C’è un momento, ogni estate, in cui le città d’arte italiane smettono di somigliare a sé stesse. Piazze trasformate in corsie per valigie a rotelle, centri storici svuotati dei loro abitanti, borghi che diventano set fotografico per un giorno e poi tornano silenziosi. Chi ama viaggiare non può più permettersi di guardare a questi fenomeni come a un destino ineluttabile. Per questo vale la pena, prima di partire, fermarsi a leggere: non manuali di destinazioni, ma libri che aiutano a capire cosa sta succedendo davvero ai luoghi che amiamo visitare, restituendoci uno sguardo più critico e responsabile. Ecco tre letture recenti, uscite negli ultimi mesi, che affrontano da prospettive diverse la stessa domanda: il turismo è davvero una benedizione automatica per i territori, o è il tempo di ripensarlo da cima a fondo?
IL TURISMO NON È UN DESTINO, È UNA SCELTA
Si intitola così, non a caso, il saggio con cui apriamo questa rassegna: “Il turismo non è destino“, di Raffaele Rio (FrancoAngeli, in libreria dal 29 maggio 2026). Il titolo è già un programma. Rio, ricercatore ed esperto di politiche turistiche, smonta l’idea più comoda e più diffusa nel dibattito italiano: quella secondo cui il boom dei flussi turistici sarebbe una forza naturale, quasi meteorologica, a cui i territori possono solo adattarsi. Non è così, sostiene l’autore: il turismo è il risultato di scelte economiche, politiche e culturali precise, e troppo spesso di non-scelte di cui nessuno vuole assumersi la responsabilità. Il libro attraversa i grandi nodi del turismo contemporaneo: l’overtourism, l’inflazione turistica che spinge fuori casa i residenti più fragili, gli affitti brevi, il ruolo di piattaforme e algoritmi nell’orientare i flussi verso alcune mete anziché altre.
Un capitolo è dedicato a un tema raramente affrontato con questa chiarezza: le infiltrazioni della criminalità organizzata in un settore che muove miliardi di euro e che, nelle sue zone d’ombra, offre terreno fertile all’illegalità. Rio non si limita alla diagnosi: indica strumenti concreti per uscire da quella che chiama la “trappola del turismo” — dati affidabili, regole condivise, capacità di programmazione — perché i territori possano tornare ad avere voce in capitolo sul proprio futuro. Una lettura per chi non si accontenta della cartolina patinata del Belpaese.
L’autore: Raffaele Rio è ricercatore, saggista e manager pubblico-privato, con lunga esperienza nella pianificazione strategica e nell’analisi dei sistemi territoriali applicata al turismo. È stato presidente dell’Istituto Demoskopika e ha messo a punto diversi indici per misurare reputazione turistica e sovraffollamento delle destinazioni.
Scheda del libro:
Raffaele Rio
Il turismo non è destino. Come restituire ai territori il controllo del proprio futuro,
Editore Franco Angeli, pag: 210, € 31
QUANDO LA CITTÀ DIVENTA UN PRODOTTO DA CONSUMARE
Cambia il taglio, ma non l’urgenza del tema, in “Turistificazione. Overtourism e resistenze nella città neoliberista”, di Luca Alteri e Alessandro Barile (Mondadori Università, febbraio 2026). Un sociologo e uno storico firmano un saggio che nasce dal lavoro pluriennale dell’Osservatorio sulla città globale dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” sulle trasformazioni urbane legate a gentrificazione e turismo di massa. Il libro compie un viaggio a ritroso nella storia del turismo italiano, dal Grand Tour settecentesco all’esplosione della crocieristica, per mostrare come la turistificazione dei centri storici non sia un fenomeno improvviso ma l’esito di un processo di lungo periodo.
Con linguaggio divulgativo ma analiticamente rigoroso, gli autori si interrogano su domande che riguardano ormai tutte le città d’arte italiane: come cambia una città che accoglie milioni di visitatori l’anno? Il conflitto tra residenti e turisti è inevitabile? Superano la contrapposizione un po’ sterile tra chi vede nel turismo una risorsa pulita e chi lo considera la rovina delle città, per una lettura più articolata delle trasformazioni urbane contemporanee.
L’autore: Luca Alteri è sociologo, da anni impegnato nello studio dei movimenti sociali e delle trasformazioni urbane; Alessandro Barile è storico e coordina l’area “Territorio e società” dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. Insieme hanno già firmato altri studi sulle metropoli contemporanee.
Scheda del libro
Luca Alteri, Alessandro Barile
Turistificazione. Overtourism e resistenze nella città neoliberista
Mondadori Università, € 19,50 euro
UN’EUROPA DEL SUD CHE NON SI RICONOSCE PIÙ
Il terzo libro allarga lo sguardo oltre confine, ma parla anche di noi. “Turisti a casa nostra. Tra le macerie invisibili del neoliberismo urbano” di Antonio Di Siena (L.A.D. Edizioni, in libreria dal 12 dicembre 2025) prende le mosse da Atene, città che l’autore conosce da vicino dividendo la propria vita tra la Puglia e la Grecia, per raccontare un fenomeno che riguarda tutto il Mediterraneo: Napoli, Siviglia, Palermo, Porto, Salonicco, città in cui quartieri popolari si trasformano in prodotti da fotografare e condividere, mentre sfratti e affitti brevi svuotano il tessuto sociale.
A metà tra inchiesta, saggio e narrazione, il libro intreccia storie vissute in prima persona e analisi politica, componendo un atlante del “dopo-crisi”. Il concetto centrale, quello di “welfare surrogato”, descrive un meccanismo per cui il turismo finisce per sostituire funzioni un tempo proprie dello Stato sociale, diventando ammortizzatore economico in territori segnati da anni di austerità. Un libro che restituisce con crudezza il modo in cui la casa, la piazza, il quartiere diventano asset economici, e i cittadini, da protagonisti della propria città, si ritrovano spettatori del proprio spaesamento.
L’autore: Antonio Di Siena, nato a Bari nel 1982, è scrittore, curatore editoriale e blogger, da oltre dieci anni impegnato a raccontare la crisi economica e sociale dell’Europa mediterranea. È autore anche di “Memorandum. Una moderna tragedia greca” e curatore, con Luciano Canfora, del “Dizionario politico minimo”.
Scheda del libro
Antonio Di Siena
Turisti a casa nostra. Tra le macerie invisibili del neoliberismo urbano
L.A.D. Edizioni Pagine: pag 196, € 18
Tre libri, tre punti di vista, un’unica convinzione di fondo: il turismo di massa non è una legge di natura, ma il risultato di scelte che possiamo ancora correggere. Leggerli prima di partire non toglie nulla al piacere della scoperta: lo arricchisce di uno sguardo più consapevole su ciò che lasciamo dietro di noi ogni volta che visitiamo un luogo che qualcuno, ogni giorno, continua ad abitare.

