Veneto: siete pronti ? Si parte per uno stellare viaggio gourmet. Top Chef e “hostarie” da non perdere …

(Italian and English version)

La cucina veneta… che abbondanza, che varietà e che squisitezze…

Bigoli al Torchi, grossi ruvidi spaghetti trafilati al bronzo conditi solitamente con le sarde o con il ragù d’anatra, pasta e fagioli minestra della tradizione contadina nella versione veneta, si utilizzano i borlotti secchi conditi con lardo pancetta o cotenna. Baccalà alla vicentina cotto per molte ore a fuoco lento su un fondo di cipolla, aglio, prezzemolo e acciughe dissalate con aggiunta di latte formaggio grattugiato, si serve con polenta bianca.

Baccalà alla vicentina

Ne volete ancora?

Bisato in teglia, anguilla rosolata e spruzzata con aceto e vino rosso, salsa di pomodoro e trasferita in forno. Fegato alla veneziana tagliato a fettine sottili e marinato in acqua e aceto quindi cotto brevemente con una pari quantità di cipolla bianca. Sarde in Saor dove i pesci, infarinati e fritti  sono lasciati per almeno due giorni in una tipica marinatura preparata con cipolle, olio ,vino e aceto. Seppie in umido cotte in umido con pomodoro e il loro nero e servite con polenta bianca.

Il classico sugo nero di seppia

La prestigiosa  Guida Michelin ha premiato una delle regioni italiane più belle, più varie e certamente più gourmet:  il Veneto, che ha fatto incetta di riconoscimenti, ottenendo una miriade di stelle e confermandosi di essere una regione capace di unire alle bellezze del territorio anche le eccellenze nel mondo gastronomico

Tante nuove stelle …

Le scopriamo nelle province di Belluno e Verona. Nello specifico a Cortina d’Ampezzo al Sanbrite di Riccardo Gaspari. In provincia di Verona premiati due ristoranti: il primo aperto lo scorso anno dallo chef Giacomo Sacchetto, il secondo è quello di Mattia Bianchi, tornato in Veneto dopo l’esperienza in Australia. Confermata anche la stella per Matteo Grandi, mentre Piergiorgio Siviero è stato ancora una volta premiato per la  sostenibilità.

Ecco le Stelle Michelin nel firmamento veneto

Altissimo – Casin del Gamba
Arzignano – Damini Macelleria & Affini
Asiago –  La Tana Gourmet
Asiago – Stube Gourmet
Barbarano – Vicentino Aqua Crua
Bardolino –  La Veranda del Color
Borgoricco –  Storie d’Amore
Castelfranco Veneto – Feva
Cavaion Veronese –  Oseleta
Cortina d’Ampezzo – SanBrite
Cortina – d’Ampezzo Tivoli

Le meravigliose Dolomiti di Cortina d’Ampezzo

Lonigo, La Peca
Lughetto,Venezia – Antica Osteria Cera
Malcesine – Vecchia Malcesine
Oderzo – Gellius
Pieve d’Alpago – Dolada
Puos d’Alpago –  Locanda San Lorenzo
Romagnano –  La Cru

L’incanto di Venezia

Schio –  Spinechile
Verona –  Il Desco
Venezia – Il Ridotto-
Venezia – Glam Enrico Bartolini
Venezia –  Oro Restaurant
Venezia – Osteria da Fiore
Venezia –  Quadri
Venezia / Burano – Venissa

L’esclusiva bottiglia del Venissa, etichetta in foglie d’oro e pregiatissima uva dorona

… E le “osterie” ? Incominciamo con un pizzico di storia…


Era il 1200 e nei capitolari della magistratura dei Signori della Notte, che vegliava sulla tranquillità notturna di Venezia appare un nuovo termine: “Hostarìa” Da allora l’‘hostaria’ ha rallegrato i palati dei veneziani fino a oggi, rimanendo rustica o diventando più sofisticata, ma sempre rispettando la storia e la tradizione della cucina lagunare.
Siamo nel 2021 e le “Osterie” sono ancora un rifugio per chi cerca gusto, tradizione e…prezzi ragionevoli

Ecco le nostre scelte

Zamboni; Arcugnano
Alle codole, Canale d’Agordo,
Dai mazzieri Follina
Enoteca della Valpolicella, Fumane
Al ponte, Lusia
Madonnetta -Marostica
Il sogno– Mirano,
Arcadia– Porto Tolle


Locanda Solagna- Quero Bass
Al forno-Refronto,
Antica trattoria al bosco– Saonara
San Siro-Seren del Grappa
da Doro- Soragna,
Al bersagliere-Verona.

Venezia: quando l'”hostaria” diventa top

Hostaria da Franz, Venezia
Ritrovo storico che prende il nome dal suo fondatore, il soldato austroungarico Franz Habeler e che da allora è diventato sinonimo di ospitalità, gusto e tradizione. Maurizio Gasparini, lo ha ereditato dal padre, ottimo cuoco, grande viaggiatore, appassionato di cucina e promotore di nuovi piatti, come il suo celebre risotto alle fragole, forse il primo ad apparire nella Laguna. Oggi, al timone, troviamo Matteo Lazzaro.
L’ Osteria al Museo, Burano
Molto tempo fa era una bottega di merletti e da un paio d’anni è diventata un punto di rinnovo della tradizione e del gusto della cucina veneziana. Sorseggiando uno spettacolare ‘Bellini alla Pesca Bianca’, incontro Antonio Santaniello. Nel menu trionfa il pesce della Laguna, rigorosamente fresco e fornito, quotidianamente, dal nostro pescivendolo di fiducia sull’isola di Burano e da alcuni banchi del prestigioso Mercato di Rialto.

Gasparini e Santaniello

Incontri stellari con gli chef stellati del Veneto

Chef Raffaele Ros, San Martino, Scorzè, Venezia

Una volta era una bottega per il commercio di granaglie, oggi è segnalato nelle migliori guide gastronomiche. Cinque generazioni si tramandano una storia legata al territorio e alla tradizione con una tale passione che ha conquistato l’ambita stella Michelin.
Mi parla di questa località?
Scorzè e un punto di partenza strategico per raggiungere destinazioni d’arte come Venezia, Padova, Treviso, Serravalle Vecchia, il bellissimo Castello di Conegliano e quello di S.Salvatore a Susegana. Tutt’intorno pulsa un territorio disseminato da entità enogastronomiche di rilievo, da Valdobbiadene all’Alto Trevigiano, alle Colline Bassanesi.
Cucine da scoprire?
Tante… con i loro vini, prosecco e olio e tanti tipi di radicchio: dal rosso trevigiano, al variegato di Catelfranco, al precoce di Scorzè al tardive IGP. Fino a Febbraio il Consorzio Ristoranti del Radicchio lo celebrerà, oltre che da me, anche in molti ristoranti del territorio.

Raffaele Ros
Raffaele Ros

Chef Alajmo , Le Calandre , Rubano ( Padova)

Benvenuti nell’ impero stellato di Alajmo. Le Calandre, La Montecchia, Il Quadri …
Come è diventato chef?
Aggirandomi sin da piccolo nella cucina del ristorante, divertendomi nel toccare, manipolare il cibo come ad esempio l’impasto dei biscotti.
Qualche appassionato di cucina nella sua famiglia?
Mia madre, Rita Chimetto, chef del Ristorante Aurora, il precedente nome de Le Calandre, alla quale nel 1992 la Guida Michelin ha riconosciuto la prima stella Michelin.
Tre aggettivi per descrivere la cucina delle Calandre?
Fluida, leggera, profonda e aggiungerei ironica.

Massimo Alajmo

Chef Mauro Buffo, 12 Apostoli, Verona

Ha iniziato a 19 anni da Gualtiero Marchesi, ha lavorato da Ferran Adrià, Giappone, Tirolo, New York e  da questi viaggi porta sapori e sensazioni nel suo menu he ama usare le eccellenze italiane e poi magari applicarle a tecniche nuove o diverse,
Cosa c’è sempre nel suo frigorifero di casa?
Vino bianco, formaggi composti, ortaggi
E mai…?
Quello che non ci sta … per questione di spazio!
Cucina a casa?
sì mi piace improvvisare per gli amici, anche se preferisco non sperimentare , piuttosto andare sul classico, A casa mi piace dedicarmi al riso che, devo ammettere, amo solo se cucinato da me. mentre lascio cucinare la selvaggina a alcuni amici, che sono veramente esperti

Mauro Buffo

Chef Matteo Grandi –Matteo Grandi, Vicenza

Oggi lo ritroviamo con la Stella Michelin nella nuova location di Piazza dei Signori a Vicenza Matteo Grandi in Basilica. Cucina di grande tecnica, con forti influenze francesi e asiatiche., i i piatti di  gyoza o di riso e vongole. Matteo rispetta la tradizione e la proprone in chiave moderna, dove i contrasti trovano un equilibrio e le sorprese sono sempre piacevoli
Matteo, da dove comincia la tua storia?
Beh quella popolare da vincitore di Hell’s Kitchen Italia del 2014, poi ospite al Forte Village, in cui operavo nel ristorante di Carlo Cracco in qualità di Executive Chef. Oggi lo ritroviamo con la stella della Guida Michelin 2021 confermata, nella nuova location di Piazza dei Signori a Vicenza Matteo Grandi in Basilica.
I tuoi viaggi?
Molti, con un inizio da film di avventura: avevo 18 anni e papà mi spedì a Shaghai d per allargare il mio orizzonte professionale…. beh , senza conoscere una parola d’inglese.
La tua ricetta di vita?
Essere in forma smagliante e in piena armonia con mia moglie che governa accoglienza e servizio.

Matteo Grandi

Chef  Giancarlo Perbellini –Casa Perbellini, Verona

Siamo a Verona, alle nostre spalle domina la superba Cattedrale di S. Zeno . ll ristorante vanta due stelle Michelin e vi accoglie con una squisita ma pur sempre disinvolta regia teatrale, compresp il rito della tovaglia che viene stesa davanti al commensale, molto ‘Locandiera’ di Goldoni…
Se tu fossi un piatto del tuo menu, saresti…
Il mio wafer al sesamo, tartare di branzino, caprino all’erba cipollina e sensazione di liquirizia:  guai a chi me lo tocca…. è come un figlio! oppure il guanciale di maialino iberico cotto con la birra, servito con pure di lievito madre e servito con cappuccio croccante: la genesi dei Perbellini.
Un piatto che preferisci mangiar se cucinato da un’altra persona?
Si, il riso e patate di mia mamma Silvana. Il suo trucco era di  irrorararlo di grana padano e lasciarlo riposare per qualche minuto, per creare quella pellicina che tuttora costituisce per me un ricordo visivo davvero indimenticabile.

Giancarlo Perbellini

Chef Matteo Bianchi – Amistà, Corrubbio di Negarine (Verona)

A pochi chilometri da Verona incontrerete il ristorante Amistà, nel magico Byblos Art Hotel frutto dell’inventiva di Alessandro Mendini, l’architetto e designer, che ha fuso in elementi contemporanei la classica  . Lo Chef Mattia Bianchi ha iniziato la sua carriera a Villa del Quar con Bruno Barbieri. Poi sono iniziati i viaggi: Londra, Perth e Sydney. Nel 2019 conquista l’ambita Stella Michelin per il l’ Amistà.
Il suo primo ricordo in cucina?
Il primissimo ricordo torna alla cucina di casa, dove spiavo nonna Carla intenta a preparare i pasti. Aveva sempre prodotti freschissimi e di prima qualità provenienti dalle proprietà che mio nonno, in veste di mezzadro, curava per una famiglia nobile.
Qualche piatto del suo menu che le ricorda quei momenti?
Si, un piatto forte di Amistà e cioè il tortello di corte veronese, farcito con carne bianche tipiche degli animali da cortile, dalla spada di coniglio alla coscia di faraona, alle alette di pollo.

Matteo Bianchi

La “Stella Green Michelin”

Chef Piergiorgio Siviero, Ristorante Lazzaro 1915 Pontelongo

Da cinque anni consecutivi conquista la Stella ” Green”Michelin. Una stella verde che premia l’utilizzo di energie rinnovabili, risparmio energetico, gestione del tovagliato, ecocompatibilità fino alla scelta dei detersivi in cucina e al packaging riciclabile. Il menu cambia ogni mese con prodotti stagionali puntando sulla stagionalità, come il radicchio” di gennaio, il tartufo di ottobre, l’oca di novembre. Una stella important, che certifica l’impegno nei confronti dell’ambiente e della collettività, celebra e incoraggia le iniziative sostenibili nel campo della gastronomia, con lo scopo di preservare il territorio, di rifornirsi alla coerenza e alla filosofia “no waste” e cioè la politica del “non spreco” con un’ intelligente gestione dei rifiuti e con la riutilizzazione degli avanzi.

Piergiorgio Siviero

Volete un saggio della maestria del campione “green” ?
Vi è mai avanzato del panettone a Natale? cosa farne ? Buttarlo sarebbe un omicidio…
Ecco come Piergiorgio Siviero ha recuperato il panettone di Natale, trasformandolo in protagonista nella nuova versione di un tradizionale piatto della montagna: i canederli in brodo. Per questa ricetta Siviero si è affidato a un panettone Loison dall’intenso profumo del mandarino tardivo di Ciaculli.

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CANEDERLI DI PANETTONE RAFFERMO IN CONSOMME’

Il piatto “recupero gourmet” dello Chef stellato Piergiorgio Siviero

Ingredienti
per 4 persone

  • 250 g Panettone Loison al Mandarino Tardivo di Ciaculli
  • 100 cl latte
  • 50 g Vezzena d’alpeggio grattugiato
  • 30 g pancetta affumicata tagliata a dadi di circa mezzo centimetro per lato
  • 1/2 tuorlo d’uovo
  • Un mazzetto di erba cipollina
  • Pepe nero Sarawak
  • Sale fino
  • Polvere di Panettone Loison al Mandarino Tardivo di Ciaculli
  • Carote gialle e pimpinella
  • 200 cl brodo di pollo o gallina completamente sgrassato (o brodo vegetale)
  • 10 cl succo di limone
  • 50 cl succo mandarino verde
  • 5 cl salsa soia
    Mai buttare via il panettone vecchio! Specialmente se è profumato agli agrumi…

Procedimento
Privare il panettone della crosta, tagliarlo a fettine e farlo ammordire  In una terrina in cui avrete versato il latte portato ad ebollizione.
Far riposare almeno due ore. Quando il composto risulterà morbido aggiungere il Vezzena ed il 1/2 tuorlo d’uovo. Regolare di sale e pepe. Aggiungere la pancetta affumicata e formare i canederli e l’erba cipollina.
Passarli infine nella polvere di Panettone al mandarino. Cuocerli a piacere in un brodo di carne o pollo per 5/6 minuti, oppure più leggeri al vapore (8/9 minuti).
Aggiungere al brodo fresco il succo di limone e mandarino e la salsa di soia. Regolare di sale. Portare a bollore.
Porre in una fondina tre canederli, versare il consommé bollente, guarnire con filetti di carota gialla e foglioline di pimpinella.
Buon Appetito!

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Cesare incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto nel suo blog, in stile ‘Turista non Turista’

For the English version, turn the page. Click Next>

Venetian cuisine … what abundance, what variety and what delicacies …
Bigoli al Torchi, large rough bronze-drawn spaghetti usually seasoned with sardines or duck ragout, traditional peasant pasta and beans soup in the Venetian version, dry borlotti beans seasoned with bacon or rind are used. Baccalà alla Vicentina cooked for many hours on low heat on a base of onion, garlic, parsley and desalted anchovies with the addition of grated cheese milk, it is served with white polenta.

Baccalà alla vicentina

Do you want more?
Bisato in a pan, browned eel sprinkled with vinegar and red wine, tomato sauce and transferred to the oven. Venetian liver cut into thin slices and marinated in water and vinegar then cooked briefly with an equal quantity of white onion. Sarde in Saor where the floured and fried fish are left for at least two days in a typical marinade prepared with onions, oil, wine and vinegar. Stewed cuttlefish cooked in stew with tomato and their black and served with white polenta
.

Il classico sugo nero di seppia

The prestigious Michelin Guide has awarded one of the most beautiful, most varied and certainly the most gourmet Italian regions: Veneto, which has collected awards, obtaining a myriad of stars and confirming itself to be a region capable of combining the beauties of the territory with the excellence in the gastronomic world So many new stars … We discover them in the provinces of Belluno and Verona. Specifically in Cortina d’Ampezzo at Riccardo Gaspari’s Sanbrite. Two restaurants have been awarded in the province of Verona: the first opened last year by chef Giacomo Sacchetti, the second is that of Mattia Bianchi, who returned to Veneto after his experience in Australia. The star was also confirmed for Matteo Grandi, while Piergiorgio Siviero was once again awarded for sustainability.

Here are the Michelin Stars in the Veneto firmament

Altissimo – Casin del Gamba
Arzignano – Damini Macelleria & Affini
Asiago –  La Tana Gourmet
Asiago – Stube Gourmet
Barbarano – Vicentino Aqua Crua
Bardolino –  La Veranda del Color
Borgoricco –  Storie d’Amore
Castelfranco Veneto – Feva
Cavaion Veronese –  Oseleta
Cortina d’Ampezzo – SanBrite
Cortina – d’Ampezzo Tivoli

Le meravigliose Dolomiti di Cortina d’Ampezzo

Lonigo, La Peca
Lughetto,Venezia – Antica Osteria Cera
Malcesine – Vecchia Malcesine
Oderzo – Gellius
Pieve d’Alpago – Dolada
Puos d’Alpago –  Locanda San Lorenzo
Romagnano –  La Cru

L’incanto di Venezia

Schio –  Spinechile
Verona –  Il Desco
Venezia – Il Ridotto-
Venezia – Glam Enrico Bartolini
Venezia –  Oro Restaurant
Venezia – Osteria da Fiore
Venezia –  Quadri
Venezia / Burano – Venissa

L’esclusiva bottiglia del Venissa, etichetta in foglie d’oro e pregiatissima uva dorona

What about the “hosteria “? Let’s start with a pinch of history …


It was 1200 and in the capitulars of the magistracy of the Lords of the Night, which watched over the nocturnal tranquility of Venice, a new term appears: “Hostarìa” Since then the ‘hostaria’ has delighted the palates of the Venetians until today, remaining rustic or becoming more sophisticated, but always respecting the history and tradition of lagoon cuisine. We are in 2021 and the “Osterie” are still a refuge for those looking for taste, tradition and … reasonable prices Here are our choices

Zamboni; Arcugnano
Alle codole, Canale d’Agordo,
Dai mazzieri Follina
Enoteca della Valpolicella, Fumane
Al ponte, Lusia
Madonnetta -Marostica
Il sogno– Mirano,
Arcadia– Porto Tolle
Locanda Solagna- Quero Bass
Al forno-Refronto,
Antica trattoria al bosco– Saonara
San Siro-Seren del Grappa
da Doro- Soragna,
Al bersagliere-Verona.

Venice: when the “hostaria” becomes top

Hostaria da Franz,
Venice
Historical meeting that takes its name from its founder, the Austro-Hungarian soldier Franz Habeler and which has since become synonymous with hospitality, taste and tradition. Maurizio Gasparini inherited it from his father, an excellent cook, great traveler, passionate about cooking and promoter of new dishes, such as his famous strawberry risotto, perhaps the first to appear in the Lagoon. Today, at the helm, we find Matteo Lazzaro.
Osteria al Museo, Burano A long time ago it was a lace shop and a couple of years ago it has become a point of renewal of the tradition and taste of Venetian cuisine. Sipping a spectacular ‘Bellini alla Pesca Bianca’, I meet Antonio Santaniello. On the menu, fish from the Lagoon triumphs, rigorously fresh and supplied daily by our trusted fishmonger on the island of Burano and by some stalls in the prestigious Rialto Market.

Gasparini e Santaniello

Incontri stellari con gli chef stellati del Veneto

Chef Raffaele Ros, San Martino, Scorzè, Venezia

Once it was a shop for the grain trade, today it is reported in the best gastronomic guides. Five generations have handed down a history linked to the territory and tradition with such a passion that it has won the coveted Michelin star. Can you tell me about this place? Scorzè is a strategic starting point for reaching art destinations such as Venice, Padua, Treviso, Serravalle Vecchia, the beautiful Castle of Conegliano and that of San Salvatore in Susegana. All around pulsates a territory scattered with important food and wine entities, from Valdobbiadene to the Upper Treviso area, to the Bassanesi Hills. Kitchens to discover? Many … with their wines, prosecco and oil and many types of radicchio: from the red of Treviso, to the variegated of Catelfranco, to the precocious of Scorzè to the late IGP. Until February the Radicchio Restaurants Consortium will celebrate it, as well as with me, also in many restaurants in the area.

Raffaele Ros
Raffaele Ros

Chef Alajmo , Le Calandre , Rubano ( Padova)

Welcome to the starry empire of Alajmo. Le Calandre, La Montecchia, Il Quadri … How did you become a chef? Since I was a child I have been wandering around the restaurant kitchen, having fun touching and manipulating food such as the dough for biscuits. Any cooking enthusiasts in his family? My mother, Rita Chimetto, chef of the Aurora Restaurant, the former name of Le Calandre, to which in 1992 the Michelin Guide recognized the first Michelin star. Three adjectives to describe the cuisine of Le Calandre? Fluid, light, deep and I would add ironic.

Massimo Alajmo

Chef Mauro Buffo, 12 Apostoli, Verona

He started at 19 with Gualtiero Marchesi, worked for Ferran Adrià, Japan, Tyrol, New York and from these trips he brings flavors and sensations to his menu he loves to use Italian excellences and then maybe apply them to new or different techniques, What’s always in his fridge at home? White wine, compound cheeses, vegetables And never…? What does not fit … for a matter of space! Do you cook at home? yes I like to improvise for friends, even if I prefer not to experiment, rather to go classic, At home I like to devote myself to rice which, I must admit, I only love if cooked by myself. while I let some friends cook the game, who are really experts

Mauro Buffo

Chef Matteo Grandi –Matteo Grandi, Vicenza

Today we find it with the Michelin Star in the new location of Piazza dei Signori in Vicenza Matteo Grandi in the Basilica. Cuisine of great technique, with strong French and Asian influences., The dishes of gyoza or rice and clams. Matteo respects tradition and proposes it in a modern key, where contrasts find a balance and surprises are always pleasant Matteo, where does your story start? Well the popular one as winner of Hell’s Kitchen Italia in 2014, then a guest at Forte Village, where I worked in Carlo Cracco’s restaurant as Executive Chef. Today we find it again with the Michelin Guide 2021 star confirmed, in the new location of Piazza dei Signori in Vicenza Matteo Grandi in the Basilica. Your travels? Many, with an adventure film start: I was 18 and dad sent me to Shaghai d to broaden my professional horizon …. well, without knowing a word of English. Your recipe for life? Being in great shape and in full harmony with my wife who governs hospitality and service.

Matteo Grandi

Chef  Giancarlo Perbellini –Casa Perbellini, Verona

We are in Verona, behind us the superb Cathedral of S. Zeno dominates. The restaurant boasts two Michelin stars and welcomes you with an exquisite but nonetheless casual theatrical direction, including the ritual of the tablecloth that is spread in front of the diner, very Goldoni’s ‘Loc Bandiera’ … If you were a dish on your menu, you would be … My sesame wafer, sea bass tartare, goat cheese with chives and a sensation of licorice: woe to anyone who touches it …. he is like a son! or the Iberian pork cheek cooked with beer, served with pure mother yeast and served with a crispy hood: the genesis of Perbellini. A dish that you prefer to eat if cooked by another person? Yes, my mother Silvana’s rice and potatoes. Her trick was to sprinkle it with Grana Padano and let it rest for a few minutes, to create that little skin that still constitutes a truly unforgettable visual memory for me.

Giancarlo Perbellini

Chef Matteo Bianchi – Amistà, Corrubbio di Negarine (Verona)

A few kilometers from Verona you will find the Amistà restaurant, in the magical Byblos Art Hotel, the result of the inventiveness of Alessandro Mendini, the architect and designer, who has fused the classic into contemporary elements. Chef Mattia Bianchi began his career at Villa del Quar with Bruno Barbieri. Then the journeys began: London, Perth and Sydney. In 2019 it won the coveted Michelin Star for the Amistà. Your first memory in the kitchen? The very first memory goes back to the home kitchen, where I spied on grandma Carla intent on preparing meals. She always had the freshest and top quality products from the properties that my grandfather, as a sharecropper, looked after for a noble family. Any dish on her menu that reminds you of those moments? Yes, a strong dish of Amistà, namely the Veronese court tortello, stuffed with white meat typical of farmyard animals, from rabbit sword to guinea fowl leg, to chicken wings.

 

Matteo Bianchi

La “Stella Green Michelin”

Chef Piergiorgio Siviero, Ristorante Lazzaro 1915 Pontelongo

For five consecutive years it has won the “Green” Michelin Star. A green star that rewards the use of renewable energy, energy saving, tablecloth management, eco-compatibility up to the choice of detergents in the kitchen and recyclable packaging. The menu changes every month with seasonal products focusing on seasonality, such as the radicchio “in January, the truffle in October, the goose in November. An important star, which certifies the commitment to the environment and the community, celebrates and encourages sustainable initiatives in the field of gastronomy, with the aim of preserving the territory, supplying oneself with consistency and the “no waste” philosophy, that is the policy of “no waste” with intelligent waste management and the reuse of leftovers.

Piergiorgio Siviero

Do you want a sample of the mastery of the “green” champion? Have you ever had any panettone left over at Christmas? what to do with it? Throwing it would be murder … Here’s how Piergiorgio Siviero recovered the Christmas panettone, transforming it into the protagonist in the new version of a traditional mountain dish: canederli in broth. For this recipe, Siviero relied on a Loison panettone with an intense aroma of late Ciaculli mandarin. Do you want to discover the recipe? HERE TOU GO!

CANEDERLI DI PANETTONE RAFFERMO IN CONSOMME’

The “gourmet recovery” dish of the starred Chef Piergiorgio Siviero
Ingredients for 4 people 250 g Panettone Loison with Ciaculli Late Mandarin 100 cl milk 50 g grated Alpine Vezzena 30 g smoked bacon cut into cubes about half a centimeter per side 1/2 egg yolk A bunch of chives Sarawak black pepper Fine salt Loison Panettone Powder with Ciaculli Late Mandarin Yellow carrots and burnet burner 200 cl completely defatted chicken or hen broth (or vegetable broth) 10 cl lemon juice 50 cl green mandarin juice 5 cl soy sauce
 
  • Mai buttare via il panettone vecchio! Specialmente se è profumato agli agrumi…

Method
Remove the crust from the panettone, cut it into slices and soften it in a bowl into which you have poured the boiling milk.Let it rest for at least two hours. When the mixture is soft, add the Vezzena and 1/2 egg yolk. Season with salt and pepper. Add the smoked bacon and form the dumplings and chives. Finally pass them in the powder of Panettone with mandarin. Cook them to taste in a meat or chicken broth for 5/6 minutes, or steamed lighter (8/9 minutes). Add the lemon and mandarin juice and the soy sauce to the fresh broth. Season with salt. Bring to the boil. Place three dumplings in a bowl, pour in the boiling consommé, garnish with yellow carrot fillets and burnet leaves.
Enjoy your meal!




Venezia compie 1600 anni. E li dimostra tutti con orgoglio

Di Luciana Sidari

Venezia il 25 marzo 2021 compie MILLESEICENTO primavere, rinnovando il miracolo della sua leggendaria fondazione (25 marzo 421 d.C.) e della sua esistenza.

I canali al tramonto

Il poeta Diego Valeri, uno dei tanti che l’hanno celebrata, in questo incipit della poesia dedicata alla città ha detto tutto: C’è una città di questo mondo/ ma così bella, ma così strana/ che pare un gioco di fata morgana /e una visione del cuore profondo. Avviluppata in un roseo velo/ sta con le sue chiese, palazzi, giardini/ tutta sospesa tra due turchini/ quello del mare, quello del cielo….

Il poeta Diego Valeri

Dallo scorso 2020 abbiamo tutti visto una Venezia surreale, senza turisti e pochissimi residenti in giro. VUOTA ma ancor più bella e ricca di fascino, al contrario di tante altre città, perché la sua essenza ci ha guadagnato.

Piazza San Marco deserta durante il lockdown

In questo 2021 non è che le cose siano cambiate ma giovedì 25 marzo alle 16.00 tutte le campane dei campanili, quella di San Marco e delle altre disseminate nei sestieri della città suoneranno a festa, per rendere omaggio a Venezia, icona di bellezza, imitatissima nel mondo (negli Usa, in Cina, in Turchia ecc ), ma assolutamente inimitabile, perché la finzione è ridicola, di cattivo gusto, falsa.  Venezia è unica, anche con tutti i suoi problemi, è sopravvissuta a pestilenze, guerre, acque alte, inondazioni, lei è sempre lì, ci aspetta, con i suoi suoni, odori, riflessi, sciabordii.

La Basilica di San Marco

RAI2 il 25 marzo, alle 18.30, trasmetterà un servizio con magnifiche immagini della città, che con brani musicali eseguiti dall’Orchestra del Gran Teatro La Fenice   di Venezia, racconteranno la storia della città, dalla fondazione fino alla sua decadenza.

La facciata del teatro La Fenice

Non tutti conoscono le tradizioni minori di Venezia, ma a distanza di un mese, il 25 aprile ci sarà un’altra festività alla quale i Veneziani non rinunciano. Per tutti quella data è il simbolo della Liberazione, ma a Venezia si festeggia da secoli San Marco Evangelista, discepolo di Paolo e di Pietro, come ci ricorda il famoso leone alato simbolo della città che tiene con una zampa il libro con la scritta “PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS”. In questa data a ogni donna viene regalato il bocolo cioè un unico bocciolo di rosa rosso fuoco. Guai al fidanzato, marito, figlio che arrivi a casa a mani vuote….

Il Leone di San Marco, simbolo della Serenissima

Dal 25 marzo con una messa solenne nella Basilica consacrata a San Marco nell’832, prenderà il via una serie di eventi, che si snoderanno per un anno in città, per ora ne sono segnalati 250, quindi non perdiamo la speranza di poter vivere un bellissimo weekend a Venezia o in Riviera del Brenta.  Speriamo che San Marco faccia un miracolo e che liberi la città dalla pandemia, che ci si vaccini tutti, che non si parli più di rosso, arancione, giallo, ma solo dei due turchini.

Weekend Premium consiglia di iniziare con una visita a Rialto (Rivus Altus, dove avvenne il primo insediamento) e alla Chiesa di San Giacometto , eretta  il giorno dell’Annunciazione, nei pressi del mercato di Rialto, il 25 marzo 421 da un carpentiere.

Il Ponte di Rialto

DOVE DORMIRE

*Monaco & Grand Canal****, Piazza San Marco 1332, Venezia, tel 041/5200211, www.hotelmonaco.it In magnifica posizione, con vista sul Canal Grande e davanti alle isole della Giudecca e San Giorgio.

*Hotel Bauer*****, Piscina S. Moise 1459, Venezia, tel 041/5207022, www.bauervenezia.com In uno splendido palazzo rinascimentale, uno degli hotel di lusso di Venezia. Per una vacanza da sogno.

*The Gritti Palace*****, Campo Santa Maria del Giglio 2467, Venezia, tel 041/794611, www.marriott.com In un palazzo del XV secolo, hotel di lusso dal 1895. Per un salto nella storia.

*Ca’ Dei Cuori, Calle Soranzo 1633, Venezia, tel 338/7493492, www.cadeicuorivenezia.it  Ricavato nel cinquecentesco Palazzo Correr Contarini, in posizione splendida, tra il Canal Grande, Santa Lucia e Rialto.

DOVE MANGIARE

*Da Mario alla Fava, Calle Stagneri 5242, www.ristorantemarioallafava.it Locale tipico con tavoli all’aperto e menù con piatti della cucina veneziana, soprattutto a base di pesce. Anche vegan. Buona carta dei vini.

*Danieli Bistrot, Riva degli Schiavoni 4196, Venezia, www.danielibistro.com Per arrivare al Bistrot occorre salire fino al piano sotto il terrazzo di Palazzo Dandolo, con vista sul bacino di San Marco. Per un pasto veloce e di qualità con salumi, formaggi, baccalà mantecato e polpo scottato.

*Estro, Dorsoduro 3778, Venezia, www.estrovenezia.com A metà tra il winebar e il bistrot, offre un menù degustazione accompagnato da ottimi vini. Tra i piatti rapa bianca marinata, paccheri alla parmigiana, ombrina alla griglia. Da non perdere i dolci della casa.

INFO

www.veneziaunica.it  




Venezia. “Trattoria alla Madonna”, 75 anni di storia e la ricetta del famoso “Risotto ai frutti di mare”

(Versione in italiano e inglese) —
TESTO E FOTO DI CESARE ZUCCA —

Venezia. Trattoria alla Madonna, da 75 anni il locale classico della ristorazione veneziana. Qui non  ci si può sbagliare: piatti abbondanti, servizio accurato, atmosfera familiare, e soprattutto… niente musica!

Un ritrovo all’antica. Arredamento tradizionale e quadri di Artisti contemporanei alle pareti

Il menu è un tuffo nel passato con le delizie del presente con tanto pesce lavorato in maniera naturale per non intaccare i sapori tipici di ogni singola pietanza. Tra le tante proposte segnalo il ricco antipasto misto di pesce (canoce, gamberetti, polpetti, garusoli, latticini) le tradizionali “sarde in saor”, il granchio, i vermicelli al nero di seppia, le granseole nel guscio, il pesce fritto o grigliato e, naturalmente, il fegato alla veneta con polenta.

Le vongole veraci, valide ‘eredi’ delle antiche ‘peverasse’

Questa Trattoria è una vera istituzione veneziana, la cui gestione è passata da generazione in generazione, Oggi  troviamo il Patron Lucio Rado e lo Chef Enrico Liberalesso che da ben 42 anni è al timone di questo iconico ristorante.

Enrico Liberalesso

Buongiorno Enrico. Dove le piace trascorrere un weekend libero?
Mi piace scoprire l’ entroterra veneziano, sia in mountain bike che in auto.
Che auto guida?
Una Volvo, mi da sicurezza.
Qualche meta all’estero?
Le Canarie, Sharm el-Sheikh, Barcellona e un po’ tutta la Spagna, anche se nella cucina spagnola non ho trovato un utilizzo interessante del pesce singolo, ma quasi sempre misto, nei fritti o nella paella.

Il classico sugo nero di seppia

Al contrario della cucina veneziana…
Esattamente.  A Venezia da sempre il pesce ha costituito un elemento prezioso per una cucina nata ‘povera’ e sviluppatasi nei secoli. Mai buttar via niente, la filosofia “no waste” la ritroviamo perfino in antiche ricette settecentesche, come il ‘fumetto” cioè un ristretto di brodo di pesce, fatto con le parti avanzate.

Il meraviglioso antipasto di pesce della Trattoria alla Madonna

Il suo primo ricordo in cucina?
Un gran spavento… mia mamma Carla che era tornata dal mercato con un paniere pieno di moeche vive e sgambettanti… mi avevano terrorizzato.
Lei è da 42 anni al timone di questa trattoria. Quali sono i piatti di allora e quelli di oggi ?
La ‘petite marmite’ è sparita. Era un piatto amatissimo dai francesi, con fegatini e frattaglie di pollo; anche le ‘peverasse’ hanno ceduto il posto alle vongole veraci. Sempre attuali gli spaghetti di seppie in nero, le sarde n saor, l’intramontabile fegato alla veneziana e il nostro piatto forte, il “Risotto con frutti di mare alla Madonna”  (sorride) In giro si dice che sia il migliore della città…

RISOTTO AI FRUTTI DI MARE

Il famoso risotto ai frutti di mare della Trattoria alla Madonna, Venezia

Ingredienti per 4 persone
1/2 kg di cozze
1/2 kg di vongole
1/2 kg di scampi
300 g di riso
2 gambi di sedano
1 cipolla
1 carota
2 foglie di alloro
1 rametto di timo
1 spicchio d’aglio
1/2 bicchiere di brandy
2 bicchieri di vino bianco
sale, pepe e peperoncino qb

Il brodo
Soffriggere leggermente la cipolla, il sedano, la carota, l’aglio, l’alloro e il timo.
Sfumare con il vino bianco e far evaporare, quindi aggiungere la salsa di pomodoro, i gusci di scampi, le teste e code di rana pescatrice e l’acqua.
Bollire per un’ora e mezza, filtrare e conservare solo il liquido.
Il risotto
Soffriggere vongole, cozze e scampi, quindi sgusciarli. Soffriggere sedano, cipolla aglio tritati con una foglia di alloro.
Aggiungere gli scampi, le cozze e le vongole e bagnare con il vino bianco.
Aggiungere il riso e cuocere versando poco alla volta il brodo e mescolando continuamente, ricordandosi di aggiungere un bicchiere di brandy circa 3 minuti prima che il piatto sia pronto.

INFO
Trattoria Alla Madonna

Cesare Zucca
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto nel suo blog, in stile ‘Turista non Turista’

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Venice. Trattoria alla Madonna, 75 years of history and the recipe of the famous “Risotto with seafood”

Un ritrovo all’antica, dall’arredamento tradizionale e quadri d’autori contemporanei alle pareti

Venice. Trattoria alla Madonna,  a classic Venetian restaurant for 75 years.
You can’t go wrong here: abundant dishes, accurate service, family atmosphere, and above all… no music!
An old-fashioned meeting place. Traditional furniture and paintings by contemporary artists on the walls.

The menu is a dip in the past with the delights of the present with lots of fish processed in a natural way so as not to affect the typical flavors of each dish. Among the many proposals I point out the rich mixed fish appetizer (canoce, shrimp, octopus, garusoli, dairy products) the traditional “sarde in saor”, crab, vermicelli with cuttlefish ink, spider crabs in the shell, fried or grilled fish and, of course, the Venetian-style liver with polenta.

Le vongole veraci, valide ‘eredi’ delle antiche va

This Trattoria is a true Venetian institution, whose management has passed from generation to generation, Today we find the Patron Lucio Rado and the Chef Enrico Liberalesso who has been at the helm of this iconic restaurant for 42 years.
Good morning Enrico. Where do you like to spend a free weekend?
I like to discover the Venetian hinterland, both by mountain bike and by car.
What car do you drive?
A Volvo, gives me security.
Any destination abroad?
The Canaries, Sharm el-Sheikh, Barcelona and a little all of Spain, although in Spanish cuisine I have not found an interesting use of single fish, but almost always mixed, in fried food or paella.

Il meraviglioso antipasto di pesce della Trattoria alla Madonna

 Unlike Venetian cuisine …
Exactly. In Venice, fish has always been a precious element for a cuisine born ‘poor’ and developed over the centuries. Never throw anything away, the “no waste” philosophy can even be found in ancient eighteenth-century recipes, such as the ‘brodetto that is a restricted fish broth made with the leftovers.
 Your first memory in the kitchen?
A great fright … my mother Carla who had come back from the market with a basket full of live and trampling moeche … they had terrified me.

Enrico Liberalesso

You have been at the helm of this restaurant for 42 years. What are the dishes of then and those of today?
The ‘petite marmite’ is gone. It was a dish much loved by the French, with chicken livers and offal; even the ‘peverasse’ have given way to clams. Always current are the cuttlefish spaghetti in black, the sardines n saor, the timeless Venetian liver and our main dish, the “Risotto with seafood alla Madonna” (smiles) It is said that it is the best in town around the world. ..

RISOTTO WITH SEAFOOD

Il famoso risotto ai frutti di mare della Trattoria alla Madonna, Venezia

Ingredients for 4 people 1/2 kg of mussels 1/2 kg of clams 1/2 kg of scampi 300 g of rice 2 celery sticks 1 onion 1 carrot 2 bay leaves 1 sprig of thyme 1 clove of garlic 1/2 glass of brandy 2 glasses of white wine salt, pepper and chilli to taste The broth Lightly fry the onion, celery, carrot, garlic, bay leaf and thyme. Deglaze with the white wine and let it evaporate, then add the tomato sauce, the scampi shells, the monkfish heads and tails and the water. Boil for an hour and a half, strain and keep only the liquid. The risotto Sauté clams, mussels and scampi, then peel them. Saute celery, chopped garlic onion with a bay leaf. Add the scampi, mussels and clams and pour in the white wine. Add the rice and cook pouring the broth a little at a time and stirring constantly, remembering to add a glass of brandy about 3 minutes before the dish is ready.

 




Cercate la ‘vera’ Venezia? Vivaldi, Casanova, Goldoni e Chef Sebastiano vi danno il benvenuto al Bistrot de Venise

DI CESARE ZUCCA –

Lo splendore della Serenissima

Volete respirare vera aria veneziana?

Fidatevi dei veneziani più famosi della storia: Vivaldi, Casanova e Goldoni vi sorridono dalle pareti di damasco rosso del lussuoso Bistrot de Venise locato nel cuore di Venezia e da molti anni meta di visitatori di tutto il mondo, punto di incontro dei veneziani e sede di momenti  letterari, culturali, enogastronomici, segnando un bel legame tra storia e cibo attento nelle sue ricerche gastronomiche e risoluto nel viaggio a ritroso nella gastronomia veneziana dal 400 in poi.

Vivaldi, Casanova e Goldoni vi danno il benvenuto

Il Bistrot ha recentemente riaperto i battenti per il lunch, mentre alla sera può ospitare i clienti degli hotels convenzionati. Al timone, troviamo lo Chef Sebastiano Bodi, proveniente dalle esperienze del Rosa Alpina di San Cassiano guidato dal grande Norbert Niederkofler.

Gondolieri al bar del Bistrot. Più Venezia di così…

.”Il Bistrot de Venise, sottolinea il Patron Sergio Fragiacomo, da 21 anni propone  il recupero di una cucina antica e la rende contemporanea, sempre con grande rispetto alla sua storia. Un percorso tra antiche ricette veneziane che siamo riusciti a scoprire grazie all’enorme quantità di informazioni e di testi che ci ha fornito la Biblioteca Marciana di Venezia. È un percorso che ci riconosce il mondo intero e nel quale amo comunque dare spazio alle proposte di Sebastiano, anche alle più innovative”

Il Patron Sergio Fragiacono e lo Chef  Sebastiano Bodi.

Buongiorno Sebastiano, se hai un weekend libero, dove vai?

Punto verso mete gastronomiche dove mi piace scoprire ristoranti stellati. Amo la mia zona, sono nato a Cavallino, un autentico angolo di paradiso tra storia e natura, a due passi da Venezia; li posso trovare delle piccole realtà di produzione  di erbe spontanee e tanti spunti per nuovi piatti.

Cavallino Treporti

Un viaggio che ricordi con piacere? 

La Spagna, ammiro tanto la sua cucina. Il prossimo viaggio sarà in  Asia, partendo dal Vietnam; sono molto interessato studiare le tecniche locali e scoprire nuove possibili contaminazioni tra cucina asiatica e europea.

Il tuo primo ricordo in cucina?

Il primissimo quando avevo 4 anni e aiutavo la nonna a tritare le erbe aromatiche… ma poi sono diventato ‘ professional’: mi sono specializzato nei panini e nel ‘tirare’ la pasta e sentivo che la passione per la  cucina stava crescendo.

Bodi e la sua brigata

Sebastiano cosa non troveremo mai nel tuo frigo di casa?

Qualsiasi prodotto semi preparato o a lunga conservazione, mai dadi
(ride, anche se la mia ragazza li ama…) e non accetto di vedere della mayonnese in tubetto… capirai, bastano cinque minuti e la si fà in casa…

“baccalà conso co l’inchio“ rivisitazione di un piatto popolare della cucina veneziana del’800

Alcuni tuoi piatti veneziani assolutamente da gustare?

Partiamo dal classico: anguilla, moeche e risotto o perlomeno il ‘nostro’ risotto che combina la tradizione alla modernità, a base di pesce con aroma di finocchi e liquirizia per quel tocco agrodolce, eredità di una cucina ebraica estremamente popolare nel Ghetto di Venezia. .

rivisitazione di un piatto del 1400 .”Sapor de Fior de Persico” di Maestro Martino

Qualche piatto di cucina contemporanea?

Capasanta mela verde e liquerizia, lingua cotta a bassa temperatura con curry verde e salsa di ostrica e per finire una brunoise di sedano rapa lavorata a risotto.

Una specialità contemporanea del Bistrot de Venise

La tua ricetta?

Un piatto leggermente rivisitato, tratto da una ricetta di un Cuoco Anonimo Veneziano della fine del XIV° sec. E’ un piatto che sorprende per l’attualità e che teniamo in menu oramai da 20 anni.

RAFFIOLI DE HERBE VANTAZATI

La ricetta di Sebastiano Bodi del Bistrot de Venise, Venezia

Ingredienti per 4 persone
PER LA PASTA
250 g semola di grano duro
2 N° uova fresche
40 g tuorlo
10 ml olio extravergine d’oliva
2,5g sale
PER IL RIPIENO
200 ml panna
100g formaggio piazentino ( parmiggiano antico)
100g formaggio di capra a basta morbida
100g asiago dolce a pasta dura
1 N° tuorlo
PER LA SALSA
300 g coscia di gallina/pollo
100 g carota
100 g sedano
1 pz porri
50 g radice di zenzero
1 g pistilli zafferano
30 g olio extravergine
QB maizena
QB acqua
1 rametto timo in fiore ,origano, rosmarino, salvia
PER LA CIALDA DI ZUCCHERO GREZZO
6g farina “00”
25g zucchero semolato
14g farina mandorle
10g burro fuso
2g Liquore di Saronno
8g acqua
PER FINIRE
burro francese, erbette fresche di stagione (salvia & rosmarino & alloro)
ricotta affumicata. mandorle a scaglie tostate

RAFFIOLI DE HERBE VANTAZATI

PROCEDIMENTO
PER LA PASTA FRESCA
Inserire tutti gli ingredienti in una planetaria con il gancio e lavorare finchè l’impasto non è omogeneo. Formare una palla e lasciar riposare sottovuoto per 8h.
PER IL RIPIENO
Inserire i formaggi a cubetti e la panna in un thermomix a 60 C° velocità 3 fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo, a questo punto inserire il tuorlo. Spostare il tutto in una sac à poche e lasciar raffreddare in frigorifero.
PER FORMARE I RAVIOLI
Stendere la pasta in sfoglie sottili da 1 mm, coppare la pasta in cerchi di 7 cm di diametro, e farcirli con abbondante ripieno, chiudendoli sovvrapponendo un altro cerchio di pasta bagnando con poca acqua i bordi.
PER LA SALSA
Rosolare le verdure insieme allo zenzero, i pistilli di zafferano, aggiungere la coscia di gallina e continuare a rosolare, coprire poi d’acqua e far ridurre a bollore minimo per 2 ore e mezza, in fine filtrare il tutto e legare con poca acqua e maizena, inserire le erbette in infusione fino a che la salsa non si sarà raffreddata. Filtrare nuovamente.
PER LA CIALDA DI ZUCCHERO GREZZO
Miscelare tutto insieme in una bastardella con la frusta, mettere l’impasto in un sac à poche far riposare a 4° per circa 30 minuti. Prendere una placca con carta da forno, stendere l’impasto formando delle strisce lunghe 4 cm larghe 2 cm. Infornare a 180° e cuocere fino a doratura della cialda.
PER LA FINITURA
Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata per circa 6 minuti, scolare e mantecare con la salsa, una noce di burro francese e le erbette fresche.
Impiattare e finire con una grattugiata di ricotta affumicata, le cialde di zucchero e le mandorle tostate

INFO
Bistrot de Venise

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo. Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta nel suo blog, in stile ‘turista non turista’.
ENGLISH VERSION
Chef, what is Your recipe?
A slightly revisited dish, taken from a recipe by an Anonymous Venetian Chef from the late 14th century. It is a dish that is surprising for its topicality and has been on the menu for 20 years now.

La richetta di Sebastiano Bodi del Bistrot de Venise, Venezia

RAFFIOLI DE HERBE VANTAZATI
Sebastiano Bodi’s recipe from Bistrot de Venise, Venice
Ingredients for 4 people

FOR PASTA 250 g durum wheat semolina 2 N ° fresh eggs 40 g yolk 10 ml extra virgin olive oil 2.5g salt FOR THE STUFFING 200 ml cream 100g piazentino cheese (ancient parmesan) 100g soft goat cheese 100g sweet hard paste Asiago 1 N ° yolk FOR THE SAUCE 300 g hen / chicken leg 100 g carrot 100 g celery 1 pc leeks 50 g ginger root 1 g saffron pistils 30 g extra virgin olive oil QB maizena QB water 1 sprig of blooming thyme, oregano, rosemary, sage FOR THE RAW SUGAR WAFFLE 6g “00” flour 25g granulated sugar 14g almond flour 10g melted butter 2g Liqueur of Saronno 8g water FINALLY French butter, fresh seasonal herbs (sage & rosemary & bay leaf) smoked ricotta. toasted flaked almonds RAFFIOLI DE HERBE VANTAZATI METHOD FOR FRESH PASTA Place all the ingredients in a planetary mixer with the hook and work until the dough is homogeneous. Shape into a ball and leave to rest under vacuum for 8h. FOR THE STUFFING Place the diced cheeses and cream in a thermomix at 60 C ° speed 3 until the mixture is soft and homogeneous, at this point add the yolk. Place everything in a pastry bag and leave to cool in the refrigerator. TO FORM THE RAVIOLI Roll out the dough into 1 mm thin sheets, cut the dough into 7 cm diameter circles, and stuff them with plenty of filling, closing them overlapping another circle of dough, wetting the edges with a little water. FOR THE SAUCE Brown the vegetables together with the ginger, the saffron pistils, add the chicken leg and continue to brown, then cover with water and reduce to a minimum boil for 2 and a half hours, finally filter everything and tie with a little water and cornstarch, add the herbs to infuse until the sauce has cooled. Filter again. FOR THE RAW SUGAR WAFFLE Mix everything together in a bowl with a whisk, put the dough in a pastry bag and let it rest at 4 ° for about 30 minutes. Take a baking sheet with parchment paper, roll out the dough into 4 cm long 2 cm wide strips. Place in the oven at 180 ° and cook until the waffle is golden brown. FOR THE FINISH Cook the ravioli in abundant salted water for about 6 minutes, drain and mix with the sauce, a knob of French butter and the fresh herbs. Serve and finish with grated smoked ricotta, sugar wafers and toasted almonds

Bodi e la sua brigata

 




Weekend verso Venezia, con la campionessa Simona Halep e la Mercedes

Torniamo a far battere il cuore delle città d’arte con Venezia. Non appena si potrà tornare a viaggiare, si dovrebbe approfittare di una occasione unica: guidare la Mercedes Classe S Cabriolet per visitare Venezia fuori dal turismo di massa, per vederla in tutta la sua rara bellezza. Si parte dalle meraviglie del palazzo ottocentesco di Corte di Gabriela, un tempo abbandonato e poi trasformato in residenza di lusso. Un luxury boutique hotel dove elementi di design contemporaneo firmati da Philippe Starck, Mises Van der Rohe, Kartell, Flos, Vitra, Ingo Mauer, Alivar, dialogano con perle del passato in un’armonia di affreschi, bifore, gessi originali e preziosi elementi di artigianato veneziano, per poi perdersi tra le calli e i ponti incontrando altre facciate intarsiate, cancelli che si aprono sui canali. L’itinerario è breve, da Milano  3 ore 4 min (275 km) tramite A4.

itinerario verso venezia
Cartina Italia

Mercedes Classe S Cabriolet verso Venezia

Simona Halep per Mercedes
Simona Halep

Grazie ad un design esclusivo ed inconfondibile, abbinato a materiali presenti nell’abitacolo di altissimo pregio e a propulsori degni di un jet, la nuova Mercedes Classe S Cabriolet incarna alla perfezione la nostra idea del lusso moderno e del fascino delle forme.

La tennista Simona Halep al volante della Stella

Questa ammiraglia convertibile dal fascino indiscusso accompagna la splendida e bravissima Simona Halep, tennista rumena, numero 2 della classifica WTA, scelta come Ambassador per il marchio della Stella a tre punte.

Look distintivo

Il design della Classe S Cabriolet incarna la massima sportività mescolata ad una classe senza eguali, grazie a dettagli estetici unici come la grembialatura anteriore con splitter cromato e le voluminose prese d’aria. I sottoporta ridisegnati e le mascherine cromate dei doppi terminali di scarico nel look V12 enfatizzano l’aspetto dinamico.

Un salotto su ruote

Mercedes classe S
Mercedes classe S

 

La Classe S vanta un abitacolo degno di un salotto iper tecnologico e rifinito in ogni dettaglio: il merito va ai pregati rivestimenti in pelle nappa che risultano accoppiati ad inserti in nobili materiali dedicati alla plancia.  A stupire troviamo anche la forte iniezione di tecnologie che prevede l’uso di sistemi di assistenza alla guida nuovi o notevolmente ampliati nelle loro funzioni, la moderna configurazione di comandi e display della plancia con display widescreen e la nuova generazione di volanti, la gestione comfort dei programmi ENERGIZING e l’ultimissima generazione di sistemi di Infotainment.

Motori

La gamma di motorizzazioni prevede la presenza di potentissime unità V8 e V12 con potenze che possono raggiungere i 612 CV. Ricordiamo inoltre che la vettura è anche estremamente sicura, infatti può contare su sistemi ADAS come la frenata intelligente, sensori in caso di ribaltamento imminente e il controllo della velocità garantito anche dalle informazioni prese dalle mappe GPS.

Venezia, un’emozione intima all’ hotel Corte di Gabriela

Ingresso Corte di Gabriela
Hotel Corte di Gabriela

Venezia d’inverno è un’emozione privata. La città si fa più silenziosa e mette in mostra in tutta la sua rara bellezza. Soprattutto quest’anno, fuori dal turismo di massa, occasione per visitare luoghi normalmente inaccessibili. Per cogliere l’essenza della città lagunare, la stagione fredda è il momento migliore per esplorare e godersi i palazzi storici, il fascino delle gondole, i musei, veri e propri templi dell’arte, i misteri e le atmosfere di una Venezia che permette ora come non mai di vivere un viaggio nel tempo.

Un’esperienza che si fa unica al luxury boutique hotel Corte di Gabriela, palazzo ottocentesco veneziano vicino Piazza San Marco, ma isolato e distante dal circuito turistico, dove vivere esperienze personalizzate e scoprire Venezia da nuovi punti di vista.
Cucito sugli ospiti come un abito sartoriale  questo   boutique hotel è concepito come una casa dove l’ordinario lascia il posto allo straordinario. Le camere e suite esprimono signorilità e lusso, design e comfort, sostenibilità e attenzione. I servizi sono pensati sulle singole esigenze, tanto che c’è un concierge 24 ore al giorno, la colazione è curata come se si andasse al ristorante fin dal mattino, il brunch, la biblioteca, la bellissima corte interna arricchita da un’antica vera da pozzo, sono sempre a disposizione.

Sala design Hotel Corte di Gabriela
Sala design Corte di Gabriela

Elementi di design contemporaneo firmati da Philippe Starck, Mises Van
der Rohe, Kartell, Flos, Vitra, Ingo Mauer, Alivar dialogano con perle del passato in
un’armonia di lampade moderne e pezzi in legno massiccio e ferro battuto, chaise longue
futuristiche e affreschi.

Suite con affreschi hotel Corte di Gabriela
Suite Corte di Gabriela

Grazie ai consigli del proprietario di casa Gian Luca Lorenzet e di sua moglie Gabriella, la città e il soggiorno si vivono in modo totalmente personalizzato. Come un pezzo di design d’autore. A partire dalle meraviglie del palazzo di Corte di Gabriela, un tempo abbandonato e poi trasformato in residenza di lusso con affreschi, bifore e gessi originali e preziosi elementi di artigianato veneziano, ci si perde tra le calli e i ponti incontrando altre facciate intarsiate, cancelli che si aprono sui canali. Si passeggia accompagnati dal suono dei remi delle gondole che muovono le acque, immaginando dogi, nobili e signore coperti di stoffe preziose e maschere raffinate.

Venezia d’inverno..

È facile stimolare l’immaginazione a Venezia d’inverno. Dalla Giudecca, uno dei luoghi particolarmente consigliati da Gian Luca, che riserva sempre itinerari insoliti per gli ospiti del boutique hotel, la laguna al tramonto è una visione esclusiva.
Corte di Gabriela è in una posizione privilegiata per vivere la Venezia più autentica. È tra il Canal Grande e il Ponte di Rialto, tra Piazza San Marco e il Teatro La Fenice, è vicina a Palazzo Grassi e al Museo Fortuny, con l’Accademia e il Museo Guggenheim. Inoltre, in caso di acqua alta, la speciale vasca impermeabile a contenimento e le paratie in acciaio, garantiscono che il soggiorno sia sempre asciutto. Corte di Gabriela organizza, inoltre, tour guidati per scoprire gli aspetti di Venezia meno conosciuti, magari in taxi boat con motore elettrico.

In Valigia?

La valigia da weekend in pelle, perfetta e scarlatta, simbolo Natale e di autentica artigianalità. Serapian

borse da weekend
serapian

Weekend fuori porta? Scegliere lo zaino, alternativa a borse e valigie per il brand britannico con la passione per gli sticker in pelle. Da comprare assolutamente a parte per impreziosirlo. Anya Hindmarch.

zaino weekend
Anya Hindmarch

 Che scegliere per il nostro weekend festivo a Venezia? Un tocco di glamour per le nostre sere ; Meravigliosa e vitale la collezione Holiday 2020 di  Michael Kors, che vede la modella Bella Hadid selezionare i suoi look preferiti della collezione ‘MICHAEL’ Michael Kors

Collezione holidays2020
Bella Hadid x Micheal kors

 

In Europa, Michael Kors ha coinvolto Veronica Ferrarro chiedendole di reinterpretare i suoi pezzi del cuore in una serie di scatti che la ritraggono per le vie della città.

MK Edited By Veronica Ferraro
Veronica Ferraro per Michael Kors

Tra gli outfit scelti per le feste di Natale, abiti jacquard che rubano la scena, una tuta-smoking perfetta per le vacanze e un piumino metallizzato dal fascino metropolitano. E se lo stile è nei dettagli, l’accessorio giusto rende ogni look glamour di giorno e chic la sera – idee perfette da regalarsi e da regalare.

Outifit da weekend festivo a Venezia

E per il giorno? Sportive e raffinate con la collezione FW2021 Simonetta Ravizza per una donna che vive nella contemporaneità e per questo sempre in movimento ma che non vuole rinunciare alla eleganza

La città, Venezia,  con i suoi colori è lo sfondo perfetto e può diventare  il set inconsapevole di una sfilata che si svolge ogni giorno.

Shoes for Venezia time

Scegliamo la collezione Autunno/Inverno 2021, Vauthier con Zanotti. Audaci e femminili, i modelli ricreano momenti di glamour, che richiamano la vita notturna degli anni ’70 e ’80 e rispecchiano la moderna donna cittadina.

 




Matteo Lazzaro e Antonio Santaniello: alla scoperta dei menu da ‘hostaria’

TESTO E FOTO DI CESARE ZUCCA  –
Anno 1200, nei capitolari della magistratura dei Signori della Notte, che vegliava sulla tranquillità notturna di Venezia appare un nuovo termine: “Hostarìa” Da allora l’‘hostaria’ ha rallegrato i palati dei veneziani fino a oggi, rimanendo rustica o diventando più sofisticata, ma sempre rispettando la storia e la tradizione della cucina lagunare.

Oggi scoprirete due ‘hostarie’ davvero speciali, menu e chef compresi!

A Venezia, in zona Castello, ci aspetta l’Hostaria da Franz

E’ un ritrovo storico che prende il nome dal suo fondatore, il soldato austroungarico Franz Habeler e che da allora è diventato sinonimo di ospitalità, gusto e tradizione. Maurizio Gasparini, lo ha ereditato dal padre, ottimo cuoco, grande viaggiatore, appassionato di cucina e promotore di nuovi piatti, come il suo celebre risotto alle fragole, forse il primo ad apparire nella Laguna. Oggi, al timone, troviamo Matteo Lazzaro.


Matteo, dove ti piace passare un weekend libero?

Amo la montagna: le Dolomiti, il Trentino e, se ho qualche giorno in più, Santorini e Formentera, dove ho lavorato e che conosco bene. Per un viaggio più lungo vorrei scoprire l’India, le sue spezie, i suoi sapori e magari attingere a nuovi gusti e tecniche da portare nella nostra cucina, sempre con grande rispetto verso la tradizione veneta.


Il tuoi primi ricordi in cucina?

Tanti: mia mamma Rossella che faceva il vitello tonnato, un piatto di cui ero inamorato. Mi piaceva grigliare, ma forse la scintilla è scoccata proprio quando non sapevo cosa fare nella mia vita e qualcuno mi disse “perché non vai a fare il cuoco? ti vedo bene in cucina“
Avevo 19 anni sono partito così, come lavapiatti, senza scuola alberghiera senza nessun tipo di istruzione, puro autodidatta.
La filosofia ‘no waste’, ‘no sprechi’, il tuo apporto?
Cerco di utilizzare qualsiasi parte degli ingredienti, specialmente frutta e verdure dalle cui scorze posso fare delle chips.


Nel tuo menu…

Tanto pesce del giorno, indicato come primo, secondo e terzo. E’ quello che ci viene offerto giornalmente dal mercato: branzini, orate, ricciole, baccalà e naturalmente le sarde in saor, immancabili in un menu della tradizione e poi le seppie sia rosse che nere, popolari e gustosissime ‘ principesse’ della Laguna. Proprio loro sono le protagoniste della mia ricetta caserecci alle seppie rosse e nere e crema di piselli.
Qualche rivisitazione?
Certo, ad esempio il nostro polpo della zona di Caorle, cotto sottovuoto a bassa temperature, caramellato e servito su gaspacho.

CASERECCI ALLE SEPPIE ROSSE E NERE E CREMA DI PISELLI


Pronti per salpare?

Il vaporetto ci sta aspettando: destinazione l’incantevole Burano, l’isola del merletto, dove ci aspetta il risotto più veneziano di tutta Venezia!
Curiosi e ghiottoni, è in arrivo un piatto delizioso…

Benvenutii a Burano. Pizzi e delizie…infatti, proprio di fianco al Museo del Merletto, troviamo

L’ Osteria al Museo

Molto tempo fa era una bottega di merletti e da un paio d’anni è diventata un punto di rinnovo della tradizione e del gusto della cucina veneziana. Sorseggiando uno spettacolare ‘Bellini alla Pesca Bianca’, incontro Antonio Santaniello.

Antonio, la domanda di rito: dove passi un weekend libero?

Sono molto legato all’Italia, ma non conosco bene il Sud, la Puglia e le isole. Saranno le mie prossime mete.
Una destinazione che ti ha particolarmente colpito?
Zanzibar, un paese meraviglioso anche se pieno di contrasti, dalle delizie gourmet di certe strutture alberghiere alla fantastica cucina povera nei villaggi. E poi frutta spettacolare come mango, ananas e frutto della passione di cui sono ghottissimo.


Un viaggio che vorresti fare?

In Giappone, sono attratto dalla sua sua cultura millenaria e apprezzo l’ autenticità, sono certo che un semplice ramen locale sia il migliore di quelli che posso trovare da queste parti.
Dove trovi l’ispirazione per I tuoi piatti?
Nel mio giardino, nei fiori, nel mio orto e quando vado a pescare, sempre con tanta curiosità e passione
Una passione ereditata?
Direi prorio di si: nonni e mamma lavoravano in un ristorante, dove passavo ore ie ore in cucina, aiutandoli a fare la pasta all’uovo e gli gnocchi, ero bravissimo…
Un piatto che ricordi?
La pasta e patate di nonna Carolina, imbattibile!

Cosa trionfa nel tuo menu?

Il pesce della Laguna, rigorosamente fresco e fornito, quotidianamente, dal nostro pescivendolo di fiducia sull’isola di Burano e da alcuni banchi del prestigioso Mercato di Rialto.

Il pescato è vario e davvero squisito: seppioline e melanzane su polenta, il corallo delle capesante, la ricciola dei nostri mari, piuttosto vicino alla ventresca, a cui togliamo la parte grassa la mettiamo a cuocere in padella senza olio, in modo che alla fine della cottura sia scottata e ben croccante, servita con zucchini, menta e del pane al nero di seppia, altro pesce tipico della zona di Burano.


Un ristorante del territorio che ti piace?

Il San Martino di Raffele Ros, a Scorzè, poco distante da Venezia. E’ lì che ho volute festeggaire un anniversaio con la mia ragazza. Ho grande stima di Ros con cui ho avuto il piacere di preparare una cena a 4 mani al Centurion di Venezia.
Uno Chef che ammiri?
Terry Giacomello
, un genio.

La tua ricetta?

Il “risotto di go”, un omaggio all’isola di Burano e al pesce ghiozzo, che qui chiamano go.
E’ un pesce povero, dal basso valore commerciale. Un piatto coerente alla politica ‘no waste’ dove non viene sprecato nulla, dallo sfilettare quelle parti che vengono solitamente buttate e farne un brodetto, a utilizzare la sua pelle che ho cotto a bassa temperatura con olio di semi di arachidi in modo che risulti croccante oppre ho essicato per ottenere delle chips. Mi piace aggiungere dell’aneto fresco per pulire il palato e ho parzialmente affidato la sapidità a una polverina verde di salicornia, un’erba autoctona che cresce nelle barene della Laguna.

RISOTTO DI GHIOZZO

Dosi per 2 persone
Ingredienti:
160 g di ottimo riso Carnaroli, 1 cipolla, 1 costa di sedano .1 mazzetto di prezzemolo, 200 g. di ghiozzi freschi, 60 g. Olio extravergine di oliva ,2 spicchi d’aglio ,100 g salicornia ,Sale q.b. Pepe q.b.
Procedimento:
Iniziamo facendo bollire la salicornia. Frulliamola fino ad ottenere una purea e stendiamola tra due fogli di carta da forno per metterla ad essiccare per qualche ora. Una volta completamente disidratata mettiamola in un frullatore e facciamola diventare una polvere verde ed impalpabile.
Laviamo per bene le verdure, mondiamo la cipolla e tagliamole tutte quante alla julienne. Schiacciamo l’aglio in camicia e facciamo dorare a fiamma vivace in una casseruola.
Consiglio di usare un coperchio e di sfumare le verdure con il vapore che ci si attaccherà.
Mentre le verdure cuociono, sfilettiamo i go (armatevi di pazienza) ed arrostiamo in forno a 180 gradi le lische private delle interiora  finche non saranno ben tostate.
Mettiamole assieme alle verdure già ben rosolate e facciamo insaporire.
Copriamo completamente di ghiaccio ed abbassiamo la fiamma. Una volta arrivato a bollore si formerà una schiuma grigiolina che andrà tolta. Facciamo bollire a fuoco basso per un’ora circa e poi passiamo tutto al passaverdure facendo attenzione ad estrarre tutti i succhi, sia dai ghiozzi che dalle verdure. Una volta fatto ció filtriamo nuovamente con un panno pulito ed otterremo il nostro brodo.


Mettete il riso in una casseruola e fatelo tostare a fuoco basso; quando sarà ben caldo, sfumate con il brodo, mettete un pizzico di sale e aggiungendo poco liquido per volta portatelo a fine cottura. Mentre il vostro riso starà cuocendo, condite i filetti di go con sale, pepe ed olio extravergine, metteteli su carta da forno e teneteli da parte. Quando mancheranno un paio di minuti al vostro riso, toglietelo dal fuoco, aggiungete olio extravergine, sale e pepe e metteteci un coperchio. Così facendo gli amidi del riso si distribuiranno omogeneamente, creareando una buona mantecatura. Ora prendete i filetti di ghiozzo e tenendoli separati appoggiateli su una placca che avrete già posizionato in forno a 180 gradi. Attenzione che ci vorrà poco più di un minuto perché cuociano.
Togliete il coperchio dalla pentola e mescolate energicamente fino ad arrivare alla densità e gusto giusto. Aggiustate la cremosità a vostro piacere con il brodo caldo.
Prendete un piatto, adagiatevi il risotto sopra e battete con una mano sotto al piatto per farlo aderire bene alla superficie; mettete la polvere di salicornia su tutta la superficie del risotto e, aiutandovi con una spatolina, i filetti di pesce cotti.
Una grattugiata di pepe e buon appetito.

INFO

HOSTARIA DA FRANZ
https://www.hostariadafranz.com/
Salizada San Antonin 3499, Venezia
Riapre il 25 Novembre con i nuovi piatti del menu invernale.

OSTERIA AL MUSEO
https://www.osteriaalmuseo.com/
Piazza Galuppi 113-115, Burano

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative.
Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto nel suo blog, in stile ‘Turista non Turista’




WORLD PASTA DAY 2020. Il mondo festeggia un weekend a tavola… con la ‘Signora’. Le ricette di 5 top chef.

Il 25 Ottobre si celebra in tutto il mondo il World Pasta Day nato nel 1998 e festeggiato  attraverso iniziative in contemporanea, eventi gastronomici e naturalmente una ricca pasta a tavola!. Con noi, per festeggiare il suo 22esimo compleanno, mi sono trovato a tu per tu con cinque fantastici Chef che si sono raccontati e ci hanno regalato una loro ricetta in onore della pasta.
Buona festa ‘Signora Pasta’ e… Buon Appetito!

Il 25 Ottobre la tua tavola potrà rendere omaggio a uno dei piatti più apprezzati, amati, deliziosi e sempre sorprendenti. Chef, ristoranti e ‘pasta lovers’  sono invitati a creare un piatto che esprima titta la loro la passione per la pasta, una portata nata semplice e con ingredienti base, ma  che può essere trasformato in mille versioni. tradizionali o innovative, veraci o stellate diventando una vera delizia gourmet.

Regina della tavola e primadonna del selfie!

Pare che la pasta, oltre a essere uno dei piatti più popolari al mondo, sia anche uno dei più fotografati. Chi non resiste a immortalare un seducente piatto di pasta o scattarsi un selfie che faccia venire l’acquolina in bocca a tutti i nostri amici?

La Cucina dei Frigoriferi Milanesi

A Milano incontro Marco Tronconi Chef della Cucina dei Frigoriferi prestigiosamente inclusa nella lista Bib Gourmand e luogo dove, nei lontani anni ’20, veniva prodotto il ghiaccio ad uso industriale e privato per diventare nei mesi estivi, il dposito di fiducia delle pellicce delle signore  milanesi.


Cosa guidi?
Una Crossover Qashqai e, quando posso, la mia Honda VTR 1000
Dove ti piace passare un weekend libero?
Nelle capitali europee, ne ho visitate molte ma mi manca Parigi. Sarà la prossima meta.
Le destinazioni che hai più amato?
Stati Uniti, le Bermuda,Thailandia, Malesia.
La tua cucina è…
La definirei una cucina italiana, magari con una punta di Lombardia, specialmente nei mesi più freddi. Una cucina  semplice, che amo firmare ma non stravolgere e, seguendo il grande Marchesi, fatta non con troppi ingredienti. Amo piatti gustosi ma  semplici, Le mie presentazioni sono certamente attente all’aspetto e all’estetica, ma preferisco concentrarmi di più su abbinamenti e soluzioni semplici e gradevoli al gusto. Di confusione gastronomica ce n’è già abbastanza troppa in giro…


Primo ricordo in cucina?
Nonna Carolina che mi faceva giocare tra i fornelli nella casa nativa di Ponte Lambro.
Era una grande cuoca, non rieso a dmenticare i suoi fantastici  mondegili di pane raffermo, mortadella, avanzi di arrosti e una scorzette limone…
Una nonna ispiratrice?
Certamente, ho in mente per questo inverno un piatto che chiameremo ‘pan cotto maritato’ con cialada croccante di bacon e uova.


Cucini a casa?
Quasi mai, peò se ho del tempo mi pice fare un buon brodo di carne o verdure e conservarlo in cubetti surgelati. Mia figlia Rebecca va matta per i tortellini, freschi, fatti in casa o anche confezionati .. basta che siamo immersi in un buon brodo, ed ecco che quei cubetti diventano amici preziosi…
Dove ci porta il tuo piatto per il Pasta Day?
Verso un’ atmosfera autunnale con le protagonste di questa stagione: le castagne.

TAGLIOLINI ALLE CASTAGNE CON FUNGHI E SALSA ALLE ERBE


1 kg di farina
100 di castagne
3 uova
300ml di vino bianco .
Per la salsa
10g un mazzo di prezzemolo, timo e maggiorana
1 quarto di spicchio d’aglio
Preparazione
Sbollentare il prezzemolo raffreddarlo, frullare con erbe, olio e sale qb.
400g di funghi misti lavarli tagliarli e farli saltare in padella con burro alloro da togliere alla fine Cuocere la pasta, farla saltare coi funghi , mettere la salsa sul fondo del piatto e sopra i tagliolini.

Bistro By Do Leoni

Eccoci a Venezia, davanti all’incantevole vista sul Bacino di San Marco, in Riva degli Schiavoni, a due passi da Piazza San Marco ci aspetta il rinomato Hotel Londra Palace e il suo Bistro Do Leoni, guidato da Loris Indri che, sotto l’ala di Slow Food International, con l’associazione Relais & Châteaux, sostiene l’annuale “Food for Change” iniziativa che vuole combattere il cambiamento climatico e proteggere la biodiversità e per cui Indri ha creato un menu basato su pesce meno conosciuto e derivato da pesca sostenibile.


Chef, mi racconta la sua cucina?
Il mio obiettivo è sempre stato quello di coniugare semplicità e qualità a modernità, cercando di valorizzare il territori, piccoli agricoltori e produttori locali, minimizzando gli sprechi e sostenendo la biodiversità agroalimentare.


Un menu speciale?
Assolutamente: dall’ insalatina di radicchio di campo a ciuffi con intingolo tiepido di lardo alle erbe croccante, al risotto coi “rovinassi” al fegato alla veneziana. L’ho voluto intitolare “La rivalsa del quinto quarto – Le frattaglie nella tradizione veneta” 
Quindi abbraccia la filosofia “no waste”?
Certo, L’obbiettivo di riscattare i cosiddetti “scarti” della cucina, valorizzandone le proprietà, come il ricco contenuto di ferro e potassio, e recuperare antiche ricette venete.


E salvare le api, vero?
Certamente. Il miele non è solo un valido sostituto dello zucchero, ma è ingrediente ricco di valori antiossidanti, antinfiammatori, antitumorali e antimetastatici. Nel menu Slow Food, ho valorizzato il miele di barena, un’eccellenze italiana, prodotto nei terreni argillosi delle barene nella Laguna veneziana. Nel nostro piccolo, ognuno può fare qualcosa per aiutare e proteggere la terra!


La ricetta di Loris Indri
RAVIOLI DELLA LAGUNA VENETA

Ingredienti
Per la pasta:
150 gr farina 00, 140 gr semola di grano duro, 50 gr di lattuga di mare, 2 uova, 3 gr di sale
Per il ripieno:
60 gr di polpa di cefalo, 30 gr di ricotta fresca, sale e pepe QB
Per la finitura:
30 gr di canestrelli sgusciati, 70 gr di cozze, 70 gr di vongole, 2 seppioline da fritto, 2 pomodori ramati, 10 gr di zenzero fresco. olio Evo qb, erba cipollina, scalogno tritato, timo fresco, maizena
Procedimento
Per la pasta, sbollentare e frullare le alghe “lattuga di mare”, successivamente impastare tutti gli ingredienti assieme. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, mettere a riposare in frigo coperto con pellicola.
Intanto prepariamo la farcia dei ravioli: prendiamo la polpa di cefalo e scottiamola con un po’ di olio ed aglio, saliamo pepiamo e lasciamo successivamente raffreddare. Ora incorporiamo la ricotta fresca e un po’ d’erba cipollina.
Mentre aspettiamo che la pasta si riposi, mettiamo a cuocere i pomodori ramati tagliati, con dello scalogno tritato soffritto, il timo e lo zenzero. Quando il pomodoro avrà iniziato a bollire, aspettiamo cinque minuti e poi filtriamo a colino e pressiamo con un mestolo per cercare di ottenere un parte di polpa. Prendere ora il composto filtrato, regolare di sale e pepe e addensare leggermente con un pizzico di maizena.
Formare ora i ravioli circa del peso di 20 gr l’uno, scottare con olio ed aglio i bocconcini di pesce precedentemente puliti, quali canestrelli, seppioline, cozze e vongole e salare leggermente.
Cucinare i ravioli in acqua bollente e glassare con una crema di burro formata da acqua di cottura e burro. Infine impiattare, partendo con l’acqua di pomodoro, adagiare sopra i ravioli e i bocconcini di pesce scottati.

La ‘Signora della pasta’

In un momento di tragica pandemia mondiale, la 22 edizione del World Pasta Day, vuole dare speranza e rallegrare gli spiriti.

Così si è espressa Stefania Peduzzi, la ‘Signora della pasta’, produttrice di Rustichella d’Abruzzo : “In questo momento di difficoltà che tutto il mondo sta vivendo, abbiamo rinnovato, tramite il progetto di filiera corta Primograno, l’accordo con i produttori locali per una pasta dal grano 100%, procurando lavoro e consolidando le tipiche eccellenze della regione abruzzese”

Puntiamo verso Nord!

Il bellissimo Friuli ci dà appuntmento a Tricesimo, appena fuori Udine, dove Juri Riccato della Antica Trattoria Miculan, prepara un omaggio alla pasta (rigorosamente fatta in casa) e ai tradizionali ‘casunzei’ ampezzani, portandoci in vetta alle Dolomiti… a modo suo.


Dove ti piace passare un weekend libero?
In montagna: qui vicino abbiamo zone bellissime come il Tarvisano e il Moggio udinese. Lì mi rilasso e curioso nelle piccole trattorie locali legati alla tradizione.
Che auto guidi?
Una Subaru, è ideale per la montagna e si arrampica bene.


Da quanto tempo esisite Miculan?
Dalla fine del 1800. Si chiamava La Collina, poi divenne Miculan. Mia moglie Michela, sommelier, e io abbiamo deciso di conservare questo nome, optando per un menu friulano con qualche divagazione attento alla stagionalità e al territorio, “svirgolando” qua e là verso altre direzioni. Punto a una cucina semplice e discreta, non invadente e dagli ingredienti ben definiti
Quindi non ti piace la cosiddetta confusione?
Mi piace una confusione ben definita.


Il tuo primo ricordo in cucina?
Le lasagne e le polpette mamma Paola : la cucina era un punto di incontro e di divertimento.
Cosa ti diverte cucinare?
La pasta ripiena, dagli agnolotti, ai ravioli, agli gnocchi carnici, tutti piatti che ho amato da sempre, fino da quando ero un allievo della scuola culinaria a Falcade.


La tua ricetta?

Una citazione dei tradizionali ‘casunzei’ ampezzani con barbabietola rossa e semi di papavero e rivisti a modo mio, a cominciare dalla forma stellata.

AGNOLOTTI “ALL’AMPEZZANA” RIVISITATI


Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta
– 180 gr di farina 00
– 100 gr di uova
– Sale q.b.
Per il ripieno
– 2 barbabietole di media misura
– 100 gr di ricotta vaccina fresca (leggermente asciutta)
– Sale q. b
– Per il condimento
– 100 gr di burro chiarificato
– 100 gr di formaggio stagionato
– Semi di papavero
Procedimento
Impastare insieme la farina, le uova e il sale fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea, coprirla con la pellicola e lasciarla riposarla per almeno un paio di ore in frigorifero.
Nel frattempo far bollire l’acqua salata e, appena raggiunta l’ebollizione, mettere a cucinare le barbabietole. Una volta cotte vanno raffreddate, pelate e strizzate leggermente. Aggiungere ora la ricotta e frullare il tutto fino a renderlo omogeneo e non troppo liquido.
Prendere la pasta e stenderla sottile con la sfogliatrice; con un coppa pasta rotondo tagliare la pasta in dischi e disporla sul tavolo, spennellare con un pennello e acqua, prendere la barbabietola con la ricotta e posizionare il composto al centro del disco aiutandosi con una saccapoche. Chiudere la pasta formando un agnolotto a 4 punte. Una volta formati, tutti gli agnolotti andranno cotti in acqua bollente mentre si scalda il burro chiarificato. Scolare gli agnolotti, mettere il formaggio stagionato sul piatto e adagiarvi sopra gli agnolotti; aggiungere altro formaggio a piacere e semi di papavero.
Cospargere il tutto con il burro chiarificato fuso e servire.

Gran finale: la pasta diventa “Sua Maestà”… indovinate dove?

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Eccoci a Bologna dove “Sua Maestà la Tagliatella”…
è veramente la regina della tavola!

Piatto storico, onorato e rispettato. Pensate che nel 1972 una Delegazione di esperti ha depositato in uno scrigno della Camera di Commercio, un campione in oro della celebre pasta, decretandone la perfetta larghezza. La misura ‘aurea’ decretata è di 6.5/7 mm da cruda e di 8mm da cotta (cioè 6.5/7 mm da cruda)

Ma perchè questa misura?  E’ un omaggio alla Torre degli Asinelli, infatti corrisponde alla dodicimiladuecentosettantesima parte dell’altezza della Torre. Per celebrare il Pasta Day, ecco la ‘insolita’ tagliatella al pesce di Forchetta e Cuciglio.
Insolita, ma rigorosamene ‘Made in Bologna’…

Forchetta e Cuciglio

A Bologna può succedere di tutto anche che Alice Ferrari, chef emiliana, incontri Fe Orio, Chef filippina e che si divertano a cucinare e a farvi divertire con allegria e buon gusto.

Weekend libero. Dove vorreste andare ? Con che auto?
Alice: In Calabria, una terra che amo per i suoi profumi e il carattere della sua gente. Amo particolarmente la zona monatgnosa della Sila dove trovo ottimi salumi e formaggi. La mia auto preferita è la Panda, ne ho ereditata una da mio nonno e sono rimasta fedele.
Fe: Niente auto, guido un motorino. Per un weekend speciale, allungherei i tempi per tornare nelle Filippine, dove ho tutta la mia famiglia che vedo piuttosto raramente e mi piacerebbe fare una tappa nell’incantevole Boracay, per godermi un mare meraviglioso e gustare i piatti locali, come il branzino al cocco e zucca.


Un viaggio all’estero che vi è piaciuto o che vorreste fare?
Alice: Ho viaggiato molto fin da piccola. Ho adorato l’Egitto e ho Londra nel cuore. Mi piacerebbe tornarci presto
Fe: Vorrei scoprire la Thailandia, un paese molto vicino alla mia cultura.
Fe, cosa hai portato della cucina filippina nel vostro menu?
Fe: Peperoncino latte di cocco, salsa di soia.  Sto sperimentando piatti di pesce e funghi cucinati in foglia di banana.


C’è un piatto che mangiate solo se cucinato da un’altra persona?
Alice:( sorride) La pizza de’ Il Monello, qui a Bologna. Saporita, digeribile e poi Il pizzaiolo è il compagno….
Fe: Stessa risposta! Ne ho assaggiate tante però quella del Monello è imbattibile! Anche per il suo impegno sociale, infatti questo locale è impegnato da anni nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità e vulnerabilità sociale.
Assolutamente da assaggiare del vostro ristorante…
Alice e Fe: I nostri piatti di pesce e le nostre ‘pucce’ fatte con pasta di pane lievitata oltre le 24 ore, 30% farina tipo”0″ e 70% multicereali e farcite con pesce, verdura, latticini e salse.


Tre parole per definire il vostro ristorante.
Alice: Freschezza, convivialità e dolcezza.
Fe: Aggiungerei gioia e allegria.

TAGLIATELLE AL RAGU’ BIANCO DI PESCE

Per 6 persone:
Per la pasta fresca:
250g farina 00, 250g farina di semola, 7 uova
Per il ragù:
300g di ritagli di pesce (nel nostro caso: calamari, gamberi, cozze, vongole. pesce spada),
1 cipollotto, 1 spicchio d aglio in camicia. 3 cucchiai di pasta d acciughe (o 4 filetti di acciughe sott’olio). N’ 10 pomodorini gialli, Basilico fresco, 1 limone( la scorza). Acqua delle cozze (precedentemente aperte), olio, sale, pepe  q.b.
Prepariamo le tagliatelle:
Unire le due farine ed aggiungere le uova. Impastare fino ad ottenere una massa abbastanza dura e compatta. Lasciar riposare in frigo per tutto il tempo di preparazione del ragù. Dopodiché tagliare la palla in 4 e stendere prima con il matterello, poi se manca le competenza di finirla a mano… munirsi di tirapasta ed arrivare ad uno spessore di 2 mm.
Prepariamo il ragù:
Mettere una padella capiente sul fuoco, due Gigi d olio. Aggiungere cipollotto tagliato fine e aglio in camicia schiacciato. Far dorare il tutto è togliere l’aglio. Aggiungere I pomodorini tagliati in 4 e poco dopo il pesce tagliato a pezzetti. Lasciar rosolare e sfumare con l’acqua delle cozze. Aggiungere basilico, scorza di limone, aggiustare di sale e pepe. E… buon appetito!

INFO
La Cucina dei Frigoriferi Milanesi
Bistro By Do Leoni
Forchetta e Cuciglio
Antica Trattoria Miculan

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative.
Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘Turista non Turista’



DARIO OSSOLA: lo splendore di Venezia nel decor e nel piatto

Welcome to Arva, il prestigioso ristorante dell’ hotel Aman Venice, situato nello splendido Palazzo Papadopoli del XVI secolo, una vera oasi di serenità che incarna tutto ciò che la città ha da offrire.

 Potrete pranzare in uno dei lussuosi saloni o nel giardino privato che si affaccia sulle acque del Canal Grande.
Al timone di Arva trovo Dario Ossola per un’intervista in esclusiva.


Dove passi i weekend liberi?

Nelle montagne qui vicine, veri paradisi sciistici e ciclistici, dove posso praticare sport e scoprire il cibo locale. Amo lasciare la strada principale e avventurarmi per percorsi alternativi, non a caso uso una Jeep Wrangler fuoristrada, che mi sa portare dovunque, anche dove solitamente la gente non ci va.


Lunghi soggiorni all’estero…

Si. ho vissuto nei Caraibi e per molti anni a Londra, Uno dei viaggi più interessanti è stato in Giappone per una collaborazione con Aman Tokyo, E’ stato un incontro con una cultura impressionante e impeccabile. Ho amato la precisione e la disciplina nell’esecuzione aldilà che stiano preparando un piatto o pulendo un pavimento.


La tua cucina è …

Territoriale, partendo dalla Laguna per ‘spostarci’ di un raggio di 60, 70 km verso altre zone limitrofe e le Dolomiti, soprattutto per la scelta delle carni e poi la definirei  relativamente semplice, nel suo intento di non mettere troppi elementi in un piatto, attenta ad osservare la stagionalità e la località del prodotti.

Se ti potessi identificare in un tuo piatto, quale saresti?

Il risotto di gallinella e zucchine: un piatto che è stato il frutto di un imput da parte dei miei ragazzi proprio in una recente riunione che discuteva soluzioni step down per semplificare e aggiornare il menu ai tempi del Covid. Un piatto pulito e elegante che, insieme alle paste fresche, molto vicino ala mia personalità e alla mia cucina.

Curiosando nel tuo frigo di casa : sempre e mai…
Sempre:  zafferano e poco d’altro. Mai: fois gras e Nutella
Cucina a casa?
Direi proprio di no. Quando ho una serata libera preferisco uscire assaggiare la cucina di qualcun altro.

A proposito. c’è un piatto che mangi solo se cucinato da qualcun altro?

Non ho dubbi: le tagliatelle di mia nonna Teresa, rigorosamente fatte a mano, super semplici con pomodoro e basilico del nostro orto. Imbattibili!
E’ legato a lei il tuo primo ricordo in cucina?
Si, quando la aiutavo  a sbucciare i piselli e a pulire le taccole. Nonna Teresa era una bravissima cuoca, allora si faceva in casa proprio tutto, dal pane alla pasta, alla salsa di pomodoro.

La reazione che preferisci quando qualcuno assaggia un tuo piatto?

Quando chiude gli occhi e fa ‘mmmm…’


Volete scoprire la ricetta di Dario Ossola?

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La ricetta di Dario Ossola

Crudo di orata, bottarga e pepe rosa 

Ingredienti
0.250kg sale fino
0.250kg zucchero
2 Orate intere
1/2 Bottarga
10gr Pepe rosa
1 mazzo di finocchietto selvatico
Olio di oliva
Succo di limone
Erba cipollina
1 arancia
1 limone
Preparazione
Sfilettare l’orata e spellarla.
Abbatterla per una notte in congelatore e poi riporla in frigo.
In una bowl, mischiare sale, zucchero, zest di arancia e limone.
Coprire l’orata di sale e zucchero e lasciarla in frigo per 20 min.
Rimuovere il sale e zucchero, senza utilizzare troppa acqua, e lasciare asciugare il pesce su una teglia.
Affettare l’orata in diagonale e posizionarla sul piatto.
Condire il carpaccio di pesce con pepe rosa, un po’ di citronette, erba cipollina tritata, bottarga a fette sottili e finocchietto

INFO
Ristorante Arva
Hotel Aman Venezia
Calle Tiepolo Baiamonte 1364
Palazzo Papadopoli
30125 Sestiere San Polo, Venezia




Weekend a Venezia (come non l’avete mai vista e…. gustata)

TESTO E FOTO DI CESARE ZUCCA

“Nessun battello nessun pescatore, nessuna lanterna nella rossa Venezia…”
Così scriveva il poeta Alfred de Musset nel 1844 dipingendo una Venezia vuota e solitaria.
Sono passati molti anni e questi versi sono inaspettatamente attuali.
In tempo di Covid, Venezia, la meta turistica più popolare del mondo, ha visto annullate le  le visite dei turisti americani, cinesi, giapponesi e ampiamente dimezzate quelle di turisti da tutto il mondo.

Viaggi cancellati, prenotazioni disdette. un fatturato che va dal 50 al 90% in meno del solito. In questi giorni, passata la pur ridotta affluenza del Festival del Cinema, Venezia è tornata ad essere una città semivuota che sa regalare visioni davvero insolite mai viste e di certo ancora più incantatrici.


Quasi inesistenti le file ai vaporetti. che sebbene limitati nel numero, sono attenti al distanziamento e all’obbligatorietà della mascherina.

Qualche turista in Piazza San Marco e dintorni, ma basterà lasciare il centro per trovare calli, vicoli e sotoporteghi, completamente deserti. Visione insolitamente solitaria forse, ma che fa della città una meta perfetta per un weekend in una Venezia segreta, deserta, irreale e ancora più seducente. Poco lavoro anche per i gondolieri che hanno abbassato i prezzi: ora con 50-60 Euro potrete fare  un bel giro in gondola, turistico si , ma pur sempre un simbolo della città.


Un weekend emozionante dove potrete scoprire angoli insoliti, conoscere nuove storie, vivere momenti indimenticabili e… gustare la meravigliosa cucina della Laguna, sia in ristoranti di lusso che in semplici trattorie, ambedue indimenticabili.

Dove alloggiare:

Dimentichamo gli albergoni turistici (anche quelli mezzi vuoti) per scoprire alloggi più ‘ nicchia’.
Corte di Gabriela
Nella piccola Calle degli Avvocati vi aspetta un’ accuratissima residenza dove l’estro del proprietario /chef vi riserverà  un’accoglienza perfetta a cominciare dalla biancheria, servita in sacchi di carta  rustica, alle setose lenzuola.

Design moderno, piccola colazione rigorosamente cucinata i casa, squisita e servita in un delizioso giardino. Qua e là foto vintage con grandi star del festival passati, Paul Newman, Claudia Cardinale, Jane Fonda…

Forse è una delle migliori scelte di lusso nel quartiere. Un hotel boutique di 10 camere in uno dei quartieri più eleganti di Venezia, Corte Di Gabriela è una residenza chic che sposa lo stile contemporaneo al’incanto di tocchi storici. In pieno centro, vicino a San Marco, a pochi passi dalle principali attrazioni della città, in una via tranquilla e isolata.
questo hotel dispone di un grazioso cortile interno e di un’accogliente ( e fornita di un ricco buffet preparato in casa dal Patron Gian Luca)
Tutte le camere sono diverse e
eleganti uguali; alcune sono decorate da affreschi sul soffitto, mentre altre hanno vista sul canale. I servizi sono grandi e moderni, iPad e connessione Wi-Fi gratuita.

EGO’ 
Letteralmente di fianco al Ponte di Rialto, boutique hotel 4 stelle lusso che racconta la storia di Marco Polo e della Via della Seta. Sarà la gentilissima Ekaterina ad accogliervi e a raccontarvi come ogni camera richiami un episodio del suo viaggio, mentre qua e là spuntano accenni storici sulla vita del grande conquistatore.

Per una notte speciale, una camera soeciale, letto rotondo, jacuzzi mosaicata tra ori, luna e sole e al risveglio una ricca colazione servita in camera oppure in salottino con vista sul Canal Grande.

Dove mangiare: partiamo alla grande

Arva
Tra stucchi, dipinti e affreschi , nello splendore de trionfo settecentesco veneziano, vi aspetta l’esclusivo ristorante dell’Hotel Aman, con i suoi suntuosi saloni all’interno e il suo giardino con vista sul canale.

Chef Dario Ossola è al timone di una cucina veneziana ricercata con squisite variazioni gourmet. Location e cena da Oscar, non a caso è stata scelta da George Clooney per la sua festa di matrimonio. 

Bistro de Venise
Quintessenza dello stile, della storia e della cucina veneziana. Tre sale dedicate a leggendari personaggi veneziani: Goldoni, Casanova, Vivaldi.
Un menu classico con ricette storiche alternate a innovazioni dello chef… Tappezzeria rossa le pareti quadri ottocenteschi, musica di quartetto d’archi: insomma un elegante tuffo nel passato
Zanze XVI
Tuffiamoci nel presente e in menu ‘mappamondo’ dove la creatività di Chef Stefano incontra la classicità di certe ricette della Laguna.
Arredamento in stile moderno, direi casual chic, personale impeccabilmente affabile., eccellente selezione di vini.

Hostaria da Franz
Tradizione e qualità, insomma la classe non è acqua ( spesso ‘alta’ a Venezia)
Un locale assolutamente pilotato dall’Impeccabile Maitre Maurizio Maurizio Gasparini che, in un’ atmosfera da bistro  elegante ma disinvolto, vi consiglierà come gustare al massimo la cucina e la serata.

Ma dove vanno a cena i veri veneziani?

La risposta nella prossima pagina
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Dove vanno a cena i veri veneziani?

Ecco quattro indirizzi di strutture ‘qualità-prezzo’  (si insomma, dove non ti ‘spellano’…) principalmente frequentati dai locali.
La Trattoria Storica
Si passa da un simpatico dehors a un interno ricco di quadri d’autore, che spesso costituivano il pagamento per una buona cena. Menù veneziano al 100% a cominciare da…. ci sono andato due volte!Antico Gatoleto
Adriano e Bilal vi accoglieranno subito con un sorriso e una deliziosa focaccia alle cipolle rosse e foglie di cappero. Buttatevi sul pesce come ho fatto io: un antipasto di crudo davvero memorabile, ottimi spaghetti al nero di seppia prezzi modici.

Trattoria Alla Madonna
Un classico della ristorazione veneziana. E’ lì da 75 anni e la gestione è passata da generazione in generazione. Oggi se ne occupa Lucio Rado, ma il menù è quello di sempre. Qui non si può sbagliare: piatti abbondanti servizio accurato e soprattutto… Niente musica un tuffo nel passato con le delizie del presente optate per la tradizione: fegato alla veneta E lasciatevi consigliare per il pesce.
Osteria Oliva nera
Una vera rivelazionre: piatti da chef stellato ma, per fortuna, senza attitudine, complimenti a Stefano Novello… Già il calice di bianco servito con olive verdi e nere marinate all’arancio, uno sballo…Il tradizionale piatto ‘bigoli in salsa’ una pasta con sugo di cipolle e acciughe era semplicemente perfetta.
Per i dolci lasciatevi sedurre dalla proprietaria Isabella che, oltre che a occuparsi del ristorante, gestisce un delizioso B&B giusto dietro l’angolo. Mi ha servito un tortino di datteri con gelato al limone: una delizia.
Per finire… surprise!
Incontriamo il Prete Rosso soprannome di Vivaldi, un ristorantino con terrazza in cima alla Locanda Vivaldi, un piccolo paradiso poco conosciuto e in genere riservato a chi alloggia alla Locanda, ma prenotabile anche da clienti esterni, Chef Antonio vi delizierà con sorridenti, proprio come lui, piatti veneziani di pesce fresco. E che vista spettacolare! Godetevi una dei tramonti più belli della vostra vita…

E se volete scoprire dove i veneziani fanno il lunch di mezzogiorno, l’indirizzo  è unico: la leggendaria Rosticceria Gislon in Calle de la Bissa, 5424/ dove il lungo bancone stracolmo di delizie gastronomiche vi delizierà prima la vista e poi il palato con le più classiche specialità veneziane, dal saor al celeberrimo baccalà mantecato, a un’impareggiabile mozzarella in carrozza con le acciughe.
Parecchio affollato, un po’ di fila da fare, ma ne vale la pena.
Come vedrete, il covid non ferma i buongustai !
CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo. Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative.
Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘turista non turista’.
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“No boats, no fishermen, no lanterns in red Venice …” So wrote the poet Alfred de Musset in 1844, painting an empty and lonely Venice. Many years have passed and these verses are unexpectedly current. In time of Covid, Venice, the most popular tourist destination in the world, saw the visits of American, Chinese, Japanese tourists canceled and those of tourists from all over the world halved. Trips canceled, reservations canceled. a turnover ranging from 50 to 90% less than usual. In these days, after the reduced turnout of the Film Festival, Venice has returned to being a half-empty city that knows how to offer truly unusual visions never seen before and certainly even more enchanting. The lines at the vaporetti are almost non-existent. which although limited in number, are attentive to the spacing and obligatory nature of the mask. A few tourists in Piazza San Marco and its surroundings, but it will be enough to leave the center to find calli, alleys and sotoporteghi, completely deserted. An unusually solitary vision perhaps, but which makes the city a perfect destination for a weekend in a secret, deserted, unreal and even more seductive Venice. Little work also for the gondoliers who have lowered their prices: now with 50-60 Euros you can take a nice gondola ride, tourist yes, but still a symbol of the city. An exciting weekend where you can discover unusual corners, learn new stories, experience unforgettable moments and… taste the wonderful cuisine of the Lagoon, both in luxury restaurants and in simple trattorias, both unforgettable. Where stay: We forget the tourist hotels (even the half-empty ones) to discover more ‘niche’ accommodations. Court of Gabriela In the small Calle degli Avvocati a very accurate residence awaits you where the inspiration of the owner / chef will reserve you a perfect welcome, starting with the linen, served in rustic paper bags, to the silky sheets. Modern design, small breakfast strictly home cooked, exquisite and served in a delightful garden. Here and there vintage photos with past festival stars, Paul Newman, Claudia Cardinale, Jane Fonda… Perhaps it is one of the best luxury choices in the neighborhood. A 10-room boutique hotel in one of the most elegant districts of Venice, Corte Di Gabriela is a chic residence that marries contemporary style with the charm of historic touches. In the center, near San Marco, a few steps from the main attractions of the city, in a quiet and isolated street. this hotel has a lovely internal courtyard and a cozy (and equipped with a rich buffet prepared at home by the Patron Gian Luca) All the rooms are different and elegant alike; some are decorated with frescoes on the ceiling, while others have canal views. Amenities are large and modern, iPads and free Wi-Fi. EGO’ Literally next to the Rialto Bridge, a 4-star luxury boutique hotel that tells the story of Marco Polo and the Silk Road. It will be the very kind Ekaterina to welcome you and tell you how each room recalls an episode of his journey, while here and there historical hints on the life of the great conqueror pop up. For a special night, a soecial room, a round bed, a jacuzzi with a mosaic of gold, moon and sun and when you wake up a rich breakfast served in your room or in the sitting room overlooking the Grand Canal. Where to eat: let’s get off to a great start Arva Among stuccos, paintings and frescoes, in the splendor of the eighteenth-century Venetian triumph, the exclusive restaurant of the Hotel Aman awaits you, with its sumptuous halls inside and its garden overlooking the canal. Chef Dario Ossola is at the helm of a refined Venetian cuisine with exquisite gourmet variations. Location and Oscar dinner, it is no coincidence that George Clooney chose it for his wedding party. Bistro de Venise Quintessence of Venetian style, history and cuisine. Three rooms dedicated to legendary Venetian characters: Goldoni, Casanova, Vivaldi. A classic menu with historical recipes alternating with innovations by the chef … Red upholstery on the nineteenth-century painting walls, string quartet music: in short, an elegant blast from the past Zanze XVI Let’s dive into the present and into the ‘globe’ menu where Chef Stefano’s creativity meets the classicism of certain recipes from the Lagoon. Modern decor, I would say casual chic, impeccably friendly staff, excellent wine selection. Hostaria by Franz Tradition and quality, in short, class is not water (often ‘high’ in Venice) A place absolutely driven by the impeccable Maitre Maurizio Maurizio Gasparini who, in an elegant but casual bistro atmosphere, will advise you on how to enjoy the cuisine and the evening to the fullest.
Where do real Venetians go for dinner?
Here are four addresses of ‘quality-price’ structures (yes, in short, where they don’t ‘peel’ you …) mainly frequented by locals. The Historic Trattoria It goes from a nice terrace to an interior full of paintings by the author, which often constituted the payment for a good dinner. 100% Venetian menu starting from …. I went there twice! Antico Gatoleto Adriano and Bilal will immediately welcome you with a smile and a delicious focaccia with red onions and caper leaves. Throw yourself on the fish as I did: a truly memorable raw appetizer, excellent spaghetti with cuttlefish ink at reasonable prices. Trattoria Alla Madonna A classic of Venetian catering. It has been there for 75 years and the management has passed from generation to generation. Today Lucio Rado takes care of it, but the menu is the same as always. Here you cannot go wrong: abundant dishes, accurate service and above all… No music a dip in the past with the delights of the present opt ​​for tradition: Venetian liver And let us advise you for the fish. Osteria Oliva black A real revelation: starred chef dishes but, luckily, without attitude, congratulations to Stefano Novello … Already the white glass served with green and black olives marinated in orange, a high … The traditional ‘bigoli in sauce’ dish a pasta with onion and anchovy sauce was just perfect. For desserts, let yourself be seduced by the owner Isabella who, in addition to taking care of the restaurant, runs a delightful B&B just around the corner. She served me a date pie with lemon ice cream: a delight. Finally… surprise! We meet the Red Priest, nickname of Vivaldi, a restaurant with a terrace at the top of the Locanda Vivaldi, a little known paradise and generally reserved for those who stay at the Locanda, but can also be booked by external customers, Chef Antonio will delight you with smiling, just like him , Venetian dishes of fresh fish. And what a spectacular view! Enjoy one of the most beautiful sunsets of your life … And if you want to find out where the Venetians have their midday lunch, the address is unique: the legendary Rosticceria Gislon in Calle de la Bissa, 5424 / where the long counter full of gastronomic delights will delight you first the sight and then the palate with the more classic Venetian specialties, from saor to the famous creamed cod, to an incomparable mozzarella in carrozza with anchovies. Quite crowded, a bit of a queue to do, but it’s worth it. As you will see, covid does not stop gourmets!




Verso Venezia, la nostra destinazione weekend all’insegna del cinema e del relax

Un weekend donna all’insegna del glamour stellare della Venezia del festival

In questi giorni Venezia è in pieno fermento  per uno dei festival più importanti dedicati alla settima arte; il cinema, che  pervade di un fascino in più  le vie e i canali della citta lagunare, tra  celebrities che vanno e celebrities che  vengono, attraversando il mitico  tappeto rosso  incorniciato dalla folla di turist.. Quale occasione migliore per visitare una delle città più belle al mondo, magari rischiando di incontrare Pierfrancesco Favino, protagonista di uno dei film in concorso, Anna Foglietta madrina della kermesse,  o Cate Blanchett presidente di giuria?

Destinazione stellare ed emozionante a tutti gli effetti da rendere anche rilassante con un soggiorno esclusivo e unico, viaggiando con Honda, verso uno dei Resort & Spa più suggestivi della città e all’insegna del benessere e relax nella splendida Venezia.

Honda e

La Honda e, prima compatta totalmente elettrica del marchio giapponese, è stata sviluppata tenendo conto di tre principi base: elettrificazione, automazione e servizi. Questa vettura punta a migliorare l’ambiente, in particolare nelle aree urbane più affollate, rendendo la guida di tutti i giorni divertente, economa e tecnologica. Sviluppata ex novo come perfetta soluzione di mobilità nelle moderne città europee, questa City Car è l’emblematica dimostrazione della filosofia Honda di sviluppare alta ingegneria “human-centred”.

Design minimal e futuristico

Progettata senza compromessi, con un focus speciale rivolto alla funzionalità e al comfort, Honda e si caratterizza per un design estremamente pulito e moderno. Osservando la vettura dall’esterno non si può restare indifferenti ad alcuni dettagli estetici, come la distintiva maschera frontale o i gruppi ottici LED posteriori, senza tralasciare l’elegante copertura in vetro della porta di ricarica, le linee morbide e gli elementi a filo con la carrozzeria che coniugano efficienza aerodinamica e raffinatezza. Parliamo di un’auto dedicata ad un pubblico omogeneo, ma – a dirla tutta – riscuote un forte appeal nei confronti di un pubblico femminile che ama la modernità e presta particolare attenzione all’ambiente.

Comoda come il salotto di casa

Nell’abitacolo sono stati impiegati rivestimenti eleganti e moderni per ricreare l’atmosfera di un moderno salotto domestico, con l’obiettivo di isolare immediatamente gli occupanti dal caos della città. Il passo generoso offre ai passeggeri uno spazio paragonabile a quello delle auto di categoria superiore, con una soglia d’ingresso pratica e ribassata. Salire e scendere dall’auto è quindi un vero piacere, mentre una volta a bordo ci si sente subito in un ambiente rilassato e confortevole.

Soluzioni hi tech

Tra le tante soluzioni tecnologiche e futuristiche che caratterizzano la Honda E spiccano senza ombra di dubbio gli specchietti esterni laterali sostituiti da microcamere. All’interno troviamo degli ampi display che occupano tutta l’ampiezza della plancia centrale, amplificando la percezione complessiva dello spazio senza compromettere la visibilità frontale dell’ampio parabrezza panoramico.

Il piacere della guida a zero emissioni

Il nuovissimo telaio, specifico per una vettura EV, è stato progettato per offrire prestazioni agili e divertenti, con dinamiche di guida che si esaltano nei contesti urbani. Un potente motore elettrico, proporzioni compatte, raggio di sterzata di 4,3 metri, distribuzione del peso 50:50 e baricentro ribassato si combinano per dare alla vettura un carattere sportivo e scattante. Il risultato è una guida silenziosa, fluida ed emozionante, con un’accelerazione istantanea che aiuta a districarsi con facilità nelle strade più trafficate. La batteria da 35.5 kWh ad alta capacità offre un’autonomia di 222 km (WLTP), con la possibilità di essere ricaricata fino all’80% in soli 30 minuti.

Ultimo, ma non meno importante, è la presenza dell’Honda Parking Pilot, un sistema di assistenza nel parcheggio che misura gli spazi di manovra e indica sui display centrali la posizione corretta per iniziare il parcheggio assistito. In poche parole, parcheggiare un’automobile non è stato mai così facile e divertente.

 

Pronti, Partenza… Via!

Lasciamo la cosmopolita  Milano per incominciare il nostro viaggio che  in appena 3 ore ( 270 km) attraversando l’autostrada A4, ci porterà verso la romantica Venezia. Un percorso dal quale potremmo deviare leggermente cogliendo l’occasione di scoprire un Nord Italia sorprendente attraverso i suoi  laghi. l’itinerario dei laghi del nord è  considerato uno dei più bei itinerari  d’Europa. Tra l’affascinante metropoli di Milano e la romantica città di Venezia, si estende infatti uno degli tragitti più emozionanti che si possano fare a bordo di un’automobile come l’Honda e. Nel corso della storia (a partire dall’era glaciale, quando si formarono questi laghi), molte personalità influenti hanno scelto questa zona d’Italia per le loro vacanze: dagli Imperatori romani a Napoleone, alla principessa Diana del Galles, ai grandi artisti e scrittori  come Hemingway, Goethe e Byron… senza dimenticare le star di Hollywood che in questo particolare momento dell’anno  giungono a Venezia.

 

A bordo della Honda  iniziamo così  la guida che  porterà a Venezia passando  quindi per splendide città come Orta San Giulio, Bellagio o Simione, dove scoprirremo il fascino dei laghi come il lago Maggioreil Gardail lago di Como e il lago d’Orta, tra gli altri. Protetti dalle vette delle alpi e circondati da una natura selvaggia e impressionante, come quella del Parco nazionale della Val Grande, questi laghi vantano paesaggi mozzafiato come le isole BorromeeMonte Isola o l’Isola di San Giulio. Dirigendoci verso la città delle gondole, sarebbe infine un vero peccato non soffermarsi, visto che ci si passa accanto,  in una città dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: Verona  e visitare i ponti romani, ricostruiti dopo la seconda guerra mondiale, oltre alla Cattedrale, la Basilica di San Zeno, la Chiesa di Santa Anastasia, il teatro romano, la torre Lamberti e il palazzo Barbieri.

Destinazione Venezia, benessere al Hilton Molino Stucky

Hilton Molino Stucky Venice

Ci siamo distratti troppo ? ne è valsa la pena , e stanchi ma soddisfatti arriviamo finalmente a  Venezia dove la nostra destinazione relax HILTON MOLINO STUCKY ci aspetta  con la piscina panoramica sulla terrazza più emozionante e alta della città, ( è definita da Lonely Planet la “vista migliore di Venezia) conl’eforea Spa, oasi di benessere, e la convenzione con le spiagge più note del Lido di Venezia

Quest’anno che il significato rigenerativo delle vacanze ha assunto un valore ancora più importante,  questo l’hotel, moderno capolavoro veneziano, offre una serie di proposte in house e in città per chi vuole concedersi innanzitutto una fuga dallo stress.

 

La posizione dell’hotel è già una promessa di un soggiorno senza stress: Hilton Molino Stucky si trova infatti sulla tranquilla Isola della Giudecca, capace di mediare tra la dimensione urbana e quella di un autentico borgo lagunare, conservando la caratteristiche della Venezia più autentica. Al suo arrivo, l’ospite viene accolto e piacevolmente sorpreso da un hotel unico nel suo genere.

Relax fa rima con wellness all’Eforea Spa

jacuzzi spa Eforea

Un’oasi di benessere, un luogo in cui la natura è guidata dalla scienza, dove è possibile rigenerarsi e rilassarsi a 360°. Il menu di eforea Spa è un invito a farsi viziare e coccolare durante il soggiorno in hotel. Dopo un tuffo sotto il cielo di Venezia, Ella Lorenzon, la Spa Manager, consiglia per mantenere l’abbronzatura, lo Scrub Lime e Zenzero o Frangipani che, con lo stimolo della circolazione, porta a risaltare il colorito.

eforea_Spa_Venice_Sauna

Una coccola rigenerante di 25 minuti, che può essere abbinata ad uno dei tre trattamenti Enhancement, ovvero le proposte à la carte per capo & viso, spalle & cuoio capelluto e piedi. Irresistibile!

Spa Eforea

A Venezia si va tra le Star con il  trucco e lo stile giusto

Per questo splendido weekend il bagaglio come sempre deve essere funzionale ma strizzando l’occhio allo stile e qualità. Abbiamo scelto  le nuove creazioni presentate da Piquadro,  ispirate all’universo business contemporary e dynanic ma anche all’outdoor attraverso modelli dal design essenziale e materiali performanti ma soprattutto ecologici. E questo ci piace.

Qui, zaini, monospalla, e trolley, sono realizzati con i migliori pellami italiani e nei colori più classici sulle linee business Nabucco e Falstaff e abbinati a tessuti tecnici riciclati di ultima generazione nella linea MacBeth.

Per passeggiare nella città lagunare tra canali e sulle gondole, incontrando magari qualche  attore, ci piace molto la nuova linea femminile e glamour the Bridge ‘Fiorenza’, nome che rende omaggio alla fondatrice della storica azienda Toscana di pelletteria.

L’elemento stilistico che ci ha conquistate e la distingue è sia una fibbia rivestita in pelle che  esalta la qualità della manifattura artigianale, sia soprattutto il color cognac, presentato in edizione limitata, è la vera chicca di tutta la nuova collezione.

 E nel beauty ? Un trucco  da star, of corse!

Siamo a Venezia durante il festival e nel nostro beauty non possiamo che scegliere un prodotto Armani beauty a cui è affidato il make up delle star:Lip Magnet mat rossetto liquido, una concentrazione di colore meravigliosa  in varie tonalità ( a noi piace il rosso),una texture impalpabile che si fonde con le labbra e le rende toniche oltre a garantirci quella extradurata che ci piace quando siamo in giro. Siamo pronte per conquistare !

 

 

 




Venezia inedita pedalando su una bici…d’acqua

È vero, a Venezia non si può usare la bicicletta. Del resto, sarebbe impossibile tra calli e canali. A meno che non si tratti di una water bike, che consente di pedalare sull’acqua. Un modo inedito per visitare la città e contemplare scorci e panorami diversi dal solito.

Lo abbiamo fatto a bordo delle Red Shark Bikes, un modo divertente, sportivo ed ecologico che consente di andare alla scoperta di canali, lagune, ma anche di laghi e fiumi senza inquinare e mantenendosi in forma. In più non è richiesta nessuna patente, proprio come se si trattasse di una tradizionale bicicletta.

La nostra Red Shark Bike è maneggevole e può facilmente essere trasportata su furgoni e barche per raggiungere il luogo dove inizia l’avventura. Nel nostro caso, arrivati a Chioggia, abbiamo trasferito la water bike sulla barca per poi salire in sella e attraversare la laguna veneta fino a Chioggia, tra allevamenti di vongole e baracche di pescatori.

Arrivati davanti all’isola di Pellestrina, abbiamo potuto ammirare dall’acqua il borgo dalle case variopinte, prima di giungere finalmente a Venezia. La prima tappa è il Lido, dove ammiriamo da vicino l’Hotel Excelsior, uno dei più belli e famosi. Proseguiamo quindi fino al Canal Grande e l’attraversiamo dal porto fino a Piazza San Marco, tra barche, battelli e file di gondole.

Arrivati sotto al Ponte dei Sospiri, ci spingiamo anche lungo i piccoli canali, sotto gli sguardi stupiti dei gondolieri, pronti a scattare foto per immortalare scorci inediti.

INFO

www.redsharkbikes.com

Distributore per l’Italia www.nsvi53.com




VENEZIA IN MOSTRA

Venezia – una meta che secondo noi è imperdibile in qualsiasi periodo dell’anno, visitata da tutti gli italiani almeno una volta, un gioiello romantico sospeso sull’acqua, uno splendido scrigno d’arte antica. Di cosa stiamo parlando? Naturalmente di Venezia. Ha da sempre conquistato il cuore di tutti i suoi visitatori offrendo angoli suggestivi e unici che lasciano letteralmente a bocca aperta. Pur rimanendo ancorata nel suo passato, ha anche la capacità di accogliere le nuove tendenze artistiche in mostre ed esposizioni temporanee. Questo le permette di affrontare le novità consapevole di rimanere ancorata ad una tradizione culturale antica.

La Biennale d’Arte ed Architettura e la Mostra d’Arte Cinematografica sono le attrazioni più famose e più visitate di Venezia, ma sopratutto in questi ultimi anni molte iniziative hanno animato questa città. Nuovi progetti hanno infatti invaso spazi privati e pubblici, come il Centro CandianiMestre o padiglioni nelle aree ex-industriali di Marghera o della Giudecca. Si parla quindi di dare un nuovo volto all’arte contemporanea inserita nella città di Venezia in un perfetto connubio di novità e tradizione. Essa trova spazio in edifici che ospitano esposizioni temporanee: dalla Guggenheim a Palazzo Grassi, ma anche in Punta della Dogana.

Ecco a voi le mostre temporanee più importanti dell’estate 2020!

 

Fabrizio Plessi. L’età dell’oro – Museo Ca’ Pesaro, Santa Croce

Con l’apertura di una nuova mostra Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro festeggia gli ottant’anni di Fabrizio Plessi. Tra installazioni storiche e nuovi lavori site-specific l’artista cercherà di rendere omaggio alla grande metropoli galleggiante, affrontando il tema dell’oro. E’ un materiale al quale l’artista e la città sono molto legati, che accompagna nel suo splendore il visitatore per tutta l’esposizione.

Periodo: dal 16 maggio al 25 ottobre 2020

Orari: dal 1° di aprile al 31ottobre dalle 10.30 alle 18.00. Dal 1 novembre al 31 marzo dalle 10.30 alle 16.30. La biglietteria chiude 30 minuti prima. Chiuso il lunedì.

Biglietti: intero € 10, ridotto € 7,50, ridotto scuole € 4.

Lygia Clark. Pittura come sperimentazione, 1948-1958 – Collezione Peggy Guggenheim

Oltre alla famosa collezione permanente collezionata da Peggy Guggenheim lo scorso secolo, quest’estate potrete visitare un’imperdibile mostra temporanea. Protagonista è Lygia Clark (1920-1988): una figura di spicco dell’avanguardia brasiliana. L’esposizione verte su un’analisi approfondita degli anni formativi dell’artista (ripresi anche nel titolo della mostra), risultando fondamentali per l’intera carriera dell’artista brasiliana. La struttura veneziana ospita l’artista di spicco come seconda tappa dopo il Guggenheim di Bilbao.

Periodo: dal 27 giugno al 28 settembre 2020

Anish Kapoor – Galleria dell’Accademia 

L’arte contemporanea sarà la protagonista indiscussa di Venezia dell’anno prossimo. Dominante alla Biennale d’Arte del 2021, sarà presente anche alla Galleria. Questa decisione vuole porre in stretto collegamento una città indubbiamente tradizionale e dal fascino antico con nuove iniziative. in particolare ha lo scopo di ricollegarsi alle origini del museo che, fondato alla fine dell’800, era dominato dalle personalità frizzanti di Leopoldo Cicognara e Antonio Canova. La loro arte infatti mirava a valorizzare una produzione artistica nuova accanto a capolavori antichi di inestimabile valore. Questo intento viene già rappresento dalla mostra dedicata al maestro Anish Kapoor, che ripercorre i suoi anni più intensi incentrati sulla scultura e sull’immateriale.

Untitled, 2020. Tre sguardi sull’arte contemporanea – Punta della Dogana, Dorsoduro

A Punta della Dogana il pubblico potrà visitare la mostra collettiva concepita dall’artista Thomas Houseago. L’artista ha voluto collaborare con due personalità importanti all’interno del mondo museale: Caroline Bourgeois, curatrice, e Muna El Fituri, storica dell’arte. L’esposizione esplora le tematiche fondamentali affrontate dall’arte contemporanea, attraverso l’opera di oltre 60 artisti di generazioni diverse, dai primi anni del Novecento sino a oggi. Dopo il 2015, per la seconda volta un artista della Pinault Collection è invitato a portare uno sguardo sulle opere della collezione per concepire un progetto espositivo inedito.

Periodo: dal 11 luglio al 13 dicembre 2020

Orari: dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso il martedì.

Biglietti: intero € 15, ridotto € 12

Info: +39.041.2001057

Vittore Carpaccio. Dipinti e disegni – Palazzo Ducale, Piazza San Marco 

Per la prima volta dal 1963, Carpaccio diventa oggetto di un’esposizione monografica, che celebra un rinato interesse per la storiografia. In collaborazione con la National Gallery americana, la mostra percorrerà la pittura carpaccesca attraverso i cicli religiosi e i dipinti di genere. Vedrete ricostruito il percorso dell’artista dalla giovinezza alla maturità artistica, analizzando cicli narrativi oggi dispersi e rimandando a itinerari cittadini per quelli presenti in laguna. Un viaggio di Venezia all’interno di Venezia che vi farà vivere un’esperienza introspettiva magica.

Periodo: da luglio 2020 al 24 gennaio 2021

Orari: dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 8.30 alle 19.00. Dal 1° novembre al 31 marzo dalle 8.30 alle 17.30. La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietti: intero € 13 , ridotto € 10

Info: +39.041.2715911, info@fmcvenezia.it

Venice and American Studio Glass – Stanze del Vetro, Isola di San Giorgio 

Si tratta della diciottesima mostra del progetto “le stanze del vetro”, curata da Tina Oldknow e William Warmus. Mettendo in luce la varietà dell’arte e del design nel vetro americano contemporaneo, la mostra presenterà opere d’impatto e stimolanti, tradizionali e innovative. Con 155 eccezionali pezzi tra cui vasi, sculture e installazioni in vetro create da 60 artisti. Un’unione di arte americana e veneziana che ha l’obbiettivo di esaminare attentamente l’influenza, che le tradizionali tecniche di lavorazione del vetro veneziano hanno avuto sullo Studio Glass americano dagli anni Sessanta ad oggi.

Periodo: dal 6 settembre al 10 gennaio 2021

Orari: dalle 9.00 alle 18.00. Chiuso il mercoledì.

Biglietti: ingresso libero.

Info: +39.041.5229138, info@lestanzedelvetro.org

Livio Seguso. In principio era la goccia – Museo del Vetro, Murano

Murano è una meta imperdibile per un turista che visita Venezia, in particolare se offre l’occasione di ammirare opere di un maestro di fama internazionale nella lavorazione del vetro. Livio Seguso è infatti stato un pioniere fin dagli anni settanta nell’uso del vetro come medium espressivo per l’arte e continua la sua attività tutt’oggi con sempre nuove proposte. Le sue opere appaiono attraverso forme di assoluta purezza, diventando “immagini di luce” che sembrano adattarsi al pensiero, per poi scomparire in una serie di forme oniriche. Nello specifico questa mostra ripercorre in ordine cronologico tutta la sua carriera dagli anni ’60, illustrando un’evoluzione creativa e artistica all’insegna di sperimentazioni e nuove vedute.

Periodo: dal 15 ottobre 2019 al 28 febbraio 2021

Orari: dal 1° di aprile al 1° novembre dalle 10.00 alle 18.00. Dal 2 novembre al 31 marzo dalle 10.00 alle 17.00. Natale e 1° gennaio dalle 11.00 alle 17.00. La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietti: intero € 10, ridotto € 7.50, ridotto scuole € 4.

Info: dall’Italia 848082000; dall’estero +39 04142730892

Nella prossima pagina i segreti per mangiare come un vero veneziano! 

VENEZIA: IL BACARO TOUR TRA UNA MOSTRA E L’ALTRA

Ad intervallare mostre, ponti e foto, sicuramente avrete previsto delle pause approvvigionamento. Seguendo i nostri consigli non sarete obbligati a portarvi panini da casa, e non sarete nemmeno costretti a pagare una fortuna per mangiare (tranquilli è capitato a tutti). Di seguito quindi vi proponiamo una guida per scoprire la bellezza di Venezia che non avete mai visto. Questa volta non parliamo d’arte, ma di cibo. Sappiamo non essere paragonabili, ma la ristorazione veneziana ha un’area misteriosa estremamente affascinante. Si tratta della ristorazione “veloce”, che garantisce un’autentica esperienza tra le tipiche osterie veneziane. Pochi tavoli di legno, pentolame di rame appeso al soffitto, botti all’esterno su cui appoggiarsi, e oggetti che rimandano all’antica vocazione marinara della città caratterizzano i locali tipici, i bacari. La tradizione vuole che si faccia un vero e proprio tour tra questi bar, che porta a visitare ogni angolo della metropoli. Importante, quasi essenziale, è affrontare quest’esperienza con la giusta compagnia ma anche scegliere i locali giusti.

La bacarata vera (così viene chiamato il bacaro tour) non sostituisce i pasti principali, ma rinforza l’aperitivo accompagnando vini e spritz con i caratteristici cicchetti. Sono piccole e variegate specialità profumate di mare e di terra esposte ai banconi. Dal pesce di laguna alla selvaggina, i gustosi cibi rivestono croccanti crostini variopinti creando un’equilibrio di sapori e croccantezza.

Ecco a voi alcuni esempi

Appena a due passi da Piazzale Roma, si trova Bacareto da Lele, o detto semplicemente Lele. E’ una vera e propria istituzione da circa 50 anni, frequentato fin dalla prime ore mattutine. Offre “ombre” di vino a 60 centesimi e paninetti farciti con salumi, formaggi e verdure a 1 euro. Anche solo per i prezzi è da provare, che dite?

Prima o dopo aver visitato l’Accademia di Belle Arti, avete l’occasione di rifornirvi da Adriatico Mar. E’ un piccolo locale dal motto “no tapas, si cicchetti…stay venexian”. Propone prodotti di autoctoni, ottimi vini naturali con un sottofondo di musica popolare. Particolare è anche la possibilità di gustare il tutto su pontili che danno su un piccolo canale dall’atmosfera quasi intima. Una volta entrati nell’atmosfera, non avrete problemi a riconoscere queste piccole chicche veneziane. Questi sono solo alcuni dei bacari tipici veneziani, che fanno di Venezia una città ancora più affascinante e da scoprire.

Benedetta D’Argenzio




Tesori low cost. Venezia, ecco come visitarla spendendo poco

È la città che tutto il mondo ci invidia e ora è il momento migliore per visitarla. Stiamo parlando di Venezia, un gioiello di arte, storia, cultura e scorci paesaggistici che hanno ispirato artisti e letterati.

Il periodo post lockdown consente di visitarla “con lentezza” e tranquillità, senza fare troppa fila per entrare nei musei e nei monumenti, con poca folla e, soprattutto, approfittando delle offerte e dei pacchetti turistici con notevoli sconti per agevolare la ripresa. Di seguito, vi sveliamo qualche “trucco” e vi diamo qualche suggerimento per organizzare un weekend o una mini vacanza low cost.

Arrivare a Venezia: meglio in treno

Il modo migliore per arrivare a Venezia è il treno. La stazione di Venezia Santa Lucia è infatti collegata alle principali città italiane dal trasporto su rotaria, che oltre a essere il più conveniente è anche il più comodo, dal momento che a Venezia non si può girare in auto e nemmeno con la bicicletta.

Le card per i trasporti pubblici

Se si ha intenzione di prendere molti mezzi pubblici, tra bus e traghetti, e di visitare nello stesso tempo musei e monumenti, il Venezia Unica City Pass è una tessera personalizzabile acquistabile online e precaricabile con i servizi di cui si vuole usufruire.

Per chi ha tra i 6 e i 29 anni, invece, c’è la Rolling Venice Card. La card ha un costo di 6 euro, ma offre molti vantaggi e sconti per i mezzi pubblici.  Per esempio, il biglietto per usufruire illimitatamente per 72 ore di tutti i mezzi di trasporto, tra bus e traghetti, costa € 22, se si vuole includere anche un 1 corsa per l’aeroporto Marco Polo il costo è di € 28, da e per l’aeroporto € 34. La card è acquistabile online.

Visitare musei e chiese di Venezia con una sola card

I Musei Civici Veneziani contano 11 sedi, 5 biblioteche, 200 mila opere d’arte e altrettanti volumi. Tutti insieme, costituiscono uno dei tesori più grandi dell’arte italiana. Per visitarli vengono proposte diverse combinazioni di pass e card rivolte ai visitatori, che consentono di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Per esempio, con il biglietto cumulativo I Musei di Piazza San Marco, si possono visitare il Palazzo Ducale, il Museo Correr, il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana a un costo di € 19 (intero) e € 12 (ridotto), la validità è di 3 mesi.

Il Museum Pass, invece, costa € 24 (intero) e € 18 (ridotto), ha una durata di 6 mesi e consenti di accedere, oltre ai Musei Civici di Piazza San Marco, anche a Ca’Rezzonico, al Museo del Settecento Veneziano, alla Casa di Carlo Goldoni, al Museo di Palazzo Mocenigo e Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, a Ca’ Pesaro, alla Galleria Internazionale di Arte Moderna e al Museo d’Arte Orientale, a Museo del Vetro di Murano, al Museo del Merletto di Burano e al Museo di Storia Naturale.

Venezia è anche famosa per le sue chiese, che custodiscono preziosi tesori d’arte. Il Chorus Pass consente di accedere a 15 chiese del circuito: Chiesa di Santa Maria del Giglio, Chiesa di Santo Stefano, Chiesa di Santa Maria Formosa, Chiesa di Santa Maria di Miracoli, Chiesa di San Giovanni Elemosinario, Chiesa di San Poli, Chiesa di San Giacomo dall’Orio, Chiesa di San Stae, Chiesa di San Pietro in Castello, Chiesa del Santissimo Redentore, Chiesa di Santa Maria del Rosario, Chiesa di San Sebastiano e Chiesa di San Giobbe.

Il costo è di € 12 per gli adulti, di € 8 per gli studenti con meno di 29 anni e di € 24 per le famiglie (inclusi 2 adulti e 2 minori di 18 anni), i bambini con meno di 10 anni entrano gratis. La Chorus card si può acquistare negli uffici del turismo e in una qualsiasi delle chiese del circuito.

…scopri come visitare Venezia gratis nella 2° pagina…

Venezia…a gratis

Anche se Venezia non è proprio una città a buon mercato, ci sono alcuni modi per ammirarla completamente gratis. Basta sapere come fare e dove andare.

Uno dei primi consigli è di approfittare di questo particolare momento di scarso affollamento turistico per passeggiare con lentezza tra le sue calli, inoltrandosi anche tre le viuzze più piccole e meno note, armati di macchina fotografica, per immortalare scorci e paesaggi inediti e indimenticabili.

La Basilica di San Marco, la più famosa di Venezia, è a ingresso gratuito, ma l’inconveniente è sempre stata la lunga fila all’ingresso. Ecco perché questo periodo in cui la città non è affollata rappresenta l’occasione giusta.

Un modo unico e completamente gratuito per ammirare Venezia dall’alto? È salire sulla terrazza panoramica del Fondaco dei Tedeschi, il centro commerciale che si trova a poca distanza dal Ponte di Rialto. La permanenza sulla terrazza è al massimo di 15 minuti, è necessaria la prenotazione, che si effettua tramite tablet al 3° e al 4° piano del centro commerciale. Viene rilasciato un biglietto con l’orario ed è necessario presentarsi almeno 10 minuti prima. La vista sul Canal Grande e sui tetti della Serenissima è davvero spettacolare.

Se conoscete bene l’inglese, poi, potete prendere parte a visite guidate gratuite, organizzate da diverse associazioni. Tra queste di sono Venice Free Walking Tour , che organizza due tour giornalieri, alle 10 con partenza da Campo Santi Apostoli, e alle 11 da Campo della Carità. Altre associazioni che organizzano tour gratuiti sono Free Walk in Venice  e Free Tour Venice 

Se invece volete ammirare la raffinata arte del vetro soffiato di Murano, potete andare da Ellegi Glass e assistere alle dimostrazioni gratuite che si tengono ogni giorno, della durata di 15 minuti. Presso la Vetreria Murano Arte  invece, si può visitare la galleria con diversi pezzi pregiati di arte del vetro. L’ingresso costa 3 €, ma vengono scontati se si effettua un acquisto.

Anche la gondola è gratis, se sai dove andare

Le gondole sono uno dei simboli di Venezia e sono davvero molto romantiche, ma altrettanto costose. Ma c’è un modo di salire su una gondola…quasi a gratis. Basta che sia una Gondola Traghetto! Sono gondole dirette da due gondolieri che fanno la spola da un lato all’altro del Canal Grande nei punti dove non ci sono ponti.

Il “biglietto” è di circa 1 € a persona e per salire e farsi trasportare dall’altra parte, basta recarsi in uno “stazio”, le fermate delle gondole, e aspettare. Gli stazi sono: San Marcuola – Fondaco dei Turchi, Ca’ D’Oro – Pescaria, Riva del carbon – Fondamenta dei Vini, San Tomà – Sant’Angelo, Ca’ Rezzonico – San Samuele, Salute – Campo del Traghetto, Punta della Dogana – San Marco.

Mangiare a Venezia, ma low cost

Baccalà mantecato, sarde in saor, risoto de gò, ma anche fegato alla veneziana e carpaccio, sono i piatti tipici di Venezia da non perdere…ma in formato mini!

Uno dei modi più sfiziosi per gustare le specialità veneziane senza spendere una fortuna è andare in uno dei bacari (o anche divertirsi a fare un tour, perché no, secondo la moda dei Tapas Bar), le tipiche osterie dove si servono assaggi di piatti veneziani, ma anche panini e tramezzini in formato mignon, detti cicheti, accompagnati da ombrete, piccoli bicchieri di vino. I costi vanno da 1 a 3 euro per gli assaggi di cibo e circa 2,5 euro per il vino.

Tra i bacari da non perdere c’è Al Mercà, presso il Mercato di Rialto, che offre un’ampia scelta di vini, birre e spritz, mini panini con baccalà mantecato, polpettine di carne e classici con salumi e formaggi.

Sempre in zona Rialto si trova anche Il Diavolo e l’Acquasanta (in Calle della Madonna 561/B) che offre chiceti con sarde in saor, baccalà, musetto e zuppe. Per gustare un ottimo spritz, ma anche bruschette con baccalà mantecato, formaggi, salumi e patè, il luogo giusto è la Cantina Vecia Carbonera in Cannaregio 2329.

Il bacaro più antico di Venezia è invece la Cantina Do Mori (via San Polo 429), vicino a Rialto, che offre cicheti a base di pesce. Ampia scelta di cicheti di pesce, salumi, lardo, bresaola con verdure, crema di carciofi, sarde in saor e gamberi all’Osteria Enoteca al Volto con prezzi da € 1.

INFO

www.veneziaunica.it




Il wellness prende il largo sull’Hadriani spa-boat, un modo unico per visitare Venezia

Visitare Venezia, la città più romantica del mondo, a bordo di una spa di lusso galleggiante. Un sogno? No, realtà, con l’Hadriani spa-boat, uno yacht wellness che mette a disposizioni 140 mq di aree benessere, con una prospettiva unica su una delle piazze più famose del mondo.

Mentre si naviga alla scoperta degli scorci più suggestivi di Venezia, si può usufruire di sauna, bagno turco e idromassaggio. Inoltre, è garantita, oltre al divertimento, un’esperienza di vero wellness anche per il corpo.

Tutti gli ambienti del centro benessere “galleggiante”, infatti, utilizzano acqua di mare depurata, dal bagno turco con nebulizzazioni, all’idromassaggio, ai doccioni rivolti direttamente verso il mare aperto, dove chi lo desidera può direttamente tuffarsi una volta preso il largo.

A bordo dell’Hadriani spa-boat, poi, la talassoterapia è uno stile di vita e sfrutta i preziosi elementi presenti nell’acqua salina, con effetti benefici per la pelle, per il sistema respiratorio, muscolo-scheletrico e, in generale, per l’equilibrio psico-fisico.

Oltre al bagno turco e alle zone relax esterne con idromassaggio e doccioni, lo yacht sorprende con una sauna in legno canadese a 80°C e camere da letto con cromoterapia.

Sull’Hadriani spa-bot benessere personalizzato

Una sorpresa romantica, un addio al celibato o nubilato, un pomeriggio speciale con gli amici, oppure un compleanno, un anniversario o una ricorrenza speciale.

Non solo. L’esperienza sull’Hadrian spa-boat è adatta anche per viaggi incentive per team aziendali per motivare i dipendenti e i collaboratori e creare un clima di relax, complicità e collaborazione.

L’itinerario e la durata del tour sull’Hadrian spa-boat si possono personalizzare, prenotando l’intero yacht per uno pomeriggio, una giornata intera o per una notte al largo, per dormire cullati dalle onde del mare aperta.

E, per chi preferisse rientrare sulla terraferma per trascorrere la notte, il capitano Adriano Stocco mette a disposizione gli appartamenti di sua proprietà in zona San Marco, a due passi da una delle piazze più belle e celebri del mondo.

INFO

www.spaboat.it

 




Navigando lungo il Brenta. Dolo, tra ville e buoni sapori veneziani (1° giorno)

Un weekend “lento”, navigando placidi lungo il Brenta, lontano dalla “pazza folla” che prende d’assalto Venezia, a bordo del Burchiello, imbarcazione veneziana del Settecento che collegava, e collega ancora, in una romantica minicrociera, Venezia a Padova, per consentire ai nobili veneziani di raggiungere le loro sontuose ville per la villeggiatura.

Dotato di una grande cabina in legno, finemente decorata e provvista di alcuni balconi per ammirare lo gli splendidi panorami, il Burchiello scorre placido lungo il fiume, in un ideale viaggio nel tempo, mentre la guida ci racconta la storia, l’arte, la cultura e qualche aneddoto sulle meravigliose ville del Brenta.

Dolo, tra ville, canali e antichi mulini

La prima tappa del nostro viaggio è Dolo, già luogo di villeggiatura apprezzato dai nobili della Serenissima e da Carlo Goldoni. Grazie alla sua posizione favorevole ai commerci, deve il suo sviluppo alla costruzione dei suoi Molini, nel XVI secolo.

Immortalati anche dal Canaletto in un suo celebre dipinto, oggi rappresentano uno degli scorci più suggestivi di Dolo. Oggi, invece, ospitano un wine bar dove, nella sala interna, si possono ancora ammirare gli ingranaggi del mulino.

Unico nel suo genere, invece, lo Squero, un cantiere di barche che fungeva anche da riparo.

Le ville e i palazzi di Dolo

Costruite per la maggior parte tra Cinquecento e Seicento, le ville di Dolo sono accomunate dallo stile. Tra le più belle c’è Villa Ferretti Angeli, dalla facciata scenografica e un parco accessibile al pubblico. Rocca Ciceri, invece, è oggi sede di un hotel.

C’è poi la splendida villa Brusoni Scalella, un complesso che include, oltre alla casa padronale, anche una barchessa, un oratorio e un rigoglioso parco all’inglese di tre ettari. Spicca invece per i preziosi stucchi che adornano le sue grandi sale la sontuosa Villa Concina.

A Dolo si trovano anche alcuni splendidi palazzi nobiliari, come palazzo gMolin, con le sue ricche decorazioni sulla facciata, palazzo De Goetzen che spicca per le sue finestre triangolari e curvilinee. A Palazzo Duodo, invece, sono custoditi preziosi dipinti del Ricci e del Visentini.

Ancora, da vedere, il Duomo, eretto tra il 1770 e il 1776, con il suo campanile di 82 metri, che omaggia il corrispettivo veneziano. Da non perdere poi una visita alle Porte del Dolo, forse l’edificio più antico del paese, dove avveniva il pagamento dei dazi, e la Seriola, un canale artificiale che collegava Dolo a Maranzan.

A Dolo una sosta golosa al gusto di torrone

Prima di risalire sul Burchiello, facciamo una sosta golosa presso il Torronificio Scaldaferro (www.scaldaferro.it), che dal 1919 produce torrone veneziano con soli ingredienti naturali, ma anche il celebre mandorlato.

Premiato dal Gambero Rosso nel 2010 per il “Miglior Torrone d’Italia”, propone anche abbinamenti curiosi e golosi, tra cui mandorlato e formaggi, oppure con salse, confetture e gelatine, vino e birra. Da non perdere il gelato al torrone e frutta candita.

Deliziati e soddisfatti nel palato, riprendiamo quindi la nostra navigazione lungo il Brenta, alla volta di Mira e di Stra, dove vi porteremo nella seconda parte del nostro itinerario. Prima, però, vi lasciamo la ricetta del Baccalà mantecato, uno dei piatti tipici che abbiamo assaggiato.

Baccalà mantecato

Ingredienti

  • 700 gr di baccalà fresco o sotto sale
  • 200 ml di latte
  • 1 spicchio di aglio
  • Prezzemolo q.b
  • 200 ml di olio extravergine di oliva

Se usate il baccalà sotto sale lasciatelo prima in ammollo per almeno 48 ore cambiando spesso l’acqua. Sciacquate il baccalà, poi mettetelo in una pentola e copritelo con il latte misto ad acqua. Fate bollire per circa 20 minuti, poi lasciatelo raffreddare nel suo liquido di cottura a fiamma spenta. Scolate il baccalà ed eliminate la pelle, poi con le mani sbriciolate la polpa, eliminando eventuali lische. Mettete la polpa sbriciolata in una ciotola e unite l’olio a filo, poi mescolate con una spatola di legno per almeno 15 minuti, finché non otterrete un composto liscio. Unite poi anche il prezzemolo e l’aglio tritati e mescolate. Servite tiepido con i crostini di pane o polenta o la polentina bianca.

COME ARRIVARE

In auto: A14 Milano-Venezia, uscire al casello Dolo-Mirano e seguire indicazioni per Dolo.

DOVE MANGIARE

*Bacaro dei Storti, via Mazzini 13, Dolo (VE), tel 041/5640298. Osteria dall’atmosfera familiare con menù tipico a base di pesce, tra cui baccalà, gamberoni, seppioline, alici e vini della casa.

*I Molini del Dolo, via Garibaldi 3, Dolo (VE), tel 041/5101012, www.molinidolo.com In splendida posizione con vista sugli antichi mulini. Si mangia accompagnati dal rumore dell’acqua in una sala accogliente, in legno. Menù di piatti tradizionali, anche a base di pesce, e pizza.

DOVE DORMIRE

*B&B Dimora Naviglio, via Brenta Bassa 67, Dolo (VE), tel 335/365365, www.dimoranaviglio.it In splendida posizione, immerso nel verde, dispone di camere spaziose, con arredi d’epoca. Accoglienza familiare. Doppia da € 64.

*Hotel Villa Alberti***, via Tito 90, Dolo (VE), tel 041/4266512, www.villalberti.com Ospitato in una villa del Settecento, si trova a poca distanza dalle barchesse di Villa Valmarana, da Villa Widmann e dal Parco di Villa Belvedere. Le camere, tutte diverse, sono arredate in stile classico e sobrio, con pavimenti in legno, terrazzo, riscaldamento, aria condizionata, wi fi. Doppia da € 92.

INFO

www.larivieradelbrenta.it

www.comune.dolo.ve.it

www.ilburchiello.it




MASSIMILIANO ALAJMO: 5 STELLE MICHELIN, 11 LOCALI TOP, PASSIONI E CONTRASTI, UN SOGNO SEGRETO E LA SUA RICETTA DEDICATA A MARIAPIA.

TESTO E FOTO DI CESARE ZUCCA –

Benvenuti nell’ impero Alajmo. Undici locali: Le Calandre, 3 stelle, il Calandrino, il negozio In.Gredienti e poi ancora a Montecchia La Montecchia, 1 stella, curata dal fratello Erminio, il bistrot ABC Montecchia, A Parigi il Caffè Stern di fianco all’Opera, mentre nel cuore di Piazza San Marco il leggendario Gran Caffè Quadri, Quadrino e Ristorante Quadri 1 stella oltre a  Amo, aperto dalla famiglia Alajmo al Fontego dei Tedeschi a cui è seguito, quasi come un discendente, AMOR, un bistro nella trendy location di Corso Como 10, Milano.

E’ nuovo locale ‘casual veloce’ basato sulla pizza al vapore di Massimiliano, che dopo anni di ricerca e sviluppo, ha ricevuto un brevetto per il suo metodo di cottura innovativa.

Una volta che la pasta è completamente lievitata naturalmente, viene cotta in un forno a vapore permettendogli di svilupparsi in maniera estremamente leggera e ariosa, quasi una mollica. 


Il menu comprende pizze classiche come la Margherita o l’ Amatriciana oppure di fantasia come la pizza di acciughe cantabriche, stracciatella, finocchietto e zafferano e, ovviamente, la Vegana  preparata con pasta di riso nero senza glutine e condita con verdure e semi misti,

Le pizzette sono a tranci di misura media, ottima idea per provarne almeno un paio diverse.
La Margherita e la Uovo&Bacon sono servite anche in versione croccante. Ai
mascalzoni (salati) si affiancano i mascalzini (dolci) conditi con crema pasticcera e frutti di bosco freschi o nocciole caramellate e la ‘Eccezionale’, crema spalmabile firmata Alajmo. Artigianlali le bibite, i cocktails e le birre Baladin, mentre il caffè proviene dal Laboratorio Giamaica Caffè di Verona.


Con 11 locali da tener d’occhio e chissà quanti altri nuovi progetti nella mente, è inevitabile che Mr. Alajmo sia praticamente irraggiungile per un’intervista a tavolino, così sono ricorso a the old fashion way, in via epistolare, riportando qui le sue risposte, i suoi appunti, le sue emozioni, le sue passioni.Come è diventato chef?
Aggirandomi sin da piccolo nella cucina del ristorante, divertendomi nel toccare, manipolare il cibo come ad esempio l’impasto dei biscotti.
Qualche appassionato di cucina nella sua famiglia?
Mia madre, Rita Chimetto, chef del Ristorante Aurora, il precedente nome de Le Calandre, alla quale nel 1992 la Guida Michelin ha riconosciuto la prima stella Michelin.
Le Calandre:  tre stelle Michelin. Tre aggettivi per descriverne la cucina.
Fluida, leggera, profonda e aggiungerei ironica.


Dove trova l’ispirazione per creare un piatto?
La nostra fonte principale d’ispirazione è la materia che contiene grandi messaggi. Cerchiamo di perlustrarla. Non esistono comunque regole fisse, ogni cosa, in realtà, può essere uno spunto per capire, per conoscere.
La sua recente avventura AMOR, ce la vuole raccontare?
Siamo partiti dalla pizza già presente in molti dei nostri locali tra cui AMO a Venezia. Con Philippe Starck una sera abbiamo ragionato su un locale che potesse democratizzarla e renderla fruibile a tutti. Da qui è nato AMOR.


Quando libero, dove le piace passare il weekend?
Se sono libero trascorro il tempo in relax ma spesso non significa che non stia al contempo lavorando perché la mente è sempre piacevolmente coccolata dalla cucina e dal mondo dell’accoglienza. Sicuramente amo stare a contatto con la natura.


Nei viaggi passati, ha avuto qualche ispirazione dal cibo locale?
Nel 2015 sono stato invitato in Brasile dall’amico e fotografo Sergio Coimbra per presentare il libro Fluidità di cui aveva realizzato tutte le foto. La visita si è trasformata in realtà in un viaggio conoscitivo e sentimentale che mi ha portato in un percorso di ricerca dei sapori del Brasile e di creazione di nuove ricette. Da questa esperienza è nato il libro “178 ore in Brasile” che, in forma  di diario riporta il racconto di quei giorni e tutte le ricette.


Quale posto le piacerebbe visitare che non ha ancora visitato?
Ci sono moltissimi posti nuovi dove mi piacerebbe andare come Perù, Messico e Israele ma tornerei anche in quelli dove sono già stato perché comunque cambiano e vivono. Il Giappone, ad esempio, è stata sicuramente una delle mete che mi ha ispirato maggiormente. Mi inoltrerei anche nell’entroterra italiano per scoprire la cultura gastronomica delle famiglie italiane e come sappiano interpretare la stessa ricetta in modi diversi.

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Ha un sogno nel cassetto?
Si, ma non si racconta per scaramanzia…
La sua ricetta: perché ha scelto questo piatto?-
Perché racconta i concetti di luce, di mistero, la magia degli ingredienti, le diversità ma anche i punti di contatto, La radice e il fiore, rappresentati dalla liqurizia e dallo zafferano, congiungono le parti più estreme della pianta; l’una bassa, profonda e nascosta; l’altra alta, seducente e luminosa. Quasi fosse un dialogo tra gli opposti: l’origine e la crescita, la nascita e la rinascita.


Due ingredienti con caratteristiche simili ma anche opposte?
Esatto, l’uno entra in bocca amaro e ne esce dolce, l’altro dolce e ne esce amaro; un inseguimento, una reale stafetta del gusto. I colori rispecchiano il contrasto pur mantenendo una verità nascosta. La parte più tenebrosa, ossia la polvere scura, manifesterà riflessi dorati solo alla presenza della luce. Un’analogia forte, un piatto per molti aspetti rassicurante.
Descrizione appassionata… e’ forse un piatto dedicato a qualcuno?
Si, a Mariapia, mia moglie, e alla sua terra, la Calabria.

RISOTTO ALLO ZAFFERANO E POLVERE DI LIQUIRIZIA


Ingredienti per 4
per il ristretto di zafferano
190 gr. di Brodo di gallina
4 gr. di polvere di zafferano
Sciogliere lo zafferano nel brodo di gallina caldo.
Fare sobbollire sino a quando si restringe di un terzo
per il risotto
1,2 lt. di Brodo di gallina
320 gr. di riso Carnaroli
80 gr. di parmigiano grattugiato
70 gr. di vino bianco secco
60 gr. di burro
50 gr. di ristretto di zafferano
15 gr. di cipolla bianca tritata
12 gr. di olio extravergine di oliva
5 gr. di succo di limone
2 gr. di polvere di liquirizia scura
1 gr. di pistilli di zafferano
un pizzico di sale
una percezione di zucchero
Tostare il riso in un fondo di cipolla e olio, sfumare con il vino bianco,
aggiungere il sale e i pistilli di zafferano, unire gradualmente il Brodo di gallina bollente e 30 gr. di
ristretto. Portare a cottura, togliere dal fuoco e mantecare con il burro, il parmigiano e il succo di limone. Emulsionare con un goccino di brodo bollente e allargare il risotto su un piatto piano. Cospargere la superficie con la polvere di liquirizia e guarnire con qualche schizzo e pennellata di
ristretto allo zafferano
accorgimenti
Le quantità di zafferano e di liquirizia impiegate sono soggette a variazione a seconda della loro intensità
note di estrazione
In sostituzione alla polvere di liquirizia, si può cospargere il risotto (mantecato con l’aggiunta di scorze di arancia grattugiata e prezzemolo) con gocce di ristretto di arancia sanguinella

INFO
www.alajmo.it
Le Calandre
AMOR

Cesare Zucca
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo. Viaggia su e giù per l’America e si concede evasioni in Italia e in Europa.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative.
Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘turista non turista’.