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Borghi da guardare: bellezza e poesia a Vernazza

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“Dal porto di Vernazza le luci erano

a tratti scancellate

dal crescere dell’onde invisibili al

fondo della notte.”

da “Le Occasioni” di E.Montale

In Liguria, sulla costa di levante ci sono quindici chilometri di costa protetti da un parco nazionale, e cinque borghi uniti da un sentiero che s’inerpica sulla costa scoscesa a picco sul mare. Vernazza è uno di questi, tutto raccolto nel tratto terminale del torrente Vernazzola che nel 2011 provocò un alluvione con vittime e disastri. Ora è solo un brutto ricordo. Le case, addossate le une alle altre intersecate da carrugi stretti e in salita, sono abbelliti da porticati, logge, portali, testimonianza della prosperità di cui godette il paese durante la dominazione genovese, il tutto attorniate da ripidi pendii dove, su terrazzamenti a fasce rubati alla montagna, vengono coltivate le viti per ricavarne l’ottimo passito Sciacchetrà e il vino bianco Cinqueterre.

Un paesaggio marino di aspra bellezza con le finestre di Vernazza di fronte al mare da dove contemplare le furiose libecciate che di tanto in tanto battono la costa. Per fotografare questi scorci unici servono un grandangolo 24mm e un tele zoom 80-200 da riporre in un comodo zainetto che distribuisce bene il peso sulla spalla, e, non secondario, lasciare libere le mani per fermarsi da eventuali scivoloni sui sentieri a picco sul mare. Per riprendere le atmosfere notturne, le onde e il mare in movimento, un piccolo treppiedi può risultare utile. E, nei momenti di pausa, leggete poesie di Eugenio Montale che da questi luoghi traeva ispirazione, per trovarvi preparati davanti a una situazione pronta per essere scritta “con la luce”.

Come una prua di nave la chiesa di Santa Margherita di Antiochia, che risale al XIII, si spinge in mare, di fronte, i resti del castello dei Doria quale sistema difensivo del borgo che, dall’alto della torre cilindrica sorveglia un ampio tratto di costa. Un parcheggio fuori paese consente di lasciare l’auto ma qui è meglio arrivare con la strada ferrata, e i treni frequenti facilitano la visita degli altri quattro borghi. Nel mercato del giovedì mattina s’incontrano i contadini e i pescatori, voci e fragranze di terra e di mare che mettono in bella mostra i prodotti del territorio.

Per arrivare: autostrada A12 da Genova e uscita di Carrodano, seguire fino a Levanto, qui il mio consiglio è di lasciare l’auto nei numerosi parcheggi a pagamento e usare il treno.

Per mangiare: Ristorante Gambero Rosso sotto la torre di Vernazza, ottimi piatti a base di pesce e crostacei.

Per dormire: Vittoria Rooms, via Roma, 15. Cell. 335 9574005, sulla via centrale a due passi dal porticciolo.