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UNESCO con Gusto. I violini di Cremona valgono un Patrimonio

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Continua il nostro viaggio alla scoperta della nostra bella Italia. Il nostro paese, come vi abbiamo raccontato, vanta ben 55 siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ma fanno parte del Patrimonio Immateriale dell’Umanità altre 12 eccellenze. Come il “Saper fare liutario cremonese”, entrato nella prestigiosa lista nel 2012.

La professione di liutai inizia a svilupparsi a Cremona nel XVI secolo, coinvolgendo nel lavoro di bottega intere famiglie, tra cui gli Stradivari, gli Amati e i Guarneri, che poi si tramandarono l’arte e i suoi segreti di padre in figlio. Ancora oggi, sono più di 150 le botteghe dei maestri liutai cremonesi che ogni giorno rinnovano la tradizione dei grandi maestri del passato.

Quest’ultima, richiede che la creazione dei violini sia esclusivamente manuale, nessuna parte deve essere di provenienza industriale e anche il legno utilizzato deve essere stagionato naturalmente. Ogni dettaglio, poi, anche se sembra solo decorativo, ha in realtà un significato profondo nella realizzazione dello strumento.

Il risultato di questa perizia è che ogni violino che esce dalle mani dei maestri liutai di Cremona è unico e straordinario. Inoltre, ogni artigiano riesce a costruire da tre a sei strumenti all’anno, assemblando a mano più di 70 pezzi intorno a uno stampo, secondo le diverse risposte acustiche di ogni singolo pezzo, ognuno dei quali è fatto di un legno specifico.

L’arte dei liutai è talmente ammirata e ambita che Cremona è diventata un punto di riferimento mondiale per chi desidera apprenderla. Qui, infatti, si trova la Scuola Internazionale di Liuteria, frequentata da studenti italiani e stranieri, che nel loro percorso di studi imparano l’arte della costruzione degli strumenti, ma anche la storia e la tecnica che, nei secoli, ha portato questa tradizione antica ai massimi livelli.

Il Museo del Violino e la casa di Stradivari

Si può cominciare la visita dal Museo del Violino (www.museodelviolino.org) per intraprendere un viaggio lungo cinque secoli attraverso un percorso multimediali di suoni ed emozioni. Una sezione, la Bottega di liuteria, è dedicata alle diverse fasi della creazione degli strumenti e vederli nascere dalle mani dei maestri artigiani.

Nella sezione Lo scrigno dei tesori, invece, si può ammirare una preziosa collezione dei dodici tra i più significativi strumenti della liuteria cremonese. Tra questi c’è un Carlo IX Andrea Amati del 1566, il più antico. Il più recente della collezione è invece un violino del 1941 realizzato da Simone Fernando Sacconi.

Il museo custodisce anche una collezione permanente di liuteria contemporanea, che include gli strumenti premiati con una medaglia d’oro al Concorso Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco “Antonio Stradivari”, istituito nel 1976, una sorta di “Olimpiadi” della liuteria.

Altra chicca del museo è l’Auditorium Arvedi, dove si tengono le prove e le audizioni degli strumenti antichi, suonati da musicisti famosi nell’ambito di un calendario annuale di appuntamenti musicali. Per la sua acustica perfetta, l’Auditorium è stato premiato nel 20016 dall’Associazione Design Industriale.

Infine, il museo è la sede dell’associazione internazionale Friends of Stradivari, di cui fanno parte coloro che possiedono, usano o custodiscono gli strumenti capolavoro dei grandi maestri. Un ‘esposizione permanente consente inoltre di ammirare alcuni di questi appartenenti a collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.

Da non perdere poi una visita alla Casa di Antonio Stradivari, che si trova in Corso Garibaldi 7. Qui il celebre maestro liutaio visse con la moglie Francesca Ferraboschi e qui creò alcuni dei suoi violini più celebri. Tra questi ci sono il Clisbee del 1669, la viola Mahler del 1672, il violino Sunrise del 1677 e il violino Hellier del 1679, e alcune rare chitarre. La casa è riconoscibile da una targa commemorativa posta sul muro esterno.

…continua nella seconda pagina….