Ricette di viaggio

Vicenza, tra l’architettura del Palladio e i sapori del baccalà

Una città con un territorio sorprendente, che conserva gioielli naturali e architettonici, come i capolavori di Andrea Palladio, che qui ha lasciato numerose testimonianze della sua arte, inserite dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità. Ville nelle cui cucine soni nate le leggendarie ricette con sua maestà il baccalà Veduta del fiume Retrone dal Ponte San Michele.

La nostra comoda e preziosa Citroen C4 Picasso ci ha condotti da Soave fin qui, dove può cominciare la seconda parte del nostro percorso con un itinerario da fare in un fine settimana, ammirando i paesaggi opera dell’uomo e della natura. La tappa è Vicenza, dove ci si ferma per una visita al centro storico e per gustare il prelibato baccalà alla vicentina. Si parte da Piazza dei Signori, al cui ingresso svettano due colonne, sormontate una da un leone alato, simbolo della Repubblica di Venezia, di cui Vicenza entrò a far parte nel 1404, e l’altra dalla statua di Cristo Redentore. Costeggia la piazza la Basilica Palladiana, capolavoro del grande architetto rinascimentale. Qui si trova anche la Torre Bissara. Sotto i portici della Basilica, sorgono le più importanti oreficerie della città.

L’altro fiore all’occhiello è il Teatro Olimpico, progettato da Palladio nel 1580, ma realizzato dal suo allievo Jacopo Scamozzi. Dal lato sud di Piazza dei Signori si accede a Piazza delle Erbe, con la medievale Torre del girone o del tormento, dove fu imprigionato Silvio Pellico. Vale una visita anche Palazzo Chiericati, altro capolavoro palladiano, che si trova in Piazza Matteotti. In Piazza Duomo si trova poi la Cattedrale di Santa Maria Annunciata, che porta anch’essa la firma del Palladio. Nella Chiesa di Santa Corona, invece, si trova la tomba del grande architetto. Ma prima di uscire dalla città conviene andare al santuario di Monteberico, da cui si ammira il panorama dell’intera Vicenza.

Prendendo la SP247, si raggiunge Villa Almerico Capra, detta La Rotonda (www.villalarotonda.it), che dista circa 2,8 km dal centro. Si tratta della villa veneta più famosa del mondo, progettata dal Palladio nel 1556 per Paolo Almerico e poi terminata dai fratelli Capra. Vale una visita anche Villa Valmarana ai Nani (www.villavalmarana.com), famosa per lo splendido ciclo di affreschi di Gianbattista e Giandomenico Tiepolo. Una curiosità: deve il suo nome a diciassette statue di nani posizionate sul muro di cinta.

Secondo giorno

Da Vicenza a Marostica

Si parte alla volta di Bassano del Grappa, percorrendo prima la SR53, poi la SP52. Incastonata tra le rive del Brenta e le pendici del Monte Grappa, la cittadina vanta diverse eccellenze, come il Ponte Coperto o Ponte degli Alpini, costruito nel 1209 e rifatto su progetto di Palladio nel 1569. Nei pressi del ponte si trova anche la storica Bottega Nardini, la più famosa distilleria di grappa bassanese, risalente al 1779. Tra i monumenti da non perder, c’è anche il Castello Superiore, costruito dai Vescovi di Vicenza e completato dagli Ezzelini. Meritano una visita anche Palazzo Pretorio, costruito tra il 1300 e il 1400, la Porta delle Grazie con il monumento al generale Giardino, l’antico Borgo Margnan, che si affaccia sul Brenta e la Loggia, sede del Municipio.

Marostica – Scacchi viventi

Nella stessa piazza si trova anche il Duomo di Santa Maria in Colle.

Vale una sosta il Museo Civico, ospitato nel trecentesco ex convento di San Francesco, che conserva ceramiche, dipinti e opere di Canova, oltre a una ricca sezione archeologica. Nel pomeriggio, si percorre Viale Vicenza e si prende la SP 248 in direzione di Marostica, famosa nel mondo per i suoi scacchi viventi. La partita si tiene nella Piazza degli Scacchi solo negli anni pari. Di fronte alla piazza si trova anche il suggestivo Castello Inferiore, costruito dai Vescovi di Vicenza e completato dagli Ezzelini. Meritano una visita anche Palazzo Pretorio, costruito tra il 1300 e il 1400, la Porta delle Grazie, con il monumento al generale Giardino, l’antico Borgo Margnan, che si affaccia sul Brenta e la Loggia, sede del Municipio. Nella stessa piazza si trova anche il Duomo di Santa Maria in Colle. Vale una sosta il Museo Civico, ospitato nel trecentesco ex convento di San Francesco, che conserva ceramiche, dipinti e opere di Canova, oltre a una ricca sezione archeologica.

Da Vicenza alle Piccole Dolomiti

La seconda proposta è un itinerario di 125 km nella Valle Agno, dedicata a chi ama i bei paesaggi con soste per visitare le ville venete che si incontrano lungo il percorso. Si parte sempre da Vicenza, poi si prende la SR11 in direzione di Montecchio Maggiore, dove ci si ferma per visitare Villa Cordellina Lombardi che conserva, nel suo salone principale, un ciclo di affreschi di Gian Battista Tiepolo ispirati alle gesta di Alessandro Magno e di Scipione l’Africano. Si risale poi in auto con destinazione Trissino e poi Cornedo Vicentino. Si procede poi lungo la SP46 e si arriva a Valdagno, dove, all’interno dello splendido Palazzo Festari, si trova il Museo Civico “Dal Lago” che custodisce numerosi fossili preistorici rinvenuti nella valle. All’interno, anche una ricostruzione dell’ambiente di Jurassic Park, che non mancherà di divertire grandi e piccoli. La tappa successiva è Recoaro Terme, nell’alta Valle dell’Agno, ai piedi delle Piccole Dolomiti. Qui ci si può fermare per il pranzo, magari assaporando le specialità locali, come gli “gnocchi con la fioreta”. Nel pomeriggio, si riprende lungo la SP46 in direzione delle Valli del Pasubio, toccando Schio, Malo e Piovene Rocchette. Ci si avvia poi lungo il tratto finale dell’itinerario toccando Thiene, Breganze, Dueville e Caldogno, dove ci si ferma per visitare Villa Caldogno, progettata dal Palladio e inserita nella lista dei siti Unesco.

BACCALÀ ALLA VICENTINA

INGREDIENTI

– 1 kg di stoccafisso secco

– 250 gr di cipolle

– ½ litro di olio extravergine di oliva

– 3 sarde sotto sale

– ½ litro di latte fresco

– farina bianca q.b

– 50 gr di parmigiano grattugiato

– Prezzemolo tritato, sale e pepe q.b

PREPARAZIONE

Ammollate lo stoccafisso, togliete la lisca e le spine e tagliatelo a pezzi. Affettate le cipolle e rosolatele in un tegame con un bicchiere d’olio, poi aggiungete le sarde sotto sale tagliate a pezzetti e, a fuoco spento, il prezzemolo tritato. Infarinate i pezzi di stoccafisso, irrorateli con il soffritto preparato e disponeteli l’uno accanto all’altro in un tegame di cotto, dopo aver versato sul fondo un po’ di soffritto. Ricoprite il pesce con il resto del soffritto e aggiungete il latte, il parmigiano grattugiato, il sale e il pepe. Unite il resto dell’olio e cuocete a fuoco dolce per circa 4 ore e mezzo, senza mai mescolare, ma muovendo il tegame in senso rotatorio. Servite con polenta alla brace.

I VINI

Vespaiolo di Breganze DOC e Lessini Durello per i bianchi, oppure il Rosso di Barbano, dal color rubino e il sapore fruttato.

Dove acquistare: Casa Vinicola Zonin, via Borgolecco 9, Gambellara (VI

Tel: 0444/640160 – 0444/640174 (enoteca) www.zonin1821.it

GNOCCHI CON LA FIORETA

INGREDIENTI

– 1,5 l di fioretta (ricotta fresca)

– 800 g di farina

– 4 uova

– noce moscata grattugiata

– sale

– 200 g di burro fuso

– 10 foglioline di salvia

– formaggio grana grattugiato a piacimento

PREPARAZIONE

In una ciotola ampia versate la fioretta e unite la farina, quind impastate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto liscio ma discretamente compatto. Aiutandovi con un cucchiaio, prendete parte del composto e fatene dei piccoli gnocchi da tuffare nell’acqua bollente abbondantemente salata. Quando riaffiorano lasciarli cuocere per altri tre, quattro minuti. Nel frattempo mettete a scaldare in una padellina il burro lasciandolo fino a che s’è colorato di nocciola. Pescate quindi gli gnocchi con delicatezza, disponeteli nel piatto, cospargeteli con abbondante formaggio grattugiato, conditeli con il burro fuso e servite. A piacere possono essere aggiunte delle foglie di salvia per insaporire il burro oppure può essere grattugiata della ricotta affumicata. Evitare di alterare la ricetta base con altri ingredienti.

I VINI

Soave DOC di Poggi è il vino bianco per eccellenza della tradizione veronese. È prodotto con uve garganega e trebbiano di Soave, raccolte a mano verso la fine di settembre. Dove acquistare: Cantine Poggi, via Poggi 7, Affi (VR). Tel: 045 7235044

www.cantinepoggi.it