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Viaggio nella Romagna che Tin Bòta: da Bertinoro a Imola

Di Giuseppe Ortolano

La Romagna Tin Bòta, ovvero “tiene duro” e guarda al futuro, invitando chi la vuole aiutare concretamente a visitarla per contribuire al rilancio dell’economia e della speranza e scoprire l’operosità dei suoi abitanti che hanno prontamente riattivato i servizi turistici. E proprio per potervi raccontare questa terra che Tin Bòta noi di Weekend Premium abbiamo visitato un angolo di Romagna, da Imola a Cesena e a Bertinoro, passando per Forlimpopoli, Castrocaro Terme, Terra del Sole e Meldola, entrando in rocche e cantine, incontrando sindaci e ristoratori, cittadini e guide turistiche.

Faenza sommersa dall’acqua

Abbiamo visto i segni lasciati dall’alluvione, ma soprattutto ci ha emozionato la voglia di ripartire, il desiderio di accogliere a braccia aperte il turista, di raccontargli il bello e il buono di questa terra. Un piccolo-grande viaggio che abbiamo riassunto in tre puntate e in dieci tappe, che vi vogliamo raccontare per condividere speranze ed emozioni e per invitarvi a dedicare una fine settimana o una breve vacanza a questi luoghi, oggi più che mai belli e ospitali.

L’autore, Giuseppe Ortolano in Romagna
Agriturismi, ristoranti, musei, cantine, negozi, rocche, antiche piazze e palazzi storici li troverete nuovamente aperti e sapranno accogliervi così come hanno accolto noi, con quel calore e ottimismo romagnolo che ha fatto grande questo angolo di Italia.

Bertinoro, il balcone di Romagna

Arriviamo al borgo medievale di Bertinoro, situato a metà strada tra Forlì e Cesena e dominato dall’imponente Rocca, da dove lo sguardo spazia sull’intera pianura romagnola, fino al mare. Nei secoli ha accolto illustri ospiti, dall’imperatore Federico Barbarossa a Dante Alighieri, e oggi ospita un Centro Residenziale Universitario per l’alta formazione e l’interessante Museo Interreligioso, unico in Italia, dedicato alle tre grandi religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam.

Veduta di Bertinoro

Una piacevole passeggiata nel centro abitato, completamente accessibile, ci porta ad ammirare la cattedrale seicentesca, Palazzo Ordelaffi (sede del municipio), l’antica torre dell’orologio, la campana dell’Albana ( che suona per dare il via alla vendemmia), l’originale Colonna dell’Ospitalità (conosciuta come Colonna degli Anelli e simbolo dell’antico costume dell’ospitalità bertinorese) e il quartiere La Giudecca, che testimonia l’esistenza di una fiorente comunità ebraica a partire dal XIV secolo. Sentieri e stradine di campagna permettono di raggiungere a piedi o in bicicletta antiche pievi, aree naturali e punti panoramici.

La Colonna dell’Ospitalità
INFO: www.visitbertinoro.it

Castrocaro Terme – Salute e bellezza

Avevamo tanti motivi per visitare questo bel borgo sul quale sventola la Bandiera Arancione, il marchio con cui il Touring Club Italiano certifica i comuni dell’entroterra italiano che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità. Quelli che ci hanno colpito sono due.

Le Terme di Castrocaro

Le terme innanzitutto, che abbiamo visto perfettamente operative, con gli eleganti edifici con sale sontuose, fastosi arredi d’epoca e decori raffinatissimi incorniciati in pareti sinuose; il Padiglione delle Feste, in puro stile Art Déco ad opera di Tito Chini, e il Grand Hotel delle Terme del Piacentini, esempio di architettura razionalista che ha conservato immutato il fascino e l’eleganza degli Anni Venti e Trenta.

Castrocaro, la rocca medievale

Poi ci siamo fatti affascinare dall’imponente fortezza dove dormì l’imperatore Federico Barbarossa, uno dei più antichi castelli italiani, risalente alla fine del IX secolo, che domina il paese e ospita il Museo storico e archeologico della città e gli spettacolari Arsenali Medicei. Per i più sportivi c’è la passeggiata fino alla Rupe dei Cozzi, dove ammirare affioramenti di fossili.

INFO: https://castrocarotermeterradelsole.travel

Imola – Dove il rap canta in pista

Situata sulle rive del fiume Santerno, là dove l’Appennino Tosco-Romagnolo incontra la Pianura Padana, Imola è conosciuta in tutto il mondo per il suo storico autodromo. E proprio qui è in programma, il 29 luglio, l’Imola Summer Sound per la Romagna, l’evento benefico a sostegno della popolazione colpita dall’alluvione. Nato dalla volontà di Sfera Ebbasta, Luchè e Shiva (che avevano in programma i loro concerti nel festival a Imola il prossimo 7 luglio), vedrà la partecipazione dei più importanti nomi del rap e della trap. Un’occasione per trascorrere alcuni giorni nella zona.

Imola, la rocca

Noi ci siamo fatti affascinare dagli eleganti palazzi nobiliari; dalla Rocca Sforzesca di origine duecentesca; dalla settecentesca Farmacia dell’Ospedale e dal Museo di San Domenico, situato nel chiostro dell’ex convento dei Santi Nicolò e Domenico, dove abbiamo ammirato Le Collezioni d’Arte della Città con circa seicento tra dipinti, ceramiche e sculture che raccontano la storia della cultura figurativa imolese dal Duecento fino alla contemporaneità.

INFO: https://visitareimola.it