Di Raffaele d’Argenzio

Ci sono luoghi in cui la storia scorre davvero lungo l’acqua. Nei Colli Euganei, i canali collegano i pendii vulcanici a Padova e alla laguna di Venezia, intrecciando borghi e meraviglie: castelli sorprendenti come quello del Catajo, laghetti termali da cui si estrae il prezioso fango di Lispida, e una strada del vino che attraversa colline ricamate di vigne, tra cui quelle del Moscato Giallo, da cui nasce lo spumante Fior d’Arancio.
Il Castello del Catajo
Seguendo il canale Battaglia arrivo a Battaglia Terme. E lì, tra il verde e l’acqua, mi appare il Castello del Catajo. È una visione che spiazza: imponente, quasi irreale, con un nome che evoca l’Oriente – e infatti rimanda al Cataj di Marco Polo, anche se in realtà “Catajo” deriva da Ca’ del tajo, la casa presso il “taglio” del canale. Gli Obizzi, famiglia di mercenari d’origine francese, vollero stupire per conquistarsi un posto nella società del tempo. E ci riuscirono, trasformando questa dimora in un racconto dipinto: un ciclo di affreschi realizzato da Gian Battista Zelotti, allievo del Veronese, ancora oggi ben conservato.
Il Cortile dei Giganti sorprende con la sua possibilità d’essere allagato per simulare battaglie navali. Le terrazze che lo circondano, un tempo palcoscenico di feste sontuose, sembrano ancora risuonare di musica e conversazioni. All’ingresso, un elefante scolpito annuncia l’atmosfera esotica, e all’interno scopro camini chiusi, manichini in abiti d’epoca, e un ingegno architettonico che anticipava il futuro. Gli Obizzi salirono in alto, così in alto che pare che il nome dell’obice, il cannone d’assedio, derivi proprio da loro. Anche dopo la loro estinzione, nel 1803, il castello continuò a espandersi, fedele alla sua vocazione: sorprendere.
La Villa Italia di Lispida e i vini del fuoco
Poco lontano, nella zona di Lispida, i Colli raccontano un’altra storia. Qui, dove un tempo sorgeva un convento, è nata la Villa Italia, oggi conosciuta come Castello di Lispida. Questo era il cuore pulsante dei traffici: da qui passavano le pietre che costruirono le ville venete, e qui si trovavano le cantine più grandi del territorio.
Tra vigneti ordinati e scorci poetici, partecipo a una celebrazione del gusto: l’evento Volcanic Wines. Nei sotterranei della Villa si incontrano le eccellenze vinicole nate su suolo vulcanico, non solo dei Colli Euganei, ma di tutta Italia. I sapori sono intensi, minerali, profondi. Assaggio formaggi locali e salumi d’oca, leggeri e saporiti, e mi lascio incantare da questo connubio di terra, fuoco e acqua.
Sulla Strada del Vino
Riprendo il cammino lungo la Strada del Vino, dove ogni curva è un invito a fermarsi: alla Trattoria “Il Taparo”, alla Cantina Borin, alla Trattoria Al Sasso. Gusto piselli dolcissimi, giuggiole mature e vini generosi. Salendo verso Ca’ Lustra, le vigne si arrampicano sui fianchi dei colli come ricami antichi. Qui incontro Franco Zanovello, presidente della Strada del Vino dei Colli Euganei, che ci guida alla scoperta dei vini del territorio: il Serprino fresco e vivace, il Fior d’Arancio profumato e spumeggiante, il Colli Euganei Rosso, intenso e avvolgente. E poi, il passito di moscato giallo: dolce ma mai stucchevole, come un ricordo che non vuoi dimenticare.
Il ritorno
Sulla via del ritorno getto uno sguardo fugace alla splendida Villa dei Vescovi: tornerò, me lo prometto. Ad Abano Terme mi attendono le luci della sera e un’atmosfera sospesa, come se, dalle ville e dai castelli che ho appena visitato, fossero riemerse figure d’altri tempi. In fondo, qui esiste una quarta via, che non trovi sulle mappe: la Strada del Tempo.
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