Weekend in Portogallo: la magia di Lisbona, gli splendori di Sintra e i meravigliosi vini portoghesi

 

I celeberrimi ‘pasteis de nata’, iconico dolce di Lisbona. Uno tira l’altro. Foto© Cesare Zucca

by Cesare Zucca —

SPECIALE MARZO IN THE WORLD: PORTOGALLO

A tavola siete dei buongustai? Apprezzate un bicchiere di vino buono?
La seconda tappa del nostro tour in giro per il mondo vede protagonista il Portogallo! Quindi, cosa ne dite di programmare uno (o più) weekend portoghesi all’insegna del bello, del gusto e dell’ottimo vino? Certamente!  Iniziamo alla grande con Lisbona, Sintra, il suo territorio e i suoi ricchi vini.

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I vini della regione di Lisbona sono prodotti dalle varietà più tradizionali della viticoltura portoghese. Grazie agli svariati microclimi della regione, vengono prodotti vini molto diversi e di alta qualità.
Ci sono nove vini DO (denominazioni di origine) nella regione di Lisbona: Colares, Carcavelos e Bucelas (a sud della capitale), Alenquer, Arruda, Torres Vedras, Lourinhã e Óbidos (al centro della regione di Lisbona) e Encostas d’Aire (a nord, vicino alla regione di Beiras)I vini top
Ma soprattutto due zone vengono considerate delle vere e proprie eccellenze. La prima è Alenquer, dove le viti sono protette dai venti atlantici, favorendo la maturazione delle uve e la produzione di vini più concentrati..

Alenquer

La seconda è Colares dal territorio davvero unico. A causa della vicinanza del mare, il clima è rigido, con temperature moderate, forti venti marini e un’elevata percentuale di umidità dell’aria. Se esiste un vino con il mare nell’anima è quello di Colares. un vino davvero speciale, vale la pena andare fino all’Adega Regional de Colares e prenotare una visita e una degustazione per farne la conoscenza

Colares

Le degustazioni
Nel territorio di Lisbona troviamo tante cantine che offrono degustazioni , accompagnate da sfiziosità locali e spesso la possibilità di passare la notte nel loro bed n breakfast .Ottimi ingredienti per una visita eno-gastroomica a cui si aggiunge la genuinità, la simpatia, il sorriso e la squisita accoglienza della gente portoghese.
Secondo voi, non mi sono tolto lo sfizio di visitarne un paio?

Benvenuto a un tasting di vini portoghesi

Eccoci a Quinta do Monte d’Oiro ,a solo 20 km dall’oceano dove il vento costante e il microclima mediterraneo con influenze atlantiche, conferiscono ai vini grande freschezza, eleganza ed equilibrio. Nella produzione spiccano Quinta do Monte D’Oiro 2016 un bianco denso, strutturato e seducente., Quinta do Monte D’Oiro ExAequo 2015, sobrio e maturo, con aromi complessi di frutta matura e un tocco di liquirizia, Quinta do Monte D’Oiro Syrah 24 2016 un grande vino, fresco con note di cioccolato e spezie e sentori di frutta matura.

Quinta do Monte D´Oiro

Abbiamo parlato di mare? Se esiste un vino con il mare nell’anima è quello di Colares. un vino davvero speciale, vale la pena andare fino all’Adega Regional de Colares e prenotare una visita e una degustazione per farne la conoscenza.

vini della regione Colares

 Adega Regional de Colares, è nata nel 1931, è la più antica cantina cooperativa del Portogallo! Con una tradizione così antica e una tipicità così notevole la viticultura della regione di Colares diventa un importate elemento storico, il cui obiettivo principale è la protezione e la conservazione della Cultura del Vino Colares.

La spettacolare Adega Regional de Colares

Nella spettacolare contina ho incontrato l’enologo Francisco Figueiredo che mi ha illustrato i loro Ramisco ( rosso) e Malvasia (bianco). Ambedue vini rari, dato che la zona di produzione è limitata e le intemperie sono frequenti. Sono vitigni piantati nella sabbia e per essere protetti dall’ estrema influenza marittima, vengono riparati da palizzate di canne essiccate cucite con vimini. Così arrivano bianchi e rossi originali e straordinari, meglio se invecchiati. Sono vini ricercati da chi ama le rarità, ecco perché qui le visite e i tasting sono molto richiesti.

Ho chiesto a Francisco quali sono i migliori abbinamenti con alcuni piatti portoghesi e mi ha risposto che la Malvasia si sposa ottimamente con la calderaira, una zuppa di pesce con patate e verdure, cucinata, come vuole la tradizione, nella cataplana, tipica pentola caratteristica dell’Algarve, mentre il Gramisco è perfetto per la carne di agnello o un risotto con i porcini.

Preziosi Ramisco e Malvasia

Ma la regione di Lisbona ha molti più vini da scoprire e da provare !
Ottima ragione per indirizzarci verso Wines of Portugal la cui sede di Lisbona è proprio nella spettacolare Praca do Comenrcio . nel centro della città. La missione di Wines of Portugal è “promuovere l’immagine del Portogallo, come produttore di vino per eccellenza, valorizzando il marchio “Vinhos de Portugal/Wines of Portugal”, contribuendo a una crescita sostenuta nel volume e prezzo medio dei vini portoghesi”.

ViniPortugal dispone di due degustazioni in cui i visitatori sono invitati a fare un viaggio dal nord al sud del paese attraverso una degustazione di vini di varie regioni
Potrete scegliere tra la “ Degustazione self-service” da una selezione di 32 vini disponibili nelle macchine erogatrici. Non occorre prenotare.

La seconda invece è guidata e potrete degustare 4 diversi vini provenienti da diverse regioni vinicole del Portogallo. Le degustazioni hanno svariati temi ,tra cui “I Vini del Portogallo”, “Fuori dagli schemi”, “ Vini iconici. E’ richiesta la prenotazione.

DOVE MANGIARE A LISBONA
Non sono vegetariano, non sono vegano ma la curiosità di sperimentare il primo ristorante vegetariano di quel genio di Chef che è José Avillez era troppo forte….
Eccomi all’Encanto. il mondo vegetale incantato dove si celebra il lavoro di piccoli o locali agricoltori portoghesi e dove l’alta cucina e le verdure sono protagoniste. Una cucina senza carne né pesce, ma non vegana,, quindi in alcuni piatti appaiono anche uova e formaggi.

Ceramiche alle pareti , le preziose sedie in broccato, tra i dettagli dell’elegante Encanto

Esperienza nuova per lo stellatissimo Chef, al timone di oltre 20 ristoranti in Portogallo e in mezzo mondo.
Ho incontrato Josè Avillez per una piacevole intervista

Hola Josè, se non sbaglio ci troviamo dove prima c’era il tuo bistellato BelCanto, giusto?
Esatto. Tempo fa ho spostato BelCanto nella più grande location di fianco e questo spazio è diventato Canto, un ristorante con musica dove si alternavano alcuni dei i migliori artisti portoghesi come Ana Moura e António Zambujo
Poi venne il Covid, Canto chiuse e da poco l’ho riaperto con un nuovo progetto totalmente vegetariano che ho chiamato Encanto

Ad accompagnare gli snacks inizialei , ecco uno ‘spritz’ definitivamente portoghese: Porto Bianco, soda, buccia di arancio

Hola Josè, mi parli di questa tua nuova avventura?
Amò reinventarmi e mettermi continuamente in gioco , è stata una sorpresa anche per me abituato come dal caviale alle aragoste , dal bacalhau al coniglio, al carabineiro. Ho voluto sfidare me stesso per scoprire un mondo senza carne o pesce, concentrata sulle verdure. La cucina di Encanto punta su meno ingredienti, no proteine ma solo verdure del Portogallo, vicino a Lisbona e del Nord e del Sud del paese.
Portogallo anche nei  vini?
Certamene, ho voluto celebrare i vini portoghesi ma anche dare la possibilità di accoppiare i piatti a drinks anolcolici a base di verdure, fiori e frutta.

Hai recentemente lavorato a un menu 4 mani con un tuo collega italiano super stellato, Enrico Crippa, come è stata la esperienza?
Molto piacevole, Enrico è una persona adorabile. E’ stato piacevole affiancarlo nel menu, sperimentare la sua cucina e conoscere la sua famosa Insalata 21-31-41 , che mi fatto ricordare altri celebri piatti di verdure , come Gargouillou di Michel Bras e che senza dubbio è stata un invito a scoprire il mondo dei vegetali.

Confit di rosso d’uovo, topinambur, brodo di piselli, tartufo nero

il tuo primo ricordo in cucina?
Avevo 4 o 5 anni quando tornavo dalla scuola ero sempre super affamato e ricordo che mi infilavo in cucina e con un cucchiaio provavo tutto ciò mia mamma Fatima o nonna Lura stavano preparando. Era una cucina molto semplice e tradizionale, abitavamo vicino al mare quindi tanto pesce.

Pescatori a Cascais

Dove ti piace passare il weekend? Che auto guidi?
Una Jeep, utilissima per i miiei viaggi fuori città. Passo spesso le domeniche nei pressi di Cascais, li abbiamo una casa con un piccolo orto e mi diverto a cucinare il lunch per la mia famiglia e qualche parente.

Si, mi piace cucinare e trovo che significhi prendersi cura di chi ti è vicino, per questo apprezzo tantissimo i piatti che talvolta altri chef mi preparano. Adoro scoprire piccole tascas a conduzione familiare o meglio ancora se sono invitato a casa dai miei parenti, dove la cucina è veramente genuina.

I vini rigorosamente portoghesi di Encanto , che offre un menu degustazione unico, 100% vegetariano, con circa 12 momenti

L’arredamento, le luci, i colori e soprattutto il team: trovo che ci sia un’ atmosfera felice qui a Encanto
Grazie Cesare, è un magnifico complimento.
Spesso si guarda altrove o lontano dimenticandoci di vedere quello che ci sta vicino. In una società in cui è tutto sempre più veloce, spesso dimentichi l’umanità e l’ attenzione di prendersi cura degli altri.
Per me è essenziale che le persone con cui vivo e lavoro siano felici e che vada tutto bene.

Sorbetto di fragole , cocco e broccoletti

Shopping top per celebrare il “valor do tempo”
Dove iniziare uno shopping davvero “Made in Portugal”?
Certamente  con un caffe e un delizioso pastel de nata a A Brasileira , uno dei locali presidiati dal gruppo O Valor do Tempo , la cui missione è di promuovere il meglio che il Portogallo ha da offrire al mondo a partire dall’artigianato fino alla gastronomia .

A Brasileira do Chiado  è uno dei caffè più antichi ed emblematici di Lisbona, punto d’incontro degli intellettuali del passato,  Aperta nel 1905, fu teatro di numerosi raduni intellettuali, artistici e letterari, o “tertúlias” e anche il luogo dove si trovavano spesso scrittori e artisti come Fernando Pessoa o Almada Negreiros. Qui è nata la  “bica” ( il caffè espresso di Lisbona)) che sarebbe un’abbreviazione di “bevilo con lo zucchero” (“beba isto com açúcar”),

Nella centenaria Joalharia do Carmo, potrete apprezzare i delicati gioielli realizzati con la tradizionale filigrana d’oro e d’argento, mentre l’artigianato locale è rappresenato dalle statuette del Figurado de Barcelos, dove grazie alle creazioni di maestri ceramisti, la tradizione e la vita quotidiana diventano esponenti di una pop-art che regala sfumature di anima e colore portoghesi e definisce l’identità di un popolo.

Come resistere a una scatoletta delle iconiche sardine portoghesi?
Fantasiiose, bizzarre, coloratissime, le troverete nelle scatolette di Comur definito “Il fantastico mondo della Sardina” Qui , le “regine del mare” vi aspettano, preparate in mlle modi, al naturale, marinate, grigliate, alle verdure, e perfino datate con il vostro anno di nascita.

Valor do Tempo si occupa anche di musei , beh non proprio uno tradizionale … è il Museo da Ceveja , nella spettacolare piazza Terreiro do Paço. Il museo e il ristorante  offrono cultura, gastronomia e un viaggio tra i sapori delle birre portoghesi.,mostrando con orgoglio l’eredità del Portogallo celebrando le numerose birre prodotte nelle varie regioni del paese.Casa Pereira da Conceição  fin dal 1933 è una delle case da tè e caffè più caratteristiche di Lisbona. Il piacevole aroma di tè e caffè, presentato con cura in sontuosi mobili di oltre 150 anni, invitano i visitatori a provare anche i famosi Ovos Moles de Aveiro e i tradizionali Raivas De Aveiro.

Silva & Feijóo è un negozio secolare in Rua dos Bacalhoeiros a Pombaline, Downtown Lisbona. Oltre alla radizionale pasticceria, offre un’ampia selezione dil: caffè, vini, oli d’oliva e pasticceria regionale, ma anche artigianato, saponificazione e profumi per il corpo e per la casa e souvenir.

Il top ?
Casa Portuguesa do Paste de Bacalhau  dove potrete gustare un autentica specialità: una deliziosa maxi crocchetta ripiena di baccalà e formaggio Serra da Estrela. preparata sotto i vostri occhi.

Ecco il pastel…troppo buono!

La sua forma ovale ricorda quella delle quenelles.. Da gustare come contorno di un antipasto, per accompagnare riso al pomodoro oppure insalata di fagioli. e come street food, come appetitoso spuntino ’on the road’

Oltre alla centralissima Casa di Lisbona, in Rua Augusta 106, ha da poco aperto i battenti la suggestiva Casa di Gaia, al di fiume , in una location storica: la sede delle Cantine di Porto, dove un tempo le barche “rabelo” scaricavano le botti di vino. Vi aspetta un vero paradiso di profumi e colori oltre al ghiotto pastel che qui si gusta con un tradizionale bicchiere di porto. mentre all’atmosfera e…alla musica dal vivo, ci pensa un favoloso organo a canne portoghese del XIX secolo. Un’esperienza unica che risveglia i sensi, un esclusivo omaggio alla terra e al mare.

Casa Portuguesa do Pastel a Gaia

DOVE DORMIRE A LISBONA

Hotel Lumen
Nuovo di zecca, centrale, ben servito dai mezzi e a due passi dalla metropolitana.
Arredamento essenziale e elegante  un piacevole  giardino-patio dove alla sera  si anima uno spettacoare Light Show, dove grafiche e immagini luminose davvero strabilianti raccontano la storia della citta.

Un momento del suggestivo Light Show nel giardino di Lumen

Tutte le camere sono dotate delle più moderne tecnologie (come tablet e prese USB) e letti extra ampi per offrire agli ospiti il massimo del comfort che offre anche una piscina panoramica, la palestra, le sale riunioni e spazi di co-working.

Hotel Lumen Lisboa

Da poco ha aperto il suo ristorante Clorofila, guidato dallo Chef Celso Dias che propone un menu eclettico, ricco di citazioni della tradizionale cucina portoghese , rivisitata con fantasia. A cominciare dalle iconiche crocchette, originariament piccoline, riproposte da Dias in versione doppia, perfetta per due ospiti , che cosi ne discuteranno il sapore,

Il ‘bacalhau’ di Dias accompagnato da un rosè Herdade do Esporao prodotto con un taglio di uve Castelão, Moreto e Trincadeira, dai vigneti dell”Alentejo

E’ infatti , “share and talk” , lo slogan di Clorofila.
“Ho voluto riprendere la vecchIa tradizione delli ristoranti portoghesi, mi racconta Dias, dove al centro della tavolata veniva servito un grande piatto da cui tutti i commensali attingevano, gustavano e ne discutevano. qui facciamo lo stesso perché è importante condividere e parlarne”

Celso Dias ‘in action’ : la sua creme brulè , sorbetto al mojito e crumble al cioccolato.

Nel menu appaiono le tipiche le saladas portuguesas servite in un trittico di polpo, tonno e uova di pesce. Non può mancare il bacalhau, cucinato in coccio e tradizionalmente servito con patate, mentre i cavoli sono stati sostituiti da pok choi.

saladas portuguesas

Molti piatti sono stati ispirati dalla genuina cucina di mia Mamma Vitorina, aggiunge Dias, compreso il tradizionale stile “patinisca” ,che ho adottato trasformandolo in un ricco piatto di vongole fritte e riso al lime”

Lo stie ‘ patinisca’ adottato per le vongole, accompagate da riso al lime e mayonnese.

Gli spendori di Sintra
Lasciamo Lisbona con il treno che parte dalla meravigliosa stazione di Sao Bento,un tripudio di azulejos, la classica piastrella portoghese che per secoli ha rivestito e riveste tuttora le pareti di edifici di prestigio. In meno di un’ora sarete a Sintra.

La spettacolare stazione di Sao Bento

Beh preparatevi a rimanere senza fiato…in tutti in sensi  sia per la straordinaria bellezza degli edifici reali, sia per i ripidi saliscendi delle viuzze della Città… sia per le golosità e i vini che questa città vi regalerà. Si estende sul Monte della Luna, è stata classificat Patrimonio dell’Umanità Unesco. E’ stata la residenza estiva dei re portoghesi e per la sua bellezza e austerità fu molto amata da artisti e scrittori europei come Hans Christian Andersen, che la definì “il posto più bello del Portogallo” o il poeta tragico inglese Lord Byron, che la chiamò “giardino dell’Eden”

DA VEDERE
Palacio Nacional
Palazzo reale in stile gotico dell’epoca medievale, ricco di  arredi, arazzi, ceramiche e di azulejos, che tappezzano meravigliosamente la Sala delle Sirene e la Grota dos Banhos, nata nel XV secolo per essere un fresco rifugio esterno, al riparo dal sole e rinfrescato da gocce d’acqua che scendevano dal soffitto.

Palácio da Pena
Antico monastero ricostruito per Re Ferdinando II, Un castello fiabesco arroccato in cima ad una collina, un coloratissimo mix di stili: arabo, gotico, manuelino, rinascimentale e barocco. I regali amavano trascorrerci l’ estate e passeggiare nel grande parco celebrato anche dal musicista Richard Strauss

Castelo dos Mouros
Il castello dei Mori, costruito nel VII secolo dagli Arabi, come dice il suo nome.
Si trova in cima alla cittadina e si staglia alto sulla città fra le rocce e le querce della Sierra. Potete raggiungerlo con il bus 343 che parte collega tutti i principali punti d’interesse.
Un po’ affollato, ma utile.

il Parque de Monserrate.
Vicino a Sintra troverete un imponente giardino botanico tra rovine, laghi e cascate
All’interno sorge l’esotico Palacio neo-gotico, considerato una delle più belle creazioni architettoniche del romanticismo in Portogallo. E’ rinato dopo il terremoto del 1755, splendidamente rinnovato nelle sue magiche Sale:  Musica, Estar e Jantar. Oggi è Patrimonio UNESCO
La golosità top di Sintra
Lasciatevi sedurre dal profumo di paste fresche, dall’aroma della vaniglia e delle mandorle per tuffarvi nel microcosmo di Casa Piriquita, la più autentica (e affollata) pasticceria della città,
Brancate al volo il vostro numero e… aspettate, visto che i portoghesi amano fare le cose con calma e con un meraviglioso sorriso, che scatta dopo ogni ‘obrigado (grazie)
La scelte delle paste e dei biscotti è infinita: queijadas de Sintra, nozes douradas, pastel cruz alta…

DOVE DORMIRE A SINTRA
Tivoli Sintra
4 stelle, centralissimo, letteralmente a due passi dal Palacio National. Fa parte della ben collaudata catena Tivoli e offre tutti i confort di un ottimo alloggio.

Una camera del Tivoli Sintra

Dal bar, dal ristorante Miranda e da alcune camere si può godere di una meravigliosa vista sulle montagne su cui spuntano molte delle meraviglie di Sintra come la Quinta da Regaleira, il Castello dei Mori, Monserrate e Pena.

Chef Josè Silva è al timone del ristorante Miranda che offre un menu perfettamente in armonia con la storia e la tradizione del territorio. Ho incontrato Nuno Santa Antunes, Food&Beverages Manager di Tivoli e mi ha illustrato il menu e mi ha dato una mano a scegliere i piatti più caratteristici della cucina portoghese.

peixinhos da horta abbinati a vino Bon Ventos, rigorosamente potoghese

A cominciare dal pica-pao de novilho lombo , bocconcini di lombo di vitello da mangiare con lo stuzzicadenti, ai delizioni peixinhos da horta, fagiolini stile tempura accompagnati da salsa tartara all’iconoco , bacalhau à la Bras , cucinato con uova, cipolle, patate, aglio e olive. “Un cibo antico ma diventato molto trendy” mi ha svelato Nuno “da quando Cristiano Ronaldo ha confessato in un’intervista che era il suo piatto preferito“

Un classico della cucina portoghese . Bacalhau à la Bras

Come dessert, oltre al ‘riz au lait, preparato con la stessa ricetta da oltre 40 anni, era doveroso omaggiare (e finalmente assggiare…) il dolce più rappresentativo della ciità, la Travesseira de Sintra ovvero il “cuscino di Sintra” un biscottone con un goloso ripieno di mandorle e cannella tradizionalmente servito con un buon calice di Porto.

INFO

Visit Lisbon
Visit Sintr
Sintra Tourism
Parques de Sintra
Rota dos Vinhos
Wines of Portugal

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I celeberrimi ‘pasteis de nata’, iconico dolce di Lisbona. Uno tira l’altro. Foto© Cesare Zucca

Weekend in Portugal: the magic of Lisbon,  splendors of Sintra and  wonderful Portuguese wines

Are you a gourmet at the table aficionado? Do you get thrilled by a glass of good wine?
The second leg of our tour around the world sees Portugal as the protagonist! So, how about planning one (or more) Portuguese weekend of beauty, taste and great wine? Of course!
Let’s get off to a great start with Lisbon, neighboring Sintra, their territory and its rich wines.

The wines of the Lisbon region are the products o the most traditional varieties of Portuguese viticulture. Thanks to the varied microclimates of the region, very different and high quality wines are produced.
There are nine DO wines (origin controlled) in the Lisbon region: Colares, Carcavelos and Bucelas (south of the capital), Alenquer, Arruda, Torres Vedras, Lourinhã and Óbidos (in the center of the Lisbon region) and Encostas d’Aire (to the north, near the Beiras region)The top wines
Out of them all, two areas have gained international recognition and prestige. The first is Alenquer, where the vines are protected from the Atlantic winds, favoring the ripening of the grapes and the production of more concentrated wines.

Alenquer

The second is Colares with a truly unique territory. Due to the proximity of the sea, the climate is harsh, with moderate temperatures, strong sea winds and a high percentage of humidity in the air. If there is a wine with the sea in its soul, it is that of Colares. A very truly special wine. It is worth going to the Adega Regional de Colares and booking a visit and a tasting to get to know it .

Colares

The tastings
In the Lisbon area we find many wineries that offer tastings, accompanied by local delicacies and often offering the opportunity to spend the night in their bed and breakfast escorted by the smile and exquisite welcome of the Portuguese people.

Benvenuto a un tasting di vini portoghesi

Here we are , at  Quinta do Monte d’Oiro just 20 km from the ocean where the constant wind and the Mediterranean microclimate with Atlantic influences give the wines great freshness, elegance and balance. Quinta do Monte D’Oiro 2016 stands out in the production, a dense, structured and seductive white., Quinta do Monte D’Oiro ExAequo 2015, sober and mature, with complex aromas of ripe fruit and a touch of licorice, Quinta do Monte D’Oiro Syrah 24 2016 a great wine, fresh with notes of chocolate and spices and hints of ripe fruit.

Quinta do Monte D´Oiro

Adega Regional de Colares, created in 1931, is the oldest cooperative winery in Portugal! With such an ancient tradition and such a remarkable typicality, the viticulture of the Colares region has become an important historical element battle, which main objective is the protection and conservation of the Colares wine culture.

La spettacolare Adega Regional de Colares

In the spectacular cellar of the coop, I met the oenologist Francisco Figueiredo who introduded me to their Ramisco (red) and Malvasia (white).  Both wines are rare, given that the production area is limited, and bad weather is frequent. The vines are planted in the sand and to be protected from extreme maritime influence, they are sheltered by palisades of dried reeds sewn with wicker. This is how original and extraordinary These unique whites and reds arrive to us, preferably aged. They are sought after wines by for those who love loving rarities, which is explains why visits and tastings are in great such demand here.  .

I asked Francisco what are the best pairing with some Portuguese dishes and he replied that Malvasia goes very well with calderaira, a fish soup with potatoes and vegetables, cooked, as tradition dictates, in the cataplana, a typical Algarve’s pot, for him Gramisco is perfect for lamb meat or a risotto with porcini mushrooms.

Preciuos Ramisco e Malvasia

The Lisbon region has many more wines to discover and try!
Excellent reason to reach Wines of Portugal whose headquarters in Lisbon are right in the spectacular Praca do Comercio. located in the city center. The mission of Wines of Portugal is “to promote the image of Portugal as a wine producer par excellence, enhancing the“ Vinhos de Portugal” brand, contributing to sustained growth in the volume and average price of Portuguese wines.ViniPortugal has two tastings where visitors are invited to take a journey from the north to the south of the country through a tasting of wines from various regions.
You can choose between the “Self-service tasting” from a selection of 32 wines available in the dispensing machines. There is no need to book.

The second type of tasting is guided and you get to taste 4 different wines from the different wine regions of Portugal. The tastings have various themes, including “Wines of Portugal”, “Outside the box” , “Iconic wines”. Reservations, here, are required.

WHERE TO EAT IN LISBON
I’m neither vegan nor vegetarian, but the curiosity to experience the first vegetarian restaurant of that genius of a Chef that is José Avillez was just too strong…. Here I am at the Encanto, the enchanted vegetable world where the work of small and local Portuguese farmers is celebrated and where haute cuisine and vegetables share the spotlight. A cuisine without meat or fish, but not vegan, so eggs and cheeses also appear in some dishe

Ceramiche alle pareti , le preziose sedie in broccato, tra i dettagli dell’elegante Encanto               

Encanto is a new experience for the super starred Chef, at the helm of over 20 restaurants in Portugal and around the world.
I met Josè Avillez for a pleasant interview.

Hola Josè, if I’m not mistaken, we are where your BelCanto steakhouse was before, right?
Exactly. Some time ago I moved BelCanto to the largest location next door and this space became Canto, a music-restaurant with live performances of some of the best Portuguese artists such as Ana Moura and António Zambujo .Then came, Canto closed and I recently reopened this space with a new totally vegetarian project that I called Encanto.

To accompany the initial hors d’oeuvres, one can enjoy a Portuguese version of ‘spritz’: Porto Bianco, soda water?, and orange peel on ice. Delicious!

Hola Josè, can you tell me about this new adventure of yours?
The project got me to reinvent and continually challenge myself. It was a real shock at first, being so accustomed to value seafood and meat dishes, from caviar to lobsters, from bacalhau to rabbit, to carabineiro. I wanted to challenge myself to discover a world without meat or fish, focused on vegetables.
The cuisine of Encanto focuses on fewer ingredients, no animal proteins, but only vegetables from Portugal, local or from the north and south of the country.
Focus on Portugal also for the wines?
Of course, I wanted to celebrate Portuguese wines but also to give the possibility to pair the dishes with non-alcoholic drinks based on vegetables, flowers and fruit.

You recently worked on a 4 hands menu with your starred Italian colleague Enrico Crippa, how was the experience?
Very pleasant and interesting, Enrico is a lovely person. It was nice to get his input on the menu, to experience his cuisine and discover his famous Salad 21-31-41, which reminded me of the iconic Gargouillou vegetarian composition by Michel Bras. His presence, undoubtedly, invited me to expand my knowledge the world of plants.

Egg yolk confit, Jerusalem artichoke, pea broth, black truffle. Confit di rosso d’uovo, topinambur, brodo di piselli, tartufo nero

Your first memory in the kitchen?
I was 4 or 5years old,  when I came back from school I was always super hungry and I remember that I used to go in the kitchen and with a spoon I tried everything my mother Fatima or grandmother Laura were preparing. It was a very simple and traditional cuisine, we lived near the sea, so a lot of fish.

Pescatori a Cascais

Where do you like to spend the weekend? What car do you drive?
A Jeep, very useful for my trips outside the city. I often spend Sundays near Cascais, we have a house with a small vegetable garden and I enjoy cooking lunch for my family and some relatives.

Yes, I really love to cook and find it means a lot to take care of those around you, which is why I also really appreciate the dishes that other chefs sometimes prepare for me. I love discovering small family-run tascas or even better if I am invited home by my relatives, where the cuisine is truly genuine.

The strictly Portuguese wines of Encanto, which offers a unique tasting menu, 100% vegetarian, with about 12 moments,

The furniture, the lights, the colors and above all the team… I find there is a happy atmosphere here in Encanto …
Thanks Cesare, it’s a wonderful compliment.
Often we look away or away forgetting to see what is close to us. In a society where everything goes faster and faster, you often forget humanity and attention to others. For me it is essential that the people I live and work with are happy and that everything is fine.

Sorbetto di fragole , cocco e broccoletti

And now… top shopping to celebrate the “value of time” Valor do Tempo
Where to start a truly “Made in Portugal” shopping?
Certainly with a coffee and a delicious pastel de nata in A Brasileira, one of the places managed by the O Valor do Tempo group, whose mission is to promote the best that Portugal has to offer to the world, from crafts to gastronomy.

A Brasileira do Chiado is one of the oldest and most emblematic cafes in Lisbon, a meeting point for the intellectuals of the past, Opened in 1905, it was the scene of numerous intellectual, artistic and literary gatherings, or “tertúlias” and also the place where they were often writers and artists such as Fernando Pessoa or Almada Negreiros. Here was born the “bica” (the Lisbon espresso coffee)) which would be an abbreviation of “drink it with sugar” (“beba isto com açúcar”),

In the 100 years old Joalharia do Carmo, you can appreciate the delicate jewels made with the traditional gold and silver filigree, while the local craftsmanship is represented by the Figurado de Barcelos, where thanks to the creations of master potters, tradition and everyday life become exponents of a pop-art that gives shades of Portuguese soul and color and defines the identity of a people.

How to resist a can of the iconic Portuguese sardines?
Imaginative, bizarre, colorful, you will find them in the cans by Comur  called “The fantastic world of the Sardine” Il fantastico mondo della Sardina. Here, the “queens of the sea” await you, prepared in many ways, au natural, marinated, grilled, with vegetables and even dated with your year of birth.

Museo da Ceveja , in the spectacular Terreiro do Paço square. The museum and restaurant offer culture, gastronomy and a journey through the flavors of Portuguese beers., Proudly displaying Portugal’s heritage by celebrating the many beers produced in the various regions of the country.Casa Pereira da Conceição since 1933 it has been one of the most characteristic tea and coffee houses in Lisbon. The pleasant aroma of tea and coffee, carefully presented in sumptuous furniture from over 150 years old, invites visitors to also try the famous Ovos Moles de Aveiro and the traditional Raivas De Aveir

Silva & Feijóo is a century-old shop on Rua dos Bacalhoeiros in Pombaline, Downtown Lisbon. In addition to the traditional pastry, it offers a wide selection of: coffee, wines, olive oils and regional pastries, but also crafts, soap-making and perfumes for the body and for the home and souvenirs.

The top ?
Casa Portuguesa do Paste de Bacalhau  where you can enjoy an authentic specialty: a delicious maxi croquette stuffed with cod and Serra da Estrela cheese. prepared under your eyes ..

Ecco il pastel…troppo buono!

Its oval shape recalls that of quenelles, great as a side dish for an appetizer, with rice and tomatoes or bean salads or simply  as street food or an appetizing snack ‘on the road’

In addition to the very central Lisbon House, in Rua Augusta 106, Casa Portuguesa do Pastel Vila Nova de Gaia has recently opened its doors in a historic location in the front of riverside right where used to be the headquarters of the Porto cellars, and where the “rabelo” boats unloaded the wine barrels.
It is a true paradise of scents and colors awaits you in addition to the delicious pastel that is enjoyed here with a traditional glass of port. while a fabulous 19th century Portuguese pipe organ takes care of the atmosphere and … live music. A unique experience that awakens the senses, an exclusive tribute to the land and the sea.

Casa Portuguesa do Pastel a Gaia

WHERE TO SLEEP IN LISBON

Hotel Lumen
Brand new, central, well served by public transport and a stone’s throw from the subway.
Essential and elegant furnishings a pleasant garden-patio where in the evening a spectacular Light Show comes alive, where truly amazing graphics and bright images tell the story of the city.

Un momento del suggestivo Light Show nel giardino di Lumen

All rooms are equipped with the most modern technologies (such as tablets and USB sockets) and extra large beds to offer guests maximum comfort which also offers a panoramic swimming pool, gym, meeting rooms and co-working spaces.

Hotel Lumen Lisboa

The Hotel recently opened its restaurant Clorofila, led by Chef Celso Dias who offers an eclectic menu, full of references to traditional Portuguese cuisine, revisited with imagination. Starting with the iconic croquettes, originally small, proposed by Dias in a double size, perfect for two guests, who can start their conversation discussing the flavor.

Dias’ codfish accompanied by a Herdade do Esporao rosé produced with a blend of Castelão, Moreto and Trincadeira grapes, from the Alentejo vineyards.

In fact, “share and talk” is the slogan of Clorofila.
“I wanted to resume the old tradition of Portuguese restaurants,
Dias tells me, where a large dish was served in the center of the table from which all the diners drew, tasted and discussed it. here we do the same because it is important to share and talk about it “

Celso Dias ‘in action’: its creme brulee, mojito sorbet and chocolate crumble.

The menu features the typical saladas portuguesas served in a triptych of octopus, tuna and fish roe. The bacalhau, cooked in earthenware and traditionally served with potatoes, cannot be missing, while the cabbages have been replaced by pok choi. “

saladas portuguesas

Many dishes have been inspired by my Mamma Vitorina’s genuine cooking, adds Dias, including the traditional” patinisca style”, which I have adopted by transforming it into a rich dish of fried clams and lime rice”. “

The stie ‘patinisca’ adapted for clams, accompanied by rice with lime and mayonnaise.

The splendours of Sintra
We leave Lisbon with the train that leaves from the marvelous Sao Bento Station, a riot of azulejos, the classic Portuguese tile that for centuries has covered and still covers the walls of prestigious buildings. In less than an hour you will be in Sintra.

La spettacolare stazione di Sao Bento

Well get ready to take your breath away … in all senses both for the extraordinary beauty of the royal buildings, and for the steep ups and downs of the city streets … and for the goodies and wines that this city will give you. It extends over the Monte della Luna and has been classified as a UNESCO World Heritage Site. It was the summer residence of the Portuguese kings and for its beauty and austerity it was much loved by European artists and writers such as Hans Christian Andersen, who called it “the most beautiful place in Portugal” or the English poet Lord Byron, who he called “garden of Eden”

TO VISIT
Palacio Nacional
Gothic-style royal palace of the medieval era, rich in furnishings, tapestries, ceramics and azulejos, which marvelously cover the Room of the Sirens and the Grota dos Banhos, born in the 15th century to be a cool outdoor refuge, sheltered from the sun and cooled by drops of water that fell from the ceiling.

Palácio da Pena
Ancient monastery rebuilt for King Ferdinand II, A fairytale castle perched on top of a hill, a colorful mix of styles: Arabic, Gothic, Manueline, Renaissance and Baroque. They loved spending the summer there and strolling in the large park also celebrated by the musician Richard Strauss.

Castelo dos Mouros
The castle of the Moors, built in the 7th century by the Arabs, as its name implies. It is located at the top of the town and stands high above the city among the rocks and oaks of the Sierra. You can reach it with the 343 bus which departs connecting all the main points of interest. A little crowded, but useful.

il Parque de Monserrate.
Near Sintra you will find an impressive botanical garden among ruins, lakes and waterfalls Inside is the exotic neo-Gothic Palacio, considered one of the most beautiful architectural creations of Romanticism in Portugal. It was reborn after the earthquake of 1755, beautifully renovated in its magical rooms: Musica, Estar and Jantar. Today it is a UNESCO World Heritage Site.
Not to be missed!

The top delicacy of Sintra
Let yourself be seduced by the scent of fresh pasta, the aroma of vanilla and almonds to dive into the microcosm of Casa Piriquita, the most authentic (and crowded) pastry shop in the city.
Grab your number and … wait, as the Portuguese love to do things calmly and with a wonderful smile, which is triggered after each ‘obrigado (thank you) The choice of pastries and biscuits is endless: queljadas de Sintra, nozes douradas, pastel cruz alta …,

WHERE TO SLEEP IN SINTRA

Tivoli Sintra
4 stars, very central, literally a stone’s throw from the Palacio National. It is part of the well-established Tivoli chain and offers all the comforts of a great accommodation …,

Una camera del Tivoli Sintra

From the bar, the Miranda restaurant and some rooms you can enjoy a wonderful view of the mountains on which many of the wonders of Sintra emerge such as the Quinta da Regaleira, the Castle of the Moors, Monserrate and Pen.

Chef Josè Silva  is at the helm of the Miranda restaurant which offers a menu perfectly in harmony with the history and tradition of the territory. I met Nuno Santa Antunes, Tivoli’s Food & Beverages Manager, he explained the menu and helped me choose the most characteristic dishes of Portuguese cuisine. .

Peixinhos da horta,  Poeroguise wine Bon Ventos

Starting with the pica-pao de novilho, morsels of veal loin to be eaten with a toothpick, the delicious peixinhos da horta, tempura-style green beans accompanied by tartar sauce, the iconic bacalhau à la Bras, cooked with eggs, onions, potatoes, garlic and olives. Nuno commented: “This is an ancient food that has become very trendy” since Cristiano Ronaldo confessed in an interview that it was his favorite dish”.
.

Bacalhau à la Bras

As a dessert, in addition to the ‘riz au lait, prepared with the same recipe for over 40 years, it was right to pay homage (and finally taste …) the most representative dessert of the city, the Travesseira de Sintra or the “pillow of Sintra” a biscuit with a delicious filling of almonds and cinnamon, traditionally served with a good glass of Port wine.

INFO

Visit Lisbon
Visit Sintr
Sintra Tourism
Parques de Sintra
Rota dos Vinhos
Wines of Portugal

 

 

 




Weekend in Portogallo: la magia di Lisbona, gli splendori di Sintra e i meravigliosi vini portoghesi

(Italian and English version)

I celeberrimi ‘pasteis de nata’, iconico dolce di Lisbona. Uno tira l’altro. Foto© Cesare Zucca

di Cesare Zucca —

A tavola siete dei buongustai? Apprezzate un bicchiere di vino buono?
Il Portogallo vi riserva una fantastica eno-gastronomia (e molto, molto di più…)
Cosa ne dite di programmare uno (o più) wekeend portoghesi all’insegna del bello, del gusto e dell’ottimo vino? Certamente!  Iniziamo alla grande con Lisbona, Sintra, il suo territorio e i suoi ricchi vini.

English version click here

I vini della regione di Lisbona sono prodotti dalle varietà più tradizionali della viticoltura portoghese. Grazie agli svariati microclimi della regione, vengono prodotti vini molto diversi e di alta qualità.
Ci sono nove vini DO (denominazioni di origine) nella regione di Lisbona: Colares, Carcavelos e Bucelas (a sud della capitale), Alenquer, Arruda, Torres Vedras, Lourinhã e Óbidos (al centro della regione di Lisbona) e Encostas d’Aire (a nord, vicino alla regione di Beiras)I vini top
Ma soprattutto due zone vengono considerate delle vere e proprie eccellenze. La prima è Alenquer, dove le viti sono protette dai venti atlantici, favorendo la maturazione delle uve e la produzione di vini più concentrati..

Alenquer

La seconda è Colares dal territorio davvero unico. A causa della vicinanza del mare, il clima è rigido, con temperature moderate, forti venti marini e un’elevata percentuale di umidità dell’aria. Se esiste un vino con il mare nell’anima è quello di Colares. un vino davvero speciale, vale la pena andare fino all’Adega Regional de Colares e prenotare una visita e una degustazione per farne la conoscenza

Colares

Le degustazioni
Nel territorio di Lisbona troviamo tante cantine che offrono degustazioni , accompagnate da sfiziosità locali e spesso la possibilità di passare la notte nel loro bed n breakfast .Ottimi ingredienti per una visita eno-gastroomica a cui si aggiunge la genuinità, la simpatia, il sorriso e la squisita accoglienza della gente portoghese.
Secondo voi, non mi sono tolto lo sfizio di visitarne un paio?

Benvenuto a un tasting di vini portoghesi

Eccoci a Quinta do Monte d’Oiro ,a solo 20 km dall’oceano dove il vento costante e il microclima mediterraneo con influenze atlantiche, conferiscono ai vini grande freschezza, eleganza ed equilibrio. Nella produzione spiccano Quinta do Monte D’Oiro 2016 un bianco denso, strutturato e seducente., Quinta do Monte D’Oiro ExAequo 2015, sobrio e maturo, con aromi complessi di frutta matura e un tocco di liquirizia, Quinta do Monte D’Oiro Syrah 24 2016 un grande vino, fresco con note di cioccolato e spezie e sentori di frutta matura.

Quinta do Monte D´Oiro

Abbiamo parlato di mare? Se esiste un vino con il mare nell’anima è quello di Colares. un vino davvero speciale, vale la pena andare fino all’Adega Regional de Colares e prenotare una visita e una degustazione per farne la conoscenza.

vini della regione Colares

 Adega Regional de Colares, è nata nel 1931, è la più antica cantina cooperativa del Portogallo! Con una tradizione così antica e una tipicità così notevole la viticultura della regione di Colares diventa un importate elemento storico, il cui obiettivo principale è la protezione e la conservazione della Cultura del Vino Colares.

La spettacolare Adega Regional de Colares

Nella spettacolare contina ho incontrato l’enologo Francisco Figueiredo che mi ha illustrato i loro Ramisco ( rosso) e Malvasia (bianco). Ambedue vini rari, dato che la zona di produzione è limitata e le intemperie sono frequenti. Sono vitigni piantati nella sabbia e per essere protetti dall’ estrema influenza marittima, vengono riparati da palizzate di canne essiccate cucite con vimini. Così arrivano bianchi e rossi originali e straordinari, meglio se invecchiati. Sono vini ricercati da chi ama le rarità, ecco perché qui le visite e i tasting sono molto richiesti.

Ho chiesto a Francisco quali sono i migliori abbinamenti con alcuni piatti portoghesi e mi ha risposto che la Malvasia si sposa ottimamente con la calderaira, una zuppa di pesce con patate e verdure, cucinata, come vuole la tradizione, nella cataplana, tipica pentola caratteristica dell’Algarve, mentre il Gramisco è perfetto per la carne di agnello o un risotto con i porcini.

Preziosi Ramisco e Malvasia

Ma la regione di Lisbona ha molti più vini da scoprire e da provare !
Ottima ragione per indirizzarci verso Wines of Portugal la cui sede di Lisbona è proprio nella spettacolare Praca do Comenrcio . nel centro della città. La missione di Wines of Portugal è “promuovere l’immagine del Portogallo, come produttore di vino per eccellenza, valorizzando il marchio “Vinhos de Portugal/Wines of Portugal”, contribuendo a una crescita sostenuta nel volume e prezzo medio dei vini portoghesi”.

ViniPortugal dispone di due degustazioni in cui i visitatori sono invitati a fare un viaggio dal nord al sud del paese attraverso una degustazione di vini di varie regioni
Potrete scegliere tra la “ Degustazione self-service” da una selezione di 32 vini disponibili nelle macchine erogatrici. Non occorre prenotare.

La seconda invece è guidata e potrete degustare 4 diversi vini provenienti da diverse regioni vinicole del Portogallo. Le degustazioni hanno svariati temi ,tra cui “I Vini del Portogallo”, “Fuori dagli schemi”, “ Vini iconici. E’ richiesta la prenotazione.

DOVE MANGIARE A LISBONA
Non sono vegetariano, non sono vegano ma la curiosità di sperimentare il primo ristorante vegetariano di quel genio di Chef che è José Avillez era troppo forte….
Eccomi all’Encanto. il mondo vegetale incantato dove si celebra il lavoro di piccoli o locali agricoltori portoghesi e dove l’alta cucina e le verdure sono protagoniste. Una cucina senza carne né pesce, ma non vegana,, quindi in alcuni piatti appaiono anche uova e formaggi.

Ceramiche alle pareti , le preziose sedie in broccato, tra i dettagli dell’elegante Encanto

Esperienza nuova per lo stellatissimo Chef, al timone di oltre 20 ristoranti in Portogallo e in mezzo mondo.
Ho incontrato Josè Avillez per una piacevole intervista

Hola Josè, se non sbaglio ci troviamo dove prima c’era il tuo bistellato BelCanto, giusto?
Esatto. Tempo fa ho spostato BelCanto nella più grande location di fianco e questo spazio è diventato Canto, un ristorante con musica dove si alternavano alcuni dei i migliori artisti portoghesi come Ana Moura e António Zambujo
Poi venne il Covid, Canto chiuse e da poco l’ho riaperto con un nuovo progetto totalmente vegetariano che ho chiamato Encanto

Ad accompagnare gli snacks inizialei , ecco uno ‘spritz’ definitivamente portoghese: Porto Bianco, soda, buccia di arancio

Hola Josè, mi parli di questa tua nuova avventura?
Amò reinventarmi e mettermi continuamente in gioco , è stata una sorpresa anche per me abituato come dal caviale alle aragoste , dal bacalhau al coniglio, al carabineiro. Ho voluto sfidare me stesso per scoprire un mondo senza carne o pesce, concentrata sulle verdure. La cucina di Encanto punta su meno ingredienti, no proteine ma solo verdure del Portogallo, vicino a Lisbona e del Nord e del Sud del paese.
Portogallo anche nei  vini?
Certamene, ho voluto celebrare i vini portoghesi ma anche dare la possibilità di accoppiare i piatti a drinks anolcolici a base di verdure, fiori e frutta.

Hai recentemente lavorato a un menu 4 mani con un tuo collega italiano super stellato, Enrico Crippa, come è stata la esperienza?
Molto piacevole, Enrico è una persona adorabile. E’ stato piacevole affiancarlo nel menu, sperimentare la sua cucina e conoscere la sua famosa Insalata 21-31-41 , che mi fatto ricordare altri celebri piatti di verdure , come Gargouillou di Michel Bras e che senza dubbio è stata un invito a scoprire il mondo dei vegetali.

Confit di rosso d’uovo, topinambur, brodo di piselli, tartufo nero

il tuo primo ricordo in cucina?
Avevo 4 o 5 anni quando tornavo dalla scuola ero sempre super affamato e ricordo che mi infilavo in cucina e con un cucchiaio provavo tutto ciò mia mamma Fatima o nonna Lura stavano preparando. Era una cucina molto semplice e tradizionale, abitavamo vicino al mare quindi tanto pesce.

Pescatori a Cascais

Dove ti piace passare il weekend? Che auto guidi?
Una Jeep, utilissima per i miiei viaggi fuori città. Passo spesso le domeniche nei pressi di Cascais, li abbiamo una casa con un piccolo orto e mi diverto a cucinare il lunch per la mia famiglia e qualche parente.

Si, mi piace cucinare e trovo che significhi prendersi cura di chi ti è vicino, per questo apprezzo tantissimo i piatti che talvolta altri chef mi preparano. Adoro scoprire piccole tascas a conduzione familiare o meglio ancora se sono invitato a casa dai miei parenti, dove la cucina è veramente genuina.

I vini rigorosamente portoghesi di Encanto , che offre un menu degustazione unico, 100% vegetariano, con circa 12 momenti

L’arredamento, le luci, i colori e soprattutto il team: trovo che ci sia un’ atmosfera felice qui a Encanto
Grazie Cesare, è un magnifico complimento.
Spesso si guarda altrove o lontano dimenticandoci di vedere quello che ci sta vicino. In una società in cui è tutto sempre più veloce, spesso dimentichi l’umanità e l’ attenzione di prendersi cura degli altri.
Per me è essenziale che le persone con cui vivo e lavoro siano felici e che vada tutto bene.

Sorbetto di fragole , cocco e broccoletti

Shopping top per celebrare il “valor do tempo”
Dove iniziare uno shopping davvero “Made in Portugal”?
Certamente  con un caffe e un delizioso pastel de nata a A Brasileira , uno dei locali presidiati dal gruppo O Valor do Tempo , la cui missione è di promuovere il meglio che il Portogallo ha da offrire al mondo a partire dall’artigianato fino alla gastronomia .

A Brasileira do Chiado  è uno dei caffè più antichi ed emblematici di Lisbona, punto d’incontro degli intellettuali del passato,  Aperta nel 1905, fu teatro di numerosi raduni intellettuali, artistici e letterari, o “tertúlias” e anche il luogo dove si trovavano spesso scrittori e artisti come Fernando Pessoa o Almada Negreiros. Qui è nata la  “bica” ( il caffè espresso di Lisbona)) che sarebbe un’abbreviazione di “bevilo con lo zucchero” (“beba isto com açúcar”),

Nella centenaria Joalharia do Carmo, potrete apprezzare i delicati gioielli realizzati con la tradizionale filigrana d’oro e d’argento, mentre l’artigianato locale è rappresenato dalle statuette del Figurado de Barcelos, dove grazie alle creazioni di maestri ceramisti, la tradizione e la vita quotidiana diventano esponenti di una pop-art che regala sfumature di anima e colore portoghesi e definisce l’identità di un popolo.

Come resistere a una scatoletta delle iconiche sardine portoghesi?
Fantasiiose, bizzarre, coloratissime, le troverete nelle scatolette di Comur definito “Il fantastico mondo della Sardina” Qui , le “regine del mare” vi aspettano, preparate in mlle modi, al naturale, marinate, grigliate, alle verdure, e perfino datate con il vostro anno di nascita.

Valor do Tempo si occupa anche di musei , beh non proprio uno tradizionale … è il Museo da Ceveja , nella spettacolare piazza Terreiro do Paço. Il museo e il ristorante  offrono cultura, gastronomia e un viaggio tra i sapori delle birre portoghesi.,mostrando con orgoglio l’eredità del Portogallo celebrando le numerose birre prodotte nelle varie regioni del paese.Casa Pereira da Conceição  fin dal 1933 è una delle case da tè e caffè più caratteristiche di Lisbona. Il piacevole aroma di tè e caffè, presentato con cura in sontuosi mobili di oltre 150 anni, invitano i visitatori a provare anche i famosi Ovos Moles de Aveiro e i tradizionali Raivas De Aveiro.

Silva & Feijóo è un negozio secolare in Rua dos Bacalhoeiros a Pombaline, Downtown Lisbona. Oltre alla radizionale pasticceria, offre un’ampia selezione dil: caffè, vini, oli d’oliva e pasticceria regionale, ma anche artigianato, saponificazione e profumi per il corpo e per la casa e souvenir.

Il top ?
Casa Portuguesa do Paste de Bacalhau  dove potrete gustare un autentica specialità: una deliziosa maxi crocchetta ripiena di baccalà e formaggio Serra da Estrela. preparata sotto i vostri occhi.

Ecco il pastel…troppo buono!

La sua forma ovale ricorda quella delle quenelles.. Da gustare come contorno di un antipasto, per accompagnare riso al pomodoro oppure insalata di fagioli. e come street food, come appetitoso spuntino ’on the road’

Oltre alla centralissima Casa di Lisbona, in Rua Augusta 106, ha da poco aperto i battenti la suggestiva Casa di Gaia, al di fiume , in una location storica: la sede delle Cantine di Porto, dove un tempo le barche “rabelo” scaricavano le botti di vino. Vi aspetta un vero paradiso di profumi e colori oltre al ghiotto pastel che qui si gusta con un tradizionale bicchiere di porto. mentre all’atmosfera e…alla musica dal vivo, ci pensa un favoloso organo a canne portoghese del XIX secolo. Un’esperienza unica che risveglia i sensi, un esclusivo omaggio alla terra e al mare.

Casa Portuguesa do Pastel a Gaia

DOVE DORMIRE A LISBONA

Hotel Lumen
Nuovo di zecca, centrale, ben servito dai mezzi e a due passi dalla metropolitana.
Arredamento essenziale e elegante  un piacevole  giardino-patio dove alla sera  si anima uno spettacoare Light Show, dove grafiche e immagini luminose davvero strabilianti raccontano la storia della citta.

Un momento del suggestivo Light Show nel giardino di Lumen

Tutte le camere sono dotate delle più moderne tecnologie (come tablet e prese USB) e letti extra ampi per offrire agli ospiti il massimo del comfort che offre anche una piscina panoramica, la palestra, le sale riunioni e spazi di co-working.

Hotel Lumen Lisboa

Da poco ha aperto il suo ristorante Clorofila, guidato dallo Chef Celso Dias che propone un menu eclettico, ricco di citazioni della tradizionale cucina portoghese , rivisitata con fantasia. A cominciare dalle iconiche crocchette, originariament piccoline, riproposte da Dias in versione doppia, perfetta per due ospiti , che cosi ne discuteranno il sapore,

Il ‘bacalhau’ di Dias accompagnato da un rosè Herdade do Esporao prodotto con un taglio di uve Castelão, Moreto e Trincadeira, dai vigneti dell”Alentejo

E’ infatti , “share and talk” , lo slogan di Clorofila.
“Ho voluto riprendere la vecchIa tradizione delli ristoranti portoghesi, mi racconta Dias, dove al centro della tavolata veniva servito un grande piatto da cui tutti i commensali attingevano, gustavano e ne discutevano. qui facciamo lo stesso perché è importante condividere e parlarne”

Celso Dias ‘in action’ : la sua creme brulè , sorbetto al mojito e crumble al cioccolato.

Nel menu appaiono le tipiche le saladas portuguesas servite in un trittico di polpo, tonno e uova di pesce. Non può mancare il bacalhau, cucinato in coccio e tradizionalmente servito con patate, mentre i cavoli sono stati sostituiti da pok choi.

saladas portuguesas

Molti piatti sono stati ispirati dalla genuina cucina di mia Mamma Vitorina, aggiunge Dias, compreso il tradizionale stile “patinisca” ,che ho adottato trasformandolo in un ricco piatto di vongole fritte e riso al lime”

Lo stie ‘ patinisca’ adottato per le vongole, accompagate da riso al lime e mayonnese.

Gli spendori di Sintra
Lasciamo Lisbona con il treno che parte dalla meravigliosa stazione di Sao Bento,un tripudio di azulejos, la classica piastrella portoghese che per secoli ha rivestito e riveste tuttora le pareti di edifici di prestigio. In meno di un’ora sarete a Sintra.

La spettacolare stazione di Sao Bento

Beh preparatevi a rimanere senza fiato…in tutti in sensi  sia per la straordinaria bellezza degli edifici reali, sia per i ripidi saliscendi delle viuzze della Città… sia per le golosità e i vini che questa città vi regalerà. Si estende sul Monte della Luna, è stata classificat Patrimonio dell’Umanità Unesco. E’ stata la residenza estiva dei re portoghesi e per la sua bellezza e austerità fu molto amata da artisti e scrittori europei come Hans Christian Andersen, che la definì “il posto più bello del Portogallo” o il poeta tragico inglese Lord Byron, che la chiamò “giardino dell’Eden”

DA VEDERE
Palacio Nacional
Palazzo reale in stile gotico dell’epoca medievale, ricco di  arredi, arazzi, ceramiche e di azulejos, che tappezzano meravigliosamente la Sala delle Sirene e la Grota dos Banhos, nata nel XV secolo per essere un fresco rifugio esterno, al riparo dal sole e rinfrescato da gocce d’acqua che scendevano dal soffitto.

Palácio da Pena
Antico monastero ricostruito per Re Ferdinando II, Un castello fiabesco arroccato in cima ad una collina, un coloratissimo mix di stili: arabo, gotico, manuelino, rinascimentale e barocco. I regali amavano trascorrerci l’ estate e passeggiare nel grande parco celebrato anche dal musicista Richard Strauss

Castelo dos Mouros
Il castello dei Mori, costruito nel VII secolo dagli Arabi, come dice il suo nome.
Si trova in cima alla cittadina e si staglia alto sulla città fra le rocce e le querce della Sierra. Potete raggiungerlo con il bus 343 che parte collega tutti i principali punti d’interesse.
Un po’ affollato, ma utile.

il Parque de Monserrate.
Vicino a Sintra troverete un imponente giardino botanico tra rovine, laghi e cascate
All’interno sorge l’esotico Palacio neo-gotico, considerato una delle più belle creazioni architettoniche del romanticismo in Portogallo. E’ rinato dopo il terremoto del 1755, splendidamente rinnovato nelle sue magiche Sale:  Musica, Estar e Jantar. Oggi è Patrimonio UNESCO
La golosità top di Sintra
Lasciatevi sedurre dal profumo di paste fresche, dall’aroma della vaniglia e delle mandorle per tuffarvi nel microcosmo di Casa Piriquita, la più autentica (e affollata) pasticceria della città,
Brancate al volo il vostro numero e… aspettate, visto che i portoghesi amano fare le cose con calma e con un meraviglioso sorriso, che scatta dopo ogni ‘obrigado (grazie)
La scelte delle paste e dei biscotti è infinita: queijadas de Sintra, nozes douradas, pastel cruz alta…

DOVE DORMIRE A SINTRA
Tivoli Sintra
4 stelle, centralissimo, letteralmente a due passi dal Palacio National. Fa parte della ben collaudata catena Tivoli e offre tutti i confort di un ottimo alloggio.

Una camera del Tivoli Sintra

Dal bar, dal ristorante Miranda e da alcune camere si può godere di una meravigliosa vista sulle montagne su cui spuntano molte delle meraviglie di Sintra come la Quinta da Regaleira, il Castello dei Mori, Monserrate e Pena.

Chef Josè Silva è al timone del ristorante Miranda che offre un menu perfettamente in armonia con la storia e la tradizione del territorio. Ho incontrato Nuno Santa Antunes, Food &Beverages Manager di Tivoli e mi ha illustrato il menu e mi ha dato una mano a scegliere i piatti più caratteristici della cucina portoghese.

peixinhos da horta abbinati a vino Bon Ventos, rigorosamente potoghese

A cominciare dal pica-pao de novilho lombo , bocconcini di lombo di vitello da mangiare con lo stuzzicadenti, ai delizioni peixinhos da horta, fagiolini stile tempura accompagnati da salsa tartara all’iconoco , bacalhau à la Bras , cucinato con uova, cipolle, patate, aglio e olive. “Un cibo antico ma diventato molto trendy” mi ha svelato Nuno “da quando Cristiano Ronaldo ha confessato in un’intervista che era il suo piatto preferito“

Un classico della cucina portoghese . Bacalhau à la Bras

Come dessert, oltre al ‘riz au lait, preparato con la stessa ricetta da oltre 40 anni, era doveroso omaggiare (e finalmente assggiare…) il dolce più rappresentativo della ciità, la Travesseira de Sintra ovvero il “cuscino di Sintra” un biscottone con un goloso ripieno di mandorle e cannella tradizionalmente servito con un buon calice di Porto.
Una delizia…. Non ho potuto fare a meno di ‘rubare’ la ricetta.
Eccola!

TRAVESSEIRA DE SINTRA
Ingredienti

  • 400 g Pasta Sfoglia
  • 100 ml Acqua
  • 300 g Zucchero
  • 150 g Mandorle tritate
  • 1 cucchiaino Cannella
  • 4 Tuorli
  • q.b. Zucchero a velo vanigliato

PREPARAZIONE

  • Mescolate l’acqua con lo zucchero e cuocere fino ad ottenere uno sciroppo.
  • In una terrina mescolate la farina di mandorle, cannella e tuorli
  • Aggiungete lentamente lo sciroppo
  • Rimettete sul fuoco e mescolare fino ad ottenere una crema.
    Togliete dal fuoco e fate raffreddare.
  • Accendete il forno a 200°.
  • Srotolate la pasta sfoglia e dividetela in sei rettangoli.
  • Su ogni rettangolo distribuite un cucchiaio di crema alle mandorle.
  • Piegatelo in tre parti fino a ottenere la forma di un cuscino
  • Premete i bordi e metteteli su una teglia rivestita con carta da forno.
  • Lasciate cuocere per 30-35 minuti. Fate raffreddare, infine innevate con lo zucchero a velo.

INFO

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I celeberrimi ‘pasteis de nata’, iconico dolce di Lisbona. Uno tira l’altro. Foto© Cesare Zucca

Weekend in Portugal: the magic of Lisbon,  splendors of Sintra and  wonderful Portuguese wines

Are you a gourmet at the table aficionado?
 Do you get thrilled by a glass of good wine?
If so, Portugal has fantastic food and wine in store for you (and much, much more …)! How about planning one (or more) Portuguese weekend escapes in the name of beauty, taste and excellent wine?
Of course!
Let’s get off to a great start with Lisbon, neighboring Sintra, their territory and its rich wines

The wines of the Lisbon region are the products o the most traditional varieties of Portuguese viticulture. Thanks to the varied microclimates of the region, very different and high quality wines are produced.
There are nine DO wines (origin controlled) in the Lisbon region: Colares, Carcavelos and Bucelas (south of the capital), Alenquer, Arruda, Torres Vedras, Lourinhã and Óbidos (in the center of the Lisbon region) and Encostas d’Aire (to the north, near the Beiras region)The top wines
Out of them all, two areas have gained international recognition and prestige. The first is Alenquer, where the vines are protected from the Atlantic winds, favoring the ripening of the grapes and the production of more concentrated wines.

Alenquer

The second is Colares with a truly unique territory. Due to the proximity of the sea, the climate is harsh, with moderate temperatures, strong sea winds and a high percentage of humidity in the air. If there is a wine with the sea in its soul, it is that of Colares. a very truly special wine. It is worth going to the Adega Regional de Colares and booking a visit and a tasting to get to know it .

Colares

The tastings
In the Lisbon area we find many wineries that offer tastings, accompanied by local delicacies and often offering the opportunity to spend the night in their bed and breakfast escorted by the smile and exquisite welcome of the Portuguese people.

Benvenuto a un tasting di vini portoghesi

Here we are , at  Quinta do Monte d’Oiro ,just 20 km from the ocean where the constant wind and the Mediterranean microclimate with Atlantic influences give the wines great freshness, elegance and balance. Quinta do Monte D’Oiro 2016 stands out in the production, a dense, structured and seductive white., Quinta do Monte D’Oiro ExAequo 2015, sober and mature, with complex aromas of ripe fruit and a touch of licorice, Quinta do Monte D’Oiro Syrah 24 2016 a great wine, fresh with notes of chocolate and spices and hints of ripe fruit.

Quinta do Monte D´Oiro

 Adega Regional de Colares, created in 1931, is the oldest cooperative winery in Portugal! With such an ancient tradition and such a remarkable typicality, the viticulture of the Colares region has become an important historical element battle, which main objective is the protection and conservation of the Colares wine culture.

La spettacolare Adega Regional de Colares

In the spectacular cellar of the coop, I met the oenologist Francisco Figueiredo who introduded me to their Ramisco (red) and Malvasia (white).  Both wines are rare, given that the production area is limited, and bad weather is frequent. The vines are planted in the sand and to be protected from extreme maritime influence, they are sheltered by palisades of dried reeds sewn with wicker. This is how original and extraordinary These unique whites and reds arrive to us, preferably aged. They are sought after wines by for those who love loving rarities, which is explains why visits and tastings are in great such demand here.  .

I asked Francisco what are the best pairing with some Portuguese dishes and he replied that Malvasia goes very well with calderaira, a fish soup with potatoes and vegetables, cooked, as tradition dictates, in the cataplana, a typical Algarve’s pot, for him Gramisco is perfect for lamb meat or a risotto with porcini mushrooms.

Preciuos Ramisco e Malvasia

The Lisbon region has many more wines to discover and try!
Excellent reason to reach Wines of Portugal whose headquarters in Lisbon are right in the spectacular Praca do Comercio. located in the city center. The mission of Wines of Portugal is “to promote the image of Portugal as a wine producer par excellence, enhancing the“ Vinhos de Portugal” brand, contributing to sustained growth in the volume and average price of Portuguese wines.ViniPortugal has two tastings where visitors are invited to take a journey from the north to the south of the country through a tasting of wines from various regions.
You can choose between the “Self-service tasting” from a selection of 32 wines available in the dispensing machines. There is no need to book.

The second type of tasting is guided and you get to taste 4 different wines from the different wine regions of Portugal. The tastings have various themes, including “Wines of Portugal”, “Outside the box” , “Iconic wines”. Reservations, here, are required.

WHERE TO EAT IN LISBON
I’m neither vegan nor vegetarian, but the curiosity to experience the first vegetarian restaurant of that genius of a Chef that is José Avillez was just too strong…. Here I am at the Encanto, the enchanted vegetable world where the work of small and local Portuguese farmers is celebrated and where haute cuisine and vegetables share the spotlight. A cuisine without meat or fish, but not vegan, so eggs and cheeses also appear in some dishe

Ceramiche alle pareti , le preziose sedie in broccato, tra i dettagli dell’elegante Encanto               

Encanto is a new experience for the super starred Chef, at the helm of over 20 restaurants in Portugal and around the world.
I met Josè Avillez for a pleasant interview.

Hola Josè, if I’m not mistaken, we are where your BelCanto steakhouse was before, right?
Exactly. Some time ago I moved BelCanto to the largest location next door and this space became Canto, a music-restaurant with live performances of some of the best Portuguese artists such as Ana Moura and António Zambujo .Then came, Canto closed and I recently reopened this space with a new totally vegetarian project that I called Encanto.

To accompany the initial hors d’oeuvres, one can enjoy a Portuguese version of ‘spritz’: Porto Bianco, soda water?, and orange peel on ice. Delicious!

Hola Josè, can you tell me about this new adventure of yours?
The project got me to reinvent and continually challenge myself. It was a real shock at first, being so accustomed to value seafood and meat dishes, from caviar to lobsters, from bacalhau to rabbit, to carabineiro. I wanted to challenge myself to discover a world without meat or fish, focused on vegetables.
The cuisine of Encanto focuses on fewer ingredients, no animal proteins, but only vegetables from Portugal, local or from the north and south of the country.
Focus on Portugal also for the wines?
Of course, I wanted to celebrate Portuguese wines but also to give the possibility to pair the dishes with non-alcoholic drinks based on vegetables, flowers and fruit.

You recently worked on a 4 hands menu with your starred Italian colleague Enrico Crippa, how was the experience?
Very pleasant and interesting, Enrico is a lovely person. It was nice to get his input on the menu, to experience his cuisine and discover his famous Salad 21-31-41, which reminded me of the iconic Gargouillou vegetarian composition by Michel Bras. His presence, undoubtedly, invited me to expand my knowledge the world of plants.

Egg yolk confit, Jerusalem artichoke, pea broth, black truffle. Confit di rosso d’uovo, topinambur, brodo di piselli, tartufo nero

Your first memory in the kitchen?
I was 4 or 5years old,  when I came back from school I was always super hungry and I remember that I used to go in the kitchen and with a spoon I tried everything my mother Fatima or grandmother Laura were preparing. It was a very simple and traditional cuisine, we lived near the sea, so a lot of fish.

Pescatori a Cascais

Where do you like to spend the weekend? What car do you drive?
A Jeep, very useful for my trips outside the city. I often spend Sundays near Cascais, we have a house with a small vegetable garden and I enjoy cooking lunch for my family and some relatives.

Yes, I really love to cook and find it means a lot to take care of those around you, which is why I also really appreciate the dishes that other chefs sometimes prepare for me. I love discovering small family-run tascas or even better if I am invited home by my relatives, where the cuisine is truly genuine.

The strictly Portuguese wines of Encanto, which offers a unique tasting menu, 100% vegetarian, with about 12 moments,

The furniture, the lights, the colors and above all the team… I find there is a happy atmosphere here in Encanto …
Thanks Cesare, it’s a wonderful compliment.
Often we look away or away forgetting to see what is close to us. In a society where everything goes faster and faster, you often forget humanity and attention to others. For me it is essential that the people I live and work with are happy and that everything is fine.

Sorbetto di fragole , cocco e broccoletti

And now… top shopping to celebrate the “value of time” Valor do Tempo
Where to start a truly “Made in Portugal” shopping?
Certainly with a coffee and a delicious pastel de nata in A Brasileira, one of the places managed by the O Valor do Tempo group, whose mission is to promote the best that Portugal has to offer to the world, from crafts to gastronomy.

A Brasileira do Chiado is one of the oldest and most emblematic cafes in Lisbon, a meeting point for the intellectuals of the past, Opened in 1905, it was the scene of numerous intellectual, artistic and literary gatherings, or “tertúlias” and also the place where they were often writers and artists such as Fernando Pessoa or Almada Negreiros. Here was born the “bica” (the Lisbon espresso coffee)) which would be an abbreviation of “drink it with sugar” (“beba isto com açúcar”),

In the 100 years old Joalharia do Carmo, you can appreciate the delicate jewels made with the traditional gold and silver filigree, while the local craftsmanship is represented by the Figurado de Barcelos, where thanks to the creations of master potters, tradition and everyday life become exponents of a pop-art that gives shades of Portuguese soul and color and defines the identity of a people.

How to resist a can of the iconic Portuguese sardines?
Imaginative, bizarre, colorful, you will find them in the cans by Comur  called “The fantastic world of the Sardine” Il fantastico mondo della Sardina. Here, the “queens of the sea” await you, prepared in many ways, au natural, marinated, grilled, with vegetables and even dated with your year of birth.

Museo da Ceveja , in the spectacular Terreiro do Paço square. The museum and restaurant offer culture, gastronomy and a journey through the flavors of Portuguese beers., Proudly displaying Portugal’s heritage by celebrating the many beers produced in the various regions of the country.Casa Pereira da Conceição since 1933 it has been one of the most characteristic tea and coffee houses in Lisbon. The pleasant aroma of tea and coffee, carefully presented in sumptuous furniture from over 150 years old, invites visitors to also try the famous Ovos Moles de Aveiro and the traditional Raivas De Aveir

Silva & Feijóo is a century-old shop on Rua dos Bacalhoeiros in Pombaline, Downtown Lisbon. In addition to the traditional pastry, it offers a wide selection of: coffee, wines, olive oils and regional pastries, but also crafts, soap-making and perfumes for the body and for the home and souvenirs.

The top ?
Casa Portuguesa do Paste de Bacalhau  where you can enjoy an authentic specialty: a delicious maxi croquette stuffed with cod and Serra da Estrela cheese. prepared under your eyes ..

Ecco il pastel…troppo buono!

Its oval shape recalls that of quenelles, great as a side dish for an appetizer, with rice and tomatoes or bean salads or simply  as street food or an appetizing snack ‘on the road’

In addition to the very central Lisbon House, in Rua Augusta 106, Casa Portuguesa do Pastel Vila Nova de Gaia has recently opened its doors in a historic location in the front of riverside right where used to be the headquarters of the Porto cellars, and where the “rabelo” boats unloaded the wine barrels.
It is a true paradise of scents and colors awaits you in addition to the delicious pastel that is enjoyed here with a traditional glass of port. while a fabulous 19th century Portuguese pipe organ takes care of the atmosphere and … live music. A unique experience that awakens the senses, an exclusive tribute to the land and the sea.

Casa Portuguesa do Pastel a Gaia

WHERE TO SLEEP IN LISBON

Hotel Lumen
Brand new, central, well served by public transport and a stone’s throw from the subway.
Essential and elegant furnishings a pleasant garden-patio where in the evening a spectacular Light Show comes alive, where truly amazing graphics and bright images tell the story of the city.

Un momento del suggestivo Light Show nel giardino di Lumen

All rooms are equipped with the most modern technologies (such as tablets and USB sockets) and extra large beds to offer guests maximum comfort which also offers a panoramic swimming pool, gym, meeting rooms and co-working spaces.

Hotel Lumen Lisboa

The Hotel recently opened its restaurant Clorofila, led by Chef Celso Dias who offers an eclectic menu, full of references to traditional Portuguese cuisine, revisited with imagination. Starting with the iconic croquettes, originally small, proposed by Dias in a double size, perfect for two guests, who can start their conversation discussing the flavor.

Dias’ codfish accompanied by a Herdade do Esporao rosé produced with a blend of Castelão, Moreto and Trincadeira grapes, from the Alentejo vineyards.

In fact, “share and talk” is the slogan of Clorofila.
“I wanted to resume the old tradition of Portuguese restaurants,
Dias tells me, where a large dish was served in the center of the table from which all the diners drew, tasted and discussed it. here we do the same because it is important to share and talk about it “

Celso Dias ‘in action’: its creme brulee, mojito sorbet and chocolate crumble.

The menu features the typical saladas portuguesas served in a triptych of octopus, tuna and fish roe. The bacalhau, cooked in earthenware and traditionally served with potatoes, cannot be missing, while the cabbages have been replaced by pok choi. “

saladas portuguesas

Many dishes have been inspired by my Mamma Vitorina’s genuine cooking, adds Dias, including the traditional” patinisca style”, which I have adopted by transforming it into a rich dish of fried clams and lime rice”. “

The stie ‘patinisca’ adapted for clams, accompanied by rice with lime and mayonnaise.

The splendours of Sintra
We leave Lisbon with the train that leaves from the marvelous Sao Bento Station, a riot of azulejos, the classic Portuguese tile that for centuries has covered and still covers the walls of prestigious buildings. In less than an hour you will be in Sintra.

La spettacolare stazione di Sao Bento

Well get ready to take your breath away … in all senses both for the extraordinary beauty of the royal buildings, and for the steep ups and downs of the city streets … and for the goodies and wines that this city will give you. It extends over the Monte della Luna and has been classified as a UNESCO World Heritage Site. It was the summer residence of the Portuguese kings and for its beauty and austerity it was much loved by European artists and writers such as Hans Christian Andersen, who called it “the most beautiful place in Portugal” or the English poet Lord Byron, who he called “garden of Eden”

DA VEDERE
Palacio Nacional
Gothic-style royal palace of the medieval era, rich in furnishings, tapestries, ceramics and azulejos, which marvelously cover the Room of the Sirens and the Grota dos Banhos, born in the 15th century to be a cool outdoor refuge, sheltered from the sun and cooled by drops of water that fell from the ceiling.

Palácio da Pena
Ancient monastery rebuilt for King Ferdinand II, A fairytale castle perched on top of a hill, a colorful mix of styles: Arabic, Gothic, Manueline, Renaissance and Baroque. They loved spending the summer there and strolling in the large park also celebrated by the musician Richard Strauss.

Castelo dos Mouros
The castle of the Moors, built in the 7th century by the Arabs, as its name implies. It is located at the top of the town and stands high above the city among the rocks and oaks of the Sierra. You can reach it with the 343 bus which departs connecting all the main points of interest. A little crowded, but useful.

il Parque de Monserrate.
Near Sintra you will find an impressive botanical garden among ruins, lakes and waterfalls Inside is the exotic neo-Gothic Palacio, considered one of the most beautiful architectural creations of Romanticism in Portugal. It was reborn after the earthquake of 1755, beautifully renovated in its magical rooms: Musica, Estar and Jantar. Today it is a UNESCO World Heritage Site.
Not to be missed!

The top delicacy of Sintra
Let yourself be seduced by the scent of fresh pasta, the aroma of vanilla and almonds to dive into the microcosm of Casa Piriquita, the most authentic (and crowded) pastry shop in the city.
Grab your number and … wait, as the Portuguese love to do things calmly and with a wonderful smile, which is triggered after each ‘obrigado (thank you) The choice of pastries and biscuits is endless: queljadas de Sintra, nozes douradas, pastel cruz alta …,

DOVE DORMIRE A SINTRA
Tivoli Sintra
4 stars, very central, literally a stone’s throw from the Palacio National. It is part of the well-established Tivoli chain and offers all the comforts of a great accommodation …,

Una camera del Tivoli Sintra

From the bar, the Miranda restaurant and some rooms you can enjoy a wonderful view of the mountains on which many of the wonders of Sintra emerge such as the Quinta da Regaleira, the Castle of the Moors, Monserrate and Pen.

Chef Josè Silva  is at the helm of the Miranda restaurant which offers a menu perfectly in harmony with the history and tradition of the territory. I met Nuno Santa Antunes, Tivoli’s Food & Beverages Manager, he explained the menu and helped me choose the most characteristic dishes of Portuguese cuisine. .

Peixinhos da horta,  Poeroguise wine Bon Ventos

Starting with the pica-pao de novilho, morsels of veal loin to be eaten with a toothpick, the delicious peixinhos da horta, tempura-style green beans accompanied by tartar sauce, the iconic bacalhau à la Bras, cooked with eggs, onions, potatoes, garlic and olives. Nuno commented: “This is an ancient food that has become very trendy” since Cristiano Ronaldo confessed in an interview that it was his favorite dish”.
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Bacalhau à la Bras

As a dessert, in addition to the ‘riz au lait, prepared with the same recipe for over 40 years, it was right to pay homage (and finally taste …) the most representative dessert of the city, the Travesseira de Sintra or the “pillow of Sintra” a biscuit with a delicious filling of almonds and cinnamon, traditionally served with a good glass of Port wine.  A delight…. I couldn’t help but ‘steal’ the recipe.
Here you go!

TRAVESSEIRA DE SINTRA

Ingredients

400 g Puff Pastry
100 ml Water
300 g Sugar
150 g chopped Almonds
1 tsp Cinnamon
4  Egg yolks
q.s. Vanilla icing sugar

PREPARATION

Mix the water with the sugar and cook until you get a syrup.
In a bowl, mix the almond flour, cinnamon and egg yolks
Slowly add the syrup
Put it back on the heat and mix until you get a cream.
Remove from heat and let cool.
Turn on the oven at 200 °.
Unroll the puff pastry and divide it into six rectangles.
On each rectangle distribute a tablespoon of almond cream.
Fold it in three parts until it forms a pillow
Press the edges and place them on a baking sheet lined with parchment paper.
Cook for 30-35 minutes. Let it cool, then sprinkle with the icing sugar.

INFO

Visit Lisbon
Visit Sintr
Sintra Tourism
Parques de Sintra
Rota dos Vinhos
Wines of Portugal

 

 

 




Fotografare Lisbona

Torna l’appuntamento con il fotografo e reporter Guido Alberto Rossi, che fornisce ai nostri lettori alcune dritte per fotografare le più belle città, isole e borghi italiani ed esteri. Questa settimana ci porta a Lisbona attraverso un viaggio alla scoperta della città e del momento migliore per “catturarla” con l’obiettivo.

Veduta di Lisbona dall’alto

Di Guido Alberto Rossi

Lisbona è una delle città europee che amo di più, forse perché si affaccia sull’acqua e nell’aria c’è sempre un po’di profumo di mare, ma forse è solo una mia idea. Comunque, se seguite il fiume Tago da Praça do Comercio verso Sud Ovest o più praticamente guardando l’acqua con la piazza alle spalle e andate verso destra arriverete nell’Oceano Atlantico, anche se non avete intenzione di attraversarlo, il lungo fiume è ricco di posti interessanti e piacevoli.

Palazzi a Lisbona

Vediamo di dare un senso alla nostra visita e soprattutto far combaciare la luce migliore con i soggetti più importanti da fotografare, diciamo che per vedere bene Lisbona, servono tre giorni pieni, ma visto che si mangia e beve bene, suggerisco di rimanere qualche giorno in più e fare una scappata a Cascais, Sintra con il suo bizzarro Palacio da Pena e poi andate fino al faro di Cabo da Roca, che è anche il punto più Ovest d’Europa.

Primo giorno: il quartiere di Alfama e la Cattedrale

Ma iniziamo dal quartiere di Alfama, andateci con il tram n° 28, questo tram è chiamato dai portoghesi, Eletrico e in realtà fa il giro di tutti punti più interessanti della città, comprese piazze e monumenti, ma personalmente credo che il suo fascino sia quando percorre le viuzze di Alfama.

Siccome quasi sempre è stracarico di turisti prendete il tram n° 12 che è una buona alternativa. Le varie fermate le potete trovare consultando l’oracolo: Google. La cosa migliore è salire fino alla cattedrale di Santa Maria Major, la cui facciata è esposta a Ovest e quindi ben illuminata nel pomeriggio e da qui girate a piedi per vicoli di Alfama: qui la questione luce è abbastanza complicata, tanto è vero che molti fotografi preferiscono ritrarli alla sera. Al mattino comunque è meglio e qui dovrete decidere se preferite fotografare i vicoli o la facciata della cattedrale.

Interno della Cattedrale di Santa Maria Major

Quando ne avete abbastanza di vicoli, azulejos (piastrelle decorate bianche e blu) e tetti, tornate verso la cattedrale e scendete verso la piazza e chiesa di Sant’Antonio, qui potrete scattare delle foto interessanti dei fedeli che fanno le offerte alla statua del santo, fatelo con discrezione, è comunque un luogo di culto e va rispettato.

Camminando per circa un’altra mezz’ora potete arrivare fino a Praça do Comercio e arrivare sulla sponda del fiume Tago e anche andare a toccare l’acqua nella storica scalinata di Cais das Colunas. Il centro chic di Lisbona è praticamente il rettangolo che da Praça do Comercio sale con le sue vie eleganti e ricche di bei negozi, bar e ristoranti fino alle piazze: Dom Pedro IV e Praça da Figueira.

Queste due piazze è preferibile fotografarle con la luce pomeridiana in modo da avere la luce giusta sulle statue, collocate al centro delle piazze. Mentre la statua del re Dom Josè I di Praça do Comercio va bene a tutte le ore, essendo che il cavallo con il re guardano a Sud. Consiglio di percorrere Rua Augusta verso l’ora di pranzo o dello spuntino per assaggiare il baccalà fritto della Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau.

Sempre gironzolando per le vie del rettangolo non mancate l’Elevador di Santa Justa, a un isolato da Praça Dom Pedro IV. Questo ascensore che un tempo dominava tutta Lisbona è stato costruito a cavallo dei secoli ed inaugurato nel 1901, ai tempi era la Torre Eiffel portoghese, anche perché costruita con la stessa tecnica e materiali stile Meccano. Direi che se avete fatto tutto quello che ho scritto, saranno circa le 17,00 e quindi vi meritate un aperitivo sulla magnifica terrazza del Hotel Mundial, dove potrete scattare le ultime foto della giornata, bevendo qualcosa di buono.

Secondo giorno, la Torre de Belém e il Monasterio di Jeronimos

La seconda giornata potete dedicarla alla Torre de Belém, al monumento Padrao dos Descobrimentos, ovvero, agli esploratori marittimi, con relativa piazza, piastrellata a Rosa dei Venti, ambedue possono essere fotografati sia al mattino che al pomeriggio, consiglio di fotografare quest’ultimo al pomeriggio in modo di riprendere la parte rivolta verso Ovest per avere sullo sfondo anche il ponte 25 Aprile, che assomiglia al famoso Golden Gate di San Francisco, ma è più piccolo.

Sempre stando in zona c’è il magnifico Monasterio di Jeronimos. La cui facciata è rivolta a Est e quindi va fotografata al mattino, ovviamente gli interni con le grandi vetrate dai mille colori ed il chiostro vanno bene a tutte le ore. La leggenda narra che il monastero venne costruito dove esisteva la chiesetta Ermida do Restelo, nella quale il navigatore Vasco da Gama e la sua ciurma trascorsero in preghiera la notte precedente alla partenza per il viaggio che li portò alla scoperta della rotta per l’India, la prima pietra venne posta nel 1502 e l’ultima circa cent’anni dopo.

In questa parte di Lisbona ci sono anche diversi musei e giardini pubblici, praticamente in questa zona, potete vedere e fotografare dall’alba al tramonto, nutrendovi e dissetandovi nei vari ristoranti bordo fiume.

Terzo giorno, Mandragoa e l’Arena della Tourada

Se avete completato con soddisfazione anche questa seconda giornata, potete iniziare la terza giornata fotografando al mattino il palazzo Sao Bento che è la sede del governo e si trova nello storico quartiere di Madragoa. Lisbona offre oltre cinquanta musei, ne ho visitati solo alcuni, bellissimi! ma ovviamente dovete scegliere quello in base ai vostri interessi, altrimenti non bastano altri venti giorni per visitarli tutti.

Un suggerimento pomeridiano per chi visita Lisbona nel periodo primavera-estate è andare ad assistere ad una tradizionale Tourada, che è la versione portoghese della Corrida di Toros, all’arena di Campo Pequeno, già la struttura ed il suo museo valgono la visita. Nella corrida portoghese il torero o meglio il Fidalgo è a cavallo e il toro non viene ucciso è praticamente una giostra equestre di eleganza e grande livello equestre. Anche se alle volte non mancano scene violente.

Seguono i Forcados, che sono cinque matti, vestiti un po’ strani che si divertono a placare il toro ed immobilizzarlo a mani nude. Tra l’architettura dell’arena in stile moresco con i suoi mattoni rossi, i cavalli, i Fidalgo in costume, i Forcados e ovviamente il toro, qui è meglio se vi portate dietro un teleobiettivo, per poter riprendere le varie azioni a tutto formato. Ma soprattutto assicuratevi, d’aver abbastanza scatti nelle flash card delle vostre macchine fotografiche.

Chi è Guido Alberto Rossi

Nato a nato a Milano nel 1949, si è avvicinato alla fotografia grazie ad una macchina fotografica Kodak a soffietto trovata in casa dei nonni. Ha pubblicato il suo primo servizio pagato sullo Sport Illustrato nel Settembre del 1966. Nei primi anni alterna la fotografia di sport, automobilismo e motociclismo, al reportage di guerra. Nel giugno del 1967 va in Israele per la Guerra dei Sei Giorni ma il conflitto finisce subito e si deve accontentare di fotografare i primi giorni dopo la vittoria israeliana. Nel febbraio del 1968, va nella Guinea Bissau dove le truppe portoghesi combattevano la loro ultima guerra coloniale. Nel novembre del 1968 va in Vietnam, vi rimane 3 mesi ed in seguito ci ritorna nel 1971 e nel 1973, insieme al collega Ennio Iacobucci, percorre in macchina da Saigon a Quang Tri, facendo un reportage sulla situazione del Paese ormai al collasso.

Nel 1969 si reca a Belfast per un reportage sulle truppe inglesi. Nel 1973 parte per la Cambogia e questo sarà il suo ultimo reportage bellico. Successivamente si dedica alla fotografia geografica e nel 1979 fonda l’agenzia fotografica Action Press. Tra un viaggio e l’altro, tra il 1975 ed il 1995, si dedica agli sport nautici, fotografando le regate veliche e le gare di motonautica, utilizzando per primo l’elicottero per seguire le gare della classe offshore. Appassionato di volo, nel 1985 compra un Cessna 210T e insieme al suo amico e pilota Enzo Bianchini fotografa a tappeto tutta l’Italia, e buona parte d’Europa e del Nord Africa.  La fotografia aerea diventa una delle sue specialità e fotografa 65 paesi utilizzando sia aerei leggeri che elicotteri e ultraleggeri.

Negli anni le sue immagini sono state pubblicate praticamente su tutte le testate del mondo. Ha pubblicato 36 libri fotografici con vari editori internazionali. L’ultimo per la Mondadori Electa, “Basilicata vista dal cielo”. Da Gennaio 2015 è Capo Progetto del Rotary Club Milano Nord ed in collaborazione con la CRI ha realizzato dei corsi multimediali per l’integrazione dei migranti.

www.guidoalbertorossi.com




Lisbona di piazza in piazza. Scopriamo un percorso del bello e del gusto

di Cesare Zucca —

Benvenuti  a Lisbona! Welcome to Lisbon!

(in italian and english) —
Lisbona è una cittè piena di meravigliose piazze.
Piazze che ne definiscono la struttura, fermano il tempo e aprono spazi nei quali godersi una pausa cullati dal ritmo vitale della città.  Abbiamo pensato per voi un itinerario davvero speciale, un percorso ‘di piazza in piazza’ che attraversa questa magica città… Scoprirete storia, arte, curiosità e la saporita cucina portoghese.
Pronti per il nostro ‘squares-food tour’?

Partiamo dal quartiere de La Baixa dalla Piazza dei Restauratori  che commemora la liberazione del Portogallo, avvenuta nel 1640, dopo 60 anni di dominazione spagnola. Qui troverete Palazzo Foz,  sede dell’ufficio del turismo di Lisbona, l’edificio modernista del Condes Cinema, l’antico Teatro Eden e il maestoso Obelisco dedicato alla Vittoria e alla Libertà.

Piazza dei Restauratori

Da qui inizia  l’Avenida da Liberdade, che termina nella Piazza del Marquês de Pombal, dedicata allo statista che nel ‘700 guidò il Portogallo e punto di incontro di sei grandi arterie urbane della città.

Piazza del Marquês de Pombal

Nelle vicinanze ci aspetta Piazza del Rossio dalla caratteristica pavimentazione con motivi ondulati, dominata dalla facciata in stile neo-manuelino della Stazione, il Teatro Nazionale Doña María II, il suo famoso Cafè Nicola, la statua del Monarca Pietro IV e due monumentali fontane in stile barocco. Nel centro troneggia una grande colonna alta 27 metri.

Lo storico Café Nicola

Da qui raggiungiamo Piazza da Figueira, tranquilla ed elegante, caratterizzata da edifici mansardati e da una magnifica vista del Castello di San Giorgio. Le attrazioni (e le sorprese)  non mancano: dalle dolci delizie della Confeitaria Nacional all’Ospedale delle Bambole.


Prendiamo l’elegante strada Rua Augusta per raggiungere la Piazza del Commercio, la più famosa e la più grande di Lisbona. Anticamente, come indica il suo nome, funzionava come porta di accesso alla città per le navi commerciali.

Spicca l’Arco di Trionfo della Rua Augusta e la Statua equestre di Re Giuseppe I. Nella piazza troverete le fermate degli autobus turistici di Lisbona, del classico tram giallo e l’interessante Lisboa Story Centre che illustria egregiamente il percorso cronologico della città.

Pronti a restare senza fiato?
Siamo arrivati in Piazza dell’ Impero, nel distretto di Belem. Questa  è la più grande piazza della penisola iberica e una delle più grandi d’Europa. Lasciatevi stupire dal maestoso Monastero dos Jerónimos, celebrazione delle imprese marinare che fecero affluire in Portogallo enormi ricchezze, in particolare del trionfale viaggio con il quale Vasco de Gama aprì la via marittima alle Indie.
Poco distante il Centro Cultural de Belém con il suo enorme giardino, mentre il lato opposto ospita  il Monumento alle Scoperte che rappresenta Enrico il Navigatore e gli eroi portoghesi che parteciparono alle scoperte.

Monumento alle Scoperte

All’interno del monumento esiste un ascensore che porta a metà altezza e quindi una scala che conduce alla sommità del monumento da dove si ha una vista panoramica sul Quartiere di Belém e sul fiume Tago, sulle cui rive spicca l’iconica Torre, ultima immagine che i marinai e i soldati avevano della propria patria. Oggi ospita un museo che espone pezzi di gioielleria
Ah, una dritta: alla domenica molte di queste attrazioni sono a ingresso libero.

Torre di Belem

Il nostro percorso continua e diventa… principesco
Piazza Pricipe Real, affascinante luogo del Barrio Alto, attorniato dal palazzo  Ribeiro da Cunha, in stile neo-araboo, dal Museum of Free Waters. e da un lussureggiante giardino, famoso per un insolito (e mastodontico)  cedro buçaca che sembra un enorme baldacchino.

il mastodontico cedro-baldacchino

Sempre nel Barrio Alto vi aspetta Piazza dei Fiori, tranquilla, silenziosa, adornata da piante e fiori, insomma una sosta perfetta per spezzare il ritmo del percorso o semplicemente per concedervi una pausa, magari uno snack approfittando del vicino Pão de Canela, ristorantino che offre diversi piatti tipici, ideali per uno spuntino nella pace della  piazza.

Piazza dei Fiori

Piatti tipici da Pao de Canela

Un’altra piccola pausa rilassante? Verso l’ Elevador da Gloria, c’e una vera chicca, la Piazza dell’Allegria. E’ un luogo non frequentato da turisti, dove si possono vedere seduti gli anziani del quartiere, la gente con giornali e pane … il tutto con l”aria bohemien che emerge da questa città magica.

Piazza dell’Allegria

Fame… ‘on the road’?
Incontro ‘must’ le sardine, anche in scatola. A Lisbona infatti troverete diversi negozietti che vendono pesce in scatola, soprattutto sardine; in molti di questi, potrete sedervi e mangiare le sardine che avete scelto, che vi verranno servite su un piatto, accompagnate da pane o patate.La cucina portoghese è super saporita, dai piatti di verdure a quelli di pesce, come il caldo verde una zuppa,  a base di cavolo, patate e chorizo o il gustosissimo polvo à Lagareiro, polpo prima stufato e poi grigliato, servito con una salsa piccante.

Alcuni piatti tiici : caldo verde e polvo à Lagareiro

Il piatto nazionale è il bacalhau, saporito baccalà che nelle botteghe, nei mercati e nei ristoranti non manca mai, cucinato in tantissimi modi,  bollito accompagnato da verdure oppure grigliato con aglio e spezie.

Inoltre da vedere a Lisbona
Il Convento do Carmo.
Miradouro de Sao Pedro de Alcantara.
La libreria Ler Deavagar
Miradouro de Santa Luzi
ll Museo Azuleios
Il MAAT

Il MAAT ,museo di Arte, Architettura e Tecnologia ,nuovo centro culturale della Città, con accanto il Museo di Energia Elettrica e il nuovo Museo delle Carrozze e Il Museo Azuleios che prende il nome proprio dalle tipiche ceramiche azzurre, tradizionali del Portogallo

Torniamo a Belém, oltre alle meraviglie di cui ho parlato, troverete la storica ‘pasteleria’ dove è inevitabile un’abbuffata di pasteis de nata, tradizionali dolcetti alla crema su una cialda croccante a forma di piccolo cestino ripieno di crema fatta con uova, zucchero, latte, farina, cannella e limone. Deliziosi… uno solo non basta, ve lo assicuro…
La leggenda dice che furono un’invenzione dei monaci del monastero che, visto il successo, iniziarono in seguito a produrli anche all’esterno delle mura e la ricetta si diffuse per tutto il Portogallo. Ricetta che ho avuto proprio dalla pasteleria, eccola!

PASTEIS DE NATA


Ingredienti per 12 pasteis

Preparazione
Per la crema: abagnomaria, montate i tuorli con lo zucchero, incorporare maisena e vaniglia, unire la panna, continuando a mescolare finchè la crema sarà addensata (circa 10 minuti) Togliete dal fuoco, travasate la crema in una ciotola fredda.
Mescolate finchè la crema non è fredda  e quindi copritela con pellicola di plastica.
Mettete i 2 rotoli di pasta sfoglia uno sopra l’altro schiacciando leggermente per farli aderire, quindi arrotolateli e infine tagliate il rotolo a fette. Spolverizzate di farina ciascuna fettina, quindi schiacciatela fino a formare un cerchio.
Curvate i bordi del cerchio per ricavarne un cestino e foderate degli stampini per muffin. Riempite con la crema fino al bordo. Cuocete quindi in forno ventilato preriscaldato a 220°C per circa 15 minuti poi continuate con il grill per altri 3-5 minuti. La superficie deve essere dorata e caramellata
Ecco fatto!
Lasciateli raffreddare e spolverizzateli con cannella in polvere.

INFO
Visit Lisboa

Would you like to try to make ‘pasteis’ ?
Here the recipe in english, just click Next>

LISBON PASTEIS

In the Belém Quarter you will find the historic ‘pasteleria’ where a binge of pasteis de nata is inevitable, They are traditional cream cakes on a crispy wafer in the shape of a small basket filled with cream made with eggs, sugar, milk, flour, cinnamon and lemon.
Delicious … just one is not enough, believe me…

The legend says that they were an invention of the monks of the monastery who, given the success, later began to produce them also outside the walls and the recipe spread throughout Portugal. Recipe that I got right from the pasteleria, here you go!
THE RECIPE OF
PASTEIS DE NATA

Ingredients for 12 pasteis

100 grams of sugar
4 yolks
1 tablespoon of cornstarch
1 teaspoon of vanilla essence
250 ml of fresh cream
2 rolls of puff pastry
cinnamon

Preparation
For the cream:
in bain-marie, whip the egg yolks with the sugar, incorporate the corn and vanilla, add the cream, continuing to mix until the cream has thickened (about 10 minutes) Remove from heat, pour the cream into a cold bowl.
Stir until the cream is cold and then cover it with plastic wrap.
Put the 2 rolls of puff pastry one on top of the other, squeezing them lightly to make them stick together, then roll them up and finally cut the roll into slices. Sprinkle each slice with flour, then mash it to form a circle.
Curve the edges of the circle to make a basket and line muffin molds. Fill with the cream up to the edge. Then cook in a preheated convection oven at 220 ° C for about 15 minutes then continue with the grill for another 3-5 minutes. The surface must be golden and caramelized
Done!
Let them cool and sprinkle them with ground cinnamon.

INFO
Visit Lisboa (english)
https://www.visitlisboa.com/en

 

 

 

 




Scopriamo Lisbona in tram, a ritmo di ‘fado’ e al gusto di ‘bacalhau’

Benvenuti a Lisbona! Welcome to Lisbon!…
(in italian and english)


di Cesare Zucca —

Ospitale, solare, vera: una città che ha ancora un’anima, dove puoi trovare la botteguccia dell’artigiano che ripara violini, il tipografo che sigilla i quaderni con le tue iniziali, la signora dell’Alfama che dipinge a mano le cartoline, il cuoco che sbuca dalla cucina per controllare se il suo bacalhau è di tuo gradimento…Insomma, un tuffo a ritroso nel tempo e uno sguardo al futuro per un viaggio tra ieri, oggi, domani, il fado e… il piatto nazionale portoghese: il baccalà.

Lisbona è una città da scoprire a piedi e girare…in tram
A Lisbona i tram sono essenziali e quindi la prima cosa da fare è comprare un abbonamento di trasporto giornaliero, perché utilizzerete molte volte autobus e tram. Interessanti anche i bus gialli  ‘sù e giù’  perfetti per scoprire la città, con voce guida in italiano, scendete quando vi pare, visitate e riprendendete il bus successivo, il biglietto dura fino a 72 ore.

Per i tram, potete iniziare con il numero 12 e, osservando dal finestrino, vi farete una idea generale della città. Il tram più famoso di Lisbona è l’iconico 28, giallo, minuscolo e scattante. Si arrampica fino al Castello da cui si gode di una vista spettacolare di Lisbona e del Tago. E’ affollato e turistico, occhio al portafoglio, meglio imbucarlo in borsa o nello zainetto, rigorosamente indossato sul davanti. Io ho comunque preferito il Bus 737  che propone un ‘tram tour’ con comodi posti numerati: stesso itinenario e meno ansia…

L’iconico tram 28

Questi tram vi porteranno fino ai piedi del Castello, dove si estendono due antichi e originali quartieri: Mouraria e Alfama. Zigzagando senza fretta tra labirinti colorati e saliscendi inaspettati, troverete certamente un angolino indimenticabile dove gustare un buon bicchiere di porto o vinho verde e assaggiare qualche piatto tipico.

Sperimentate il caldo verde, una zuppa a base di cavolo, patate e chorizo o il polvo à Lagareiro, un polpo prima stufato e poi grigliato, servito con una salsa piccante. Nel quartiere troverete diversi negozietti che vendono pesce in scatola, soprattutto sardine; in molti di questi, potrete sedervi e mangiare le sardine che avete scelto, che vi verranno servite su un piatto, accompagnate da pane o patate.Montiamo di nuovo su un autobus diretto al Parque das Nações, dove si trova anche il Casinò, il colossale Ponte Vasco da Gama e l’Oceanário, uno dei più grandi acquari al mondo, popolato da 15.000 tipi di pesci, compreso alcuni squali che vi passano a pochi centimetri di distanza.

Oceanario

Arriva la sera.. Benvenuti nel Chiado e nel Bairro Alto!
La meta top è il quartiere di Chiado e del Bairro Alto, eleganti e alternativi.
Per arrivarci possiamo imbarcarci nuovamente sul 28 oppure scegliere uno dei pittoreschi ascensori:  l’ Elevador de Santa Justa o l’ Elevador Da Gloria, che si trova nella Piazza dos Restauradores.

Il quartiere Chiado

Il classico luogo d’incontro è A Brasileira, una delle tante caffetterie con terrazza, popolarissime anche nel Bairro Alto, raggiungibile da Rua Misericordia. E’ uno dei migliori quartieri dove gustare la cucina locale e ascoltare fado suonato e cantato da autentici e virtuosi musicisti portoghesi.

Lisbona di notte: nelle strade echeggiano le struggenti melodie del fado

Lasciatevi rapire da questa musica leggenda e tradizione del Portogallo e amata come fosse un inno nazionale. La ‘Regina del fado’ Amalia Rodrigues, adorata e mai dimenticata dal popolo portoghese, è tuttora idolatrata e presente  dovunque, anche come manichino in vetrina in un negozio del centro, E’ un idolo anche per i più giovani che continuano a cantare le sue struggenti canzoni di fado.

Si sostiene che questa musica sia nata in localacci frequentati da marinai e prostitute, di certo fado significa ‘fato ‘e traduce in parole e musica tormenti, ombre e conflitti sia storici che personali.

Niente di più appropriato che regalare al nostro percorso una sosta in uno dei numerosi locali con cena e musica. I migliori? Casa de Linhares, Sr. Vinho, Maria da Mouraria  O Faia, Mesa de Frades, Clube de Fado, El Povo e la storica Adega Machado.

Un’ esibizione di fado al Povo di Lisbona

Sono locali che offrono cucine diverse tra di loro, ma con una pietanza sempre e rigorosamente in comune: il bacalhau (baccalà), il piatto nazionale che nelle botteghe, nei mercati e nei ristoranti non manca mai. Il più storico (e mio preferito) è il bacalhau à Brás, quasi una  gustosa frittata con cipolle, patatine fritte, uova, olive nere e prezzemolo fresco.

Dove mangiare il miglior ‘bacalhau’ di Lisbona
I ristoranti più popolari: Gambrinus, Lisboa à Noite, Monte-Mar Lisboa, Café Martinho da Arcada, Granja Velha, Varanda de Lisboa, Solar dos Presuntos, Tasca da Esquina. Pap’Açorda. 5 Oceanos, Ramalho.
I più rinomati: Terra Nova by Populi, D’Bacalhau, mentre Il baccalà diventa un piatto gourmet quando è firmato dal top Chef Luis Avillez: Cantinho do Avillez e Bairro do Avillez

‘ Rei do Bacalhau’ rigorosamente cucinata alla griglia , anche in strada

RICETTA BACALHAU à la BRAS

bacalhau à la Bras

Ingredienti per 4 persone

300 gr Baccalà
350 gr Patate
4 Uova
2 Cipolle
2 spicchi di aglio
Olive nere
Prezzemolo
600 gr olio di semi
Olio extravergine di oliva q b
Pepe nero q b

La ricetta originale richiede una complicata dissalatura del pesce, ma  per semplificare potete usare del baccalà già ammollato. Se preferite togliere un po’ di sapidità, potete  immergerlo nel latte per circa un’ora.
Lessate il baccalà per un paio di minuti, scolatelo e lasciatelo intiepidire. Elimina la pelle e le eventuali lische. Spezzettatelo con le mani e tenetelo da parte
Pulite e tagliate le patate a bastoncini sottili e poi mettetele in una ciotola, coperta di acqua fredda. Riducete le cipolle a fettine sottili, unite l’aglio tritato.
In una padella scaldate l’olio, aggiungete cipolle e aglio, fate rolosolare sempre mescolando.
Scolate e asciugate le patate, friggetele nell’olio a 180°C.  Scolatele e togliete l’ olio in eccesso. Aggiungete il baccalà, rosolatelo un attimo e aggiungete le patate fritte. mescolando.
In una ciotola sbattete e pepate le uova, poi unitele al baccalà e mescolate fino a ottenere un composto cremoso.
Il bacalhau a la Braz è pronto ! Guarnite con prezzemolo tritato e olive nere.

Here the original recipe of ‘Bacalhau a la Braz’ in english

Where to eat the best ‘bacalhau’ in Lisbon
The most popular restaurants: Gambrinus, Lisboa à Noite, Monte-Mar Lisboa, Café Martinho da Arcada, Granja Velha, Varanda de Lisboa, Solar dos Presuntos, Tasca da Esquina. Pap’Açorda. 5 Oceanos, Ramalho.
The most famous: Terra Nova by Populi, D’Bacalhau
Cod becomes a gourmet dish signed by top Chef Luis Avillez: Cantinho do Avillez and Bairro do Avillez

RECIPE of the BACALHAU A LA BRAZ

bacalhau à la Bras

Ingredients for 4 people

300 gr Cod
350 gr Potatoes
4 eggs
2 Onions
2 cloves of garlic
Black olives
Parsley
600 gr of seed oil
Extra virgin olive oil q b
Black pepper q b

The original recipe requires a complicated desalting of the fish, but to simplify it you can use already soaked cod. If you prefer to remove some of the flavor, you can soak it in milk for about an hour.
Boil the cod for a couple of minutes, drain it and let it cool. Eliminate the skin and any bones. Break it up with your hands and keep it aside
Clean and cut the potatoes into thin sticks and then place them in a bowl covered with cold water. Reduce the onions into thin slices, add the minced garlic.
In a pan heat the oil, add onions and garlic, let it stir, stirring constantly.
Drain and dry the potatoes, fry them in oil at 180 ° C. Drain them and remove the excess oil. Add the cod, brown it for a moment and add the fried potatoes. stirring.
In a bowl, beat and pepper the eggs, then add them to the cod and mix until you get a creamy mixture. Garnish with chopped parsley and black olives
The bacalhau a la Braz is ready!




Lisbona, terra di navigatori

“Lisa” è il nome con cui i portoghesi chiamano Lisbona, spettacolare città un po’ sospesa tra passato e futuro. Lisa incanta chi decide di visitarla perché sensuale, enigmatica e accattivante con i suoi quartieri così diversi tra loro, i tram gialli che sferragliano per le ripide strade acciottolate, i bellissimi edifici decorati con le azulejos, le malinconiche e sensuali note del fado in sottofondo.

Lisbona
Ponte 25 de Abril

Primo giorno:

Il nostro itinerario inizia da Praça do Comércio situata nella zona Baixa di Lisbona, la città bassa. È un’enorme piazza di forma quadrata fiancheggiata da eleganti edifici classici. Nel centro campeggia la statua equestre bronzea eretta in onore del 25° re del Portogallo, Giuseppe I, che regnò dal 1750 al 1777. In passato Praça do Comércio era considerata la porta d’accesso alla città per la sua strategica posizione alla destra del fiume Tago ed era il luogo in cui si commerciavano i beni provenienti dalle colonie e dove si finanziavano le spedizioni nelle varie parti del mondo. Dal fiume si può vedere salire, verso la piazza, l’antica scalinata in marmo Cais Das Colunas.

Lisbona
Praça do Comércio l’antica scalinata in marmo Cais Das Colunas

Sulla piazza si affaccia il maestoso Arco della Rua Augusta, un arco trionfale sulla cui sommità sono posizionate le statue che rappresentano la Gloria, il Valore e il Genio e ritraggono personaggi portoghesi che hanno contribuito alla storia del Portogallo una tra tutte quella del Marquês de Pombal, ministro sotto il regno di Giuseppe I che fu incaricato di ricostruire il centro della città dopo il terremoto del 1755. Dalla cima della torre prende forma una piattaforma panoramica da cui ammirare e fotografare la piazza sottostante.

Lisbona
L’arco trionfale della Rua Augusta

Oltrepassato l’Arco inizia la Rua Augusta, una lunga via commerciale ricca di negozi, caffetterie e ristoranti. Percorrendola verso nord si arriva a un’altra piazza, Dom Pedro IV, convenzionalmente chiamata da tutti, Rossio. Da sempre centro nevralgico della città, ha preso il nome dal primo imperatore del Brasile e 28° re del Portogallo. Al centro, in sua memoria una statua bronzea alla base della quale spiccano quattro figure femminili che rappresentano le virtù cardinali di Re Dom Pedro: “prudenza, forza, giustizia e temperanza”. Ai lati fanno da cornice le belle fontane barocche. La particolarità del piazzale è la pavimentazione definita “O mar largo” ottenuta incastrando pietre bianche e nere a formare disegni a onde che affascinano molto i turisti.

Lisbona
Placa Dom Pedro IV

In passato in questa piazza si sono svolte corride, festival e addirittura la penitenza e la condanna decretata dall’Inquisizione. Sulla piazza si affaccia Il Teatro Nazionale Dona Maria II, in stile neoclassico. Sulla facciata spicca la statua di Gil Vincente, autore del teatro classico portoghese. Alla sua sinistra la stazione del Rossio, risalente al 1887, è considerata da molti la più bella stazione del mondo. Capolavoro in stile neomanuelino, in passato ospitava la stazione centrale, oggi è invece il terminale delle linee che arrivano dalla regione di Sintra e della Metro.

Lisbona
Teatro Nazionale Dona Maria II e la stazione Rossio

La piazza ospita una delle caffetterie più antiche di Lisbona, Cafè Nicola, identificabile e riconoscibile per la facciata Déco. Sulla eclettica piazza affaccia A Ginjinha, un altro locale molto frequentato dove portoghesi e turisti amano venire a gustare la Ginja, il tradizionale liquore locale alla ciliegia.

Lisbona
La storica caffetteria Nicola

Procedendo in direzione nord, verso Largo São Domingos, si raggiunge Praça Dos Restauradores,  grande slargo che rievoca l’indipendenza del Portogallo dopo 60 anni di dominazione spagnola. Oltre alle tante attrattive della piazza come l’obelisco e il teatro c’è l’Ascensor da Glória, una funicolare che permette di salire al Bairro Alto evitando una ripida strada.

Lisbona
Ascensor da Glòria

Il Bairro Alto è un quartiere bohémien, con ripidissime vie acciottolate e tanti edifici decorati con arte urbana. Durante il giorno è poco animato ma di sera si trasforma magicamente nel cuore della movida di Lisbona con tanti locali alla moda da cui provengono le dolci e malinconiche note del fado. L’ascensore da Glória porta direttamente al miradouro Jardim de São Pedro de Alcântara, un belvedere che offre meravigliose viste sul centro di Baixa e sull’Alfama. Poco distante si trova Praça do Principe Réal dove è possibile ammirare bellissimi cedri secolari. Non lontano dalla piazza l’ingresso al Giardino Botanico con 2.500 piante provenienti da tutto il mondo. Sempre in zona si trova la Chiesa di San Rocco (Largo Trindade Coelho) dall’aspetto esterno poco interessante ma con interni caratterizzati da altari dorati e maestosi di grande bellezza.

Lisbona
Praça do Principe Réal con le sue colorate case, i cedri secolari e la Chiesa di San Rocco

Secondo giorno:

Il secondo giorno è dedicato alla scoperta del quartiere Chiado. Partendo dalla Baixa, la base scelta da noi per visitare Lisbona per la sua posizione centrale e la facilità con cui ci si sposta in quasi tutte le zone della città, ci dirigiamo nuovamente verso Piazza Dom Pedro IV. Percorrendo Rua Aurea arriviamo al maestoso Elevador de Santa Justa, un ascensore dei primi del ‘900 in stile neogotico di 45 metri che svetta verso il cielo e che collega la parte bassa della città al quartiere Chiado. All’uscita dell’Elevador de Santa Justa il Convento do Carmo o meglio ciò che ne rimane dopo il devastante terremoto del 1755.

Lisbona
Il Convento do Carmo

È un complesso molto suggestivo che non lascia indifferenti. La non ristrutturazione, è voluta, per mantenere viva la memoria della tragedia. In passato era una maestosa chiesa gotica, oggi quello che rimane sono le arcate sospese con il cielo che fa da soffitto. Ma è proprio quest’ultimo che rende molto suggestivo il luogo ormai noto come Chiesa senza soffitto. Chiado è un quartiere tradizionale e caratteristico e si sviluppa attorno a Largo do Carmo, la sua piazza principale.

Lisbona
Il famoso Bar A Brasileira

Purtroppo oltre al terribile terremoto del 1755 Lisbona subì, in questa zona, nel 1988, anche un incendio che non riuscì a essere domato tempestivamente (i mezzi di soccorso non riuscirono a muoversi agilmente nelle strette vie del quartiere) e che distrusse gran parte degli edifici. Il quartiere è conosciuto come il quartiere degli artisti perché in passato era qui che gli intellettuali di Lisbona amavano riunirsi. Tanto che davanti al Bar A Brasileira, è stata eretta una statua bronzea a grandezza naturale in memoria di Fernando Pessoa, uno dei maggiori poeti del Paese, raffigurato seduto a un tavolino.

Lisbona
La statua bronzea in memoria di Pessoa in Largo do Carmo

Di fronte un’altra statua commemora Antonio Ribeira. Nella piazza due chiese molto belle, una di fronte all’altra: La Chiesa della Madonna di Loreto, ricostruita dopo il terremoto del 1755 in stile barocco, e la Chiesa di Nostra Signora dell’Incarnazione con facciata Neoclassica e decorazioni rococò. Non molto lontano si trova la caserma della Guardia Nazionale Repubblicana, Quartel do Carmo, edificio di grande importanza storica perché è qui che, durante la Rivoluzione dei Garofani del 1974, terminò la dittatura del regime di Salazar.

Lisbona
Il Quartel do Carmo e la Chiesa della Madonna di Loreto

Terzo giorno:

Il terzo giorno è dedicato al quartiere più antico, più caratteristico e più vero di Lisbona, l’Alfama, un labirinto di vie acciottolate punteggiate da edifici antichi decorati con le caratteristiche azulejos.

L’Alfama in passato era un quartiere molto povero, abitato da gente umile ma oggi si è trasformato in uno dei quartieri più apprezzati dai turisti con i suoi negozi alla moda, ristoranti, alberghi pur conservando la propria autenticità e la propria identità storica.

Lisbona
Panorama sull’Alfama

Per arrivarci la soluzione meno impegnativa è prendere l’electrico 28, un tram “vintage” che sferraglia sui binari inerpicandosi per le strette vie dell’Alfama sfiorando le porte delle abitazioni.  Un’altra possibilità, ma molto più costosa, è prendere il tuk-tuk, una sorta di ape car che permette di visitare Lisbona evitando le ripide salite e discese.

Lisbona
I pratici mezzi per gli spostamenti, l’electrico 28 e un coloratissimo tuk tuk

Ma se pur faticoso, il modo migliore per conoscere questo quartiere è perdersi nel labirinto dei becos e travessas. Ogni 50 metri si ammirano edifici, negozi di artigianato, i simpatici e calorosi abitanti dell’Alfama che chiacchierano tra loro sull’uscio di casa, panni stesi ad asciugare, tutto è vero e colorato. La prima tappa è la Igreja de São Vicente de Fora un monastero agostiniano. Fora in portoghese significa “fuori le mura”, questo perché quando fu costruito il terreno si trovava fuori dai bastioni che circondavano la città. Edificato in stile manierista, ha una facciata imponente con due torri laterali. La facciata ha molte nicchie che ospitano statue raffiguranti santi. L’interno ha una volta a botte e una grande cupola al centro.

Lisbona
Igreja de São Vicente de Fora

Si arriva poi a Largo das Portas do Sol, la piazza più grande dell’Alfama, che permette di ammirare i quartieri sottostanti. Da qui è il momento di affrontare la lunga salita per la visita al Castelo de São Jorge (costo del biglietto di ingresso euro 10,00) di epoca islamica, costruito a metà dell’XI secolo. È da qui che partono le vicende legate alla storia antica del Portogallo ed è qui che i crociati cristiani sconfissero i Mori, nel 1147. La fortificazione ospitava la guarnigione militare ed è composta principalmente dalle mura, dalla cittadella e da 11 torri tra cui, le più interessanti, sono la Torre do Tombo, la Torre della Cisterna e la Torre di Son Lorenzo. Interessante la Porta del Tradimento da dove, in tempi passati, entravano e uscivano i messaggeri segreti nelle situazioni di pericolo. Per entrare nella cittadella si passa da un cancello del XIX secolo con lo stemma del Portogallo, con incisa una data, 1846, e il nome della regina Maria II.

Lisbona
Castelo de São Jorge

Questo cancello permette di accedere alla Praça D’Armas, dove si può ammirare una statua bronzea di Alfonso Enrico. Arrampicandosi sulle ripide scale e camminando lungo i muri e le torri si può godere di un bellissimo panorama di Lisbona (in inverno evitate le prime ore del mattino potreste trovare una fastidiosa nebbia). Il giardino ospita bellissimi pavoni che si fanno ormai fotografare tranquillamente dai turisti e una caffetteria dove fare una breve sosta per un caffè.

All’esterno del Castello si può assaggiare, alla Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau, un pastel Queijo una polpetta di baccalà fritta con un cuore di formaggio di capra. Una vera delizia al costo di 4 euro. Con l’aggiunta di 5 euro viene accompagnata da un bicchierino di porto, un vino liquoroso portoghese prodotto esclusivamente da uve provenienti dalla regione del Douro, nel nord del Portogallo.

Lisbona
La degustazione di un pastel queijo alla Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau

Scendendo dal Castello si incontra la famosa Cattedrale Sé o Basilica di Santa Maria Maggiore (Largo da Sé 1), edificio in stile romanico costruito nel XII secolo con due torri campanarie gemelle e un rosone al centro. Nel corso degli anni fu sottoposta a molti restauri a seguito dei vari cataclismi avvenuti a Lisbona. I punti di grande interesso sono la Cappella Battesimale, la Cappella di Bartolomeu Joanes, il Camerino del Patriarca, la Cappella Maggiore, la Cappella del Santissimo Sacramento, la Sacrestia e il Deambulatorio. Fu costruita sul sito di un’importante moschea; gli scavi sono visibili nel chiostro gotico sul retro della cattedrale.

Lisbona
La bellissima e famosa Cattedrale Sé

Di fronte svetta un’altra chiesa molto bella, l’Igreja de Santo António de Lisboa (Largo de Santo Antonio da Sé), costruita proprio sul luogo di nascita del santo che è patrono di Lisbona. Dalla piazzetta si erge la statua di Sant’Antonio raffigurato con un libro in mano. Alcune credenze popolari narrano che lanciando una moneta sul libro del santo si riesca a trovare un amore. Questo per il fatto che Sant’Antonio, oltre ad essere patrono di Lisbona, lo è anche degli innamorati. Una scalinata porta all’ingresso della chiesa e una volta entrati si può ammirare al centro la cupola che illumina l’interno.

Lisbona
L’Igreja de Santo António de Lisboa

In zona il Miradouro de Santa Luzia, un belvedere, forse tra i più belli, che permette di ammirare Lisbona dall’alto. Il muretto tutt’intorno è decorato da splendide azulejos.Più in basso rispetto al Miradouro la chiesa di São Miguel (Largo de São Miguel 6), una chiesa cattolica risalente al XII secolo.

Quarto e ultimo giorno:

Eccoci arrivati all’ultimo giorno di permanenza che dedichiamo al quartiere Belém situato nella zona occidentale di Lisbona, sulle rive del fiume Tago. È considerato il polmone verde di Lisbona perché ricco di parchi, piazze alberate e spazi verdi.

In tempi lontani da qui partivano i grandi navigatori per andare alla scoperta di nuovi luoghi. Si raggiunge con il 15 E che ferma proprio vicino al Mosteiro dos Jeronimos.

Il Monastero è un capolavoro architettonico dichiarato Patrimonio Unesco. È in stile gotico manuelino, nacque per volere di Re Don Manuel I nel 1502 e fu dedicato al protettore dei marinai, San Geronimo. Sempre affollatissimo di turisti, la visita risulta difficoltosa ma da non perdere.

Lisbona
Il Mosteiro dos Jeronimos a Belém

Di fronte al monastero, attraversando il Jardim da Praça do Império, in direzione del Ponte 25 de Abril, si arriva al sottopassaggio che conduce dall’altro lato della strada da dove si raggiunge il monumento Padrão dos Descobrimentos. Il monumento alle scoperte, fu realizzato nel 1960 per commemorare gli esploratori portoghesi dei secoli XV e XVI. Raffigura una nave con le vele spiegate al vento in direzione del mare. Il monumento ospita diverse statue, sul lato ovest sono rappresentati gli esploratori, sul lato est i finanziatori e sulla parte posteriore Enrico il Navigatore. La sommità del monumento è un punto panoramico strepitoso per ammirare Belém.

Lisbona
Il monumento Padrão dos Descobrimentos a Belém

Camminando lungo il molo si arriva alla Torre de Belém posizionata in mezzo all’acqua e raggiungibile da un pontile in legno. Anche la Torre, così come il Mosteiro dos Jeronimos è Patrimonio Unesco e al primo piano sono visibili i cannoni usati, in passato, a protezione della torre stessa. Affascinante e ammaliatrice, lo è ancora di più se visitata al tramonto quando i turisti diminuiscono e i colori arancione e gialli del calar del sole si riflettono nelle acque rendendo così l’atmosfera magica.

Lisbona
L’affascinante Torre Belém

In zona non si può perdere una sosta all’ Antica Fábrica Pastéis de Belém (R. Belém 84-92 aperta dalle 8 alle 22) che sforna ogni giorno 22.000 pastel. Cosa sono i pastel? È pasta sfoglia croccantissima con un ripieno di crema all’uovo. Serviti ancora caldi rischiano di dare dipendenza. Questi dolci sono venduti ovunque in Lisbona con il nome di Pastel de nata ma i veri e inimitabili pastel sono quelli prodotti in questa pasticceria di Belém perché sono preparati con l’antica ricetta segretissima lasciata in eredità dai monaci del Monastero dos Jeronimos alla chiusura, nel 1833, del loro ordine.

Lisbona
La lunga fila alla Fabrica dos pasteis de Belém

Il nostro viaggio si conclude qui con il rammarico di non aver potuto vedere tantissime altre cose e di non aver avuto il tempo per fare una gita fuori porta verso Sintra, incantevole città a 45 minuti da Lisbona. Sarà l’occasione per tornare in Portogallo, terra magica di navigatori e letterati.

COME ARRIVARE

I voli diretti per Lisbona partono dagli aeroporti di Roma, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Pisa e Venezia grazie alle compagnie aeree Ryanair e TAP.

DOVE DORMIRE

Consigliamo di dormire alla Baixa il quartiere più centrale.

COSA E DOVE MANGIARE

Il bacalhau, re della cucina portoghese, il polpo, le sardine, la bifana e Bola de Lamego, una deliziosa focaccia farcita, salumi e formaggi, arrosti di maiali e ancora la francesinha un piatto ricco e sostanzioso: 2 fette di pane tostato con all’interno un ripieno di carne di maiale e vitello e sormontato da 1 uovo fritto il tutto ricoperto da formaggio fuso oltre ad una tradizionale salsa, i pastel de Belem.

Alcuni ristoranti e locali consigliati

Granja Velha– Rua dos Douradores 200, in pieno centro di Lisbona, nella Baixa, non lontano da Rua Augusta. Il locale non è particolarmente bello ma il fatto che è frequentato principalmente da portoghesi rassicura sulla qualità e quantità dei piatti.

Pensao Amor Rua Nova do Carvalho 38, Lisbona, interessantissimo e divertentissimo locale consigliato per un aperitivo o un apericena. E’ un ex bordello e lo si intuisce immediatamente entrando per i colori rosso porpora alle pareti, le luci soffuse, qualche immagine eloquente alle pareti. Quando era una casa d’appuntamento era frequentato dai marinai che venivano a cercar amore a pagamento. Tante piccole stanze che non lasciano nulla all’immaginazione compreso, al piano sotterraneo un sexy shop. Sempre affollatissimo.

Phármacia Ristorante all’interno del museo dedicato alla medicina. Il menù non è altro che un ricettario e l’acqua esce da una bottiglia di soluzione fisiologica e i condimenti? Ovviamente sono in una cassetta di pronto soccorso.




DESTINAZIONI GOURMET: 8 CITTÀ EUROPEE DA VISITARE NEL 2019. (parte 2) VERSO IL SUD: LISBONA, SUD EGEO, MATERA

-di Cesare Zucca-

Voglia di luce, sole, colori, emozioni? In più amate la buona tavola? Le ricette della tradizione?
I sapori antichi e Il meglio della cucina regionale?
Il nostro viaggio continua… oggi vi porto a scoprire tre gioielli del Mediterraneo e le loro meravigliose ricette della tradizione. Dagli azzurri delle maioliche portoghesi, al blu intenso del del Mare Egeo e delle casa, alla tavolozza dei colori dei sassi di Matera che all’alba riflettono candide sfumature tipicamente mediterranee e al tramonto sembrano confondersi con il cielo.

LISBONA, Portogallo


E’ la seconda classificata nella lista delle Capitali Europee della Cultura Gatronomica 2019. Una città tutta da scoprire e una destinazione super trendy. Cucina ricca, saporita, solare e ben condita. Da ristoranti stellati, a tipiche tabernas e suggestivi bar petiscos dove troverete stuzzichini con olive, insalata di polipo e crocchette di pesce. Tra le specialità: caldo verde (zuppa nazionale con cavolo, patate, erbe e fettine di chorizo), arroz de polvo (risotto cremoso con polipo), bifanas (involtini di maiale e vino), pregos (tramezzini di carne) e la famosa francesinha (toast superfacito con uova, prosciutto, salsiccia, formaggio e salsa al Porto). Tanto pesce, gustosi frutti di mare e ‘sua Maesta’ baccalà, fritto nelle pataniscas, oppure mantecato à Bras. Il dolcetto nazionale è pasteis de nata (piattelle alla crema, della serie ‘una tira l’altra’…) da gustare nella storica pasteleria alla Torre de Belèm.

SUD EGEO, Grecia


Una città non vi basta? Puntate verso l’Egeo Meridionale, designato Regione Europea della Gastronomia 2019. Vi aspettano più di 50 isole delle Cicladi e del Dodecanneso: Paros, Andros, Milos, Mykonos, Kos, Santorini, Syros, Naxos, Tinos, Rodi, Kalymnos, Karpathos e tante altre destinazioni idilliache ricche di tavole vibranti di gusto, colore e delizie che vanno dal polipo alle sardine in crosta di sesamo, all’agnello profumato alle erbe, a formaggi di pecora, a verdure e legumi solari. Tanto pesce servito in stile kakavia (stufato) e gouna (essiccato al sole). e xtapodi (calamari arrosto)

Capra, agnello e manzo, innaffiati dai vini locali. L’ineguagliabile fava di Santorini,  essiccata e poi preparata come una purea, molto simile come consistenza all’hummus. È un piatto semplice ma allo stesso tempo molto nutriente, può essere servito come piatto principale oppure più spesso come contorno con feta, cipolle e olive nere.

Tanto pesce servitor in stile kakavia (stufato) e gouna (essiccato al sole). Ottimi formaggi tra cui kefalotiri, ladotiri, skotiri, mizithra. Ottimi piatti vegetariani: revithokeftedes (polpette di ceci), tsimetia (fiori di zucchine ripiene). Tanto miele: il profumatissimo mayiotiko proviene dai fiori primaverili e viene usato in molti piatti: avgokalamara (pasta fritta), kalsounia (dolce al formaggio) amigdalota (biscotti di marzapane) lo troviamo perfino nell’acquavite tsikoudia. Grazie al suo ambiente geofisico, ai prodotti locali e all’identità gastronomica la regione del Sud Egeo è un paradiso terrestre.

MATERA, Italia


Infine Matera, il 2019 si annuncia come un anno glorioso per il gioiello lucano eletto Capitale della Cultura Europea 2019. Molti viaggiatori esperti di cibo conoscono da tempo questa città di montagna unica, costellata da caverne, da antiche abitazioni scavate nella roccia, dai suoi poveri Sassi abitati da famiglie e bestiame, da storie, leggende e arte. Matera, a lungo isolata dal resto d’Italia, rimane uno degli ultimi veri baluardi della cucina povera. Autentiche ricette contadine composte da ingredienti poverissimi che danno vita ad un piatto buonissimi, sani e nutrienti, come le spettacolari zuppe di legumi locali e quelle con i ceci neri. Sarà un grande anno per Matera che il 19 Gennaio inaugurerà ufficialmente gli eventi con la partecipazione di bande provenienti dalle Capitali della Cultura di tutto il mondo. Grande festa anche per il pane di Matera, celebre in tutto il mondo, che sarà protagonista di workshops, degustazioni e festeggiamenti.

Indiscutibile leggenda della cucina materana è il  dolce peperone crusco, che viene prima essiccato al sole e poi fritto per tramutarsi in una croccante e saporita esplosione di gusto, deliziosa in tutte le stagioni. A partire dal 1 Agosto, tra balli, canti e tavole imbandite, si celebrerà la crapiata (tradizionale piatto conviviale con grano, farro, lenticchie, ceci, fagioli, fave, patate e piselli). In Giugno, la città dei Sassi ospiterà Breadway, un viaggio nella tradizione della panificazione materana. La primavera 2019 vedrà l’installazione delle tavolate Mammamiaaa, cene aperte e tutti in cui lospite prepara una ricetta tradizionale della sua famiglia insieme a dieci invitati. A novembre si terrà l’Asta del Tartufo bianco lucano in contemporanea a quella di Alba. TGrande spazio alla cucina locale, dalla cialledda (pane duro condito con patate, cipolla, erbette della Murgia),Paste ricche, saporite e solari: le strascinate (pasta con cime di rape materane e peperoni cruschi), i gnummareddi (involtini di interiora di agnello, fegato, polmone, cuore e animelle legati da un sottile budello naturale), il baccalà con peperoni cruschi, cutturiddi (agnello con cipolline, pomodori, alloro e rosmarino), pignata (carne di pecora o di castrato condito in terracotta con salame piccante, pecorino, peperoncino e tante verdure).


Lunedì prossimo ci aspettano Francia e Finlandia, due regioni con caratteristiche diverse ma con una passione in comune: grandi competizioni gastronomiche.
Vi porterò in due meravigliose città: Lione e Helsinky.
Buon viaggio gourmet!

 




DESTINAZIONI GOURMET: 8 CITTÀ EUROPEE DA VISITARE NEL 2019. (parte 1) VERSO L’EST: CRACOVIA, LUBIANA, SIBIU

  • di Cesare Zucca-

Golosi, buongustai, amanti della buona cucina…preparate le valigie e dimenticate la dieta!
Insieme viaggeremo alla volta di 8 meravigliose destinazioni che nel 2019 festeggeranno il meglio della propria gastronomia.
Cracovia, Lubiana, Sibiu, Matera, Lisbona, Helsinky, Lione e il Sud Egeo vi aspettano con i loro prodotti, le loro ricette, la loro storia e la loro cultura culinaria.
Festival, competizioni, ristoranti, chef stellati, ristoratori della tradizione e dell’iinovazione,  conferme e sorprese, migliaia di tavole imbandite, locations spettacolari…
Inutile dirlo: Buon Appetito!

CRACOVIA, Polonia

Patrimonio dell’umanità UNESCO, luogo di storia, arte, cultura e squisita gastronomia.
Cracovia è stata proclamata la Capitale Europea della Cultura Gastronomica 2019 e celebrerà il titolo con grandi eventi culinari tra cui Zapusty (Carnevale di Febbraio), protagonista l’irrinunciabile pasticceria locale: makowiec (torta ai semi di  papavero), paczki (bomboloni fritti ripieni), galaretka (gelatine di frutta), sernik (al formaggio), szarlotka, (torta ripiena di mele servita calda con panna montata).


La cucina polacca è sostanziosa e varia: pierogi (il raviolo nazionale al formaggio, patate, funghi, crauti, salmone, selvaggina), śledzie w śmietanie (aringhe in panna acida), smalec (crostini di pane spalmati con strutto e cipolla fritta, maggiorana e vodka), volaille z kurczka (bistecche di pollo ripiene di funghi), kielbasa (salsiccia classica e bianca), il succulento bigos, (stufato di crauti con carni e salumi), zapiekanka, (popolarissima baguette al forno condita funghi, al salmone o al formaggio). Tante zuppe: pomidorowa (riso e pomodoro),  grochówka (piselli e pancetta) e… la mia preferita zurek, (segale acida, patate, salsicce, alloro e maggiorana e uovo sodo).

LUBIANA, Slovenia


Il 2019 sarà un anno gourmet, dalla spettacolare Gourmet Cup (25-28 Gennaio) che si svolgerà nel bellissimo Castello e nella vicina Krvavec, premiata due volte come migliore sky resort della SlovenIa, alla Festa di San Martino (11 Novembre) con circa 80 produttori di vino sloveno e ristoratori di eccellenza provenienti da tutta la Slovenia. L’offerta si concentrerà sul vino novello, mentre la parte culinaria proporrà tradizionali piatti lubianesi rivisitati in una chiave moderna. E poi ancora fino numerose competizioni di potica (dolce al ripienodi di miele e noci), Chef sloveni come Ana Roš, proclamata ‘Migliore Chef Donna del Mondo 2017’, sono alla guida di una cucina locale, premiata con le stelle Michelin. La capitale Lubiana, ha locali hipster ma anche rustici ristoranti di campagna. Durante l’anno, la città organizza eventi golosi, come Festival delle ciliegie, la Domenica delle fragole, la Mostra delle delicatezze delle fattorie slovene.


Da non perdere un meraviglioso Food Tour, percorso guidato dedicato ai buongustai, attraverso botteghe, mercati e ristoranti tipici, alla scoperta (e all’assaggio!) della gastronomia locale che esalta i piatti sloveni preparati con ingredienti locali, prodotti coltivati ​​nei prati, boschi, campi e giardini. Il sale è raccolto dalle saline dell’Adriatico, il miele è fatto da api native, gli eccellenti vini, come Refosco e Malvazija, vengono abbinati ai piatti della tradizione: oca o anatra arrosto con mlinci (pasta non lievitata) e cavolo rosso stufato, pršut (prosciutto essiccato all’aria), zlikrofi (ravioli ripieni di maiale) la classica prekmurska gibanica (dolce di pasta frolla e strudel fruttato).

SIBIU, Romania


Si è piazzata seconda nella lista ‘European Region of Gastronomy 2019’.
Si trova nella Transilvania meridionale e offre una cucina tradizionale e invitante, nè troppo piccante nè troppo complicate, perfetta tutto l’anno e sopratutto nei mesi freddi. Impera la carne di maiale: jumari (ciccioli di grasso di maiale con pancetta affumicata, cipolle e pane casalingo) accompagnati da buon bicchiere di țuică (brandy di prugne) cighiri (grosse polpette con l’aggiunta di interiora e spezie) mici (salsicce alla griglia), drob de miel (polpettone pasquale con agnello, interiora, uova e tante erbe).

Zuppe favolose: ciorba radautean (zuppa di pollo servita con crema acida) e ciorba de burta (con la trippa). sarmale (involtini di cavolo, mamaliga, (polenta soffice al formaggio). Tra i dolci: alivenci (quasi una polenta alla vaniglia con uvetta e yogurt) julfa (classica torta della nonna,) papanasi (con formaggio fritto e marmellata di mirtilli) e la classica placinta (sfoglia al formaggio).


Dopo l’Est Europa, punteremo verso Sud, per scoprire e riscoprire le tradizioni gastronomiche di Lisbona, delle azzurrissime Isole dell’Egeo Meridionale e della Capitale della Cultura Europea 2109: l’incomparabile Matera.  
A lunedì prossimo e… buon viaggio gourmet!




LISBONA: LA DESTINAZIONE TRENDY DEL MOMENTO

-Testo e foto di Cesare Zucca-

City break a Lisbona. Ospitale, solare, bellissima. Una città che ha ancora un’anima, dove puoi trovare la botteguccia dell’artigiano che ripara violini, il tipografo che sigilla i quaderni con le tue iniziali, il cuoco che sbuca dalla cucina per controllare se il suo baccalà è di tuo gradimento e la signora dell’Alfama che dipinge a mano le cartoline. Insomma, un tuffo a ritroso nel tempo e uno sguardo al futuro per un viaggio tra ieri, oggi e domani. Ecco il mio weekend in 7 mosse.


1) Autobus ‘sù e giù’ perfetti per scoprire la città. Voce guida in italiano, scendi quando ti pare, visiti e riprendi il bus successive, il biglietto dura fino a 72 ore.
Ho scelto il conveniente ‘All in One’, che prevede anche un giro in battello.

Soste d’obbligo: il Mosteiro dos Jerónimos, la Torre de Belém e una puntatina alla sua storica ‘pasteleria’ per una scorpacciata di ‘pasteis de nata’, il tradizionale dolcetto alla crema su una cialda croccante. Uno non ne basta, ve lo assicuro…


2) MAAT museo d’arte, architettura e tecnologia. E’ una gigantesca conchiglia futuristica a picco sul fiume Tago. L’artista giapponese Tadashi Kawamata presenta Over Flow un’installazione che vi trasporterà in un paesaggio dopo la catastrofe ecologica, dove i detriti trasportati dal mare stanno per inghiottire la civiltà.
3) Il tram 28. Simbolo della città, giallo, minuscolo e scattante. Si arrampica fino al Castello da cui si gode di una vista spettacolare. Affollato e turistico, io ho preferito il bus 737 e uno dei ‘tram tour’ dai posti numerati. Ah, occhio al portafoglio, meglio imbucarlo in borsa o nello zainetto, rigorosamente indossato sul davanti.


4) Fado, la musica che rappresenta storia, identità e cultura del Portogallo. Ho visitato la casa di Amalia Rodriguez , la regina del fado, il Museo del Fado e molti locali con cena e musica, tra cui Tasca do Chico, Tasca do Jaime, Mascote da Atalaia, Parreirinha de Alfama e la storica Adega Machado.


5) Baccalà! Il piatto nazionale. Nelle tascas, tra cui la Tasca do Manuel o nel popolare Solar dos Presuntos. Il mio preferito è il ‘Baccalhau à Bràs’. Insuperabile quello con ‘olive esplosive’ cucinato dallo chef stellato Jose Avillez, nel suo Café’ Lisboa.


6) Alfama, un quartiere che ricorda I carruggi genovesi. Tra labirinti colorati e saliscendi inaspettati, troverete un angolino indimenticabile dove gustare un buon bicchiere di porto o vinho verde.


7) Cascais, ci arrivate In mezz’ora di treno. Una deliziosa Portofino portoghese, famosa per I frutti di mare, grigliati sotto i vostri occhi. Un’alternativa storica? Sintra con le sue residenze regali. Se ne e’ innamorata anche Madonna, che qui ha deciso di investire in ville e palazzi…

INFO
https://www.visitlisboa.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




TRADIZIONE E MAGIA. IL BACCALA E LE OLIVE ESPLOSIVE DI JOSÉ AVILLEZ

José Avillez, famosissimo chef portoghese, 2 stelle Michelin, 18 ristoranti tra cui l’iconico Belcanto. È un personaggio televisivo e produce i suoi vini. L’ho incontrato a Lisbona.


Dove trovi ispirazione?
Nella realtà e nell’immaginazione.
Quali cucine ti influenzano?
Certi sapori asiatici, lo stile giapponese, le tradizioni del Portogallo.
Come si esprime la tua personalità in cucina?
Sonon tipo tranquillo, mi piace agire con calma. Nessun isterismo se in cucina qualcuno fa un errore.
Dinner VIP, cosa prepari per far colpo?
Il tradizionale piatto portoghese Baccalà à Brás dove ho sostituito le olive nere con delle piccole sfere che, come per magia, schioccano in bocca in un’esplosione al sapore di oliva. Un piatto che rispecchia la mia storia e le mie visioni.
Esplosioni a parte, mi daresti la ricetta tradizionale?
Dammi il tuo taccuino, te la scrivo con piacere.

BACCALA À LA BRAS
Ingredienti
400 g di merluzzo precedentemente ammollato in acqua
500 g di patate, sbucciate e tagliate a pezzettini
Olio d’oliva (per friggere le patate)
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
3 cipolle
1 spicchio d’aglio
8 uova biologiche + 4 tuorli d’uovo
Prezzemolo fresco
16 olive nere denocciolate
Sale marino
Pepe nero appena macinato

Pulire il merluzzo, rimuovendo la pelle e le ossa e spezzettarlo con una forchetta. Riscaldare l’olio d’oliva a 375. Aggiungere le patate e cuocere fino a doratura.  Scolare su salviette di carta e metterle da parte. Tritare finemente l’aglio e affettare le cipolle ad anelli. Scaldare tre cucchiai di olio extra vergine d’oliva in una padella a fuoco medio, quindi aggiungere aglio e cipolla. Quando la cipolla diventa trasparente, aggiungere il merluzzo e cuocere per qualche minuto, mescolando di tanto in tanto. Nel frattempo sbattere le uova e i tuorli, condire con sale marino, pepe nero macinato e prezzemolo tritato. Aggiungere le patate al merluzzo e mescolare velocemente. Aggiungere le uova, mescolando costantemente fino a ottenere un composto morbido. Spruzzare con prezzemolo tritato, aggiungere le olive e servire

Come realizzare le olive esplosive (occhio non è così facile…)

Ingredienti 

  • 1 dl di succo di olive verdi (olive verdi snocciolate, macinate e setacciate con un panno)
  • 0,2 g di calcio gluconolattato (gluco)
  • 0,5 g di gomma xanthana
  • 30 g di olio d’oliva marinati con arancia, limone, aglio e timo, filtrati
  • 500 ml di acqua a basso contenuto di calcio
  • 2,5 di alginato

Combinare il succo di olive, la gomma xantana e il gluco. Miscelare con un frullatore a immersione e conservare in frigorifero per almeno 12 ore. Mescolare il 25% dell’acqua con l’alginato usando un frullatore a immersione. Aggiungere il resto dell’acqua, mescolare accuratamente, versare in un contenitore profondo e trasparente, preferibilmente di vetro e lasciarlo riposare in frigorifero per almeno 12 ore. Prendete la preparazione di olive e la preparazione di alginato dal frigorifero 30 minuti prima di iniziare la ricetta. Terminati i 30 minuti, riempire un cucchiaio con la preparazione di olive, Accoppiatelo alla preparazione di allginato (non più di 1 mm ). Aspettate 30 secondi e si formerà una piccola sfera.  Prenderla con cura con una schiumarola. Lasciare sgocciolare versarla. Ripetere l’azione per le olive seguenti. Aggiungere le olive al baccalà e servire immediatamente.

INFO

www.joseavillez.pt




Alla scoperta dei quartieri di Lisbona, dal Chiado a Bélem (2 parte). Con la ricetta dei pasteis de nata

Ci avete seguito nella nostra prima parte dell’itinerario alla scoperta di Lisbona? In questa seconda puntata vi proponiamo un altro interessante itinerario alla scoperta della città. Con un consiglio: prendetevi il vostro tempo, a seconda di quello che avete a disposizione, per assaporare la capitale portoghese in ogni suo aspetto e in ogni suo scorcio.

Una passeggiata dal Chiado a Barrio Alto

Un interessante percorso è quello che conduce ai quartieri del Chiado e Barrio Alto, entrambi raggiungibili partendo dalla piazza del Rossio. Ci incamminiamo lungo Rua do Carmo, per poi svoltare in Rua Garrett, fino a entrare nel Chiado, il cui nome deriverebbe dal soprannome del poeta Antonio Ribeiro, detto O Chiado (lo strillone).

Tra le caratteristiche di quello che è considerato il quartiere “chic” di Lisbona ci sono le sale da tè e caffè, tra cui il famoso A Brasileira (in Rua Garrett 120), uno dei più antichi di Lisbona, aperto nel 1905 da Adriano Telles per vendere il famoso caffè brasiliano, proveniente dalle colonie nel Minas Gerais. Il locale è stato il primo a servire la bica, un caffè in tazzina molto simile al moderno espresso. Il caffè è stato restaurato nel 1908 e nel 1922 in stile Art Decò. Nel tempo, alla qualifica di Patrimonio architettonico portoghese” aggiunse la fama di favorito tra artisti e uomini di cultura, tra cui Fernando Pessoa. Davanti al locale, una statua del poeta siede ancora ad uno dei tavoli esagonali del caffè.

Il modo più emozionante per raggiungere, invece, il quartiere di Barrio Alto è salire sul  vertiginoso Elevador de Bica, al quale si accede da Rua de São Paulo, poco distante dal Mercato da Ribeira. L’elevador raggiunge il Miradouro de Santa Caterina, dove è d’obbligo una sosta per fotografare la città dall’alto. Il Barrio Alto è stato risparmiato dal terribile terremoto del 1755 e, da allora, è stato eletto residenza delle famiglie aristocratiche e dei giovani intellettuali bohemiénne.

Imperdibile anche l’ascesa sull’Elevador de Gloria che si prende da Calçada de Gloria, nei pressi di Plaça dos Restauradores. La funicolare, che risale al 1855, ha carrozze simili a quelle di un vecchio tram e si arrampica lungo una strada stretta e ripida, lasciandosi alle spalle la città bassa.

In cima, ci si può rilassare con una passeggiata nei giardini del Miradouro de São Pedro de Alcantara. Voltando a sinistra dalla discesa dell’Elevador si incontra, invece, la Ingreja de São Roque, la cui facciata rinascimentale è opera dell’architetto italiano Filippo Terzi. L’interno, invece, sorprende per la successione stupefacente di cappelle laterali adornate di ceramiche azulejos, soffitti decorati e marmi policromi.

La vera curiosità, tuttavia, è la bizzarra ed ampollosa Capela de São João Baptista, progettata dal Vanvitelli, architetto di  Papa Benedetto XIV , nel 1742, e costruita senza badare a spese con avorio, porfido e lapislazzuli. I quattro “dipinti ad olio” che raffigurano altrettanti episodi della vita di San Giovanni Battista sono, in realtà realizzati con minuscole tessere di mosaico. La cappella, costruita a Roma e consacrata dal pontefice, venne successivamente smontata e spedita a Lisbona.

Proseguendo lungo Largo do Carmo, costellato da botteghe e piccoli deliziosi caffè, si arriva, invece alle rovine del Convento do Carmo, un tempo l’edificio più imponente della città, distrutto durante il terremoto del 1755. Oggi, rimangono gli imponenti archi gotici, mentre la struttura esterna di quello che era il convento ospita il Museo Arquelogico do Carmo, che comprende alcuni tesori provenienti dai monasteri chiusi dopo la Rivoluzione liberale del 1834. La navata maggiore della chiesa, a cielo aperto a causa del crollo del soffitto, ospita una serie di tombe di personaggi importanti, tra cui la suggestiva ultima dimora di Ferdinando I , alta 2 metri e finemente scolpita.

Da Praça do Principe all’Alcantara

Oltrepassando il fitto reticolato di vie del Bairro Alto in direzione nord, si arriva ad una delle piazze più belle di Lisbona, Praça do Principe, circondata da palazzi aristocratici finemente decorati. Al centro della piazza si trovano un laghetto ed una fontana, che sorgono sopra ad una cisterna coperta, nella quale è stato ricavato il Museu de Agua Principe Real.

A ovest del Barrio Alto, si trovano alcuni dei quartieri più lussuosi della città, São Bento, Estrela, Santos e Lapa, che ospitano alcuni musei e monumenti degni di nota, come l’imponente Palacio da Assemblea da Republica, sede del Parlamento portoghese. Da non perdere, la visita alla Casa Museu Amalia, in Rua São Bento, dove la celebre cantante di fado visse a partire dagli anni Cinquanta fino alla morte e che conserva diversi cimeli, tra cui le locandine originali sei suoi spettacoli e dei suoi film.

Nel quartiere di Estrema, in Rua Coelho da Roca 16, si trova invece, la Casa Museu Fernando Pessoa, dove il grande scrittore trascorse gli ultimi quindici anni della sua vita. La casa contiene ancora parecchi oggetti personali di Pessoa, tra cui i suoi diari, il ritratto realizzato da Almada Negreiros, la ricca biblioteca e diverse opere d’arte.

Merita una visita, anche il Museu Nacional de Arte Antiga, in Rua das janelas verdes 95, che sorge nell’elegante quartiere di Lapa. Considerata la Galleria Nazionale del Portogallo, il museo conserva una ricca collezione di dipinti portoghesi del XV e XVI secolo, testimonianze delle esplorazioni operate dalla marina portoghese e diverse opere europee a partire dal Trecento, tra cui pezzi di Piero della Francesca, Albrecht Durer e Hyeronomopus Bosch. Il capolavoro assoluto, tuttavia, è L’Adorazione di San Vincenzo, di Nuno Gonçalves, il più noto esponente della scuola portoghese del XV secolo.

Dall’Alcantara alla Torre di Belem

Infine, vale la pena ritagliarsi qualche ora per visitare i suggestivi moli di Alcantara. Gli antichi magazzini del caffè, oggi, sono stati trasformati in eleganti ristoranti, pub e luoghi di ritrovo. Il quartiere è sormontato dall’imponente Ponte 25 de Abril, che collega Lisbona alle rive meridionali del Tago ed ha una forma che ricorda il Golden Gate di San Francisco.

Da non perdere una passeggiata lungo i celebri Doca de Alcantara, i moli turistici dove attraccano decine di barche e yacht di lusso. La principale attrazione è la Fregata Dom Fernando II e Gloria una nave costruita nel 1843 in India e restaurata per ricavarne un museo dedicato alla vita di mare. Proseguendo a ovest dai Doca de Alcantara si incontrano i Doca de Santo Amaro, dove abbondano caffè e ristoranti. Sul lato occidentale, comincia una bella passeggiata pedonale (circa 20 minuti) sul lungofiume che conduce al quartiere di Belem.

La sua posizione sul Tago, infatti, è stata teatro della partenza di avventurieri e marinai, tra cui Vasco de Gama, che partì proprio da qui, nel 1497, per inaugurare la rotta dell’India. Il monumento più famoso è il Mosteiro dos Jeronimos, Patrimonio mondiale dell’Umanità, che fiancheggia la parte nord della Praça do Imperio. La costruzione iniziò nel 1502 su commissione di Manuele I che aveva fatto un voto alla Vergine per auspicare la buona riuscita della spedizione in India di Vasco De Gama.

L’edificio, opera di Diogo de Boitaca e João de Castilho si compone di un’entrata principale decorata da una serie di figure che attorniano Enrico il Navigatore. Oltre l’ingresso, si incontrano le pietre tombali di Vasco de Gama e del poeta Luis de Camões. L’interno, invece, è una perfetta commistione di gotico europeo e stile manuelino, con grandi spazi abbelliti da ricche decorazioni, alcune delle quali di ispirazione orientale. Da non perdere una visita ai chiostri, con le dodici nicchie confessionali, destinate in origine ad ospitare i marinai in partenza per le rotte oceaniche.

Ai lati del monastero hanno sede anche due interessanti musei, il Museu de Arqueologia, che raccoglie diverse testimonianze dell’archeologia portoghese ed ha anche una piccola sezione dedicata alle antichità egizie, e il grande Museu da Marinha che conserva modelli di navi, uniformi, manufatti provenienti dalle colonie portoghesi, ma anche vascelli, pescherecci e lance da parata.

Il monastero si affaccia, poi, sulla sontuosa Praça do Imperio, con, al centro, una fontana monumentale risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Sul lato est, in Rua de Belem, una tappa obbligata per i golosi è la Antiga Cafeteria de Belem, che sforna i deliziosi pasteis de Belem, i tipici dolci di sfoglia e crema pasticcera.

A sud della piazza, invece, tramite un sottopassaggio, si arriva al Padrão do Descobrimentos un monumento di 54 metri che raffigura una caravella, realizzata nel 1960 per celebrare i 500 anni della morte di Enrico il Navigatore. In cima alla caravella, troneggia una statua del celebre navigatore, insieme a quella di Vasco de Gama e ad altri celebri avventurieri al soldo della corona portoghese.

Assai suggestiva ed accarezzata dalle onde del mare, con il quale sembra essere un tutt’uno, la Torre de Belem, (www.torrebelem.pt), eletta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1983 è l’ultima tappa del nostro itinerario. Costruita da Manuele I tra il 1514 ed il 1520 con funzioni difensive, fino al 1777, si trovava proprio al centro del Tago. Poi, una violenta scossa di terremoto deviò il corso del fiume e la torre si trovò nella posizione attuale. Per la sua originalità architettonica, la torre di Belem è stata scelta dall’Ente del Turismo portoghese come simbolo della città nel mondo.

Lisbona da assaggiare

La cucina portoghese è semplice e sfiziose, grazie alla sapiente combinazione dei prodotti della terra e del mare con le più esotiche spezie che provenivano dalle colonie, in primis dal Brasile. I portoghesi sono grandi consumatori di pesce (peixe), che si può trovare pressoché ovunque, dal ristorante più costoso alle tascas, le piccole osterie tradizionali.

Lo si consuma grelhado (alla griglia) oppure cozido (bollito). Le specie più diffuse sono le sardine, le orate, le spigole, ma anche le seppie ed i calamari, sempre freschissimi. Il piatto nazionale portoghese è il bacalhau (baccalà), anch’esso retaggio del periodo coloniale. Si dice, infatti, che ad importarlo in Portogallo, nel XVI secolo, furono i pescherecci che battevano le acque canadesi, al largo di Terranova. Per conservare i merluzzi nella lunga traversata di ritorno, i marinai li conservavano sotto sale.

 

Oggi, si dice che esistano 365 modi per cucinare il baccalà, uno per ogni giorno dell’anno. In genere, tuttavia, lo si trova accompagnato da patate o ceci, oppure á Gomes da Sá, lessato e con contorno di patate, cipolle, uova sode e olive. Altro piatto di baccalà assai apprezzato è quello á Brás, cioè strapazzato con patate, uova e olive, o, ancora, sfoliado com batatas o á conventual, cioè lessato e impastato con purè di patate e cotto al forno. Democratica e apprezzata da tutti i palati, invece, la versione á minhota, baccalà impanato e fritto.

 

Altre versioni più leggere a base di baccalà, invece, sono á portuguesa, in umido con aglio e pomodoro, de caldeirada, in umido con un mix di verdure,  á biscainha, passato nella farina, saltato in padella e condito con pomodoro, aglio, cipolla e olio, per terminare la cottura in forno, oppure á alentejana, al forno con pomodori, peperoni, olive nere e patate.

 

Tra le altre specialità di pesce, ricordiamo anche il catalana, un mix di crostacei e prosciutto, cucinati in una casseruola coperta, oppure l’açorda de marasco, uno stufato di pesce, disponibile nella versione con o senza pane. Tra le altre specialità nazionali, compete con il bachalau, il caldo verde, una zuppa di cavolo o verza, con aggiunta di patate, aglio e, a piacere, qualche sottile fetta di chouriço, una salsiccia piccante di maiale.

I portoghesi amano molto anche la carne. Tra le specialità, il leitão asado (maialino da latte arrosto), il presunto (prosciutto affumicato), la carne de porto a la alentejana, un curioso accostamento di maiale e vongole, oppure, cabrito (capretto) e coelho (coniglio). Una specialità assai diffusa, per gli amanti del genere, è la trippa.

Tra i dolci, i più appetitosi e caratteristici sono quelli al cucchiaio, come i budini al latte, al cioccolato o di riso. Uno dei dolci più amati in tutto il Portogallo, invece, sono i travesseiros, i dolcetti di pasta di mandorle e i pasteis de nata, le ghiotte tortine alla crema, di cui di seguito vi proponiamo la ricetta.

Pasteis de Nata

 Ingredienti

    • 1 confezione da 500 gr di pasta sfoglia
    • 500 ml di panna liquida
    • 8 tuorli d’uovo
    • 200 gr di zucchero
    • 1 cucchiaino di amido alimentare
    • Buccia grattugiata di 1 limone
    • 1 pizzico di sal
    • Burro
    • Zucchero a velo per guarnire

Mettete la panna in un tegamino e portatela a ebollizione. In una scodella sbattete insieme i tuorli con lo zucchero, un pizzico di sale e , l’amido. Poi aggiungete a filo la panna calda, continuando a sbattere il composto. Aggiungete anche la buccia di limone grattugiata e continuate a mescolare energicamente fino a ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Prendete degli stampini di alluminio, o degli stampini per imuffin, e ungeteli con il burro. Stendete la pasta sfoglia e ritagliate tanti cerchi quanti sono gli stampini e foderateli anche nei bordi. Riempite gli stampini con la crema, poi metteteli a cuocere nel forno ventilato preriscaldato a 200° per circa 10 minuti. Sfornateli, lasciateli raffreddare, poi servite i dolcetti con una spolverata di zucchero a velo.

DOVE DORMIRE

*Hotel Jerónimos 8****, R.Dos Jerónimos 8, Belem, tel +351 21 360 0900, www.jeronimos8.lisbonhotels.it Hotel di design nel quartiere di Belem. Dispone di 65 stanze di diversa tipologia arredate in stile contemporaneo. A disposizione un patio open-air di ispirazione orientale in cui rilassarsi tra cascatelle e bamboo. Doppia da € 182

*Barrio Alto Hotel*****, Praça Luis de Camões 2, Barrio Alto, Lisbona, tel +351 21 340 8288, www.bairroaltohotel.com Nel cuore di Lisbona, questo boutique hotel è ricavato in un edificio del XVIII secolo. Valore aggiunto, le terrazze panoramiche con vista sulla città. Doppia con colazione da € 230

DOVE MANGIARE

*Bota Alta, Trav. De Quimada 37, tel. +351. 213.427.959, Bairro Alto. Taverna caratteristica, decorata con soprammobili a forma di stivali (botas) che offre autentici piatti di pesce e carne della cucina portoghese, tra cui il bachalau com natas (baccalà alla panna) e il bachalau real. Ottimi anche i dolci e il vino della casa.

*Enoteca de Belem, tv Marta Pinto 10, Belem, tel +351 21 363 1511, www.travessadaermida.com Suggestiva enoteca dove si incontrano le migliori etichette del Portogallo con i sapori più autentici.

INFO

www.visitlisboa.com

 

 




Lisbona, alla scoperta della capitale del fado (1° parte). Con la ricetta del baccalà alla portoghese

Mettete un cd di fado come colonna sonora della vostra serata, preparate, seguendo la nostra ricetta, il baccalà alla portoghese, chiudete gli occhi e immaginate di essere a Lisbona, tra quartieri antichi e nuovi, locali pittoreschi e una cucina che mescola sapori atlantici e mediterranei. Questa settimana Ricette di Viaggio vi porta proprio alla scoperta della capitale portoghese. Venite con noi!

Uno sguardo d’insieme

Lisbona si sviluppa su sette colli e si estende sulla sponda settentrionale del fiume Tago (Rio Tejo). Il centro storico è relativamente piccolo e si può tranquillamente visitare a piedi, mentre per visitare le zone collinari si possono prendere i tram o le funicolari. Il quartiere di Alfama, a est, sorprende per le sue viuzze medievali, accanto ad esso, si trova il quartiere di Baixa, che si estende da  Praça de Comércio, lungo il fiume, fino a Praça de Figueira. Si estende, invece, verso ovest la zona del Chiado, il quartiere commerciale.

Il Barrio Alto, invece, è la zona residenziale e centro della vita notturna e del divertimento. Prendendo, infine, un tram o un treno in direzione ovest, si arriva a Belém, mentre, viaggiando in direzione nord est, si arriva al Parque das Nações, sede dell’Expo Internazionale del 1998. L’aeroporto, invece, è situato a 4 km dal centro cittadino, dal quale è facilmente collegato dai mezzi pubblici.

Lungo le strade della Baixa

L’itinerario parte dal cuore pulsante di Lisbona, la Baixa, la “città bassa”, sede di uffici governativi, e negozi, attraversata da strade pedonali. pLa orta di ingresso della città è la Praça do Comércio, circondata da edifici classici provvisti di portici, retaggio del Palazzo Reale. Sotto ai portici si trova anche il celebre Martinho do Arcada il caffè ristorante tra i più amati da Fernando Pessoa che, proprio qui, scrisse gli appunti per comporre il suo celebre Mensagem. E, proprio Pessoa descrisse il municipio o Camara Municipal, che sorge nella piccola e adiacente Plaça do Municipio, come “uno degli edifici più belli della città”.

Da  Praça do Comércio si snoda un percorso pedonale lungo Rua Augusta, inaugurato dall’Arco da Vitoria, sul quale si trovano decorazioni dedicate a Vasco de Gama. Per ammirare la città dall’alto, basta raggiungere Rua Santa Giusta e salire sull’Elevador (tutti i gg dalle 8 alle 20) per scorgere da oltre 30 metri di altezza i quartieri di Baixa, Mouraria ed Alfama.

Le piazze più animate e vitali della Baixa, tuttavia, sono il Rossio e la Praça da Figueira. Il Rossio, in realtà Plaça Dom Pedro IV  , è stata, fin dal Medioevo, la piazza più importante della città. Nel XIX secolo, i numerosi caffè che si affacciano sulla piazza hanno cominciato ad attrarre scrittori ed intellettuali, cha amavano sedere ai tavolini all’aperto, per ammirare le fontane barocche zampillanti e lo splendido pavimento a mosaico con tessere grigie e bianche. Al centro del Rossio si trova il monumento a Dom Pedro IV, a cui la piazza è dedicata. In realtà, la storia tramanda che la statua sarebbe stata pensata per celebrare Massimiliano D’Asburgo ma, in seguito al suo assassinio, venne “riciclata” per Pietro IV.

Con una breve passeggiata e est del Rossio si arriva alla Plaça de Figueira, circondata da caffè caratteristici, tra cui, al n° 188, la Confeitaria Nacional  (www.confeitarianacional.com ), fondata nel 1829, la più antica della Baixa e una dei locali storici di Lisbona.

Oltre il Rossio si apre, invece, Praça dos Restauradores, il cui nome si deve alla proclamazione di indipendenza, avvenuta qui nel 1640. Sulla piazza si erge il Palacio de Foz, un tempo sede del Ministero della Propaganda di Salazar e, oggi sede dell’Ufficio del Turismo. Proseguendo verso nord, si incontra l’ Élevador da Gloria che conduce a Barrio Alto mentre, in direzione est, alla fine di Rua das Portas Santo Antão, si trova l’Elevador do Lavra.

L’Alfama, qui è nato il fado

Proprio qui, inizia l’ascesa alle colline che circondano lo splendido quartiere medievale dell’Alfama, dove, fin dagli anni Trenta del Novecento, sono sorte le prime casa do fado.  Le colline si innalzano intorno alla Cattedrale di Santa Maria Maggiore, la chiesa più antica  di Lisbona. La chiesa ha l’aspetto di una fortezza ed è in stile romanico, anche se sono evidenti interventi successivi. All’interno della cattedrale sono custodite le reliquie di São Vicente.

In Largo do Chafariz de Dentro é d’obbligo una sosta alla Casa do Fado e da Guitarra Portoguesa (www.museudofado.pt) indispensabile per conoscere la storia della musica tradizionale portoghese. Sono molti, poi, i locali dell’Alfama che propongono spettacoli di fado dal vivo.

 

Nel cuore della Lisbona medievale

Salendo la strada che parte dalla Chiesa di Santa Luzia si arriva, invece al Mirador de Santa Luzia, dal quale parte la strada che conduce al superbo Castelo de São Jorge (www.castelodesaojorge.pt; marzo). Il castello, dichiarato monumento nazionale nel 1910, ha origini antichissime. Si pensa che il primo nucleo fu fatto costruire dai Visigoti nel V secolo. Successivamente, nel IX secolo, i Mori lo fortificarono con una cinta muraria lunga circa 2 km.

Il castello fu teatro, nel 1147, di un assedio di 17 settimane, passato alla storia come “L’assedio di Lisbona”, durante le quali i cristiani, in realtà un esercito di mercenari ed ex crociati al soldo del conte di Porto Alfonso Henriques, se ne riappropriarono. La fortezza, a pianta quadrata, è circondata da mura e si compone di undici tra bastioni e torri di guardia.

Il viaggio nel tempo continua nel quartiere di Santa Cruz, a nord del castello, un villaggio medievale pressoché intatto, con scorci suggestivi ed immagini di vita quotidiana d’altri tempi. Un minuscolo arco conduce, invece, al quartiere della Mouraria, dove furono relegati i mori superstiti dopo l’assedio della fortezza. Oggi, è un quartiere d’atmosfera, dove si concentrano i migliori ristoranti africani della città.

Da non perdere, invece, una visita alla Feira de Ladra (Mercato dei ladri!), il celebre “mercatino delle pulci” di Lisbona, che si trova in Campo de Santa Clara. Nelle vicinanze, svetta anche l’inconfondibile cupola bianca della chiesa di Santa Engracia, la cui costruzione fu iniziata nel 1682 per concludersi solo nel 1966! Nella chiesa riposano diverse personalità della storia di Lisbona, tra cui la “regina del fado” Amalia Rodrigues.

Merita una visita anche il pittoresco Museu Nacional do Azulejo, in Rua da Madre de Deus 4, ospitato nel convento di Madre de Deus, una cornice perfetta per le collezioni di azulejos, le caratteristiche piastrelle moresche con tessere in ceramica di colori brillanti, risalenti al XV secolo. Il museo offre una panoramica sulla lavorazione di queste caratteristiche “piastrelle portoghesi”.

Se fin qui vi abbiamo incuriosito, vi diamo appuntamento a domani con la seconda parte dell’’itinerario e con i suggerimenti su che cosa gustare della ricca e gustosa cucina portoghese. Intanto, di seguito, vi sveliamo la ricetta del bacalhau à portuguesa.

Baccalà alla portoghese

Ingredienti

  • 1 kg di baccalà
  • 1 kg di patate
  • 2 bicchieri di latte
  • 40 gr di burro
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 ciuffetto di prezzemolo
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 100 gr di olive nere
  • Pan grattato q.b.
  • Olio EVO
  • Sale e pepe

Mettete in ammollo il baccalà per circa 24 ore, cambiando l’acqua almeno 4 volte. Dopo l’ammollo, eliminate la pelle, poi mettetelo a bollire per circa 15 minuti in una pentola insieme a qualche foglia di alloro. Scolatelo e fatelo intiepidire, poi ricavatene dei pezzetti non troppo piccoli. Lavate le patate e bollitele in acqua salata per circa 30 minuti. Poi scolatele, sbucciatele e schiacciatele con lo schiacciapatate. Aggiungete il latte, l’aglio spremuto, il prezzemolo tritato, il burro, le olive a pezzetti. Mescolate, poi unite anche il baccalà e il parmigiano grattugiato. Mescolate ancora, poi mettete il composto ben livellato in una teglia da forno precedentemente imburrata e cosparsa di pangrattato. Condite la superficie con un filo di olio EVO e un’altra spolverata di pangrattato. Infornate a 200 °C per circa 30 minuti e fino a doratura. Sfornate, lasciate intiepidire e servite.

DOVE MANGIARE

*Alcantara, Rua Maria Luisa Holstein, 15, 1300-388 Lisboa, tel. 00351 917 5680554 www.alcantaracafe.com. Locale ricavato in una vecchia fabbrica con arredi che mescolano armoniosamente pilastri di acciaio, mobili eleganti, architettura neoclassica e art decò con statue di bronzo. Offre un menù di cucina internazionale, ma propone, ogni giorno, specialità della tradizione portoghese.

 *Cervejaria da Trindade , Rua Nova da Trindade 20-C, 1200-303, tel 00351. 213 423 506, www.cervejariatrindade.pt , Nel quartiere di Barrio Alto, è la più antica birreria di Lisbona. Risale, infatti, al 1834 ed è ricavata in un convento.  Le pareti sono decorate con magnifiche azulejos ( le mattonelle tradizionali) raffiguranti gli sale sono ricavate dai locali del convento e sono assai suggestiva. Specializzato in frutti di mare e crostacei, ffre anche piatti di carne e pesci più economici. Tra le specialità della casa il bife picado à trindade (bistecca alla birra).

DOVE DORMIRE

*Fenix Lisboa****, Praça Marquês de Pombal 8, tel +351 213 716660, www.hfhotels.com/hotels-it/hf-fenix-lisboa-it/  A poca distanza dal Bairro Alto e dall’ Avenida da Liberdade, la via più famosa di Lisbona. dispone di camere recentemente rinnovate con bagno privato, wi fi gratuito. Doppia da € 140.

*Hotel Tivoli Jardim****, Rua Júlio César Machado 7-9, 1250 – 135 Lisboa, tel +351. 213.591000, www.tivolihotels.com. Hotel moderno, recentemente ristrutturato, che sorge nel centro di Lisbona. Le camere e suite sono provviste di bagno privato con doccia, accesso internet, TV e minibar. A disposizione, servizio baby sitting, bar e ristorante, servizio lavanderia. Doppia standard da € 208.

INFO

www.visitlisboa.com




Viaggio per scoprire il volto segreto di Lisbona, città del Fado e del cibo: ecco la ricetta del Caldo Verde

Questo genere musicale dichiarato dall’UNESCO nel 2011 Patrimonio dell’Umanità perché simbolo dell’identità della città e del Paese, come canzone urbana di Lisbona, può essere il filo conduttore di un affascinante viaggio alla scoperta degli angoli più segreti della capitale portoghese. Un viaggio che vi consigliamo di fare a giugno quando la città è in festa tutto il mese e si svolgono spettacoli, fuochi d’artificio, incontri sportivi, il tutto culminante, il 10 giugno, nella Festa Nazionale, anniversario della morte di Luís de Camões, poeta del XVI secolo.

Un viaggio che non può non partire dall’Alfama, uno dei quartieri storici di Lisbona, dove ha sede la Casa do Fado e da guitarra portuguesa (Largo do Chafariz de Dentro 1, tel. 00351.21.8823470, www.museudofado.pt; orario: mar-dom 10-16; ingresso: € 5) , museo inaugurato nel 1988 che ripercorre la storia di questo genere musicale, dagli inizi dell’Ottocento ai giorni nostri. Da vedere al suo interno la ricostruzione di una tasca, vecchia osteria del quartiere con tanto di bancone per la mescita dei vini e la figura di una cantante che si esibisce di fronte a un pubblico di marinai. In esposizione anche manifesti, giornali, fotografie, dischi e audio sistemi per ascoltare la musica e da non perdere la rappresentazione di un teatro di rivista, una sorta di avanspettacolo in voga a Lisbona tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta. Si possono vedere anche gli strumenti musicali e una vera e propria casa do fado, la taverna tradizionale dove si possono ascoltare le più belle voci del XX secolo.

Verso nord, a pochi passi dal museo, si può far tappa alla Parreirinha de Alfama (Beco do Espírito Santo 1, tel. 00351.21.8868209, www.parreirinhadealfama.com; orario: tutti i giorni 20-1), una tradizionale casa do fado dove si può cenare ascoltando Argentina Santos, una interprete sublime del fado castiço, fondatrice del locale che oggi è però gestito dai chitarristi Paulo Valentim e Bruno Costa. E sempre in tema di fado, una manciata di passi a est, al civico 139a  di Rua dos Remédios , si trova la Mesa de Frades (tel. 00351.21.3465014; orario: mar-dom 20-2) un luogo di grande suggestione ricavato in un’antica cappella con pareti ricoperte di azulejos. Qui si esibiscono le nuove leve del fado e si ritrovano anche i fadistas di altre casas dopo il loro spettacolo. Al civico 102 della stessa via vale la sosta Galeria Articula (tel. 00351.21.1913138) grande esposizione e vendita di gioielli e oggetti preziosi di artigiani e designer locali. Spostandosi verso ovest vale la visita la cattedrale Sé Patriarcal (Largo da Sé, tel. 00351.21.8866752; orario: tutti i giorni 9-19, chiostro inverno lun-sab 10-18, estate tutti i giorni 10-19; tesoro: lun-sab 10-17) fatta costruire nel luogo dove prima c’era una moschea e sua volta edificata sopra una basilica paleocristiana, oggi mostra una fisionomia romanico-gotica dalla facciata con due imponenti torri e, sotto il portale, quattro archivolti romanici. L’interno a tre navate è decorato con azulejos settecenteschi. Nelle antiche scuderie oggi trova spazio il negozio A Arte da Terra (Rua Augusto Rosa 40, tel. 00351.21.2745975, www.artedaterra.pt) che propone i migliori manufatti dell’artigianato portoghese.

Poco più a sud si trova la settecentesca chiesa di Santo Antonio da Sé (Largo de Santo Antonio; orario: tutti i giorni 8-19.30), in stile neoclassico, edificata su una cappella che, secondo la tradizione, sarebbe stata costruita nel luogo dov’è nato Sant’Antonio. Bellissimi gli azulejos policromi custoditi nell’adiacente Museu Antoniano (tel. 00358.21.8860447; orario: mar-dom 9-13 e 14-18), inaugurato nel 1998. Per godere di una vista mozzafiato sul quartiere dell’Alfama, vale la pena di salire al Miradouro de Santa Luzia, un belvedere che permette di scorgere fra le case del quartiere la facciata della Igreja di Sāo Estevāo, a cinque navate, ricostruita dopo il terremoto in stile barocco, e le torri bianche della Igreja de Sāo Miguel, fondata nel 1150. E proprio a sud della chiesa parte la Rua de Sao Miguel dove, al civico 20, si affaccia Baiuca (tel. 00351.21.8867284; orario: 20-24) una tipica tasca (osteria tradizionale portoghese, ndr) dove si mangia e si ascolta il fado in un’atmosfera molto suggestiva.

Da qui, imboccando Corso do Castelo si raggiunge il Castelo de Sāo Jorge (Rua de Santa Cruz do Castelo, tel. 00358.21.8800620, www.castelodesaojorge.pt; orario: inverno, tutti i giorni 9-18, estate 9-21; ingresso: xxx), una fortezza eretta dagli arabi sulla vetta più alta di Lisbona. Dichiarato Monumento Nazionale nel 1910, fu sottoposto a un accurato restauro a partire dagli anni Quaranta. Da vedere la Torre di Ulisse che ospita un periscopio con il quale si può ammirare la città a 360°, e le mura in cui si aprone le tre porte, Alcáçova, Traiçāo e di Martim Moniz. Belli anche i giardini del castello che offrono una vista panoramica sulla città sottostante. Per salire al castello dalla Baixa si può anche usare l’ascensore che da rua dos Fanqueiros porta all’Alfama e poi quello che dal Mercado do Chāo do Loureiro porta nei pressi dell’ingresso.

A nord-est del castello si intravede la bellissima facciata candida della cattedrale di Nossa Senhora da Graça (Largo da Graça, tel. 0351.21.8873943; orario: mar-ven 9-12.30 e 15-18, sab e dom 9.30-12.20 e 17-20), edificata a partire dal 1556 e più volte ricostruita, al suo  interno conserva cappelle barocche di legno dorato e scolpito, e azulejos dei secoli XVI e XVIII che ricoprono i corridoi che conducono alla sagrestia. Davanti alla facciata principale si trova un belvedere che offre una bella vista della città. Di fronte alla cattedrale vale la sosta il ristorante O Pitéu da Graça (Largo da Graca 95, tel. 00351.21.8871067; orario: lun-ven 12-15 e 19-22.30, sab 12-15; carte di credito: le principali; prezzo medio: da € 18, bevande escluse). Aperto nel 1921, questo locale tipicamente portoghese con pareti ricoperte di azulejos propone cucina raffinata e della tradizione. Dalla piazza, prendendo verso nord lungo Rua da Graça vale la sosta Tasca do Jaime (Rua da Graça 91, tel. 00351.21.8881560; orario: mar-dom 20-24) una tappa da non perdere nel nostro itinerario sulle orme del fado. In questo locale tipico infatti, ogni sabato e domenica, dalle 16 alle 21, si svolgono autentici spettacoli di fado vadío, ossia improvvisati.

Andando verso sud lungo Rua da Veronica si raggiunge il Mosteiro de Sāo Vicente de Fora (Largo de Sāo Vicente, tel. 0351.21.8810500; orario: mar-dom 10-18), monastero realizzato tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 da Filippo Terzi in onore di San Vincenzo, patrono di Lisbona. La facciata è in calcare bianco dallo stile molto sobrio e austero e l’interno conserva alcuni capolavori come il mosaico di marmo policromo custodito all’interno della Cappella di Nostra Signora dell’Infermeria. Proseguendo lungo Campo de Santa Clara si raggiunge Campo de Santa Clara, una graziosa piazza alberata circondata da splendidi palazzi in stile manierista, barocco e neoclassico.

Il Fado, musica del cuore

Il nome deriva dal latino fatum (destino) perché si ispira al tipico sentimento portoghese della saudade e parla di emigrazione,  lontananza, separazione, dolore e sofferenza. Come per ogni caso di musica popolare il fado ha trovato terreno fertile per la sua nascita e il suo diffondersi nei luoghi ai confini della malavita e della piccola delinquenza urbana, analogamente a quanto è accaduto per il samba, il tango e per la canzone napoletana. Il fado può essere di due dipi diversi: il fado di Lisbona e il fado di Coimbra. Quest’ultimo, di estrazione colta essendo praticato solo dagli studenti universitari, ha caratteristiche compositive e interpretative proprie e di norma viene suonato nei toni di maggiore. Il fado di Lisbona, invece, è nato nell’ambiente popolare della piccola malavita urbana ed è il vero fado popolare, divenuto musica con grande seguito popolare tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Oggi i faditisti, ossia i suonatori e cantanti di fado, si esibiscono nelle tasca, ossia le tipiche osterie di Lisbona, e nelle casas do fado. La più grande interprete di tutti i tempi del fado è stata Amalia Rodrigues scomparsa nel 1999 e inumata nel Pantheon nazionale

GLI AZULEJOS

L’azulejo è una tipica piastrella in ceramica nei toni del blu non molto spessa tipica dell’architettura portoghese e spagnola. Tradizionalmente la piastrella, con la superficie decorata e smaltata, è di forma quadrata con un lato lungo circa 12 centimetri. I pavimenti ma anche, qualche volta, per superfici parietali. Vasai, per rendere più accessibile l’impiego di questo materiale, evitando il grande lavoro di ritaglio nella collocazione, arrivarono a ritagliare i pezzi nell’argilla ancora fresca, con l’ausilio di uno stampo, a volte in ottone (al principio) e più tardi in ferro, il che fece semplificare l’assestamento, e la forma prescelta fu il quadrato. I disegni occupano generalmente quattro piastrelle e normalmente usano i toni del blu cobalto, miele, rosso, bianco e marrone scuro. Il disegno è fatto a mano e impresso per mezzi di una estampilha, una carta bucherellata su sui veniva passato un sacchetto di carbone in polvere, con un contorno di grasso che evitava l’espansione degli smalti durante la cottura. Agli inizi del Novecento l’azulejo trova una nuova dimensione attraverso disegni geometrici con riferimenti, in qualche caso, a forme naturali. Gli azulejos più belli e preziosi si possono ancora oggi vedere a Lisbona, molti eseguiti tra il 1938 e il 1946 come rivestimento di molti edifici in avenida Praia da Vitoria. Oggi occupano molti spazi in tutta la città.

LA RICETTA DEL CALDO VERDE

Questa ricetta è mutuata dalla tradizionale cucina povera della provincia di Minho, nel nord del Paese. Si tratta di una zuppa fatta con cipolla, aglio, patate e couve galega, una verdura che appartiene alla famiglia dei cavoli. Oggi è diventata quasi un piatto nazionale e si è arricchita di ingredienti fra cui anche il chorizo, ossia il salame piccante.

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 6 patate
  • 2 cipolle
  • 1 spicchio d’aglio
  • brodo vegetale
  • 200 gr di foglie di cime di rapa (o cavolo nero)
  • 200 gr di chorizo (salame piccante)
  • olio
  • sale

In una casseruola fate soffriggere la cipolla tritata e lo spicchio d’aglio per qualche minuto. Unite poi le patate pelate e tagliate a dadini, mescolate e coprite con brodo vegetale caldo. Fate cuocere le patate una ventina di minuti finchè non diventano belle morbide e poi schiacciatele nel brodo con uno schiacciapatate. In una padella a parte scottate per pochi minuti il chorizo tagliato a fette abbastanza spesse e poi unitelo alla zuppa insieme alle foglie di cime di rapa lavate e tagliate. Lasciate cuocere il tutto per altri 10 minuti e servite la zuppa con un filo di olio extravergine d’oliva.

 

INFO UTILI

Come arrivare

In aereo: l’aeroporto di Lisbona Portela de Sacavém, tel. 00351.21.8413500 dista 8 chilometri dal centro città ed è collegato all’Italia da comodi voli diretti giornalieri in partenza da Roma, Milano, Bologna e Venezia.

TAP (www.flytap.com) ha voli diretti da Roma, Milano, Bologna e Venezia (a/r a partire da € 114)

Easy Jet (www.easyjet.com) ha voli diretti da Milano Malpensa, Roma e Venezia (a/r a partire da € 79,55)

 

Dove dormire

Hotel Santiago de Alfama**** (rua de Santiago 10-14, tel. 00351.21.3941616, www.santiagodealfama.com; carte di credito: le principali; doppia con colaz. a partire da € 165, suite a partire da € 270). Ubicato all’interno di un elegante e bellissimo edificio storico, offre 19 camere e bar con terrazza panoramica.

 

Dove mangiare

Pitéu (Largo da Graca 95, tel. 00351.21.8871067, aperto a pranzo e a cena lun-sab, chiuso dom; carte di credito: le principali; prezzo medio: da € 40, bevande escluse). Cucina tipica del posto con un menu molto ricco e una buona carta dei vini. Tra le specialità da provare baccalà con grao (ossia ceci), il cozido (bollito) e la feijoada.

 

Dove comprare

Sapataria Ondina (Rua dos Remédios 173, tel. 00351.21.8867954; aperto tutti i giorni tranne dom e lun mattino; carte di credito: le principali). Propone scarpe di ottima fattura e qualità a prezzi adeguati ma la spesa è ampiamente giustificata dall’alto livello qualitativo.

 

Documenti

È sufficiente la carta di identità. Per guidare basta la patente italiana.

 

Lingua

Portoghese

Valuta

Euro

Sanità

Non sono richieste vaccinazioni. Per l’assistenza sanitaria gratuita basta mostrare la Tessera Sanitaria Nazionale

Informazioni

Ufficio delTurismo Portoghese a Milano

Largo Augusto 3, tel. 02.795228, www.portugal-insite.pt




La strada del Lago di Como: una delle più belle d’Europa

Dimenticate nel cruscotto dell’automobile, le cartine hanno ormai malinconicamente ceduto il passo ai più aggiornati e onniscienti navigatori satellitari . Mentre i viaggiatori più romantici ancora rimpiangono il gusto dei vecchi indici cartacei inumiditi dalle intemperie del viaggio, i turisti più frettolosi indubbiamente apprezzano tutti i vantaggi che i tom tom dalla voce suadente hanno da offrirci.

Tra questi, la possibilità di selezionare il percorso con i punti panoramici più affascinanti, luoghi ideali dove scattare il selfie del giorno da postare sui social. Anche se, indubbiamente, l’emozione che proviamo nel trovarci di fronte un paesaggio mozzafiato che aspettavamo già da diversi kilometri non sarà paragonabile allo stupore del trovarselo di fronte “appena voltato l’angolo” è innegabile che l’indicazione del percorso migliore da seguire per gustarsi il viaggio è molto spesso ben gradita e apprezzata.

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Transfagaaran (Romania)

Una recente ricerca, commissionata proprio dalla società olandese Tom Tom International BV, suggerisce infatti i tre percorsi di tendenza per questa estate.

Al primo posto si qualifica, senza ombra di dubbio, la Atlantic Road in Norvegia, una strada lunga poco più di otto kilometri che, snidandosi tra gli isolotti e gli scogli, regala un paesaggio mozzafiato. Con gli spruzzi d’acqua che accarezzano l’auto è possibile ammirare e vivere appieno la bellezza delle montagne incontaminate e delle distese ghiacciate all’orizzonte.

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Al secondo posto della classifica, si posiziona invece la strada provinciale che collega Lisbona a Estoril.

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Il viaggio per quanto mi riguarda, dice la regista e fondatrice del teatro Franco Parenti Andrée Ruth Shammah, non deve essere qualcosa di esibito ma di emozionante. Non necessariamente un paesaggio stupefacente che conquista numerosi like su Facebook ma un cammino che ci comunica e trasmetta realmente un’emozione. Un’emozione forte a tal punto da rimanere impressa in noi, pronta per rinascere ogni qual volta ritorniamo con la mente su quelle strade.alto-lago

Conclude la classifica la strada provinciale attorno al lago di Como. Il critico d’arte Philippe Daverio, non si stupisce che Como e la sua provincia sia stata citata tra le strade più apprezzate d’Europa: se uno scrittore come Plinio il giovane e, più in generale, gli antichi romani arrivavano sin qui per costruire le loro ville, un motivo ci sarà stato, dice il docente universitario, e io che queste strade le ho girate in lungo e in largo vi dico che ci sono due motivi fondamentali: le bellezze paesaggistiche e il clima mediterraneo.




Alla scoperta della grande Lisbona con la Peugeot 208

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Di Himara Bottini

Forse non tutti sanno che il Portogallo custodisce una storia millenaria, i cui segni profondi risalgono addirittura al Tardo Giurassico, o che i portoghesi furono tra i primi esploratori europei, e che il loro interesse per il mare li ha portati alla conquista di terre lontane, lungo le coste africane e indiane, nei mari della Cina e del Giappone, fino in Brasile. Poche curiosità ma sufficienti a stuzzicare la fantasia e far nascere il desiderio di andarci.
Una volta qui, scoprirete che il Portogallo offre numerose opportunità e che qualsiasi cosa decidiate di fare, tutto è “a portata di macchina”, e se si volesse si riuscirebbe a viaggiare da nord a sud nell’arco di una singola giornata. Noi siamo andati alla scoperta della zona di Lisboa, a sud, e abbiamo scelto di farlo con la 208 della Peugeot.

Primo giorno: Lisbona
Il nostro long weekend inizia da Lisbona, ricca di storia ma non solo. La capitale portoghese offre, infatti, tutta una serie di club, bar e locali notturni, tanto da essersi guadagnata il titolo di città europea tra le più alla moda. I viaggi degli esploratori l’hanno resa poi uno dei porti più importanti al mondo. Ed è proprio nella zona in riva al fiume che troverete il quartiere più collegato all’importante patrimonio portoghese delle scoperte marinare: Belém.
Nella grandiosa Praca do Império potete iniziare dal Mosteiro dos Jerónimos, monastero dedicato a Nossa Senhora de Bélem, che celebra la scoperta del cammino marittimo per l’India. Conservato fino ai nostri giorni, è un importante esempio di architettura manuelina, risalente al ‘500, dove riposa il più grande navigatore dell’Impero lusitano, Vasco da Gama, e che ha ricevuto dall’UNESCO il titolo di Patrimonio Culturale dell’Umanità. Riconoscimento assegnato anche alla Torre di Belém, della stessa epoca e situata all’ingresso della città: punto di partenza delle caravelle, aveva
soprattutto funzione difensiva.
Non potete lasciare il quartiere senza aver assaggiato il delizioso Pastel de Belém, il pasticcino tra i più invidiati a Lisbona, da mangiare appena sfornato.
Per visitare Lisbona sappiate che ci sono i celebri tram (il 28 la attraversa tutta), le funicolari, che si inerpicano per il saliscendi delle strette vie del centro, e la funivia, che regala una visione aerea sul Ponte Vasco da Gama (il più lungo d’Europa), oltre a un colpo d’occhi eccezionale sul Parque das Nacoes.
Anche la 208 però vi stupirà per la sua maneggevolezza, comodità e praticità d’uso. Più corta di 7 cm rispetto alla 207 (ne misura 397), più leggera di 110 kg, con 5 cm in più per le ginocchia di chi viaggia dietro, e un bagagliaio più capiente (da 311 a 1076 litri, con i sedili posteriori ripiegati), la 208 è davvero piacevole da guidare. Per un uso prettamente cittadino, diciamo da seconda auto, vi consigliamo la versione spinta dalla nuova generazione di 3 cilindri a benzina da 68 e 92 Cv, che secondo la Peugeot partirà da emissioni di 99 g/km di CO2, e da percorrenze medie di 23,3 km/l, ideali per una city car.
La visita può quindi proseguire per il quartiere di Baixa, centro nevralgico di Lisbona. Ricostruito ex novo dopo il terremoto del 1755, vi troverete, oltre ai moltissimi negozi, la movimentata ma pedonale Rua Augusta, risalendo la quale si arriva alla monumentale Piazza del Rossio, fulcro delle attività commerciali e amministrative della città, o a Praca do Comèrcio, all’estremità opposta, dove si apre l’Arco Triunfal. Passeggiando per il reticolato di strade del quartiere, incontrerete anche l’ascensore di Santa Giusta, una torre monumentale che collega la Baixa al quartiere di Chiado colmando un dislivello di 32 metri. È qui che entrerete nel salotto borghese di Lisbona, dove pulsa la vita intellettuale.
Da non perdere una sosta al caffè “A Brasileira”, luogo di transito dei maggiori scrittori e artisti che qui trascorrevano la maggior parte del loro tempo fin dalla fine del XIX secolo. Come non citare Fernando Pessoa, uno dei più grandi poeti portoghesi.
Ma a Chiado incontrerete anche librerie, caffè storici, il Museo do Chiado (che ospita mostre temporanee di arte portoghese), oltre a un ambiente vivace e giovanile.
Poco distanti sorgono poi il vecchio quartiere dei pescatori, quello di Alfama, che conserva ancora oggi gran parte del suo antico aspetto; quello di Castello, con il famoso Castello di San Giorgio, la fortezza di Lisbona fatta costruire sulla cima della collina in perfetta posizione strategica, e di conseguenza il punto di vista migliore da cui ammirare la città; e il quartiere di Mouraria, sul versante nord della stessa collina, che Alfonso Henriques concesse ai mori per abitarvi, da cui il nome, e che oggi ospita la più grande comunità indiana di Lisbona.
Ultimo ma non meno importante, il quartiere del Parco delle Nazioni, il più recente, con architetture moderne e avveniristiche, passeggiate tranquille, l’Oceanàrio (il secondo acquario più grande d’Europa), il Museo della Conoscenza, ristoranti, il centro commerciale Vasco da Gama e il Casino Lisboa.

AZULEJOS: LE MATTONELLE DECORATIVE PIÙ FAMOSE AL MONDO
Non potete tornare a casa dal Portogallo senza un azulejo. Gli azulejos risalgono alla cultura
araba, al tempo del Medio Evo, e infatti il nome deriva dall’arabo al-zuleique, che significa “piccola pietra, liscia e pulita”. La loro produzione è iniziata alla fine del XV secolo in Portogallo, ma solo nel XVIII secolo hanno letteralmente invaso le strade, le facciate o gli interni di palazzi, chiese e case, decorando giardini, fontane e scale, e diventando così una delle caratteristiche più significative del paese. Tornati poi di moda nella seconda metà del XX secolo, oggi sono utilizzati prevalentemente nell’arte pubblica, come nelle fermate della metropolitana di Lisbona.
Sempre nella capitale potete visitare il Museo Nazionale degli Azulejos, nel Convento della Chiesa della madre di Dio, che ospita magnifiche collezioni oltre che un murale in bianco e blu che rappresenta una vista panoramica della città prima del terremoto del 1755.
Se li volete acquistare ricordatevi che gli azulejos artigianali si distinguono da quelli industriali per lo spessore, che è di 8-9 millimetri anziché 5-6.

Secondo giorno: Cascais e Sintra
Il nostro long weekend prosegue in direzione di Cascais prima, e di Sintra poi. Ma non c’è un ordine obbligatorio. I due centri distano solo una quindicina di chilometri, perciò potete scegliere di seguire la costa in direzione di Cascais, o l’entroterra passando prima da Sintra. Entrambe le scelte vi permetteranno di apprezzare non solo i paesaggi portoghesi ma anche la nuova Peugeot 208. Completamente riprogettata, si presenta con un’estetica rinnovata esternamente, e con un abitacolo totalmente rivisto: più spazioso e con il posto di guida ripensato, il volante ha dimensioni più piccole (per una migliorata maneggevolezza), un quadro strumenti rialzato (per una migliorata visibilità), e uno schermo touch screen a colori di 7” (di serie già dal secondo livello di allestimento), che racchiude tutte le funzioni di connettività che potete desiderare. Dal navigatore alla radio, dal lettore multimediale del vostro smart phone al lettore in modalità streaming, dal bluetooth alla connessione con due porte Usb, fino all’opzionale Peugeot Connect Apps, un insieme di applicazioni intelligenti per viaggi sempre più semplici e piacevoli.
Se scegliete di seguire la costa in direzione di Estoril, incontrerete prima Cascais, una zona da molti considerata la Riviera portoghese, ricca di glamour ma anche sinonimo di benessere.
Nel 1870, il re Luis I ne fece il suo ritrovo estivo, accogliendo da lì a breve il popolo dei nobili in esilio durante la guerra Civile spagnola e la Seconda Guerra Mondiale.
Di sicuro Cascais è un luogo che celebra il mare. Dalla spiaggia di Carcavelos a quella di Guincho, tanto amate dai surfisti, scoprirete molte altre spiagge, tutte diverse ma bellissime. Ma oltre al mare e al divertimento, Cascais ha un’offerta culturale vastissima, e il patrimonio storico è sicuramente uno tra i principali motivi d’interesse della zona. Se volete ammirare lo stile gotico manuelino, potete visitare la Chiesa di Nossa Senhora da Assuncao, decorata e impreziosita da azulejos risalenti al ‘700. D’obbligo anche una sosta al Casinò e, per chi ama il golf, Cascais è dotata di magnifici campi considerati tra i migliori d’Europa. Anche la natura, infine, occupa un posto importante: merito del Parco Naturale di Sintra-Cascais.
A questo punto non resta che raggiungere Sintra, che senza esagerare riteniamo essere una vera bomboniera. Non a caso era la residenza estiva dei reali del Portogallo, e i suoi palazzi hanno affascinato artisti e scrittori, dal poeta inglese Byron a Richard Strauss, tanto da essere dichiarata nel 1995 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Numerosi sono i palazzi, curiosi e straordinari allo stesso tempo. Noi vi segnaliamo quelli nazionali.
Il Palácio Real: nel centro storico. Il suo nucleo centrale gotico risale al XIV secolo, un insieme di edifici unico al mondo che riunisce tutti gli stili architettonici presenti in Portogallo, dal moresco al gotico, dal manuelino al barocco.
Il Palácio da Pena: sulla cima della Serra di Sintra, a 450 metri d’altezza. Una delle più grandi espressioni dell’architettura romantica europea in Portogallo, è un castello dai colori accesi circondato da uno dei parchi più spettacolari di tutto il Portogallo, vasto oltre 200 ettari.
Il Castello do Mouros: costruito dagli arabi nell’VIII secolo, conserva ancora oggi un’atmosfera tipicamente fiabesca, un po’ per le bianche mura che lo cingono, un po’ per la fitta vegetazione che lo avvolge.
Il Palácio da Regaleira: nel centro storico. Progettato dall’architetto italiano Luigi Manini, è stato classificato Patrimonio Mondiale dall’UNESCO. La Regaleira comprende una tenuta (da cui il nome Quinta in portoghese), e un complesso architettonico (che include anche giardini e grotte, statue, laghetti, labirinti e templi), ovviamente circondato da una fitta vegetazione e da giardini esotici. Sintra è comunque vicino al mare, quindi vi troverete alcune delle spiagge atlantiche più belle, come la Spiaggia delle Mele.
Tante opportunità per progettare il vostro weekend in Portogallo come preferite, romantico, culturale, avventuroso, sportivo… le possibilità non mancheranno.

La Peugeot 208
Se siete in cerca di una seconda auto, la nuova Peugeot 208 potrebbe essere la macchina che fa per voi. Durante la nostra prova abbiamo avuto un vero e proprio colpo di fulmine. Se state infatti pensando alla 206, o alla più recente 207, siete completamente fuori strada.
La 208 è decisamente migliore e andrà a sostituire chi l’ha preceduta  senza rimpianti.
Disponibile con i tre allestimenti noti della Casa francese, la Access offre un allestimento già ricco, con la possibilità di regolare volante e sedile, ESP, servosterzo elettrico, chiusura centralizzata e airbag frontali, laterali e a tendina. Oppure potete scegliere la Active, con clima manuale e lo schermo touch screen, o la Allure.
Ricca anche la gamma motori, con 5 propulsori a benzina (con potenze da 68 a 155 Cv), e 3 diesel, anche con tecnologia ibrida e-HDi (con potenze da 68 a 115 Cv).

Come arrivare
La compagnia di bandiera Tap Portugal vola a Lisbona da Roma, Milano, Venezia, Bologna e da Torino. L’aeroporto, che dista dal centro solo 7 km, è servito anche da Easy Jet, con voli da Milano.
Info
www.visitportugal.com
www.visitlisboa.com
www.visiteestoril.com
www.cm-sintra.pt
www.flytap.com – www.easyjet.com
Dove dormire
PALACETE CHAFARIZ D’EL REI
Si dorme come in una casa privata, tra sale art nouveau e stanze rétro. La colazione è servita in salotto.
Travessa Chafariz del Rei, 6 – Lisboa
Tel. (+351) 218886150
booking@chafarizdelrei.com – www.chafarizdelrei.com
AS JANELAS VERDES
Piccolo hotel di charme in un palazzo del XVIII secolo.
Rua Janelas Verdes, 47 – Lisboa
Tel. (+351) 213968143
janelas.verdes@heritage.pt – www.asjanelasverdes.com
YORK HOUSE
Il luogo prediletto dagli artisti.
Rua das Janelas Verdes, 32 – Lisboa
Tel. (+351) 213962435
reservations@yorkhouselisboa.com – www.yorkhouselisboa.com
THE OITAVOS
Dotato di un campo da golf, piscine e campi da tennis e squash, unisce un design ultramoderno a un paesaggio rurale incontaminato all’interno del parco naturale di Sintra-Cascais.
Rua de Oitavos – Quinta da Marinha – 2750-374 – Cascais
Tel. (+351) 214860020
info@theoitavos.com – www.theoitavos.com
TIVOLI PALÁCIO DE SETEAIS
Nella Sintra di lord Byron, questo elegante hotel a 5 stelle è immerso in un incantevole parco sulle colline che sovrastano la città. Per un romanticismo fiabesco.
Rua Barbosa do Bocage, 8 – Sintra
Tel. (+351) 219233200
reservas.hps@tivolihotels.com – www.tivolihotels.com
FAROL DESIGN HOTEL
Nei pressi del porto turistico di Cascais, è un hotel boutique a 5 stelle, con terrazza solarium che domina l’oceano atlantico, e lounge bar on the rocks che si affaccia sulla piscina di acqua salata.
Av. Rei Humberto II de Itália, 7 – Cascais
Tel. (+351) 214823490
farol@farol.com.pt – www.farol.com.pt