Un weekend di festival, gusto e tradizioni popolari

Il prossimo weekend che va dal 17 al 19 gennaio, in molte zone d’Italia si festeggia Sant’Antonio. Una delle manifestazioni più suggestive sono i “fuochi” di Mamoiada, in Sardegna. Chi invece preferisce il cinema d’autore, può partecipare invece al Trieste Film Festival.

Gli amanti dei sapori di qualità, e del prosciutto in particolare, troveranno soddisfazione alla rassegna “Prosciutto prosciutto” che si tiene a FICO Eataly World di Bologna. Se invece siete attenti a salute e benessere, a Vigevano c’è la IV edizione di Vivi Bene Festival. Infine, per chi ama andare alla scoperta dei misteri e delle leggende, a Catania si tiene un suggestivo tour notturno nei luoghi più misteriosi della città. Ecco i dettagli.

Al via il Trieste Film Festival

Trentunesima edizione per il Trieste Film Festival, che quest’anno si tiene dal 17 al 23 gennaio. Si tratta del più importante appuntamento con il cinema dell’Europa centro orientale che porterà in cartellone produzioni di autori spesso poco noti al pubblico italiano e tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari, di cui sarà il pubblico a dichiarare il vincitore.

Alle proiezioni si affiancherà un ricco programma di incontri con gli autori, workshop, esposizione ed eventi per grandi e piccini. A fare da teatro alle proiezioni e agli eventi saranno il Teatro Politeama Rossetti, il Cinema Ambasciatori e il Teatro Miela, ma anche altre location della città.

Veniamo ora agli ospiti più attesi. Tra questi il regista Marco Bellocchio, che vedrà premiato come “Miglior film 2019” il suo “Il traditore”. Al festival anche l’attrice di origine polacca Kasia Smutniak, che riceverà l’Easterne Star Award. Atteso anche l’eccentrico regista rumeno Corneliu Porumboiu, che terrà una masterclass.

Tra le proiezioni degne di nota, la versione 2018 de “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani, come omaggio all’attore Omero Antonutti, scomparso da pochi mesi, e “L’uomo che bruciava i cadaveri” di Juraj Herz in versione restaurata.

Tantissime anche le anteprime, come “La vita nascosta” di Terrence Malick, che aprirà il festival, e il remake polacco di Perfetti sconosciuti del regista Tadeusz.

In occasione dei cento anni della nascita di Federico Fellini saranno invece proiettati “E la nave va”, l’”Intervista al maestro Federico Fellini” di Matej Mináč e “Fantastic Mr Fellini – Intervista con West Anderson” di Francesco Zippel.

Conclude il festival “La Gomera – Fischia” di Corneliu Porumboiu accolto calorosamente dalla critica al Festival di Cannes dello scorso anno.

INFO: www.triestefilmfestival.it

A Vigevano (PV) c’è il Vivi Bene Festival Benessere

Domenica 19 gennaio, dalle 10 alle 20, il Castello Sforzesco di Vigevano (PV), in via Rocca 1, ospita la quarta edizione del Vivi Bene Festival Benessere, dedicata al prendersi cura di sé, alla cultura olistica e vegan.

Ben 42 stand selezionati proporranno prodotti naturali, servizi etici, cosmesi, alimenti vegan, trattamenti benessere. Sarà poi possibile incontrare esperti per consulti astrologici, di channelling e tarocchi evolutivi, ma anche rappresentanti di scuole di formazione, associazioni del settore, e tanto altro.

Per tutta la giornata, poi, sul palco della Cavallerizza si alterneranno dieci eventi tra conferenze, workshop, meditazioni e un concerto di mantra yoga. I punti ristoro offriranno prodotti vegan. L’ingresso è gratuito.

INFO: www.vivibenefestival.weebly.com

A FICO Eataly World (BO) due giorni dedicati al prosciutto

Il prosciutto crudo non è tutto uguale. Ma per capire e conoscere le differenze potete partecipare alla rassegna mercato Prosciutto prosciutto, che si tiene nel weekend del 18 e 19 gennaio a FICO Eataly World, a Bologna.

Dedicata alla migliore produzione norcina italiana, la rassegna vedrà protagonisti i famosi “San Daniele” e “Parma”, ma anche i prosciutti di Norcia, il prosciutto nero di Nebrodi, quello irpino, il prosciutto di cinta senese, il valdostano Jambon des Bosses e altre eccellenze regionali.

Presso il Teatro Arena di FICO si potranno imparare i segreti della salatura del prosciutto secondi il “metodo Parma” e quello “San Daniele” con la Norcino Experience della Prosciutteria Ruliano, che si conclude con una degustazione guidata di prosciutti (quota 10 euro a persona).

Un esperto del Consorzio San Daniele poi sarà a disposizione per spiegare al pubblico la fase della “puntatura” del prosciutto. Mentre un norcino di Madeo farà assaggiare i pregiati prosciutti di Suino Nero Madeo tagliati al coltello.

Infine, si potrà soddisfare pienamente la gola con una degustazione verticale di Prosciutto di Norcia a cura di Renzini (quota di partecipazione € 15 a persona).

INFO: www.eatalyworld.it

A Mamoiada (NU) si festeggiano i Fuochi di Sant’Antonio Abate

La Festa di Sant’Antonio Abate è una delle celebrazioni più sentite della Sardegna. A Mamoiada (NU), per esempio, come ogni anno si tengono i celebri “Fuochi di Sant’Antonio”, una manifestazione religiosa e folkloristica che coinvolge tutto il paese.

I preparativi iniziano già qualche settimana prima, quando le donne preparano i dolci tipici, come popassinu biancu e nigheddu, coccone ‘in mele e sas caschettas, mentre gli uomini vanno alla ricerca di legna, soprattutto radici di alberi già tagliati per rispettare l’ambiente, e la sistemano nei vari punti dove saranno accensi i fuochi. Ogni famiglia, poi, dà il suo contributo, versando una quota o portando vino, dolci e altre vivande da consumare tutti insieme dei tre giorni di festa.

Si comincia poi il 16 gennaio, alle 16.30, con la benedizione del fuoco nella chiesa della Beata Vergine Assunta. Il sacerdote gira per tre volte attorno al fuoco con la statua del santo e i fedeli in processione. Al termine, si accendono tutti i fuochi nei vari rioni, circa una quarantina, e la festa ha inizio. Per tutta la notte, le persone si spostano nei vari rioni per ballare, cantare e gustare insieme vino e dolci.

Il giorno seguente, 17 gennaio, alle 14.30 ha inizio la vestizione dei Mamuthones e degli Issohadores, che subito dopo partono in una processione danzata e visitano tutti i rioni in cui è stato acceso un fuoco, ricevendo in cambio vino e dolci. La festa dura tutta la notte.

Il 18 gennaio, infine, la festa si chiude con gli abitanti di ogni rione che si riuniscono attorno agli ultimi tizzoni e consumano insieme quello che è avanzato, affinché non vada sprecato.

INFO: www.mamoiada.org

Misteri e leggende di Catania by night

Una Catania inedita, misteriosa, intessuta di miti, storie e leggende. E quella che si potrà scoprire, sabato 18 gennaio, dalle 20 alle 22.30 circa, nell’ambito della passeggiata guidata notturna Catania, tra misteri e leggende by night.

Il ritrovo è alle 20 presso la Chiesa di San Gaetano alle Grotte, in Piazza Carlo Alberto 74. Dopo aver visitato la basilica, si scende fino all’altare sotterraneo, ascoltando storie e leggende nel silenzio della notte.

Si prosegue poi con il portale della chiesa di Sant’Agata al Carcere e la sua misteriosa simbologia. Si passa poi da Stesicoro, da Villa Cerami, in via Crociferi, davanti al cavallo senza testa per cercare di carpire i suoi misteriosi segreti. Il tour prosegue fino alla statua di Bellini, e fino in Piazza Università, si ascoltano le leggende dei candelabri e la tragica storia di Rosalia, di cui ancora, si dice, si sente echeggiare lo spirito.

Ci si sposta poi verso Piazza Duomo e si arriva al cospetto del Liotru, un elefante di pietra custode di mistero e magia. Sull’arco di trionfo Ferdinandeo, sul lato che guarda la Cattedrale di Sant’Agata, si osserva poi la Fenice, simbolo di immortalità. Altre leggende, storie e misteri saranno svelati nel corso di questa entusiasmante passeggiata notturna.

La quota di partecipazione è di € 12 per gli adulti e di € 2 per i bambini dai 12 agli 8 anni. Minori di 8 anni gratis. Numero minimo 15 persone, massimo 40.

INFO: Prenotazioni via WhatsApp al 391/3953279, indicando nome, cognome, numero di persone e recapito telefonico e indicando come oggetto “Catania Misteriosa”.




Teatro, a Milano debutti eccellenti

Di Franca Dell’Arciprete Scotti

La commedia della vanità” del Premio Nobel Elias Canetti sul palcoscenico del Piccolo Teatro Strehler, l’attesissima nuova regia di Emma Dante al Piccolo Teatro Grassi, e le esilaranti gag de “Il Vizietto” in scena al Teatro Nuovo. Ecco i debutti eccellenti della nuova stagione teatrale.

Al Piccolo Teatro Strehler “La Commedia della Vanità”

Il grande autore Premio Nobel Elias Canetti approda al palcoscenico del Piccolo Teatro Strehler, con “La commedia della vanità”, una delle sue opere meno conosciute e più attuali, scritta negli anni ‘30 e rappresentata per la prima volta nel 1965.

In un mondo cupo, un governo totalitario stabilisce “per legge” che la vanità è vietata e ogni strumento atto a tenerla in vita eliminato. Sono banditi tutti gli specchi e i produttori degli stessi messi a morte: ma più che l’autocelebrazione vanitosa, a essere distrutta è l’idea stessa di identità. Infatti la rappresentazione di se stessi è pienamente costitutiva della propria identità.

E allora che cosa succederà in questo mondo in cui l’astinenza da immagine induce al dissolvimento dell’Io? Per paradosso deriverà proprio il bisogno di Io – aprendo la strada a sbandamenti populistici e autoritaristico-dittatoriali. Nella parte finale del dramma vanno in scena individui che, dopo anni di vessazioni e negazioni della rappresentazione, si dedicano all’erezione della statua di un nuovo dittatore.

Il regista Claudio Longhi sottolinea che “È una critica aspra, quella di Canetti, che non può lasciare indifferente il nostro presente, regno assoluto e incondizionato del selfie”Venerdì 17 gennaio, ore 17, al Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2 – M1 Cordusio), la compagnia incontra il pubblico. L’ingresso è gratuito previa prenotazione su www.piccoloteatro.org

INFO

“La commedia della vanità” di Elias Canetti, Piccolo Teatro Strehler, Largo Greppi,1, dal 15 al 26 gennaio

Prima nazionale sul palcoscenico del Piccolo Teatro Grassi per “Misericordia”.

Grande attesa per questa nuova regia di Emma Dante, sempre capace di stupire e far riflettere. Dopo l’esperienza “senza parole” di “Bestie di scena”, spettacolo con il quale è iniziata la collaborazione artistica con il Piccolo, Emma Dante porta nuovamente sulla scena un silenzio, quello delle donne.

«Misericordia racconta una realtà squallida, intrisa di povertà, analfabetismo e provincialismo, esplora l’inferno di un degrado terribile, sempre di più ignorato dalla società».

Per il nuovo spettacolo, coprodotto dal Piccolo Teatro di Milano con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale e Teatro Biondo di Palermo, la regista siciliana torna alla sua lingua, al suo stile, al suo universo emotivo, per raccontare la fragilità delle donne, la loro disperata solitudine.

Il mondo messo in scena è quello di Anna, Nuzza e Bettina, che vivono in un tugurio fatiscente con un ragazzo menomato, Arturo, figlio di un’altra donna che non c’è più, icona di un Pinocchio moderno, figlio di un falegname. Con “misericordia”, le tre donne, nonostante la condizione tremenda di marginalità in cui vivono, scelgono di prendersi cura di questo problematico, non facile da gestire, soprattutto in un tugurio. Durante il giorno, le tre donne lavorano a maglia, confezionano “sciallette”; al tramonto si mettono sulla soglia di casa e offrono ai passanti i loro corpi cadenti.

Anche in Misericordia, come in tutti gli spettacoli della Dante, esiste un grande lavoro sulla lingua e sui linguaggi: qui ce ne sono almeno tre, il siciliano, il pugliese e la danza.Ricorda Emma Dante che la drammaturgia di Misericordia è nata dall’immagine di un ragazzino autistico, che non stava mai fermo, ed era felice.

L’immagine della sua danza, forsennata e allo stesso tempo gioiosa, ha fatto nascere l’idea di una danza della vita e dell’arte. “Mi piacerebbe che il pubblico avesse nello sguardo quella misericordia di cui oggi si ha sempre più bisogno, che assistesse a questa storia con un atteggiamento accogliente.”

Due incontri per approfondire i temi dello spettacolo: il 15 gennaio, con Emma Dante e la scrittrice Elena Stancanelli, il 22 gennaio con La Compagnia. Gli incontri sono alle ore 17, al Chiostro Nina Vinchi di via Rovello 2 e sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito del Piccolo: www.piccoloteatro.org

INFO

“Misericordia” scritto e diretto da Emma Dante, Piccolo Teatro Grassi, Via Rovello 2. Fino al 16 febbraio

La malizia de “Il vizietto” in scena al Teatro Nuovo.

Ancora una volta non deluderà lo spettacolo “Il vizietto” che torna al Teatro Nuovo di Milano da venerdì 24 gennaio a domenica 2 febbraio.

La Cage aux Folles porta in scena la commedia di Jean Poiret messa in scena per la prima volta nel 1973 e poi riportata in edizione memorabile sul grande schermo nel 1978. Spassoso, dal ritmo intenso, senza pause, nelle azioni e nelle battute, Il Vizietto diverte, commuove e sorprende.

Renato e Albin sono una coppia omosessuale che gestisce da vent’anni un locale a Saint-Tropez dove si esibiscono artisti en travesti. Una sera irrompe nella loro casa Laurent, figlio di Renato e frutto della sua unica relazione eterosessuale, che informa il genitore del suo imminente matrimonio con una ragazza, figlia del deputato e segretario di un partito ultra conservatore.

L’incontro tra le due famiglie avverrà in casa di Renato e Albin, con quest’ultimo travestito da donna per fingersi la madre naturale di Laurent. Tra equivoci e doppi sensi, lo sviluppo della trama è davvero esilarante, fino al melodrammatico finale. Lo spettacolo è diretto da Claudio Insegno.

INFO

“Il Vizietto”, Teatro Nuovo, Piazza San Babila, 3, tel 02/794026, www.teatronuovo.it




Isole Marshall, le perle del Pacifico che rischiano di essere inghiottite dall’Oceano

Insieme alle Kiribati, alle Tuvalu e le Maldive, di cui vi abbiamo già parlato, l’arcipelago delle isole Marshall è quello che corre un rischio più immediato a causa dei cambiamenti climatici.

In comune con le altre isole di cui abbiamo scritto hanno la scarsa altitudine, appena 2 metri sul livello del mare, che causa, di anno in anno, la perdita di territorio dovuto al riscaldamento globale e alla conseguente crescita del livello delle acque dell’Oceano. Si parla di un arco di tempo che va dai 10 ai 30 anni, quanto resta per “salvarle”, insieme ai circa 70 mila abitanti, che rischiano di diventare “rifugiati climatici”.

La proposta per non scomparire: “alzare” le isole

L’idea è molto semplice, realizzarla non sarà altrettanto: sollevare fisicamente il terreno delle isole prima che le acque dell’oceano invadano la terraferma e cancellino letteralmente l’arcipelago.

Per questo la presidente delle Isole Marshall, Hilda Heine, ha fondato la Coalition of Atoll Nations against Climate Change cercando il sostegno di altre nazioni geograficamente simili e che corrono gli stessi rischi, come le Tuvalu, le Kiribati e le Maldive, per contare di più a livello internazionale e andare a caccia di idee e progetti che realizzino in concreto il “sollevamento” delle 5 isole e dei 29 atolli.

Bikini, dagli esperimenti nucleari a Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Chi di noi non ha mai indossato un bikini? Ebbene, il nome del celebre “due pezzi” è quello dell’atollo omonimo, appartenente alle isole Marshall. Tuttavia, Bikini è tristemente famoso per essere stato oggetto, tra il 1946 e il 1958, di esperimenti nucleari da parte degli Stati Uniti. Le radiazioni hanno poi reso necessaria l’evacuazione della popolazione negli anni Sessanta.

L’atollo, disabitato e lontano dalle altre isole, è stato posto sotto tutela dall’UNESCO che lo ha incluso nei siti Patrimonio dell’Umanità. Ciò ha fatto in modo che la natura e la straordinaria biodiversità prendesse il sopravvento e regalasse ai visitatori scenari di rara bellezza, impossibili da vedere altrove.

Ecco perché vi consigliamo di visitarle “per una volta”, prima che di questi scenari da cartolina non rimanga solo un ricordo.

Isole Marshall, paradiso della biodiversità

Lo Stato delle Isole Marshall appartiene alla regione oceanica della Micronesia e si compone di 29 atolli e 5 isole. Le isole coralline, invece, sono circa un migliaio e vanno a comporre due gruppi, conosciuti come Ralik, “isole del tramonto” e Ratak, “isole dell’Aurora”.

Le isole sono state intitolate nel 1788 al capitano inglese John Marshall e confinano a sud con le acque territoriali delle isole Kiribati, a sud ovest con quelle degli Stati Federati di Micronesia e a ovest con quelle delle Isole Marianne settentrionali.

La natura delle isole è vulcanica e corallina, ma la maggior parte di esse è di piccole dimensioni, con un territorio “piatto”, letteralmente a pelo d’acqua. Gli scenari sono quelli di un paradiso terrestre, tra lagune, lingue di sabbia, acque cristalline e una vegetazione rigogliose.

Tuttavia, la peculiarità delle Isole Marshall è la suo straordinaria biodiversità. Basti pensare che sugli atolli e nelle acque che li circondano vivono circa 250 varietà di corallo, più di 1000 specie di pesci diverse, oltre 70 specie di uccelli e tutte e cinque le specie di tartarughe esistenti al mondo.

Ecco perché praticare snorkeling e immersioni in questa parte di mondo costituisce un’esperienza unica. Tra i punti più interessanti ci sono l’atollo di Arno e il Clalin Channel, o Shark Alley, a Majuro, per incontrare gli squali e altri affascinanti abitanti del mare.

Majuro, la capitale, e i suoi dintorni

Una vacanza alle Marshall vuol dire un ritorno alla natura primigenia, in scenari tropicali e frammenti di storia che ci rammentano come il passato di queste isole meravigliose e fragili non sia stato sempre facile.

Cominciate la vostra visita da Majuro, la capitale, nonché atollo più popolato, che unisce le comunità di Dalap, Darrit e Uliga, conosciute insieme anche con il nome di Rita.

Majuro è il centro più occidentalizzato, dove si concentrano i centri amministrativi, commerciali e turistici, ma anche le testimonianze più importanti del passato delle Isole Marshall. Tra questa c’è il Capital Building, a Dalap, sede del governo centrale, ospitato in un edificio moderno.

Vale certamente una sosta, invece, l’Alele Museum and Public Library, a Uliga dove si possono conoscere i diversi aspetti della tradizione e della cultura delle isole attraverso esempi dei suoi manufatti più rappresentativi, come le conchiglie, i modellini delle tradizionali imbarcazioni e le antiche mappe nautiche con cui navigatori e pescatori del passato si orientavano nell’immensità dell’Oceano.

Interessante una sosta al Toolbar Copra Processing Plant, uno stabilimento per la lavorazione della copra, la polpa del cocco essiccata da cui si ricava l’olio di cocco, una delle basi dell’economia e dell’alimentazione. E, a proposito di cocco, con il kimei, la sottile membrana ricavata dalla palma, si ottengono pregiati oggetti di artigianato locale, come borse, cestini, decorazioni da muro, rappresentazioni di animali e fiori realizzati attraverso sapienti intrecci.

E sempre il cocco e l’olio da esso ricavato, è anche la base per deliziosi piatti e salse che accompagnano pietanze di pesce fresco, platanos, granchi e crostacei, la base della cucina delle isole.

Da Laura alle isole più piccole

Basta allontanarsi dalla capitale per trovarsi immersi in una natura incontaminata, dove il tempo sembra essersi fermato. Ad appena 40 km da Majuro si trova il centro di Laura, dove la popolazione vive ancora di pesca e allevamento. Qui vale una visita il Peace Park, con un monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale.

Lungo la strada per Laura, fate una sosta nella cittadina di Ajetake, nella parte sud occidentale dell’anello dell’atollo di Majuro. Il centro abitato su sviluppa su un lembo di terra largo appena 10 metri, circondato su un lato da una splendida laguna e dall’altro lambito dalle acque dell’Oceano Pacifico.

Sulla laguna si affaccia anche la meravigliosa Spiaggia delle 17 miglia, che si estende parallela all’unica strada asfaltata di Majuro.

Un’ esperienza assolutamente da vivere è noleggiare una barca con conducente per spostarsi sulle piccole isole dell’atollo. Tra le più interessanti ci sono Kiddenen, Calalin, Eneko, Enemanot, Ejit e Bokiur.

Navigando tra gli atolli (che forse non ci saranno più)

Impossibile visitare tutte le isole e gli atolli delle Marshall. Noi, però, ve ne consigliamo alcuni.

Kiwajalein, per esempio, è l’atollo corallino più grande del mondo con i suoi 17 kmq. Qui potete, tuttavia, fare solo una “toccata e fuga” poiché l’immensa laguna viene utilizzata dal Ministero della Difesa Americano per test balistici sui missili lanciati dalla California. Da qui si può raggiungere la vicina isola di Ebeye Ebeye, dove vive una comunità indigena di 1500 abitanti.

Per chi ama lo snorkeling e le immersioni, invece, un autentico paradiso è l’atollo di Arno, composto da 133 piccole isole. Nella zona di Longar si possono incontrare tonni pinna gialla, marlin, pesce spada e piccoli squali. Inoltre, si può praticare la pesca d’altura. In passato, qui esisteva una singolare “scuola”, dove le ragazze da marito o in procinto di sposarsi andavano a imparare le “arti amatorie”.

Se invece amate andare alla scoperta di relitti, l’isola di Wotje è la più ricca di vestigia della Seconda Guerra Mondiale, tra navi inabissate, bunker e cannoni lasciati sulla terraferma. L’altra caratteristica dell’isola è la sua fertilità, grazie alla particolare terra portata dalle navi giapponesi.

Una natura incontaminata, con da palme da cocco, alberi del pane e pandani e tramonti mozzafiato caratterizza il paesaggio dell’isola di Mejit, dove si trova l’unico lago d’acqua dolce di tutto l’arcipelago, dove è anche possibile fare il bagno. Sulla costa nord occidentale si trova anche la splendida California Beach, lambita da acque basse e cristalline.

COME ARRIVARE

A Majuro si trova l’Amata Kabua International Airport dove arrivano i voli internazionali. Volano alle Marshall le compagnie internazionali Continental (www.continental.com), da Honolulu e Guam, e Japan Airlines (www.jal.com), mentre i voli interni che collegano le isole abitate sono effettuati da Air Marshall Islands (www.airmarshallislands.net/) e Continental Micronesia, con partenza anche dalle Fiji. Dall’Italia è quindi necessario programmare il viaggio tenendo conto di queste tappe intermedie.

DOVE DORMIRE

*Marshall Island Resort***, Mieco Beach Front, Amata Kabua Blvd, Majuro, tel + 692 625 2525, www.marshallislandsresort.net. In ottima posizione centrale, a 20 minuti dall’aeroporto internazionale, si affaccia su una laguna tropicale e consente di raggiungere a piedi negozi e ristoranti. A disposizione ristorante, sala cocktail campi da tennis e piscina di acqua salata.

*Private Island Boutique Resort Bikendrik***, Island Hideway, Majuro, tel +692 455 0787, www.bikendrikisland.com/ . Ecoresort ideale per le coppie. Dispone di poche stanze, affacciate direttamente sul mare, colazione abbondante. Per i romantici.

DOVE MANGIARE

*DAR Coffee Corner, Delap-Uliga-Djarrit, Majuro Atoll, www.infomarshallislands.com/dar-cafe/ . Aperto a colazione, pranzo e cena e molto frequentato dai locali, offre piatti della cucina tipica delle isole, a base di pesce fresco e verdure, tra cui albero del pane e zucca. Dispone di wi fi.

*Chit Chat Restaurant, www.infomarshallislands.com/chit-chat-restaurant/ Per uno spuntino veloce, affacciati su una terrazza con vista sull’oceano. Si può mangiare una pizza o un panino accompagnati da una buona birra. Consigliato per la compagnia.

INFO

www.rmiocit.org




I comuni della Valdichiana “paradiso” del benessere secondo il progetto europeo Eden

I Comuni della Valdichiana Senese si aggiudicano il titolo di “miglior destinazione italiana per il benessere, classificandosi al primo posto del Progetto Eden (European Destinations of Excellence Network) promosso da Mibact-Enit, entrando di diritto nel network delle destinazioni più salutari d’Europa.

Oltre ai Comuni della Valdichiana Senese: Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena e Trequanda, sono stati selezionati per fare parte del network anche l’Alto Reno Terme (BO), Duino Aurisina (TS), Frasassi/Genga (AN), e Manciano (GR).

Il Progetto Eden per promuovere il turismo lento nei piccoli borghi

“Il Progetto Eden è l’esempio del livello di qualità diffusa raggiunto dal turismo italiano e in particolare parliamo dei piccoli centri, i borghi d’Italia, che sempre più puntano sulle esperienze del benessere, sulle attività all’aperto e sull’enogastronomia”, ha detto Lorenza Bonacorsi, sottosegretaria del Ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo nel corso della presentazione a Roma della rete Eden, nel corso della quale sono state selezionate le mete wellness italiane di eccellenza.

Il network ha anche una valenza che va al di là della promozione turistica, come ha sottolineato Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo di Enit. “Il turismo”, ha detto Bastianelli, “è bellezza e anche economia: svilupparlo nei centri minori serve anche a contrastare lo spopolamento e a creare occasioni soprattutto per i giovani. Il progetto crea nuovi flussi turistici e consente di sviluppare le peculiarità di ogni territorio, spingendo ogni dimensione locale a valorizzare le proprie tradizioni mettendole a sistema”.

La soddisfazione dei sindaci della Valdichiana Senese

“La Valdichiana senese è un territorio ricco che offre tantissime opportunità e dal patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico, ambientale ed enogastronomico di grande rilevanza che fa la differenza”, ha commentato con soddisfazioni Michele Angelini, sindaco di Montepulciano, Comune capofila in ambito turistico della Valdichiana.

Soddisfatto anche il primo cittadino di Chianciano Terme, Andrea Marchetti, che ha dichiarato: “Siamo una delle città termali più famose e livello internazionale e con strutture altamente innovative. In più, sul nostro territorio si sviluppano dei percorsi in bicicletta molto belli, e riserviamo una grande attenzione allo sport. Offriamo anche un interessante servizio di bus scoperto che collega Chianciano con Pienza, Montepulciano e Città della Pieve”.

San Casciano dei Bagni”, ha invece sostenuto il sindaco Agnese Carletti, “è un territorio di acque calde, di terme libere e private di altissimo livello. Ed è questo il primo motivo per il quale il turista dovrebbe venire da noi. Ma non abbiamo solo terme, i nostri punti forti sono il paesaggio incontaminato, l’enogastronomia, le tradizioni, e la cultura”.

“Il nostro è un territorio molto rurale, ma anche molto sviluppato per la ricezione turistica”, ha aggiunto infine il sindaco di Trequanda Roberto Machetti, che è anche Presidente dell’Unione Comuni Valdichiana Senese. “Siamo ricchi di sedi storiche come Pienza, Montepulciano, e di benessere come Chianciano e San Casciano, senza dimenticare la nostra importante tradizione enogastronomica”.

E una piccola grande soddisfazione per questo importante riconoscimento alla Valdichiana Senese e alle altre località selezionate per entrare a fare parte del progetto Eden ce la prendiamo anche noi di Weekend Premium, che abbiamo sempre sostenuto l’importanza del turismo “slow”, quello che nasce nei piccoli borghi con una grande storia da raccontare, dove nella tradizione culinaria c’è una sapienza antica, nel rispetto dell’ambiente e nella sostenibilità il rispetto del visitatore stesso. E ve li abbiamo raccontati nei nostri Weekend Green, nei Weekend con Gusto, nei Weekend in Salus…e continueremo a farlo sul sito e sulla rivista.




Trequanda (SI), tra mura antiche, vigneti e sapori toscani con la Peugeot e-208

Inserito tra i borghi Bandiera Arancione” del Touring e nel circuito delle Città dell’Olio”, Trequanda è la meta del nostro weekend con gusto insieme alla nostra compagna di viaggio, la Peugeot e-208, nuova versione 100% elettrica della citycar del Leone. Si tratta di una vettura ideale per l’utilizzo urbano, dal design molto accattivante che permette di muoversi a zero emissioni e nel pieno comfort.

Lasciamo l’auto nel parcheggio e ci incamminiamo a piedi per assaporare passo dopo passo, pietra dopo pietra, questi muri antichi, che trasudano storia e ancora hanno tanto da raccontare.

Trequanda, nel cuore del borgo

Accediamo al centro storico oltrepassando Porta del Sole e arriviamo al cospetto dello splendido Castello Cacciaconti, che spicca per la sua torre in pietra bianca adornata da merlature.

All’interno, custodisce un elegante giardino all’italiana e una bella corte spaziosa. Fa parte del complesso anche la Chiesa della Compagnia dell’Immacolata Concezione.

Oltrepassiamo il torrione del castello e ci troviamo in Piazza Garibaldi, cuore del borgo, sulla quale si affaccia la chiesa dei Santi Pietro e Andrea, in stile romanico. Risale al Duecento e spicca per la sua facciata a scacchi di pietra bianchi e neri. Al suo interno, custodisce le spoglie della beata Bonizzella Cacciaconti, racchiuse in un’urna decorata magistralmente da artisti senesi cinquecenteschi.

Altri tesori che meritano una menzione sono il polittico di Giovanni di Paolo, sull’altare maggiore, una Trasfigurazione del Sodoma e un rilievo in terracotta della Madonna e il Bambino attribuita ad Andrea Sansovino.

Passeggiamo ancora, assaporando le atmosfere e gli scorci offerti dalle viuzze di pietra del borgo medievale e dai panorami che si intravedono dalle porte del Sole e del Leccio. Poco fuori le mura facciamo una sosta alla chiesa della Madonna del Sodo, quattrocentesca, e ammiriamo il suo presbiterio affrescato con un’immagine della Madonna con Bambino.

Poco lontano dal centro si trova la singolare Torre del Molino a Vento, la cui costruzione risale alla fine del Settecento. La sua particolarità è che si tratta di un’antica colombaia e al suo interno possono ancora vedersi gli oltre cinquecento nidi di terracotta disposti a scacchiera che un tempo accoglievano i colombi.

Verso Castelmuzio

Riprendiamo la nostra Peugeot e-208 e ci dirigiamo verso la frazione di Castelmuzio, altro gioiello medievale, il cui nucleo è di origine etrusca, che sorge sul crinale di un colle di tufo, su cui veglia il Monte Lecceto, mentre, ai suoi piedi, si estende la verde vallata della Trove.

Il nucleo medievale è costituito da un castello cinto da mura e bastioni, mentre il borgo è attraversato da un’unica strada, lungo la quale si affacciano suggestive case in pietra, che al tramonto assumono un caldo color miele.

Salendo verso il borgo, prima della porta di accesso, ci soffermiamo davanti al Monumento ai Caduti, di cui fa parte una pietra su cui si dice era solito riposare San Bernardino da Siena.

Arriviamo poi alla piazza centrale, dove si concentrano i monumenti più interessanti. Tra questi c’è Palazzo Fratini, ricavato in una torre, e l’antico Spedale di San Giovanni Battista, che un tempo ospitava orfani, ragazze senza dote e orfani.

Sulla piazza si affaccia anche la sede della Confraternita della SS Trinità e di San Bernardino, un complesso che include anche una farmacia e un ospizio che ospitava i pellegrini che percorrevano l’antica via Francigena, risalente al 1450. Qui si trova un bel Museo di Arte Sacra, dove si trovano reperti di età etrusca e capolavori d’arte della scuola di Duccio da Boninsegna e di quella del Beccafumi.

Uscendo dal paese, sulla strada che porta a Montisi, si trova invece la Pieve di Santo Stefano in Cennano, paleocristiana, costruita su un antico tempio romano.

Petroio e le sue terrecotte

Percorriamo poi la splendida strada panoramica che da Castelmuzio porta a Petroio, che offre una splendida vista su boschi, vigne, campi coltivati e cipressi. In lontananza, si scorgono Montalcino, Pienza e la sagoma del monte Amiata.

Il borgo, di origine etrusca, come suggerisce il nome, è costruito in pietra arenaria che sembra fondersi a spirale con il colle su cui sorge. Ci si arriva percorrendo un’antica strada a spirale, che si inerpica tra vecchie mura, case di pietra, palazzi, chiesette e scale che arrivano fino al punto più alto, rappresentato dall’antica torre medievale.

Salta subito agli occhi la caratteristica del borgo: l’uso decorativo dei suoi originali e preziosi manufatti di terracotta, che vengono prodotti ancora oggi dai suoi abili artigiani. Balconi, comignoli, architravi, grondaie recano tutti figure di animali, vasi, fiori, pigne, orci e richiami alla vita agreste.

L’arte della terracotta, la sua storia e la sua evoluzione, tra sapienza antica e innovazione, si può conoscere visitando il Museo della Terracotta di Petroio, che fa parte del Sistema dei Musei Senesi ed è ospitato presso il Palazzo Pretorio. Proprio l’arte della terracotta, infatti, fa parte della storia del borgo e per secoli ha costituito la principale fonte economica di tutto il paese.

Poco dopo il museo e la fabbrica di terrecotte, incontriamo la chiesa romanica di San Giorgio, che conserva preziose tele del XVII e del XVII secolo.

Tra i monumenti di sicuro interesse, invece, lungo la strada che conduce al centro del borgo, sulla sinistra, ci fermiamo nella piccola Chiesa di Sant’Andrea, sede dell’Antico Spedale. Sulla porta di accesso spicca una croce scolpita dai Templari.

Atmosfere medievali e delizie toscane

Inserite nel circuito delle Città dell’Olio, Trequanda e le sue frazioni si vantano del loro prezioso e unico olio extravergine di oliva, orgoglio della cucina locale, che accompagna i deliziosi piatti della cucina toscana e senese.

Sono piatti dal sapore antico, come il pane senza sale, i pici senesi, da gustare nelle diverse varianti, tra cui con ragù di chianina, cacio e pepe, alle briciole o all’aglione. E poi, ancora, da non perdere, il pecorino da gustare fresco o stagionato, accompagnato con miele, marmellate e mostarde, e il panunto, la tipica bruschetta, ottima con l’olio locale.

E poi gli i salumi di cinta senese, la cacciagione e la carne chianina, da gustare in tutte le stagioni. Il tutto accompagnato dai deliziosi vini, sui quali spicca il Sangiovese che nasce dalle uve nate nei filari delle colline della Val di Chiana.

Per una degustazione dei prodotti tipici della Val di Chiana, potete fare una sosta alla Bottega di Trequanda Valdichiana Eating, in via Taverne, (www.valdichianaeating.it)

COME ARRIVARE

: prendere l’A1 Autostrada del Sole e uscire a Val di Chiana. Imboccare poi la superstrada Perugia-Siena e uscire a Sinalunga. Seguire le indicazioni per Torrita di Siena, poi per Chianciano Terme. All’incrocio con Rigaiolo si trovano le indicazioni per Trequanda.

DOVE DORMIRE

*La Casa dei Fiordalisi, via IV novembre 37, Trequanda (SI), www.ifiordalisi.com. Piccolo borgo antico da sogno che include un corpo centrale e due più piccoli, in grado di ospitare 12 persone tra camere e suites, in un’atmosfera senza tempo.

, Corso Matteotti 4, Trequanda (SI), tel 346/5210115, www.azienda-trequanda.it/ . In un antico palazzo del centro storico, dispone di 19 appartamenti arredati in maniera semplice e funzionale, da 2 a 5 posti letto. Inclusi cucina, TV, wi fi gratuito e biancheria.

DOVE MANGIARE

via Taverne 40, Trequanda (SI), tel 0577/662079, www.contematto.it Locale che offre un menù di piatti tipici toscani e proposte della cucina rinascimentale rivisitate. Il tutto accompagnato dallo squisito olio biolgico dop delle colline di Trequanda e da vini locali. Anche camere.

, Piazza Garibaldi 23, Trequanda (SI), tel 0577/662054, www.facebook.com/CirieraOsteriaCaffe/ Ristorante con menù vegan, ma con sapori in grado di soddisfare tutti i palati.

INFO

www.trequandaproloco.it/

www.comune.trequanda.si.it

COMPAGNA DI VIAGGIO: Peugeot e-208

 Le sue dimensioni permettono una maneggevolezza ottimale nel traffico e la coppia istantanea del motore elettrico permette un buono scatto. La vettura nasce sulla piattaforma modulare di ultima generazione eCMP (Common Modular Platform), definita multienergia, in quanto permette di scegliere la tipologia di alimentazione, sia essa benzina o diesel o interamente elettrica.

Ma a sorprendere di più sono gli interni con una forte vocazione tecnologica, piacevoli e moderni al primo sguardo. Troviamo ovviamente il modernissimo i-cockpit 3d, ubicato dove di solito troviamo il quadro strumenti. Abbiamo a disposizione anche un altro schermo in mezzo alla plancia che ci fornisce informazioni e aggiornamenti sulla batteria e sull’utilizzo dell’energia.

della nuova Peugeot e-208 ci si sente immediatamente a proprio agio. Grazie alla copia istantanea fornitaci dal propulsore elettrico la vettura è molto piacevole da guidare, soprattutto in città, dove si può scattare rapidamente ai semafori. Anche fuori città la guida dinamica di e-208 si può apprezzare grazie al suo baricentro basso e alla risposta rapida delle batterie che permettono di gestire al meglio l’entrata e l’uscita in curva. Lo sterzo, inoltre, risulta molto diretto e morbido. Il bagagliaio ha una capacità di 311 litri.

Il motore elettrico sviluppa una potenza di 100 kW, ovvero 136 CV e una coppia di 260 Nm, disponibili istantaneamente, che rendono la vettura molto scattante e piacevole da guidare. Le batterie che alimentano il propulsore sono al litio e hanno una capacità di 50 kWh, in grado di garantire un’autonomia complessiva di 340 km in WLTP. La ricarica è molto rapida grazie a un innovativo sistema di regolazione termica che garantisce allo stesso tempo una vita più lunga della batteria: si parla, infatti, di 8 anni e 160.000 km.

Tre sono le modalità di guida disponibili su e-208: Eco, Normale e Sport. Quest’ultima si focalizza sulle prestazioni e sul piacere di guida e garantisce una accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 8 secondi. La leva del cambio permette anche la selezione di due differenti modalità di frenata che fungono anche da rigenerazione della batteria.

Nei mesi più freddi come gennaio, Peugeot e-208 vi viene incontro con un sistema di riscaldamento ad alta potenza, alimentato dalla batteria ad alto voltaggio che permette di scaldare la vettura molto velocemente anche in modalità programmata. In questo modo potrete azionarle questo sistema qualche minuto prima di mettervi al volante per andare a lavorare la mattina e godervi a pieno il comfort che questa city car è in grado di fornire.

LA SCHEDA

4.060 mm l x 1.750 mm x 1.430 mm

: 100 kW (136 CV)

260 Nm

: 340 km

: 0-10 km/h 8,1 secondi

da 33.400 euro a 38.200 euro

 




Anno nuovo: nuove forme di hotellerie a Milano

Di Franca Dell’Arciprete Scotti

Dal Magna Pars, il primo Hotel à Parfum del mondo, che amplia le suites, alle Speronari Suites di design nel cuore della città, al nuovo format di hospitality di Altido Galleria. Ecco le novità a Milano di una nuova concezione di ospitalità.

Magna Pars, l’Hotel à Parfum si arricchisce di venti nuove Suites profumate di essenze resinose e aromatiche.

Un nuovo e inimitabile concetto di ospitalità, valore centrale della Famiglia Martone, caratterizza l’ampliamento di Magna Pars, l’Hotel à Parfum, un tempo fabbrica di profumi, aperto nel 2013 in via Forcella a Milano. Connecting Suites, Terrazzi Privati, Private Mansarde, concepite per accogliere chi condivide la stessa idea di viaggio. E da oggi le venti nuove Suites, fedeli al concept originale, che prendono il nome e si ispirano a profumi legnosi, di resine e aromatici. Nuovi tasselli di un mosaico olfattivo ancora in evoluzione.

Tutto ruota attorno all’Open Lobby, uno spazio che si apre e si chiude secondo le stagioni. È il signorile Atrio dell’Hotel dove si respira subito un profumo familiare come in una elegante residenza privata: doghe in legno, bianchi divani di design, poltroncine blu e opere d’arte di famosi maestri e artisti emergenti, preludio alla sempre più vasta Galleria d’Arte Magna Pars.

Lo splendido giardino interno è un polmone verde ricco di piante e arbusti dove si respira, scandita dal susseguirsi delle stagioni, un’atmosfera quasi unica nella metropoli milanese.

La New Library, accesso privilegiato alle nuove venti “aromatiche e resinose” Suites, è un salotto di gusto equilibrato, arredato per accogliere tutti in un’atmosfera ovattata. Una porta in rame, realizzata da Artisti dell’Accademia di Brera, introduce al DA NOI IN, affacciato sul giardino interno, Ristorante con cucina di mare alla sera e Bistrot per il momento del Lunch.

Luogo d’origine e d’arrivo del viaggio nell’Hotel à Parfum, è LabSolue, un Laboratorio Olfattivo dove si creano e si scoprono tutte le note profumate delle Suites a loro dedicate.

INFO: Hotel Magna Pars, via Forcella 6, Milano www.magnapars.it

Speronari Suites: le nuove suite di design nel cuore di Milano

Nel cuore della capitale internazionale del design, a pochi passi dal Duomo, nasce una nuova “design & entertainment destination”: Speronari Suites. In via Speronari 4 la nuova struttura ricettiva è indirizzata ad una clientela italiana e internazionale giovane e raffinata: 22 suites di lusso, arricchite dalla presenza del noto ristorante argentino El Porteño.

Per realizzare un luogo accogliente, dal design sofisticato e contemporaneo, sono stati chiamati lo studio di architettura Angus Fiori Architects e la interior designer Francesca Attolini, mentre Tom Dixon ha scelto alcuni complementi di arredo, accessori di decorazione e di illuminazione. Quindi si sceglie Speronari Suites per alloggiare, gustare il famoso aperitivo milanese, o godere dell’ottima cucina argentina per cui è famoso El Porteño Gourmet.

Perché El Porteño Gourmet sarà sì il bistrot di Speronari Suites, ma anche un luogo giovane e glamour, aggregativo per la città: un punto di incontro fra Milano e il mondo.

INFO: Speronari Suites, Via Speronari 4, Milano, www.speronarisuites.it

Altido Galleria: hospitality innovativa e moderna a due passi dal Duomo

Il primo Smart Boutique ApartHotel in centro con vista privilegiata sulla Galleria Vittorio Emanuele a due passi dal Duomo, una nuova tipologia di ospitalità che permette la riqualificazione di immobili con finalità ricettiva.

Altido Galleria coniuga i comfort di un albergo d’alta gamma con la privacy e la riservatezza di un appartamento. Una soluzione smart e tecnologicamente innovativa, ottenuta attraverso un progetto di riqualificazione di un ex ufficio di 700 mq in una delle zone più prestigiose di Milano.

Standard elevati in termini di design e tecnologia per dodici sistemazioni uniche, di varie metrature, arredate nei minimi dettagli, collegate da corridoi, due aree lounge comuni e una reception a disposizione tutto il giorno. I più esigenti possono soggiornare in due suite di alto livello con vista privilegiata sulla Galleria Vittorio Emanuele e sul Duomo.

Attraverso una tecnologia ed un’App l’ospite può accedere autonomamente ad Altido Galleria, aprendo con il proprio cellulare l’ingresso alla struttura e alla propria camera, e può usufruire di svariati servizi a valore aggiunto come il transfer aeroportuale, cene gourmet, carta di vini e champagne con servizio in camera, la prenotazione di visite in città e sul territorio. Le colazioni e il room service con piatti e vini pregiati sono in collaborazione con lo storico e prestigioso Savini Milano 1867.

INFO: Altido Galleria, via Ugo Foscolo, 8, Milano, www.stayaltido.com




Mostre, aperitivi “storici”, spettacoli e grandi eventi. Ecco dove andare nel weekend

Le feste si sono appena concluse, ma la grande macchina organizzativa che è la nostra bella Italia non si ferma. E nel weekend dell’11 e 12 gennaio sono tanti gli eventi a cui non mancare. Cominciamo dalla cerimonia di inaugurazione per Parma Capitale della Cultura 2020, che apre un anno di manifestazioni nella città emiliana, capitale della Food Valley.

A Genova invece, l’aperitivo si può prendere a bordo di un trenino storico, mentre a Firenze una grande mostra celebra…le scarpe. A Roma, invece, si può assistere con tutta la famiglia a un grande spettacolo inedito, un circo sottacqua! Infine, per chi ama le tradizioni, a Castellana Grotte (BA) si rinnova la festa delle Fanove. Ecco i dettagli!

Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, la cerimonia inaugurale

Prende ufficialmente il via l’anno di Parma Capitale Italiana della cultura 2020. E la città emiliana lo fa con un’inaugurazione lunga tre giorni, da sabato 11 a lunedì 13 gennaio. Una vera e propria cerimonia con un fitto programma di appuntamenti, eventi e mostre.

Si comincia sabato 11 gennaio con la nazione Parma che si riunirà nel centro storico e accoglierà simbolicamente tutte le città d’Italia in una grande parata dedicata alle “Parole della cultura”. Il corteo partirà da Palazzo Ducale accompagnato dai tradizionali saluti del sindaco e con il lancio del jingle realizzato da Raphael Gualazzi appositamente per Parma 2020, e percorrerà via D’Azeglio fino a Piazza Garibaldi. Al termine, videomapping e concerti tra parole, musica e poesia in diversi luoghi della città.

Domenica 12, la giornata sarà dedicata alla letteratura con incontri con gli autori e presentazioni di libri, ma anche iniziative che arriveranno nei luoghi più lontani dal cento, dagli ospedali alle carceri alle piccole frazioni, grazie al progetto Sulla Linea della Cultura: fermate per tutti. Nel pomeriggio, al Teatro Regio, si tiene invece la cerimonia istituzionale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Lunedì 13 gennaio invece, musei e luoghi d’arte si trasformano in palcoscenici per insolite narrazioni grazie al progetto Viaggio nella città d’Oro. Durante la tre giorni inaugurale apriranno anche le mostre “Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo”, “Noi, il Cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile”, e “Parma è la Gazzetta”.

INFO: www.parma2020.it

A Genova l’aperitivo si prende a bordo del Trenino di Casella

Un’occasione imperdibile, sabato 11 gennaio, per un aperitivo decisamente insolito. Si sale infatti a bordo dello storico Trenino Casella, alle ore 17.27, alla stazione di Genova Manin e in un percorso di circa 2 ore, fino alla stazione di Casella e ritorno, si gusta un aperitivo “lento” a base di prodotti e stuzzichini locali, incluso un cocktail alcolico o analcolico tipico, mentre lo sguardo spazia tra panorami mozzafiato, che ogni anno attraggono migliaia di turisti stranieri.

Per salire in carrozza è necessario prenotare e acquistare il proprio biglietto on line sul sito (vedi info) al costo di € 20 a persona + diritti di prevendita. Il ritrovo è previsto 30 minuti prima dell’orario della partenza presso la biglietteria della stazione di Genova Manin.

Le altre date previste in calendario sono: sabato 15 febbraio (ore 17.27), venerdì 28 febbraio (ore 18); venerdì 13 marzo (ore 18), e venerdì 27 marzo (ore 18).

INFO: www.contattogenova.cloud/casella-express.html

Firenze, a Palazzo Pitti la mostra “Ai piedi degli dei”

Non un semplice accessorio, ma un vero e proprio status symbol, al punto da scrivere la storia della moda. Sono le scarpe, celebrate non solo da stilisti e designer, ma ora anche dalla mostra “Ai piedi degli dei” allestita fino al prossimo 19 aprile presso il Museo della Moda e dei Costume a Palazzo Pitti, a Firenze.

Ben 80 gli esemplari in mostra, alcuni provenienti da alcuni musei internazionali, tra cui il Louvre, per “raccontare” la storia della calzatura nel periodo tra il V secolo a. C e il IV d.C grazie agli eccezionali reperti provenienti dal forte romano di Vindolanda, nel nord dell’Inghilterra, ma anche grazie alle rappresentazioni su vasi dipinti, bassorilievi e opere d’arte.

Si potranno così ammirate le caligae romane, e le calzature raffinate delle cortigiane greche, e, ancora quelle tipiche dell’aristocrazia romana o quelle “mitiche” delle divinità.

E siccome anche i divi di Hollywood, in fondo, sono “dei”, ecco allora le scarpe indossate dalle star nei kolossal dedicati al passato, da quelle di Liz Taylor in Cleopatra a quelle Charlton Heston in Ben Hur e di Russel Crowe nel Gladiatore.

L’antico viene poi messo a confronto con il moderno, attraverso esemplari delle creazioni di moda contemporanee, frutto della creatività dei grandi stilisti, da Emilio Pucci a Salvatore Ferragamo, da Yves Saint Laurent a Donna Karan.

La mostra si può visitare dal martedì alla domenica dalle 8.15 alle 18.50. Fino al 29 febbraio, biglietto intero € 10; ridotto € 2 (cittadini UE 18-25 anni). Dal 29 febbraio al 19 aprile biglietto intero € 16; ridotto 18-25 anni € 2.

INFO: www.uffizi.it

A Roma arriva Aqua, il circo subacqueo

Uno spettacolo unico nel suo genere, per grandi e piccini, che sintetizza innovazione, spettacolarità, fantasia e un messaggio ecologista, per imparare a rispettare l’ambiente.

Show Aqua, una grande produzione italo-cubana che, fino al 19 febbraio, fa tappa a Roma Eur, in via Colombo, angolo viale Oceano Pacifico, ed è visto già come la risposta europea al Cirque du Soleil.

Lo show è ambientato nel mondo marino e si svolge, sotto al tendone, in un grandioso acquario circolare dalla capienza di oltre 50 mila litri di acqua. Oltre alla maestria degli artisti, si avvale di una tecnologia d’avanguardia con effetti “mapping” tra giochi di luce, musica dal vivo con una band caraibica che accompagna la voce di una straordinaria cantante.

La trama vede protagonista un giovane turista un po’ spavaldo che arriva ai Caraibi per una vacanza e viene accolto da musica e canti. A un tratto, viene rapito dall’incantevole voce di una sirena che lo porterà negli abissi dove vivrà una serie di avventure e incontrerà le creature magiche del mondo sottomarino. E, tra acrobazie, prove di forza e destrezza, imparerà anche a rispettare l’ambiente che lo circonda.

Vale la pena ricordare che, proprio per rispettare l’ambiente, tutto l’impianto del circo è costituito da una moderna tecnologia che ricicla l’acqua e la depura senza sprecarne una goccia. Gli spettacoli si tengono nei giorni feriali alle 17.30 e alle 21. Nei giorni festivi alle 16, alle 18.30 e alle 21.

INFO: www.aquacirco.com

A Castellana Grotte (BA) per la Festa delle Fanove

Una festa religiosa di grandissima suggestione che si ripete da 328 anni. È quella che si tiene sabato 11 gennaio a Castellana Grotte (BA) in onore di Maria Santissima della Vetrana, patrona della città per ringraziarla per avere liberato la cittadinanza da un’epidemia di peste nel 1631.

Per l’occasione, più di cento Fanove, grandi cataste di legna, vengono accese in ogni angolo della città, dal centro storico alle contrade più periferiche. Alla tradizione religiosa si affianca la rievocazione storica e l’ospitalità pugliese, con un ricco programma di canti, danze e stand gastronomici con specialità locali.

Si comincia sabato 11 gennaio, alle 19, con l’accensione della Fanova in Largo San Francesco, presso il Santuario della Madonna della Vetrana. Il corteo partirà poi dalla prima Fanova e, attraversando la città, accenderà anche tutte le altre.

L’immagine della Madonna della Vetrana sarà accompagnata in processione lungo le vie del paese dalla banda cittadina e da uno spettacolo pirotecnico. La partecipazione è libera e gratuita.

INFO: www.comune.castellanagrotte.ba.it/turismo e www.comitatofestepatronali.it




La Basilica di Sant’Andrea a Vercelli. Primo amore tra romanico e gotico

Di Benedetta Rutigliano

Fu per volere del cardinale italiano Guala Bicchieri che, tra il 1219 e il 1227, venne costruita da un architetto per ora ignoto, forse un monaco cistercense, la Basilica di Sant’Andrea a Vercelli, proprio nel cuore della cittadina.

Quel che è certo e che non tutti sanno di quest’edificio, però, è che rimane un esempio davvero peculiare dell’incontro tra romanico e gotico in nord Italia, e che il cardinale responsabile della sua costruzione chiamò addirittura da Parigi alcuni monaci francesi, tra i primi a importare elementi gotici in Italia.

Allo stile gotico si riconducono, osservando la basilica, l’abside a base rettangolare, il transetto, l’alto tiburio, il coro, gli archi ogivali che separano le tre navate, sostenuti da piloni a fascio.

Legata al romanico lombardo è invece la facciata dell’edificio, dove i colori tenui si contrappongono ai rossi dei due campanili gemelli che la incorniciano, mentre pregevoli sculture di Benedetto Antelami (noto ai più per le opere realizzate per la cattedrale e il battistero di Parma) o di maestri suoi seguaci, la arricchiscono.

Una curiosa asimmetria tuttora misteriosa infrange l’armonia della basilica: la collocazione, accanto alla testata meridionale del transetto e in posizione decisamente sghemba, di una torre campanaria del XV secolo, che per la sua posizione anomala rischiò più volte di essere abbattuta, ma che rende quest’architettura ancor più esemplare e unica.

DOVE MANGIARE

*Ristorantino del Cin Cin, Corso Libertà 97, Vercelli, tel 161/252474, www.ilristorantinodelcincin.it Ottimi vini e cucina creativa con ingredienti stagionali e a km zero.

*Osteria Gaia, via Thaon de Revel 77, Vercelli, tel 0161/214515, www.osteriagaia.com Atmosfera raffinata con i sapori della tradizione .

DOVE DORMIRE

*La Terrazza Vercelli Bed & Charme, via San Paolo 18, Vercelli, tel 347/8559521, www.laterrazzavercelli.it Nel centro storico di Vercelli, un palazzo ottocentesco ospita per chi cerca un ambiente sobrio e accogliente.

*Hotel Ristorante Il Giardinetto***, via Luigi Sereno 3, tel 0161/257230, www.ilgiardinettovercelli.it Relax e buon gusto assicurati all’Hotel Ristorante Il Giardinetto, da trent’anni condotto dalla famiglia Siviero.

INFO

www.altavalsesiavercelli.it

 




Maldive, il paradiso fragile

Le Maldive sono una delle destinazioni “da sogno” preferite dai turisti italiani che ne apprezzano il mare cristallino, gli orizzonti infiniti in cui mare e cielo si fondono, i fondali popolati da coralli e pesci multicolori, l’assoluta pace e tranquillità. Nel 2019 sono stati 130 mila i nostri connazionali che hanno scelto l’arcipelago nell’Oceano Indiano per trascorrervi una vacanza, un + 38% rispetto all’anno precedente, grazie alle tariffe abbordabili e ai collegamenti diretti con l’Italia.

Il turismo, infatti, costituisce il 60% del Pil delle Maldive, un paradiso di 26 atolli nati da 1190 isole coralline, di cui 93 occupate da villaggi turistici e resort, disseminate nell’Oceano Indiano, tra lo Sri Lanka e le Seychelles.

La prestigiosa rivista National Geographic le ha poi inserite nelle 25 migliori destinazioni da non perdere nel 2020. Una menzione non di poco conto, poiché nella lista sono inclusi i luoghi del mondo i cui governi si stanno adoperando per promuovere un turismo più sostenibile tra rispetto della natura, impegno culturale, accessibilità economica e benefici sull’economia e sulla comunità locale.

E le Maldive sono state le prime, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1987, a sostenere la necessità di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Le emergenze: l’innalzamento delle acque…

Il territorio delle Maldive è composto per il 99% da acqua, mentre l’altezza delle terre emerse non supera i 2 metri. L’innalzamento degli oceani dovuto all’aumento delle temperature e al conseguente scioglimento dei ghiacci ai poli mette quindi a serio rischio l’esistenza stessa di queste isole, al punto che potremmo vederle sparire, inghiottite dal mare, tra il 2030 e il 2050.

La conformazione delle Maldive potrebbe farle sparire nel giro di pochi decenni

Il rischio maggiore, che renderebbe le Maldive invivibili, sarebbe “l’invasione” delle acque salate dell’oceano nelle falde acquifere potabili degli atolli. Tuttavia, anche operazioni come la costruzione di barriere e terrapieni artificiali per arginare l’avanzata delle acque, oltre che molto costosi, si sono rivelate rischiose per il delicato equilibrio della flora, della fauna e delle barriere coralline.

…e lo smaltimento dei rifiuti

Un’ altra emergenza è rappresentata dai rifiuti e dal loro smaltimento. Per avere un’idea della portata del problema, basti pensare che i 10 mila turisti che arrivano alle Maldive ogni settimana producono 3,5 kg di rifiuti al giorno, che si sommano a quelli prodotti dai 142 mila abitanti, circa 330 tonnellate di spazzatura al giorno.

Rifiuti galleggiante sull’isola discarica di Thilafushi

Questo enorme quantitativo, che negli ultimi decenni comprende anche materiale molto inquinante, composto dai rifiuti tecnologici, confluisce sull’isola di Thilafushi, di fatto una grande discarica galleggiante istituita dal governo maldiviano nel 1991, a soli 8 km dalla capitale Malé.

L’isola di Thilafushi adibita a discarica

Lunga 7 km e larga 200 metri, Thilafushi si estende per circa 50 ettari, ma cresce di anno in anno proprio alimentata dai rifiuti. E il rischio è che l’innalzamento delle acque finisca per “portare via” i rifiuti più vicino alla costa, con conseguente contaminazione delle acque e di agenti inquinanti nella catena alimentare del delicato ecosistema della barriera corallina.

Un bambino maldiviano cerca materiale riciclabile tra i rifiuti galleggianti

Le soluzioni: barriere naturali, educazione ambientale e coinvolgimento della popolazione locale

Per arginare l’innalzamento delle acque è sceso in campo anche il MIT (Massachusetts Institute of Tecnhology) di Boston che, insieme a Invena, l’organizzazione maldiviana per la tutela delle isole, ha progettato un sistema di strutture subacquee naturali per creare una barriera in punti strategici.

Il progetto del MIT per creare barriere naturali

Le strutture, posizionate in punti strategici e adattabili ai cambiamenti stagionali e alla direzione delle tempeste, sfruttano il movimento delle onde per accumulare sabbia drenandola dal fondo marino e di fatto ricostruire le coste “mangiate” dalle acque. Nei mesi scorsi è stato posizionato il primo avamposto sperimentale e, se i risultati saranno quelli attesi, si potrà estendere il progetto alle altre isole del mondo minacciate dall’innalzamento del livello del mare.

Gli studiosi del MIT posizionano una barriera mobile

Sul fronte dei rifiuti, invece, si sta mettendo in atto una vera e propria campagna di educazione ambientale che coinvolge le scuole, la popolazione locale, gli operatori turistici e gli stessi ospiti. Tra le azioni del governo anche l’obiettivo “plastic free” entro il 2025, una sempre minore dipendenza dal carbon fossile per ridurre le emissioni inquinanti, il potenziamento della raccolta differenziata e accordi con l’India per il trasposto di una parte di rifiuti da smaltire in cambio di accordi commerciali.

Turisti e maldiviani impegnati nel recupero dei rifiuti sulle spiagge

Infine, un altro aspetto non meno importante, è quello che, negli ultimi dieci anni, ha visto coinvolgere nel sistema turistico la comunità locale, con l’apertura di circa 500 guest house gestite da maldiviani. Questo consente non solo una maggiore ricaduta economica sulla popolazione, ma anche la possibilità, per i visitatori, di conoscere e “vivere” le isole in maniera più autentica, nell’’ottica del rispetto e della conoscenza reciproca.

Campagna di educazione ambientale in una scuola

Alla luce di quanto scritto, quindi, se non ci siete ancora stati, o desiderate ritornare alle Maldive, vi invitiamo a visitarle in maniera consapevole, augurandoci che tutto quanto si sta mettendo in atto per proteggerle serva per preservarle dai cambiamenti climatici e dalla mano dell’uomo.

Malè, una metropoli nell’Oceano

Tutti i voli internazionali atterrano a Malè, la capitale delle Maldive. Vi consigliamo di fermarvi qualche giorno prima di raggiungere la vostra destinazione finale, per ammirare questa metropoli ricca di contrasti.

Veduta aerea di Malé, la capitale delle Maldive occupa un’intera isola

Malè, infatti, è l’unica capitale al mondo ad occupare un’intera isola. La visuale che offre a chi arriva qui, via mare o in aereo, è quella di una moderna metropoli, in cui vivono circa 80.000 persone. Il panorama eterogeneo si compone di decine di palazzi a più piani e dai vivaci colori pastello, che contrastano con le costruzioni bianche e grigie dei palazzi governativi che si affacciano sul lungomare.

Grattacieli e case galleggianti a Malé

La città è divisa in quattro quartieri: la zona dei palazzi amministrativi e governativi (Henveiru), la zona residenziale (Galolhu),la zona centrale in cui si concentrano i negozi (Machangolhi) e la zona del porto e dei cantieri navali (Maafannu). Tutte le strade, dalle più grandi, chiamate magu, alle secondarie, higun, fino ai vicoli, gohali sono pavimentate con mattonelle di pietra grigia.

Una strada della capitale maldiviana

La Boduthakurufannu Magu è la strada che costeggia l’isola sul lato di nord-est e separa il porto in cui approdano i dhoni dai palazzi governativi, dalle banche e dai ministeri. Costeggia la Jumhooree Maidan, la piazza più grande della città; poco distante, si possono vedere i dhoni da pesca allineati ed i banchetti del mercato del pesce. La strada è affollata di commercianti ed acquirenti, che fanno la spola tra i depositi ed il mercato.

Mercato del pesce a Malé

Accanto al mercato del pesce si può passeggiare tra le bancarelle di un curioso mercato degli oggetti usati e del mercato ortofrutticolo, sulle quali si possono trovare succosi frutti esotici, polpose banane e saporite papaye. Insieme alla frutta sui banchi si trovano anche le spezie per insaporire i cibi, inclusi gli ingredienti per il caratteristico “chewingum” maldiviano: foglie verdi, fettine di noce moscata, tabacco, chiodi di garofano e calce di corallo.

Uno dei tanti mercati locali a Malé

Parallela a Boduthakurufannu Magu, Medhuziyaarai Magu è la strada che offre le più importanti testimonianze storiche. Tra queste, la Grande Moschea del Venerdì, in grado di ospitare, sotto alla sua cupola dorata, oltre 5000 fedeli in preghiera. Il minareto sovrasta il Centro Islamico, inaugurato nel 1984 e costruito per diffondere la cultura musulmana.

Il Centro Islamico di Malé con il minareto

Poco distante, Sultan Park è un piccolo giardino ben curato, residuo di un ben più grande e rigoglioso giardino del sultano, su cui si affaccia il Museo Nazionale. L’antica moschea di Hukuru Miskiiy, che si incontra proseguendo verso est, è costruita con blocchi di corallo e racchiude importanti testimonianze della conversione delle Maldive all’Islam.

L’antica moschea di Hukuru Miskiiy

Accanto alla moschea spicca un piccolo minareto dalle vivaci decorazioni blu e verdi e l’antico palazzo del sultano, il Muleeaage, sede, fino al 2001, degli uffici presidenziali.

Il Muleeaage, l’antico palazzo del sultano

Destinazione…Dhigufinolhu

Qualunque sia l’isola in cui trascorrerete le vostre vacanze, in un resort o in un a guest house, vi invitiamo a tenere sempre in mente la fragilità di questi meravigliosi paesaggi. Ogni piccolo gesto, infatti, può fare la differenza.

Noi abbiamo scelto Dhigufinolhu nell’atollo di Malè Sud, raggiungibile dalla capitale in 45 minuti di aliscafo. Dhigufinolhu è una lingua di sabbia al centro di una laguna. La sua conformazione naturale la rende un luogo ideale per una vacanza rilassante e sportiva al tempo stesso.

Qui basta una maschera ed un paio di pinne per immergersi nell’affascinante natura del reef che offre anche ai meno esperti la visione sublime di pareti di corallo alte decine di metri, in cui dimorano migliaia di esseri viventi, dalle tartarughe alle mante, dalle murene ai piccoli squali.

A pelo d’acqua, i coloratissimi pesci angelo, i pesci farfalla, i pesci chirurgo ed i peschi balestra sono incuriositi dalla presenza umana e si avvicinano senza timore. Il tutto in una caleidoscopica cornice di gorgonie, coralli e spugne.

Da Bodu Huraa a Veligandu

Una bella escursione è quella alla vicina isola di Bodu Huraa, collegata a Dhigufinolhu da pontili sospesi a pelo d’acqua. Passeggiare sospesi tra due tonalità di azzurro, quella cristallina e trasparente del mare e quella intensa del cielo privo di nuvole, trasmette la sensazione di essere sospesi in una dimensione senza spazio e senza tempo.

Compagni irresistibili del soggiorno a Budu Huraa i delfini sono soliti accompagnare le giornate dei villeggianti affiancando i dhoni, le caratteristiche imbarcazione locali, che trasportano i sub nei punti di immersione. I loro spruzzi giocosi allietano il paesaggio dell’orizzonte, mentre i loro inconfondibili fischi di richiamo si possono udire anche sott’acqua.

Da Bodu Huraa si può poi raggiungere Veligandu Huraa, un piccolo gioiello situata al centro delle altre due isole. Il suo nome, in lingua dhivehi, significa “striscia di sabbia”, un appellativo che ben caratterizza le sue dimensioni ridotte e le sue spiagge bianche e preziose, circondate da una vegetazione lussureggiante.

Oltre allo splendido mare e alle spiagge bianchissime, al centro dell’isola, a pochi passi dalla spiaggia, si può vedere una piccola moschea, fulcro religioso dei locali.

Viaggiatori indipendenti, istruzioni per l’uso

Di solito chi si reca alle Maldive prenota un soggiorno all inclusive. I viaggiatori indipendenti o chi desidera visitare autonomamente le isole può incontrare qualche difficoltà legata ai trasporti oppure ai permessi.

Le isole abitate dalla popolazione maldiviana infatti sono nettamente distinte dagli atolli a esclusivo uso turistico. Ai turisti è permesso sbarcare su un’isola abitata da maldiviani solo dopo aver richiesto un permesso al Ministero dell’amministrazione degli Atolli e dopo il nulla osta del Bodu Katibu, il capo villaggio nominato dal governo, o, in sua assenza, del suo vice, il Kuda Katibu.

In ogni caso, è necessario essere sempre accompagnati da una guida del posto e rispettare le tradizioni religiose, tra cui il divieto di consumare alcool o carne di maiale e di indossare bikini solo in barca o sulle spiagge isolate.

Da Holhudhoo a Fehendhoo

L’opportunità di visitare un villaggio maldiviano è data proprio dall’apertura delle guest house gestite da locali. Tra queste c’è l’Ocean Village, una delle prime, che si trova sull’isola di Holhudhoo, nell’atollo settentrionale di Noonu.

L’isola è abitata da circa 2000 maldiviani ed è possibile ammirare le case dei locali dai colori pastello, sulle quali spicca il minareto turchese della moschea e un piccolo supermercato che vende prodotti locali. Ai lati delle strade, al posto delle panchine, ci sono invece le joali fathi, poltrone-amache da cui godere della vista dell’oceano.

Un’altra bella meta, o escursione, è quella all’isola di Fehendhoo, sull’atollo di Baa, che si raggiunge in un paio di ore di traghetto da Malé. L’isola è inclusa nella Riserva della Biosfera UNESCO ed è un paradiso per gli amanti di snorkeling e immersioni per la sua ricca biodiversità.

Lungo la barriera corallina, infatti, c’è uno dei manta point più rinomati per l’osservazione delle mante, ma anche di squali balena.

Qui si trova la guest house White Lagoon le cui sistemazioni possono sembrare piuttosto spartane rispetto al lusso dei grandi resort, ma la possibilità di socializzare con i maldiviani e, magari, osservare i pescatori che tirano a riva le loro reti o giocano a dadi al tramonto è impagabile.

Ogni isola, poi, è dotata di un approdo per i dhoni, le caratteristiche imbarcazioni maldiviane, piccoli cantieri per la loro costruzione e tettoie dove lavorare il pesce appena pescato.

COME ARRIVARE

Non è difficile trovare un volo diretto tra l’Italia e le Maldive, anche attraverso portali come edreams e skyscanner che mettono a confronto le varie compagnie e tariffe. Per esempio, volano da Roma e Milano a Malé Alitalia (www.alitalia.com), Air Italy (www.airitaly.com), Neos (www.neosair.com).

DOVE DORMIRE

*Anantara Dhigu Maldives Resort*****, Dhigufinolhu (Dhigu Island), Maldive, tel + 960 664 4111, www.anantara.com/en/dhigu-maldives. Il resort è circondato da lingue di sabbia bianchissima ed è collegato da ponteggi ai villaggi di Bodu Huraa e Veligandhu Huraa. Ottima cucina internazionale con servizio a buffet.

*Ocean village Maldives Holhudhoo, Boduthakurufaanu Magu, Holhudhoo, Maldive, tel + 960 999 6892, www.oceanvillagemaldives.com Bella e moderna guest house su un’isola privata, circondata da acque cristalline e foresta rigogliosa. Ottimo punto di osservazione di mante e delfini.

*White Lagoon, Miskithdhoshuge Mai Magu Fehendhoo, Baa Atoll, tel +960 777 6893, www.whitelagoonmaldives.com. Bella guest house arredata in modo semplice, a pochi passi dalla spiaggia con possibilità di escursioni e attività sportive.

DOVE MANGIARE

*Sea House Café, Dhathuruvehi 3, Boduthakurufaanu Magu, Malé, tel + 960 333 2957, www.seahousemaldives.com. Nelle vicinanze dell’aeroporto, è aperto 24 h su 24 per colazioni, pranzi, cene e spuntini. Con formula a buffet, cibo di qualità a buon prezzo.

*Thai Wok Restaurant, Ameer Ahmed Magu, Malè, tel. +960 310 007, www.facebook.com/ThaiWokRestuarants/ . Ristorante thailandese tra i migliori della capitale. Da provare la zuppa Tom Yum, l’insalata di papaya, il mango con riso e il kangkung di manzo.

INFO

www.visitmaldives.com




Premilcuore (FC), il borgo nel parco

C’è il bosco, il castello, corsi d’acqua argentina e antichi mulini. Premilcuore, in provincia di Forlì-Cesena ha tutti gli ingredienti di un paesaggio da fiaba. Il borgo medievale sorge nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, abbracciato dalle colline dell’Appennino Tosco Romagnolo, a 458 metri di altezza, e oltre al clima salubre, regala colori che mutano a seconda delle stagioni, scorci che si dipingono tra mura medievali, vicoli, piazzette con sfondi naturali tra il verde del parco e l’azzurro del cielo e delle sue acque.

Tra i borghi “Bandiera Arancione”, Premilcuore è il “borgo green” che abbiamo scelto questa settimana.

Premilcuore tra storia e leggenda

Secondo una leggenda, a fondare Premilcuore sarebbe stato un centurione romano in fuga perché accusato di aver ordito una sommossa contro l’imperatore Caracalla.

Se le origini del borgo sono nebulose, di certo si sa che dai primi anni del 1200 Premilcuore venne governato dalla famiglia Guidi, conti di Modigliana, e fino al 1300, quando divenne parte dei territori dello Stato della Chiesa che lo concesse in feudo ad Amerigo Manfredi da Marradi. Sconfitto da Firenze nel 1375, cedette il borgo ai toscani, che lo tennero fino al 1923, quando passò al territorio forlivese.

Torri e palazzi nobiliari del centro storico

Cominciate la visita al centro storico dalla centrale Piazza dei Caduti, un tempo sede di fiere e del mercato. La piazza in origine sorgeva all’esterno del castello medievale e solo dal tardo Cinquecento venne valorizzata con la costruzione di una loggia come riparo in caso di maltempo.

Sotto di essa venne posta un’immagine della Vergine. Venne ristrutturata anche la chiesa di San Rocco, che si affaccia sulla piazza, attuale sede del Municipio, e aggiunto l’orologio alla Torre, simbolo del paese. Di epoca medievale, fungeva da entrata al castello. Alta 21 metri, ha una pianta quadrangolare e appoggia direttamente sulla roccia.

Tantissimi i palazzi d’epoca di pregio. Come Palazzo Giannelli, in Piazza Caduti, composto tra quattro unità accorpate. Pregevoli i soffitti decorati al piano nobile e una delle salette al piano terra con cartigli raffiguranti le allegorie dei quattro Elementi.

Scorcio di Palazzo Giannelli

Sopra la Loggia all’angolo della Piazza si trova invece Casa Fabbri Maglioni Leotta del 1775, un tempo sede di un’osteria. In via Canova si trova invece Casa Guidi, un edificio a quattro piani con decorazioni in pietra arenaria.

Particolare delle finestre di Casa Guidi

Sulla piccola e pittoresca Piazza Ricci si affaccia invece Palazzo Bricolani Bandini, dall’aspetto monumentale grazie ai due portali identici e le finestre a inferriata. Su un arco della parte più antica del palazzo è presente un’iscrizione che ricorda la contessa Lucia Bernardini, sposa in seconde nozze di Giulio Cesare de’ Medici, appartenente a un ramo cadetto della nobile famiglia fiorentina.

Piazza Ricci in notturna

Da Piazza Ricci potete poi percorrere via Rabbi e attraversare il ponte di legno sul fiume per raggiungere il Parco della Rocchetta.

Passeggiando tra antichi mulini

Una bella escursione nella natura è quella che porta al Mulino Mengozzi, in località Fiumicello, ad alcuni chilometri da Premilcuore. Abbandonato nel 1963, è stato ristrutturato ed ha ripreso a funzionare nel 1993.

La splendida natura attorno all’antico Mulino Mengozzi

Disposto su tre piani, custodisce al piano interrato la turbina mossa dal flusso dell’acqua del torrente e, al piano superiore, due macine di pietra di notevoli dimensioni. Il mulino è celebre per la qualità della sua farina di castagne con cui si cucina il castagnaccio, tipico dolce della cucina romagnola, ma anche tagliatelle di castagne da gustare con i funghi porcini o tartufo.

Percorrendo la SP 3 rabbi in direzione di Firenze, dopo circa 6 km di arriva al Mulino di Castel dell’Alpe, il cui primo nucleo risale al 1583. Attivo fino al 1960 è stato ristrutturato dalla famiglia Biondi negli anni Novanta e riportato al suo antico splendore.

Premilcuore e il suo cuore verde, Patrimonio UNESCO

Premilcuore e il suo territorio fanno parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che comprende la Foresta della Lama e la Riserva Naturale integrale di Sasso Fratino, un vero e proprio santuario naturale dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 2017.

I colori autunnali nella Foresta della Lama

Il parco è stato istituito nel 1989 e si estende su 36 mila ettari a cavallo dell’Appennino romagnolo, tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Qui natura e mano dell’uomo si fondono in un paesaggio armonico.

Tra borghi e antiche pievi, infatti, si possono incontrare cinghiali, caprioli, daini, cervi, mufloni e, con un po’ di fortuna, anche lo schivo lupo dell’Appennino settentrionale. In tutte le stagioni potete camminare lungo i sentieri segnati e attraversare boschi rigogliosi, torrenti, fiumi, assaporando il silenzio.

Prima di organizzare un’escursione nel parco, però, potete fare una sosta insieme ai vostri bambini presso il Museo e Centro Visita del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, in via Roma 38, a Premilcuore, dove ha sede anche il Museo della Fauna e dei Sensi.

Qui potete seguire diversi percorsi interattivi per conoscere la fauna del parco, le radure e i corsi d’acqua, tra esperienze didattiche e multisensoriali, diorami, plastici ed esperienze di educazione ambientale.

La Grotta Urlante e la Cascata della Sega

A 3 km da Premilcuore, in località Giumella, si trova una delle cascate più belle della zona la Grotta Urlante. Da Premilcuore seguite la strada che porta a Firenze fino a Giumella, lasciate l’auto poco prima del cartello e proseguite a piedi lungo il sentiero che porta al Ponte Nuovo, un manufatto in pietra sul fiume Rabbi.

Il Ponte Nuovo che attraversa il fiume Rabbi

Poco prima del ponte prendete a sinistra, seguite il corso del fiume fino al cospetto della Grotta Urlante, che si compone di un “salto” di 16 metri con il quale le acque del fiume precipitano in una gola e formano un gorgo, riversandosi poi in tre pozze di acqua cristallina, due nella gola e una appena fuori.

Il nome della cascata deriva dal fatto che il rumore dell’acqua prima riecheggia tra le pareti rocciose in un mormorio sommesso per poi diventare un vero e proprio rombo che si disperde lungo la gola.

Il doppio salto della Cascata della Sega

Discendendo il Rabbi verso Premilcuore, dopo circa un km si arriva alla bella Cascata della Sega e a una cascata più piccola, ma ugualmente pittoresca, chiamata La Seghina.

Gustare Premilcuore

Infine, prima di lasciare Premilcuore, non mancate di gustare le specialità romagnole. Tra queste il raviggiolo, un formaggio delicato inserito da Pellegrino Artusi nel ripieno dei cappelletti. Assaggiate anche i tipici Tortelli alla lastra, celebrati da una sagra il 14 e il 15 agosto.

Tortelli alla lastra

E poi, ancora, salumi, formaggi, selvaggina e carne alla griglia, funghi e tartufi, ma anche, in autunno, prodotti a base di castagne, tra cui il tipico dolce castagnaccio, tagliatelle e passatelli con sughi di funghi, tartufi, ragù o selvaggina.

COME ARRIVARE

In auto: da Nord, A14 Adriatica in direzione Ancona, uscite al casello di Faenza, poi proseguire per Faenza sulla SS9. In prossimità di Castrocaro Terme svoltare sulla SS67, attraversare Rocca San Casciano e continuare sulla SP 23 in direzione di Premilcuore. Da Sud: A14 Adriatica in direzione Bologna, uscire a Forlì, poi prendere la SS67 in direzione Firenze, proseguire per Castrocaro Terme, Rocca San Casciano, continuare sulla SP 23 verso Premilcuore.

DOVE DORMIRE

*La Rocchetta, via Pieve 1, Premilcuore (FC), tel 0543/956959, www.larocchettapremilcuore.it Albergo, ristorante e pizzeria a gestione familiare con menù di cucina tipica romagnola. Dispone di 13 stanze e vista sul parco e sulle cascate.

*Agriturismo Ridolla, via Fiorentina 1, Premilcuore (FC), tel 0543/956601, www.ridolla.com Splendida struttura immersa nel verde che offre diverse soluzioni di alloggio, tra case antiche in pietra, chalet in legno nel villaggio turistico, area camper con servizio bar e piscina e campeggio.

DOVE MANGIARE

*Il Granaio, Piazza Ricci 7, Premilcuore (FC), tel 331/5651407, www.facebook.com/pizzeriailgranaio/ Locale a gestione familiare che offre ottime colazioni, primi e secondi della tradizione romagnola e pizze cotte con forno a legna.

*Trattoria del Cervo, via Montalto 124, S. Agata in Montalto, tel 0543/956941, www.trattoriadelcervo.com Il menù propone primi piatti di pasta fatta a mano, tra cui tortelli di ricotta ed erbe, passatelli, tagliatelle al ragù o ai funghi. Tra i secondi selvaggina, arrosti, grigliate e zuppe per vegetariani. Non mancano salumi e formaggi locali, funghi e tartufi.

INFO

www.turismopremilcuore.it

www.parcoforestecasentinesi.it




È il weekend dell’Epifania! Ecco tre eventi e tre ricette per festeggiare insieme la Befana

Se l’Epifania “tutte le feste si porta via”, consoliamoci pensando che quello del 6 gennaio sarà “ponte” di cui approfittare per regalarsi un altro weekend lungo, magari partecipando a una delle tante manifestazioni che, da Nord a Sud, celebrano la “Befana”, la vecchina tanto amata dai bambini. Tuttavia, al periodo che ruota attorno al 6 gennaio, ci sono tante feste la cui origine si perde nella notte dei tempi, suggestive e uniche. Noi ne abbiamo scelte tre, e, per ognuna, vi lasciamo una ricetta tipica della zona.

Bellano (LC) festeggia con la Pesa Vegia

Una festa tra sacro e profano che si ripete da ben 400 anni, il 5 di gennaio. È la Pesa Vegia, un grande evento che si svolge a Bellano (LC) tra ambientazioni suggestive, ricche scenografie, meravigliosi costumi e oltre 200 figuranti.

Le sue origini risalirebbero al 1605, quando, sotto la dominazione spagnola, il Governatore Pedro Acevedo, Conte di Fuentes, con una grida annullava un suo precedente provvedimento e, di fatto, ripristinava le vecchie unità di misura (da qui il nome Pesa Vegia!), evento che venne visto come una sciagura da parte dei commercianti di Bellano, che avevano deciso, durante una concitata riunione in municipio, di fare appello al Governatore affinché ritirasse il provvedimento.

Una delegazione venne quindi mandata al Conte di Fuentes. Nell’attesa, i bellanesi si erano radunati sin dal primo pomeriggio sulla spiaggia al di là del fiume Pioverna, che attendevano il ritorno dell’imbarcazione con la risposta. Il sit-in durò fino a notte inoltrata, con le persone sedute attorno a grandi falò.

A un tratto, una gondola con a bordo gli emissari del Governatore spuntò all’orizzonte. In coro, i bellanesi domandarono allora “Pesa vegia o pesa nova?”. “Pesa vegia!” fu la risposta. Il Governatore aveva accolto la loro richiesta. Per la felicità, visto che era il 5 gennaio, giorno prima dell’Epifania, tutto il paese accorse al molo per accogliere i messi spagnoli, venne inscenata la rappresentazione dei Re Magi e un corteo sfilò per le vie del borgo, con tappe per mangiare e bere nelle taverne fino al mattino.

Da allora, la tradizione si rinnova ogni anno. Si comincia alle ore 11 con l’apertura dell’Orrido, mentre, dalle 12, i ristoranti bellanesi offriranno menù tipici. Dalle 14, apriranno gli stand dei mercatini, l’Oasi dei Re Magi al Lido, mentre dalle 16, si potranno visitare il Presepe Vivente presso l’Eliporto, il Castello di Re Erode (presso l’ex cotonificio), la Corte del Podestà a San Nicolao, e prendere parte al Consiglio Comunale Storico presso la Sala Consiliare del Municipio.

Dalle 18 entrerà in funzione la navetta. Alle 21.30, traino delle pese per le vie della città, alle 22 è invece previsto l’arrivo al molo del Podestà e della Gondola dei Messi. Alle 22.30, lettura dell’Ordinanza dal balcone del Municipio con spettacolo di fuochi d’artificio. Gran finale, alle 23 con il corteo dei Magi su tre splendidi cammelli e accensione dei falò sul molo.

INFO: www.turismobellano.com e www.comune.bellano.lc.it

LA RICETTA: MIASCIA

Si tratta di un dolce povero tipico della zona del lago di Como, a base di frutta secca o fresca e poco zucchero. In passato si preparava in occasione di feste, ricorrenze o per ospiti di riguardo. Perché non provarla in occasione dell’Epifania?

Ingredienti

  • 500 gr di pane raffermo
  • ½ litro di latte
  • 2 uova
  • 3 amaretti
  • 1 mela e 1 pera
  • 20 gr di pinoli
  • 50 gr di uvetta
  • 1 bicchierino di liquore
  • 30 gr di burro
  • 1 cucchiaio di farina
  • 50 gr di cioccolato fondente
  • 75 gr di zucchero

Tagliate il pane raffermo a fette e irroratelo con il latte in una zuppiera, facendolo riposare per circa due ore. Quando sarà ben morbido preparate un impasto con il pane, le uova, l’uvetta, i pinoli, la mela e la pera tagliate a fettine sottili, lo zucchero, gli amaretti sbriciolati e il liquore. Lavorate bene il tutto con un cucchiaio, poi versate il composto in una tortiera imburrata e infarinata. Spolverate con lo zucchero e il cioccolato a scaglie e guarnite con qualche ricciolo di burro a fiocchi. Infornate a 200°C per 15 minuti, poi proseguite la cottura a 150°C per altri 15. Sfornate e servite tiepida.

Urbania (PU), la “Capitale della Befana”

Si dice che Urbania, in provincia di Pesaro Urbino, nelle Marche, sia il luogo dove la Befana risieda tutto l’anno per riposarsi dalle fatiche della notte tra il 5 e il 6 gennaio. Qui, infatti, per 365 giorni si può visitare la Casa della Befana, che conserva al suo interno giochi d’epoca, il calderone dove la vecchina prepara le sue pozioni, l’Ufficio Postale dove riceve le lettere da tutti i bambini del mondo e dove è possibile consegnare la propria.

Ma è dal 4 al 6 gennaio, che Urbania diventa la “Capitale della Befana” con una grande festa a cui partecipano visitatori provenienti da tutta Italia e non solo. Arrivata alla sua 23° edizione, la Festa della Befana di Urbania quest’anno presenta tante novità e graditi ritorni.

Per l’occasione, il centro storico della città si anima con migliaia di calze e centinaia di figuranti vestiti da Befana. Ricchissimo il calendario degli appuntamenti. Non può mancare la tradizionale sfilata della Calza più lunga del Mondo, (tutti e tre i giorni alle 17) accompagnata da parate luminose e sui trampoli.

Altro appuntamento imperdibile (tutti i giorni della festa alle 18) è la calata della Befana dalla Torre Campanaria del Palazzo Comunale. Un “volo” da 36 metri che sarà accompagnato da lancio di caramelle e dolci e, novità, da uno spettacolo di luci, musica ed effetti speciali.

Tra gli eventi in calendario, ben dieci laboratori creativi, che si alterneranno nei tre giorni della festa per imparare a costruire la propria Befana di cartapesta, lavorare la ceramica, camminare sui trampoli, ma anche costruire la propria scopa portafortuna e molto altro.

Tutti i giorni, dalle 10 alle 12, si potrà poi visitare il Palazzo Ducale di Urbania accompagnati da una guida d’eccezione, il grande architetto del Rinascimento Donato Bramante (ingresso € 5). Inoltre, si potrà partecipare alle attività del Paese dei Balocchi, costruire sculture con i mattoncini Lego presso lo spazio MarcheBrick o scattarsi selfie divertenti nel Photobox della Befana.

Tra gli eventi clou, il 4 gennaio, alle 14.30, si comincia con il Palio delle Befana con giochi tradizionali tra i rioni. Il 6 gennaio, alle 15.30, in piazza Duomo, si tiene la divertente Battaglia dei Cuscini.

INFO: www.festadellabefana.it

LA RICETTA: IL CROSTOLO DI URBANIA

Una ricetta semplice, tipica dei paesi della Valle del Metauro, inclusa nell’abbondante “colazione della Befana” della mattina del 6 gennaio, accompagnato da salumi e formaggi locali. Esiste anche una versione a base di polenta. Qui riportiamo la ricetta tradizionale. Il crostolo ricorda un po’ come aspetto la piadina romagnola.

Ingredienti per 4 persone

  • 800 gr di farina
  • 4 uova
  • 100 gr di strutto
  • ¼ di litro di latte
  • Sale e pepe q.b.

Mettete la farina su una spianatoia e disponetela “a fontana”. Rompetevi al centro le uova intere e aggiungete anche lo strutto dopo averlo fatto ammorbidire a temperatura ambiente. Unite anche un pizzico di sale e di pepe. Versate il latte e amalgamate il tutto prima con una forchetta, poi impastando con le mani fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo. Lasciatelo riposare in una terrina, coperto da uno strofinaccio, per almeno un’ora.

Riprendete l’impasto e tagliatelo in due o tre pezzi. Da ognuno ricavate una sfoglia sottile. Ungete la superficie di ogni sfoglia con lo strutto morbido. Disponete le sfoglie su una tovaglia infarinata e coperti da un canovaccio. Staccateli e ungete con lo strutto anche l’altro lato. Passate poi i crostoli per qualche minuto su una griglia rovente. Quando assumeranno un colorito dorato saranno pronti da gustare accompagnati da salumi e formaggi, o come sostituto del pane.

A Montescaglioso (MT) per la Notte dei Cucibocca

Una suggestiva e antica tradizione, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. È quella della Notte dei Cucibocca, che si tiene nel suggestivo borgo di Montescaglioso, in provincia di Matera.

Nella notte del 5 gennaio, le misteriose figure dei Cucibocca partono dall’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Indossano un lungo mantello o un cappotto nero, grandi occhiali fatti di bucce di arancia, un enorme cappello realizzato con i dischi di canapa dei frantoi e hanno una lunga barba.

Alle caviglie hanno una catena; tra le mani tengono una lanterna in un canestro, un cesto per raccogliere le offerte e un grande ago, con il quale minacciano di cucire la bocca ai bambini che non si sono comportati bene.

Tante le leggende sorte attorno a queste figure. Una di queste vuole che i Cucibocca siano le anime dei defunti che nella notte che precede l’Epifania tornino sulla terra per visitare le case dove hanno vissuto. Un’altra bella leggenda vuole che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio gli animali acquisiscano il dono della parola e possano predire il futuro o maledire coloro che non si sono comportati onestamente o hanno maltrattato le bestie.

Si inizia alle 20.30 del 5 gennaio, con la vestizione dei Cucibocca presso l’abbazia e la sfilata lungo le vie del centro storico. Dopo la sfilata si aspetta la Befana assaggiano i 9 bocconi dei Cucibocca, secondo la tradizione, che intende celebrare la fine delle festività natalizie e prepararsi alla Quaresima.

INFO: www.comune.montescaglioso.mt.it/ e www.basilicataturistica.it/

LA RICETTA: PETTOLE DOLCI DI MATERA

Tra i 9 bocconi dei Cucibocca si trovano altrettante prelibatezze della collina Materana, tra cui struffoli, cartellate e pettole.

Ingredienti

  • 800 gr di farina
  • 1 cubetto di lievito di birra fresco
  • Acqua q.b.
  • 2 cucchiai di olio
  • Un pizzico di sale
  • Olio per friggere

Sciogliete il cubetto di lievito in un bicchiere di acqua tiepida, poi impastate insieme la farina, il sale, il lievito e regolate l’acqua in modo da ottenere un impasto elastico e omogeneo. Ricavatene una palla e lasciate riposare per una notte a temperatura ambiente. Ricavate dall’impasto dei pezzetti irregolari di pasta e immergeteli nell’olio bollente. Quando si saranno gonfiati e dorati, scolateli e riponeteli su un piatto foderato di carta assorbente. Cospargeteli con lo zucchero e gustateli tiepidi.




Buon anno a teatro! Ecco gli spettacoli a Milano per cominciare bene il 2020

Di Franca Dell’Arciprete Scotti

Magia, stupore, effetti speciali in palcoscenico: interpreti eclettici, funamboli, clown per divertirsi tra sorrisi e malinconia. Ecco qualche idea per iniziare l’anno con la magia del teatro.

Al Piccolo Teatro Strehler la neve di SLAVA’ S SNOWSHOW

Fino al 12 gennaio torna lo spettacolo con cui, dal 1993, il clown russo porta la neve, in ogni stagione dell’anno, nei teatri di tutto il mondo.

Poesia ed effetti speciali, gioia, buonumore e un pizzico di malinconia si rincorrono sul palcoscenico con i fiocchi di neve, le bolle di sapone e i palloncini colorati sospinti da un vento di tempesta o fatti rimbalzare tra il palcoscenico e la platea, in un gioco che coinvolge i clown e il pubblico.

Ispirandosi al paesaggio e alle leggende della sua terra, la Siberia, Slava sceglie la neve come elemento originale dello spettacolo: mentre il suo clown, tenero e romantico, in tuta gialla da lavoro e pantofole rosse, prende spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei film di Chaplin.

“Un giorno ho capito che volevo creare uno spettacolo che ci potesse riportare ai nostri sogni di bambini, che potesse aiutare le persone adulte che venivano a teatro a tornare alla loro fanciullezza di una volta… “

INFO: www.slavasnowshow.it, www.piccoloteatro.org

Al Teatro Carcano i Kataklò in Eureka, edizione speciale

Incredibilmente nuovi da 25 anni! Nel 2020 la compagnia Kataklò festeggerà il quarto di secolo e la sua coreografa e direttrice artistica Giulia Staccioli è pronta a celebrare questo importante traguardo con un riallestimento speciale ed esclusivo: è una nuova versione dello spettacolo riservata al Teatro Carcano e alla città di Milano.

In Eureka sono presenti gli elementi che da un quarto di secolo sono il marchio di fabbrica di Kataklò e il segreto del loro successo: i gesti intensi e mai scontati degli espressivi performer, le luci curatissime e ricche di suggestioni e una ricerca musicale attenta e mai banale che spazia da melodie sconosciute a brani che fanno parte della memoria storica e culturale collettiva.

Come Archimede gridò Eureka, in greco, “ho trovato”, per celebrare una sorprendente scoperta, così Giulia Staccioli condivide con il suo pubblico la scoperta di un movimento nuovo, espressivo, intenso, sempre immediatamente comprensibile.

INFO: www.teatrocarcano.com

Teatro Manzoni: Raul Cremona presenta il Festival della Magia

All’insegna del divertimento e dello stupore, puntuale come ogni anno torna, a grande richiesta, il Festival della MagiaMaestro di cerimonie l’estroso Raul Cremona, ideatore e padrone di casa di questo show, che, insieme alla sua ormai collaudata spalla, il comico Felipe, ancora una volta calcherà il palcoscenico del Manzoni con un cast d’eccezione.

Sarà presente un rappresentante della magia asiatica, la scuola che sta sfornando i migliori illusionisti del mondo. Da Taiwan infatti sarà ospite Anson Lee, già campione del più importante concorso asiatico di prestigiatori, che si cimenterà nel suo numero di manipolazione di carte e papillon.

Dalla Serbia arriverà Igor Trifunov, che sbalordirà il pubblico con la sua abilità nel far apparire bottiglie di champagne.

Dalla Francia arriverà la compagnia di Lord Martin, un gruppo di grandi esperti illusionisti che ha partecipato a tutti i più importanti show televisivi internazionali.

L’Italia sarà rappresentata da Jordan, uno dei più eclettici illusionisti del nostro panorama mentre ospite d’onore di questa edizione sarà Otto Wessely, illusionista francese che ha girato tutto il mondo diventando una star celebre per i suoi numeri di magia comica.

INFO: www.teatromanzoni.it

Teatro Franco Parenti: Garden Party

“Siete gentilmente invitati a una serata dove esploderanno la follia, l’incredulità e l’ironia.” Una caricatura grottesca di una caricatura, lo spettacolo racconta con sarcasmo e ferocia la decadenza della borghesia, combinando i codici della danza, del mimo, dell’opera e del circo.

La Compagnie N°8 è una compagnia francese che ama trattare i temi d’attualità attraverso dei rovesciamenti di senso, con ironia e paradossi. Amano essere feroci e scorretti, indisciplinati e provocanti per raccontare l’incongruenza del mondo in cui viviamo.

Ma, allo stesso tempo, amano la bellezza, la poesia e i sogni. Sono dei clown e dei buffoni contemporanei, divertenti e amanti della vita. Protagonista Alexandre Pavlata, nato a Parigi in una famiglia circense proveniente dalla Cecoslovacchia e in fuga dall’invasione dei carri armati russi del 1968.

INFO: www.teatrofrancoparenti.it




A tutta neve! In Valle d’Aosta e in Emilia Romagna il 2020 comincia…in bianco

Per gli appassionati di sci e sport invernali “andare in bianco” non ha alcuna accezione negativa, soprattutto se c’entra la neve. Ecco allora qualche suggerimento per una vacanza all’insegna del bianco.

A La Thuile, con gli sci ai piedi tra Italia e Francia

Un unico comprensorio di 160 km di piste che consente di sciare tra Italia e Francia. È l’Espace San Bernardo, che collega le stazioni di La Thuile, in Valle d’Aosta, a La Rosiére, in Savoia. Il tutto servito da impianti moderni che, sul versante italiano, comprendo una telecabina con una portata di 3000 persone all’ora, 8 seggiovie quadriposto di cui 2 coperte, 3 seggiovie triposto, 5 sciovie e tre tapis roulant. Per i più piccoli, poi, sono a disposizione due parchi giorni e due piste da snowtubing con tapis roulant.

L’altezza del comprensorio, l’esposizione a nord delle piste e l’impianto di innevamento artificiale, con acqua che proviene da un bacino artificiale di recente costruzione a Cerellaz, garantiscono condizioni sempre ottimali.

E, per chi vorrà assistere, il 29 febbraio e il 1° marzo torna a La Thuile la Coppa del Mondo di sci alpino femminile, con un Super G e una Supercombinata.

Fondo e ciaspole negli itinerari mozzafiato

Gli appassionati di sci di fondo possono contare su un campo scuola e quattro anelli da 3 a 10 km. La pista Tre Franco Berthold, poi, con la sua pendenza del 73% è una delle piste più difficili da affrontare in Italia. Per veri esperti.

Tanti e interessanti anche gli itinerari di sci alpinismo. Tra le escursioni più belle c’è quella che da Pont Serrand, a 1609 metri di altezza, porta a Combe Varin (a 2620), in circa 4 ore non impegnative. Un’altra bella escursione è quella di 13 km che porta dal Colle del Piccolo San Bernardo a La Thuile, che regala panorami e scorci mozzafiato sul Monte Bianco. Le Guide Alpine sono a disposizione per accompagnare gli escursionisti.

Se preferite le ciaspole, assaporando i silenzi dei boschi per poi raggiungere piccoli centri che sembrano usciti da una fiaba, da La Thuile partono diversi itinerari tracciati di diversa difficoltà, da una a quattro ore, che portano alle frazioni di Pétosan, Les Granges, Le Joux, Buic e Villaret. Da non perdere il percorso che segue i vecchi sentieri dei minatori per arrivare all’antico villaggio e all’ingresso dei cunicoli.

A tutta adrenalina con l’Eliski

Due le esperienze indimenticabili che si possono vivere. Prima di tutto, la Valle d’Aosta è l’unica regione italiana dove è possibile praticare l’eliski grazie a una legge regionale che ne disciplina lo svolgimento su percorsi ben definiti.

L’area eliski de La Thuile è compresa tra la Pointe Lechaud, il Monte Miravidi, il Mont Ouille, il Mont Fredauz, la Becca Bianca e la Testa del Rutor e include diversi punti di recupero e possibilità di discesa sia sul versante italiano che su quello francese.

L’eliski si pratica solo accompagnati da una guida alpina o da un maestro di sci e dopo un’attenta valutazione delle proprie capacità e delle condizioni atmosferiche. Si parte dal Colle del Piccolo San Bernardo, dal 1° gennaio al 15 maggio 2020, e si sorvolano le vette più alte delle Alpi in uno scenario mozzafiato. (www.pellissierhelicopter.com)

A tu per tu con il Monte Bianco

Per tutti coloro che vogliono osservare da vicino, e senza troppa fatica, l’”ottava meraviglia del mondo”, il Monte Bianco, a Courmayeur, a 12 km da La Thuile, c’è la stazione di partenza dello Skyway Monte Bianco (www.montebianco.com), un progetto di altissima tecnologia che consente di raggiungere il punto italiano più vicino alla vetta.

Composto da quattro cabine di forma semisferica con movimento rotatorio di 360°, lo Skyway consente di godere di una vista mozzafiato durante tutto il percorso di saluta e di vivere un’esperienza “a tu per tu” con il Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso e, infine, il Monte Bianco.

Oltre alla stazione di Courmayeur, ci sono fermate in altre due stazioni intermedie, il Pavillon du Mont Fréty, a 2200 metri, nella quale si possono trovare una cantina, due ristoranti e una shopping area, e Punta Helbronner, a 3466 metri, dove, da una terrazza, si può ammirare il Monte Bianco e le altre vette vicine. Qui si trovano anche un bistrot e un’esposizione permanente di cristalli. Inoltre, da questa stazione si può raggiungere attraverso un moderno tunnel il Rifugio Torino, da cui partire per percorsi di sci alpinismo.

Cogli l’occasione!

Chi sceglie La Thuile per le vacanze invernali può usufruire dell’offerta LTH Skifree. Prenotando un minimo di 4 notti negli hotel quattro e cinque stelle aderenti all’iniziativa, sarà dato in omaggio lo skipass valido su tutto il comprensorio San Bernardo La Thuile/La Rosiére per tutto il periodo del soggiorno.

Prenotando invece un minimo di 4 notti negli hotel da una a tre stelle, B&B, chambre d’hôtes e affittacamere, lo skipass sarà scontato del 50%. Validità: 1-31 gennaio 2020 e 23 marzo – 19 aprile 2020.

INFO: www.lathuile.it

Cimone, neve e piste per tutti i gusti

Comodo e facilmente raggiungibile sia da chi arriva da Nord che da chi viene da Sud, il Comprensorio sciistico del Cimone offre il più grande carosello sciistico dell’Appennino tosco emiliano con più di 50 km di piste tutte collegate tra loro e servite da impianti veloci e moderni a cui si può accedere con un unico skipass.

I tre versanti della montagna comprendono tracciati e piste per tutti i gusti e le difficoltà, dai principianti a pendii più impegnativi e oltre 600 metri di dislivello per gli sciatori più esperti. L’innevamento programmato e un potenziamento degli impianti di risalita ne ha migliorato la portata e la velocità.

Da Passo del Lupo a Pian del Falco

Scelte dal campione di sci Alberto Tomba per i suoi allenamenti, ma anche per il relax, Passo del Lupo, a 7 km da Sestola, è il punto più conosciuto del comprensorio del Cimone grazie alla sua variegata offerta che include hotel vicini alle piste, scuole di sci e snowboard, noleggio attrezzature e una moderna funivia che porta direttamente a Pian Cavallaro.

Gli appassionati di snowboard possono invece optare per il Lago della Ninfa dove, tra scenari fiabeschi fatti di un lago ghiacciato e boschi innevati, si trova un moderno snowpark.

Per i più piccoli, qui c’è il baby park Cimonelandia con giochi gonfiabili, snowtubing e scuola di sci per imparare a muovere i primi passi sulla neve. Oltre al campo scuola è possibile noleggiare direttamente in loco le attrezzature. La pista di 900 metri di difficoltà media è servita da una seggiovia ad alta capienza.

Da Fanano si può invece accedere al comprensorio dal Cimoncino, dove, oltre a un ampio parcheggio per auto, caravan e camper, si può contare su alberghi vicini alle piste, negozi di abbigliamento sportivo, noleggio attrezzature, scuole di sci e snowboard, bar e ristoranti. Tra le novità, c’è l’originale Bag Jump, un gigantesco materasso gonfiabile per sfidare la forza di gravità ed esibirsi in evoluzioni aeree in tutta sicurezza.

Sul versante nord occidentale del Cimone, invece, si trova la stazione de Le Polle a 1280 metri di altezza. Offre scuole di sci, strutture ricettive e negozi. Il collegamento alle piste è fornito da una moderna seggiovia a 6 posti. Tra le novità, una nuova pista nera intitolata al campione olimpico Giuliano Razzoli, che si può facilmente incontrare mentre si allena.

Gli amanti delle escursioni nella natura, con le ciaspole ai piedi, possono invece scegliere Riolunato a 900 metri di altezza, un pittoresco borgo immerso in boschi di castagni, faggi e abeti, su cui domina una fiabesca rocca medievale.

Infine, i principianti, le famiglie con bambini che desiderano muovere i primi passi sulla neve possono scegliere la stazione di Pian del Falco, che dispone di scuole di sci con maestri federati, noleggi attrezzatura, uno snowpark e pista da slittini. Inoltre, per la bellezza del panorama, Pian del Falco è noto come il “balcone dell’Appennino”.

Le offerte 2020

Tantissime le offerte, tra cui le formule weekend che partono da € 157 a persona e includono 2 notti in hotel di categoria basic con trattamento di ½ pensione e sistemazione in camera doppia, e 2 giorni di skipass festivi (sabato e domenica). In residence e camper l’offerta parte da € 128 a persona e include pernottamento in camera doppia con colazione e 2 giorni di skipass festivo (sabato e domenica).

L’offerta è valida nei weekend: 10-12 gennaio, 17-19 gennaio, 31 gennaio – 2 febbraio, 13-15 marzo, 20-22 marzo e 27-29 marzo. Nel mese di febbraio (alta stagione), le offerte weekend partono da € 163 a persona in hotel e da € 132 in residence o camping.

INFO: www.cimonesci.it




Sao Tomé e Principe, un ecosistema a rischio per colpa dell’uomo

Durante l’anno che sta per concludersi i media di tutto il mondo hanno parlato del Brasile e della deforestazione che sta impoverendo la foresta Amazzonica, a un ritmo vertiginoso. Ci sono, tuttavia, altri luoghi nel mondo, un tempo veri e propri paradisi naturali e sacrari della biodiversità, di cui si parla meno, ma che stanno andando incontro allo stesso destino.

Tra questi c’è la Repubblica Democratica di São Tomé e Principe, la seconda nazione più piccola dell’Africa. Situata lungo l’Equatore, a 300 km al largo della costa del Gabon, nel Golfo di Guinea, nell’Africa occidentale, si compone di due isole principali, São Tomé, che ha una superficie di 836 kmq, e Principe, di appena 128 kmq più sette isolotti rocciosi. Proprio le dimensioni ridotte delle isole hanno fatto sì che, più che in altri luoghi, qui i cambiamenti ambientali abbiano messo a serio rischio l’ecosistema, la biodiversità e gli stessi abitanti.

Tutta colpa dell’olio di palma

L’emergenza di São Tomé si chiama deforestazione. E la colpa è delle multinazionali che hanno sostituito la foresta equatoriale con piantagioni di palme da olio. Il prodotto principale di queste piante, l’olio di palma, infatti, è economico, redditizio e versatile, e può essere utilizzato in tutto il mondo non solo nell’industria alimentare, ma anche in un’infinità di prodotti, tra cosmetici, dentifricio, detergenti e bio diesel. Il tutto, però, a discapito della natura e dell’ambiente.

Frutto della palma da olio 

È il 2009 quanto il governo di São Tomé concede 5000 ettari, pari al 5% del territorio del paese, ad Agripalma, che fa capo alla multinazionale belga lussemburghese Socfin. Secondo le intenzioni del governo, gli investimenti della multinazionale avrebbero dovuto contribuire allo sviluppo economico di alcune zone povere dell’arcipelago.

La deforestazione vista da un drone

La realtà, tuttavia, si dimostra molto diversa. La multinazionale, infatti, sembra non rispettare il diritto ambientale delle isole a tutela e conservazione della fauna, della flora e delle Aree protette, oltre all’impatto ambientale.

Ruspe in azione nella foresta per fare posto alle piantagioni di palme da olio

Un’inchiesta della sezione francese di Greenpeace, partita in seguito alle proteste degli abitanti di São Tomé ha rilevato come siano state abbattute zone di foresta non comprese nella concessione e che le coltivazioni di palme da olio si siano estese su terreni utilizzati dalla popolazione per l’agricoltura di sussistenza, in particolare nelle aree adiacenti al Parco Nazionale di Obo.

Alberi bruciati ai confini con il Parzo Nazionale di Obo

È nato quindi un movimento civico per sensibilizzare il governo e chiedere di fermare la deforestazione. I cambiamenti ambientali, tuttavia, sono tangibili e mettono a serio rischio l’ecosistema.

Un aiuto dall’Italia e dall’ONU

In questo quadro c’è anche una buona notizia, anzi due. L’Onu, di cui la Repubblica di São Tomé e Principe fa parte, finanzierà con 4,1 milioni di euro un progetto per promuovere la funzionalità degli ecosistemi e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. In particolare, si punta a favorire il ripristino e la gestione delle foreste, migliorare lo sfruttamento delle risorse forestali in un’ottica sostenibile e contrastare il disboscamento illegale.

Lo scorso anno, poi, anche l’Italia ha firmato a Katowice un protocollo di intesa con la Repubblica di São Tomé e Principe che prevede un cofinanziamento di 2 milioni di euro a supporto di programmi di promozione e sviluppo di energie rinnovabili, preservazione della biodiversità, scambio di risorse umane e cooperazione per contrastare i cambiamenti climatici e promuovere la gestione sostenibile dei rifiuti.

Andare a São Tomé…per una volta

Fuori dalle rotte del turismo di massa São Tomé e Principe è una destinazione che ha molto da offrire, grazie alla sua natura rigogliosa, alle sue spiagge incontaminate e ai suoi picchi di origine vulcanica. Un turismo sostenibile, poi, contribuisce all’economia della popolazione, smarcandola dal business legato all’olio di palma. Ecco perché vale la pena sceglierla come terra da scoprire e meta di una prossima vacanza.

La capitale, Saõ Tomé

La capitale, Saõ Tomé è la città più grande dell’arcipelago e si trova a 5 km dal Saõ Tomé International Airport, dove arrivano tutti i voli internazionali. La città offre un bel esempio di architettura coloniale, mescolata a una frizzante atmosfera africana. Le sue dimensioni ridotte la rendono facilmente visitabile anche a piedi.

Taxi in coda davanti al mercato principale di Saõ Tomé

Potete cominciare con una visita alla cattedrale di Santa Fé, situata di fronte al Palácio Presidencial, un singolare edificio color rosa pastello, sede della presidenza della Repubblica.

Il Palácio Presidencial,

Al di là della strada pedonale si trova il fiume Agua Grande, attraversato da diversi ponti, che conducono in altre zone interessanti della città. Lasciandosi il fiume sulla destra si arriva al litorale, dove, presso la baia di Ana Chaves, si possono incontrare i pescatori intenti a scaricare il pesce appena pescato dalle loro variopinte canoe.

La baia di Ana Chaves al tramonto

Poco distante, merita una visita anche Feira do Ponto, un altro pittoresco mercato dove si può trovare davvero di tutto, dal pesce alla carne, dagli abiti agli utensili, ai manufatti di artigianato. Poco distante, il Mercado Municipal consente di immergersi nella vita quotidiana degli abitanti dell’isola e acquistare ottima frutta tropicale, verdura, uova e fiori.

L’ingresso del Mercado Municipal

Subito a destra, si trova, invece, il Palácio de Justiça, dalla parte opposta della strada, c’è invece il Parque Popular è un’oasi di verde nel cuore della città, dove potersi concedere una pausa in uno dei numerosi bar e ristoranti. Tornando verso il lungomare, sulla destra, si può trovare la piccola cappella del Bom Jesus, mentre, sulla sinistra, si trova il porto di Saõ Tomé, da dove partono i collegamenti per l’isola di Principe.

Verso l’isola di Principe

In questa merita una visita la splendida fortezza di São Sebastião, sede del Museo Nazionale. Costruito circa 400 anni fa, conserva testimonianze della storia dell’isola.

La fortezza di São Sebastião,

Di fronte alla fortezza si trova anche il monumento degli scopritori dell’arcipelago, João de Santarém, Pêro Escobar, che sembrano dare il benvenuto ai visitatori.

Le statue degli esploratori portoghesi che hanno scoperto l’arcipelago

Sempre seguendo il lungomare, si arriva in un pittoresco quartiere residenziale, dove i muri delle case sono dipinte da colori pastello. A poche centinaia di metri si trova anche il Palácio dos Congressos uno splendido e moderno edificio costruito dopo l’indipendenza del paese, nel 1975.

 

Il moderno Palácio dos Congressos

Le spiagge di Saõ Tomé

L’isola vanta ben 209 chilometri di costa con spiagge variegate tra sabbia bianca e nera oppure ciottoli. Le più belle si trovano nella parte Nord, come la splendida Lagoa Azul. La spiaggia è piuttosto piccola e sassosa, ma si specchia in una laguna dove i colori dell’acqua spaziano dal blu al turchese al verde smeraldo.

Panorama della Lagoa Azul.

La laguna è circondata da prati verdi e alberi di baobab mentre, da un piccolo promontorio situato alle sue spalle si può ammirare il panorama dell’intera isola.

Le rocce vulcaniche a Praia das Conchas

Un’altra bella spiaggia del Nord è Praia das Conchas. Proseguendo lungo la costa Est, all’altezza di Agua Izè, si trova poi la spettacolare Boca do Inferno. La forma della scogliera, infatti, fa sì che il mare si incanali in uno stretto corridoio e, successivamente, in una grotta. Quest’ultima rimane scoperta per un tratto e, a seconda del movimento delle onde, emette un impressionante sbuffo d’acqua

La spettacolare Boca do Inferno.

Nella zona Sud, a circa 85 km dalla capitale, si trovano invece le spiagge di Praja Piscina e di Praia Jalè, dove non è difficile incontrare le tartarughe marine giganti, che vi fanno tappa per deporre le loro uova.

Le sabbie dorate di Praia Jalè

L’osservazione delle tartarughe avviene all’alba ed è resa possibile grazie ad un progetto di conservazione della biodiversità realizzato dalla Ong Marapa (www.marapa.org). La Ong organizza anche escursioni come un suggestivo tour delle mangrovie, l’osservazione dei delfini e possibilità di visitare i villaggi e mangiare con la popolazione locale.

Una tartaruga marina intenta a deporre le uova

L’Obo National Park e la sua biodiversità

Per chi desidera alternare le giornate sulla spiaggia all’escursionismo e al trekking, l’interno dell’isola offre splendidi paesaggi di vulcani spenti, montagne e cascate, il tutto circondato da una rigogliosa vegetazione tropicale.

La folta vegetazione equatoriale dell’Obo National Park

Un buon punto di partenza è la cittadina di Trinidade, da dove si può iniziare la salita al Pico Saõ Tomé , un vulcano spento che, con i suoi 2.024 metri, è la vetta più alta dell’isola. Il tour operator locale Navetur – Equatour (www.navetur-equatour.st) per esempio, propone escursioni al Pico Saõ Tomé e alla Laguna Amelia.

Verso il Pico Saõ Tomé

Da non perdere poi la Cascata di Sao Nicolau, uno spettacolare salto d’acqua circondato da una fitta vegetazione tropicale e da fiori variopinti.

La Cascata di Sao Nicolau

Il Pico Saõ Tomé si trova all’interno del Obo National Park, che copre il 30% della superfice del paese. Suddiviso in due aree, una di 235 km quadrati sull’isola di Saõ Tomé e l’altra di 65 km quadrati sull’isola di Principe, include diversi percorsi turistici, lungo i quali è possibile compiere escursioni guidate, molte delle quali partono da Bom Successo, per ammirare la favolosa biodiversità, tra cui la foresta equatoriale, le mangrovie, diverse specie di orchidee, ma anche uccelli, scimmie e insetti.

Uno degli ospiti del parco

Altre vette importanti dell’area sono il Pico de Principe, che raggiunge quasi i 1000 metri, il Pico Calvário, il Pico Cabumbé, Pico Papagaio, e il Pico Cão Grande. Mete che, siamo sicuri, vi lasceranno un bagaglio di emozioni e ricordi da portare sempre con sé.

COME ARRIVARE

Dall’Italia si può raggiungere Saõ Tomé da Roma, con scalo a Lisbona, con la compagnia aerea portoghese TAP (www.flytap.com). Da Lisbona a Saõ Tomé occorrono circa 8 ore di volo. Anche la compagnia delle isole STP Airways (www.stpairways.st) invece collega regolarmente Lisbona a Saõ Tomé.

DOVE DORMIRE

*Bom Bom Island Resort****, Principe Island, tel. +239 2251141, www.bombomprincipe.com). Situato sull’isola di Principe, dispone di 25 bungalows situati di fronte a due splendide spiagge. Disponibile anche un ristorante, bar e club house.

*Pestana Miramar São Tomé ****, Av. Marginal 12 de Julho, 69 Água Grande, São Tomé e Príncipe, tel +239. 222 2778, www.pestana.com. Dispone di  54 camere e 5 suite, ognuna dotata di balcone e aria condizionata. A disposizione piscina e giardino tropicale di 1000 metri quadrati, ristorante con cucina internazionale. Possibilità di organizzare escursioni.

*Omali Lodge****, Praia do Lagarto, São Tomé e Príncipe, tel +239 222 2350, www.omalilodge.com . A 1,5 km dalla capitale São Tomé, nel cuore dell’Obo National Park, dispone di 30 suite con aria condizionata, satellite, collegamento wireless, due piscine con bar e Spa, campi da tennis e palestra. Per gli ospiti incluso nel servizio trasferimenti da e per l’aeroporto.

DOVE MANGIARE

*Filomar, Praia Lagarto, Sao Tome, São Tomé Island, +239 222 1908. Sulla strada per l’aeroporto, vicino a Marlin Beach, propone un menù di carne e di pesce fresco. Tra le specialità: pesce alla griglia con salsa di frutti di bosco ed erbette.

*Paraiso dos grelhados, Av. do Marginal, São Tomé, , tel +239 224469.
Locale economico, che offre ottimi e abbondanti piatti locali e pesce alla griglia. Si mangia all’aperto.

*Xico’s Café, Praça de Solidariedade e Amizade entre os Povos, São Tomé, tel. +239 222 1557. Simpatico locale adatto per spuntini e merende. Offre snacks dolci e salati e ottime crepes. Happy hour a base di prodotti locali.

INFO

www.visitsaotome.com

www.saotomeislands.com




Palazzuolo sul Senio (FI) è tra i borghi più green d’Italia grazie a un progetto che fa rinascere un fiume (3° puntata)

Di Antonella Andretta e Nicoletta Toffano

Palazzuolo sul Senio (FI) è un borgo medioevale tra i monti dell’Appennino tosco-emiliano entrato a far parte nel 2018 nel network dei Borghi più belli d’Italia. Non solo bello, ma estremamente virtuoso, da alcuni anni ha attuato una politica di sostenibilità a 360°.

Oggi il fotovoltaico copre ormai le esigenze delle 400 utenze del borgo. Il borgo è inserito nel circuito delle Città del bio a riprova del carattere ecologico delle attività rurali qui presenti, come i prodotti che provengono dai castagneti, tra cui il celebrato Marrone IGP del Mugello.

Fa parte dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, a cui è delegata la gestione selvicolturale dei boschi, che si occupa di tagli selettivi, di protezione specie autoctone, di lotta alle specie alloctone. È stata poi avviata una campagna per il riciclo dei rifiuti attraverso la dotazione di compostiera per ogni famiglia.

Si è concretizzato un programma ricettività che oggi conta 200 posti letto ricavati dal recupero di un borgo abbandonato e dall’ospitalità diffusa. A queste iniziative ormai storiche oggi si sta affiancando un grosso progetto che avrà come obiettivo la rinaturalizzazione del fiume Senio dove si sta procedendo a interventi di ingegneria naturalistica sugli argini e a protezione della fauna ittica.

INFO

Palazzuolo sul Senio (FI)

Toscana – Mugello

Abitanti: 1120

Altitudine: 437 m slm

Progetto in progress: rinaturalizzazione del fiume Senio.

www.comune.palazzuolo-sul-senio.fi.it