Brisighella, il borgo dell’olio (1° giorno)

Sorge tra la Romagna e la Toscana e ha mantenuto intatta la sua struttura medievale. A poca distanza dal Parco della Vena del Gesso e da uno stabilimento termale, è nota anche per l’Olio extravergine d’Oliva “Brisighello” Dop. Scopriamola insieme

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Ci sono tanti buoni motivi per visitare Brisighella, in provincia di Ravenna. Non solo è annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”; ma è anche stato certificato dal Touring Club con la Bandiera Arancione, oltre ad avere ottenuto le certificazioni di Città Slow e Città dell’Olio e del Vino.

Eccellenze gastronomiche, un antico passato, uno stabilimento termale e le meraviglie naturali del Parco della Vena del Gesso Romagnola, dove organizzare passeggiate ed escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo, fanno del borgo un piccolo gioiello da scegliere per trascorrervi un weekend.

Una passeggiata nel Medioevo

Al confine dei territori di Faenza e Firenze, Brisighella si sviluppa a ridosso di una rupe gessosa, sovrastata da tre scogli di seleniti, sui quali svettano la Rocca, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino. L’antica doppia linea di mura spunta, di tanto in tanto, tra le case di costruzione successiva.

Il centro storico, invece, è una meraviglia antica fatta di viuzze, vicoli, piccole piazze e cortili nascosti, case basse e saliscendi. Cominciamo la nostra visita dalla centrale Piazza Marconi, su cui si affaccia Palazzo Maghinardo, oggi sede del Municipio.

Da cui parte la splendida “via del Borgo”, conosciuta anche come Via degli Asini, una strada sopraelevata coperta da archi a mezzaluna di differente ampiezza. Si tratta di una costruzione unica al mondo, sorta tra i secoli XII e XIII, prima a scopo difensivo, poi utilizzata dai birocciai, coloro che trasportavano il gesso a dorso d’asino dalle vicine cave. Gli animali venivano ospitati sotto agli archi coperti, mentre i carri parcheggiati nella piazza sottostante.

Alziamo lo sguardo e ci soffermiamo ad ammirare la Torre dell’Orologio, il cui nucleo originario risale al 1290. L’intervento di ricostruzione più importante si ebbe nel 1548, mentre la forma attuale è del 1850.

Svetta imponente sul vicino scoglio di selenite la Rocca manfrediana, eretta da Manfredi di Faenza a scopo difensivo della valle del Lamone. Si compone del Torrione Veneziano del XVI secolo e del Torricino trecentesco. Al suo interno ospita il Museo della Civiltà Contadina, ma vale la pena salire sui suoi spalti per ammirare lo splendido paesaggio. Sul terzo colle si erge invece il Santuario del Monticino, del XVIII secolo, dal quale la vista spazia dalla valle del Lamone fino alla Toscana.

Appena fuori le mura

Ci spostiamo appena fuori dalla linea delle antiche mura e raggiungiamo la collegiata di San Michele Arcangelo del 1697. Spicca sulla facciata il portale in bronzo di Angelo Biancini mentre, all’interno sono presenti alcuni tesori, come un crocifisso in legno di olivo del XVI secolo, l’altare in scagliola policroma e una tavola del Palmezzano raffigurante l’Adorazione dei Magi, del XVI secolo.

Uscendo invece dal borgo, lungo la strada che porta a Firenze, incontriamo la Chiesa dell’Osservanza, del 1525, dedicata a Santa Maria degli Angeli, che conserva al suo interno ceramiche e stucchi seicenteschi, oltre a una bella tavola del Palmezzano sull’altare maggiore.

Proseguendo ancora lungo la strada per Firenze incontriamo la pieve del Tho, dedicata a San Giovanni Battista. Conosciuta anche come San Giovanni in Ottavo, deve questo nome al fatto che sorge all’ottavo miglio della strada romana che congiungeva Faenza alla Toscana. Si presenta come un solido edificio in stile romanico, con l’interno a tre navate, divise da archi che appoggiano su undici colonne di marmo grigio e una di marmo rosso di Verona. Capitelli, strutture e stucchi di epoche diverse testimoniano il suo passato movimentato.

Ad appena 500 metri dal centro abitato, si trova, invece lo stabilimento termale, (www.termedibrisighella.it) con acqua sulfuree e salsobromoiodiche, immerso in uno splendido parco.

Il museo e il sentiero dell’olio

Per conoscere l’olio extravergine di oliva “Brisighello” Dop e la sua tradizione secolare, vi raccomandiamo una visita al Museo dell’Olio, un vero e proprio museo a cielo aperto che ripercorre il ciclo produttivo dell’olio, dalla cura degli olivi alla raccolta, dalla spremitura alla produzione e vendita del prodotto finito.

Il percorso si snoda in mezzo agli olivi. Nel mese di novembre, poi, è possibile assistere alla brucatura, la tradizionale raccolta a mano dei frutti. Il percorso parte dall’antico Frantoio Sociale presso la Cooperativa Agricola Brisighellese e consta di sette soste, segnalate da una nicchia esplicativa.

Lo scorso anno è stato inaugurato anche Il Sentiero dell’Olio, un’escursione guidata di circa 3 ore che parte dal Frantoio Cab alle 8.30 e tocca i punti più importanti della storia del Borgo: la pieve di Tho, luogo del ritrovamento di una macina del II secolo, il pendio di via Valloni, dove si trovano alcuni olivi centenari, la Pieve di Rontana, il Museo Geologico dell’ex cava del Monticino, dove si possono vedere gli originari movimenti della crosta terrestre che hanno dato vita alla Vena del Gesso, il Santuario di Monticino, la Rocca manfrediana, il Giardino di Ebe, il labirinto opera dello scultore Hidetoshi Nagasawa, e il centro storico di Brisighella.

Le escursioni si effettuano il 21 ottobre, il 4 e il 18 novembre. La quota di partecipazione è di € 15 per gli adulti e di € 13 per i ragazzi dai 6 ai 12 anni. La quota include, oltre alla visita guidata, anche un aperitivo degustazione di olio e prodotti del territorio. (info e prenotazioni: tel 0546/81166)

I sapori del borgo

Oltre al olio dal tipico color giallo smeraldo e dal profumo fruttato, in autunno si portano in tavola funghi e tartufi, castagne, marroni e la pera volpina, uno dei frutti “dimenticati” e valorizzati nella zona.

Tra i formaggi, ci sono il “conciato”, un pecorino stagionato nelle grotte di gesso, e il raviggiolo, un formaggio burroso a pasta bianca e dal sapore delicato. Ottima la carne di Mora romagnola, un’antica razza autoctona di suini, con la quale si producono i salumi. Brisighella, poi, è zona di produzione del Carciofo Moretto e dello Scalogno IGP di Romagna.

Tra i primi piatti, troviamo i tortelli di ricotta, le tagliatelle al sugo di salsiccia di cinta o con la salsa di scalogno, i cappelletti, i passatelli e la spoja lorda, di cui trovate qui sotto la ricetta.

Immancabile la piadina romagnola, che accompagna taglieri di salumi e formaggi, oppure i secondi di carne alla griglia. Tra i dolci, troviamo gli zuccherini, ottimi biscotti secchi, e la ciambella, ma anche la zuppa inglese, la composta di riso e il migliaccio, fatto con farina di castagne e sangue di maiale. Celebri i vini Doc della zona, come l’Albana, il Sangiovese di Romagna, il Trebbiano di Romagna, il Pagadebit e la Cagnina.

Spoja Lorda

 Ingredienti per la sfoglia

  • 300 gr di farina
  • 3 uova

Ingredienti per il ripieno

  • 200 gr di raviggiolo (o in alternativa ricotta o casatella)
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo intero
  • 1 pizzico di noce moscata
  • Brodo di carne o di cappone

Preparate la pasta sfoglia impastando insieme le uova e la farina e tiratela con il mattarello. Ricavate due sfoglie uguali piuttosto sottili. Passate poi al ripieno amalgamando insieme il raviggiolo, il parmigiano, l’uovo e la noce moscata. Stendete poi l’impasto su una delle due sfoglie e ricoprite con l’altra premendo leggermente in modo da fare aderire tra loro la superficie. Con una rotellina da pasta con i bordi zigrinati ricavate dei quadratini di circa 2 cm di lato. Fateli poi cuocere per alcuni minuti, finché non verranno a galla, in abbondante brodo di carne. Servite con una spolverata di Parmigiano grattugiato.

Il vino: un rosso Colli di Faenza dal sapore asciutto e corposo e dal colore rubino.

COME ARRIVARE

In auto: da nord A14 in direzione Ancona, poi uscire al casello di Faenza e immettersi sulla SP 302 in direzione Firenze. Proseguire per circa 13 km seguendo le indicazioni per Brisighella. Da Sud: prendere la SP 302 che collega Firenze a Brisighella in direzione Faenza e percorrerla per circa 87 km.

 DOVE MANGIARE

*Ristorante Cantina del Bonsignore, via Recuperati 4/A, Brisighella (Ra), tel 0546/81889. Locale accogliente, nel centro del borgo, ricavato all’interno di una cantina medievale ospitata in un palazzo cinquecentesco. Offre un menù di ricetta della tradizione, anche vegetariane, con ingredienti locali. Prezzo medio € 39.

*Trattoria La Casetta, via Ugonia 6, Brisighella (Ra), tel 0546/80250, www.trattoria-lacasetta.it  Locale tradizionale che offre piatti a base di funghi e tartufi, grigliate di carne, ma anche menù a base di pesce, vegetariano e dolci fatti in casa. Menù degustazione da € 20 a € 35. Alla carta prezzo medio € 40.

 DOVE DORMIRE

*Hotel La Meridiana***, viale delle Terme 19, Brisighella, tel 0546/81590, www.lameridianahotel.it Immerso nel parco delle terme, a poca distanza dal borgo medievale, offre 54 camere con vista sui colli o sul fiume Lamone. Doppia da € 65.

*La Rocca***, via delle Volte 10, Brisighella, Tel 0546/81180, www.albergo-larocca.it , offre 15 camere tra singole, doppie e suite con arredi moderni. A disposizione terrazza panoramica, ristorante e centro benessere. Doppia da € 70.

INFO

www.comune.brisighella.ra.it

www.brisighella.org

www.terredifaenza.it