COSA VEDERE
Basilica di San Petronio, Una delle chiese più grandi d’Europa dalla Facciata incompiuta (metà marmo, metà mattoni) Ospita la meridiana più lunga del mondo, Piazza Maggiore, Il cuore della città, circondata da palazzi storici come Palazzo d’Accursio e il Palazzo del Podestà, il Teatro Anatomico, all’interno dell’Archiginnasio con la splendida sala in legno dove si facevano dissezioni nel ‘600.

Università di Bologna, fondata nel 1088 Passeggiare nella zona universitaria è un’esperienza viva e autentica Torre degli Asinelli, vale la pena di scalare 498 scalini per una vista spettacolare sulla città
Torre Garisenda, più bassa e curiosamente inclinata, citata anche da Dante Alighieri Palazzo Fava, gioiello rinascimentale affrescato dei Carraccio, Palazzo Re Enzo legato alla storia medievale, dove fu imprigionato Re Enzo di Sardegna, Palazzo Albergati, Eelegante villa barocca immersa nel verde, Complesso di Santo Stefano , sette Chiese collegate in un’ atmosfera mistica e silenziosa.

Bologna è conosciuta con i soprannomi di “la Dotta” e “la Grassa”, che ne riassumono perfettamente l’identità. “La Dotta” si riferisce alla presenza della prestigiosa Università di Bologna, fondata nel 1088 e considerata la più antica università del mondo occidentale. Da secoli attira studenti da ogni parte, contribuendo a creare un ambiente vivace, culturale e ricco di stimoli intellettuali.

Il soprannome “la Grassa”, invece, celebra la straordinaria tradizione gastronomica della città. Bologna è famosa per piatti iconici come le tagliatelle al ragù, i tortellini e la mortadella, simboli di una cucina ricca, sostanziosa e profondamente legata al territorio. Il cibo qui non è solo nutrimento, ma un elemento centrale della cultura e della socialità.
Ed è proprio “la Grassa” che oggi ci fa scoprire un piccolo paradiso della cucina locale, sia tradizionale che rivisitata.
Siamo a “Da Lucia,” dove ci accoglie un ambiente: piccolo, elegante e molto accogliente, spesso scelto anche per cene romantiche. La gestione è gestito dalla simpaticissima coppia Lucia e Chef Rosario Varriale, con cui mi sono intrattenuto in una simpatica chiacchierata.

Buongiorno Rosario, il suo primo ricordo da bimbo in cucina?
L’indimenticabile zabaione di zio Pietro con l’uovo montato e la sua crema di patate.. Io curiosavo e assaggiavo. La passione è continuata. e poi piano piano, verso i 18 anni, è scattata la scintilla professionale, lavorando da Chef Cesari.
Nel suo menu noto una evidente “bolognesità”, ma anche ispirazioni orientali,
Si, ho fortunatamente conosciuto una signora giapponese che ma ha insegnato qualche tecnica orientale di cui mi sono innamorato.. Cosi mi sono inventato soprattutto di pesce, come il tonno rosso marinato e scottato servito con radicchio rosso, cipolla rossa caramellata e mayonese di soia, il polpo in salsa teriakye alghe wakame e la seppia arrosto con pak choi e fiori di mandorla,

E’ Chef anche a casa?
(sorride) Assolutamente no… per fortuna c’è mia moglie Lucia, ottima cuoca, basterebbe citare le sue deliziose polpette al pomodoro di cui in famiglia ne andiamo tutti matti…
C’è un piatto che ama gustare quando cucinato da un altro Chef?
Si, forse il piatto più caratteristico della cucina bolognese: le tagliatelle al ragù !
Mi incuriosisce assaggiare quelle degli altri! Le trovo al ristorante Arcimboldo e alla Trattoria da Me, ma, così dicono, anche le mie sono top!
Il suo menu. Come lo ha impostato?
Tradizione emiliana più cucina contemporanea,
La mia cucina percorre una strada tradizionale, ma anche contemporanea e innovativa.
Pasta e pane rigorosamente fatti in casa.

Tra i suoi piatti “signature”?
Un rollè di coniglio ripieno di salsiccie, cardoncello, il suo fondo su un cremoso di patate e spinaci croccanti e le animelle di vitello, zucca, cardoncelli e fondo bruno.
Mi sembra che la creatività non le manchi…
Direi di sei, per esempio il tipico piatto di”balanzoni” di Cesari, in sfoglia verde,ripieni di carne e ricotta serviti su fonduta di parmigiano con una nota croccante di prosciutto di Parma , i tagliolini mantecati burro e limone, lupini di mare e caviale oppure i nostri “bottoni” ripieni di cacio e pepe liquido, bisque di crudo di gamberi e olio al prezzemolo.
Ci regala una ricetta?
Eccola
Animelle di vitello, zucca, cardoncelli e fondo bruno.

ingredienti per 4 persone
400 grammi di animelle di vitello
1 l di acqua
100 ml di aceto
burro chiarificato ( 100 g)
200 g di cardoncelli ,
crema di zucca qb
sale qb pepe qb ,
Sbollentare le animelle in acqua con aceto asciugarle con panno asciutto mettere in padella con il burro chiarificato fino a renderle croccanti
Cuocere la zucca cuocere forno a 185° a vapore condire con sale e pepe q.b frullare la zucca e fare un cremoso (che verrà usato nel piatto )
Saltare i funghi trifolati in padella per 4 min e metterli sulla base del piatto insieme al cremoso di zuccca e appoggiare le animelle cotte in precedenza.

INFO
www. bolognawelcome.it
www.ristorantedalucia.it/









