Alla scoperta dei quartieri di Lisbona, dal Chiado a Bélem (2 parte). Con la ricetta dei pasteis de nata

In questa seconda puntata del nostro itinerario vi portiamo con noi alla scoperta degli altri quartieri della capitale portoghese, fermandoci per gustare le specialità locali nei caffè storici e nei locali più tradizionali ed esclusivi. E per una serata tutta portoghese, ecco i piatti tipici.

Spread the love

Ci avete seguito nella nostra prima parte dell’itinerario alla scoperta di Lisbona? In questa seconda puntata vi proponiamo un altro interessante itinerario alla scoperta della città. Con un consiglio: prendetevi il vostro tempo, a seconda di quello che avete a disposizione, per assaporare la capitale portoghese in ogni suo aspetto e in ogni suo scorcio.

Una passeggiata dal Chiado a Barrio Alto

Un interessante percorso è quello che conduce ai quartieri del Chiado e Barrio Alto, entrambi raggiungibili partendo dalla piazza del Rossio. Ci incamminiamo lungo Rua do Carmo, per poi svoltare in Rua Garrett, fino a entrare nel Chiado, il cui nome deriverebbe dal soprannome del poeta Antonio Ribeiro, detto O Chiado (lo strillone).

Tra le caratteristiche di quello che è considerato il quartiere “chic” di Lisbona ci sono le sale da tè e caffè, tra cui il famoso A Brasileira (in Rua Garrett 120), uno dei più antichi di Lisbona, aperto nel 1905 da Adriano Telles per vendere il famoso caffè brasiliano, proveniente dalle colonie nel Minas Gerais. Il locale è stato il primo a servire la bica, un caffè in tazzina molto simile al moderno espresso. Il caffè è stato restaurato nel 1908 e nel 1922 in stile Art Decò. Nel tempo, alla qualifica di Patrimonio architettonico portoghese” aggiunse la fama di favorito tra artisti e uomini di cultura, tra cui Fernando Pessoa. Davanti al locale, una statua del poeta siede ancora ad uno dei tavoli esagonali del caffè.

Il modo più emozionante per raggiungere, invece, il quartiere di Barrio Alto è salire sul  vertiginoso Elevador de Bica, al quale si accede da Rua de São Paulo, poco distante dal Mercato da Ribeira. L’elevador raggiunge il Miradouro de Santa Caterina, dove è d’obbligo una sosta per fotografare la città dall’alto. Il Barrio Alto è stato risparmiato dal terribile terremoto del 1755 e, da allora, è stato eletto residenza delle famiglie aristocratiche e dei giovani intellettuali bohemiénne.

Imperdibile anche l’ascesa sull’Elevador de Gloria che si prende da Calçada de Gloria, nei pressi di Plaça dos Restauradores. La funicolare, che risale al 1855, ha carrozze simili a quelle di un vecchio tram e si arrampica lungo una strada stretta e ripida, lasciandosi alle spalle la città bassa.

In cima, ci si può rilassare con una passeggiata nei giardini del Miradouro de São Pedro de Alcantara. Voltando a sinistra dalla discesa dell’Elevador si incontra, invece, la Ingreja de São Roque, la cui facciata rinascimentale è opera dell’architetto italiano Filippo Terzi. L’interno, invece, sorprende per la successione stupefacente di cappelle laterali adornate di ceramiche azulejos, soffitti decorati e marmi policromi.

La vera curiosità, tuttavia, è la bizzarra ed ampollosa Capela de São João Baptista, progettata dal Vanvitelli, architetto di  Papa Benedetto XIV , nel 1742, e costruita senza badare a spese con avorio, porfido e lapislazzuli. I quattro “dipinti ad olio” che raffigurano altrettanti episodi della vita di San Giovanni Battista sono, in realtà realizzati con minuscole tessere di mosaico. La cappella, costruita a Roma e consacrata dal pontefice, venne successivamente smontata e spedita a Lisbona.

Proseguendo lungo Largo do Carmo, costellato da botteghe e piccoli deliziosi caffè, si arriva, invece alle rovine del Convento do Carmo, un tempo l’edificio più imponente della città, distrutto durante il terremoto del 1755. Oggi, rimangono gli imponenti archi gotici, mentre la struttura esterna di quello che era il convento ospita il Museo Arquelogico do Carmo, che comprende alcuni tesori provenienti dai monasteri chiusi dopo la Rivoluzione liberale del 1834. La navata maggiore della chiesa, a cielo aperto a causa del crollo del soffitto, ospita una serie di tombe di personaggi importanti, tra cui la suggestiva ultima dimora di Ferdinando I , alta 2 metri e finemente scolpita.

Da Praça do Principe all’Alcantara

Oltrepassando il fitto reticolato di vie del Bairro Alto in direzione nord, si arriva ad una delle piazze più belle di Lisbona, Praça do Principe, circondata da palazzi aristocratici finemente decorati. Al centro della piazza si trovano un laghetto ed una fontana, che sorgono sopra ad una cisterna coperta, nella quale è stato ricavato il Museu de Agua Principe Real.

A ovest del Barrio Alto, si trovano alcuni dei quartieri più lussuosi della città, São Bento, Estrela, Santos e Lapa, che ospitano alcuni musei e monumenti degni di nota, come l’imponente Palacio da Assemblea da Republica, sede del Parlamento portoghese. Da non perdere, la visita alla Casa Museu Amalia, in Rua São Bento, dove la celebre cantante di fado visse a partire dagli anni Cinquanta fino alla morte e che conserva diversi cimeli, tra cui le locandine originali sei suoi spettacoli e dei suoi film.

Nel quartiere di Estrema, in Rua Coelho da Roca 16, si trova invece, la Casa Museu Fernando Pessoa, dove il grande scrittore trascorse gli ultimi quindici anni della sua vita. La casa contiene ancora parecchi oggetti personali di Pessoa, tra cui i suoi diari, il ritratto realizzato da Almada Negreiros, la ricca biblioteca e diverse opere d’arte.

Merita una visita, anche il Museu Nacional de Arte Antiga, in Rua das janelas verdes 95, che sorge nell’elegante quartiere di Lapa. Considerata la Galleria Nazionale del Portogallo, il museo conserva una ricca collezione di dipinti portoghesi del XV e XVI secolo, testimonianze delle esplorazioni operate dalla marina portoghese e diverse opere europee a partire dal Trecento, tra cui pezzi di Piero della Francesca, Albrecht Durer e Hyeronomopus Bosch. Il capolavoro assoluto, tuttavia, è L’Adorazione di San Vincenzo, di Nuno Gonçalves, il più noto esponente della scuola portoghese del XV secolo.

Dall’Alcantara alla Torre di Belem

Infine, vale la pena ritagliarsi qualche ora per visitare i suggestivi moli di Alcantara. Gli antichi magazzini del caffè, oggi, sono stati trasformati in eleganti ristoranti, pub e luoghi di ritrovo. Il quartiere è sormontato dall’imponente Ponte 25 de Abril, che collega Lisbona alle rive meridionali del Tago ed ha una forma che ricorda il Golden Gate di San Francisco.

Da non perdere una passeggiata lungo i celebri Doca de Alcantara, i moli turistici dove attraccano decine di barche e yacht di lusso. La principale attrazione è la Fregata Dom Fernando II e Gloria una nave costruita nel 1843 in India e restaurata per ricavarne un museo dedicato alla vita di mare. Proseguendo a ovest dai Doca de Alcantara si incontrano i Doca de Santo Amaro, dove abbondano caffè e ristoranti. Sul lato occidentale, comincia una bella passeggiata pedonale (circa 20 minuti) sul lungofiume che conduce al quartiere di Belem.

La sua posizione sul Tago, infatti, è stata teatro della partenza di avventurieri e marinai, tra cui Vasco de Gama, che partì proprio da qui, nel 1497, per inaugurare la rotta dell’India. Il monumento più famoso è il Mosteiro dos Jeronimos, Patrimonio mondiale dell’Umanità, che fiancheggia la parte nord della Praça do Imperio. La costruzione iniziò nel 1502 su commissione di Manuele I che aveva fatto un voto alla Vergine per auspicare la buona riuscita della spedizione in India di Vasco De Gama.

L’edificio, opera di Diogo de Boitaca e João de Castilho si compone di un’entrata principale decorata da una serie di figure che attorniano Enrico il Navigatore. Oltre l’ingresso, si incontrano le pietre tombali di Vasco de Gama e del poeta Luis de Camões. L’interno, invece, è una perfetta commistione di gotico europeo e stile manuelino, con grandi spazi abbelliti da ricche decorazioni, alcune delle quali di ispirazione orientale. Da non perdere una visita ai chiostri, con le dodici nicchie confessionali, destinate in origine ad ospitare i marinai in partenza per le rotte oceaniche.

Ai lati del monastero hanno sede anche due interessanti musei, il Museu de Arqueologia, che raccoglie diverse testimonianze dell’archeologia portoghese ed ha anche una piccola sezione dedicata alle antichità egizie, e il grande Museu da Marinha che conserva modelli di navi, uniformi, manufatti provenienti dalle colonie portoghesi, ma anche vascelli, pescherecci e lance da parata.

Il monastero si affaccia, poi, sulla sontuosa Praça do Imperio, con, al centro, una fontana monumentale risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Sul lato est, in Rua de Belem, una tappa obbligata per i golosi è la Antiga Cafeteria de Belem, che sforna i deliziosi pasteis de Belem, i tipici dolci di sfoglia e crema pasticcera.

A sud della piazza, invece, tramite un sottopassaggio, si arriva al Padrão do Descobrimentos un monumento di 54 metri che raffigura una caravella, realizzata nel 1960 per celebrare i 500 anni della morte di Enrico il Navigatore. In cima alla caravella, troneggia una statua del celebre navigatore, insieme a quella di Vasco de Gama e ad altri celebri avventurieri al soldo della corona portoghese.

Assai suggestiva ed accarezzata dalle onde del mare, con il quale sembra essere un tutt’uno, la Torre de Belem, (www.torrebelem.pt), eletta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1983 è l’ultima tappa del nostro itinerario. Costruita da Manuele I tra il 1514 ed il 1520 con funzioni difensive, fino al 1777, si trovava proprio al centro del Tago. Poi, una violenta scossa di terremoto deviò il corso del fiume e la torre si trovò nella posizione attuale. Per la sua originalità architettonica, la torre di Belem è stata scelta dall’Ente del Turismo portoghese come simbolo della città nel mondo.

Lisbona da assaggiare

La cucina portoghese è semplice e sfiziose, grazie alla sapiente combinazione dei prodotti della terra e del mare con le più esotiche spezie che provenivano dalle colonie, in primis dal Brasile. I portoghesi sono grandi consumatori di pesce (peixe), che si può trovare pressoché ovunque, dal ristorante più costoso alle tascas, le piccole osterie tradizionali.

Lo si consuma grelhado (alla griglia) oppure cozido (bollito). Le specie più diffuse sono le sardine, le orate, le spigole, ma anche le seppie ed i calamari, sempre freschissimi. Il piatto nazionale portoghese è il bacalhau (baccalà), anch’esso retaggio del periodo coloniale. Si dice, infatti, che ad importarlo in Portogallo, nel XVI secolo, furono i pescherecci che battevano le acque canadesi, al largo di Terranova. Per conservare i merluzzi nella lunga traversata di ritorno, i marinai li conservavano sotto sale.

 

Oggi, si dice che esistano 365 modi per cucinare il baccalà, uno per ogni giorno dell’anno. In genere, tuttavia, lo si trova accompagnato da patate o ceci, oppure á Gomes da Sá, lessato e con contorno di patate, cipolle, uova sode e olive. Altro piatto di baccalà assai apprezzato è quello á Brás, cioè strapazzato con patate, uova e olive, o, ancora, sfoliado com batatas o á conventual, cioè lessato e impastato con purè di patate e cotto al forno. Democratica e apprezzata da tutti i palati, invece, la versione á minhota, baccalà impanato e fritto.

 

Altre versioni più leggere a base di baccalà, invece, sono á portuguesa, in umido con aglio e pomodoro, de caldeirada, in umido con un mix di verdure,  á biscainha, passato nella farina, saltato in padella e condito con pomodoro, aglio, cipolla e olio, per terminare la cottura in forno, oppure á alentejana, al forno con pomodori, peperoni, olive nere e patate.

 

Tra le altre specialità di pesce, ricordiamo anche il catalana, un mix di crostacei e prosciutto, cucinati in una casseruola coperta, oppure l’açorda de marasco, uno stufato di pesce, disponibile nella versione con o senza pane. Tra le altre specialità nazionali, compete con il bachalau, il caldo verde, una zuppa di cavolo o verza, con aggiunta di patate, aglio e, a piacere, qualche sottile fetta di chouriço, una salsiccia piccante di maiale.

I portoghesi amano molto anche la carne. Tra le specialità, il leitão asado (maialino da latte arrosto), il presunto (prosciutto affumicato), la carne de porto a la alentejana, un curioso accostamento di maiale e vongole, oppure, cabrito (capretto) e coelho (coniglio). Una specialità assai diffusa, per gli amanti del genere, è la trippa.

Tra i dolci, i più appetitosi e caratteristici sono quelli al cucchiaio, come i budini al latte, al cioccolato o di riso. Uno dei dolci più amati in tutto il Portogallo, invece, sono i travesseiros, i dolcetti di pasta di mandorle e i pasteis de nata, le ghiotte tortine alla crema, di cui di seguito vi proponiamo la ricetta.

Pasteis de Nata

 Ingredienti

    • 1 confezione da 500 gr di pasta sfoglia
    • 500 ml di panna liquida
    • 8 tuorli d’uovo
    • 200 gr di zucchero
    • 1 cucchiaino di amido alimentare
    • Buccia grattugiata di 1 limone
    • 1 pizzico di sal
    • Burro
    • Zucchero a velo per guarnire

Mettete la panna in un tegamino e portatela a ebollizione. In una scodella sbattete insieme i tuorli con lo zucchero, un pizzico di sale e , l’amido. Poi aggiungete a filo la panna calda, continuando a sbattere il composto. Aggiungete anche la buccia di limone grattugiata e continuate a mescolare energicamente fino a ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Prendete degli stampini di alluminio, o degli stampini per imuffin, e ungeteli con il burro. Stendete la pasta sfoglia e ritagliate tanti cerchi quanti sono gli stampini e foderateli anche nei bordi. Riempite gli stampini con la crema, poi metteteli a cuocere nel forno ventilato preriscaldato a 200° per circa 10 minuti. Sfornateli, lasciateli raffreddare, poi servite i dolcetti con una spolverata di zucchero a velo.

DOVE DORMIRE

*Hotel Jerónimos 8****, R.Dos Jerónimos 8, Belem, tel +351 21 360 0900, www.jeronimos8.lisbonhotels.it Hotel di design nel quartiere di Belem. Dispone di 65 stanze di diversa tipologia arredate in stile contemporaneo. A disposizione un patio open-air di ispirazione orientale in cui rilassarsi tra cascatelle e bamboo. Doppia da € 182

*Barrio Alto Hotel*****, Praça Luis de Camões 2, Barrio Alto, Lisbona, tel +351 21 340 8288, www.bairroaltohotel.com Nel cuore di Lisbona, questo boutique hotel è ricavato in un edificio del XVIII secolo. Valore aggiunto, le terrazze panoramiche con vista sulla città. Doppia con colazione da € 230

DOVE MANGIARE

*Bota Alta, Trav. De Quimada 37, tel. +351. 213.427.959, Bairro Alto. Taverna caratteristica, decorata con soprammobili a forma di stivali (botas) che offre autentici piatti di pesce e carne della cucina portoghese, tra cui il bachalau com natas (baccalà alla panna) e il bachalau real. Ottimi anche i dolci e il vino della casa.

*Enoteca de Belem, tv Marta Pinto 10, Belem, tel +351 21 363 1511, www.travessadaermida.com Suggestiva enoteca dove si incontrano le migliori etichette del Portogallo con i sapori più autentici.

INFO

www.visitlisboa.com

 

 

Print Friendly, PDF & Email