Le news della settimana, tra libri, offerte e trekking

Torna la nostra rubrica dedicata alle news dal mondo del turismo. Ecco, allora, che vi presentiamo l’ultima fatica letteraria della giornalista e blogger Isa Grassano, ma anche la Tenuta Moreno, splendida location del Salento, la rassegna di trekking e passeggiate nella natura “I tuoi cammini”, in Umbria, e i “Moena Green Weeks”, da prendere al volo per gli amanti della natura, del relax e della montagna. Ecco tutti i dettagli.

“Un giorno sì e l’altro no”, il nuovo libro di Isa Grassano

Con il romanzo “Un giorno sì un altro no” di Isa Grassano (Giraldi Editore, 358 pagg, € 15,90; ebook € 4,99) – giornalista, blogger e autrice di guide turistiche emozionali – si fa un viaggio nei sentimenti ma non mancano “pillole da viaggiatrice”. I personaggi si muovono sullo scenario di una Roma incantevole «talmente bella da sembrare sempre “nuova”, mentre le luci saltellano sui mattoni antichi e sembrano lanciare messaggi affettuosi da un monumento e l’altro, tra una tra un palazzo rinascimentale e la cupola di una basilica».

Ma non mancano excursus in altre località, come l’Abruzzo con Lanciano e il miracolo Eucaristico, le Dolomiti Lucane (la protagonista prova l’ebbrezza di librarsi in aria con il Volo dell’Angelo, il macro attrattore del territorio), la Valle d’Itria in Puglia, fino a New York “un’isola che galleggia sull’acqua del fiume come un iceberg di brillanti”, come la definiva Truman Capote. Un proverbio – che l’autrice ha raccolto nei suoi giri di lavoro per il mondo – fa da chiosa a ogni capitolo e da contrappunto alle citazioni di canzoni italiane all’inizio. E alla fine resta una consapevolezza: “Quando non sai dove stai andando, ricorda da dove vieni”.

In Salento, alla Tenuta Moreno, tra qualità e sostenibilità

Tenuta Moreno, antica e splendida masseria del ‘700, è un complesso architettonico che si inserisce armoniosamente nella tipica campagna pugliese, circondato dai 12 ettari di un vasto uliveto, nell’alto Salento a pochi chilometri dal mare, a Mesagne. L’ideale per una vacanza autentica, tra natura e tradizioni. Profumi e colori mediterranei fanno da cornice a un comfort d’eccellenza.

Il fil rouge della Tenuta è il rispetto per la Natura che si manifesta concretamente in tutti i suoi ambiti: il consumo dell’acqua, la riduzione dell’utilizzo di anidride carbonica, la raccolta differenziata, la limitazione degli ingombri, gli arredi e i materiali utilizzati, tutto all’insegna di uno stile di vita sostenibile.

Green è anche la cucina capitanata dallo chef Vincenzo Elia che trasforma i prodotti a chilometro zero dell’eccellenza del territorio in emozionanti combinazioni e creazioni per un’esperienza unica di tradizione e originalità.

Tenuta Moreno dispone inoltre di una splendida piscina immersa in un rigoglioso giardino, dotata di ombrelloni e gazebo con confortevoli lettini dove godere di un relax totale, circondati da palme e ulivi secolari. Imperdibile infine la SPA realizzata con materiali naturali e contraddistinta da ampie vetrate, con vista panoramica sull’aranceto e   sulla piscina scavata nella roccia: utilizza l’olio extravergine di oliva proveniente dalla vicina riserva marina di Torre Guaceto, lavanda e rosmarino.

INFO: Tenuta Moreno, tel 0831/774960, www.tenutamoreno.it

Trekking in Umbria con “I Tuoi Cammini”

Si rinnova nel mese di Agosto 2021 la proposta di trekking nella natura in Umbria, con “I Tuoi Cammini”; si tratta di escursioni in luoghi particolari, ameni, in luoghi del silenzio, come quelle nel Parco Regionale del Monte Subasio con la luna piena con picnic, nel Parco nazionale dei Monti Sibillini nella Valle Intiera tra Spoleto, Monteluco e Montefionchi dove è nascosto l’Eremo di Malimpanchittu e nel Parco che non c’è, tra il Monte di Civitella e la Valle di Campofoglio nei Comuni di Scheggino e Ferentillo.

Tra le passeggiate in programma, domenica 22 agosto, si parte da Forca Canapine, a Norcia (PG) alle 9.30, per un “Trekking ai Confini del Parco Nazionale dei Monti Sibillini”. Si potranno ammirare anche i pantani di Accumuli e il Monte Signori. Al termine, concerto con Francesca Michielin, in collaborazione con la rassegna Suoni Controvento.

Giovedì, 26 agosto, ad Assisi (Pg), alle 18.00 – Escursione con la luna piena sul Monte Subasio, Montagna Sacra, con un percorso ad anello da Fonte Bregno luogo cardine del pellegrinaggio sulla via di San Francesco, per arrivare al Sasso Piano e proseguire fino al Mortaro Grande da cui si discende per tornare a Fonte Bregno per un pic nic in notturna

Domenica 29 agosto, a Castelluccio di Norcia (Pg), alle 8.30Traversata ad anello del Piangrande da Castelluccio di Norcia fino al Monte Ventosola.  Un itinerario tra i più suggestivi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini per le vedute sia sulla piana di Santa Scolastica che sul Pian Grande. Attraverso il Mal Passo si sale in quota e si traversa la dorsale in filo di cresta fino a tornare a Castelluccio.

INFO: I Tuoi Cammini Tel. 335 6468058, ituoicammini@gmail.com, www.ituoicammini.com

Soggiorni nella natura con i Moena Green Weeks

Moena è una delle Alpine Pearls italiane che da molti anni lavora al turismo esperienziale. Per il prossimo mese di settembre (5-12 settembre) ha programmato le “Green Weeks“.  Settimane verdi in tutti i sensi: dal verde dei prati della Val di Fassa, al verde dei mezzi ecologici coinvolti, dalla sostenibilità dei prodotti a km zero al turismo della lentezza e della contemplazione.

Il programma, include escursioni con accompagnatori di media montagna ed esperti di sicurezza e geologia: si va dall’escursione guidata in montagna accompagnati da esperti Geologi del Muse,  agli spettacoli del Trento Film Festival; dalle escursioni in e-bike alle frazioni di Moena (Forno, Medil, Sorte e Someda) alle gite con l’esperto del Centro Alpino della Polizia di Stato per l’iniziativa ”Zaino in spalla” ovvero una lezione per acquisire le nozioni di base per la sicurezza e la corretta gestione delle uscite.

Durante le Green Weeks si potranno poi contemplare degli splendidi tramonti in compagnia di un esperto di fauna che introduce al patrimonio ambientale e dopo la visita una bella cena al Rifugio La Rezila. Oppure, sarà possibile sperimentare una gita all’alba nei dintorni di Moena, con lezione di yoga e saluto al sole nel momento più emozionante: quello del suo sorgere sulla valle, con finale gustoso di una buona prima colazione a km zero all’ Agritur El Mas. Nel programma è inclusa anche la visita alle Trincee della grande guerra e al Museo della Gran Vera 1914-1918.

Accessibile anche il prezzo: si parte da € 560 in hotel 3 stelle per un pacchetto all inclusive di attività su 7 notti in mezza pensione per arrivare fino a € 890 a persona in un 4 stelle.

INFO: http://www.visitmoena.it/it/offerte/moena-green-week/50-424.html




Cinque weekend per girare il mondo senza uscire dall’Italia – 2° puntata

È vero, con le nuove misure anti Covid non possiamo più spostarci liberamente tra una regione e l’altra, ma nulla ci vieta di pensare a dove vorremmo trascorrere un weekend o una vacanza quando potremo riprendere a viaggiare. E farlo in Italia vuol dire anche dare una mano agli operatori del turismo, ristoranti, alberghi, che più di tutti stanno soffrendo questa situazione. Nella prima puntata vi abbiamo presentato cinque mete italiane che hanno molto in comune con altrettante all’estero. Questa settimana, ve ne proponiamo altre cinque.

1. A Bolzano come a Salisburgo

Capoluogo del Trentino Alto Adige e della regione autonoma del nord est, il Südtirol, è il più settentrionale d’Italia. Circondata dalle splendide cime delle Dolomiti, con un territorio costellato di castelli, pievi, borghi, Bolzano, o Bozen, dal momento che la città è bilingue (italiano e tedesco), ha un centro storico di rara bellezza, dalle atmosfere mitteleuropee, proprio all’incrocio tra il fiume Isarco e il torrente Talvera.

La Cattedrale di Bolzano

Un ipotetico itinerario parte dalla stazione centrale, risalente al 1859, da cui parte un viale alberato che conduce al cuore del capoluogo. In via Isarco si trova la magnifica Cattedrale (Dom Maria Himmelfahrt), del XV secolo, dove si mescolano sapientemente gli stili romanico e gotico. Accanto si trova la famosa Piazza Walther, dove si tengono i celebri Mercatini di Natale (quest’anno sono stati tuttavia sospesi per l’emergenza sanitaria).

I Mercatini di Natale in Piazza Walther

Tra le strade medievali più caratteristiche c’è via Argentieri, che deve il nome alla Silberhaus, la casa che fa angolo con Piazza del Grano. Il cuore dell’antica città mercantile è via dei Portici, lunga 300 metri, che ospita caratteristici edifici che un tempo ospitavano botteghe e magazzini. Al numero 30 si trova anche l’antico Municipio e il Palazzo Mercantile. Si arriva poi alla bella piazza delle Erbe, dove tutt’oggi si tiene il mercato di frutta, verdura e fiori. Nella piazza spicca la Fontana del Nettuno, annoverata tra le 100 statue più belle d’Italia.

Il mercato di Piazza delle Erbe

Tra le chiese che meritano una visita c’è il complesso monastico di Franziskanerkirche, in via dei Francescani. Accanto c’è il Museo di Scienze Naturali. Andando ancora verso ovest si incontrano la Chiesa del Sacro Cuore e Castel Mareccio, del XII secolo, che domina la collina e veglia sui vigneti.

Castel Mareccio

Stesse atmosfere si respirano nella splendida Salisburgo, protetta dalle sue colline. Basta affacciarsi a uno dei suoi balconi panoramici, la Terrazza Humbold, nei pressi del Museo der Moderne Mönchsberg, che sorge sulla collina che domina la città vecchia, oppure la Reckturm, la torre della fortezza da cui si gode una splendida vista della campagna circostante, oppure dalle pendici del Kapuzinerberg, la seconda collina, da cui si ammira lo spettacolo delle abitazioni che si affacciano sul fiume.

Stesso stupore anche di fronte alle suggestive chiese. Anche Salisburgo ha il suo meraviglioso Duomo, come le torri gemelle e la grande cupola, ma anche la Franziskanerkirche, capolavoro gotico, con il suo coro quattrocentesco e l’altare barocco. Da vedere anche l’abbazia di San Pietro, con il portale di marmo rosso e la cancellata di ferro battuto, e la Kollegienkirche, anch’essa barocca.

La facciata del Duomo di Salisburgo

Tra i musei, da non perdere il Salzburg Museum, che racconta la storia della città, e il vicino Panorama Museum, che custodisce il meraviglioso quando di Johann Michael Sattler che ritrae la Salisburgo del 1829. Ci sono poi le due case di Mozart, il cui volto si trova sui cioccolati e su ogni sorta di gadget: la Mozart Geburtshaus, dove nacque nel 1756; e la Mozart-Wohnhaus, dove visse dal 1773. Nel cimitero di San Sebastian riposano invece il padre Leopold e la moglie Constanze.

Tra gli altri musei da non perdere ci sono il Museum der Moderne, il Museo del giocattolo, la Haus der Nature, dedicato alle scienze naturali, e il percorso del DomQuartier, che collega alcuni dei più interessanti musei, gallerie e monumenti della città.

Il Museum der Moderne

Anche Salisburgo, poi, ha la sua fortezza, è la Hohensalzburg, costruita nel 1077, che domina la città e per secoli residenza dei principi-arcivescovi. Al suo interno si trova l’organo a canne cinquecentesco chiamato il Toro di Salisburgo, che veniva suonato per annunciare l’apertura e la chiusura delle porte.

Panorama sulla Hohensalzburg

2. A Torino come al Cairo

“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Lo diceva anche Jean François Champoillon, a cui si deve il merito di avere tradotto la Stele di Rosetta e, di fatto, i geroglifici, aprendo al resto del mondo la possibilità di conoscere i segreti dell’antico Egitto. Anche senza andare fino al cuore di quell’antica civiltà, possiamo visitare il Museo Egizio di Torino, il secondo per importanza al mondo dopo quello del Cairo e il più antico come collezioni conservate.

L’ingresso del Museo Egizio di Torino

Completamente rinnovato nel 2015, si articola su ben 60 mila metri quadrati, suddivisi in quattro piani, che coincidono con un percorso di visita cronologico a tappe che include: la storia del museo, l’epoca predinastica e il regno antico, la tomba degli ignoti e la tomba di Iti e Neferu, il Medio Regno e il Nuovo Regno, Deir el Medina, la tomba di Kha, la Galleria dei Sarcofagi, la Papiroteca, la Valle delle Regine, l’Epoca Tarda, l’Epoca Tolemaica, l’Epoca Romana e tardoantica, la Gallerie dei Re, il Tempio di Ellesija e la Sala Nubiana.

La Galleria dei Sarcofagi

Il tutto supportato da video guide di ultima generazione, ricostruzioni in 3D, supporti multimediali avveniristici. Il Museo Egizio di Torino è stato inserito dal New York Times tra i 50 musei più belli del mondo.  La sua fondazione risale al 1824, quando Carlo Felice di Savoia acquistò la collezione egizia di Bernardino Drovetti, console di Francia in Egitto, che comprendeva 100 statue, 170 papiri, mummie sarcofagi, amuleti, canopi e statuette di vario tipo. La collezione si arricchì con altre notevoli acquisizioni, nel 1894, da parte del direttore Ernesto Schiapparelli, che aveva partecipato di persona a diverse spedizioni archeologiche in Egitto. Oggi, il museo conta circa 37 mila pezzi ed è uno dei più visitati del mondo.

Mummie e corredi della Tomba di Kha

Se, invece, avete in programma di visitare il Cairo, ritagliatevi una giornata per andare nel suo celebre Museo Egizio, che spicca per le mura rosse. Si trova nella piazza Midan et-Tahrir e, nonostante la sua fama, non è molto grande, ma può vantare nella sua collezione alcuni “pezzi da Novanta”, come il celebre Tesoro di Tutankhamon, le mummie dei faraoni più importanti della storia dell’antico Egitto, oltre ai reperti del periodo Amarniano.

Il percorso di visita si articola su due piani segue un ordine cronologico. A pian terreno si trova la statua di Djoder, il reperto più antico di tutto il museo, risalente al XXVI secolo. Dalla parte opposta spicca una copia della Stele di Rosetta, che consentì a Champoillon di tradurre i geroglifici. L’originale, invece, si trova al British Museum di Londra.

Qui si trovano anche alcune barche funeraria provenienti da Dahshur e un gruppo scultoreo di Amenhotep III con la moglie e le figlie. Si visitano poi le Gallerie dell’Antico Regno, con tre statue di Micerino e altri reperti provenienti da Giza, le Gallerie del Medio Regno, dove spicca una statua del faraone Mentuhotep con la corona rossa, trovata da Carter, lo scopritore della tomba di Tutankamon, a Deir el-Bahari per caso. Splendida la Galleria Amarniana, con un ritratto di Nefertiti e due enormi teste di Ramesse II.

Al secondo piano si trova invece la Galleria delle Mummie, con alcune di epoca tardo romana, ricoperte con i celebri Ritratti del Faiyum.

Mummia ricoperta con il ritratto del defunto (Ritratti del Fayum)

Qui si trova anche il tesoro di Tutankhamon, di ben 1700 pezzi. Il sarcofago e la celebre maschera d’oro del sovrano fanciullo si trovano nella Sala 3.

3. In Salento come alle Maldive

Stesse spiagge bianchissime e stesse acque limpide e cristalline. Il Salento non ha nulla da invidiare alle Maldive. Tanto è vero che il tratto di costa, lungo circa 7 km, compresa tra Torre Pali e Torre Vado, nella provincia di Lecce, viene chiamato “Le Maldive del Salento”. Il nome è stato ispirato a quello di uno stabilimento balneare di Pescoluse, ed è poi stato esteso a tutto questo magnifico tratto di costa che si affaccia sulle acque cristalline del Mar Ionio.

Il mare “maldiviano” di Pescoluse

Per ammirare la bellezza di queste spiagge si parte proprio da Pescoluse, che spicca per la sua distesa di sabbia bianca e fine e per il suo mare turchese. A poca distanza dalla spiaggia si trovano alcune belle grotte carsiche. A Torre Pali, anch’essa caratterizzata da un mare da sogno e da sabbia bianchissima, so trova un’antica torre di avvistamento saracena circondata dal mare. Delizioso anche il centro abitato, per una passeggiata tra il porto turistico e i negozietti. Ad appena due passi si trova l’Isola delle Fanciulle, che prende il nome da un isolotto che si trova davanti alla spiaggia.

Le acque cristalline di Torre Pali

Da non perdere anche le spiagge di Torre Vado, piccolo borgo marinaro di rara bellezza. Al tramonto, recandovi al porticciolo, potrete ammirare i pescatori che preparano le reti per la mattina successiva, in quello che è un vero e proprio rito quotidiano. Altre belle località dal mare “maldiviano” sono Lido Marini, Posto Vecchio di Salve e, più a sud, San Gregorio.

Torre Vado

Tutte le spiagge del Salento ionico, poi, hanno un mare che non ha nulla da invidiare a quello degli atolli. Tra quelle da non perdere ci sono anche Punta Prosciutto, nella frazione di Porto Cesareo, con la sua sabbia argentea e dune alte fino a 8 metri, circondate da una vegetazione selvaggia.

La spiaggia di Punta Prosciutto

Nelle vicinanze di Gallipoli c’è invece Punta della Suina, costeggiata da una rigogliosa pineta, che alterna sabbia candida a zone più rocciose. Nella Riserva Naturale dell’Isola di Sant’Andrea si trova invece la spiaggia di Punta Pizzo, tra le più belle di Gallipoli, che alterna calette isolate e basse scogliere di tufo. Una delle più belle spiagge del Salento è Baia dei Turchi, circondata da una scogliera ricoperta di macchia mediterranea.

Baia dei Turchi

C’è solo l’imbarazzo della scelta per chi vuole visitare le Maldive. L’arcipelago si estende per più di 800 km e conta 26 atolli e più di duemila isole coralline, molte delle quali sono disabitate o di proprietà dei lussuosi resort. Alle Maldive ci si viene non certo per la movida, ma per una vacanza romantica e rilassante.

Tra gli atolli più belli c’è quello di Ari, composto da 50 isole. Le spiagge più belle e le esperienze di immersioni più suggestive si possono fare a Kudafolhudhoo, Maayafushi e Rangali. Nella parte Sud, invece, si trova il sito di Madivaru dove poter incontrare le mante, mentre lo squalo balena, il più grande pesce del mondo, è di casa a Dhidhdhoo Beyru.

Nell’Atollo di Male Sud, composto da 37 isole, ci sono splendide barriere coralline dove fare snorkeling e immersioni. Sull’isola di Maafushi si trovano diverse sistemazioni per tutte le tasche. Cinquanta isole compongono invece l’Atollo di Male Nord, dove si trovano alcune delle spiagge più belle del mondo, molto amate dagli appassionati di surf.

Paesaggi da sogno anche nell’Atollo di Baa, eletto dall’UNESCO Riserva Mondiale della Biosfera nel 2011. Le zone più belle sono quelle tra il versante nord e quello a est, tra cui spicca la meravigliosa Hanifaru Bay. Altri atolli che meritano una visita o un’escursione in barca sono Lhaviyani, dove la spiaggia di Kanuhura è annoverata tra le più belle del mondo e dove si trova la bella isola deserta di Jehunuhura. L’atollo di Shaviyani, invece, è il luogo ideale per osservare la schiusa delle uova di tartaruga.

4. Nella Valle dei Templi di Agrigento come ad Atene

La Valle dei Templi di Agrigento, in Sicilia, è la più vasta area archeologica del mondo e una delle meglio conservate. Ecco perché non ha nulla da invidiare ad Atene e alla sua Acropoli. Anzi, visitarla regale le stesse emozioni e sensazioni di essere in Grecia. Qui, infatti si trovano i grandi templi in stile dorico dell’antica Akragas, e tutta l’area è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1997.

Tra i templi principali troviamo il Tempio di Giunone Lacinia, che sorge a 120 metri di altezza, con le sue 34 colonne, risalente al periodo tra il 150 e il 440 a.C. Il meglio conservato di tutti è invece il Tempio della Concordia, del 430 a.C, con il suo splendido vestibolo in cui venivano conservati i doni e gli ex voto. Da non perdere anche il bel Tempio di Demetra, che spicca per il suo originalissimo stile. Rispetto agli altri, infatti, non ha il colonnato esterno.

Il più grande in assoluto è però il Tempio di Zeus, eretto dopo la battaglia di Himera, dove gli abitanti di Agrigento sconfissero i Cartaginesi. In origine, era lungo ben 113 metri e largo 56 ed era in grado di contenere al suo interno 42 mila persone. Accanto, sorge invece il Santuario dedicato a Demetra e Persefone e, sotto, il meraviglioso Giardino della Kolymbetra, con le sue profumate piante di agrumi, un altro dei tesori italiani gestiti dal FAI.

I giardini di Kolymbetra

Simbolo della Grecia e della civiltà classica, l’Acropoli di Atene  è anch’essa Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Sorge su una collina a 156 metri di altezza e domina la valle di Ilissos. La “città sacra” è stata fatta costruire da Pericle nel V secolo a.C nel luogo dove, fin dal secondo millennio a.C, si concentravano i palazzi nobiliari e i luoghi di culto. Qui si concentrano i quattro grandi capolavori dell’arte classica: Il Partenone, i Propilei, l’Eretteo e il Tempio di Atena Nike.

Veduta notturna dell’Acropoli di Atene

Il Partenone, la cui costruzione risale al 447 a.C, quindi quasi contemporaneo ai monumenti della Valle dei Templi di Agrigento, è il simbolo di tutta la Grecia. Dedicato ad Atena Parthenos, protettrice della città di Atene, è in stile dorico, con un colonnato di 17 colonne sui lati più lunghi e 8 su quelli più corti. Nella parte centrale interna c’è la cella dove un tempio c’era la preziosa statua della dea in oro e avorio, opera di Fidia, il più celebre scultore dell’epoca.

L’accesso all’Acropoli, invece, è costituito dai Propilei, in marmo bianco e pietra grigia. Il corpo centrale presenta sei colonne doriche simili a quelle del Partenone. Nella parte settentrionale si trovano gli ambienti dove un tempo aveva sede una Pinacoteca. Davanti, invece, si trova un piedistallo alto 10 metri, dove un tempo era posta una statua di un carro trainato da quattro cavalli. L’Eretteo, invece, è un tempio a pianta asimmetrica, celebre per le Cariatidi, figure femminili alte sei metri che hanno la funzione di colonne.

Le cariatidi

Sul lato sud ovest dell’Acropoli, vicino ai propilei, si trova invece il Tempio di Atena Nike, il più piccolo di tutta l’area. Su tre lati presenta un fregio scultoreo che raffigura le guerre tra Greci e Persiani sul lato Ovest, mentre su quello a est gli dei dell’Olimpo. In origine, ospitava al suo interno la statua lignea di Atena Nike, la vittoria, ma senza ali, in modo che non potesse mai lasciare la Grecia.

Il tempio di Atena Nike

Ai piedi dell’Acropoli si possono poi ammirare il Teatro di Dioniso, il Teatro di Erode Attico e il Tempio di Atena Poliàs. A circa un chilometro vale una visita anche il Museo dell’Acropoli, inaugurato nel 2009. Vanta una ricca collezione dalla preistoria al periodo tardo antico, disposta su 8 mila metri quadrati di spazio espositivo.

Il Museo dell’Acropoli ad Atene

5. In Sardegna come in Marocco

National Geographic ha inserito la spiaggia di Piscinas, nella Sardegna sud occidentale, tra le più belle del mondo, mentre l’UNESCO l’ha aggiunta ai siti Patrimonio dell’Umanità. Questa meraviglia naturale si trova nel territorio di Arbus, nel tratto di litorale noto come Costa Verde.

Le sue dune sabbiose, scolpite dal Maestrale, ricordano le atmosfere sahariane e si estendono per chilometri anche nell’entroterra. Dalla parte del mare, invece, sono lambite da acque caraibiche. Nella macchia mediterranea che le circonda vivono diverse specie di animali, tra cui l’elusivo cervo sardo, mentre le tartarughe marine sono solite deporre le uova vicino alla riva.

La sabbia di Piscinas è morbida come quella del deserto sahariano

Le dune dall’inconfondibile colore giallo ocra sono una caratteristica di tutta la Costa Verde. Spostandosi da Piscinas verso nord si incontrano quelle di Torre dei Corsari, mentre le Sabbie di Pistis, la parte più settentrionale, vantano due chilometri si spiaggia contornata di ginepri e lentischi.

Le dune di Torre dei Corsari

Paesaggi “sahariani” anche a Scivu, con tre chilometri di dune lambite da acque turchesi che ricordano un’oasi. Camminando sulla spiaggia si sente una curiosa eco. Per questa ragione è chiamata anche “sabbia parlante”. Altri luoghi che meritano una visita sono Marina di Arbus e Capo Pecora.

La spiaggia di Scivu

Mancano la macchia mediterranea e le acque cristalline ma il Sahara marocchino offre una delle esperienze più belle che si possano vivere. Da Marrakech si può partire per un’escursione a Zagora, che spicca per le sue maestose dune sinuose e dalla sabbia impalpabile. La parte più impressionante del Sahara è invece il Deserto di Merzouga. Le dune di Erg Chebbi, a sud di Merzouga raggiungono infatti i 150 metri di altezza.

Le dune di Erg Chebbi




Le nuove Bandiere Blu a Savona, Tropea (VV) e Melendugno (LE)

Servizi efficienti, iniziative per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, interventi per migliorare il territorio, progetti educativi e, soprattutto, un mare cristallino. Sono questi alcuni dei criteri che hanno fatto meritare alle spiagge italiane la Bandiera Blu. Continua il nostro appuntamento alla scoperta delle new entry. Vi portiamo a Savona, a Tropea, in Calabria e a Melendugno, in Salento, alla scoperta delle spiagge più belle.

A Savona, doppia Bandiera Blu alla Vecchia Darsena e alla spiaggia delle Fornaci

La Liguria si conferma al primo posto, nel 2020, per numero di spiagge insignite della Bandiera Blu, ben 32. Primo posto anche per gli approdi, che salgono a 14. Nuova entrata in questa categoria per la Vecchia Darsena di Savona, cuore pulsante del porto, sintesi perfetta di tradizione e modernità.

Da non perdere la banchina riservata all’ormeggio delle barche dei pescatori, che ogni giorno forniscono pesce fresco ai mercati e ai ristoranti locali. Per un tutto tra presente e passato, potete osservarli mentre si occupano del pescato o delle barche di legno colorate, tra gesti antichi e volti segnati dal sole. Nel porto turistico, invece, ci sono circa un centinaio di posti barca, mentre banchine, moli e piazzette durante la bella stagione si animano con spettacoli, concerti e manifestazioni sportive.

La Vecchia Darsena si trova poi a pochi passi dal centro storico di Savona, piccolo e a misura d’uomo, da visitare tranquillamente a piedi. Da vedere assolutamente c’è la Fortezza del Priamar, uno dei simboli della città. Costruita nel Cinquecento dai genovesi a protezione della città, è stata poi un carcere che ha ospitato detenuti celebri, tra cui Giuseppe Mazzini. Oggi, invece, al suo interno di trovano il Museo Archeologico e il Museo “Pertini”, mentre in estate diventa un teatro all’aperto.

Da non perdere una visita alla Torre del Brandale, trecentesca, la cui campana suona ogni volta che a Savona si verifica un evento importante. Accanto alla torre c’è il Palazzo degli Anziani, un museo lapidario che custodisce lapidi e iscrizioni provenienti da edifici andati distrutti nel centro storico.

Nel centro storico, invece, meritano una visita la cattedrale di Santa Maria Assunta, accanto alla quale c’è la Cappella Sistina, fatta costruire, come quella di Roma, da papa Sisto IV che aveva studiato proprio in questo convento.

Per un bagno rinfrescante, raggiungete poi la Spiaggia delle Fornaci, anch’essa Bandiera Blu da più di dieci anni, che si trova a pochi metri dal centro. L’arenile, lungo circa 1 km, è bagnato da un mare cristallino con fondali sabbiosi, con un tratto di spiaggia libera e diversi stabilimenti.

INFO: https://turismo.savona.it/

…scopri le altre Bandiere Blu nella 2° pagina…

A Tropea (VV) sventolano tre Bandiere Blu

Non solo è uno dei borghi marittimi più belli e fotografati d’Italia per la sua splendida posizione sopraelevata, ma Tropea, in provincia di Vibo Valentia, in Calabria, vanta diverse nuove entrate nella categoria delle Bandiere Blu e altrettante conferme.

Tra storia, paesaggi mozzafiato e ottima cucina locale spiccano le sue meravigliose spiagge, come la Spiaggia del Convento, tra le più famose della Costa degli Dei. L’arenile spicca per la sabbia bianca, alternata a ciottoli argentei che regalano ai fondali un colore azzurro chiaro. I fondali non sono molto profondi e sono l’ideale per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni. Da non perdere un’escursione ai Missaggi, gli splendidi faraglioni che separano la Spiaggia del Convento a quella della Linguata. La spiaggia, poi, deve il suo nome al Santuario di Santa Maria dell’Isola, che sembra vigilare sulla costa.

Dalla Spiaggia della Rotonda si accede invece alla più piccola spiaggia di Marina dell’Isola, seconda Bandiera Blu di Tropea, sovrastata da un suggestivo sperone di roccia bianca. La sabbia qui è bianca e fine, caraibica, e lambita da un mare cristallino. Terza Bandiera Blu, invece, per la piccola, ma attrezzata, spiaggia di Rocca Nettuno.

INFO: www.vacanzeincalabria.it/vacanze-a-tropea.html

Melendugno (LE) fa il pieno di Bandiere Blu

Un litorale costellato da spiaggette, insenature, calette, isolotti e faraglioni fanno di Melendugno, nella parte centro orientale del Salento, un concentrato di Bandiere Blu, oltre che premiato anche dalle Cinque Vele di Legambiente. Il suo litorale si estende per 15 km, da Torre Sant’Andrea a Torre Specchia, entrambe Bandiere Blu.

La prima si trova a pochi passi dal borgo marittimo ed è caratterizzato da sporgenze, cavità nascoste, grotte e da imponenti Faraglioni, tra cui il meraviglioso Arco degli Innamorati, che svettano da un mare con tutte le sfumature del blu e del verde. Fascino aumentato dalla torre difensiva cinquecentesca e dal piccolo porticciolo dove approdano le barche colorate dei pescatori.

Torre Specchia è invece la più a nord delle Marine di Melendugno, caratterizzata da mare calmo e cristallino, su cui si affacciano piccoli lidi e ristoranti. Molto frequentato dagli amanti del kitesurf, deve il nome alla Torre Specchia Ruggeri, costruita nel 1568 a scopo difensivo. A circa 1 km si trova l’Oasi “Le Cesine”, una splendida riserva naturale dove effettuare passeggiate ed escursioni.

Bandiera Blu anche per la spiaggia della cittadina di San Foca, un pittoresco borgo di pescatori che ancora oggi utilizzano le grotte per depositare i loro strumenti di lavoro.

A Roca Vecchia, altra Bandiera Blu, invece, si trova la meravigliosa Grotta della Poesia, che, secondo la leggenda, era il luogo preferito da una bellissima principessa per fare il bagno. E i poeti la raggiungevano per farsi ispirare alle sue grazie per i loro componimenti.

Proseguendo ancora lungo il litorale, si arriva alla notissima Torre dell’Orso, località anch’essa insignita della Bandiera Blu. È caratterizzata da spiagge candide e un mare cristallino e circondata da dune sabbiose e da una rigogliosa pineta dai profumi mediterranei.

INFO: www.visitmelendugno.com




Santa Maria di Leuca: le vacanze sul Tacco d’Italia

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta della costa salentina. Dopo aver visitato la splendida Otranto, per il secondo giorno del vostro weekend vi proponiamo un itinerario lungo la litoranea Otranto -Leuca, una delle più belle e importanti strade panoramiche d’Italia. Realizzata a ridosso del mare, consente di ammirare scorci e panorami mozzafiato. Quindi, non dimenticate la macchina fotografica!

Partiamo, quindi, da Otranto e prendiamo la litoranea in località Orte, nelle vicinanze della base americana. La strada costeggia poi la scogliera della Palascia a un’altezza di circa 100 mslm consentendo di ammirare la costa da Punta Facì all’estremità orientale di Capo d’Otranto.

Proseguendo ancora, arriviamo a Torre Sant’Emiliano, che prende il nome dalla torre di avvistamento che domina tutto il Canale d’Otranto, circondata da un mare blu intenso. Ancora qualche centinaio di metri e arriviamo alla località balneare di Porto Badisco. Nei pressi di Cala Badisco si trova la Grotta dei Cervi, uno dei luoghi più antichi d’Europa frequentati dall’uomo preistorico.

Lasciamo il territorio del Comune di Otranto ed entriamo nel territorio di Santa Cesarea Terme, nota per le sue acque benefiche e per i singolari fanghi all’interno delle grotte Fetida e Sulfurea, dove la strada comincia a salire fino a 130 mslm. Superata la Grotta Zinzulusa, ricca di stalattiti, arriviamo a Castro, splendida cittadina a picco sul mare, che gode di una caratteristica unica: grazie alla sua posizione riparata dai venti, le acque in cui si specchia sono quasi sempre calme.

Da Marittima a Santa Maria di Leuca

Proseguiamo ancora fino a raggiungere la marina di Marittima, dove si trova la splendida insenatura di Acquaviva, con le sue sorgenti di acqua fredda che sgorgano direttamente dalla roccia. Arriviamo quindi alla marina di Andrano, nota per le sue celebri località balneari di Grotta Verde e La Botte. Ancora qualche km e arriviamo a Tricase Porto, una delle località più rinomate della costa orientale della Puglia. Degna di una sosta anche Marina Serra.

Porto Santa Maria di Leuca

Da qui affrontiamo gli ultimi 14 km della strada litoranea, che ci conduce alla nostra meta finale: Santa Maria di Leuca. Prima, però, incontriamo la marina di Tiggiano dove ci fermiamo su un meraviglioso punto panoramico per scattare qualche foto. Ci facciamo poi incantare dalla bellezza di Novaglie per poi arrivare al ponte del Ciolo, che si affaccia su un’insenatura di rara bellezza.

Continuiamo ancora per un lungo rettilineo, finché non vediamo spuntare, all’orizzonte, la sagoma del faro di Santa Maria di Leuca.

Santa Maria di Leuca, la splendente

Leukos, cioè bianco, è l’aggettivo che i marinai greci diedero a questa terra illuminata dal sole. Il resto del nome, Santa Maria, si attribuisce invece a San Pietro, che secondo numerose testimonianze, sbarcò proprio qui dall’Oriente per cominciare la sua evangelizzazione e consacrò la città alla Vergine.

Panorama di Santa Maria di Leuca

La città sorge nell’insenatura tra Punta Ristola e Punta Meliso, su un tratto di costa che alterna frastagliate scogliere a piccole calette di sabbia finissima, tra le quali di insinuano affascinanti grotte.

La Basilica Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae

Cominciamo la nostra visita alla città proprio dal Santuario (www.basilicaleuca.it)  dedicato alla Madonna, che si raggiunge salendo una scalinata di ben 184 gradini.

La Basilica Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae

Ne vale tuttavia la pena, poiché la posizione sopraelevata su cui sorge il santuario consente di ammirare panorami superbi, lasciando spaziare la vista dal porto alla costa. Lungo la scalinata si incontra anche una grande cascata d’acqua che celebra l’Acquedotto Pugliese, la cui costruzione iniziò nel 1906 per concludersi solo nel 1939. La Cascata Monumentale compie un salto di 120 metri e ha una portata d’acqua verso il mare di mille litri al secondo. Il salto d’acqua viene attivato solo in occasioni particolari, mentre rimane viva una cascata più piccola alla base della struttura.

Arriviamo quindi al cospetto della basilica, che sorge sulle vestigia di un antico tempio dedicato a Minerva. L’edificio attuale risale al Settecento, dopo diverse distruzioni e ricostruzioni in seguito alle incursioni di turchi e pirati. La chiesa è a croce latina e a un’unica navata. Sull’altare maggiore è collocata un’immagine della Vergine, mentre sono presenti altri sei altari minori

Il faro e il porto di Santa Maria di Leuca

A pochi metri dal santuario si trova il maestoso Faro di Santa Maria di Leuca, alto 47 metri e situato a 102 mslm. Si tratta di un’opera monumentale, in funzione fin dal 1866, con una lanterna fatta di 16 lenti che proietta il fascio di luce a 50 km di distanza.

Il faro e il porto di Santa Maria di Leuca

Una scala a chiocciola di 254 gradini conduce a un terrazzo circolare da cui si può godere della superba vista del mare Adriatico e dello Jonio. Nelle giornate limpide si possono scorgere anche l’isola di Corfù, i monti dell’Albania a oriente e quelli della Calabria a occidente.

Merita una visita anche il porto, che si estende a Sud Ovest del faro, tra Punta Meliso e Punta Ristola. Il consiglio è di dedicargli una passeggiata dopo il tramonto, per ammirare le imbarcazioni da pesca “disegnate” da magnifici colori.

Il fascino delle ville

Una caratteristica peculiare di Santa Maria di Leuca sono le sue ville, testimonianza di una vocazione turistica che risale al XIX secolo e che ha attirato qui le famiglie nobili e facoltose. Alcune sono in stile liberty, altre in stile moresco o pompeiano, a seconda dell’estro e dei desideri dei “padroni di casa”, si affacciano sul mare e conferiscono al paesaggio un fascino antico.

La più antica della città è Villa Romasi, che risale alla fine del Settecento. Villa Meridiana, che prende il nome dall’orologio solare posto sulla facciata, risale invece al 1874 ed è stata fatta costruire da Giuseppe Ruggeri. Per le torrette dotate di cornicioni sporgenti ricorda invece una pagoda cinese la raffinata Villa Episcopo, mentre Villa Fuortes richiama il gusto neoclassico per le sue colonne doriche. È conosciuta anche come Villa dei Misteri perché, si dice, dopo anni di abbandono è diventata dimora di elusive presenze.

Passeggiando per le strade di Leuca incontriamo anche Villa Colosso che spicca per la sua elegante balaustra centrale, e Villa Daniele, con il suo stile moresco, detta anche “La nave” per le sue dimensioni e la sua caratteristica forma.

Le grotte lungo la costa

Sia la costa di Levante, alta e frastagliata, bagnata dall’Adriatico, che quella di Ponente, bagnata dallo Ionio, si presentano ricche di grotte e cavità, che si possono visitare attraverso un’escursione in barca.

Tra le grotte più significative della costa di Levante vi segnaliamo la Grotta della Cazzafre, la Grotta del Pozzo, la Grotta del Brigante  e quella di Montelungo. Lungo la litoranea che porta a Gallipoli, invece, si trovano la Grotta Porcinara, antico luogo di culto romano, e la Grotta del Diavolo, luogo sacro fin dalla preistoria.

Lungo la costa di Ponente troviamo invece, la Grotta dei Giganti, dove sono stati trovati denti e ossa di pachidermi preistorici, e la Grotta del Bambino, dove è stato trovato un molare di un fanciullo preistorico. Da questa grotta si accede alla suggestiva Grotta delle tre Porte, con i suoi accessi dal mare. Splendida anche la Grotta del Presepe, con stalattiti disposte in un modo che ricordano la rappresentazione della Natività, e la Grotta Cipollina.

Si conclude così il nostro itinerario sulla costa del Salento, ma non quello gastronomico, alla scoperta dei piatti tipici e dei prodotti della terra e del mare.

I sapori del Salento

La vocazione contadina e quella marinara trovano il perfetto connubio sulle tavole salentine. Tra i piatti più rinomati troviamo il polpo alla pignata, dal nome del recipiente di terracotta dove viene cucinato in umido con abbondante sugo, gli spaghetti con le cozze, la taieddhra, un timballo a base di cozze, patate e riso cotto al forno, i panzerotti e a pitta, di cui vi abbiamo svelato ieri la ricetta.

Semplice e gustoso l’acqua e sale è un piatto povero a base di pane raffermo condito con olio, pomodorini, cipolla, aceto, sale e origano. Una variante più “nobile” è la frisa, fatta con un pane biscottato  e condito con pomodoro, sale e olio. Ottime anche le pittule, frittelle di pasta lievitata, e le pucce, i panini con le olive. Non dimentichiamo poi le paste fatte in casa, come le orecchiette, i minchiareddi, le sagne ritorte, condite con sugo, ricotta oppure alici e frutti di mare.

Tra i dolci, non si può mancare il pasticciotto, a base di pastafrolla e ripieno di crema pasticcera, lo spumone, un gelato ai frutti misti solidificato, i mustazzoli, biscotti alla cannella, e la cupeta, una specie di croccate di mandorle ricoperta di caramello.

E, naturalmente, i piatti salentini vanno accompagnati dagli ottimi vini locali. Tra i rossi ricordiamo il Primitivo di Manduria e il Salice Salentino. Tra i rosati c’è il celebre Negramaro, mentre tra i bianchi spicca il Liverano.

Senza dimenticare, come condimento o anche da gustare solo sul pane, il rinomato Olio Extravergine di Oliva, tra i migliori d’Italia.

Dove acquistare prodotti tipici

*Azienda Agricola Settembre, SP366, Km 34, Otranto, tel 0836/802789.Produce e vende olio extra vergine di oliva DOP Terra d’Otranto di alta qualità. Presso il punto vendita si possono acquistare, oltre ai prodotti dell’Olearia Settembre, anche vino, prodotti sottolio e prodotti tipici salentini.

*Azienda Agricola e Vitivinicola Tenuta Merico, via Frassanito, Otranto, tel 333/7190074, www.tenutamerico.it Nata nel 2001, produce e vende vini pregiati tra cui il Don Paolo DOC Galatina, ed il Musivo Rosato IGT Salento, e lo Stafìda Aleatico DOC. Possibilità di visite guidate con degustazione di vini abbinati a prodotti tipici pugliesi.

*Azienda Vitivinicola Castel di Salve, via Salvemini 32, Tricase (LE); tel 0833/771041, www.casteldisalve.com Storica azienda fondata nel 1885, produce a vende vini selezionati da vitigni autoctoni del Salento, primo tra tutti il Negramaro.

Dove dormire a Santa Maria di Leuca

*Massapia Hotel & Resort****, Contrada Masseria Li Turchi, Marina di Leuca (LE), tel 0833/750027, www.messapia.com A 1 km, dal centro di Leuca, a 800 metri dal mare, dispone di 110 sistemazioni tra camere hotel e residence. A disposizione: piscina, vista panoramica, animazione, navetta gratuita per le spiagge. Doppia con colazione continentale da € 116.

*Hotel L’Approdo****, via Panoramica 1, Santa Maria di Leuca (LE), tel 0833/758548, www.hotellapprodo.com Struttura con 52 camere, recentemente ristrutturata e con vista panoramica sul porto turistico di Santa Maria di Leuca. Prestigioso ristorante L’Approdo segnalato dalle principali guide gastronomiche. Doppia da € 130.

Dove Mangiare a Santa Maria di Leuca

*Boccondivino, Via Enea 33, Santa Maria di Leuca (LE), tel 0833/758174. Propone un menù con piatti tipici della cucina salentina, ma anche ricette di mare a base di pesce fresco in un ambiente rilassante e familiare.

*Hosteria Del Pardo, via Doppia Croce 1, Santa Maria di Leuca (LE) tel 0833/758603, www.hosteriadelpardo.it Locale immerso nel verde ideale anche per un aperitivo. Il menù propone piatti tipici della cucina salentina e ricette di mare.

INFO

www.viaggiareinpuglia.it




Un weekend a Otranto, la città più orientale d’Italia

I Greci la chiamavano ùdor kai derento (acqua a monte), i Romani Hydruntum, e da qui sono passati, nel corso dei secoli, bizantini, goti, normanni, svevi, angioini e aragonesi che hanno lasciato testimonianze storiche e artistiche della loro presenza.

Siamo a Otranto, annoverata tra i “Borghi più belli d’Italia” e Bandiera Blu del Touring, che vanta anche il primato di “città più orientale d’Italia”. La città e la sua costa, tuttavia, colpiscono per gli scorci naturali, per le scogliere candide su cui si riflette la luce del sole, regalando riflessi di rara bellezza, per il mare cristallino che non ha nulla da invidiare alle mete esotiche. Senza dimenticare la ricca e gustosa tradizione culinaria salentina, un perfetto connubio di ingredienti di terra e di mare.

Visitiamo il Castello d’Otranto

Prima di dedicarci alle bellezze naturali e al mare azzurro della costa salentina, dedichiamo il primo giorno alla visita del centro storico di Otranto, ricco di testimonianze storico artistiche secolari. Entriamo in città attraverso la Porta Alfonsina, un varco che si apre tra le imponenti mura difensive fatte costruire dagli Aragonesi dopo l’invasione turca del 1480.

Ci troviamo immersi in un’atmosfera senza tempo, fatta di stradine lastricate di pietre, vicoli minuscoli che corrono fino al mare e scorci dai quali irrompono all’improvviso la luce e i colori del Mediterraneo.

Immancabile una visita al castello aragonese (orario: mar-dom 9-13 e 16-19), che ha ispirato il primo romanzo gotico della storia, Il castello di Otranto di Horace Walpole, scritto nel 1764. La costruzione della fortezza, invece, iniziò su impulso di Alfonso d’Aragona, duca di Calabria, dopo il Sacco di Otranto da parte dei Turchi, nel 1480. Del periodo aragonese, oggi rimangono solo parte delle mura e un torrione. L’aspetto attuale, invece, risale ai Viceré spagnoli che ne fecero un esempio d’eccellenza di architettura militare.

Nel 1535, Don Pedro da Toledo, il cui stemma campeggia sul portale di ingresso e sulla cortina esterna, fece aggiungere opere di difesa straordinaria. Nel 1578 furono aggiunti due bastioni poligonali sul versante che volge verso il mare. Un’ulteriore aggiunta difensiva venne aggiunta alla metà del secolo successivo. Oggi, il castello che ci troviamo ad ammirare è un massiccio edificio a pianta pentagonale, scandito da quattro torri difensive, mentre sul lato scoperto spicca il ponte levatoio. Il castello è circondato da un ampio fossato.

La basilica di San Pietro, gioiello bizantino

Ci fermiamo poi a visitare la basilica bizantina di San Pietro, costruita tra i X e l’XI secolo. L’interno è a croce greca, suddivisa in tre navate scandite da quattordici colonne di granito sormontate da capitelli romanici. La cripta è decorata sulle pareti da pitture bizantine. Nell’abside della navata destra, invece, sono custodite le spoglie degli 800 abitanti uccisi dai turchi per non aver voluto rinnegare la fede cristiana.

Splendido il mosaico del 1166 che ricopre il pavimento della chiesa suddiviso in tre parti: “L’albero della vita”, che va dalla navata centrale alle due laterali, il “Pavimento musivo”, che va dal transetto all’altare maggiore, e le Figure disposte attorno al primitivo altare circolare.

Percorrendo la litoranea in direzione di Santa Maria di Leuca, a circa un chilometro e mezzo dal centro storico, si arriva all’abbazia di San Nicola di Casole, di cui non rimangono che poche vestigia a causa dell’attacco dei turchi.

Il litorale e le spiagge più belle di Otranto

Se Otranto è la città più orientale d’Italia, c’è un luogo che potremo definire “il più a est della città più a est”. È Punta Palascìa, nota anche come Capo d’Otranto. In estate, il sole sorge alle 5.30 del mattino colorando il cielo e il mare di riflessi multicolori di rara bellezza, per poi ripetersi al tramonto. Una curiosità: la notte di San Silvestro, il 31 dicembre, qui si radunano residenti e turisti per salutare il nuovo anno al cospetto del maestoso faro che svetta tra le rocce.

Non possiamo, poi, dimenticare le favolose spiagge di sabbia candida, lambite da un mare di cristallo. Tra le più belle c’è la Spiaggia degli Alimini, circondata da dune di sabbia finissima e dalla macchia mediterranea. Famosissima la Baia dei Turchi, una lingua di sabbia bianca che regala atmosfere tropicali, e Porto Badisco, un’insenatura dove, secondo la leggenda, approdò Enea dopo la fuga da Troia in fiamme.

La seconda parte del nostro itinerario sarà on line domani, intanto, di seguito vi sveliamo la ricetta della Pitta di patate Salentina.

PITTA DI PATATE SALENTINA

È una delle ricette salentine più antiche e non manca mai sulle tavole. Le massaie del Salento si sono tramandate la ricetta nel corso degli anni utilizzando sempre gli stessi ingredienti, semplici e genuini.

Ingredienti

  • 1 kg di patate a pasta gialla
  • 2 uova
  • 200 gr di pecorino o parmigiano
  • 2 cipolle grandi
  • 1 bicchiere di passata di pomodoro
  • Una manciata di capperi e olive senza nocciolo
  • 2 o 3 acciughe sottolio
  • Olio EVO, sale e pepe q.b.
  • Pangrattato q.b.
  • 2-3 foglioline di mentuccia

Affettate le cipolle e soffriggetele in abbondante olio EVO, poi aggiungete i capperi, le olive, l acciughe, il sale e il pepe. Mescolate poi unite anche la passata di pomodoro e fate cuocere il tutto per circa 20 minuti. Nel frattempo lessate le patate, sbucciatele e schiacciatele, unite le uova, il formaggio grattugiato, sale, pepe e le foglie di mentuccia tritate fini. Amalgamate bene fino a ottenere un composto omogeneo. Con un filo di olio ungete il fondo di una pirofila antiaderente, poi bagnatevi le mani e stendete uno strato del composto di patate, poi uno strato del composto di cipolle e pomodoro. Spolverate con il formaggio grattugiato e stendete poi un altro strato di composto di patate. Livellate bene la superficie e completate con una spolverata di pangrattato. Infornate a 200°C per circa 20 minuti.

Come arrivare a Otranto

In auto: Autostrada A16 con uscita Bari Nord. Proseguite poi lungo la superstrada per Brindisi, poi ancora in direzione di Lecce. Poco prima di entrare in città, imboccate la tangenziale Est con direzione Otranto-Santa Maria di Leuca – Maglie

Dove dormire a Otranto

*Hotel Palazzo Papaleo*****, via Roncadi 1, Otranto, tell 0836/802108, www.hotelpalazzopapaleo.com Nel centro storico di Otranto, a pochi metri dal mare, dispone di camere di diversa tipologia con vista mare, una splendida terrazza con piscina jacuzzi e centro benessere. Doppia con colazione da € 136.

*Vittoria Resort & SPA****S, via Catona, Otranto, tel 0836/237280, www.vittoriaresort.it . A pochi passi dal centro storico, dispone di 66 camere disposte su tre piani. A disposizione centro benessere, palestra, piscina e servizio navetta per la spiaggia. Doppia con colazione da € 98

Dove mangiare a Otranto

*Peccato Divino, via Roncadi 7, Otranto, tel 0836/801488, www.peccatodivino.com. Nella città vecchia, a pochi passi dalla cattedrale, offre piatti della cucina tradizionale pugliese con ingredienti a km zero. Il menù varia ogni giorno. Buona carta dei vini provenienti da cantine locali. Prezzo medio, bevande incluse € 46 pp.

*Vecchia Otranto, Corso Garibaldi 96, Otranto, tel 0836/801575.Locale caratteristico con volte a botte e muri in pietra  nel centro storico. Propone piatti di pesce fresco, ma anche di terra, della tradizione pugliese, ma anche creativi.

Info su Otranto

www.comune.otranto.le.it

 




A Villa Moron (VE), alla Pensione Signorini (LI) e alla Masseria Camarda (BR)…Piccolo è Premium

Tre storie, tre luoghi d’Italia, al Nord, al Centro e al Sud da raccontare e, soprattutto, da visitare non appena sarà possibile tornare a viaggiare. Un modo per presentarvi e per aiutare quella fetta di imprenditori del turismo, in particolare delle strutture a gestione familiare, che forse più di altre realtà più grandi hanno la necessità di farsi conoscere X Ri-Partire Insieme, come abbiamo deciso di chiamare il nostro progetto. Perché anche il “piccolo” può essere premium. Questa settimana andiamo insieme in Valpolicella, a Villa Moron, a Castiglioncello (LI), in un luogo “poetico”, infine, nel Salento, dove un ex dirigente sportivo ha rivoluzionato la propria vita per amore di una masseria ottocentesca.

Villa Moron, atmosfere di casa nel cuore della Valpolicella

Il paesaggio è quello mozzafiato della Valpolicella, tra filari di vigneti, cantine, antichi lavatoi, frantoi e oliveti secolari. In questa dimensione bucolica, tra Moron e Negrar, si trova l’Hotel Villa Moron, un tre stelle ricavato in una villa di grande stile e fascino, ma con un’attenzione particolare all’ambiente e alla sostenibilità.

Pur mantenendo le caratteristiche originarie, infatti, la recente ristrutturazione è stata improntata all’ecosostenibilità, utilizzando fonti di energia rinnovabili e naturali, così come materiali di costruzione naturali e locali, come la pietra rosa di Verona, il legno e il ferro. Le camere sono ampie e luminose, con una vista strepitosa sui paesaggi della Valpolicella e scorci sul borgo di Moron, nel cui contesto si inserisce la struttura.

Il plus è la vicinanza a Verona, appena 15 chilometri, città d’arte e Patrimonio dell’Umanità UNESCO. In appena 10 minuti di auto si può raggiungere il centro storico, oppure la zona Fiera o l’Arena per spettacoli e concerti.

La Valpolicella, poi è il cuore vitivinicolo del Veneto. Qui nascono l’Amarone, il Valpolicella e il Recioto, che si possono scoprire attraverso escursioni tra i vigneti e degustazioni con tappe gustose nelle cantine, senza dimenticare le eccellenze storiche, come la longobarda Pieve di San Giorgio e la Pieve di San Floriano, del XII secolo.

Se amate lo sport, Villa Moron è il compromesso ideale per visitare la zona dei Monti Lessini e del Monte Baldo, dove si possono fare escursioni e passeggiate, ma anche arrampicata, mountain bike, trekking, equitazione e canyoning.

Insomma, scegliere Villa Moron per un soggiorno vuol dire sentirsi come a casa, ma con alcune delle più belle eccellenze italiane, storiche e paesaggistiche, davvero a portata di mano.

INFO: Villa Moron***, via Moron 28, Negrar (VE), tel 045/7500979, www.villamoron.it

Sulla baia di Caletta a Castiglioncello (LI) la pensione del poeta.

Ho incontrato Çlirim alcuni di anni fa, quando insieme alla moglie Virginia aveva appena rilevato questa semplice pensione a pochi passi dal mar Tirreno toscano. Piano piano l’hanno trasformata nella pensione della poesia. Le camere sono dedicate ognuna a un poeta, da Omero a Dante, da Hikmet alla Merini, e alla reception sono esposte le poesie, i racconti e le fiabe pubblicate da Çlirim per Albalibri, la casa editrice da lui fondata.

Si sa i poeti sono simpatici, accoglienti ma a volte hanno la testa tra le nuvole. Guardano il mare e sognano; amano accompagnare le dolci sere d’estate con incontri in giardino – possibili anche con il distanziamento sociale imposto dal virus cattivo – dedicati agli haiku e al piacere del racconto; servono la dolce colazione accompagnandola con sorrisi e parole che invitano ad affrontare con leggerezza la giornata.

A mettere un po’ d’ordine ci pensa Virginia, creatività e simpatia campana arricchita da un po’ di efficienza milanese, che conduce con estro e calore la Pensione Signorini. Tutta la famiglia si impegna per gestire al meglio l’accoglienza, addolcendo le giornate degli ospiti con leccornie casalinghe servite a colazione e piatti della tradizione di famiglia, insegnati a Virginia dalla mamma e dalla zia.

Le poche camere, poste su tre differenti livelli, sono semplici ma accoglienti, curate con un tocco di calore umano ed eleganza. Alcune hanno la fortuna di guardare verso il mare, altre si affacciano sul silenzioso giardino interno. Il mare dista una cinquantina di metri mentre il centro di Castiglioncello – borgo particolarmente amato dai Macchiaioli, che dettero vita alla scuola di Castiglioncello – è raggiungibile con una piacevole passeggiata sulla pedonale che sfiora acute rocce e piccole baiette sabbiose.

Alla Pensione Signorini si può dimenticare l’auto per vivere la giornata lontano dai rumori, dal traffico e dalla folla; motociclisti e ciclisti trovano spazi dove riporre veicoli e attrezzature e i surfisti possono mettere alla prova la loro bravura cimentandosi nelle vicine acque dello spot del Garagolo.

Se invece ci si vuole muovere ci sono i consigli di Çlirim e Virginia, per andare alla scoperta di località note come Pisa o Livorno, ma anche delle curiose spiagge bianche di Rosignano, dei tesori di Populonia e dei Parchi della Val di Cornia, tra archeologia e natura.

X Ri-partire Insieme, questa estate la Pensione Signorini ha in programma mostra del pittore piemontese Fiorenzo Isaia e poesie in giardino con la presenza di vari poeti e scrittori italiani e stranieri. A tutte le signore, alla colazione accompagnata da musica classica, viene letto un sonetto o una poesia in versi liberi direttamente dal poeta Çlirim.

INFO: Pensione Signorini, via di Crepatura 8, Castiglioncello (LI). Tel. 0586. 794393, www.pensionesignorini.it

Cesare Florio, dalle corse alla Masseria Camarda di Ceglie Messapica (BR) 

È una bella storia da raccontare quella del colpo di fulmine tra la Puglia e Cesare Fiorio, prima pilota di rally, poi dirigente sportivo per Lancia, Ferrari, dove è stato dirigente di Formula 1 dal 1989 al 1991, ottenendo 25 podi e 9 vittorie in 36 Gran Premi, e Minardi, dove ha concluso la sua carriera.

Un amore che si è concretizzato nell’Agriturismo Masseria Camarda, a Ceglie Messapica, nel brindisino, che è al contempo azienda agricola biologica e struttura ricettiva di charme.

“Ho vissuto quasi tutta la mia vita senza conoscere la Puglia”, ha detto Cesare Fiorio. “Quando casualmente ho avuto occasione di visitarla, ho subito capito che questo era il posto dove avrei voluto trasferire la mia esistenza. Così, dopo aver liquidato ogni mio altro interesse, ho trasferito qui, oltre alla mia residenza, anche il desiderio di fare conoscere ad altre persone questa meravigliosa terra, dove tutta sa ancora di genuino e autentico”.

Detto fatto, Florio ha rilevato la Masseria Camarda, le cui origini risalgono alla fine dell’Ottocento e nata già con vocazione agricola per la produzione di Olio Extravergine di Oliva, ma anche di ortaggi, grano e legume e con grandi stalle dove venivano alloggiate mucche, pecore e capre.

Quella vocazione è stata in parte mantenuta, poiché, ancora oggi, nell’Azienda agricola biologica, su un terreno di 27 ettari, vengono prodotti olio d’oliva di qualità superiore, vino primitivo, grano, ortaggi, frutta e uova, prodotti che vengono poi trasformati seguendo la filosofia della “filiera corta” in passate di pomodoro, marmellate, fave essiccate, farina di grano, orecchiette pugliese o fichi “maritati”, che si possono acquistare direttamente presso il negozio dell’azienda.

L’ altro volto è rappresentato dalla ricettività di charme. Le vecchie stalle e i trulli sono infatti stati trasformati in camere e suites, che hanno mantenuto le caratteristiche architettoniche originarie, in pietra e con il soffitto con volta a botte, ma in un contesto di lusso e comfort. Alcune dispongono di giardino privato, vista sulla vigna e caminetto.

Nei trulli, invece, sono state ricavate altre due suite, assai ampie e in pietra a vista, immerse in un paesaggio meraviglioso, tra uliveti, alberi di fico, mandorli, peschi, ciliegi e fichi d’India, entrambe con giardino privato.

Due poi le chicche: la prima è la biopiscina, dal design innovativo e realizzata in perfetta armonia e rispetto dell’ambiente. Splendida la posizione, al centro di un frutteto con ciliegi, melograni, albicocchi, mandorli e noccioli.

La seconda è la Sala Ferrari, dove Cesare Florio custodisce e condivide con i suoi ospiti il suo passato “di corsa”. Ricavata in un’antica stalla che si affaccia sull’uliveto, conserva una serie di “memorabilia” della sua carriera sportiva, tra cui la carrozzeria della Ferrari F1 di Mansell, vincitrice del Gran Premio del Brasile. Qui si tengono attività ricreative e didattiche.

La Masseria Camarda è poi strategica per escursioni nel Salento. A poca distanza dai centri di Ostuni, la “città bianca”, e Ceglie Messapica, capitale della gastronomia pugliese, tra ristoranti stellati e produttori del celebre olio extravergine di oliva. Gli amanti della natura possono invece facilmente raggiungere l’Aria Marina Protetta e Riserva Naturale di Torre Guaceto, che dista appena 25 km.

INFO: Agriturismo e Masseria Camarda, via Turco Camarda 31, Ceglie Messapica (BR), tel 0831/300575, www.masseriacamarda.it




Maruggio (TA), tra Templari e Cavalieri

Ulivi secolari dove nasce il pregiato olio extravergine di oliva, macchia mediterranea, e poi masserie, trulli, cappelle votive e i “muretti a secco”, dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, che abbracciano i filari di vigneti dove nascono gli unici vini salentini.

Siamo a Maruggio, 30 km a sud di Taranto, sulla costa ionico salentina, meta del nostro “Weekend con gusto” di questa settimana.  Il toponimo, secondo alcuni, deriverebbe da marubium, un’erba mediterranea che cresce nella zona, mentre, secondo altri da “mare uggioso”.

La sua fondazione viene fatta risalire al periodo compre tra l’870 e il 963 d.C, ma è nel 1100 che viene annesso alla Terra d’Otranto e amministrato dall’Ordine dei Templari, che lasciarono nel borgo diverse testimonianze. L’ Ordine viene tuttavia abolito nel 1312 e Maruggio passa sotto la giurisdizione dei Cavalieri di Malta.

Sono loro che costruiscono il castello e le torri che, ancora oggi, si possono vedere lungo la costa, per proteggere il centro dalle incursioni e dagli attacchi dei pirati turchi. I Cavalieri di Malta sono rimasti in questa zona fino al 1819.

 Nel centro storico di Maruggio

Templari e Cavalieri hanno lasciato le loro tracce del piccolo e pittoresco centro storico, fatto di vie strette e tortuose, scorci da cartolina su cui si affacciano edifici dal fascino antico.

Logge, balconate, facciate rinascimentali nascondono i simboli dei due Ordini cavallereschi. Fermatevi per una visita alla meravigliosa chiesa madre della SS Natività di Maria Vergine, fatta costruire nel Quattrocento dai Cavalieri di Malta in carparo salentino, una roccia calcarentica che con il suo colore giallo rosso spicca in diversi edifici di Maruggio, facendo splendere il borgo di riflessi dorati.

Sulla piazza principale si affaccia il Palazzo del Commendatore, della stessa epoca. Sullo sfondo, invece, si intravede la Porta Grande che consentiva l’accesso al centro storico. L’attuale sede del Comune, invece, è ospitata presso l’antico Convento dei Frati Minori Osservanti, con il suo magnifico chiostro a venti arcate, suddivise tra loro da pilastrini ottagonali e sormontate da ventotto lunette con affreschi risalenti al Seicento.  

Si deve ai Cavalieri di Malta anche la costruzione della chiesa di San Giovanni fuori le Mura, dedicata al loro santo protettore. Un tempo, qui sorgeva anche un ospedale, di cui oggi non rimane purtroppo alcuna traccia.

Relax sulla spiaggia di Campomarino

Dopo aver visitato Maruggio, dirigetevi verso la frazione di Campomarino, che dista circa 2 km, dove si trova una delle spiagge più belle dell’alto Salento, inserita nel 2013 tra le diciassette spiagge più belle d’Italia da Legambiente.

Tra le testimonianze storiche, qui si trovano una torre di avvistamento saracena del XV secolo, la Torre dei Molini e il Palazzo Seminarile. In questo spettacolare tratto della costa ionica si possono ammirare poi paesaggi composti da macchia mediterranea e uliveti secolari. Il mare, qui ha riflessi spettacolari, al punto da venire chiamato “mare dai sette colori”, da ammirare rilassandovi su una soffice spiaggia sabbiosa.

Spingetevi fino alla costa orientale, in località Acquadolce Cirenaica, per ammirare le dune di Campomarino, che arrivano fino a 12 metri di altezza. Individuate come Sito di Interesse Comunitario si sono formate tra 7500 e 3500 anni fa e hanno dato vita a una rigogliosa macchia mediterranea e a una vegetazione arbustiva di ginepro, rosmarino, lentisco e timo, utilizzati per donare ai piatti della cucina salentina un gusto unico.

Maruggio da gustare

Pesca e agricoltura forniscono gli ingredienti principali di una cucina genuina e dai sapori robusti. Rosmarino, timo e finocchietto profumano i secondi di carne. Tra i piatti a base di verdure, ci sono le melanzane ripiene, i fiori di zucchina fritti, fai e foji, una purea di fave e cicorelle.

Tra le ricette tipiche di Maruggio sono da non perdere li pudicchi, un pane speziato a base di farina, olio, chiodi di garofano, pepe e cannella, e li pezzuri (di cui trovate qui sotto la ricetta), calzoni ripieni e cotti al forno. Ottime anche le frise, da accompagnare a olio d’oliva, sale, olive e origano, oppure i pizzarieddi, pasta fresca fatta con acqua e farina da gustare con pomodoro, ricotta forte o cacio ricotta. 

Il tutto da annaffiare con i pregiati vini locali, prodotti dai vitigni di Malvasia Nera, importata dai Cavalieri Templari, e di “Primitivo”.

LI PEZZURI

Ingredienti

  • 1 kg di farina
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • 1 cucchiaio di sale
  • Acqua tiepida q.b per impastare
  • 1 cipolla
  • 200 gr di provolone
  • 200 gr di mortadella
  • Pomodorini q.b
  • Olive nere

Versate la farina in un recipiente, aggiungete il sale. Fate sciogliere il lievito in acqua tiepida, versatelo nel recipiente e impastate fino a ottenere un impasto omogeneo. Continuate a lavorare la pasta con le mani su una spianatoia, poi ricavatene cinque palline che disporrete su una teglia precedentemente infarinata. Lasciate lievitare per circa 2 ore ponendole nel forno spento. Nel frattempo preparate il ripieno facendo soffriggere la cipolla in un po’ di olio caldo. Tagliuzzate il provolone, i pomodorini, la mortadella e le olive e mescolate il tutto. Stendete poi con il mattarello le sfere di pasta fino a ottenere cinque sfoglie sottili. Versate su ciascuna il ripieno, poi ripiegatela dandole la forma a mezzaluna e premendo sui bordi. Infornate a 180° per 25 minuti.

COME ARRIVARE

In auto: Autostrada A14 Bologna – Taranto, uscita Taranto Nord (fine autostrada). Proseguire per Taranto, seguire indicazioni per Brindisi o Lecce imboccare la superstrada Taranto-Brindisi, uscire a Grottaglie quindi proseguire per San Marzano, Sava, Maruggio

DOVE COMPRARE

*Azienda Agricola Tenute Bruno, Strada Provinciale 136, Maruggio, tel 099//675799, www.tenutebruno.com Azienda biologica che produce olio e vino.

*Azienda Agricola Olivaro, Contrada Olivaro, Maruggio (TA), tel 349/0666531, www.aziendaolivaro.it

*Oleificio Cantore, Strada Provinciale Maruggio-Monacizzo, Maruggio (TA); tel 099/676324, www.gmcantore.com

DOVE MANGIARE

*Al Fico d’India, via Umberto I 57, Maruggio (TA), tel 340/5926189, ristopub nel centro di Maruggio con un menù sempre vario di piatti della cucina pugliese di terra e di mare, tra cui bruschette, parmigiana di melanzane e spaghetti alle vongole. Prezzo medio € 25 a persona.

*Osteria del Vico, via San Pietro 32, Maruggio (TA),  tel 340/0735676, locale caratteristico con particolare attenzione alle materie prime. Offre un menù di piatti di terra e di mare e pizza.

DOVE DORMIRE

*B&B Lu Turnitu, via del Mare 3, Maruggio (TA), tel 348/6121979, www.luturnitu.it Ristrutturato di recente, offre sei camere raffinate per un totale di 18 posti letto, un’ampia sala comune, giardino e parcheggio. A pochi km dalle spiagge di Campomarino. Doppia da € 100.

*Grand Hotel dei Cavalieri****, Contrada Vento, Campomarino, Maruggio (TA), tel 099//9716210, www.grandhoteldeicavalieri.com Situato nei pressi della cittadina balneare di Campomarino e a 12 minuti dalla spiaggia privata dispone di camere confortevoli e ambiente informale. Doppia da € 80.

INFO

www.comune.maruggio.ta.it




Ostuni, alla scoperta della “città bianca”

Immaginate una città dalle mura talmente bianche da sembrare argentate, che si rispecchiano su un mare dalle mille sfumature dell’azzurro, talmente pulite da ricevere da oltre vent’anni la Bandiera Blu del Touring Club e le Cinque Vele di Legambiente. Questa settimana vi portiamo a Ostuni, in provincia di Brindisi, nella Puglia meridionale, nota anche come la “città bianca” per i muri delle sue case ricoperte di candida calce, che si affacciano su un dedalo di stradine, molte delle quali senza uscita, che sembrano uscite da una fiaba. Andiamo insieme, allora, alla scoperta di questa perla del Salento.

Una storia antichissima

Oggi Ostuni è frequentata soprattutto come località balneare, ma il suo passato è molto antico. Il suo nome deriva dal greco Astu-neon, che significa “città nuova”, e sarebbe stata fondata circa duemila anni fa a 200 metri sul livello del mare, distribuita su tre colline. Tuttavia, il ritrovamento in alcune grotte di ceramiche e resti risalenti al Paleolitico fanno pensare che la zona fosse frequentata già dalla preistoria.

Sempre l’archeologia ci racconta che, attorno al IV secolo, la zona venne abitata dalla popolazione italica dei Messapi e, successivamente, dai romani. Attorno all’anno Mille, la città venne fortificata con mura e quattro porte, di cui oggi rimangono solo Porta Nova e Porta San Demetrio. Nel Medioevo, il fulcro della vita pubblica e commerciale era invece Piazza del Moro. La città raggiunge il suo massimo splendore durante il Rinascimento, quando il centro viene spostato in Piazza Libertà. Molte sono le testimonianze di questa lunga storia. Scopriamole insieme con una passeggiata nel centro storico.

Una visita al centro storico

Via della Cattedrale taglia in due il centro di Ostuni. Percorrendola verso la parte alta della città, si arriva in Piazza del Balio, su cui si affaccia la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Costruita nel XV secolo per volere di Ferdinando d’Aragona prima e di Alfonso II, sovrani del Regno di Napoli, si presenta con uno stile che coniuga il gotico con la scuola veneta. Il suo rosone è il secondo più grande in tutta Europa. L’interno, invece, è diviso in tre navate separate da colonne, alcune cappelle riccamente decorate e un soffitto dipinto.

Centro culturale e sociale di Ostuni è la splendida Piazza della Libertà, sulla quale si affacciano numerosi locali e alcuni dei principali monumenti. Tra questo spicca, l’Obelisco di Sant’Oronzo, alto quasi 21 metri, costruito nel 1771 come ex voto per la protezione del santo contro carestie ed epidemie che avevano colpito i territori circostanti. Sulla cima si trova la statua di Sant’Oronzo che ancora vigila su Ostuni.

Sulla piazza si affaccia poi la Chiesa di San Francesco, tra le più importanti della città. Risale al 1304 ed è in stile gotico, anche se alcune importanti modifiche sono state operate nel Seicento e nella seconda metà del Settecento. Il suo interno, a una sola navata, spicca per la bellezza degli stucchi e per le statue lignee databili tra il XVII e il XVIII secolo, e per la tela di Luca Giordano. Nel vicino ex convento francescano si trova invece la sede del Municipio.

Lungo il perimetro della piazza si trova anche la Chiesa dello Spirito Santo, con il suo portale del XV secolo decorato con bassorilievi tardogotici. Al suo interno si trovano le statue di Sant’Oronzo dei Seicento e della Madonna del Buon Consiglio. Una curiosità: nella chiesa si celebrano molte funzioni in inglese per venire incontro alle esigenze dei cittadini di origine anglosassone, di cui esiste una numerosa comunità.

Merita una visita anche la maestosa chiesa di San Giacomo in Compostela, fatta costruire dalla nobile famiglia Caballerio nel Quattrocento. Percorrendo dalla piazza un tratto di via della Cattedrale, si arriva poi al Museo Civico, ospitato all’interno dell’ex monastero di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, che conserva reperti archeologici dall’età dei Messapi al Medioevo all’età Moderna e altri provenienti dalla Grotta di Agnano.

Prendendo a destra da Piazza della Libertà e continuando su via Presidente Cucci si arriva invece, alla Chiesa della Madonna della Grata, a valle del centro storico. La sua storia è legata a un miracolo che la Vergine avrebbe compiuto nel Settecento su un uomo, costretto a camminare curvo a causa di una malformazione alla schiena. Recatosi al santuario a pregare la Madonna, ottenne da esso la grazia e se ne tornò a casa ritto. Per celebrare l’evento, ogni prima domenica di agosto, Ostuni festeggia con una spettacolare processione.

Da vedere appena fuori città

Prendendo la SS16 in direzione di Fasano, in dopo appena 4 km si arriva al Parco Archeologico Naturale di Santa Maria di Agnano. Qui si trova la grotta che ha permesso di documentare la storia del culto di una divinità femminile risalente a tremila anni fa. Gli scavi hanno riportato alla luce anche due sepolture e molti reperti risalenti al Medioevo.

Prendendo invece la SP19 o la SS16, in circa 18 minuti si arriva invece al Parco delle Dune Costiere che si estende per 8 km di costa e 1100 ettari e ospita diversi habitat per il recupero e la conservazione di animali e specie vegetali. I sentieri, ben segnalati, sono ideali per passeggiate ed escursioni, che consentono di visitare anche diverse masserie.

Le spiagge più belle

Calette sabbiose, spiagge e coste a strapiombo su un mare dalle acque cristalline caratterizzano i 17 km della Marina di Ostuni. Tra le spiagge più belle c’è Torre Pozzelle, a circa 7 km dal centro storico che spicca per la suggestiva torre d’avvistamento cinquecentesca che sorge a ridosso del litorale, caratterizzato da scogliere e formazioni rocciose.

Per chi preferisce le spiagge più sabbiose e tranquille c’è la bella Rosa Marina, immersa nella macchia mediterranea, oppure Costa Merlata, che deve il nome alla sua linea frastagliata, che crea piccole e silenziose calette. A 10 km da Ostuni si trova anche la spiaggia di Creta Rossa, che si affaccia su acque incredibilmente azzurre che si possono raggiungere attraverso una scalinata naturale. Proprio come una piscina.

Tra Carovigno e Brindisi, a circa 25 minuti da Ostuni, si trova invece la spiaggia di Torre Guaceto, formata da una parte più selvaggia e rocciosa e da una più sabbiosa, ideale per il relax e lo snorkeling.

Spostandosi invece a nord rispetto al centro storico si arriva alla spiaggia del Pilone con la sua imponente torre aragonese e le dune di sabbia dorata che la rendono un luogo suggestivo e rilassante. Chi ama gli sport acquatici può invece scegliere la spiaggia di Gorgognolo, i cui fondali marittimi sono ricchi di fauna marina, a circa 9 km da Ostuni .

Nelle vicinanze di località Villanova si trova poi la poco frequentata Cala Quarto di Monte dalla spiaggia soffice e dalle acque azzurrissime, ideali per chi vuole ritagliarsi una giornata di relax.

SECONDO GIORNO: Gita a Cisternino e a Carovigno

Vi proponiamo due alternative per trascorrere una giornata alla scoperta delle bellezze nelle vicinanze di Ostuni. In appena 20 minuti, percorrendo la SP 17, si arriva a Cisternino, borgo insignito della Bandiera Arancione del Touring Club. Alla cittadina, che si affaccia sulla Valle d’Itria si accede dalla Torre di Porta Grande, sormontata dalla statua di San Nicola.

Nel centro storico si possono ammirare le dimore nobiliare, tra cui spicca il Palazzo del Governatore, il Palazzo Vescovile e Palazzo Ricci Capece, con la sua Torre del Vento. Nelle vicinanze si trova anche la Chiesa di Sant’Antonio e di San Quirico con l’annesso convento dei Cappuccini.

E, siccome la Pasqua si avvicina, vi consigliamo di recarvi, il Lunedì di Pasqua, presso il Santuario della Madonna d’Ibernia, dove ogni anno, si assiste al rito dell’u’chrruchl in cui la popolazione porta come segno propiziatorio un dolce che ha la forma di borsetta con due uova sode per gli uomini e di bambola con un uovo sodo nel grembo per le donne.

Prendendo invece, la SS116, in circa 15 minuti si arriva a Carovigno, a 8 km da Ostuni. Anch’esso di origini antichissime, spicca per un suggestivo centro storico, dominato dal Castello Dentice di Frasso, salendo sul quale si ammira uno splendido panorama della costa, fino a Brindisi. Infine, non dimentichiamo di gustare, durante le soste per il pranzo e la cena, i piatti di terra e di mare della tradizione pugliese.

Che cosa gustare

Tra i primi piatti, da non perdere le tipiche orecchiette con le cime di rapa, di cui trovate qui sotto la ricetta, oppure nella versione al sugo di pomodoro, cacio ricotta grattugiato e foglie di basilico. Ottima anche la frittata alla menta, con foglie di mentuccia, le melanzane alla parmigiana, oppure il cappello, un timballo a base di melanzane e zucchine fritte, carne, uova sode e formaggio.

Verdure, legumi e ortaggi sono i protagonisti di secondi e contorni, ma anche di minestroni e zuppe. Come la ‘ncapriata, una crema di fave secche bollite a cui si aggiungono cime di rapa o cicoria cotte a parte, con un filo di olio extravergine di oliva. Ottime anche le melanzane ripiene al forno e i carciofi fritti.

Da non perdere i formaggi, a base di latte ovino e caprino, come il cacioricotta, il canestrate e la ricotta forte, da mangiare da soli o per accompagnare i piatti tradizionali. Dal mare arrivano i frutti di mare, come cozze, vongole, ricci, ma anche polpi, seppie, alici, sarde, sgombri e merluzzi, ingredienti base di piatti come linguine allo scoglio, alici marinate, polpo in brodo di cipolle e ghiotte fritture.

Da gustare sul posto, ma anche da portare a casa, ci sono i taralli, anellini di pasta cotta al forno e aromatizzata con olio di oliva, peperoncino, spezie, oppure nella versione dolce. E, a proposito di dolci, la pasticceria pugliese è ricca di produzioni a base di mandorle, miele, ricotta, frutta secca e marmellate, ma anche noci e fichi.

Infine, parlando di prodotti tipici, un’eccellenza del territorio è l’olio extravergine di oliva DOP “Colline di Brindisi” dal sapore dolce e poco acido. Tra i vini più apprezzati ci sono invece l’Ostuni e il Martina tra i bianchi, mentre, tra i rossi, l’Ottavianello DOC.

 Orecchiette con cime di rapa

 Ingredienti

  • 300 gr di orecchiette
  • 1 kg di cime di rapa
  • 4 filetti di acciughe
  • 4/5 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • Peperoncino q.b.
  • Sale
  • 2 spicchi di aglio

Lavate e pulite le cime di rapa eliminando le parti più dure. Prendete poi una pentola molto ampia e mettete a bollire acqua e sale. Quanto l’acqua sarà a bollore, aggiungete le cime di rapa. Quando saranno ammorbidite, aggiungete anche le orecchiette, in modo che prendano il gusto del condimento. Nel frattempo, in una padella preparate un soffritto con i due spicchi di aglio pestati, i quattro filetti di acciughe e l’olio EVO. Soffriggete finché le acciughe non si saranno sciolte, poi aggiungete il peperoncino a piacere. Quando le orecchiette e le cime di rapa saranno cotte, scolatele e aggiungete al soffritto nella padella. Fate saltare il tutto per un paio di minuti e servite calde.

COME ARRIVARE

Il modo più veloce è volare a Bari o a Brindisi. Tra le compagnie ci sono Easyjet, Ryan Air, Alitalia, Vueling. Da Bari, si prosegue in auto prendendo l’E55 Brindisi-Lecce per circa 60 km. Si prende l’uscita Ostuni e seguire le indicazioni. Da Brindisi, prendere la E55 in direzione di Bari, poi uscire a Ostuni. Chi invece vuole effettuare tutto il viaggio in auto, percorrere la A14 Adriatica, con uscita Bari Nord, poi proseguire in direzione di Brindisi. Seguire poi la SS16 Bari-Brindisi e uscire a Ostuni-Villanova e seguire le indicazioni per Ostuni.

 DOVE MANGIARE

*Osteria del Tempo Perso, via Tanzarella Vitale 47, Ostuni, tel 831/304819, www.osteriadeltempoperso.com Ricavato in una grotta del Cinquecento, offre un menù di piatti tipici pugliesi di terra e di mare, serviti in una sala museo con utensili agricoli alle pareti. Prezzo medio pp. € 44.

*La grotta degli Avi, via Galileo Galilei 13, Ostuni, tel 333/1292341, www.lagrottadegliavi.it Locale ricavato in un ex frantoio del Settecento, con pareti in pietra. Offre un menù di piatti della tradizione pugliese tra cui orecchiette con cime di rapa, melanzane ripiene, polpette, e pizze cotte nel forno a legna. Prezzo medio pp € 20.

DOVE DORMIRE

*Ostuni Palace****, Corso Vittorio Emanuele 218, Ostuni, tel 0831/338885, www.ostunipalace.it Bella struttura con SPA con idromassaggi, sauna, bagno turco e sala massaggi, a pochi minuti a piedi dal Museo Civico e dalla Cattedrale. Le camere sono arredate in stile tradizionale e dotate di WiFi gratuito, minibar, TV a schermo piatto. Alcune godono di una splendida vista sulla città. Doppia con colazione da € 142.

*Città Bianca Country Resort***, C.da Vallegna, Ostuni, tel 0831//301123, www.cittàbiancahotel.com Resort in bella location circondata dagli ulivi. Dispone di due ristoranti, due bar e due piscine scoperte. Inoltre, vasca idromassaggio e parco giochi. Le camere sono ampie e accoglienti con WiFi gratuito, TV a schermo piatto e minibar. Doppia da € 60.

INFO

www.comune.ostuni.br.it/




Relax in Salento tra mare cristallino e macchia mediterranea

Il Salento è oramai una meta turistica fin troppo affermata e affollata nei mesi estivi, ma riserva ancora molte piacevoli sorprese al visitatore green che non si accontenta di visitare le mete più note. Come la Riserva Naturale Le Cesine, non lontano da Lecce, una vasta area verde con stagni, dune, canali di bonifica, bosco misto e macchia mediterranea dove sostano gli uccelli migratori, affacciata su una lunga spiaggia di sabbia bianca raggiungibile solo a piedi.

Si tratta di un ambiente umido tra i più conservati e importanti dell’Italia meridionale, ultimo superstite della vasta zona paludosa e boscosa che si estendeva da Brindisi ad Otranto. Il mare, spesso mosso dalla tramontana, è ancora cristallino e conserva importanti colonie di poseidonia.

Nell’immediato entroterra si alloggia nel nuovissimo Relais Masseria Le Cesine, un’antica masseria ristrutturata, immersa in un uliveto, con camere, piscina, sala ristorante e SPA. Tra i piatti di pesce più interessanti della cucina salentina i tagliolini ai ricci di mare, una vera poesia se pre- parati bene, ovvero senza panna e con una porzione generosa di ricci.




Un weekend in Salento tra mare cristallino e street food

D’estate, si sa, si va alla ricerca di spiagge da sogno e di località da ammirare ma anche di cibi prelibati da assaggiare. Il Salento è ormai una delle zone del sud Italia che attira turisti da tutto il mondo. Ecco perché oggi vi consigliamo una vacanza in Puglia, tra mare cristallino e cibi locali.

L’alimento italiano per eccellenza, uno dei patrimoni dell’umanità per l’Unesco, è la pizza, che può essere preparata in forme e ricette diverse a seconda della regione italiana in cui ci trova. La pizza nasce a Napoli come tutti sanno, ma tradizioni e influenze regionali hanno dato vita a pietanze simili, legate alla terra di appartenenza. SlowWays (un tour operator che propone viaggi a piedi e in bicicletta lungo i grandi cammini e i percorsi più belli in Italia ed Europa) suggerisce un percorso di otto giorni in Salento e un pasto a base di “pizzica rustica salentina”, una delle accezioni della pizza di cui parlavamo.
Ecco il percorso previsto da SlowWays:
Giorno 1: Otranto
Giorno 2: Percorso ad anello lungo il fiume Idro, 7,5 km
Giorno 3: Da Otranto a Porto Badisco, 12,5 km
Giorno 4: Da Porto Badisco a Santa Cesarea Terme, 12,5 km
Giorno 5: Da Santa Cesarea Terme a Marittima, 11,5 km
Giorno 6: Da Marittima a Marina Serra, 13,5 km
Giorno 7: Da Marina Serra a Gagliano del Capo e treno fino a Lecce, 12,5 km
Giorno 8: Lecce
Per maggiori informazioni, visitate il sito www.slowways.eu

La pizza rustica salentina ha una ricetta antichissima, che ancora oggi si riproduce e si tramanda di generazione in generazione, e che potrete assaggiare ovunque in questa terra meravigliosa. Per chi volesse provare a prepararla una volta tornati a casa dopo le vacanze, ecco la ricetta.

Per la Pasta

    • 400 gr farina di semola di grano duro
    • 1 cubetto di lievito di birra
    • olio extravergine di oliva
    • acqua e sale q. b.

Sciogliete il lievito in un mezzo bicchiere d’acqua e unitelo alla farina. Aggiungete un po’ di sale, un paio di cucchiai d’olio e acqua. Rendete l’impasto omogeneo. Una volta ottenuta la giusta consistenza mettete l’impasto in un recipiente largo e alto, ricopritelo e riponetelo in un posto caldo, per circa un’ora e mezza.

Per il ripieno

      • 250 gr di olive nere senza nocciolo
      • 50 gr di capperi
      • 3 cipolle bianche
      • pomodorini rossi
      • alici (o tonno)

Fate soffriggere in una padella con dell’olio i pomodorini tagliati a pezzetti, i capperi e le cipolle tagliate sottili. Dividete in due l’impasto e adagiate una parte su una teglia con dell’olio. Versate sulla pasta il soffritto aggiungendo le olive e le alici o il tonno. A questo punto stendete l’altro strato di pasta e chiudete bene i bordi. Bucherellate poi la parte superiore. Versate un filo d’olio ed infornate per un’ora a 180° in forno (precedentemente riscaldato). A questo punto potrete servire la vostra pizzicata rustica salentina.




ITALIA PIU’: PORTO SELVAGGIO, DOVE IL MARE E’ DAVVERO PIU’ BLU

PERCHE’ ANDARCI:

Nel comune di Nardò, il Parco Naturale di Porto Selvaggio, di 1.122 ettari, offre uno spettacolo unico tra il profumo di resina e il canto delle cicale, la pineta di 300 ettari e la vegetazione della macchia mediterranea. Istituito area naturale protetta della Regione Puglia dal 2006, inserito nel 2007 dal FAI (Fondo Ambientale Italiano) nell’elenco dei “100 luoghi da salvare”, il Parco si affaccia sulla costa a metà tra Porto Cesareo e Gallipoli. Considerato uno dei litorali più puliti d’Italia, merita più volte le 5 vele per le acque cristalline.

 

DA VEDERE:

Tre i siti di interesse, su una costa di sette chilometri: la Palude del Capitano, Torre Inserraglio e La Baia di Uluzzo, oltre a cavità e grotte carsiche come Grotta di Torre dell’Alto, Grotta Capelvenere, Grotta del Cavallo e Grotta di Uluzzo. Le particolari specie di flora e fauna marina sono ideali per le gite subacquee, mentre a pochi metri dal litorale si notano costruzioni simili a trulli in pietra scura, detti  “furnieddhi”, nati come deposito per gli attrezzi agricoli.

DOVE DORMIRE:

Villa Scinata Guest House Strada Santa Caterina, 53, 73048 Nardò (LE) +393287784390 www.scinata.com

Villa Scinata Guest House si trova a Santa Caterina (Nardò) è un’antica dimora degli inizi del secolo scorso con un parco di 5 ettari

Hotel 33 Baroni**** via Giuseppe Mazzini, 23, 73014 Gallipoli (Lecce) – Italy tel. +390833263227 http://www.hotel33baroni.it

Perfetto per chi ama la movida di Gallipoli, a 300 metri dal centro storico, l’Hotel 33 Baroni è un palazzo ristrutturato recentemente e dotato di tutti i comfort e i servizi.

DOVE MANGIARE:

Ristorante Corallo Lungomare Lamarmora 105 – Santa Maria al Bagno – Nardò (Lecce), +39 0833 573603 http://www.corallohotelristorante.it

A Santa Maria al Bagno il Ristorante Corallo offre portate di pesce fresco locale, specialità di crudo, cotto e pizze.

Hostaria Corte Santa Lucia Via Santa Lucia, 46 Nardò +39.0833.835275  http://www.cortesantalucia.com

Rustico ed elegante l’ambiente di Hostaria Corte Santa Lucia, ubicata in un’antica e tradizionale casa di corte di Nardò, dove è possibile sperimentare una cucina tradizionale rivisitata.

 

Per maggiori informazioni visitate il sito: www.comune.nardo.le.it




Vivosa Apulia Resort, l’unico ecoresort “antistress” d’Italia

Già la sua magnifica posizione, la splendida costa ionica del Salento, sarebbe di per sé un buon motivo per trascorrervi un soggiorno all’insegna del relax. Tuttavia, il Vivosa Apulia Resort di Marina di Ugento, in provincia di Lecce, vanta il primato di unico resort in Italia, e tra i primi nel mondo, a essere certificato come “struttura antistress”.

A valere la certificazione contribuiscono lo scenario naturale in cui è immerso il resort, la rigogliosa pineta del Parco Naturale regionale Litorale di Ugento, ma anche i programmi wellness, che trovano espressione non sono nei percorsi e nei rituali della Spa, ma anche in spiaggia, a tavola, durante l’attività fisica e in ogni momento della giornata.

Il resort a quattro stelle è disposto su diverse corti, realizzate in caratteristica pietra locale, attorno alle quali si aprono le stanze, tutte provviste di giardino o balcone. A disposizione degli ospiti ci sono due ristoranti: ‘A Puteca, dove sperimentare un viaggio nei sapori tradizionali della Puglia sotto la guida dell’Executive Chef Mario Romano, e Via Appia, con formula buffet. Non mancano nemmeno una piscina con quattro vasche, una spiaggia attrezzata che si affaccia sul mare cristallino del Salento, una pineta e un’area fun & sport.

Il Vivosa Apulia Resort è attrezzato per garantire relax, divertimento e benessere a una clientela variegata, dalle coppie alle famiglie con bambini, ma è anche la location ideale per team building, convention e meeting, sia per gli spazi a disposizione che per le esperienze proposte, dalle outdoor meeting room ai programmi antistress.

Il benessere comincia dal cibo…

Il cibo deve essere un piacere, ma deve andare a braccetto con la salute. Per questo, al Vivosa Apulia Resort la buona cucina salutare è parte fondamentale dei programmi antistress e wellness. Grazie al progetto Energy Cooking, nato in collaborazione con la Nutritional Cooking Consultant Paola Di Giambattista, il binomio alimentazione-salute si traduce in una proposta alimentare creata su misura, con gusti sempre nuovi da scoprire al buffet.

La proposta healthy food preveder un focus attento sul mangiare equilibrato, sano, ma ricco di nutrienti e di energia, abbinato a una serie di attività, tra cui i laboratori Green Life sul recupero e il riciclo creativo in cucina, Kitchen with Love per imparare a cucinare ricette vegetariane e vegane, From Kitchen to Beauty, per creare ricette di bellezza basate sugli alimenti, oltre a percorsi di degustazione personalizzati per mangiare in maniera sana e informata.

…e continua nella Spa

Relax vuol dire anche coccole e volersi bene, con un occhio alla natura. La Spa del Vivosa Apulia Resort propone un ambiente con area umida a diverse temperature e gradienti di umidità, piscina idromassaggio en plein air, docce emozionali e cromoterapiche, cabine per i trattamenti ispirati ai chakra, cosmesi vegetale e prodotti a km 0.

Il trattamento distintivo è il Sixth Sense Ritual Massage per ispirare e stimolare tutti i sensi, nell’ottica di un viaggio alla scoperta di sé, ma anche per vivere un’esperienza extrasensoriale. E per chi ha problemi di insonnia, c’è il Tranquillity, un vero e proprio rituale del sonno con prodotti organici e naturali, per recuperare un sano rapporto con il dormire.

Benessere a misura di aziende

Struttura eco-friendly riconosciuta da Ecoresort e Gold Travel Life, il Vivosa Apulia Resort ha lanciato il brand Unique Antistress Quality, un sistema che certifica la politica antistress delle aziende con cui lavora e testimonia il loro impegno nei confronti dei lavoratori e del loro benessere.

Per farlo, ha ideato un’offerta antistress innovativa, a cura dell’Antistress Academy, che prevede diversi step, dalle mind activities all’alimentazione salutare, dai programmi wellness a workshop a tema. Ogni programma è costruito ad hoc sulle caratteristiche delle persone che vi prenderanno parte e del contesto lavorativo in cui si trovano, ma sono tutti accomunati da una serie di attività, che spaziano dalle arti orientali, come yoga e qi gong, a speciali sessioni di minfullness, dall’esercizio fisico nella natura, tra cui golf e nordic walking, alla food terapy. Il tutto con un occhio al basso impatto ambientale delle attività.

Non mancano, poi, spazi più “tradizionali”, come un centro congressi da 500 persone, sei sale polifunzionali e versatili, inclusa la Sala Messapica, divisibile in quattro spazi attrezzati, un grande foyer con caffè e una serie di spazi espositivi e salette minori per eventi collaterali.

All’esterno di trova poi il Damiano’s Garden, un’area di 1200 mq per eventi speciali e show cooking. Sempre all’aperto si trovano anche le innovative Outdoor Meeting Rooms, spazi in esterna e immersi nel verde del parco, pensati per seminari e workshop, come punto di appoggio durante attività sportive e di team building e in generale per una totale immersione in uno scenario naturale incontaminato.

Sport sì, ma nel rispetto della natura

Al Vivosa Apulia Resort anche lo sport è amico della natura e rispettoso dell’ambiente. Per esempio, c’è l’eco golf in cui, rispetto al golf tradizionale, si limita l’intervento sul terreno rispettandone la conformazione naturale. Si può giocare in spiaggia o in pineta, utilizzando mazze e palline biodegradabili e commestibili per i pesci.

Sempre in pineta c’è anche un Parco Avventura, dove mettersi alla prova tra passerelle, ponti e carrucole sospese tra gli alberi, per ammirare il paesaggio da un’altra prospettiva.

A giugno e a settembre c’è l’International Wellbeing Meeting Point

Dal 19 maggio al 2 giugno e dall’8 al 23 settembre, il Vivosa Apulia Resort ospita la terza edizione dell’International Wellbeing Meeting Point del Salento, la rassegna internazionale per parlare di salute e benessere con la partecipazione di ospiti e relatori internazionali.

Sotto la guida dell’Antistress Academy si potrà assistere e partecipare a meeting, eventi e attività inerenti il wellbeing, focus specifici sulle attività antistress, food therapy, healthy food, energy cooking, arti orientali, eco golf, mind activities, spa treatments e rituali emozionali, trattamenti benessere innovativi, misurazione dello stress, antistress per bambini e lezioni ricreative.

INFO

Vivosa Apulia Resort

Via Vicinale Fontanelle, Marina di Ugento (LE)

Tel. 0833/931 002, info@vivosaresort.com

www.vivosaresort.com




Weekend al Vivosa Apulia Resort: le Maldive del Salento

Per chi desidera scoprire angoli di paradiso non troppo lontani da casa perché non optare per un angolo di Puglia? A Ugento, in provincia di Lecce, nel profondo Salento, sorge il Vivosa Apulia Resort: un eco-resort quattro stelle in un parco naturale, tra dune di sabbia e mare cristallino. L’atmosfera è magica, la posizione è perfetta e i servizi sono tanti.

Primo e unico “Antistress Resort” in Italia, Vivosa Apulia Resort realizza piani personalizzati per ogni singolo ospite in base ad una misurazione scientifica dello Stress attraverso il metodo EASE. L’intero Resort è dedicato alla formula Antistress, integrando offerta gastronomica naturale e bilanciata ad attività fisiche mirate, sedute yoga, pilates, meditazione e trattamenti tonificanti e rilassanti.

Il raffinato Resort è in totale armonia con l’ambiente circostante e offre soluzioni per una vacanza adatta a tutta la famiglia. Relax e benessere per i più grandi e molte attività dedicate ai bambini: miniclub, campo Scout, parco giochi, giochi d’acqua in un’apposita piscina, laboratori di teatro, orto didattico e tante altre. Tra gli highlight c’è l’Ecokidspass, un nuovo modo per fare giocare i bambini a contatto con la natura. Tutto al Vivosa è “family friendly” come ad esempio il menù dedicato ai più piccoli nel ristorante principale.

La grande SPA di 800 mq è una vera e propria oasi naturale, la cui filosofia è utilizzare i più pregiati prodotti del territorio per regalare un piacere assoluto. L’offerta della SPA prevede numerosi percorsi benessere e comprende tra le altre cose: biosauna, sauna finlandese, hammam, docce emozionali, cromo-aromaterapia, un’ampia area relax e piscine idromassaggio. Tutto perfetto per lasciarsi alle spalle lo stress del lavoro e della città.

Il Salento poi non delude certo le aspettative culinarie. Il resort prevede la possibilità, oltre che di assaggiare ottimi piatti della cucina regionale e internazionale nel ristorante ‘A Puteca, anche di partecipare a laboratori sull’Energy cooking, corsi di cucina, degustazioni di prodotti tipici e dimostrazioni di preparazioni di specialità locali, come formaggi e pasta fatta in casa, regalando agli ospiti le emozioni gastronomiche del Salento a 360°. Attenzione è posta poi su tutti i tipi di diete e intolleranze alimentari. Nell’healthy corner, che include una proposta variegata di alimenti per rispondere alle esigenze degli ospiti che desiderano mantenere in vacanza le proprie abitudini ed una dieta sana e equilibrata, non poteva mancare il buffet vegano.

Ma la vera preziosità del Vivosa Resort è la natura che circonda questo pezzo di Maldive che si slancia nel mediterraneo, nel mare che i romani chiamavano Nostrum.

VIVOSA APULIA RESORT

Via Vicinale Fontanelle, Marina di Ugento (LE)

Tel. +39 0833 931 002

info@vivosaresort.com

www.vivosaresort.com




RISTORANTE DUE CAMINI,SALENTO

RISTORANTE DUE CAMININI BORGO EGNAZIA
a Savelletri di Fasano (BR) Tel. 080 2255000
ACCURSIO CRAPARO

fonte: www.altissimoceto.it
fonte: www.altissimoceto.it

Il raffinato ristorante gourmet del relais pugliese (che è anche masseria e azienda agricola) Borgo Egnazia, dove lo chef Stefano Santo reinterpreta e rivisita in maniera creativa le ricette della cucina regionale del salento.

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Le sue origini del salento si ritrovano nei suoi piatti (molti dei quali preparati con ingredienti a km zero), con sapori delle materie prime delle zone di mare, insieme alle contaminazioni di note e aromi provenienti da lontano, soprattutto dall’Asia.

DA VEDERE

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Altra alternativa gastronomica, sempre nel Relais, è la più informale Pescheria da Vito, situato a cinque minuti a piedi da Borgo Egnazia in una location unica direttamente sul mare del salento. Quanto ai luoghi di interesse, visitate la bella Fasano e le rovine romane di Egnazia.