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L’INTERVISTA DEL GIOVEDI’: Anna Di Cagno e la nuova guida “Milano al Femminile”

E’ disponibile online e nelle librerie “Milano al Femminile” (edizione Morellini, 11.90 Euro), la nuova guida turistica dedicata alle donne (ma non solo) che vogliono conoscere e vivere Milano liberamente, lontane dagli obsoleti pregiudizi che per anni hanno definito questa città buia e triste.

In questa Guida, la Capitale della Moda e del Design viene riscoperta: dalla “bela Madunina” ai locali più in del momento, un “vademecum” tascabile vi accompagnerà fino a farvi innamorare di una metropoli tutt’altro che grigia.

Anna di Cagno, giornalista professionista, nasce a Bari ma vive a Milano ormai da anni. Abbiamo intervistato per voi l’autrice, la quale, orgogliosa e appassionata della sua città, ci racconta una Milano rinnovata ed alla portata di tutti. Per Anna Di Cagno, Milano è un mondo moderno, all’avanguardia e sempre pronto ad accoglierti a braccia aperte.

La copertina della Guida “Milano al Femminile”.

Lei qui elenca una serie di quartieri milanesi con breve descrizione annessa, per esempio Porta Romana, i Navigli, il Quartiere Isola. Quale indicherebbe come quartiere da non perdere, per chi viene la prima volta a Milano?

Indubbiamente Porta Nuova, la nuova Milano è lì. Con i suoi grattacieli spettacolari, uno tra tutti il Bosco Verticale, e il suo meraviglioso mix tra vecchio e nuovo. Alle spalle di piazza Gae Aulenti si apre poi l’Isola, la zona hipster e “localosa” più alternativa della città.

Piazza Gae Aulenti.

Ritiene che Milano abbia fatto dei passi in avanti negli ultimi tempi, a livello sia estetico che di sicurezza e di apertura al mondo?

Io sono nata a Bari ma vivo a Milano dal 1992 e devo ammettere che quello che ho visto negli ultimi cinque anni ha dell’incredibile. Questa città si è trasformata: sono nati nuovi quartieri come il City Life, al fianco della già citata Porta Nuova, mentre i vecchi quartieri stanno vivendo una rinascita e un rilancio.

Complice, ma non solo, l’Expo. Expo è stato un evento che è durato solo un anno e ha portato molti soldi in città: Milano ha saputo usarli bene, ma questa onda lunga non accenna, per fortuna, a spegnersi e ci sta regalando una città in piena rifioritura, estetica e culturale. Nonostante tutti gli allarmismi, inoltre, questa città sta guadagnando anche in sicurezza, restando sicura soprattutto per le donne e questo nella Guida è sottolineato più volte.

City Life – Milano.

Cosa risponderebbe a quelli che definiscono Milano una città grigia e chiusa?

Che non la conoscono o che, purtroppo, non hanno avuto il tempo di fermarsi, perché Milano è in assoluto la città più accogliente in cui abbia mai vissuto. Io ho vissuto al sud, al centro e al nord quindi, nel mio piccolo, ho un buon osservatorio. Milano ha un cuore molto “terrone” (e non solo per la percentuale di meridionali che la caratterizza, tra cui la sottoscritta) ma perché è nella sua storia: “Milan g’ha el coeur in man”.

E’ la capitale del volontariato, è una città in cui tutti trovano uno spazio e un “posto al sole”, se hanno voglia di fare. È una città che non ti consente di piangerti addosso né di stare “coi man in man”. Magari cambi tre, quattro lavori nel corso della vita, ma se ti dai da fare, vieni premiato e sei accolto perché, diciamolo, i milanesi sono accoglienti.

Duomo di Milano.
Galleria Vittorio Emanuele II – Milano, 2018.
Corso Vittorio Emanuele II – Milano, 1930.

E’ una città che consiglierebbe a un giovane che viene qui a cercare lavoro?

Io trovo che Milano in quanto città in cui studiare non dia il meglio di sé: ci sono città universitarie molto più piacevoli, economiche e facili da vivere per uno studente. Come città in cui iniziare a lavorare, invece, è il migliore apprendistato che si possa fare. Milano non offre solo grandi opportunità di lavoro ma anche di vita, perché ti confronti quotidianamente con realtà e persone diverse. Un primo lavoro a Milano va cercato e non aspettato: questa è la prima lezione di vita che Milano dispensa.

Tra Fashion Week e Quadrilatero della Moda, Milano è senz’altro una città che detta le tendenze. Le grandi marche, però, hanno prezzi inaccessibili alla maggioranza delle persone. Pensa che esista una versione più “popolare” dell’alta moda?

Attenzione: la settimana della moda è nata per gli addetti al mestiere, molto chiusa, ma da quando è arrivato il fenomeno del Salone del Mobile – e del Fuori Salone – che ogni anno invade la città per una settimana con eventi e sfilate, quel mondo non è più così irraggiungibile. E siccome a Milano le antenne sono sempre dritte, c’è stata una commistione tra Moda e Mobile che in qualche modo si sono federati. Questo brulicare di iniziative accessibili a tutti ha fatto in modo che anche chi non fosse addetto al mestiere si sentisse parte di un mondo pieno di stimoli. Per esempio, chi torna poi a casa ed ha una boutique può mettere in pratica quanto imparato e vissuto qui. Inoltre, a Milano ci sono tantissime boutique, moltissime gestite e inventate da donne, che propongono una moda dai prezzi più accessibili. Nella nostra guida noi abbiamo cercato quelle più trendy e particolari.

Milan Fashion Week.

Dopo il lavoro, dopo le corse, tutti a fare il famoso “ape”. Ci consiglia due posti che secondo lei meritano una menzione?

Milano ha un’offerta davvero infinita: continuano ad aprire nuovi locali ed è difficile stare al passo. In primis, a me piace segnalare un locale che amo molto e che consiglierei alle donne che viaggiano sole o con amiche: il LùBar. È un posto magico, sembra di essere a Parigi nella sua migliore interpretazione. Un meraviglioso sapore d’altri tempi.

LùBar – interno.
L’autrice al LùBar.

Un altro posto che ha aperto recentemente proprio in Porta Romana, di cui parlavamo prima, è il Dabass. Con un arredo vintage, questa location offre sia aperitivo che cena ed è costruito al piano terra del “Flatiron di Milano”. Anche se si viene da sole non ci si sente un pesce fuor d’acqua.

Lei ha dedicato la sua Guida al lato femminile di questa città: che consiglio darebbe alle giovani donne che girano in questa città da sole?

Di non lasciarsi bloccare dai pregiudizi datati. A Milano le donne hanno una possibilità di azione come in poche altre città italiane. Prendersi un aperitivo da sola, secondo me, è un’esperienza che una donna giovane deve vivere perché ti trovi a parlare con chiunque. E non mi riferisco alle antiche tecniche di rimorchio (oggi si rimorchia con le App!), ma al desiderio di incontrare gente nuova, di parlarsi. Si può incontrare la ragazza di vent’anni così come la professoressa appena uscita dal consiglio d’istituto che va a bersi un calice di vino bianco. Questo ti dà il polso di una città che non lascia soli.

Infine, cosa vorrebbe dire di Milano oggi?

Venite a Milano, anche solo due giorni. Magari in settimana, così nel weekend si può andare al mare. Venite a vivere Milano da turisti, scopritene i capolavori e l’atmosfera. Qui c’è un’altra aria, forse con un po’ più di smog che in altre località, ma ne vale davvero la pena.

I consigli dell’autrice…

10 posti nuovi da provare:
1. Spirit de Milan, uno spazio unico ricavato in una vecchia fabbrica di lampadari in cui bere, mangiare a tavoli comuni e ascoltare concerti;

2. Terrazza Torre Prada, inaugurata da poco, il nuovo edificio della Fondazione Prada incanta per la sua bellezza e la vita sulla zona sud della città. Al suo interno, un bar e un ristorante da lasciarci gli occhi;

3. TipA, si chiama tipografia alimentare e si trova alle spalle del famoso Zelig. Ideale per aperitivi o spuntini veloci, offre cibo e vini bio;

4. Bakery Gourmet, nel cuore di Brera l’ultima creatura della catena Pandenus affidata allo chef Enrico Bartolini;

5. Locanda Perbellini, un bistrot dai prezzi accessibili per gustare una cucina stellata nel cuore storico di Milano;

6. Eclair de génie, una pasticceria rock in via Sarpi, la China Town meneghina in pieno rilancio d’immagine e sapori;

7. Ambaradan, una pizzeria dal costo variabile: il cliente paga in base alla soddisfazione;

8. Cracco in Galleria, per chi può permettersi una cena di lusso, ma anche per un caffè very extraordinary;

9. Igino Massari, là dove si entrava per prelevare dai Bancomat di Banca Intesa oggi ci ferma per assaggiare i meravigliosi dolci del famoso pasticcere;

10. Exit, un chiosco di gastronomia urbana in cui spiluccare piatti semplici e curati nel cuore finanziario di Milano.

 

Ricette tipiche

A parte l’intramontabile risotto con ossobuco rigorosamente con gremolata, sicuramente la novembrina Cassoeula, i Mondeghili, le polpette fatte con gli avanzi del lesso, la Busèca (la trippa alla milanese con fagioli bianchi di Spagna), il Pan de’ mei e i biscotti di farina gialla.

 

Carlotta Ruocco

 

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