Ostana (CN) il borgo di pietra ai piedi del Monviso

Un piccolo paese formato da quattro borgate sparse nell’Alta Valle del Po, dove si parla ancora con orgoglio la lingua Occitana, oggetto anche di un concorso letterario, case di pietra, stradine di ciottoli, e tutt’attorno, un panorama mozzafiato, tra il Monviso, verde in estate, candido in inverno e il neonato Po.

Siamo a Ostana (CN), annoverato tra i “borghi più belli d’Italia” dove vivono ancora appena un’ottantina di abitanti, che abbiamo scelto come meta per il nostro Weekend green.

Così rinasce il borgo antico

Il toponimo Ostana avrebbe origine dal termine occitano Oustano, con riferimento al mese di agosto (oust), a sua volta derivante dal latino Augustana. Le origini del paese sarebbero quindi alto medievali e la sua fondazione legata alla transumanza e al pascolo estivo.

Oggi gli abitanti hanno fatto della cultura occitana un motivo d’orgoglio, visibile anche dalla bandiera che sventola davanti al municipio, ma, soprattutto, hanno recuperato le antiche abitazioni di pietra e legno con i tetti in losa, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio alpino. Muri a secco, cappellette e piloni votivi completano la bellezza di questo paese senza tempo.

Il giro delle quattro borgate

Occorrono circa quattro ore a piedi per completare il percorso che tocca le quattro borgate di cui si compone Ostana. Il paesaggio che si affaccia sul versante della Valle del Po con vista sul Monviso è davvero mozzafiato e regala scorci indimenticabili in tutte le stagioni. Basta munirsi dell’attrezzatura giusta.

Il percorso inizia da La Villo (Villa in Italiano) dove si trova la sede del Municipio con la bandiera occitana.

Vale una visita il Museo Etnografico Ostana-Valle Po dove sono stati ricostruiti i diversi ambienti dove, in passato, si svolgeva la vita quotidiana degli abitanti, dalla stalla alla cantina, completi di attrezzi e arredi.

Uscendo dal Municipio, dopo circa cento metri si trova la strada comunale che prendiamo per arrivare alla borgata di Champanho (Ciampagna). Il percorso si snoda in uno splendido paesaggio. Si costeggiano i muretti a secco e boschi di frassini e aceri, che in autunno si colorano di caldi colori, mentre, in estate, la strada sembra dipingersi di rosa per le fioriture di miriadi di piccoli garofani.

Da Marquet a Miribrart

La strada prosegue superando prima Marquet (Marchetti), poco più di una manciata di case, e si inoltra in un bosco di faggi, da cui si può intravedere il profilo imponente del Monviso. Arriviamo poi ad altre due borgate. La prima è quella di La Ruà (Bernardi), dove, nel mese di agosto, si tiene la tradizionale Festa del Pane, in occasione del quale si radunano in paese emigrati e visitatori, si accendono i grandi forni a legna e si cuoce il pane per mangiarlo tutti insieme.

Proseguendo ancora incontriamo Miribrart (Sant’Antonio) che spicca per le sue caratteristiche abitazioni addossate le une alle altre, che riportano spesso un’iscrizione incisa su una grossa pietra con la data della costruzione. Caratteristici della borgata sono anche i mèire, insediamenti stagionali in quota per seguire il pascolo del bestiame.

A Miribrart si trova anche l’Ecomuseo dell’Architettura e del Paesaggio Alpino, che mostra come passato e presente possano coniugarsi nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente, conservando storia e cultura.

Concludendo il percorso ad anello per tornare a La Villo si incontra il piccolo centro di San Bernardo con la sua deliziosa chiesetta, che custodisce al suo interno un prezioso affresco risalente al Medioevo.

A tu per tu con il Monviso

Gli appassionati di trekking e chi ha buone gambe, anziché tornare a La Villo, da Miribrart può prendere invece la strada che porta a Samicoulàou (San Nicolao) che si inoltra tra rocce che custodiscono alcune barme, celle utilizzate come rifugio per i bovini o per conservarvi il latte. La strada sale fino al Pion da Charm, a 1635 metri di altezza.

Da qui si può proseguire con quello che viene chiamato il “tracciato dei tratturi” , che si inoltra nei pascoli e che viene utilizzato anche dal bestiame. Continuando a salire si arriva a Punta Sellassa, a 2036 metri di altezza, da dove lo sguardo spazia dal Monviso al Monte Rosa, fino al Cervino, snodandosi tra malghe e alpeggi.  I piatti da gustare

Se vi fermate a Ostana, non perdete l’occasione per assaggiare i suoi piatti tipici. Tra questi c’è la polenta di patate e grano saraceno, da mangiare ben calda e tagliata con il filo, magari accompagnata dai salumi tipici, formaggi locali, crema di zucca.

Tipico di Ostana è anche la cosiddetta “salsa del giovedì”, un latticello che si prepara con i “resti” della preparazione del burro. Ottime le zuppe, tra cui quella di cipolle. Tra i formaggi spicca la toma d’alpeggio.

COME ARRIVARE

In auto: A6 Torino-Savona con uscita Marenne, poi proseguire sulla SS662 fino a Savigliano, poi seguire indicazioni per Saluzzo, Revello, Sanfront, Paesana e Ostana. In alternativa, A55 Torino-Pinerolo, continuare per Bricherasio, Bagnolo Piemonte, Barge, Paesana e Ostana.

DOVE MANGIARE

*Agriturismo “A nostro mizoun”, loc. Durandin 39, tel 339/7616431, www.anostromizoun.it Cucina casalinga con menù realizzato in base alla disponibilità dei prodotti stagionali di produzione propria, tra formaggi, carne, e salumi. Tra le specialità, zuppa di cipolle, polenta di patate e grano saraceno, tajarin e tagliatelle fatte in casa.

*Rifugio Galabérna, Loc. Villa, tel 0175/940310, www.rifugiogalaberna.com Propone piatti della cucina piemontese che esaltano i sapori locali, con ingredienti stagionali. Anche per vegetariani.

DOVE DORMIRE

*B&B 44, via Roma 44, fraz. Villa, tel 0175/940244, a conduzione familiare, con splendida vista. Offre camere singole, doppie e triple. Doppia da € 60, tripla da € 90.

*Residence LouBatent, via San Firmino 18, Ostana, tel 349/5047459, www.residenceloubatent.eu Casa vacanza in splendida posizione, tra la bellezza del Monviso e le sorgenti del Po.

INFO

www.comune.ostana.cn.it




La Cina? È a Bologna con il Festival delle Lanterne

Draghi, leoni, panda, ma anche teiere e guerrieri, tutti coloratissimi, luminosi e di dimensioni gigantesche. Solo le oltre 80 sculture luminose che, fino al 3 novembre, portano la Cina al FICO Italy World di Bologna, in occasione del Festival delle Lanterne.

Il capoluogo emiliano è la prima città italiana a ospitare questa grandiosa manifestazione, che nel corso degli anni si è svolta in diversi paesi del mondo. Le grandi sculture luminose sono state appositamente realizzate da artigiani e maestri d’arte provenienti direttamente dalla Cina.

Così nascono le “lanterne”

I “giganti” colorati sono realizzati partendo da uno scheletro d’acciaio, al quale viene conferita la forma desiderata. Alle estremità superiore e inferiore della base viene poi inserito un filo, partendo dal quale vengono ritagliati le strisce di tessuto, vengono ricamati i pezzi, ricavati i bordi, per poi rifinire il tutto con la macchina da cucire o a mano.

Oggi il procedimento è più semplice rispetto al passato, quando le strisce erano realizzate in bambù, resistente, ma leggero, al quale si dava la forma e la consistenza desiderata attraverso diversi passaggi di pulizia e rifinitura che richiedevano perizia, cura e attenzione.

La tradizione millenaria delle lanterne

Per comprendere l’importanza del Festival delle Lanterne, è perché si tratta di un’occasione imperdibile, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo, addirittura di millenni. Il Festival delle Lanterne nasce infatti a Zigong, in Cina, all’epoca della dinastia Tang (618-907 d.C). Da qui, la tradizione di realizzare grandi lanterne di carta e stoffa si diffonde poi in tutta la Cina, da Pechino a Honk Kong, da Chendu a Shangai.

La bellezza e la storia delle lanterne di Zigong rimangono però unica e famosa in tutto il mondo, grazie all’abilità degli artigiani, che valgono alla città l’appellativo di Lantern Town in the South Kindom. Al punto che, ogni anni, milioni di Cinesi e visitatori provenienti da tutto il mondo si recano a Zigong per ammirare queste opere monumentali, la cui altezza può raggiungere anche i 20 metri.

L’unicità delle lanterne di Zigong sta tutta nella loro realizzazione “a regola d’arte”. I “giganti” vengono infatti lavorati e dipinti a mano, mentre i soggetti si ispirano a leggende e miti della cultura millenaria della Cina. Nei secoli, sono stati poi introdotti altri materiali, come ceramica, seta, ma anche materiali di riciclo per rendere il festival più “green” e sostenibile.

C’è anche il Parco dei Dinosauri

Oltre a paesaggi, panda, dragoni e pagode, una sezione del Festival delle Lanterne ospitato a FICO è dedicata ai dinosauri. Non solo perché questi “lucertoloni” sono particolarmente amati dai bambini, ma soprattutto per omaggiare la città di Zigong.

Alla fine degli anni Ottanta, nel sito di Dashanpu, a 7 km dalla città, vennero ritrovate migliaia di ossa, fossili e resti di questi enormi rettili. Da allora, oltre che “Città delle Lanterne” Zigong divenne anche “Città dei Dinosauri” e meta di paleontologi, biologi e studiosi provenienti da tutto il mondo.  Nella sezione del Parco dei Dinosauri del Festival delle Lanterne di Bologna si potranno ammirare anche “sculture” luminose dedicate a questi enormi rettili.

COME ARRIVARE

Il Festival delle Lanterne si trova all’interno di FICO Italy World, in via Paolo Canali 8, a Bologna. Si può raggiungere in autobus dalla stazione ferroviaria e dal centro città in 20 minuti, oppur con le navette BLQ e Ficobus dall’aeroporto Marconi di Bologna.

ORARI E BIGLIETTI

Il Festival delle Lanterne è aperto tutti i giorni, fino al 3 novembre, dalle 12 alle 16 e dalle 19 alle 24. Per quanto riguarda i biglietti, la tariffa diurna costa € 8, la tariffa serale intera è invece di € 15 intera e € 8 ridotto (4-10 anni). Bambini 0-3 anni sempre gratis. In agosto, sconto di 3 euro su tutti i biglietti.

INFO

www.festivaldellelanterne.org




Quarant’anni fa Papa Wojtyla saliva sulla Marmolada. Un evento per ricordarlo

Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, amava tantissimo la montagna e non perdeva occasione per concedersi un soggiorno nella pace di vette, boschi, ruscelli e sentieri. E ognuna di queste piccole “vacanze” di quello che è stato uno dei pontefici più amati è rimasta impressa nella memoria degli abitanti delle località montane, dei visitatori, di coloro che magari, per un colpo di fortuna, hanno incontrato il papa durante una delle sue passeggiate.

Esattamente 40 anni fa, il 26 agosto del 1979, Papa Giovanni Paolo II salì sulla vetta della Marmolada. Per ricordare la sua visita, il 26 agosto, alle ore 11, verrà celebrata una Santa Messa a Punta Rocca, presso la Grotta Cappella della Madonna delle Nevi, dove è ancora conservata la statua consacrata dal Santo Padre nel 1979.

La messa sarà celebrata dal Vescovo di Belluno-Feltre Mons. Renato Marangoni e sarà accompagnata dal Coro Parrocchiale San Biagio di Alleghe e dalla voce di Greta Marcolongo.

E, siccome le immagini di quella emozionante visita del Pontefice tra le vette e le nevi della Marmolada sono impresse nella memoria di molti, sarà presentato a cura di Marmolada – Move to the Top, un video che farà rivivere la giornata del 26 agosto 1979 con i ricordi di Lino Zani, guida e accompagnatore di Papa Wojtyla in montagna.

INFO

Tel 334/6794461

visitmarmolada@funiviemarmolada.com

 




Nell’ultimo weekend di agosto artisti di strada, libri, film e buoni sapori

Anche agosto ormai volge al termine. Il weekend del 24 e 25 infatti sarà l’ultimo del mese. Ma sono ancora tante le manifestazioni in programma su e giù per lo Stivale per questi ultimi scampoli d’estate. Ecco nella nostra consueta rubrica quelli che abbiamo selezionato per voi.

A Courmayeur (AO) c’è Scienza in vetta

Non solo passeggiate in scenari naturali mozzafiato in estate e sci in inverno. A Courmayeur Mont Blanc dal 22 al 24 agosto si tiene Scienza in vetta, un festival culturale e scientifico che la pone anche come località attenta all’informazione e alla formazione, attraverso una formula che abbina alla conoscenza anche la passione, il divertimento e l’intrattenimento per arrivare al pubblico in maniera diretta, genuina e creativa.

Il festival si pone infatti l’obiettivo di avvicinare i partecipanti ai temi di attualità legati al mondo scientifico, con particolare attenzione al rapporto uomo-natura. Verranno affrontati temi come i cambiamenti climatici e sulla necessità urgente di trovare soluzioni per mitigare gli effetti su un mondo che si trasforma e cambia sempre più in fretta.

Gli eventi si svolgono al Jardin de L’Ange, nel centro di Courmayeur, e sono condotti dalla giornalista Roberta Villa e dal divulgatore scientifico Alberto Agliotti. Tra gli appuntamenti talk show, dibattiti, laboratori per adulti e bambini e concerti.

Tra i protagonisti di questa edizione, il pianista Giovanni Allevi, Giobbe Covatta, Massimo Polidoro e Luca Mercalli. Tra gli appuntamenti da non perdere l’Escape Room – The dark side of the moon, (tutti i giorni del festival dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 20), per vivere l’emozione di una missione segreta per svelare il lato oscuro della Luna.

INFO: www.courmayeurmontblanc.it/it/scienze-in-vetta

A Ferrara per il Buskers Festival

Una grande festa che ogni anno raduna artisti di strada provenienti da tutta Italia e dal mondo. È il Ferrara Buskers Festival, che quest’anno si tiene dal 23 agosto al 1° settembre. Per l’occasione, il centro storico della città Estense, Patrimonio dell’Umanità UNESCO si trasforma in un grande palcoscenico per circa 1000 artisti provenienti da 35 nazioni diversi. Una vetrina che rende il festival tra i principali manifestazioni folk d’Europa.

Quest’anno il Festival propone un programma “itinerante”, che comincia il 22 agosto, dalle 21, a Mantova, con la tappa inaugurale. Il programma prevede l’esibizione di 20 gruppi musicali tra portici, chiese e palazzi della città. Il 23 agosto la “carovana” si sposta a Comacchio per l’anteprima tra ponti e canali della “piccola Venezia” sul Delta del Po. Nel weekend del 24 e 25 agosto il Festival approda infine a Ferrara, per poi fare una tappa a Cesenatico lunedì 26 agosto e tornare poi nella città estense dal 27 agosto al 1° settembre.

Quest’anno la città ospite d’onore sarà Copenaghen. La capitale danese da molti decenni valorizza la figura dell’artista di strada, sia dal punto di vista sociale che da quello culturale e urbano. La scelta di Copenaghen ha anche una motivazione ecologici: sarà infatti la prima capitale europea a diventare libera dall’anidride carbonica entro il 2025. Inoltre, è stata nominata “città più virtuosa d’Europa” per le soluzioni adottate per migliorare la qualità dell’aria.

Per tutte le giornate del Festival, poi, il Cortile del Castello Estense ospita il Buskers Night, dalle 23.30 alle 3 di notte. La partecipazione al Buskers Festival è gratuita

INFO: www.ferrarabuskers.com

A Ischia ultimo weekend per il Food & Music Festival

Ultimo weekend, quello del 24 e 25 agosto per il Food & Music Festival che si tiene dalle 19 alle 24 in Piazza Mar del Plata Testaccio, a Barano d’Ischia. La manifestazione, giunta alla sua 29° edizione, propone un connubio tra l’enogastronomia, lo spettacolo, lo shopping e le produzioni artigianali di qualità.

Presso le casette di legno allestite per l’occasione si potranno trovare prodotti provenienti da diverse parti d’Italia e non solo. Tutte le sere, poi, il programma prevede spettacoli e concerti, tutti a ingresso gratuito.

A Bisceglie (BT) per la rassegna “Libri nel borgo antico”

Nella splendida cornice del centro storico medievale di Bisceglie (BT), dal 23 al 25 agosto si tiene la X edizioni di Libri nel borgo antico, la rassegna che si svolge tra vicoletti e piazzette suggestive e che raduna decine tra scrittori, politici, giornalisti che presentano le loro ultime fatiche letterarie, dialogando con il vasto pubblico di appassionati.

Particolarmente suggestiva la location delle “Vecchie segherie”, incastonate nel Bastione San Gennaro, nel borgo marinaro, costruito da Quattrocento e Cinquecento e sede dell’attività della famiglia Mastrototaro che produceva imballaggi in legno per ortofrutta e prodotti ittici.

Tra gli ospiti di questa edizione Valerio Massimo Manfredi, Marcello Veneziani, Diego de Silva, Mario Tozzi, Giampiero Mughini, Marino Bartoletti, Roberto Maroni e la stella della pallavolo Lorenzo Bernardi. Il festival dà spazio anche ai talenti in erba e alle case editrici pugliesi. L’ingresso è libero e gratuito.

INFO: www.librinelborgoantico.it

A Conversano (BA) per l’Imaginaria Film Festival

Per tutti gli appassionati del cinema d’animazione d’autore, a Conversano, in provincia di Bari, si tiene l’Imaginaria Film Festival, che propone un ricco programma con la proiezione di più di 100 opere di animazione, tra lungometraggi e cortometraggi, quasi tutte inedite o anteprime, selezionate fra oltre 2000 iscritte al concorso internazionale.

Nella splendida cornice del complesso medievale di San Benedetto saranno allestiti vari schermi nei diversi chioschi per ospitare il vasto pubblico proveniente da ogni parte della Puglia e non solo.

Presso gli spazi espositivi del Castello di Conversano, invece, fino al 24 agosto si può visitare la mostra a ingresso gratuito per celebrare 25 anni di attività nel cinema di animazione di Regina Pessoa e Abi Feijo. In esposizione anche l’immaginario poetico di Roberto Catani, l’arte disegnata sequenziale di Alessandro Sasnna, le illustrazioni legate al sociale delle Matite x Riace e il Progetto MAUA fra street art e nuovi contenuti digitali.

INFO: www.imaginariafilmfestival.org




A Palazzo Reale: la luce e la trasparenza di Nanda Vigo

 

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

E’ la prima retrospettiva antologica dedicata a Nanda Vigo, artista e architetto milanese che ha influenzato la scena artistica italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni.

A Palazzo Reale, fino al 29 settembre, la mostra “Nanda Vigo. Light Project” a cura di Marco Meneguzzo, attraverso  circa ottanta opere – tra progetti, sculture e installazioni –  racconta l’eccezionale percorso di ricerca di una figura di assoluto rilievo nel panorama internazionale, dagli esordi, alla fine degli anni Cinquanta, sino alle esperienze più attuali.

In particolare la mostra vuole valorizzare il rapporto dell’artista con la città di Milano dove è  vissuta, e  ha elaborato la propria ricerca.

Protagonista del clima culturale milanese degli anni Sessanta, Nanda Vigo (Milano, 1936) inizia a realizzare i suoi Cronotopi dal 1962, in sintonia con lo spirito di ZERO, gruppo transnazionale di artisti tedeschi, olandesi, francesi, belgi, svizzeri e italiani, al quale prese parte.

Partecipe delle avanguardie e dei gruppi dei primi anni Sessanta, Nanda Vigo elabora una personale ricerca incentrata sulla luce, la trasparenza, l’immaterialità, che devono costituire l’opera e lo stesso ambiente abitato dall’essere umano, e di cui i “cronotopi” sono la concretizzazione artistica.

 

 

Vetri industriali, talvolta illuminati da neon, attraverso i quali la luce penetra e si manifesta allo sguardo, metafora della leggerezza, specchi inclinati e tagliati in modo da riflettere una impensata visione della realtà,  lavori di progettazione di design e di architettura (famosa la sua collaborazione con Gio Ponti per la Casa sotto la foglia, a Malo, del 1965, e la realizzazione del Museo Remo Brindisi a Lido di Spina del 1967).

Gli anni Ottanta sono caratterizzati dall’adesione ai concetti del Postmodernismo, mentre la produzione successiva torna alla seducente algidità del neon, delle luci radianti e diffuse, delle forme semplici e dinamiche.

In mostra  opere e progetti che abbracciano l’intero arco di produzione dell’artista: fulcro del percorso espositivo è un affascinante ambiente cronotopico, che occupa l’intera stanza degli specchi.

Perfetta per esprimere la quintessenza del modo di intendere l’arte di Nanda Vigo:  vivere esperienze trascendenti, andando oltre la materialità del quotidiano.

Una  monografia sull’opera di Nanda Vigo, a cura di Marco Meneguzzo, edita da Silvana Editoriale,  raccoglie la più esaustiva antologia critica sull’artista realizzata fino a ora.

“Nanda Vigo. Light Project”

Fino al 29 settembre 2019

Palazzo Reale, primo piano

ingresso libero




Il borgo murato di Montagnana (PD). Tra atmosfere medievali, palazzi palladiani e capolavori del Veronese

Di Benedetta Rutigliano

A pochi chilometri da Padova e con i Colli Euganei all’orizzonte, è possibile immergersi in un’atmosfera medievale che ancora pare intatta. Sulla pianura, a cingere il borgo senza tempo di Montagnana, si ergono ben due chilometri di mura fortificate, scandite da 24 torri e quattro porte: Porta Legnago, Porta XX Settembre, Porta Vicenza e Porta Padova, contornate dall’immancabile fossato ora verdeggiante.

Le mura vennero fatte erigere da Ezzelino da Romano e nel Trecento, durante la dominazione della famiglia dei Carraresi, furono ampliate poiché la cittadina divenne il punto di estrema difesa contro le incursioni degli Scaligeri veronesi.

 Quattro passi per Montagnana

Camminando per le strade del borgo s’incontrano numerosi edifici di pregio, tra cui Porta Legnago, detta anche Rocca degli Alberi (XIII secolo) con portone in legno di rovere originale, e il Castello di San Zeno, oggi sede del Museo Civico e nucleo più antico della cinta fortificata, irrobustito da Ezzelino nel 1242 con un mastio di 38 metri.

Bandiera Arancione del Touring Club, Montagnana svela ai turisti curiosi altri capolavori: all’interno del Duomo, costruito tra i secoli XV e XVI sulla precedente basilica romanica, sono conservati la Trasfigurazione di Paolo Veronese e un altare maggiore probabilmente del Sansovino.

Sulla piazza si affacciano una serie di importanti palazzi civili, per la maggior parte settecenteschi e di gusto veneziano: tra questi la sede del Monte di Pietà, il Palazzo Valeri e il Palazzo Settecentesco. Fuori dalla cinta muraria si trova Palazzo Pisani, progettato nel 1552 da Andrea Palladio per la nobile famiglia veneziana dei Pisani.

COME ARRIVARE

In auto: Autostrada A13 con uscita Monselice. Poi seguire indicazioni per Montagnana. In alternativa SR 10 da Venezia, Padova e Mantova.

DOVE MANGIARE

*Ristorante Aldo Moro, via Marconi 27, Montagnana (PD), tel 0429/81351, www.ristorantealdomoro.com .Cucina tradizionale con elementi nuovi e creativi in un ambiente elegante

 * Ristorante Le Mura – Bar Trattoria Bigoleria, via Circonvallazione 145, tel 0429/800288. Trattoria con vista sulle mura medievali di Montagnana. Pasta fatta in casa e ingredienti genuini.

 DOVE DORMIRE

* Hotel Aldo Moro***,via Marconi 27, tel 0429/81351, www.hotelaldomoro.it

Nel centro di Montagnana sorge, all’interno di una dimora storica e gestito da tre generazioni, l’con camere confortevoli, suite, unità abitative

 * Relais Castello Bevilacqua****, via Roma 50, Bevilacqua (VR), tel 0422/93655, www.castellobevilacqua.com/it Per chi vuole provare l’ebrezza di dormire in un vero castello medievale, a soli 5 chilometri da Montagnana, nel comune di Bevilacqua

INFO

www.prolocomontagnana.it/




Edolo (BS) e l’energia che viene dalle acque

, in provincia di Brescia, è un piccolo comune, ma vanta nel suo territorio uno dei principali . Per questo lo abbiamo scelto come borgo “green” di questa settimana. Per visitarlo, raggiungiamo l’inizio , alla confluenza don la Val di Corteno, lungo la Linea Insubrica.

La , di proprietà di Enel, è un esempio moderno di tecnologia e di rispetto ambientale, in grado di sviluppare una potenza di 1 milione di kW grazie al “salto” di 1265 metri delle sue acque, che provengono da due bacini situati in quota.

La centrale è a . Una buona parte, infatti, è interrata, mentre due laghetti preesistenti, il sono stati utilizzati come serbatoi dopo un’operazione per rialzare gli argini. Un altro serbatoio a valle serve per accumulare le acque scaricate dalle turbine. Completano il complesso una stazione elettrica in caverna e una esterna.

Un sistema di turbine in grado di invertire il senso di rotazione si trasformano poi in pompe per riportare le acque dalla vasca di accumulo ai serbatoi superiori per ovviare alla scarsità d’acqua nei periodi di siccità. La telefonando allo 0364/622179 (info www.inexodus.it)

Il percorso delle fontane

La storia di Edolo è intimamente legata alle sue acque. Le sue vie e piazze sono costellate di fontane dove, facendo un balzo di appena 50 anni, le persone si recavano per attingere l’acqua da bere e lavarsi, ma anche per fare il bucato negli immancabili “lavatoi”.

Un percorso curioso e interessante da fare nel borgo, per esempio, è quello che tocca alcune delle sue fontane. Si può partire da dove si trova una fontana costruita agli inizi del Novecento, simbolo di Edolo.

Si visitano poi la fontana di e la fontana della contrada dei “dosèi” in via Fratelli Ramus. Ci si sposta poi in , poi in piazza , per arrivare infine alla fontana lavatoio di , per scoprire un piccolo mondo antico, dove la storia viene raccontata anche dai gesti quotidiani.

 Le antiche pievi di Edolo

Il toponimo Edolo deriverebbe dal termine latino Iduli, con riferimento a un idolo pagano dedicato al dio Saturno. Per vedere il luogo dove, secoli fa, si trovava questo idolo bisogna salire su un poggio che domina il centro abitato, in località , dove si trova la , nota come .

La pieve, costruita alla fine del VIII secolo, è sorta proprio sulle rovine del tempio pagano dedicato a Saturno e non solo è la chiesa cristiana più antica dell’Alta Valcamonica, ma anche tra le prime di tutta la vallata. Vi si accede superando le “porte del mistero”, tre accessi in bronzo ispirate ai misteri del Rosario opera nel 1991 dello scultore Maffeo Ferrari, originario della Valcamonica. La più bella e imponente è quella centrale, dedicata a Maria.

La chiesa conserva al suo interno alcune opere di grande valore artistico, come alcuni affreschi e opere lignee di , nativo di Mù e proveniente da una famiglia di architetti e scultori a cui sono dedicate strade e piazze.

Sempre a Mù si trova anche la , patroni del paese, anch’essa di origine molto antica ma oggetto di successivi restauri e interventi, come quelli che hanno riportato alla luce alcuni interessanti affreschi nelle lunette del presbiterio.

A Mù si possono poi ancora vedere le ultime vestigia della della famiglia Federici, di cui non rimangono che le mura perimetrali e alcune parti delle fondamenta.

Per le strade di Edolo

Il borgo è ricco di chiese e palazzi nobiliari. Vale una visita la , per ammirare i suoi splendidi affreschi cinquecenteschi, tra cui il ciclo pittorico attribuibile al bresciano Paolo da Caylina il Giovane.  Notevole il pavimento in marmo rosso veronese, che nel XIII secolo ha sostituito la vecchia pavimentazione. Appena usciti, alzate gli occhi sul bel campanile.

Passate poi dalla piazza e percorrete via Oglio per un breve tratto fino ad arrivare al attraverso una galleria che costeggia la strada statale. Il ponte ha origini romane ma è stato ricostruito nel Medioevo e, fino al 1836 è stato l’unico presente in questa zona.

Altre belle chiese che valgono una sosta sono la , dedicata a San Gregorio, che risale a un periodo compreso tra il 1760 e il 1780, la chiesa di dedicata a San Fedele Martire, che conserva al suo interno opere di Gian Domenico Ramus, altro esponente della famiglia locale di artisti.

COME ARRIVARE

: percorrere l’autostrada , poi uscire a Brescia Centro e prendere in direzione . Costeggiare il lago e proseguire lungo la SS42 per il Tonale e poi indicazioni per Edolo.

DOVE MANGIARE

, via Guglielmo Marconi 18, Edolo (BS), tel 0364/1873004, www.albergoristoadamellolabusa.it Locale storico con una tradizione che risale al 1908. Offre piatti della cucina tipica, con ingredienti a Km zero. Specialità: la trippa che viene preparata al martedì.

 , via Privata Mottinelli 1D, Edolo (BS), tel 0364/72025, www.hostariacortedibacco.it Il menù propone piatti della tradizione con ingredienti a km zero, rivisitati dallo chef Marco Di Dedda. Cantina con oltre 130 etichette.

 DOVE DORMIRE

, Via Gelpi 8, Edolo (BS), tel 0364/71212, www.albergoangelo.com Albergo storico con una tradizione che risale ai primi anni del Novecento, oggi rimodernato  con camere che offrono bagno privato, telefono, a disposizione sala ristorante con menù tipico, sala TV, bar e garage.

, piazza Martiri della Libertà, Edolo (BS), tel 0364/1957960, https://touringedolo.it/ Nella piazza principale di Edolo, molto apprezzato per la posizione, comoda in inverno alle piste. Dotato di terrazza e ristorante. Doppia da € 80.

INFO

www.turismoedolo.it




Cabella Ligure (AL), piccolo borgo antico

Lo abbiamo scelto come “borgo green” per la sua invidiabile posizione nel verde, sull’Appennino Ligure, a 550 metri di altitudine, alla confluenza del torrente Liassa, nell’Alta Val Bordera. Cabella Ligure, in provincia di Alessandria, ha un’altra peculiarità: insieme a Carrega Ligure e Fabbrica Curone sono gli unici comuni del Piemonte il cui territorio confina con l’Emilia Romagna.

Piccola, ma ricca di storia

Il Comune è abitato da appena 580 cittadini ma vanta un ricco e variegato passato. La prima citazione ufficiale risale al XII secolo, quando Cabella risulta feudo di Opizzino Spinola. Passa poi alle famiglie genovesi dei Pallavicino e dei Doria. Successivamente, entra a fare parte dei possedimenti della Repubblica Ligure prima e dell’Impero Napoleonico poi.

Dopo il Congresso di Vienna e la Restaurazione, nel 1815, passa al Regno di Sardegna, ma in seguito alla riforma Ratttazzi viene inclusa nella provincia di Alessandria. Nel 1956 vengono annesse al territorio comunale le frazioni di Dova Superiore e Dova Inferiore

Da vedere a Cabella

Domina il borgo lo splendido Palazzo Doria, che si presenta con una massiccia pianta quadrangolare e contrafforti sporgenti. Già di proprietà della famiglia Spinola Pallavicino ha origini medievali, ma è stato rimaneggiato nel XVII secolo dalla nobile famiglia genovese. Una curiosità: oggi il palazzo appartiene alla comunità Sahaja Yoga, fondata da Shri Mataii Nirmale Devi.

Proseguendo nel borgo, vale una visita la bella Chiesa di San Lorenzo, fondata nel 1607, con decorazioni del 1876, volute dalla famiglia Spinola.

A Cabella si può vedere anche ciò che rimane del Castello di Cremonte, fatto costruire dai vescovi di Tortona nel X secolo, di cui rimangono solo una grossa torre a piante circolare e alcuni resti del basamento.

Una tradizione musicale da “Quattro province”

Cabella e la sua valle fanno parte del territorio delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza) caratterizzato da usi e costumi che hanno origine dal passato comune. In particolare, il substrato ligure e romano è stato tramandato fino ai giorni nostri grazie alla musica e a un repertorio di strumenti e balli molto antichi.

Tra questi spicca il piffero, un oboe popolare ad ancia doppia, che viene spesso accompagnato dalla fisarmonica nelle numerose feste e manifestazioni che animano il borgo, in particolare in estate. Presso la frazione di Capanne di Cosola, ogni anno, a fine estate si tiene a curmà di pinfri, il radino annuale dei pifferai. Danze come la giga e la piana si sono invece tramandate nei paesini di Connio e Carrega Ligure

Cabella comune “fiorito”

Non solo green, ma anche Fiorito. Cabella Ligure fa infatti parte del network di 182 municipalità Comuni Fioriti e sia nel 2017 che nel 2018 ha ottenuto il massimo riconoscimento, rappresentato da quattro fiori rossi, al concorso promosso da Asproflor, l’Associazione dei Produttori Florovivaisti.

Sempre nel 2018, a ulteriore conferma della sua vocazione “verde”, anzi, colorata, ha vinto la targa d’argento nel concorso europeo “Entente Floreale” .

Come arrivare

In auto, da Milano o Genova, A7 con uscita Vignole Bordera, proseguire sulla SP 140 in direzione Cosola-Borghetto Lodigiano. Superare Borghetto di Borbera e proseguire per Cabella. Da Bologna, A14 Adriatica, poi continuare sull’A1 in direzione Piacenza Sud. In prossimità di Piacenza proseguire sull’A21 e poi sull’A7 in direzione Genova, uscire a Vignole Bordera e proseguire sulla SP 140, poi come sopra.

Dove mangiare

*Agriturismo Biologico Il Maggiociondolo, Fraz. Dova Superiore, Cabella Ligure (AL), tel 0143/919977, www.maggiociondolo.it Propone un menù composto da prodotti propri, con specialità carne, ma anche marmellate, dolci, biscotti e frutta di stagione. Il menù da 20 euro a persona include antipasto, 2 primi piatti, 2 secondi con contorno di verdure, formaggio della valle, frutta e dolce.

*Azienda Agricola Alta Valle, Fraz. Piuzzo, Cabella Ligure (AL), tel 347/3867270, www.altavalle.biz Offre menù per tutti i gusti, dal tagliere di salume ai menù degustazione che vanno dai 20 ai 35 euro a persona, con piatti cucinati con ingredienti di produzione propria.

Dove dormire

*Albergo Ristorante Cacciatori, Fraz. Aie di Cosola 41, Cabella Ligure (AL), tel 0143/999128, www.ristorantealbergocacciatori.it/ Struttura con una lunga tradizione che risale al 1920. Dispone di 16 camere da singole a quadruple e di una terrazza panoramica. Doppia da € 55.  Ristorante con menù tipico.

*Albergo Ristorante Capanne di Cosola, Fraz. Capanne di Cosola, Cabella Ligure (AL), tel 0143/999126, www.capannedicosola.it/ Situato a 1500 metri con vista panoramica da cui si può ammirare il Golfo Ligure, le Alpi e la Pianura padana accoglie i visitatori con un ambiente familiare e confortevole, in tipico stile montano. Doppia da € 50.

INFO

www.prolococabella.it

www.comune.cabellaligure.al.it




Il weekend dopo Ferragosto? Tra cantine, sapori e feste medievali

Nel weekend che segue il Ferragosto molti di voi saranno in vacanza, ma anche chi è già tornato o ha programmato le ferie per settembre può approfittare del “ponte” per godersi un lungo fine settimana di riposo e scoperta, tra sagre, feste medievali ed eventi di ogni tipo c’è solo l’imbarazzo della scelta. Questi sono quelli che abbiamo selezionato per voi.

A Villeneuve (AO) per la Fiha di Barmé

Venerdì 16 agosto, a Villeneuve, a 10 km da Aosta, si tiene la XIII edizione della Fiha di Barmé, nata per fare conoscere al grande pubblico una secolare tradizione valdostana. I barmé infatti, sono le cantine tradizionali di questo delizioso borgo montano, scavate nella roccia e, proprio per il loro microclima, assai adatte alla conservazione dei vini.

In occasione della manifestazione ventuno cantine disseminate tra strade e vicoli del borgo apriranno le proprie porte ai visitatori, offrendo loro assaggi delle proprie etichette accompagnato da sfiziosi stuzzichini.

Lungo la via principale, poi, saranno presenti le bancarelle del tradizionale mercatino che propone oggetti di artigianato locale, dal legno intagliato ai fiori secchi, dal cuoio agli oggetti d’arredo e mobili decorati. Nei pressi del campanile, poi, sono allestiti gli stand con specialità gastronomiche valdostane, tra formaggi, prodotti da forno, miele e dolci.

Non mancheranno nemmeno animazioni e intrattenimento per i più piccoli, mentre, la sera ci si sposta nel tendone allestito in occasione di una grande cena conviviale accompagnata da buona musica. Dalle ore 15.

INFO: www.prolocovilleneuve.com

In Valsassina (LC) c’è la Sagra delle Sagre

Torna il Valsassina, tra Barzio e Pasturo, in località Fornace, la Sagra delle Sagre, che quest’anno celebra la 54° edizione. La manifestazione si tiene fino al 18 agosto e come ogni anno, coniuga la possibilità di conoscere e gustare le specialità della zona a quella di scoprire i meravigliosi paesaggi, tra itinerari, paesaggi mozzafiato e rifugi immersi nel verde, il tutto accompagnato da buona musica.

Durante i giorni della manifestazione, sulle bancarelle dei circa 110 espositori si potranno trovare specialità gastronomiche della Valsassina, prodotti artigianali e dell’industria locale, tra cui coltelli, forbici artigianali di Premana, formaggi, accessori in pietra o rame. Ogni anno viene poi assegnato il Premio Sagra a chi si è distinto nell’area valsassinese.

Domenica 18 agosto, durante la serata conclusiva verranno estratti i vincitori della ricca lotteria, che viene organizzata da più di cinquant’anni per devolvere i proventi in beneficienza. Gran finale con spettacolo pirotecnico.

INFO: www.sagradellesagre.it

A Castelnuovo Magra (SP) c’è Pop Eat

Nel centro storico di Castelnuovo Magra, nel weekend del 17 e 18 agosto si tiene la IV edizione di Pop Eat – Nutriamo il borgo, che abbina la cucina tradizionale della Lunigiana e della Liguria alle arti visive e alla convivialità.

Giardini, locali sfitti ed atri del centro storico ospiteranno angoli del gusto con degustazioni di piatti della tradizione culinaria locale. Tuttavia, gli stessi spazi sono anche la sede di mostre fotografiche, di grafica e pittura, mentre le vie, le piazze e i giardini del borgo ospiteranno laboratori per bambini, incontri, dibattiti e workshop. Durante le due serate, poi saranno organizzati aperitivi musicali, concerti e performance originali.

Presso la Torre del Castello dei Luni, poi si può visitare la mostra dedicata al tema dell’edizione di quest’anno “La strada, la lotta, l’amore” che vede in esposizione opere di tre grandi maestri della fotografia italiana: Tano d’Amico, Letizia Battaglia e Uliano Lucas.

E sarà sempre il tema della strada a ispirare artisti, performer e cantanti, ma anche il “cibo di strada” da gustare passeggiando per le vie del borgo. Orario: dalle 17 alle 23.30.

INFO: www.popeatnutriamoilborgo.it

A Castel di Casio (BO) un weekend nel Medioevo

Il 16 e 17 agosto torna a Castel di Casio, nel bolognese, la Rievocazione Medievale, arrivata alla sua 31° edizione. Organizzata dalla Pro Loco, ogni anno la manifestazione attrae migliaia di turisti che affollano il centro storico della cittadina alla ricerca di emozioni e suggestioni “d’altri tempi”.

Per due giorni, invece, le vie del centro saranno affollate da mercatino, banchetti, artisti e figuranti in costume d’epoca. Nell’accampamento della Compagni d’Arme e di Spade dei Legiones in Agro Boiorum si potranno invece ammirare armi e abiti romani e galli, oltre ad assistere a combattimenti tra le due legioni.

In quello della Compagnia di San Giorgio e il Drago, invece, cavalieri e soldati si esercitano nell’uso delle armi, mentre le donne arrostiranno cacciagione e illustreranno ai presenti le tradizioni medievali.

I segreti del baco da seta, dall’allevamento ai prodotti finiti si potranno scoprire nei laboratori didattici della Compagnia del Sipario Medievale, mentre i Mercanti Ravignani saranno a disposizione per illustrare gli antichi mestieri del mercato medievale e i Dolciniani coinvolgeranno i presenti nell’antica arte della tintura al tino.

I Falconieri del Granducato di Toscana consentiranno di ammirare i loro magnifici rapaci, tra gufi, falchi e poiane e offriranno spettacoli di falconeria, mentre la Contrada Borgo San Luca di Ferrara si esibirà nel corteo finale con gli sbandieratori e squilli di trombe.

INFO: www.prolococasteldicasio.com/

A Rosolini (SR) si celebra l’Arancino Siciliano

Dal 13 al 18 agosto, a Rosolini, in provincia di Siracusa, si celebra l’Arancino con la sagra dedicata a uno dei cibi “di strada” più celebri della Sicilia. Nella splendida cornice del borgo feudale, le cui origini risalgono al XV secolo, ai buoni sapori siciliani si alternano spettacoli e concerti. L’evento si svolge presso il parco Giovanni Paolo II, ogni giorno gli stand apriranno alle ore 18.

Venerdì 16 agosto, il programma prevede il concerto di Mario Incudine, mentre il 17 agosto sarà la volta di Gianni Lattore & I Respinti. Domenica 18 agosto, infine, il programma prevede il concerto di Carlo Kaneba e Paolo Meneguzzi.

INFO: www.siracusaturismo.net




Location insolite: tanto cinema per chi resta in città

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

Per chi rimane  in città e per i turisti in visita alla capitale meneghina nessun problema.

A Milano non ci si annoia di sicuro.

Passatempo originale lo spettacolo di film in luoghi davvero originali.

Lo propone il Gruppo MilanoCard.

Ecco qualche idea

Cinema Bianchini sui tetti della Galleria: i titoli più belli degli anni passati nella sala cinematografica più alta di Milano. Due sale all’aperto a un passo dal cielo e dalla Madonnina da toccare con gli occhi e le mani.

Highline Galleria, via Silvio Pellico 2 – Milano

Aperto tutte le sere, h 21

Biglietto: 12€ – prenotazione obbligatoria sul sito www.cinemabianchini.it/tetti

 

 

 

Cinema Bianchini drive-in: uno dei simboli della cultura pop americana degli anni ‘50 finalmente anche a Milano. E’ il mitico drive-in, il cinema che si guarda seduti in auto. Per tutta l’estate, i divi di Hollywood e Cinecittà, comodamente seduti sulle vostre auto, all’Idroscalo – strada statale Rivoltana, accesso area tribune – Segrate

Tutti i weekend, h 21:30

Biglietto: 10€ a persona oppure biglietto forfettario 20€/auto – prenotazione obbligatoria sul sito www.cinemabianchini.it/drivein

 

 

Cinema Bianchini segreto: il grande schermo illumina un Percorso che racchiude oltre 600 anni di storia, una location segreta nel cuore di Milano da scoprire con guide speciali come i divi di Hollywood e Cinecittà. Una ricercata selezione di titoli abbinata ad un luogo spettacolare, in via Francesco Sforza 32

Tutte le sere, h 20:30

Biglietto: 10€ – prenotazione obbligatoria sul sito www.cinemabianchini.it/cripta

 

 

 

 

Cena con film: una speciale cena con i registi preferiti, all’interno del percorso segreto della Cà Granda. Menù a cura di Iuta Bistrot, i film più begli degli ultimi anni, dopo la visita all’Archivio e Cripta della Cà Granda.

In via Francesco Sforza 32 Milano

Tutte le sere, h 20:30

Biglietto: 35€ (inclusivo di cena di quattro portate, proiezione di film e visita accompagnata) – prenotazione obbligatoria sul sito www.cinemabianchini.it/cena-con-grandi-registi

www.labellezzacontagiosa.it

 




Veneto segreto. Muri d’autore, artigianato e musei nelle nuvole. La vena artistica di Cibiana di Cadore (BL)

Di Benedetta Rutigliano

Quanti sanno che in un piccolo borgo a oltre mille metri sul livello del mare esiste un piccolo paese con muri d’autore e un museo delle nuvole?

Circondato da montagne e dalla sua verdeggiante valle, Cibiana di Cadore è un comune nel bellunese dove a partire dagli anni 80, alle bellezze naturali, si sono aggiunti una cinquantina di affreschi su muro, grazie all’idea di un emigrante, Osvaldo Da Col, e di un importante artista, Vico Calabrò.

Queste pareti intrise di colore che ravvivano i vicoli del paese, raccontano la vita, il lavoro, gli usi e costumi del territorio e della civiltà alpina. Artisti italiani e provenienti da tutto il mondo hanno contribuito al rilancio di questo piccolo gioiellino che ha subito dal Novecento a oggi il fenomeno dello spopolamento, tanto che almeno due dei murales sono dedicati all’emigrazione.

Un’altra attrazione, oltre ai rinomati impianti per gli sport invernali, porta a Cibiana molti visitatori: è il museo più alto del mondo in cima al Monte Rite, parte delle Dolomiti, tra Pieve di Cadore e Cortina d’Ampezzo.

Qui, a 2183 metri, il Messner Mountain Museum Dolomites di Reinhold Messner è aperto dal 2002: allestito in un forte della Grande Guerra e dedicato all’elemento “roccia”, il “museo nelle nuvole” narra la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico. Nella galleria trovano spazio, dalla collezione Reinhold Messner, quadri e opere rappresentanti le Dolomiti dal Romanticismo fino all’arte contemporanea.

Per gli amanti delle camminate, sono diversi gli itinerari: dalle vecchie miniere di Vallinferna, Ronzei e Ciarsies, che danno l’idea di quella che fu la via del ferro a Cibiana, all’alta via n. 3 delle Dolomiti che spazia dal Rite al Sassolungo, alle Tovanelle, per Copada verso il Bosco Negro e Forcella Bella, fino al rifugio Ciampestrin.

Numerose le lavorazioni artigianali che si tramandano nel tempo: dai ben noti “scarpete” (pantofole di corda e velluto), ai “zestoi” (gerle in legno dai molteplici usi), a bambole di stoffa e paglia, trapunte e scialli in lana, decorazioni in legno.

COME ARRIVARE

In auto, da Nord, autostrada del Brennero fino a Bressanone, poi proseguire sulla SS49 in direzione Dobbiaco. Da qui continuare sulla SS51 fino a Cortina d’Ampezzo e poi seguire per San Vito, Borca, Vodo, Cibiana. Da Sud: per chi arriva da Mestre-Venezia, prendere l’A27 fino a Pian di Vedoia (BL), poi proseguire sulla SS51 fino al bivio di Tai di Cadore, per Cibiana girare a sinistra.

DOVE MANGIARE

*Ristorante Taulà dei Bos, Via Masariè 51, Cibiana di Cadore (BL), Tel. 0435/540039. Nel cuore di Cibiana, in un antico Tabià restaurato e con una magnifica vista nasce il ristorante, con piatti della tradizione locale (e non solo) realizzati con cura e passione

 * Ristorante Acerorosso, loc. La Chiusa, via Ruvignan 1, Vodo di Cadore (BL), tel 0435/489653, www.acerorossodolomiti.it/. A Vodo di Cadore, in un caldo chalet impeccabilmente arredato, sorge questo ristorante che serve piatti di alta cucina con ingredienti a km0, da gustare anche dalla terrazza panoramica.

 DOVE DORMIRE

*B&B Dolomiti House, via Cibiana di Sotto 4, tel 345/6470890, offre camerte con bagno privato, vasca idromassaggio, asciugacapelli e TV a schermo piatto. L’area benessere dispone di sauna e idromassaggio. Colazione a buffet. Doppia da € 71.

 *Rifugio Remauro, Via Pianezze 61, Passo Cibiana, Cibiana di Cadore (BL), tel 0435/74273, www.rifugioremauro.it In splendida posizione, immerso nel verde, dispone di camere doppie, triple, quadruple e per escursionisti. Doppia con colazione da € 36 a persona.

INFO

www.cibianapaesedeimurales.it/ 

www.monterite.it/




A Napoli il Vesuvio è un’opera d’arte

…anzi, una raccolta di opere d’arte. E si possono ammirare fino al 29 settembre nell’ambito della mostra “Vesuvio quotidiano. Vesuvio universale” nella splendida cornice della Certosa di San Martino (in Largo San Martino 5) capolavoro del Barocco napoletano.

Sono circa 100 le opere esposte, e spaziano dal Cinquecento ai giorni nostri. Alcune tra le più significative provengono da raccolte dello stesso museo, altre invece da collezioni pubbliche e private. L’obiettivo è raccogliere e documentare lo stretto rapporto, quasi ancestrale, tra la città è il vulcano, tra suggestioni e sentimenti ambivalenti suscitati nel corso dei secoli.

Il titolo della mostra, come ha spiegato la curatrice Anna Imponente, trae spunto dalla mostra di Stefano Di Stasio del 2016 “Vesuvio quotidiano”, a cui è stato affiancato quello del recente ritratto raccontato nel libro di Maria Pace Ottieri “Vesuvio universale”.  “I due termini contrapposti”, spiega Imponente, “offrono l’idea della terribilità di una natura incombente e di una socialità che si sviluppa per esorcizzarne il pericolo”.

Il percorso di visita

Parte con la Cartografica cinquecentesca, tra cui spicca una preziosa stampa da Mundus supterraneus di Athanasius Kircher del 1665 che rappresenta un’immagine del Vesuvio in sezione.

Tra le opere degne di nota anche L’eruzione del Vesuvio del 1631 di Domenico Gargiulo e una serie di immagini del paesaggio vesuviano di Giuseppe de Nittis. C’è poi la preziosa serie composta da un centinaio di acquerelli, stampe e gouache dedicate al Vesuvio e donate al museo da Aldo Caselli, studioso e docente universitario, nel 1956.

Procedendo nel tempo, si possono poi ammirare circa 50 opere moderne e contemporanee, tra cui una serie di terrecotte smaltate di Leoncillo Leonardi della fine degli anni Cinquanta del Novecento.  Appartengono all’epoca contemporanea anche Tutto Nero di Alberto Burri del 1956, Vesuvius di Andy Warhol del 1985, un Senza titolo che ritrae il vulcano di Jannis Kounellis del 1997 e il dipinto Odi navali di Anselm Kiefer del 1997.

Spostandosi nel cortile di ingresso, aprono le porte alla mostre due sculture del 2006 di Bizhan Bassiri Meteoriti nel cortili, mentre della navata della Chiesa monumentale l’installazione si completa con Evaporazione rossa del 2013.

Dalle opere d’arte alla fotografia, con le immagini di Antonio Biasicucci, specializzato in scatti sui vulcani, di Giovanni De Angelis e di Maurizio Esposito, che ritraggono gli incendi che nel 2017 hanno distrutto parte del Parco Nazionale del Vesuvio.

La mostra si arricchisce anche con la “cartolina” di Riccarda Rondinò di Miglione e dall’installazione di Piero Mottola Art Sound. Durante il percorso di visita, poi, è possibile assistere al cortometraggio Insolite di Maya Schweizer, una sequenza di immagini suggestive del Vesuvio oggi e durante l’ultima eruzione del 1944.

INFO

tel 081/2294510 -532 – 538, www.polomusealecampania.beniculturali.it

La mostra si può visitare nei seguenti orari: lun-dom 9.30-17; chiuso mercoledì. Il biglietto intero costa € 6, previste riduzioni.

 




Sapori innovativi: Milano all’avanguardia

Franca Dell’Arciprete Scotti

Contaminazione di gusti a tavola e nella mixology

A Milano  si può sperimentare l’uramakeria, il gusto che contamina le culture giapponese e brasiliana.

Il Bomaki, che già svela tutta la sua doppia anima nippo-brasiliana con un acronimo che fonde bom (buono) e maki (il delizioso roll della cucina giapponese),  ormai conta cinque locali a Milano, dalla  movida di corso  Sempione all’area trendy di zona Garibaldi, dalla zona Marghera a Porta Romana, all’elegante CityLife.

 

 

 

In menù i deliziosi burritos in stile jap, ovvero crepes di soia leggerissime che avvolgono salmone, pollo o picanha grigliata con ingredienti insoliti come, tra gli altri, il guacamole, il jalapeno o il cheddar cheese; inediti temaki come il tonno maracuja (tartare di tonno, insalata e salsa maracuja), il salmone&tartufo (salmone, avocado, Philadelphia e carpaccio di tartufo),  la tartare ceviche, una fresca variante di crudi da lasciare a bocca aperta, i gustosi e innovativi uramaki, cioè roll con riso all’esterno che contiene alga nori, pesce e altri ingredienti.

Innovazione e creatività dell’abile chef Jeric Bautista, ideatore di un’infinità serie di impareggiabili mix inediti.

www.bomaki.it

 

Al Flagship Store Lavazza l’estate si colora con i nuovi CoffeeTailTM

Sono 3 gli originali CoffeeTail Lavazza e i cocktail ideati in esclusiva da Campari Academy, che portano un’ondata d’estate nel cuore di Milano grazie a un mix di gusti inaspettati.

Dove? Nell’esclusivo spazio Lavazza di Piazza San Fedele 2, inaugurato di recente.

 

 

Un hub  innovativo del food & beverage dove vivere esperienze di sapore uniche grazie all’arte della miscelazione dei migliori bartender di Campari Academy combinata alla sperimentazione e all’eccellenza Lavazza.

Ad arricchire la selezione dei CoffeeTail Lavazza, ideati dalla creatività del Training Center, come Coffee Spritz, Passion Me ed E-Tonic, arriva Coffee Bubble Sangria, un bubble drink con perle di caffè, fresco e leggero grazie all’aggiunta di Vermouth e Ginger Ale, che risponde agli ultimi trend della mixology.

 

 

 

2 i twist realizzati in esclusiva da Campari Academy, che reinterpretano classici dalle note esotiche. Milano Mule, ispirato al cocktail più trendy del momento a base di Vermouth bianco e zenzero e arricchito dalle note delicate della tonica ai fiori di sambuco, e Bittersweet Paloma, un blend tra un Paloma e un Garibaldi, in cui si uniscono l’amarezza del bitter, la freschezza degli aromi di pompelmo rosa e arancia e l’Espolon reposado, che dona mineralità e note di agave cotto.

Le nuove proposte per l’aperitivo firmate Lavazza e Campari sono accompagnate da creazioni di food pairing ricercate, nate dal rapporto ultraventennale – basato sull’impegno verso l’eccellenza e la sperimentazione – di Lavazza con la Top Gastronomy, che nel corso degli anni ha dato vita ad abbinamenti inediti.

www.lavazza.com

www.campari.com

 




San Lorenzo tra stelle cadenti, rievocazioni medievali e buoni sapori

È la notte più romantica e suggestiva dell’anno e cadrà proprio nel weekend. Sabato 10 agosto saremo tutti con il naso all’insù nella speranza di vedere una stella cadente, anzi, più di una, ed esprimere un desiderio. Molti di noi saranno in vacanza, e possono cogliere l’occasione per ammirare la volta stellata in alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia, oppure tra un boccone e l’altro di sagre e feste dedicate alle specialità enogastronomiche che hanno reso il nostro paese famoso in tutto il mondo. Ecco, allora, come di consueto, le nostre proposte per il weekend del 10 e 11 agosto.

Calici di stelle a Mezzolombardo (TN)

Calici di Stelle è il “brindisi più atteso dell’estate”. La manifestazione torna ogni anno il 10 di agosto, in occasione della Notte di San Lorenzo nelle location più suggestive d’Italia.

A Mezzolombardo, in provincia di Trento, la manifestazione si svolge nella cornice del vigneto del Convento dei Frati Francescani (Corso del Popolo 43) La serata prevede degustazioni di vini e grappe delle cantine della borgata di Mezzolombardo, serviti direttamente dai produttori e accompagnati dai prodotti della filiera trentina, tra cui un piatto di risotto Teroldego, assaggi di formaggi e pane.

Durante la serata, poi, ci sarà la possibilità di osservare il cielo notturno alla ricerca di stelle cadenti sia a occhio nudo che con l’ausilio del telescopio, grazie alla collaborazione con gli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Il tutto con una colonna sonora eseguita dal vivo. La quota di partecipazione alla serata è di € 20 a persona e comprende: degustazione di vini, grappa, risotto e musica.

INFO: Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg, tel 0461/1752525, info@pianarotaliana.it

Sulla riviera Romagnola è il weekend di BirRimini

Dal 9 all’11 agosto Rimini, capitale del divertimento della Riviera Romagnola, ospita BirRimini, la festa della birra artigianale e dello street food, nella splendida cornice del Parco Federico Fellini e Marina Centro.

Gli amanti della birra potranno assaggiare birre provenienti da tutta Italia, prodotte dai migliori birrifici della penisola, accompagnate da ottimo cibo di strada, ma anche conoscere i segreti della coltivazione del luppolo e della sua lavorazione.

Gli stand apriranno alle ore 19, mentre le serate saranno allietate da concerti live. L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

INFO: www.facebook.com/birrimini

Nel Bosco di San Francesco di Assisi (PG), si osservano le stelle cadenti

Il 10 agosto, si sa, saremo tutti con il naso all’insù per ammirare le stelle cadenti. Tra i luoghi più suggestivi per ammirare le Perseidi c’è il Bosco di San Francesco, ad Assisi (PG), tra i beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano.

A partire dalle 21, grazie alla collaborazione con l’associazione “StarLight, un planetario…tra le dita” si potrà diventare “Astronomi per una notte” e osservare lo spettacolo naturale della pioggia delle Perseidi.

Si comincia con una lezione introduttiva nell’area del convento benedettino di Santa Croce, con letture e passaggi musicali a tema. A seguire, l’osservazione vera e propria delle stelle nella radura del Terzo Paradiso, accompagnate da letture di miti legate alle costellazioni ed esecuzione di brani musicali.

L’osservazione sarà guidata da esperti astronomi che accompagneranno i partecipanti alla scoperta di stelle e pianeti anche con l’ausilio del telescopio. Quota di partecipazione € 12, 6-18 anni e iscritti al FAI € 8. Prenotazione obbligatoria allo 075/813157

INFO:  www.fondoambiente.it

A Monte di Procida (NA), la XXXI edizione della Sagra del Mare Flegrea

Torna a Monte di Procida, nella zona di Marina di Acquamorta, uno degli eventi più attesi dell’estate, la Sagra del Mare Flegrea, una vetrina gastronomica per conoscere i sapori dei Campi Flegrei ma anche per conoscere le bellezze paesaggistiche di Monte di Procida.

La XXXI edizione della sagra si tiene dall’8 all’11 agosto, e prevede la presenta dei migliori ristoranti dei Campi Flegrei che propongono i loro squisiti piatti di mare. Acquistano on line un ticket da 10 euro sul sito della manifestazione si potrà gustare un menù speciale che prevede: primo piatto, pizzette d’alghe, pepata di cozze, bibita, anguria, dessert e caffè in omaggio.

Le portate si possono acquistare anche separatamente, ma a prezzi leggermente diversi, nei giorni della sagra, che conferma anche la sua vocazione “green”. Piatti, bicchieri, posate e vettovaglie, infatti, sono tutte plastic free e compostabili. Tutte le serate saranno allietati da concerti dal vivo.

INFO: www.sagradelmareflegrea.com

A Motta Sant’Anastasia (CT) c’è la Festa Medievale

Inaugura il 10 agosto e fino al 18, la Festa Medievale trasformerà il borgo di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, nel teatro di spettacoli itineranti, esibizioni di musici, artisti di strada, sbandieratori, mentre dame, cavalieri, giullari, cortei storici si potranno incontrare per le vie della città.

La XXIV edizione della festa si svolge ai piedi del Castello Normanno, in Piazza Dante e dintorni, tra volteggi, giochi, danze medievali e arabe. Tra gli eventi da non perdere la Schermaglia, la simulazione di un combattimento con le bandiere che rievoca il modo di combattere degli alfieri.

Ci sarà poi la cena a corte, che rievoca i fastosi banchetti del Medioevo, tra menestrelli, danzatrici e giullari, che si esibiscono alla presenza della corte nobiliari.

Per un pasto più veloce, ma altrettanto caratteristico, invece, le cucine del rione propongono una varietà di zuppe, piatti arabo-andalusi, cous cous, Harirae, ma anche arrosti, dolci, il tutto accompagnato dall’Hyppocrassum, il tipico vino speziato.

INFO: www.casanormanna.it

 




Caderzone Terme, il “borgo della salute” è tutto green

Lo abbiamo scelto come borgo “green” per la sua aria pulita, per l’energia rinnovabile e le coltivazioni biologiche, ma anche perché proprio il verde, in tutte le sue sfumature e declinazione, è il colore dominante del territorio di Caderzone Terme (TN).

Caderzone, cinquanta sfumature di…verde!

Prati, pascoli, malghe e boschi circondano il piccolo borgo della Val Rendena, mentre il bianco dei ghiacciai del comprensorio dell’Adamello – Presanella, mentre le affilate guglie delle Dolomiti del Brenta spiccano per le stupefacenti sfumature del tramonto, che spaziano dal rosa, al rosso, all’arancione. Come arancione è il colore della “bandiera”, il prestigioso riconoscimento del Touring Club Italiano conferito a Caderzone per le sue peculiarità turistiche e ambientali.

Buona parte del territorio di Caderzone Terme, poi è compreso nel Parco Naturale Adamello-Brenta, il più esteso parco naturale del Trentino. L’istituzione dell’area a parco naturale, infatti, è sinonimo di tutela ambientale, conservazione di attività tradizionali, come l’alpeggio, che in quest’area ha segnato la storia del paese.

Nel territorio si trovano poi gli splendidi laghi di San Giuliano e Garzoné, e le malghe di San Giuliano e di Campo. Senza dimenticare la vocazione di Caderzone a “cittadina termale”, che le è valso l’appellativo di “borgo del benessere”, grazie alla fonte di Sant’Antonio, che sgorga appena sopra il paese.

Un paese e le sue acque curative

Le origini di Caderzone risalirebbero all’Età del Bronzo, quando un primo insediamento si stabilì della piana alluvionale del fiume Sarca. Nel XIV secolo la potente famiglia Lodron diede forte impulso alla storia e all’economia del paese. A raccogliere il “testimone” è poi la famiglia Bertelli, la cui ultima discendente, Elisabetta, lascia alla cittadinanza il palazzo Lodron-Bertelli.

Il complesso, attorno al quale si è poi sviluppato il centro storico, comprende una cappella gentilizia dedicata a Sant’Antonio, realizzata nel 1677 da Don Giacomo Bertelli che custodisce all’interno uno splendido altare di legno dorato.

Le scuderie, distrutte parzialmente da un incendio nel 1976, sono state oggetto di un importante intervento di restauri che le hanno trasformate oggi in una sala polifunzionale, una parte della quale ospita il Museo della Malga.  Qui si possono ammirare gli strumenti che, nel tempo, hanno portato avanti e perfezionato la lavorazione del latte e derivati, ma testimonia anche l’identità di tante generazioni che si sono susseguite in queste valli.

Palazzo Lodron Bertelli fa parte del complesso delle Terme Val Rendena, che include un albergo, l’edificio dove si svolgono i trattamenti curativi e un altro edificio dove ha sede il nuovo centro benessere. Le terme sono state ufficialmente aperte nel 2004, ma le proprietà curative delle acque termali erano note da secoli, come testimoniano i documenti conservati negli archivi comunali e parrocchiali, i più antichi dei quali risalgono al 1635.

Un Golf Club tutto green

Un’altra “sfumatura di verde” che caratterizza Caderzone, poi, è il Golf Club Val Rendena, che si estende su una superficie di 250 mila mq e comprende 9 buche par 35, un campo pratica, putting green, pitchin Green e una club house con ristorante, solarium e e pro shop.

La peculiarità del Golf Club, che si sviluppa in parte sul comune di Caderzone Terme e in parte su quelli di Strembo e Bocenago, è quella di sfruttare al massimo le caratteristiche del terreno, presentando dislivelli naturali, lambiti o attraversati da corsi d’acqua e laghetti, ampi green e fairways ondulati. Verde, di nome e di fatto, insomma…

 La razza Rendena e i suoi “monumenti”

Buona parte dell’economia del borgo si basa su una particolare razza di bovini, la razza Rendena, frutto della sapiente lungimiranza e perizia dei contadini del luogo. Nel 1700, infatti, un’epidemia decimò le mandrie della valle. I contadini, allora, acquistarono in Svizzera nuovi capi, che incrociarono con quelli sopravvissuti nella valle.

Nacque così la Razza Rendena, alla quale è stato dedicato anche un monumento in ferro battuto, realizzato da Luciano Zanoni nel 1996 e che raffigura una vacca intenta ad allattare il suo vitellino.

Strettamente legato all’attività di pascolo e allevamento è la Via Vecchia, un sentiero di acciottolato delimitato su entrambi i lati da muretti a secco, recentemente dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Questa caratteristica mulattiera era realizzata per raggiungere i pascoli e i boschi in quota, anche con l’uso di animali da soma, per portare a valle legname e frutti del raccolto.

La Piana e il Maso Curio

Vale una bella escursione la Piana di Curio, una grande area agricola che anche oggi è destinata al pascolo. Qui si trova il Maso Curio, le cui origini risalgono al XIV secolo e rappresenta un pregevole esempio di architettura rurale.

Si presenta con uno zoccolo in muratura sormontato da una struttura in legno, con un porticato sostenuta da grandi colonne di larice che appoggiano su pietre di granito, sotto alle quali si trovano le porte delle stalle.  Di fianco si trova la casina per la conservazione del latte, la casera e due piccole fontane. Sulla facciata orientale del maso si può scorgere un affresco che rappresenta Sant’Antonio, protettore degli animali, e Santa Barbara, protettrice dagli incendi.

Una festa per vivere il borgo

Se vi trovate a Caderzone nel periodo estivo, non perdetevi la Festa dell’Agricoltura, che si tiene ogni anno la prima settimana di Agosto. Dedicata alla razza Rendena, trasforma le vie del paese in un palcoscenico dove ammirare pittoresche rappresentazioni e testimonianze della transumanza, con carri allestiti con fieno, paglia e attrezzi per la lavorazione del latte e dei suoi derivati.

Al tramonto, cittadini e visitatori si radunano poi nella piana di Curio per assistere all’accensione di un grande falò, accompagnato dalla musica della banda che accompagnano i bovini attraverso le strade cittadine. La festa è anche un’occasione perfetta per gustare i prodotti tipici e i piatti locali. Qui sotto, vi lasciamo una ricetta golosa.

TORTA DI FREGOLOTI

Ingredienti

·        250 gr di farina bianca

·        250 gr di burro

·        250 gr di zucchero

·        250 gr di mandorle

·        1 tuorlo

·        1 bicchiere di mandorle e pinoli a fettine

·        Latte q.b

·        1 pizzico di sale

Su una spianatoia mescolate la farina, il burro, lo zucchero e le mandorle macinate. Riducete l’impasto in “fregoloti”, cioè piccoli cilindri, palline e briciole. Metteteli poi in un recipiente e aggiungete il tuorlo, un po’ di latte, zucchero e sale. Mescolate il tutto con una forchetta, facendo attenzione a non disfare i fregoloti. Ponete il tutto in una tortiera foderata di carta da forno; lo spessore dell’impasto deve essere di circa 2 cm. Cospargete la superficie con le mandorle e i pinoli tagliuzzati. Infornate a 180°C per circa 40 minuti.

COME ARRIVARE

In auto: A22, prendere l’uscita Trento Sud, poi seguire le indicazioni per Trento cento e imboccare lo svincolo SS45 bis in direzione di Riva del Garda/Val Rendena. Arrivati a Sarche, prendere lo svincolo per Madonna di Campiglio e continuare sulla SS 237. Superato Spiazzo Rendena, proseguire per circa 3 km fino a Caderzone Terme.

DOVE MANGIARE

*Rustik Ristorante Caderzone, via Regina Elena 67, Caderzone (TN), tel 0465/806021, www.rustikristorante.com. Ogni piatto una storia in questo ristorante a conduzione familiare, dove gli ingredienti sono accuratamente selezionati da produttori del territorio e a seconda della stagionalità.

*Ristorante La Voglia, via Nuova 1, Bocenago (TN), tel 0465/805005, www.ristorantelavogliapinzolo.it. Nella splendida cornice della Val Rendena, questo locale offre cucina tipica trentina e nazionale, con prodotti e ingredienti fatti in casa. Specialità carne alla griglia. Buona scelta di vini dalla cantina.

DOVE DORMIRE

*Hotel Regina Elena***, via Regina Elena 35, Caderzone (TN); tel 0465/804722, www.reginaelena.com . Bella struttura in stile chalet con splendida vista sulle Dolomiti. Le camere sono arredate in modo accogliente e con opere d’arte, dispongono di wi fi e balconcino. Colazione a buffet e parcheggio incluso. Doppia da € 54 a persona in pensione completa nel periodo estivo.

*Albergo Palazzo Lodron Bertelli****, Piazza Sant’Antonio 8, Caderzone (TN), tel 0465/804959, www.palazzolodronbertelli.it Ricavato in una dimora storica, offre undici sistemazioni tra camere, suite e junior suite, all’interno dello splendido Borgo della Salute. Doppia da € 128.

INFO

www.caderzone.net