Ci sono weekend che sembrano disegnati apposta per ricordarci quanto sia straordinario vivere in questo Paese, o semplicemente attraversarlo, da Nord a Sud, seguendo il filo di quello che accade. Sabato 21 e domenica 22 febbraio cadono nel cuore dell’inverno che sta per cedere, quel momento dell’anno in cui la natura si prende ancora qualche giorno di pausa ma le persone no: escono, si ritrovano, festeggiano, scambiano storie e mangiano bene insieme. Il calendario è ricco di eventi, ecco, allora, qualche consiglio su che cosa fare e dove andare.
A Cremona c’e’ BonTa’ & Gusto Divino, il gusto in fiera
La città del violino, del Torrazzo e del torrone è anche, da oltre quindici anni, una delle capitali italiane dell’enogastronomia artigianale grazie al BonTa’ & Gusto Divino, il salone nazionale che ogni febbraio riempie i padiglioni della Fiera con il meglio della produzione food & wine del territorio e non solo. L’edizione 2026 si presenta con 150 espositori selezionati tra i più rappresentativi del panorama italiano: non si trovano grandi industrie alimentari, ma piccoli e medi produttori che fanno le cose come si faceva una volta, con la materia prima al centro e il rispetto del territorio come bussola. Si va dai formaggi stagionati a latte crudo ai salumi norcini e lombardi, dall’olio extravergine d’oliva di piccoli frantoi alle conserve vegetali, dai lievitati artigianali alle birre di qualità. La grande novità di quest’anno è la celebrazione delle paste ripiene come simbolo vivente della tradizione culinaria italiana, da poco riconosciuta Patrimonio Immateriale UNESCO: un percorso dedicato che racconta la storia, la tecnica e le varianti regionali di un piatto che è molto più di un piatto.

In parallelo, l’area Gusto Divino ospita oltre trenta produttori vinicoli da tutta Italia con degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici e masterclass aperte al pubblico, dove si impara davvero cosa significa annusare, girare, assaggiare. Non manca il BonTa’ in Tavola, il format che porta la manifestazione fuori dai padiglioni e trasforma il centro di Cremona in un ristorante diffuso: locali e ristoratori propongono menù speciali costruiti attorno alle DOP e IGP lombarde, e si passeggia tra il Duomo e le strade del centro con la scusa di una sosta gastronomica che diventa scoperta culturale. Sabato 21 febbraio, in apertura, si tiene una tavola rotonda ad alto profilo sul valore delle eccellenze alimentari italiane nel mondo; nel pomeriggio, l’ONAF conduce una sessione di analisi sensoriale per imparare a riconoscere le sfumature dei grandi formaggi DOP lombardi. E poi ci sono anche gli chef: Giancarlo Polito, stella Bib Gourmand, e Fabio Cappiello, due stelle Michelin tra cui una verde per la sostenibilita’, tengono show cooking sabato 21 che sono al tempo stesso spettacolo e lezione di cucina. Cremona, insomma, non delude mai.
INFO: www.ilbonta.it www.cremonafiere.it Tel. +39 0372 598011, info@cremonafiere.it
A Milano per il Sabato Grasso Ambrosiano
Milano ha questa cosa bellissima: quando il resto d’Italia ha già tolto i costumi di carnevale e si è incenerita la fronte il mercoledì, lei continua a festeggiare. È il rito ambrosiano, antichissimo, che risale alla leggenda di Sant’Ambrogio in viaggio quando sarebbe dovuta iniziare la Quaresima: il vescovo chiese ai milanesi di aspettarlo, e i milanesi — che forse non vedevano l’ora di avere una buona scusa — aspettarono. Da allora, quattro giorni in più. E il Sabato Grasso ambrosiano, il 21 febbraio 2026, è il grande giorno: la città intera si trasforma in un teatro di strada. Il pomeriggio è dominato dalla sfilata dei carri allegorici che parte da Corso Venezia e arriva all’area del Castello Sforzesco in un corteo lungo e rumoroso, colorato, profumato di frittelle appena sfornate e di quel leggerissimo profumo dolce dei coriandoli che si depositano ovunque. Le maschere storiche Meneghino e Cecca guidano il corteo mentre gli oratori portano avanti la tradizione più popolare e autentica del Carnevale milanese.

Piazza Duomo è il cuore della festa: ci si arriva trascinati dalla musica e dalla folla. Ma c’è di piu’. Dal 18 al 21 febbraio si svolge la diciannovesima edizione del Milano Clown Festival, il festival di circo contemporaneo e teatro di strada che porta 150 spettacoli gratuiti in ogni angolo della città. Il quartiere Isola diventa un palcoscenico diffuso dove giocolieri, acrobati, musicisti di strada e performer di teatro fisico si mescolano ai passanti in un’atmosfera che sa di primavera anche se fuori fa ancora freddo. Per le famiglie con bambini, poi, c’è il Carnevale alla Corte di Ludovico il Moro al Castello Sforzesco: laboratori creativi, animazioni in costume e la possibilità di vivere la festa in uno dei contesti architettonici più belli d’Italia. Alla fine della giornata, in uno dei bar storici di Porta Venezia o di Brera, un bicchiere di vino rosso e un cartoccio di bugie ancora calde completano il quadro nel modo migliore possibile.
INFO: Sabato 21 febbraio 2026 (Sabato Grasso); Milano Clown Festival dal 18 al 21 febbraio
Piazza Duomo, Castello Sforzesco, Corso Venezia, quartiere Isola e tutta la città
Sfilata e Clown Festival: ingresso gratuito | Castello Sforzesco: 5 euro adulti, gratuito under 18 www.comune.milano.it | www.milanoclownfestival.com |
Veneto Segreto, i luoghi che non si trovano sulle guide
In Veneto è una di quelle regioni che non finisce mai di sorprendere. Il progetto Veneto Segreto nasce per aprire le porte di luoghi che normalmente restano chiusi, raccontare storie che non si trovano facilmente, portarti in posti che nemmeno sapevi esistessero. Nel weekend del 21 e 22 febbraio, il programma di visite guidate straordinarie è’ denso e variegato, costruito per soddisfare gusti diversi con la stessa qualità narrativa. Si parte sabato 21 con la Fondazione Bisazza a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza: un luogo che è quasi impossibile da descrivere senza averlo visto. La Fondazione custodisce una raccolta di opere in mosaico contemporaneo di straordinaria qualità, commissionate ai più grandi artisti del mondo — da Mimmo Paladino a Marco Bagnoli, da Sandro Chia a Luigi Ontani — e gli spazi espositivi, progettati da Claudio Silvestrin, sono già di per se’ un’esperienza architettonica. Sempre sabato, a Lugo di Vicenza, si aprono le porte di Villa Godi Malinverni, la prima villa palladiana mai costruita da Andrea Palladio — quella che precede tutto, compreso il celebre stile che ha fatto il giro del mondo e ispirato l’architettura neoclassica da Londra a Washington. L’interno conserva affreschi cinquecenteschi e una cucina storica tra le più grandi d’Europa, un luogo dove il tempo si è fermato in modo quasi fisico.

Domenica 22, le visite si spostano a Venezia: le Gallerie dell’Accademia aprono con un tour guidato tematico che ripercorre cronologicamente la pittura veneziana dal Trecento a Canaletto, un viaggio attraverso la luce, il colore e l’acqua che è la più bella storia dell’arte che si possa raccontare stando fermi in una stanza. Sempre domenica, a Padova, il Museo Ebraico nel cuore del Ghetto propone una visita guidata abbinata a una degustazione di piatti della tradizione culinaria ebraica veneta: un incontro tra storia, memoria e sapore che lascia il segno.
INFO: Sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026; orari a turni con prenotazione obbligatoria (vedi sito)
Costo: mediamente 15-25 euro a visita guidata (variabile per sede); prenotazione obbligatoria
www.venetosegreto.com Tel. 049 8756714
La “Ciaspolata del Mattino” tra i boschi di Campigna (FC)
C’è un suono che chi ha camminato sulla neve in un bosco conosce e non dimentica: quello secco, morbido, quasi ovattato delle ciaspole che affondano nel manto bianco, e poi lo scricchiolio che sale sotto il piede, e il silenzio tutt’intorno che non è assenza di suoni ma presenza di qualcosa di più grande. È quello che si prova domenica 22 febbraio a Campigna (FC), nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, sull’Appennino romagnolo, dove si svolge la Ciaspolata del Mattino guidata da una guida ambientale certificata AIGAE. Siamo sulla linea di confine tra la Romagna e la Toscana, in una delle foreste più antiche e meglio conservate d’Italia, dove i faggi crescono imponenti e contorti come in un racconto di fate e i caprioli attraversano i sentieri guardandoti con quella calma assoluta di chi sa di essere a casa propria.

In inverno, con la neve che trasforma tutto, il paesaggio diventa più misterioso, più silenzioso, più vero. L’escursione si snoda lungo un percorso ad anello di media difficoltà, adatto a tutti. Lungo la strada, si ammira la storia geologica di questi boschi, la fauna— lupi, orsi bruni, aquile reali — e le tradizioni degli eremiti e dei carbonai che per secoli hanno vissuto di questa foresta. Il noleggio delle ciaspole è incluso nel prezzo, e il punto di ritrovo è facilmente raggiungibile in auto da Forlì, Cesena o Arezzo in meno di un’ora. Per chi vuole trasformare la domenica in un weekend completo, l’Hotel Lo Scoiattolo a Campigna offre una convenzione con pernottamento del sabato sera e cena tipica romagnola — i cappelletti in brodo di terza cottura, il ragù di ghiandaia, la piadina fatta a mano — che è già di per sè una ragione sufficiente per partire.
INFO: Domenica 22 febbraio 2026; partenza mattutina (orario esatto da confermare con la guida)
Campigna, Foresta Casentinese, Appennino romagnolo (FC) — punto di ritrovo comunicato alla prenotazione Quota: 25 euro adulti ciaspole incluse | 20 euro bambini 10-14 anni | 15 euro senza ciaspole
www.boschiromagnoli.it Prenotazione obbligatoria
A Norcia (PG) per Nero Norcia
Ci sono manifestazioni che esistono da così tanto tempo da essere diventate parte di un luogo. Nero Norcia è una queste. Sessantadue edizioni consecutive: significa che questa Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Nero Pregiato e dei Prodotti Tipici è nata nel 1964, e da allora non si è mai fermata. Anche quest’anno, si passeggia tra gli stand del mercato, annusando il profumo inconfondibile del tartufo nero pregiato di Norcia. il Tuber melanosporum, per chi vuole essere preciso, uno degli ingredienti più ricercati al mondo, e qui si acquista direttamente dai tartufai, con la garanzia di freschezza e autenticità che nessun negozio di città può offrire.

Ma Nero Norcia non è solo tartufo: è una norcineria a cielo aperto in tutto il suo splendore, con il Prosciutto di Norcia IGP, la Ventricina, la Mazzafegato, le lonze stagionate, i formaggi pecorini dell’Appennino umbro, le lenticchie di Castelluccio IGP — forse le più’ buone d’Italia — il farro e i legumi di montagna. Il centro storico di Norcia, da Porta Romana a Porta Ascolana, diventa un percorso del gusto dove ogni passo porta a uno stand nuovo, ogni assaggio racconta una storia di montagna, di stagioni, di mani esperte. In Piazza Vittorio Veneto, il Laboratorio del Gusto ospita chef stellati Michelin in show cooking aperti al pubblico: sabato 21 toccano a Giancarlo Polito, Bib Gourmand, e Fabio Cappiello, stella rossa e stella verde per la sostenibilità. Domenica 22, alle 11, al Digipass di Norcia si tiene un incontro curioso e inatteso: una conversazione illustrata su acquerelli, biciclette e paesaggio umbro — per chi vuole portare a casa qualcosa di più di un barattolo di truffle paste.
INFO: Venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026; orari: 9:00-19:00 circa
Centro storico di Norcia (PG), da Porta Romana a Porta Ascolana
Ingresso gratuito alla mostra mercato; degustazioni e pasti a pagamento
www.nero-norcia.it Tel. +39 0743 828711 info@nero-norcia.it
A Palermo c’è Cappuccetto Rosso al Museo delle Marionette,
A Palermo, l’inverno è mite e luminoso, i mercati storici profumano di spezie e agrumi, le chiese barocche aprono le loro porte dorate sulle piazze come braccia spalancate. Domenica 22 febbraio alle 17.30, il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino — uno dei musei più importanti del mondo dedicati al teatro di figura — ospita “Cappuccetto Rosso”, uno spettacolo della compagnia La Casa dei Santi di Catania con la voce e la presenza scenica di Giovanni Calcagno. Ma non si tratta del Cappuccetto Rosso che si conosce: è un viaggio alle origini della fiaba, nelle versioni più antiche e oscure del racconto, quelle precedenti ai fratelli Grimm e a Perrault, quando la storia non aveva ancora il finale rassicurante che tutti conosciamo. È uno spettacolo che funziona su più livelli: i bambini lo vivono come un’avventura, gli adulti come una riflessione ed è esattamente il tipo di teatro che rimane dentro a lungo.

Il museo stesso vale una visita: custodisce, infatti, oltre quattromila esemplari tra pupi, burattini, marionette e ombre provenienti da ogni angolo del mondo, con il corpus dei Pupi siciliani come pezzo forte — quelle figure di legno e metallo, alte quasi un metro, che combattono battaglie epiche tra Paladini e Saraceni in un teatro che ha radici medievali e anima popolare. Attorno al museo, il quartiere della Kalsa è una delle zone più belle e autentiche di Palermo: ci si passeggia prima dello spettacolo, si cena in uno dei trattorie nascoste tra i vicoli, si assaggia uno sfincione o un arancino ancora caldo dai friggitori di strada. Sabato 21, per chi arriva il giorno prima, sono aperte visite guidate speciali alla Galleria d’Arte Moderna e a Villa Zito con percorsi dedicati alle famiglie. E per i curiosi di storia, Palazzo Castelnuovo apre il suo rifugio antiaereo sotterraneo della Seconda Guerra Mondiale: uno spazio che non molti palermitani conoscono e che racconta una pagina di storia cittadina poco esplorata.
INFO: Domenica 22 febbraio 2026, ore 17:30 — Spettacolo Cappuccetto Rosso
Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, Piazzetta Niscemi 5, Palermo
Ingresso museo: 5 euro adulti, 3 euro ridotto
www.museodellemarionette.it







