Almeno una volta

Arcipelago di Guadalupa: I Caraibi targati “Dolce Francia”

Spesso mi chiedono perché Guadalupa per me è uno dei luoghi più belli mai visti. Il motivo è che fin da bambino sognavo di solcare con una barca lagune azzurre, fermarmi dove volevo, sostando nelle acque poco profonde delle barriere coralline e stupirmi del mondo in technicolor che vive là sotto. Tutto questo l’ho visto qui, dove le parole da sole non bastano ma devo aiutarmi con la fotografia.

È certo, qualcuno farà il pignolo. Quando direte ai vostri amici la meta dove portare in vacanza anima e corpo, qualcuno obietterà che “Guadalupa è una” e non si dica Guadalupe, errore frequente per chi non mastica mappe o atlanti. La geografia gli darà ragione ma sappiate che la “grande farfalla”, così chiamata per la sua forma, non è unica ma è circondata da decine di isole (cinque le più grandi), briciole di terra bordate da splendide spiagge con palme e mare da urlo, animate da colorati villaggi coloniali, mercati fornitissimi, e con la possibilità di tirar tardi ai ritmi sfrenati delle musiche afrocaraibiche.

Siamo nelle Antille francesi, un arco di isole che chiudono, come una cerniera lunga centinaia di chilometri, il mare dei Caraibi, un posto che bisogna visitare almeno una volta, dopotutto fa parte della Comunità Europea, anche se distante 7000 chilometri.

Dalla capitale inizia il viaggio

A Point à Pitre, la capitale economica di Guadalupa, la douce France ha lasciato il segno. L’isola, diventata Dipartimento d’oltre mare nel 1946, è attualmente una regione francese a tutti gli effetti dal 1982 e me ne accorgo pagando il taxi in euro, sì in euro. L’appuntamento con la nostra skipper Anne, per l’imbarco sul catamarano che ci porterà a zonzo nell’arcipelago nei prossimi 7 giorni, è al porto turistico di Saint Francois, ben attrezzato e animato da locali chiassosi che versano fiumi di birra locale, la Caraib, e rum tra i migliori dei Caraibi.

Le nuvole innocue che ci hanno accompagnato fin qui, nel pomeriggio si scuriscono. Per chi va in mare i capricci del tempo sono sempre da mettere in conto, e qui a Guadalupa anche se non piove molto possono scatenarsi forti temporali, e infatti poco dopo tuoni e fulmini illuminano le barche all’ancora nel porticciolo, il vento a folate porta l’odore della terra bagnata, poi la pioggia si abbatte come una cascata, per un’ora.

La mattina seguente partiamo con le vele gonfiate dagli alisei, un cielo ripulito blu cobalto e, doppiato il promontorio roccioso di Pointe des Chateaux, spumoso per le grandi onde, veleggiamo con una brezza tranquilla che ci fa percorrere le sette miglia necessarie per arrivare all’isola disabitata di Petite Terre in poche ore. L’isola, senza rilievi e piccola, ha il suo punto più elevato nel faro, noto perché uno dei primi ad aver illuminato le rotte dei colonizzatori del Nuovo Mondo a partire dal 1635.

Un unico varco (passe) consente l’entrata nella laguna dai colori meravigliosi e invitanti. A sinistra rocce acuminate con vegetazione bassa e spinosa, a destra palme svettanti lambiscono una spiaggia ad arco con sabbia finissima, di borotalco.

Col piccolo tender raggiungiamo terra, e tra le palme seguiamo il sentiero ben segnalato, che in poco tempo compie il periplo dell’isola e raggiunge l’imponente faro in pietra scura. Sui rami di acacie una grossa iguana si ricarica di “energia solare” con uno sfondo da cartolina.

Un bagno è d’obbligo in queste acque invitanti e calme, sembra quasi di ribattezzarsi. Non possiamo fermarci qui, dobbiamo proseguire e coprire le otto miglia che ci separano dall’isola di Marie Galante dove passeremo la notte.Il caldo, sui 26 gradi, è alleviato da una leggera brezza quando il catamarano scivola sull’acqua per uscire dalla laguna con “l’onda giusta”. Queste prime ore ci hanno permesso di prendere confidenza con il catamarano, l’atmosfera a bordo è ottima, un giusto mix di allegria e facilità nei rapporti, ingredienti ottimali, notoriamente non facili da trovare in un gruppo a bordo di una barca.

 Arrivo a Marie Galante

Poche ore e sfila davanti ai nostri occhi la costa boscosa di Marie Galante. Gettiamo l’ancora nel porticciolo di Saint Louis, una baia riparata e tranquilla dall’aria squisitamente caraibica, con una schiera di persone sul molo intenti a tirar su pesce per la cena, mentre a occidente, va in scena lo spettacolo del tramonto, che mette in risalto i contorni di Guadalupa col vulcano Le Soufrierè attivo e fumante, alto 1467 metri. Un tuffo con la luce che lascia intravedere ancora il fondo, poi a cena da Chez Henry, citato su tutte le guide, che si confonde tra una manciata di case color pastello.

L’ultimo battello della giornata per Pointe à Pitre, che riporta a casa pendolari, agita le acque calme del porticciolo. Nell’aria si diffondono note di musica creola e odori di olio fritto usato per cucinare gli ottimi accras, bignè ripieni di merluzzo e polpa di gamberi, sempre presenti sulle tavole isolane. Il menù del Chez Henry mette subito in risalto come la cucina creola locale sia frutto del colonialismo e dell’incontro di diversi popoli e molteplici culture; le spezie d’India profumano raffinati piatti francesi, e i forti ingredienti africani danno vita a piatti colorati e originali. Una meraviglia.

La prima notte sul catamarano è arrivata, un ultimo sorso di rum, sempre presente nella vita quotidiana di Marie Galante, perché scandisce i ritmi del lavoro, del divertimento e della socialità. Un letto ampio e comodo occupa ciascuna delle quattro cabine del catamarano, dagli oblò si può vedere uno spicchio di cielo stellato, e un leggero dondolio aiuta Morfeo ad arrivare presto.

Info

Affittare un catamarano a Guadalupa:

www.filovent.it tel. 0240708095

www.bandofboats.com

Stagione migliore per visitare l’arcipelago: da metà novembre a maggio è secca. Da giugno a metà novembre è umida e a rischio uragani.

Lingua parlata: il francese

Documenti: serve la carta d’identità ma se prevedete spostamenti in altri luoghi portate anche il passaporto.

Ricordatevi che il mercoledì pomeriggio chiudono tutti i negozi

Come arrivare:

In aereo, numerose le compagnie che arrivano a Point a Pitre, aeroporto a Guadalupa.
www.airfrance.com
www.alitalia.com
www.easyjet.com

Air Caraïbes ha una rappresentanza in Italia (Via Teglio 9 Milano, tel. 0287213421) e offre voli quotidiani da Milano, senza cambio di aeroporto a Orly-Sud, www.aircaraibes.com-

Dove dormire

Hotel Grand Palm (www.grandpalm.net) a Marie Galante,
Coco Beach Resort a 4 chilometri da Grand Bourg. Camere a due passi dal mare.
Hotel Lo Bleu a Les Saintes (www.lobleuhotel.com)

Fra le proposte più insolite: « Aqua Lodges » ville galleggianti a Saint-François, (Grande-Terre) e Terre-de-Haut a Les Saintes, innovative e rispettose dell’ambiente. E « Tendacayou Home & Spa », sito ecoturistico di capanne sugli alberi a Deshaies (Basse-Terre) nel cuore di un giardino tropicale di
2500m2. Fra le ville esclusive: « Le Jardin 4 épices » ultra elegante, sull’isola Marie-Galante e « Willisa River »2 ville nel verde in prossimità della riserva Cousteau dell’isolotto Pigeon, a due passi dalla splendida spiaggia di sabbia nera di Malendure, con marchio « ecoturismo »

Dove mangiare

Chez Henri a St.Louis, il più rinomato, ombreggiato da alte palme in riva al mare (www.chezhenri.net)
Le Triangle a Les Saintes, in Rue Du Fond do Curè tel. 0590995050

Agenda

Appuntamenti tutto l’anno. Dal Natale Kakado a Vieux-Habitants a festival di jazz, fiere gastronomiche, la Festa delle Cuoche a Pointe-à-Pitre, eventi sportivi,il famoso Carnevale della Guadalupa, in marzo, aprile e maggio.

Per saperne di più : www.leisolediguadalupa.it

Il racconto del 2° giorno di Almeno una volta continua domani, sempre su Weekendpremium.it

 

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