, le collezioni di succulente, il Giardino dei Profumi, i Giardinetti all’italiana con rose e peonie, gli agrumeti con antiche varietà di frutti, il Frutteto esotico.

Lungo il percorso si snodano pergolati, elementi decorativi architettonici come le Fontane Nirvana, della Sirena, del Drago, delle Sfingi, del Fauno, il mausoleo Moresco, il Pavillon, il Tempietto Quattro Stagioni, il Pozzo Veneto, la campana giapponese, in un susseguirsi di architetture e ambienti che sono una continua scoperta.

Nel 1960 lo Stato italiano ha acquistato i Giardini, ma la gestione è stata poi affidata all’Università di Genova. Dal 2000 questo Eden è considerato area protetta della Regione Liguria, e quest’anno l’Area Protetta Regionale Giardini Botanici Hanbury partecipa al progetto “Alpi del Mediterraneo” per la candidatura al riconoscimento UNESCO di sito Patrimonio dell’Umanità.

COME ARRIVARE

In auto i Giardini Botanici Hanbury sono raggiungibili percorrendo l’autostrada A10 Genova-Ventimiglia. Uscendo a Ventimiglia, è consigliabile proseguire sulla SS 1 Aurelia direzione Francia, valico Ponte S. Luigi km6.

DOVE MANGIARE

*Balzi Rossi, un angolo di paradiso con terrazza sul mare e piatti prelibati e ricercati: si raccomanda lo spaghetto con i ricci e la scelta dei dolci. www.ristorantebalzirossi.it

*Osteria Consani, (via del Teatro 4, Ventimiglia, tel 371/1401677) Ambiente informale e piatti della tradizione semplici e genuini cucinati con gusto.

 DOVE DORMIRE

*Grand Hotel del Mare Resort & Spa*****, su un giardino pensile a picco sul mare, con un parco mediterraneo di oltre un ettaro. www.grandhoteldelmare.it.

*Casa Fenoglio B&B, in un palazzo storico del XVI secolo, coniuga ricercatezza dei materiali e rispetto della tradizione con elementi di design www.casafenoglio.com.

INFO

www.giardinihanbury.com




Un weekend nella natura, di-vino o tra i fumetti. Ecco dove andare il prossimo fine settimana

A Lana di Merano, in provincia di Bolzano, ci si può immergere nella natura con il Festival delle Erbe Selvatiche, a Modena si può “vegliare” tra motori, musica, arte e musei aperti con “Nessun Dorma, mentre al Porto Antico di Genova si rinnova l’appuntamento con il Festival del Mare. Amanti del vino? Per voi a Roma c’è “Vino e arte che passione”, un evento esclusivo che abbina vini di qualità a grandi opere d’arte. Infine, se siete amanti di fumetti, anime giapponesi, videogiochi e Cosplay, a Quartu Sant’Elena (CA) si svolge il più grande Festival del fumetto e videogiochi della Sardegna che attrae ogni anno più di diecimila visitatori. Ecco i dettagli degli eventi che abbiamo selezionato per voi per il weekend del 18 e 19 maggio.

A Lana di Merano (BZ) un weekend con le erbe selvatiche

Weekend conclusivo, quello del 18 e 19 maggio, a Lana di Merano (BZ) e dintorni per la kermesse dedicata alle Erbe selvatiche, sane e genuine, giunto alla XII edizione. Agli eventi dedicati alla conoscenza delle erbe che crescono in natura si affiancano serate gourmet e menù nei ristoranti a base di piatti che hanno come ingredienti proprio le erbe, insieme ad altri tradizionali e regionali combinati con innovazione e creatività. Il programma comprende anche escursioni per conoscere le erbe, workshop e corsi di cucina.

Per esempio, già venerdì 17, dalle 16 alle 18, presso il maso Bacherhof di Nalles, in vicolo Gebreid 10, si tiene un incontro con Jutta Tappeiner Ebner, esperta di erbe e medicina Kneipp sulla Concimazione naturale e nutrimento per le piante e le erbe del proprio orto. Si imparerà a preparare un concime efficace e un ricostituente naturale attraverso i “frullati verdi” per garantire alle piante di frutta e verdura e non solo vigore e salute.

Sabato 18 nella frazione di Pavicolo si tiene invece la Festa delle Erbe Selvatiche. Dalle 10 alle 18  il piccolo paese adagiato sul pendio del Monte San Virgilio, sopra Lana, si trasforma in un palcoscenico con musica, intrattenimento, animazioni, eventi e incontri dedicati alle erbe.

Sempre sabato, spostandosi nel giardino dell’hotel Im Tiefenbrunn di Lana è possibile prendere parta a una lezione di Detox Yoga con Melanie Lavenja che propone una lezione ricca di ritmo e movimenti mirati, abbinati a momenti di rilassamento. A seguire, degustazione guidata di frullati e tisane alle erbe selvatiche. L’evento è su prenotazione (tel 0473/561485, www.hoteltiefenbrunn.com) e la quota di partecipazione è di € 20 a persona.

INFO: www.visitlana.com

A Modena c’è “Nessun Dorma”, una notte di festa, cultura e spettacolo

Sabato 18 maggio torna a Modena “Nessun Dorma”, la “notte bianca” che dal tardo pomeriggio alle prime ore del mattino animerà le vie del centro storico con musica, spettacoli, animazioni, musei, monumenti e negozi aperti.

Un “prologo” dedicato ai motori è in programma venerdì 17 nell’ambito della Motor Valley Fest con allestimenti a tema, come via Cesare Battisti, che diventa Strada dei Motori, con supercar e moto, ma anche vecchie 500 e la Bianchina modello Fantozzi e un’installazione sulla costruzione dei motori, tra bellezza e potenza. Una Ferrari sarà esposta in via Taglio, mentre in piazza Torre ci sarà un’esposizione di Lambrette.

Il Mercato Albinelli ospiterà dalle 19 l’ingegnere della Ferrari Mauro Forghieri, intervistato dal figlio Sandro sul suo lungo legame con le “rosse”, mentre in via San Giacomo ci sarà un raduno di Harley Davidson e in Largo Sant’Eufemia un raduno di 500 d’epoca.  L’ex Cinema Principe ospita la mostra “10 anni di Mef” in occasione dell’anniversario del Museo dedicato a Enzo Ferrari con un’esposizione di modellini che raccontano le auto guidate da Enzo Ferrari e costruite dalla casa del Cavallino. Lo stesso Mef sarà aperto fino a mezzanotte con visite guidate gratuite in italiano e inglese, ogni 30 minuti dalle 20 alle 22.

Sabato 18 si entra nel vivo con una serata di musica, installazioni, spettacoli, concerti, eventi per bambini e mercatini che animeranno le vie del centro storico. In contemporanea, si tiene la Notte Europea dei Musei che consente di visitare gratuitamente e in orario insolito i musei e i monumenti della città. Si potranno quindi visitare il Palazzo dei Musei con la Galleria Estense, Palazzo Margherita con la Galleria Civica e il Museo della Figurina, il Sito UNESCO di Piazza Grande con il Duomo, il Palazzo Comunale e la Ghirlandina.

Alle 17.45 si parte dal Teatro Storchi per una visita guidata sulle architetture del 900, mentre resteranno aperte le mostre Fontana e Pop Therapy. Presso i Musei Civici si potrà poi vivere un’esperienza nelle atmosfere della foresta amazzonica e un’esposizione dedicata a Mozart tra le sale dell’Archivio Storico.

INFO e programma completo: www.comune.modena.it/nessundorma

A Genova c’è il Festival del Mare

Seconda edizione per il Festival del Mare, che dal 16 al 18 maggio anima la zona del Porto Antico e dell’Acquario, a Genova. Durante la tre giorni si alterneranno mostre, laboratori, spettacoli e iniziative aventi come spunto centrale il mare, visto da prospettive diverse tra ricerca, storia, arte e divulgazione.

Tra i laboratori in programma, per esempio, c’è Alga-cadabra, un percorso interattivo alla scoperta delle foreste marine, mentre il laboratorio Non siamo gli unici a cantare: il talent show delle megattere consente di conoscere e ascoltare i suoni prodotti dai cetacei. Attraverso l’incontro Vita quotidiana e alimentazione a bordo delle navi si potrà invece comprendere la vita dei pescatori e dei marinai, mentre con Facciamo le onde del mare, si scopriranno i segreti del moto ondoso e con Le immersioni scientifiche ai poli e ai tropici si condivideranno le emozioni e i segreti di chi si immerse nelle profondità degli oceani.

Da non perdere la mostra “L’uomo, la sirena, il mare”, la personale di scultura di Pietro Marchese, ospitata presso la Saletta dell’Arte del Galata Museo del Mare. Le sculture toccano il tema della metamorfosi tra figura umana e animale. L’esposizione è arricchita da disegni, video e miniature.

Tante anche le conferenze in programma. Tra le più interessanti, il 16 maggio, alle 10, nello Spazio Conferenze in Piazza delle Feste al Ponte antico c’è quella dedicata alle figure dei tre grandi ammiragli genovesi del XVI secolo: Andrea Doria, Giovanni Andrea Doria e Federico Spinola. Il 17 maggio, presso l’Acquario si tiene invece l’incontro Le plastiche in ambiente marino per informare, conoscere e prevenire il fenomeno.

A seguire, appuntamento culinario per esplorare diversità gastronomiche e culinarie con ingredienti offerti dal mare, comuni in alcune tradizioni e stravaganti per altre. Sabato 18, sono due gli appuntamenti culturali in programma: Un pianoforte sul mare, un viaggio tra le opere classiche da Liszt a Debussy e Gli scrittori italiani e il mare, un percorso letterario tra pagine di prosa e poesia.

INFO: www.festivaldelmare.unige.it

“Vino e arte che passione” al Casino dell’Aurora Pallavicini di Roma

Quarta edizione, domenica 19 maggio, per Vino e Arte che passione, il format enogastronomico e artistico che si tiene presso il Casino dell’Aurora Pallavicini, in via Ventiquattro Maggio 43, a Roma, gioiello del barocco romano situato sul colle del Quirinale, all’interno del Palazzo Pallavicini Rospigliosi, già sede delle Terme di Costantino.

Saranno più di cinquanta le aziende vinicole italiane, selezionate con accurati criteri, che proporranno ai presenti un’offerta di qualità e pregio e consentiranno loro di conoscere storie e segreti dei principali produttori italiani, degustare i vini delle migliori annate guidati dai sommelier e dai docenti della FIS – Fondazione Italiana Sommelier.

Parallelamente all’esperienza enologica viene proposto un percorso storico-artistico d’eccezione, durante il quale i partecipanti potranno ammirare opere uniche, come l’Aurora di Guido Reni, i dipinti di Luca Giordano, Guido Reni e Annibale Carracci, oltre alla facciata impreziosita da lastre di sarcofagi romani del II e III secolo d. C. Nella sala centrale del Casino, poi, sono posizionate sculture classiche, come Minerva, Diana Cacciatrice e la Pastorella.

L’orario di apertura al pubblico è dalle 12.30 alle 20.30. Il biglietto di ingresso intero è di € 30 e include la degustazione dei vini di tutte le aziende partecipanti, piccoli assaggi food, calice in omaggio, vista guidata al Casino dell’Aurora Pallavicini. Acquistando il biglietto e dopo l’ingresso all’evento sarà inoltre possibile, su prenotazione e gratuitamente, partecipare ad alcune degustazioni speciali a porte chiuse, fino a esaurimento posti.

INFO: www.vinoeartechepassione.it

A Quartu Sant’Elena (CA) torna Giocomix

Tredicesima edizione per Giocomix, il più grande Festival del gioco e del fumetto della Sardegna, che si tiene nel weekend del 18 e 19 maggio presso il Centro Congressi dell’Hotel Setar di Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari. Ricchissimo il programma, che include una mostra mercato, una scuola di fumetto, una piattaforma di streaming di anime giapponesi, aree ludiche con proposte di gioco, tornei e gare di Cosplay.

Tra le novità di quest’anno c’è il raduno dei fans Harry Potter, che potranno rivivere le esperienze più significative della saga, tra la cerimonia di smistamento nelle case, l’adunata dei maghi, il Trofeo delle Case, le sfide di magia, giochi e divertimenti.

Si rinnova poi l’appuntamento con le gare di Cosplay, con la possibilità per i vincitori di aggiudicarsi il Premio Giocomix e di accedere al prestigioso palco del Romics e, da lì, volare in Giappone per il World Cosplay Summit. Altra novità dell’edizione 2019, poi, sarà il contest dedicato alla Kpop Cover Dance, un fenomeno musicale che arriva dalla Corea del Sud. Presso l’area dedicata ai fumetti si potrà conoscere Crunchyroll, il primo servizio a livello mondiale per lo streaming legale degli Anime giapponesi.

Nel nuovo padiglione Brick World, poi, si potranno trovare i classici mattoncini Lego, con un’area dedicata ai più piccoli, e l’area Playmobil. Tanti anche i tavoli dedicati ai giochi di ruolo, ai giochi da tavoli, ai giochi di miniature, ai giochi di ruolo dal vivo con possibilità di impugnare una spada laser o indossare un visore olografico.

Sono in programma anche tornei di videogiochi tra giochi vintage e di ultima generazione, che si possono provare anche gratuitamente, senza alcun intento competitivo. La manifestazione è aperta dalle 10 alle 20 in entrambe le giornate. Il biglietto costa € 6, gratuito fino a 8 anni.

INFO: www.giocomix.it




ITALIA SEGRETA. Dolceacqua, il colpo di fulmine di Claude Monet

Una serie di weekend, che già avevamo ideato nella rivista WEEKEND PREMIUM, ma che riproponiamo con l’arrivo della bella stagione, per scoprire un’Italia meno conosciuta, e per questo più affascinate. Cominciamo da Dolceacqua, in Liguria. Per la posizione privilegiata, la natura e i colori, la Liguria ha incantato artisti e poeti, ma oltre agli scorci più noti, cela anche angoli sconosciuti ai più e al di fuori dei circuiti turistici consueti: Eden botanici che spiano il mare, grotte con sculture naturali uniche, torri e castelli medievali, borghi con i tipici “carugi” dove respirare leggende di prìncipi, streghe e cavalieri, chiese romaniche d’eccellenza e antiche suggestive abbazie 

Dolceacqua, il borgo che incantò Monet

di Benedetta Rutigliano

Forse non tutti sanno che persino il noto artista Claude Monet si innamorò di Dolceacqua, un piccolo borgo di circa duemila abitanti sulle colline tra Ventimiglia e Bordighera, in provincia di Imperia. Tipico centro medievale della Val Nervia percorso dal torrente Nervia, dà il nome anche al Rossese di Dolceacqua, un vino prelibato derivato dai numerosi vitigni che già addolciscono il paesaggio.

L’artista francese, simbolo dell’Impressionismo, mentre visitava la Riviera di Ponente, si fermò a Dolceacqua il 18 febbraio 1884, e definì il ponte medievale del borgo, formato da un solo arco a tutto sesto di circa 32 metri di luce, un “gioiello di leggerezza”. Rimase così incantato dal ponte e dal castello, da imprimere questi soggetti su alcune delle sue tele, come in “Le Chateau de Dolceacqua”.

Ma da dove deriva il toponimo del borgo?  Pare derivi dal latino “villa dulciaca”, un fondo rustico di età romana chiamato Dulcius (Dolce, un nome personale), trasformato in seguito in “Dusäiga”, attuale nome dialettale, e nella forma “Dulcisacqua”. Un’altra interpretazione accredita l’origine del paese ai Celti, che l’avrebbero chiamato “Dussaga”, modificato poi in Dulsàga e infine in Dolceacqua.

La parte più antica di Dolceacqua, ai piedi del Monte Rebuffao, è dominata dal Castello dei Doria, il cui primo nucleo risale al XII secolo. Posto a segnare il confine tra la Liguria e il Piemonte, subì diverse trasformazioni in particolare grazie all’opera del signore locale Stefano Doria (XVI secolo), e ancora regala ai visitatori una vista mozzafiato in un’atmosfera medievale intatta. Per i visitatori più curiosi, sarà possibile visitare molti degli ambienti interni.

All’ingresso del borgo si trova la Chiesa di San Giorgio, costruita nel XII secolo in stile romanico, e trasformata poi in epoca gotica e barocca: all’interno della cripta sono conservate le tombe di Stefano e Giulio Doria.

Chi visita Dolceacqua non deve aver paura di avventurarsi e perdersi tra i numerosi carugi, i tipici vicoli stretti, qui rimasti danneggiati durante l’ultima guerra mondiale, per ritrovarsi nella piazza dove sorge la parrocchia di Sant’Antonio Abate (1400 circa), che ingloba una torre angolare quadrata delle antiche mura, divenuta base del campanile. Al suo interno è possibile ammirare il prezioso e delicato polittico di Santa Devota, opera del 1515 di Ludovico Brea, caposcuola della corrente pittorica ligure- nizzarda.

Chi desidera unire alla visita culturale anche quella naturalistica, può immergersi nei filmati di alta qualità proiettati dal Visionarium 3D, una sala che dal gennaio 1994 proietta in 3D e 4D documentari d’interesse naturalistico artigianali, un unicum in Italia. Al di fuori del centro abitato, la Chiesa di San Bernando conserva meravigliosi affreschi del XV secolo.

COME ARRIVARE

Autostrada A10 Genova – Ventimiglia, uscire ai caselli di Ventimiglia o Bordighera, poi imboccare la SS Aurelia e poi la strada provinciale della Val Nervia.

DOVE MANGIARE

*A Viassa, via della Liberazione 13, Dolceacqua (IM), tel 0184/206665, www.ristoranteaviassa.it; piccolo, con arredamento minimal e ben curato, propone piatti tradizionali rivisitati con ingredienti freschi del territorio.

*Casa e Bottega, Piazza Garibaldi 2, Dolceaqua (IM), tel 0184/205038, www.ristocasaebottega.it. Vista sul borgo antico in un’atmosfera vintage da bistrot parigino, prepara menù di terra e mare con raffinatezza, e ha una carta dei dolci  da provare

DOVE DORMIRE

*CasaVillatalla, loc. Villatalla, Dolceacqua, tel 0184/206379, www.villatalla.com, atmosfera di una casa di campagna arredata con gusto per soggiornare in un  B&B che si affaccia sull’antico borgo, immerso nella natura e circondato da un delicato giardino con piscina .

*Le Gemme, via Castello 2, Dolceaqua (IM), tel 333/8669323, www.le-gemme.it. B&B,in un’antica casa torre a 20 metri dal ponte antico, restaurata e arredata con gusto. La colazione in un’atmosfera fiabesca sulla terrazza con vista Castello

INFO

www.dolceacqua.it

 




Un magico weekend tra feste dei sapori, musei e castelli

Domenica 12 maggio sarà la Festa della Mamma. Quale occasione migliore, allora, per ritagliarsi una gita fuori porta o un weekend insieme a lei? Se siete a vostra volta mamme, potete regalarvi una magica avventura con i vostri bambini nella splendida cornice della Rocca Viscontea di Castell’Arquato insieme alla magia di Harry Potter. Se preferite un weekend al mare, a Camogli c’è la celebre Sagra del Pesce con la sua padella da Record. Se vi trovate in Sardegna, potete regalarvi un weekend di coccole al cioccolato al Geovillage di Olbia, mentre se avete una passione per il vino e prodotti della terra, a Orvieto vi aspetta il Terrawine Festival. Infine, se siete amanti dell’arte, questa domenica a Napoli si può visitare gratis la splendida mostra su Antonio Canova presso il Museo Archeologico Nazionale. Ecco, allora, in dettaglio, le nostre proposte.

A Castell’Arquato (PC) rivive la magia di Harry Potter

Domenica 12 maggio, la meravigliosa Rocca Viscontea di Castell’Arquato (PC) si trasforma nella “Scuola di Magia” ispirata ai personaggi della saga di Harry Potter. Un’ occasione davvero unica per fare vivere ai bambini l’emozione di diventare “piccoli maghi”. Tuttavia, considerando che il celebre “maghetto” ha compiuto vent’anni, saranno molti anche i genitori che, all’epoca della sua uscita, erano adolescenti. Quale migliore occasione, allora, per vivere questa avventura in famiglia?

Il percorso gioco dura circa un’ora, durante la quale gli apprendisti maghi si cimenteranno in prove di Incantesimi, Pozioni, Divinazione rivelando il loro talento nell’arte magica. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni.  Dai 6 ai 12 anni l’ingresso costa € 8, mentre per gli adulti è di € 10. I biglietti si possono acquistare direttamente all’ingresso della Rocca, in Piazza Municipio, non occorre prenotazione.

E, dopo il gioco, si può andare tutti insieme alla scoperta di Castell’Arquato, che vanta il titolo di “città d’arte” insignita della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano e fa parte de I borghi più belli d’Italia.

INFO: www.castellarquatoturismo.it

A Camogli (GE) torna la Sagra del Pesce da record

È una delle feste gastronomiche più attese della Liguria, ma anche da Lombardia e Piemonte, da cui ogni anno arrivano migliaia di turisti, con un record di 100 mila visitatori nella scorsa edizione. La Sagra del Pesce di Camogli festeggia quest’anno i suoi 68 anni. È nata infatti nel 1952 da un’idea di alcuni pescatori locali e, da allora, ha raggiunto numeri da record grazie alla bontà della frittura di pesce e del suo “padellone”, un gigantesco recipiente di acciaio inossidabile, in uso dal 1954, dal diametro di 3,8 metri, un manico di 6 metri, un peso di 2,8 tonnellate e una capacità di 3000 litri di olio.

Quest’anno, la sagra si svolge domenica 12 maggio, all’insegna dell’ecosostenibilità. Saranno utilizzati, infatti, solo materiali totalmente compostabili, mentre il sostegno andrà all’Associazione no-profit per la lotta ai disturbi alimentari “Mi nutro di vita”. Nel “padellone da record” saranno fritti più di 30 quintali di pesce azzurro. Con un ticket di soli 6 euro, si possono avere la vaschetta colma di pesce fritto e il piattino ricordo in ceramica con il manifesto dell’edizione 2019.

La sagra si svolge domenica, ma già dalla serata di venerdì 10 si può avere un assaggio  di prelibatezze locali nell’ambito de “La Sagra in tavola” a cura della Pro Loco. Sabato 11, invece, si celebra il Patrono San Fortunato con una suggestiva celebrazione religiosa che comincia con la processione dell’Arca di San Fortunato e culmina con lo spettacolo dell’incendio dei falò presso la spiaggia di Camogli.

INFO: www.camogliturismo.it

A Orvieto (TR) c’è il Terrawine Festival

Nella splendida cornice del Castello di Titignano, il weekend dell’11 e 12 maggio è dedicato alla tradizione del vino e dei buoni sapori umbri. Si tiene infatti Terrawine Festival, che si propone di celebrare l’arte, i sapori e i prodotti della terra. Tantissimi gli eventi in programma. Ve ne segnaliamo alcuni.

Sabato 11, inaugurazione dell’evento alle 10 e, a seguire, apertura delle mostre Enoarte della pittrice Elisabetta Rogai, Progettare ciò che esiste dell’architetto Ruggero Giuliani e presentazione del libro Orvieto tra cielo e terra. Alle 11 apre il Villaggio dell’Aia, nella splendida cornice del Castello, con vista sul Lago di Corbara. Qui i visitatori potranno incontrare le aziende produttrici di Olio Extravergine di Oliva con assaggi e degustazioni per avvicinare il pubblico al mondo dell’olio di qualità.

Alle 11. 30, presso la Sala della Barricata si celebrano le Donne del Vino provenienti da tutta Italia per premiare e fare conoscere le imprenditrici che hanno avuto il coraggio di manifestare la loro passione e di trasformarla in vini di qualità. Sarà anche un’occasione per avvicinarsi al banco di assaggio e approfondire la conoscenza di vigne e territori. Alle 20, è prevista la Cerimonia per il Premio Eccellenza 2019 attribuito a una donna imprenditrice. La giornata si conclude con una cena di gala presso il ristorante del Castello di Titignano.

Per chi lo desidera, c’è la possibilità di avventurarsi in un trekking di circa 4 ore con partenza dal borgo di Tritignano e lungo un percorso tra pascoli, vigneti e boschi si raggiungono i ruderi della Roccaccia, a strapiombo sulle gole del Forello,

Domenica 12 maggio, riaprono le mostre e il Villaggio dell’aia con degustazione di olio ed eccellenze agroalimentari, incontri con in produttori e possibilità di acquisti diretti. Alle 14.30, presso la Sala degli Archi si parla di olio nel corso del seminario “Olio da olive” con Angela Canale, agronomo, e Cesare Batalocco assaggiatore EVO. Al  termine della giornata saranno assegnati i premi TERRAWINE 2019 per un produttore di vino, TERRAOLIO 2019 per un produttore di olio, TERRE AMERINA 2019 per un produttore agricolo. L’ingresso giornaliero alla manifestazione costa € 18.

INFO: https://terrawinefestival.wordpress.com

A Napoli il Canova è gratis!

Domenica 12 maggio sarà la prima delle tre domenica (le altre sono il 19 e il 26 maggio) in cui si potrà visitare gratuitamente il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la straordinaria mostra “Canova e l’Antico”, ospitata tra le sale del museo fino al prossimo 30 giugno.

Grazie al programma ministeriale #IoVadoAlMuseo, infatti, ogni museo statale potrà prevedere venti aperture gratuite all’anno, una settimana di ingressi gratuiti e otto giornate nell’arco dell’anno. Chi si trova a Napoli per il weekend, quindi, non può perdere l’occasione per visitare questa mostra, che presenta al visitatore un’ampia panoramica sulla produzione artistica di Antonio Canova tra disegni, bozzetti, dipinti, gessi e marmi.

Tra i capolavori di inestimabile valore, c’è il celeberrimo Gruppo delle Grazie, arrivato a Napoli dall’Ermitage di San Pietroburgo, insieme ad altri sei marmi, tra cui l’Amorino Alato, L’Ebe, la Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche e la testa del Genio della Morte. Da Kiev arriva invece la gigantesca scultura che raffigura la Pace, alta tre metri, mentre dal Getty Museum di Los Angeles è arrivato in terra partenopea l’Apollo che s’incorona.

Dai rinomati musei italiani provengono invece capolavori come la Maddalena Penitente, da Genova, il Paride, dal Museo Civico di Asolo, e la Stele Mellerio.

INFO: www.museoarcheologiconapoli.it

A Olbia (OT) la mamma si festeggia…con il cioccolato

Al Geovillage di Olbia (OT), la festa della mamma si celebra nel modo più dolce…con il cioccolato! Dal 9 al 12 maggio si tiene infatti la kermesse Cioccolato, il superfood in tutte le sue forme, un vero e proprio percorso emozionale e sensoriale che ha come protagonista assoluto quello che è stato definito “il cibo degli Dei”, in tutte le sue forme. Il ricco programma, oltre agli stand espositivi dedicati al cioccolato, propone degustazioni, trattamenti estetici, incontri ed eventi a tema.

Si comincia giovedì 9 maggio, alle 15, con l’inaugurazione dell’evento presso la Beauty & Spa. Segue una degustazione guidata emozionale e sensoriale a base di fave e granella di cacao, tè aromatizzato al cioccolato presso la Tisaeria. Si torna poi presso lo spazio Beauty & Spa per scoprire e provare i trattamenti estetici a base di cioccolato.

Venerdì 10 maggio, alle 18, presso il Soffi Bar inaugura la mostra fotografica con percorso visivo dedicata al cioccolato con una degustazione di cacao e cioccolato abbinata a cocktail a base di rum o miscele di caffè. Per tutta la giornata, si potranno ancora provare i trattamenti estetici al cioccolato presso lo spazio Beauty & Spa.

Nel weekend si entra nel vivo. Sabato 11, oltre ai percorsi degustazione e benessere, alle 16 è in programma il seminario “La storia del cioccolato e le sue proprietà nutrizionali” con esperti della nutrizione. Alle 18, i più piccoli potranno divertirsi a creare con il cioccolato presso il laboratorio didattico Choco Creazioni, nello spazio Geolandia.

Domenica 12 maggio, continuano le attività per bambini, i trattamenti estetici al cioccolato e le degustazioni guidate. Alle 13, presso il ristorante Sa Mesa, ci si siede tutti a tavola con il pranzo a tema Un amore di cioccolato, dedicato a tutte le mamme, durante il quale saranno servite le praline preparate durante il precedente laboratorio creativo.

INFO: www.geovillage.it




Sulle tracce di Monet. Una mostra celebra il soggiorno del pittore in Riviera

Tra il mese di gennaio e marzo del 1884, il pittore Claude Monet soggiornò sulla riviera ligure, tra Bordighera e Dolceacqua, in provincia di Imperia, cercando nei colori, nella luce e negli scorci unici di quel tratto di Liguria di “cogliere l’impressione” e di fissarla sulla tela dei suoi celebri dipinti. In quel periodo ne realizzò, in effetti, una quarantina, al punto che i critici hanno parlato di una “fase Bordighera” del percorso artistico del maestro dell’Impressionismo.

Oggi, dopo 135 anni dal quel soggiorno in Liguria, la mostra “Monet, ritorno in Riviera” propone un percorso culturale e artistico riportando tre dipinti nel luogo dove furono realizzati. Due di essi, Le Château de Dolceacqua” e “Vallée de Sasso, effet de soleil”. provengono dal Musée Marmottan Monet di Parigi, mentre il terzo, Monte Carlo vu de Roquebrune fa parte della collezione privata del Principe Alberto II di Monaco. La mostra si potrà visitare fino al prossimo 31 luglio e sarà accompagnata da un fitto programma di eventi e iniziative. Se amate l’arte, ma soprattutto i colori mediterranei della Riviera ligure, potete regalarvi un Weekend in Arte sulle tracce di Monet.

A Villa Margherita, alla ricerca dell’Impressione

La mostra è dislocata in due diverse sedi, Villa Regina Margherita a Bordighera, dove si potranno ammirare Vallée de Sasso, effet de soleil, e il Castello Doria di Dolceacqua, che ospita “Le Château de Dolceacqua” e “Monte Carlo vu de Roquebrune”

Partiamo da Villa Regina Margherita che riapre al pubblico proprio in occasione della mostra e si presenta con un nuovo e suggestivo allestimento. La villa, residenza privata della regina Margherita di Savoia è stata costruita nel 1914 all’interno del vasto parco della proprietà legata a Villa Etelinda in stile neoclassico. Inaugurata due anni dopo, è diventata la residenza ufficiale della Regina a Bordighera durante la stagione fredda. Nel periodo del soggiorno di Monet in Riviera, la città aveva raggiunto il suo massimo splendore, al punto da essere definita “giardino d’Europa” e meta del turismo “colto”, tra artisti, letterati e nobiltà.

Accanto al dipinto Vallée de Sasso, effet de soleil, in cui emerge la ricerca della luce, dei riflessi mediterranei, del paesaggio rivierasco, il percorso di visita propone i dipinti della Collezione Civica di Bordighera, realizzati tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, opere di vedutisti che ci consentono di ammirare gli stessi luoghi di oggi, ma visti attraverso gli occhi degli artisti, tra cui spiccano Pompeo Mariani, Ferdinando Piana, Hermann Nestel, Friedrich von Klugden, Karl Lorenz Rettich. Il valore aggiunto? Si tratta di opere abitualmente conservate in luoghi poco accessibili al pubblico e appartenenti a collezioni private, che per la prima volta vengono riunite e rese fruibili ai visitatori.

Al Castello Doria di Dolceacqua, dai dipinti alla camera oscura

Da Bordighera, ci si sposta poi nello splendido borgo medievale di Dolceacqua, che dista circa 13 km, percorrendo la SP64. Il borgo è dominato dal fiabesco Castello Doria, del XV secolo, che regala una vista mozzafiato sulla vallata e sul centro abitato di Ponte Vecchio.

Proprio questi panorami, uniti all’imponenza della fortificazione, sono stati di ispirazione, nel corso dei secoli, di pittori, acquarellisti e fotografi. E questa bellezza non è sfuggita a Monet, che durante il suo soggiorno in Liguria ha dipinto, Le Château de Dolceacqua e Monte Carlo vu de Roquebrune.

Accanto sia in questa location che a Villa Margherita, sono state allestite due sezioni dedicate alla fotografia storica, immagini risalenti proprio al 1884, per offrire al visitatore una visione del territorio del Ponente Ligure come si presentava agli occhi dell’artista durante il suo soggiorno a Bordighera.

In entrambe le sedi, poi, sono allestite due camere oscure, all’interno delle quali saranno proiettate fotografie realizzate dai grandi fotografi del tempo, tra cui quali Alred Noack, Jean Giletta, Eugène Degand, Giacomo Brogi, ma anche di altri professionisti locali, meno conosciuti, ma altrettanto valenti come Jean-Baptiste Anfossi di Mentone, i sanremesi Giovanni Scotto e Pietro Guidi ed Ezio Benigni.

Un viaggio tra moda e…lettere

Come abbiamo accennato sopra, la Riviera ligure al tempo del soggiorno di Monet era una meta turistica tra le preferite dell’aristocrazia europea, ma anche di artisti e letterati. Una componente fondamentale della società di allora era la moda.  Attraverso lo sfoggio di abiti “di grido” durante passeggiate nei giardini, nelle ville e nei grandi alberghi, ma anche durante le numerose feste e occasioni di socialità le nobildonne europee facevano a gara di eleganza. Gli stessi, lussuosi abiti, diventavano il simbolo di appartenenza a una classe sociale elevata.

Ma oltre all’”occhio” delle rivali, anche i pittori, come Monet, Manet o Renoir facevano particolare caso alla mise delle signore per immortalarle dei loro dipinti. E, proprio per consentire al visitatore di immergersi nelle atmosfere dell’epoca, la mostra propone alcuni abiti d’epoca provenienti dalla collezione del Museo Privato DAPHNÈ della Moda e del Profumo di Sanremo.

Infine, tra gli eventi collaterali, viene proposto un percorso espositivo multimediale che illustrerà l’esperienza dell’artista nel suo viaggio e nel suo soggiorno in Riviera. In particolare, la genesi delle opere in mostra viene approfondito attraverso il patrimonio epistolare, in primis le lettere scritte da Monet ai familiari, e in particolare alla compagna Alice, e ai suoi corrispondenti abituali, tra cui il mercante d’arte Paul Durand-Ruel.

In particolare, in una lettera del 25 marzo 1884, al termine del suo soggiorno in Riviera, Monet scrive:

“(…) Non so se ciò che ho fatto è buono, non so più nulla, ho lavorato tanto, fatto tanti sforzi, che ne sono abbrutito. Se ne avessi la possibilità, vorrei cancellare tutto e ricominciare, perché bisogna vivere per un certo tempo in un paese per dipingerlo, bisogna averci lavorato con pena per arrivare a renderlo in modo sicuro; ma potremo mai essere soddisfatti di fronte alla Natura e soprattutto qui… Circondato da questa luce abbagliante, trovo la mia tavolozza ben modesta; l’Arte vorrebbe tonnellate d’oro e di diamanti. Infine, ho fatto ciò che ho potuto. Forse, una volta rientrato a casa, mi ricorderà un po’ ciò che ho visto”.

INFO

Monet in Riviera, fino al 31 luglio 2019

Orario: fino al 14/6 lun-dom 10.30-18; dal 15/6 al 31/7 lun-dom 10.30-19.30

Biglietti: intero € 9, ridotto € 7 (include la visita a entrambe le sedi); minori di 14 anni gratis. Monet Card per residenti nei Comuni di Bordighera e Dolceacqua valida per tutto il periodo della mostra € 9.

www.monetinriviera.it




A Firenze un’occasione unica per visitare il “Giardino dell’Iris”

La sua particolarità, oltre alla sua bellezza, è che rimane aperto per appena un mese all’anno, durante il quale si può visitare gratuitamente. È lo splendido Giardino dell’Iris di Firenze, che in questo periodo dell’anno regala uno spettacolo mozzafiato, composto da centinaia di fiori multicolori, in uno dei punti più belli e panoramici di Firenze, la terrazza di Piazzale Michelangelo.

Quest’anno il giardino rimane aperto solo fino al prossimo 20 maggio. Rimangono, quindi, ancora pochi giorni per visitarlo. Negli oltre due ettari e mezzo di giardino, suddivisi tra viottoli di pietra, piazzole, aree relax e un laghetto artificiale, fioriscono circa duemila varietà di iris, tra cui molte specie protette, provenienti da tutto il mondo, e le varietà inviate per le varie edizioni del Concorso Internazionale dell’Iris, tra Iris barbate alte e da bordura, iris giapponesi, sibirica, louisiana e specie spontanee.

L’iris è il Giardino sono legati alla città di Firenze da un rapporto molto stretto. Molti storici, infatti, sostengono che il fiore stilizzato sul gonfalone della città sia un iris e non un giglio. Il Giardino dell’Iris invece nasce nel 1954 per ospitare il Concorso Internazionale annuale per le migliori varietà di Iris, il “Premio Firenze”. Da allora, il concorso si è tenuto ogni anno e, per l’occasione, specialisti botanici, ibridatori, orticoltori provenienti da tutto il mondo hanno partecipato e operato nel Giardino.

Nessuno, tuttavia, è ancora riuscito a vincere la “sfida” lanciata dagli organizzatori: la realizzazione di un iris rosso scarlatto, come quello che campeggia sul gonfalone di Firenze. Gli iris nascono fondamentalmente viola, ma anche questo colore è entrato a far parte della storia fiorentina.

Gli orari e i corsi

Il Giardino dell’Iris si può visitare fino al 20 maggio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30. Il sabato e la domenica con orario continuato 10-19.30.

È poi possibile partecipare agli eventi e alle attività presso il Giardino. Per esempio, domenica 12 maggio, dalle 10, si può prendere parte a un Corso di ibridazione, con lezioni teoriche e pratiche con possibilità di realizzare un vero e proprio incrocio. La quota di partecipazione è di € 25 a persona.

Nelle giornate del 13, 14 e 15 maggio, dalle 10.30 alle 13.30 si può invece prendere parte al corso di pittura “Dal fiore allo schizzo” per imparare a catturate impressioni di forme e colori dal vero. Il costo per una singola lezione è di € 45, pacchetto di tre lezioni € 110.

INFO
www.societaitalianairis.com




Un weekend tra gusto, palazzi e ville aperte e capolavori di fiori

Si conclude questo weekend, quello del 4 e 5 maggio, il lunghissimo ponte inaugurato in occasione della Pasqua. Se siete tra quelli che sono ancora in vacanza, o che magari avete ripreso a lavorare, ma volete ritagliarvi una gita fuori porta, o anche solo qualche ora di svago nella vostra città o in un’altra…ecco i nostri suggerimenti.

A Milano un weekend a tutto food!

Un weekend ricco di eventi dedicati al buon cibo quello del 4 e 5 maggio a Milano. Per esempio, all’ombra del Castello Sforzesco, si tiene la decima edizione del Gelato Festival, dedicato al gelato di qualità in tutte le sue forme e gusti, anche inediti.  Sedici tra i migliori gelatieri provenienti da tutta Italia propongono una loro creazione inedita e sarà il pubblico a votare il suo preferito. Il gusto che avrà ottenuto più preferenze sarà premiato (domenica 5 maggio, alle 19). Acquistando il ticket da 10 euro si avrà diritto ad assaggiare tutti i gelati in gara.

In Piazza Gae Aulenti, fino a domenica 5 maggio, nell’ambito del Milano Food City, si tiene invece Pizza Festival, dedicata alla degustazione e valorizzazione della pizza e dei suoi derivati. Ci sarà un vero e proprio “Villaggio della pizza” con moltissime golose tipologie, dalla pizza fritta al pan pizza alla farinata. L’ingresso è gratuito. Orario 12-24.

In piazza Leonardo Da Vinci, arriva invece lo Streeat Food Truck Festival, che fino a domenica propone il buon cibo di strada di Food Truck provenienti da tutta la Penisola. Si potranno effettuare degustazioni non solo di cibo, ma anche di birre artigianali prodotte dai Birrifici più rinomati d’Italia e una selezione di vini naturali.

Cibo di strada anche presso il Parco Ravizza, in zona Bocconi, con Gnam! Fino al lunedì 6 maggio la rassegna presenta il meglio del panorama nazionale e internazionale con ricette di qualità elevata, da assaporare attraverso i percorsi del gusto tra prodotti tipici regionali rari, piatti internazionali tra i più famosi e vere e proprie isole gastronomiche per osservare dal vivo la preparazione dei piatti più golosi ascoltando il racconto di chef e produttori.

A Bologna un weekend di-vino con Gusto Nudo Festival

Dodicesima edizione per Gusto Nudo Festival, la biennale conviviale dedicata al vino, alla terra e alle arti, che nel weekend si tiene a Bologna, tra le Serre dei Giardini Margherita e il parco del Dopolavoro Ferroviario come location principali, ma anche in diversi altri luoghi della città.

Più di cinquanta aziende vitivinicole provenienti da tutta Italia propongono in vendita e in assaggio i loro vini, insieme ad altre aziende artigiane, tra laboratori, incontri di approfondimento e degustazioni. Non mancheranno nemmeno gli spettacoli, tra concerti e performance teatrali.

Sabato  si comincia alle 10 presso l’Oratorio di Santa Cecilia, in via Zamboni 15, con una passeggiata nel centro storico guidata da Fabrizio Lollini, docente di Storia Medievale presso l’Università di Bologna, per conoscere i paesaggi, le coltivazioni e i prodotti della terra presenti nell’arte a Bologna. Al termine, aperitivo con bicchiere di vino presso il Mercato di Mezzo.

Alle 15, al Parco del Dopolavoro Ferroviario, in via Serlio 25/2, si apre la “Fiera dei vignaioli eretici” con stand di aziende vinicole, agricole, artigianali, dal Piemonte alla Sicilia, ma anche caseifici, salumifici, forni, produttori di sidro e di lumache. Per prendere parte agli assaggi si deve acquistare un ticket da 20 euro. Dalle 19, musica e spettacoli.

“Vignaioli Eretici” torna anche domenica. Il programma prevede anche un concerto di Lucio Villano, al Parco Dlf alle 12.30, mentre nel pomeriggio, alle 15, ci sarà un incontro sul tema del cibo come visione collettiva nell’ambito del progetto europeo Great sulle colture resilienti ai cambiamenti climatici e le pratiche di consumo sostenibili.

INFO: www.gustonudo.net

A Genova, palazzi e ville aperte per i Rolli Days

Fino a domenica 5 maggio, Genova celebra i suoi magnifici palazzi dell’aristocrazia, che dal 2006 sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Per un intero weekend sarà possibile visitare gratuitamente, in occasione dei Rolli Days, 31 palazzi del centro storico, che Rubens ha definito “Un esempio di bellezza e magnificenza per tutta Europa”, tra splendide decorazioni, affreschi, architetture e collezioni d’arte. Saranno aperti anche importanti centri religiosi, per scoprire come la nobiltà genovese abbia investito, abbellendo con opere d’arte di straordinaria bellezza e valore, cappelle, chiese, altari, tombe di famiglia o conventi.

Tra queste c’è la Certosa di San Bartolomeo di Rivarolo, un complesso monastico certosino che risale al 1297 e successivamente rinnovato nel Cinquecento. Si potrà visitare sabato 4 maggio dalle 10 alle 17 e domenica 5 maggio, dalle 12 alle 17.30. Per tutto il weekend la metropolitana sarà gratuita e sarà a disposizione un servizio navetta per i luoghi al di fuori del centro storico.

Per chi desidera effettuare visite guidate con approfondimenti sulla storia, l’arte, l’architettura, saranno a disposizione Divulgatori Scientifici e Guide Turistiche abilitate, su itinerari specifici che offriranno occasioni di approfondimento. Le visite guidate sono su prenotazione e a pagamento presso gli Uffici di Informazione Turistica.

 INFO: www.visitgenoa.it/rolli-days-maggio-2019

A Napoli per scoprire i tesori del Rione Sanità con il Miglio Sacro

Un’occasione unica, quella di domenica 5 maggio, per andare alla scoperta dei tesori del Rione Sanità, a Napoli, grazie alla visita guidata Il Miglio Sacro. Si tratta di un percorso speciale in un rione dove, in passato, hanno vissuto popoli diversi, e dove un tempo passavano in carrozza, papi, re e cardinali.

Durante la visita si toccheranno sei luoghi diversi, tra cui le Catacombe di San Gennaro, la Basilica di San Gennaro extra moenia, il Cimitero di Fontanelle, la Basilica di Santa Maria in Sanità, la Cripta delle Catacombe di San Gaudioso, Palazzo della Spagnuolo e Palazzo San Felice. Si parte alle 9.15 dall’ingresso delle Catacombe di San Gennaro, in via Capodimonte 13, di fianco alla Basilica del Buon Consiglio. La passeggiata ha una durata di circa 3 ore e 30 e termina nei pressi di Piazza Cavour.

La quota di partecipazione per persona è di € 15 per il biglietto intero e di € 13 per minori di 18 anni, over 65 e studenti. È necessaria la prenotazione a prenotazioni@catacombedinapoli.it

INFO: tel 081/7443714

A Termini Imerese (PA) è il weekend dell’Infiorata

Un grande e colorato evento, nel fine settimana del 4 e 5 maggio, a Termini Imerese, in provincia di Palermo, per festeggiare la decima edizione dell’Infiorata Termitana, che quest’anno è dedicata alla Sicilia e alla cultura millenaria dell’isola. I quadri, infatti, rappresenteranno il folklore, le tradizioni, la religiosità, ma anche la natura, il cinema e i grandi personaggi della storia siciliano. È previsto anche un percorso gastronomico dedicato allo street food tipico siciliano, con un posto d’onore dedicato alla pasticceria dell’isola.

Sabato 4 maggio, alle 15, aprirà il villaggio Street Food e il mercatino degli Hobbisti, alle 15.30 si potranno ammirare gli artisti all’opera nella realizzazione dei quadri lungo via Lo Faso. In serata, alle 21.30, in Piazza San Francesco, si balla con il Festival delle Danze Mediterranee. Alle 22, benedizione del percorso infiorato.

Domenica 5 maggio, alle 8, i visitatori potranno ammirare il corso infiorato, alle 9, si apre la Fiera dell’Infiorata con stand, street food, show cooking e vendita di rose. Dalle 10, si tiene invece la seconda edizione della Sagra della Pasta, mentre dalle 9.30 alle 12.30 si potranno effettuare visite guidate al centro storico. Per tutto il giorno e fino a tarda sera si alterneranno spettacoli, concerti e dj set.

Lunedì 6 maggio, invece, momento solenne con la Festa della Madonna delle Grazie, con solenne celebrazione eucaristica alle 21 e, alle 22, pellegrinaggio di Maria Santissima delle Grazie per le vie del quartiere.

INFO: www.infioratatermitana.it