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Un viaggio “Più dentro che fuori” nel nuovo romanzo di Alessandra Scagliola

Che cosa c’è di meglio di un buon libro per “viaggiare”, soprattutto se, come in questo periodo di emergenza, dobbiamo stare a casa? Eh, sì, i libri sono i migliori alleati per scatenare la fantasia, raggiungere “virtualmente” luoghi lontani, immedesimarsi nei personaggi, riflettere, sognare… 

Questa settimana vi parliamo del nuovo romanzo della scrittrice torinese Alessandra Scagliola, che è anche giornalista e blogger di “Alice in Phobicland” dove parla in maniera ironica, lucida e dissacrante della sua agorafobia e dei disturbi connessi, come paure, attacchi di panico e manie ossessivo-compulsive. Un tema a lei molto caro, che riprende anche in “Più dentro che fuori” (Morellini Editore, 216 pag, 13,90 €), la sua ultima fatica.

Nel romanzo Scagliola ci parla di un viaggio, che in realtà sono due. C’è quello fisico, da Torino a Dublino, compiuto dalla protagonista Patrizia, in arte “Eva La Reclusa”, blogger torinese affetta da agorafobia, manie ossessivo-compulsive, attacchi di panico e anoressia, alter ego dell’autrice, a bordo di una Cinquecento azzurra anni Novanta con un grande girasole dipinto sulla fiancata destra, e c’è il viaggio interiore, nel quale la protagonista rompe i suoi schemi mentali ed esce dalla sua “zona comfort” per avventurarsi nei luoghi più inesplorati di se stessa, affrontando l’ignoto.

È questo il significato del titolo “Più dentro che fuori”, che preannuncia un racconto dove il viaggio interiore e quello fisico si alternano e si compensano. E dove uno “fa bene all’altro”. Tuttavia, la protagonista non decide di compiere il suo viaggio “di punto in bianco”.

C’è una molla che la fa scattare: salvare la vita di Alex, blogger come lei e scrittore che sta scrivendo una guida turistico-intellettuale-culturale – letteraria di Dublino ma, soprattutto, aspirante suicida! Alex e Patrizia si sono conosciuti attraverso il blog, ma sono come lo specchio l’uno dell’altra. Salvando lui, Patrizia salva se stessa, e lo fa affrontando un viaggio “fisico”, con tutti i limiti e le paure che emergono durante il corso della narrazione.

In questa “avventura” non sarà però sola. Ed è qui che, come un ciclone, irrompono nella storia i divertentissimi e irresistibili comprimari, che in maniera rocambolesca e inaspettata, salgono con Patrizia a bordo della Cinquecento azzurra: c’è Agnese, l’amica del cuore, Ettore, un ginecologo decisamente “ingombrante” e Igor, scrittore sloveno anziano e saggio. Ognuno di loro, con le sue peculiarità e capacità, avrà il compito di tenere sopiti i disturbi multipli di Patrizia che, a mano a mano, emergeranno durante il tragitto, tra incidenti, cambi di direzioni, cani salvati, incontri ravvicinati con la gendarmerie.

Tuttavia, il “compito” di questi compagni di viaggio è anche quello di ricordare alla protagonista e ai lettori che nelle difficoltà non si è mai soli, c’è sempre qualcuno accanto a noi, basta chiedere aiuto per vedersi tendere una mano.

E la fine del viaggio è anche una presa di coscienza della propria condizione, della sua accettazione, racchiusa nella frase che Patrizia rivolge ad Alex: “Non siamo guariti e non lo saremo mai: non si guarisce da se stessi…non abbiamo una malattia…siamo una malattia. È accettabile, peccato per i sintomi. Quelli sono fastidiosi. Ma ci si abitua a tutto. Basta ogni tanto creare le condizioni per vivere un bel momento, tuffarcisi dentro e tenerlo in memoria per poi richiamarlo, quando la vita sembra insopportabile”.

L’autrice

Alessandra Scagliola è giornalista e blogger di “Alice in Phobicland”. Ha pubblicato il romanzo La Pulce del deserto (Socrates, 2007), e la guida Londra – Il gusto autentico della città (Castelvecchi Ultra 2012), in collaborazione con Patrizia Tagliamonte. Per Morellini Editore è uscito anche La banda dei pensionati, nel 2008.

INFO: www.morellinieditore.it