Weekend In Salus

Camminare fa bene al cuore e all’umore

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È un’attività fisica che si può fare ovunque, non richiede un’attrezzatura particolare e fa bene a tutte le età. Camminare, inoltre, è il movimento più naturale che ci sia, non richiede particolare sforzo e può essere divertente e rilassante. Si può fare da soli o in compagnia, favorendo la riflessione o la socialità.

I risultati di uno studio americano

Innumerevoli, poi, i benefici per la salute. Uno studio della Brown University, ha infatti dimostrato come passeggiare per almeno 40 minuti per due volte a settimana riduce del 25% il rischio di insufficienza cardiaca. Se, poi, si cammina a passo veloce, il rischio scende ancora, fino a raggiungere il 40%. La ricerca ha preso in esame 89 mila persone, in particolare donne di età superiore a 50 anni e senza particolari problemi cardiaci. Con la menopausa, infatti, aumento il rischio di eventi cardiovascolari.

Le persone sono state seguite per dieci anni, durante i quali sono state monitorare e registrate le variabili della camminata, tra cui la durata, la frequenza e la velocità. I dati sono poi stati elaborati da un software per calcolare il cosiddetto Met (Metabolic Equivalent of task), cioè un parametro clinico utilizzato per misurare il consumo di energia durante l’attività fisica. I risultati sono poi stati confrontati con l’insorgenza di insufficienza cardiaca.

Ne è emerso che chi aveva avuto un punteggio Met superiore era a minor rischio di sviluppare una patologia cardiaca. In particolare, chi aveva camminato regolarmente per almeno 40 minuti per due volte a settimana, la probabilità di incorrere in una malattia cardiaca era più bassa di una percentuale che andava dal 20 al 25%, mentre in chi aveva camminato a passo più veloce questa percentuale arrivava addirittura al 38-40%.

I dati hanno anche dimostrato che queste percentuali erano comuni in tutte le persone prese in esame, inclusi i soggetti sovrappeso o obesi. Camminare, quindi, fa bene al cuore ed è tutt’altro che un’attività “blanda”. Ma i benefici di una passeggiata non si fermano qui.

Camminare al freddo? Fa ancora meglio!

Soprattutto in inverno, quando le giornate sono corte e le temperature scendono, ogni scusa è buona per…non uscire di casa e rimanere a casa sul divano, rimandando una passeggiata o un’attività fisica all’aperto. Ebbene, un altro studio americano, ha dimostrato, invece, che camminare con le basse temperature potenzia addirittura i benefici apportati all’organismo da questa attività fisica.

Tra questi ci sono gli effetti positivi sull’umore, sulla regolarizzazione del ritmo sonno-veglia, nonché un miglioramento delle difese immunitarie. Il momento migliore della giornata (invernale) per una passeggiata all’aperto sono le ore centrali, quando si può godere di una luce piena, e, magari, in una bella giornata di sole. La luce naturale, infatti, contribuisce a fare aumentare nell’organismo i livelli di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”, che in inverno tende a diminuire proprio per il minor numero di ore di luce.

Inoltre, la luce del sole migliora l’umore, contribuendo a contrastare la “depressione stagionale”, contribuisce alla produzione di vitamina D, combatte le infiammazioni, potenzia il sistema immunitario e aiuta l’assorbimento del calcio da parte del nostro corpo.

Un ulteriore studio dell’Università del Michigan, condotto su un gruppo di persone invitare a fare una passeggiata in un parco sia in estate sia in inverno, con temperature inferiori allo zero, ha dimostrato come proprio camminare “al freddo” migliori la memoria del 20%, oltre a ridurre la produzione degli ormoni dello stress. Inoltre, muoversi contribuisce anche alla produzione di nuove cellule neuronali, rendendo il cervello più “giovane”.

Insomma, ci sono tanti buoni motivi per uscire a fare una passeggiata, anche quando fuori fa freddo. Non avete più scuse!

 

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