Le 10 strade panoramiche più belle d’Italia

Il nostro bel Paese regala un po’ ovunque paesaggi mozzafiato. Ma ci sono strade che per lunghezza, posizione e particolarità regalano emozioni uniche. Ecco, allora, da nord a sud, le 10 strade panoramiche più belle d’Italia.

1.La Grande Strada delle Dolomiti

Detta anche l’”Ottovolante, la SS 48, o Grande Strada delle Dolomiti è lunga 110 km e collega Bolzano, anzi, più precisamente il paese di Cardano, a Cortina d’Ampezzo attraverso curve, tornanti e paesaggi mozzafiato. A parte la dovuta prudenza, si consiglia di percorrerla con lentezza per ammirare borghi, scorci e panorami delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

2.La Grande Strada Regina

Andiamo poi in Lombardia, in provincia di Como, dove la SS 340, o Statale Regina, ricalca l’antico percorso romano che portava da Cremona a Milano. La strada parte da Como e si snoda lungo la sponga occidentale del lago omonimo, toccando splendide località come Cernobbio, Laglio, Gravedona, Moltrasio, fino a raggiungere Menaggio. Qui si può fare una sosta e proseguire verso il confine svizzero, ammirando gli altrettanto splendidi scorci del Lago di Lugano. La Strada Regina è lunga circa 60 km e regala meravigliosi panorami del lago.

3.La Strada del Barolo

In Piemonte, invece, si trova la splendida Strada del Barolo, lunga circa 13 km, che inizia da Alba, “capitale” del rinomato tartufo bianco e termina nel suggestivo borgo medievale di Barolo. In mezzo, le sinuose colline dove nascono i pregiati vini rossi, come il Barolo, il Barbaresco e il Dolcetto, alternati a borghi medievali di rara bellezza, tra cui Dogliani, Roddi, Serralunga e La Morra. Il percorso è molto facile e vale la pena percorrerlo in maniera “slow”, magari facendo qualche tappa nelle cantine.

4. La Litoranea delle Cinque Terre

Scendiamo poi verso la Liguria, dove entra di diritto tra le 10 strade panoramiche più belle d’Italia la Litoranea delle Cinque terre, cioè la SS 370, che collega Monterosso a Rio Maggiore, toccando Vernazza, Corniglia, e Manarola. La strada è lunga circa 10 km e si snoda lungo il Levante Ligure, a un’altezza di circa 400 metri sulle pendici di montagne a strapiombo sul mare, da cui si può godere di panorami mozzafiato, tra terrazzamenti, muretti a secco, Patrimonio UNESCO, coltivazioni di basilico per preparare il rinomato “pesto” ligure, vigneti dove nasce lo Schiacchetrà, il vino DOC delle Cinque Terre.

5. La Strada Costiera Triestina

La SS 14 della Venezia Giulia, che congiunge Sistiana a Miramare Grignano, detta “La Costiera”, è una delle strade più panoramiche d’Italia e conduce a Trieste fin dal 1928, quando fu costruita. Lunga una decina di chilometri, si mantiene in alto per un primo tratto, per poi scendere verso il mare all’altezza di Barcola. Sono molti gli spiazzi dove parcheggiare per ammirare e fotografare il panorama sul Golfo di Trieste. Giunti al capolinea, Miramare Grignano, fermatevi per visitare lo splendido castello, tra le dimore più belle del casato imperiale degli Asburgo-Lorena.

6.La Panoramica di San Bartolo

Sarebbe piaciuta a Dante la Strada Panoramica di San Bartolo, nelle Marche, che collega Gabicce Mare a Pesaro. Di sicuro, questi 16 km di tornanti sono piaciuti a Valentino Rossi che qui si è scatenato con la sua moto. La strada si snoda nel territorio del Parco Naturale del Monte San Bartolo, quasi sospesa tra il mare e le colline ammantare di ginestre, che in primavera si dipingono di giallo. Siamo nelle terre in cui nacque il tragico amore di Paolo e Francesca, cantato da Dante nell’Inferno, ma qui gli amanti dell’arte e della storia possono visitare splendidi borghi medievali, pievi, chiese, mentre chi ama il trekking e le escursioni può parcheggiare l’auto e proseguire alla scoperta di luoghi di rara bellezza.

7.La Chiantigiana

I quasi 70 km della SS 222, più nota come La Chiantigiana, sono i più famosi e percorsi d’Italia. Collega Firenze a Siena, e si snoda nella culla del Chianti, tra dolci colline, castelli, palazzi, borghi medievali, toccando Greve in Chianti, sede del Museo del Vino, Panzano in Chianti, e Castellina in Chianti, con le sue testimonianze etrusche.

8. L’Amalfitana

Chiamata anche “Nastro Azzurro”; la SS 163 non è solo una delle strade panoramiche più belle d’Italia, ma anche in Europa, famosa tra i viaggiatori di tutto il mondo che sognano di percorrere i suoi quasi 60 km di tornanti a strapiombo sul mare blu, ammirando gli splendidi panorami della Costiera Amalfitana, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’Amalfitana comincia a Meta, e arriva a Vietri sul Mare, toccando Positano, Maiori, Minori, Ravello e Amalfi. Bella, ma anche pericolosa. La strada, infatti è piuttosto stretta e ricca di tornanti, al di là dei quali si scorgono panorami da sogno.

9. L’Anello dell’Etna

La SS 120, nota anche come l’Anello dell’Etna, parte dalla splendida Taormina, dove prima di partire si può sostare per visitare lo splendido Teatro Greco, ci si ferma poi per ammirare Isola Bella, lo scoglio collegato alla terraferma da una striscia di sabbia che appare e scompare secondo i capricci delle maree, per poi puntare verso il cono vulcanico dell’Etna. Si toccano paesini, scorci di mare e di terra, all’ombra del vulcano, fino ad arrivare al Rifugio Sapienza.

10.La “panoramica” della Costa del Sud

Andiamo infine in Sardegna, dove la Strada Panoramica della Costa Sud, lunga 25 km, collega Teulada a Chia, all’estrema punta meridionale dell’isola. La strada tocca panorami eterogenei, tra imponenti rocce di granito, zone boscose e le celebri spiagge che non hanno nulla da invidiare a mete esotiche. Tra queste c’è Cala Tauredda, tra le più belle della Sardegna, la spiaggia di Piscinni, con la torre di avvistamento spagnola, e Sa Colonia, con i suoi stagni di acqua dolce, dove poter ammirare i fenicotteri rosa e altre specie di uccelli.




Dallara Stradale per Club Italia: ode alla velocità Italiana

Dallara Stradale per Club Italia – Ecco la serie limitata per Club Italia di Dallara Stradale. Un omaggio alla velocità, all’eccellenza, alla sostanza. I dettagli di questa versione sono unici, perfetta scusa per parlare anche di cosa si nasconde sotto questo bellissimo “vestito”.

Una macchina perfetta per un collezionista. Questa speciale versione è offerta proprio da Club Italia, in 10 esemplari, in onore all’associazione e al costruttore.
Un’associazione che si può dire “sportivo-culturale“, in quanto porta in tutto il mondo lo spirito delle nostre auto e moto, con attenzione particolare a quelle che “vanno veloce”. Come da titolo: ode alla velocità italiana, che ci ricorda scherzosamente un titolo di un saggio futurista.

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Design

Parlando di design, questo è una perfetta unione di funzione ed estetica. Bellissima, questa Dallara Stradale per Club Italia è scultura che parla chiaro. Non esistono vere e proprie porte, per esempio: la Dallara è un pezzo unico, che vuole risparmiare più peso possibile. Non solo, il design è “guidato” dai flussi aerodinamici, maniacalmente studiati da Dallara per migliorare l’aderenza a terra e fare arrivare l’auto a ben 280 Km/h di velocità massima.

Club Italia ha verniciato a mano lo scudetto dell’associazione, per poi metterlo su entrambe le fiancate. Inoltre il tricolore “gira” interno dell’abitacolo è impresso sui fanali nel retro come sul volante. Le pinze dei freni sono gialle, in contrasto con il bellissimo Blu scuro della carrozzeria completamente in fibra di carbonio (citazione alla famigerata Lancia Delta Integrale Club Italia) .

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I dettagli tricolore non potevano mancare, ne definiscono ancora meglio la grandissima personalità

Interni

Gli interni, come si potrebbe immaginare, sono ridotti all’osso, ma nobilitati da Club Italia, per l’occasione. Ciò che prende la scena è volante da macchina da corsa in fibra di carbonio, con tutte le informazioni che un pilota potrebbe desiderare. In contrasto, per questa speciale versione, tutto è rivestito di ecopelle color tabacco, tendente al bordeaux.

Un ennesimo inserto Tricolore è posizionato sulla plancia lato passeggero, che accompagna la firma dell’ingegnere Gianpaolo Dallara in una targhetta dedicata. Altri dettagli unici sono: vari controlli in alluminio fresato (manopole del clima e selettore modalità di guida) e la grafica unica del computer di bordo.

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Guida e motore

Questa non è una macchina per tutti: 400 CV e 855 kg  sono un’accoppiata davvero entusiasmante, ma impegnativa. Lo 0-100 è coperto in 3,49 secondi, il motore (Ford 4 cilindri 2.3) è dietro i due sedili, in posizione centrale. Il cambio è manuale a 6 rapporti. Il tetto manca, la Dallara Stradale nasce come barchetta, è una vera auto da corsa su strada e infatti va guidata esclusivamente con il casco.

Conclusioni e prezzo

Questa super-sportiva pistaiola senza compromessi costa più o meno 200.000 euro, questa versione in 10 esemplari non ha ancora un prezzo ufficiale, ma pensiamo che l’esclusività si debba pagare.




Nell’incanto di Capri: incontro con Salvatore La Ragione e il suo ‘Mammà’ stellato

Tanti anni lavorando comr cameriere, per mantenermi, poi sono approdato nella cucina del grande Gennaro Esposito, dove ho lavorato per due anni e, nel frattempo, portando avanti gli studi di ingegneria informatica. Al quarto anno, sempre con Gennaro, ho deciso di fare della cucina la mia professione. Forse se non avessi fatto il cuoco mi sarei buttato sull’informatica, ma è andata così, ed eccomi qui al Mammà e sono davvero felice.

Bellissima Capri: un itinerario che mi consigli?

Bellissima e affollata… quindi ti suggerisco una passeggiata a mare, penso che non ci sia niente di meglio di quattro passi vicino alle onde, magari dopo il lunch, oppure una percorso nel territorio in cui sono cresciuto, dal mare alla montagna, attraverso orti rigogliosi, tra ricordi di vita e di esperienza… beh, proprio come la mia cucina.

Dove passi un weekend libero?

Ho rarissimi weekend liberi, quindi, se riesco a mettere insieme qualche giorno off, amo staccare la spina e organizzare un viaggio all’estero. Ho girato per l’Euopa: Romania, Francia, Montecarlo e ho un ricordo meraviglioso del Giappone, dove ho scoperto una cultura della cucina davvero variegata.

Dai viaggi porti qualcosa nel tuo menu? 

Il discorso è semplice, noi parliamo di km zero, di cucina del territorio…in realtà non è così: il mondo non è più distante come 10 anni fa e tutto ciò che viene appreso e raccolto, diventa tuo.
Per esempio, del mio menu c’è l’olio di sesamo perché comunque amo valorizzare il mio prodotto e la mia territorialità con un elemento interessante, indipendentemente da dove arrivi.
Sono aperto ad altre culture se non sono troppo invadenti: io dico sempre che la cucina non deve invadere l’immaginario.

Una prerogativa del tuo menu?

La chiarezza!  Il turista che viene a Capri ha messo in valigia tanto desiderio di avventura ma anche una certa diffidenza. Quindi è il mio compito è di mettere il cliente a proprio agio, in modo che capisca subito quello che mangerà. I miei piatti vengono presentati in tre o quattro parole e non in descrizioni chilometriche… il mio è un menu decisamente immediato.

Tanti piatti di pesce…

Si, tanti pesci ‘significativi’ rigorosamente stagionali e ognuno con una sua tradizione locale e una sua storia da raccontare. dai totani ‘alla praianese’ della zona amalfitana spesso in ricetta con patate fritte, alle alici crude che trovi nel tortino arricchito da pomodori e sapori del territorio.
Tradizione e rivalutazione, come nel caso del pesce bandiera, un pesce che si è evoluto negli ultimi 10 anni. Pensa che prima era uno scarto… noi lo facciamo gratinato, dandogli una consistenza croccante, servito come un involtino, con salsa puttanesca e puntarelle.
E per finire?
In pura dolcezza. Creme brulèe aromatizzata alle erbe, ragù di mirtillo, anice stellato.

Per una ricetta estiva, cosa ci proponi?

Un piatto che interpreta il nostro concetto di cucina basato sulla materia prima autoctona di qualità senza disprezzare influenze di altre culture culinarie con particolare attenzione all’utilizzo anche delle parti meno nobili degli ingredienti per far si che le stesse valorizzino il piatto e lo completino.

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La ricetta di Salvatore La Ragione

TAGLIATELLA DI SEPPIA

Ingredienti per 4 persone

  • 1KG Seppia
  • 150GR misticanza aromatica
  • 120gr olio di semi
  • 20gr olio di sesamo
  • 1 tuorlo d’uovo
  • Erba cipollina, erba finocchietto q.b.
  • Sale q.b.
  • 1 limone
  • 2 asparagi
  • 1 foglio di alga Nori

Procedimento
Pulire la seppia separando i corpi dai tentacoli facendo attenzione a non rompere la sacca dell’inchiostro . cuocere i corpi in acqua ad 80° per 5 minuti, raffreddare in acqua e ghiaccio. Frullare i tentacoli con l’inchiostro fino a renderlo una pomata, quindi mettere in una busta sottovuoto e con l’aiuto di un matterello preparare una sfoglia che andremo a cuocere a 85° per 6 minuti trascorsi i quali raffreddiamo immediatamente.
Nel frattempo preparare la maionese con il tuorlo d’uovo aggiungendo un filo d’olio di semi ed infine quello di sesamo, montando con una frusta il tutto, aggiustare di sale e condire con il succo di mezzo limone.
Successivamente tagliare finemente i corpi delle seppie e la sfoglia al nero tenendole separate , condirle con erba cipollina e finocchietto, olio extra vergine di oliva, sale e succo di mezzo limone, e lasciare insaporire.
Pelare la zucchina con un pelacarote, ricavando solo la parte verde e tagliarla a julienne, stesso procedimento per gli asparagi.
Impiatto
La misticanza al centro del piatto, adagiare la seppia precedentemente condita, aggiungere le zucchine e asparagi leggermente conditi con sale e olio extra vergine di oliva, la maionese e l’alga Nori tagliata a triangolini.
Come vino, consiglio un Sireo bianco (falangina,fiano) az. Agr. Abbazia di Crapolla

INFO
Mammà
Via Serafina Madre, 6 (a due passi dalla Piazzetta)
Tel. 081 837 7472
Email info@ristorantemamma.it.

Cesare Zucca
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo. Viaggia su e giù per l’America e si concede evasioni in Italia e in Europa.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘Turista non Turista’




Napoli: dai resti romani a Donatello

PERCHE’ANDARCI:

Dopo il tour consueto, Napoli nasconde altre bellezze uniche. Nella chiesa di Sant’Angelo a Nilo si cela un Donatello: l’artista, con Michelozzo e altri, realizzò per la tomba Brancacci un rilievo in marmo con l’Assunzione della Vergine (1426). Sorprende la commistione di stili ed epoche di San Carminiello ai Mannesi, chiesa medievale inglobata in Santa Maria del Carmine ai Mannesi (XVI secolo). Le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale hanno svelato i resti di un’architettura romana di fine I secolo d.C., mentre di epoca imperiale è il Mitreo, ambiente dedito alla divinità induista Mitra. Testimonianza romana il tempio dedicato ai Dioscuri Castore e Polluce, edificato all’epoca della fondazione di Neapolis, ricostruito sotto Tiberio e inglobato tra l’VIII e il IX secolo nella basilica di San Paolo Maggiore, conservando la facciata. Nel frontone (ricostruito dopo i terremoti del 1686-88) si riconoscono i Dioscuri e la pòlis personificata. Complesso naturalistico e ingegneristico unico è la Crypta Neapolitana del Parco Vergiliano di Piedigrotta, galleria di 711 metri nel tufo tra Posillipo, Mergellina e Fuorigrotta. Simbolo uterino, del passaggio tra vita e morte, ospita le tombe di Virgilio e Leopardi.

San Carminiello ai Mannesi

DA VEDERE:

Dai quattro castelli al Palazzo Reale, dal Teatro San Carlo alla Reggia di Capodimonte, dal Museo Nazionale Archeologico ai Decumani, il centro città offre numerose attrattive.

DOVE MANGIARE:

Piatti della tradizione italiana e napoletana al ristorante Le Ancore, zona porto www.napoliristorante.it. Vera pizza napoletana e diverse specialità alla Cantina del Gallo, nel rione Sanità www.cantinadelgallo.com.

DOVE DORMIRE:

A pochi passi dal Duomo, un palazzo storico di inizio XX secolo ospita l’Albergo Palazzo Decumani www.albergopalazzodecumaninaples.com. Vicino alla stazione ferroviaria l’accogliente e raffinato B&B del Corso www.bnbnapoli.it.

Info: www.comune.napoli.it




Borghi d'(A)mare: Marzameni e la ricetta dei cavatelli con la bottarga

Il suo nome deriva dall’arabo Marsa al hamen è significa “rada delle tortore”. Il perché è facilmente intuibile soprattutto in primavera, quando questi delicati uccelli si fermano numerosi nel centro storico. Marzameni, situato nell’estrema parte meridionale della Sicilia, in provincia di Siracusa, ha origini che risalgono attorno all’anno Mille, quando il primo insediamento arabo si è sviluppato intorno a una tonnara, principale fonte di sostentamento per i pescatori. In seguito, la tonnara di Marzameni è diventata la seconda più importante della Sicilia, dopo quella di Favignana, ed è stata dismessa solo pochi anni fa, rimanendo comunque un’attrazione per quanti si lasceranno incantare da questo borgo dal fascino antico, dalle atmosfere quasi africane. Proprio il tonno è uno degli ingredienti principali della cucina locale e viene ancora cucinato secondo tradizioni antichissime. Tra le eccellenze, ci sono anche i pomodori ciliegino di Pachino e il celebre Nero d’Avola. Un’altra caratteristica di Marzameni, inoltre, è quella di essere divisa in due parti, di cui una appartiene al Comune di Pachino e l’altra a quella di Noto. Il nostro percorso di visita parte dalla centrale Piazza Regina Margherita, cuore del borgo marinaro. Qui si affaccia il Palazzo del Principe di Villadorata, residenza estiva del nobiluomo proprietario della tonnara, che domina la piazza e due chiese, entrambe dedicate al patrono della città, San Francesco di Paola. Tutt’attorno, si sviluppano le case dei pescatori, che accompagnano il visitatore verso i due porticcioli di Fossa Balata. Quest’ultimo, in particolare, ha fatto da set a registi del calibro di Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores e i fratelli Taviani. Di fronte si trovano le piccole e incontaminate Isola Grande e Isola Piccola. Proprio le spiagge lambite dal mare turchese sono un’altra eccellenza del borgo. Di fronte si trova la Spinazza, in parte libera e in parte attrezzate. Poco distante, spicca la bella spiaggia di Pachino con la sua sabbia candida.

SECONDO GIORNO: Escursione all’Oasi Faunistica di Vendicari

In poco più di un quarto d’ora, percorrendo prima la SP85 e poi la SP19 da Marzameni e Noto, arriviamo alla Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari (www.riserva-vendicari.it) una spettacolare zona umida costiera di 1450 ettari istituita nel 1984 e habitat naturale di aironi, cigni reali, oche e fenicotteri e altri uccelli migratori che nidificano nelle aree paludose. Il mare, invece, con fondali bassi ricchi di posidonia, è popolato da tartarughe marine e pesci multicolori. Si possono scegliere tre diversi itinerari da fare a piedi. L’Itinerario Verde, di circa 5 km, parte dalla Cittadella Maccari, vicino alla spiaggia di San Lorenzo, e tocca la Trigona, le Necropoli bizantine e la Tonnara di Vendicari. L’Itinerario Arancio, invece, si snoda per 4,38 km e consente di visitare la Tonnara, la Torre Sveva, a spiaggia di Vendicari e quella di Calamosche. Infine, l’Itinerario Blu, tocca la zona nord della Riserva, partendo dalla spiaggia di Eloro, gli scavi della città greca per poi arrivare alle spiagge di Marianelli e di Calamosche.

 LA RICETTA: Cavatelli con bottarga, mandorle e ciliegini

Piatto tradizionale della costa meridionale della Sicilia, tra Avola, Marzameni e Porto Palo di Capopassero, realizzato con ingredienti del territorio.

Ingredienti per 4 persone

  • 500 gr di cavatelli freschi, o 300 di cavatelli secchi
  • 100 gr di bottarga di tonno
  • 50 gr di mandorle
  • 10 pomodori ciliegini
  • 2 spicchi di aglio
  • Olio EVO
  • Prezzemolo
  • Pepe

Fate rosolare in una padella l’aglio con l’olio EVO, poi aggiungete i pomodorini lavati e tagliati in quattro e fare cuocere a fuoco medio. A metà cottura, aggiungete le mandorle spellate e tagliate a pezzetti e fate cuocere ancora per 10 minuti. Nel frattempo, lessate i cavatelli, scolateli al dente e versateli nella padella con un po’ dell’acqua di cottura. Aggiungete una generosa spolverata di bottarga grattugiata. Saltate per un paio di minuti e servite con una spolverata di pepe e di prezzemolo tritato.

Il vino: Nassa IGT delle Terre Siciliane, un bianco dal colore paglierino e dal sapore aromatico e fruttato.  Dove ComprareFeudo Ramaddini, Contrada Lettiera, Marzameni (SR), tel 0931/1847100.

COME ARRIVARE  

Con auto a seguito si può raggiungere in traghetto Palermo o Catania da Genova, Livorno, Civitavecchia e Napoli con Grimaldi Lines (www.grimaldi-lines.com ), TTT Lines (www.tttlines.com)  e GNV (www.gnv.it). Si deve poi raggiungere Siracusa con la A19 Palermo-Catania in direzione Catania, poi si prende l’autostrada Siracusa -Gela, con uscita Noto e la SP19 seguendo le indicazioni prima per Pachino, poi per Marzameni.

 DOVE MANGIARE  

*Cortile Arabo, Piazza Villadorata, Marzameni, tel 0931/841678. Lo chef Massimo Ciaquinta realizza piatti ispirati alla tradizione siciliana a base di pesce ed erbe provenienti dall’erbario del ristorante. Prezzo a persona da € 40 a € 55.

*Al Boccone, via Regina Elena 7, Marzameni, tel 0931/8411438. Locale dall’atmosfera intima curata con arredi in pietra a vista e terrazza sul mare. Offre un menù di pesce con ampia scelta di vini siciliani. Prezzo medio da € 30 a € 44.

DOVE DORMIRE

*B&B Suliccentiviale Calleri 97, Marzameni, tel 347/5782779. Struttura a conduzione familiare in posizione strategica. Le camere sono arredate in stile moderno e funzionale, molto colorate. Doppia con colazione da € 70 a € 100, quadrupla da € 130 a € 150.

*B&B Le Maree, via Montoneri 18, Marzameni, tel 327/4540457. Bella e curata struttura su tre livelli con camere di diversa tipologia arredate in colori naturali, tutte con balcone privato con tavolo e poltroncine. A pochi passi dalla spiaggia. A disposizione, sala comune, piscina e ampia hall con vetrate a vista sulla baia. Doppia con colazione da € 100.

INFO: www.marzameni.com e www.siracusaturismo.net




Il grande Chef a tre stelle Michelin si ricorda ancora i Passatelli della mamma

Di Silvia Terraneo

In Italia abbiamo un patrimonio gastronomico enorme e anche i grandi chef non se lo dimenticano. Lo chef Italo Bassi, tre stelle Michelin conquistate durante i 27 anni di permanenza all’Enoteca Pinchiorri di Firenze e oggi alla guida del “Confusion Boutique Restaurant” di Porto Cervo, in prima persona ha aperto alla grande la seconda edizione del tour Strade Stellate, sotto l’insegna dell’Alfa Romeo, in Veneto.

Siamo al Byblos Art Hotel Villa Amistà di San Pietro in Cariano. L’esclusivo luxury hotel è ospitato in una delle più belle ville del veronese, nella quale i colori accesi e le forme plastiche degli arredi, del noto designer Alessandro Mendini, si fondono con gli affreschi e i marmi dei saloni settecenteschi dando vita ad un’unica ed esclusiva esposizione permanente di arte contemporanea e design.

Ma con Italo Bassi parliamo di un altro tipo di arte.

Noi siamo alla ricerca delle RICETTE DI VIAGGIO, quelle da ritrovare appunto nei nostri weekend in auto. Qual è la tua ricetta preferita di questo territorio?

Una delle mie ricette legate a questo territorio veronese può essere il classico risotto all’Amarone con radicchio rosso stufato; mettiamoci una fonduta di formaggio Monteveronese e manteghiamo il tutto con olio d’oliva extra vergine del Garda. Però dobbiamo mettere qualcosa di particolare, così ho pensato a della polvere di liquirizia per far volare la gente un po’ più lontano.

Ma le tue origini non sono venete?

No, sono romagnolo e fiero di esserlo. Il mio piatto preferito sono i passatelli in brodo della mamma, cucinati con amore e passione.

La tua passione ora ti ha portato lontano,  in Sardegna?

Sì, con il mio ristorante Confusion Restaurant,  nato dall’amore del territorio della Costa Smeralda dove propongo  una visione di Grande Cucina, basata sulla tradizione italiana e arricchita da profumi esotici e ingredienti pregiati, con particolare attenzione ai prodotti tipici sardi e un forte accento sulle cruditè di mare.

 

Sardegna.

Dal gusto nel piatto al piacere di guida: qual è il tuo rapporto con l’auto?

L’auto è un mezzo che mi caratterizza molto perchè mi sposto molto quindi deve essere comoda, confortevole, bella  e potente.

Come la Stelvio?

Un amore maniacale,  fantastico, è stata una bella sorpresa. Guidando la Stelvio si sente un motore sportivo in una condizione di comodità e di  elegante lusso.

Un piatto prima di mettersi alla guida?

Penso sempre ad una ricetta nata dall’emozione, da un momento, da una esperienza alla guida. Di solito penso alla strada e all’obiettivo da raggiungere.

Dopo le tre stelle Michelin dove punti ad arrivare?

Ad essere felice.

 

Ricetta dei Passatelli in brodo

Ingredienti per 4 persone:

– 130 g pane grattugiato;

– 3 uova;

– 1 noce di burro;

– noce moscata q.b.;

– pepe q.b.;

– sale q.b.;

– 1L brodo di carne;

– 1/2 scorza di limone;

– 130 g parmigiano.

Fate il composto dei passatelli. Miscelate il pane grattugiato con il parmigiano reggiano in una ciotola e poi aggiungete il burro ammorbidito a crema e la scorza di limone. Mescolate in modo omogeneo.

Sbattete le uova in una ciotola con sale, pepe e noce moscata grattugiata. Versatele poi a filo nella miscela di pane, mescolando. Lavorate quindi l’impasto con le mani sulla spianatoia: questa dovrà risultare un composto piuttosto sodo. Avvolgetelo nella pellicola e mettetelo in frigo per mezz’ora.

Preparate ora i passatelli. Dividete il composto di pane e formaggio in 3-4 pezzi. Metteteli, 1 alla volta, nello schiacciapatate e premete con decisione, finchè usciranno tanti cilindretti. Tagliateli con il coltello alla lunghezza di 4-5 cm e distribuiteli su carta da forno infarinata.

Portate ad ebollizione il brodo in una casseruola. Appena il brodo bolle aggiungi i passatelli, mescolate delicatamente e cuocete per circa 2 minuti.

…buon appetito!




ITALIA PIU’: A PADOVA L’ORTO BOTANICO PRIMO IN EUROPA

PERCHE’ANDARCI:

Nel centro storico di Padova sorge il più antico Orto botanico universitario del mondo che abbia conservato l’ubicazione originaria e le principali caratteristiche scientifiche e architettoniche.

Fondato nel 1545 su delibera del Senato della Repubblica Veneta, l’Orto nasce accogliendo la proposta di Francesco Bonafede, lettore dei Semplici, che deliberò l’istituzione a Padova di un Horto Medicinale dove studiare e sperimentare le piante medicinali parte dei “semplici”, i medicamenti provenienti dalla natura.

Realizzato dal bergamasco Andrea Moroni, l’Orto Botanico dal 1997 è Patrimonio dell’umanità nella lista UNESCO, e conserva circa 6000 piante di tutti i tipi, climi e continenti, che per la prima volta furono diffuse in Europa. Nei secoli è diventato modello per istituzioni analoghe in Italia e nel mondo: da Leida a Lisbona, Uppsala e Bratislava.

DA VEDERE

Padova è uno scrigno di gioielli artistici: unica al mondo la Cappella degli Scrovegni, con gli affreschi di Giotto; da visitare il Palazzo della Ragione, in Piazza delle Erbe, Palazzo del Capitaniato e Palazzo del Bo, storica sede universitaria.

Obbligatoria la sosta al Caffè Pedrocchi e la passeggiata al Prato della Valle, una delle piazze più grandi d’Europa. Da vedere la Basilica di Sant’Antonio, Duomo e Battistero, la Chiesa degli Eremitani e l’Abbazia di Santa Giustina.

DOVE DORMIRE

Hotel Grand’Italia Corso del Popolo, 81 35131 Padova, Tel. +39 049 8761111 http://www.hotelgranditalia.it

A due passi dalla stazione ferroviaria, l’antica residenza nobiliare del Cav. Guglielmo Folchi, costruita nel 1907, è sede dell’Hotel Grand’Italia, l’ideale per un soggiorno in una struttura raffinata

 

DOVE MANGIARE

Hostaria Padovanino Via Santa Chiara, 1, Padova +39 049 87 65 341 http://www.hosteriapadovanino.it

Ottimi piatti della cucina locale e nazionale rivisitati nell’accogliente e ricercata Hostaria Padovanino .

 

Ristorante Belle Parti Via Belle Parti, 11 – 35139 Padova PD 049 8751822 https://www.ristorantebelleparti.it/it/home/

Per chi ama un ambiente elegante e romantico, imperdibile, nelle sale dell’aristocratico Palazzo Prosdocimi, il ristorante Belle Parti

 

Per maggiori informazioni:

www.padovanet.it

http://www.ortobotanicopd.it




ITALIA PIU’: PORTO SELVAGGIO, DOVE IL MARE E’ DAVVERO PIU’ BLU

PERCHE’ ANDARCI:

Nel comune di Nardò, il Parco Naturale di Porto Selvaggio, di 1.122 ettari, offre uno spettacolo unico tra il profumo di resina e il canto delle cicale, la pineta di 300 ettari e la vegetazione della macchia mediterranea. Istituito area naturale protetta della Regione Puglia dal 2006, inserito nel 2007 dal FAI (Fondo Ambientale Italiano) nell’elenco dei “100 luoghi da salvare”, il Parco si affaccia sulla costa a metà tra Porto Cesareo e Gallipoli. Considerato uno dei litorali più puliti d’Italia, merita più volte le 5 vele per le acque cristalline.

 

DA VEDERE:

Tre i siti di interesse, su una costa di sette chilometri: la Palude del Capitano, Torre Inserraglio e La Baia di Uluzzo, oltre a cavità e grotte carsiche come Grotta di Torre dell’Alto, Grotta Capelvenere, Grotta del Cavallo e Grotta di Uluzzo. Le particolari specie di flora e fauna marina sono ideali per le gite subacquee, mentre a pochi metri dal litorale si notano costruzioni simili a trulli in pietra scura, detti  “furnieddhi”, nati come deposito per gli attrezzi agricoli.

DOVE DORMIRE:

Villa Scinata Guest House Strada Santa Caterina, 53, 73048 Nardò (LE) +393287784390 www.scinata.com

Villa Scinata Guest House si trova a Santa Caterina (Nardò) è un’antica dimora degli inizi del secolo scorso con un parco di 5 ettari

Hotel 33 Baroni**** via Giuseppe Mazzini, 23, 73014 Gallipoli (Lecce) – Italy tel. +390833263227 http://www.hotel33baroni.it

Perfetto per chi ama la movida di Gallipoli, a 300 metri dal centro storico, l’Hotel 33 Baroni è un palazzo ristrutturato recentemente e dotato di tutti i comfort e i servizi.

DOVE MANGIARE:

Ristorante Corallo Lungomare Lamarmora 105 – Santa Maria al Bagno – Nardò (Lecce), +39 0833 573603 http://www.corallohotelristorante.it

A Santa Maria al Bagno il Ristorante Corallo offre portate di pesce fresco locale, specialità di crudo, cotto e pizze.

Hostaria Corte Santa Lucia Via Santa Lucia, 46 Nardò +39.0833.835275  http://www.cortesantalucia.com

Rustico ed elegante l’ambiente di Hostaria Corte Santa Lucia, ubicata in un’antica e tradizionale casa di corte di Nardò, dove è possibile sperimentare una cucina tradizionale rivisitata.

 

Per maggiori informazioni visitate il sito: www.comune.nardo.le.it




ITALIA PIU’: LA TERZA CITTA’ PIU’ ANTICA DEL MONDO DIVENTA CAPITALE DELLA CULTURA.

PERCHE’ANDARCI:

Terza tra le più antiche città del mondo ancora abitate è Matera, capoluogo della Basilicata, con i suoi 10.000 anni di vita, dopo Gerico (12.000 anni) e Aleppo (13.000 anni). La città splende per i suoi Sassi, dichiarati dall’UNESCO “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” nel 1993. Sviluppatisi intorno alla Civita, creano un’intera città scavata nel tufo, un sistema abitativo articolato lungo i pendii di una profonda valle: la Gravina. Prima fulcro della civiltà contadina, oggi completamente ristrutturati, i Sassi rivivono in residenze, botteghe artigiane, locali. Matera è candidata Capitale Europea della Cultura per il 2019.

 

DA VEDERE:

L’area più antica di Matera è costituita dai rioni Sasso Barisano e Sasso Caveoso, divisi al centro dal colle della Civita, con il Duomo; la parte medievale-rinascimentale della città si sviluppa ai bordi dei Sassi, lungo “il Piano”; infine si estende la città nuova, con eleganti rioni. Moltissime le chiese materane dal XIII a XIX secolo (numerosi gli eremi, i cenobi, le cripte, le laure e le basiliche ipogee, spesso affrescate, scavate nel tufo), di cui S.Giovanni, S.Domenico e il Duomo sono le più antiche.

 

DOVE DORMIRE:

Locanda San Martino, Via Fiorentini, 71 – 75100 – Matera, Italy, tel. (+39) 0835 256600 www.locandadisanmartino.it/

A cinque minuti dalla via del Corso, la Locanda San Martino è nel cuore dei Sassi e offre terrazze panoramiche e camere scavate nel tufo.

 

Hotel del Campo, Via Lucrezio snc – 75100 Matera (MT), tel. +39 0835 388844 www.hoteldelcampo.it/it/home

L’Hotel del Campo rimane uno dei più esclusivi a Matera, frutto del riadattamento di un’antica masseria risalente alla fine del 1700, proprietà di Domenico Ridola, fondatore dell’omonimo Museo Nazionale

 

DOVE MANGIARE:

Ristorante Alle Fornaci, Piazza Firrao, 7 75100 – Matera (MT), Tel: 0835 335037

Intimo ed elegante, rappresenta un raffinato ritrovo per i cultori della cucina tipica lucana e nazionale www.ristoranteallefornaci.it/il-ristorante

 

         Trattoria il Caveoso, Via Bruno Buozzi, 21 (Matera) Tel: 0835312374 www.ristorantedelcaveoso.it/

Nel cuore dei Sassi, la Trattoria il Caveoso prepara pietanze della tradizione lucana accogliendo i suoi ospiti nelle rocce secolari.

 

 

Per maggiori informazioni visitate il sito: www.comune.matera.it

 




ITALIA PIU’: FERRARA, UN GIRO NELLA PRIMA CITTA’ MODERNA D’EUROPA

PERCHE’ ANDARCI

Definita la prima città moderna d’Europa, Ferrara detiene tale primato dal periodo rinascimentale, quando, per volere del duca Ercole I d’Este, nel 1484, la città fu sottoposta a una delle più importanti progettazioni urbanistiche della storia europea moderna. L’Addizione Erculea, primo esempio di pianificazione ragionata degli spazi urbani, fu opera dell’architetto Biagio Rossetti. La nuova parte della città viene chiamata Arianuova, collocata al di fuori del vecchio asse del castello medievale, e connotata fino alla fine del XIX secolo da ampie aree verdi interne alle nuove mura rossettiane.

DA VEDERE

Ancora oggi si conservano intatti il centro storico medievale-rinascimentale, iscritto dal 1995 alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, e le delizie estensi, cioè le residenze disseminate in tutto il territorio della Signoria, anch’esse nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità assieme al delta del Po. Il centro storico, circondato dalle mura rinascimentali che si estendono per nove chilometri, è dominato dal Castello Estense, da cui comincia corso Ercole I d’Este, lungo il quale si incontrano Palazzo Prosperi Sacrati, Palazzo dei Diamanti, la Certosa Monumentale, il Tempio di San Cristoforo alla Certosa. La parte medievale, costituita da vicoli, stradine e volte come via delle Volte, ospita palazzi memorabili come Casa Romei. Da non perdere Palazzo Schifanoia, con la Sala dei Mesi del Cossa e Roberti, oggi sede del Museo Civico, mentre il Museo Archeologico Nazionale si trova all’interno di Palazzo Ludovico il Moro. Sotto gli Este, Ferrara viene trasformata in un centro artistico europeo, ospitando personalità come Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, Niccolò Copernico e Paracelso, Andrea Mantegna e Tiziano, Giovanni Pico della Mirandola e Pietro Bembo. La “città delle biciclette” è visitabile su due ruote, grazie all’estesa rete di percorsi cicloturistici.

 

 

DOVE DORMIRE:

Hotel Annunziata**** Piazza Repubblica, 5 – 44121 Ferrara. Tel. +39 0532 201111

La struttura sorge in pieno centro con vista sul Castello. Dotato di tutti i comfort e arredamento di design www.annunziata.it.

DOVE MANGIARE:

 

Ristorante Antico Giardino Via Martelli, 28 – 44123 Ferrara, Tel.+39 0532 412587

L’Antico Giardino è un piccolo gioiello della ristorazione ferrarese dove convivono la tradizione culinaria emiliana e l’innovazione http://www.ristoranteanticogiardino.com/.

 

Per maggiori informazioni: www.ferrarainfo.com




Primo maggio: weekend in arte a Milano

Primo maggio, primo sole, primo caldo e soprattutto prime giornate di tempo libero! Perché non trascorrerle tra mostre ed eventi culturali?

FRIDA KAHLO – MUDEC

E’ iniziata a febbraio e sarà disponibile fino al 3 giugno, la mostra: Frida. Oltre il mito, una retrospettiva sull’iconica artista messicana Frida Kahlo, a cura di Diego Sileo. Perchè non farci un salto durante il ponte del primo maggio ??

Il Museo delle culture (MUDEC) di Milano riunirà in un’unica sede espositiva per la prima volta in Italia, tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo.

frida kahlo ponte maggio

L’allestimento si svilupperà secondo un criterio analitico, attraverso quattro sezioni: DONNA, TERRA, POLITICA, DOLORE.

Obiettivo principale di questa esposizione è quello di mostrare la figura di Frida Kahlo nella sua autenticità, al di là delle leggende e delle storie che circolano sulla grande artista. Inoltre ad accompagnare la mostra ci saranno una serie di incontri, conferenze ed eventi con giornalisti ed esperti.

Per informazioni sulla mostra e gli appuntamenti: www.mudec.it

POST ZANG TUMB TUUM. ART LIFE POLITICS

Dal 18 febbraio fino al 25 giugno 2018 alla Fondazione Prada di Milano, la mostra: Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918 – 1943, a cura di Germano Celant.

L’allestimento vuole mettere in luce la relazione tra il sistema dell’arte nel periodo tra le due guerre e l’affermazione del fascismo, nell’ambito del palinsesto dell’arte del Novecento italiano.

post zang tumb tuuum

Grazie a più di 600 lavori, tra i quali: fotografie, dipinti, sculture, disegni e testi, si indagherà il contesto spaziale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, vissute e interpretate dal pubblico di quel difficile periodo storico.

Tra le diverse opere in esposizione, pezzi originali di: Giorgio de Chirico, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Arturo Martini, Giorgio Morandi e molti altri…

Inoltre all’interno del Cinema della Fondazione Prada saranno proiettati 29 cinegiornali integrali, selezionati in collaborazione con l’Istituto Luce del periodo che va dal 1929 al 1941, documentando le fasi di allestimento e i momenti di inaugurazione di alcuni tra i principali eventi espositivi e culturali degli anni del regime.

Per informazioni sulla mostra: www.fondazioneprada.org

IL CAMPANILE DEI SOSPIRI DI MILANO

Il Campanile più antico di Milano apre le sue porte, per pochi weekend, fino al 31 luglio. Chiuso da oltre un secolo si trova in una delle chiese simbolo della città di Milano, la Basilica di San Celso in Corso Italia.

Dopo aver scalato i 175 gradini ci si trova a circa 30 metri di altezza, nella cella campanaria. Arrivati qua il panorama è mozzafiato, un’esperienza unica che vale la pena di vivere.

campanile dei sospiri milano

Visto i pochi posti a disposizione la prenotazione è obbligatoria, tramite il sito web ufficiale del Campanile dei Sospiri. Ogni 30 minuti, accompagnati da una guida esperta e qualificata potrete scoprire questo luogo fondamentale nella storia di Milano.

Con il prezzo del biglietto, oltre a scoprire uno dei luoghi simbolo di questa città, contribuirai alla sua conservazione.

Per informazioni e prenotazioni: www.ilcampaniledeisospiri.it

Guarda il video: campanile dei sospiri




Puglia Segreta: a Gravina la “Sistina della pittura rupestre”

Bagnata da due mari, definita dal National Geographic la “regione più bella del mondo”, la Puglia non smette di stupire per la varietà di segreti che custodisce. Amata da greci, romani, bizantini, oltre alle sue mete più note e al patrimonio paesaggistico, svela cattedrali romaniche che ammaliano per la purezza, vasi greci unici al mondo, anfiteatri romani e parchi archeologici, fortezze medievali, ma anche i segni delle civiltà antiche rupestri, ipogei dedicati alla Dea Madre e dolmen millenari patrimonio dell’Umanità UNESCO.

A 350 metri sul livello del mare, tra il pre-Appennino lucano e la Murgia, sorge la città antica di Gravina, in parte estesa sulle sponde di un crepaccio profondo che ricorda i canyon, scavato nella roccia calcarea dal torrente Gravina. Nello scenario paesaggistico del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, di cui Gravina ospita la sede, questo comune dalla storia antica conserva architetture e testimonianze uniche.

Dopo un susseguirsi di anfratti, affacciata alla spaccatura rocciosa, la chiesa rupestre di San Michele alle Grotte è una delle più interessanti dell’area e la prima cattedrale del comune: l’edificio in tufo ha pianta quadrangolare a cinque navate, sorrette da 14 pilastri in pietra naturale. Sulle pareti della chiesa, che ospita numerose opere tra cui una tomba medievale, sono visibili residui di affreschi del XIII secolo come il grande Cristo Pantocratore tra i santi Paolo e Michele, mentre nella grotta attigua si trovano teschi e ossa che sono leggendariamente attribuiti ai martiri dell’attacco saraceno del 999.

Tesoro di rara bellezza, tanto da essere denominata “La Sistina della Pittura Rupestre”, è la cripta di San Vito Vecchio, i cui preziosi affreschi, strappati per salvaguardia ed esposti all’esposizione Universale di Bruxelles nel 1958, poi a Roma, Atene e Bari, sono ora custoditi presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi che ne ha ricostruito l’ambiente originario. Il complesso, fra i meglio conservati del patrimonio di pittura a fresco pugliese di età medievale, è dominato dalla maestosa figura del Cristo Pantocratore in mandorla circondato da angeli, seduto su un trono la cui spalliera concava, decorata con cerchi di perline, segue l’andamento dell’abside, il cui profilo esterno presenta un vivace motivo decorativo di ascendenza islamica.

Cripta di San Vito Vecchio

Per maggiori informazioni visitare il sito http://fondazionesantomasi.it e Pro Loco Unpli Gravina www.prolocogravina.it

 

DOVE MANGIARE:

TRATTORIA ZIA ROSA, Via Marconi, 18, 70024 Gravina in Puglia (Ba), 0803257842 www.trattoriaziarosa.it

Nel centro storico di Gravina, permette di assaporare i tipici profumi di un passato lontano, rivisitati in chiave moderna in un ambiente elegante.

 

OSTERIA SANT’AGOSTINO, Corso Vittorio Emanuele 12, 70024 Gravina in Puglia (Ba), Tel. 3391854418

Qui si gustano i veri sapori della Murgia: da non perdere la pasta fresca fatta a mano.

 

DOVE DORMIRE:

PRINCIPE RELAIS, Via XX Settembre 8, 70024 Gravina in Puglia (Ba), tel. +39 080 914 0330 principerelais.it

In un edificio di inizio Novecento completamente ristrutturato sorge Principe Relais, per un soggiorno di relax ed eleganza nel centro storico, con SPA annessa

 

B&B FONDO VITO, Vico Fondo Vito n.1, 70024 Gravina in Puglia (Ba), tel. +39 345 03 41 710, fondovito.it

A pochi metri da San Michele alle Grotte sorge il b&b Fondo Vito: per un’esperienza autentica in una caratteristica casa del rione medievale.

 




Da oltre cent’anni i fiori più belli sbocciano a Bolzano

Dal 29 aprile al 1° maggio, come ogni anno, ormai da 130 anni, la piazza principale di Bolzano si trasforma in un immenso giardino variopinto che anima la città e attrae turisti. Da vedere.

Come ogni anno, torna la più che centenaria festa dei fiori in Piazza a Bolzano. L’appuntamento durerà tre giorni, dal 29 aprile – giorno dell’inaugurazione ufficiale -, al 1° maggio: i suoi protagonisti saranno floricoltori locali che coloreranno Piazza Walther, emozionando e stupendo i visitatori con le loro migliori creazioni.

I floricoltori saranno disponibili per dare consigli ai visitatori più appassionati certamente in attesa di suggerimenti da parte degli esperti. Oltre ai fiori saranno esposte anche piccole piante di verdure ottime per ornare piccoli orti cittadini.

Gli eventi in occasione della festa

Sono programmati numerosi eventi come esibizioni musicali e danze popolari: le bande cittadine si esibiranno nella Piazza del Municipio il 30 aprile e il 1° maggio, nel giorno dell’inaugurazione invece in Piazza Walther, tra i fiori esposti, si esibirà il gruppo di danze popolari di Gries.

Verranno proposte inoltre iniziative dedicate ai bambini, come laboratori creativi dedicati al tema della festa, che permetteranno ai più piccoli floricoltori di piantare una piantina da portare con sé a casa.

 

Piazza Walther, Bolzano. www.bolzano-bozen.it

 

Per i più golosi

Non mancheranno proposte culinarie dedicate ai più golosi. Sarà infatti allestito uno stand gastronomico per degustare non solo i piatti tipici della regione, ma anche particolari pietanze e cocktail reinterpretati e preparati con fiori ed erbe fresche, protagonisti assoluti della festa.

www.bolzano-bozen.it

Per un weekend unico:

La festa dei fiori sarà un’occasione per passare un weekend unico nel capoluogo trentino, di seguito vi proponiamo alcune strutture che renderanno la vostra permanenza piacevole.

Dove alloggiare:
  • Designhotel Greif ****, Piazza Walther – entrata Via della Rena 28, Bolzano –  www.greif.it
  • Parkhotel Laurin ****, Via Laurin 4, Bolzano – www.laurin.it
  • Hotel Figl ***, Piazza del Grano 9, Bolzano – www.figl.net
Dove mangiare:
  • Hopfen&Co. , Piazza delle Erbe/Obstplatz 17, Bolzano
  • Haselburg Castel Flavon, Via Caste Flavon –Kuehpachweg 48, Bolzano
  • Wirtshaus Voegle, Via Goethe Staße 3, Bolzano

 

Un appuntamento imperdibile

Sarà dunque una festa suggestiva dal sapore magico, che per un weekend vi immergerà tra le bellezze paesaggistiche e cittadine del Trentino combinate all’eleganza delle esposizioni floreali. L’imperdibile evento vi farà vivere un’esperienza sensoriale preziosa per l’anima e il cuore, risvegliando le vostre emozioni con una primaverile ondata di colori e profumi.

 

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.bolzano-bozen.it/




Mantova, la bella (e la buona)

“Mantua me genuit…”, così si legge sull’epitaffio del poeta Virgilio, sepolto a Napoli. E sull’orgoglio di essere mantovano insistette anche Dante, che fece dell’autore dell’Eneide la sua guida nelle prime due cantiche della Divina Commedia. E Mantova, culla della signoria dei Gonzaga durante il Rinascimento, merita davvero una visita. Città tranquilla, a misura d’uomo, al punto da essersi meritata il riconoscimento di “città dove si vive meglio” nella classifica 2016 di ItaliaOggi è cullata da fiumi e da laghi.

Il nostro itinerario inizia da Ponte San Giorgio, in prossimità del quale si lascia l’auto per dirigersi a piedi verso il centro storico. Il ponte, che risale al 1200, è poi stato ricostruito in muratura nel XVI secolo da Ludovico Gonzaga. Dal parcheggio di Campo Canoa si intravede poi la sagoma della Rocca di Sparafucile, parte delle fortificazioni della parte orientale. Deve il suo nome al sicario dell’opera di Verdi Rigoletto.

Attraversando il ponte, si arriva davanti al Castello di San Giorgio, opera di Bartolino da Novara, lo stesso architetto del Castello Estense di Ferrara. Nato come fortificazione, è poi diventato una residenza nobiliare, caserma e infine prigione. Nel castello si trova la straordinaria Camera degli Sposi affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474.

Si prosegue poi alla volta di Piazza Sordello, cuore della città, su cui si affaccia il Duomo, frutto di una serie di ricostruzioni. L’attuale edificio, infatti è frutto di una restaurazione del 1545 su una chiesa medievale e, ancora prima, su una basilica paleocristiana. L’altro gioiello di Piazza Sordello è il maestoso Palazzo Ducale, simbolo della potenza della famiglia Gonzaga. Costruito nell’arco di ben quattro secoli è una vera e propria cittadella di 34 mila metri quadrati, quindici tra giardini, piazzette e cortili. All’interno, invece, si contano addirittura 500 stanze. Di fronte, si trova il più modesto Palazzo Bonacolsi, abitazione signorile dei primi signori di Mantova.

Da Piazza Sordello arriviamo poi a Piazza Pallone, un tempo giardino del palazzo e ora parco pubblico. Qui si trova la lapide di Agnese Visconti, sposa di Francesco Gonzaga, giustiziata per decapitazione a 23 anni, il 7 febbraio 1391, con l’accusa di adulterio. Con lei fu impiccato anche il presunto amante, Antonio da Scandiano. Molti sostengono che l’accusa non fosse altro che una mossa strategica da parte del marito per liberarsi della moglie e concludere poco dopo un altro matrimonio di maggior valore strategico. Una leggenda narra che nelle notti di nebbia, nella Piazza si aggiri ancora il fantasma della povera infelice, in cerca della sua testa.

Passiamo poi in Piazza Santa Barbara e Piazza Castello per ammirare da altre prospettive l’imponenza del Palazzo Ducale. Ci troviamo quindi in Piazza Broletto, dove, sul lato destro, si trova il Palazzo del Podestà, con le sue due facciate, ognuna col fronte su una piazza diversa. Sul lato sud, dietro l’Arco dell’Arengario, si trova l’Antica Hosteria del Leoncino Rosso, la più antica osteria mantovana, la cui presenza è attestata agli anni Venti dell’Ottocento.

Proseguendo ancora arriviamo in Piazza delle Erbe, cuore della vita pubblica della città comunale e sede di un vivace mercato. Qui si trova la Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più antica della città, fatta costruire nel 1083 da Matilde di Canossa. La pianta circolare è un omaggio al Santo Sepolcro. Nella piazza spicca la splendida Torre dell’Orologio, fresca di restauri e aperta al pubblico, da cui ammirare una spettacolare vista della città dall’alto.

Attigua a Piazza delle Erbe è Piazza Mantegna, su cui si affaccia la grandiosa Basilica di Sant’Andrea. Qui sono sepolti i maggiori esponenti della famiglia Gonzaga, lo stesso Andrea Mantegna e sono conservate due reliquiari con della sabbia che, si dice, sia intrisa del sangue di Cristo, portata qui dal legionario romano Longino. Come ultima tappa del nostro itinerario, prendiamo a destra Via Verdi, la principale via dello shopping mantovano. In fondo si trova Piazza Matilde di Canossa, dove sorge il Palazzo del ramo mantovano della famiglia della celebre Contessa. Gioiello della piazza è l’edicola in stile Liberty di fine Ottocento.

Delizie mantovane

Consigliatissima una sosta gustosa in una trattoria per gustare i piatti tipici della tradizione mantovana. Tra questi c’è il risotto alla pilota, nato come piatto povero per gli operai che lavoravano nelle risaie e cucinato con la pasta della salamella. La versione con il puntél, cioè con il “rinforzo” include anche dei pezzi di braciola arrostita. Celebri anche i tortelli di zucca nella versione mantovana con amaretti e mostarda, gli agnoli, pasta all’uovo con ripieno di carne, da gustare in brodo, e i tortelli amari, con ripieno di erbette, e i capunsei, gnocchi di pane raffermo che assomigliano ai canederli tirolesi.

Tra i secondi, spicca il bollito accompagnato dalla mostarda, una conserva di mele cotogne e senape dal gusto piccante, il cotechino e lo stracotto di manzo. Tra i dolci, ci sono i Sugoli, un budino di mosto d’uva, l’Anello di Monaco, una ciambella ricoperta di glassa, la torta Sabbiosa, simile alla Torta Paradiso e, soprattutto, la Sbrisolona, di cui vi sveliamo la ricetta.

LA RICETTA: Torta Sbrisolona

Ingredienti

  • 250 gr di farina 00
  • 150 gr di farina di mais fine
  • 220 gr di zucchero
  • 220 gr di strutto
  • 170 gr di mandorle non spellate
  • 1 uovo intero + 1 tuorlo
  • 1 bustina di vanillina
  • Scorza di 1 limone grattugiata
  • Un pizzico di sale

Tritate 150 gr di mandorle con 10 gr di zucchero. Mescolate le farine con 200 gr di zucchero, le mandorle, la scorza di limone grattugiata, il sale e la vanillina. Unitevi lo strutto a pezzetti, l’uovo intero e il tuorlo. Impastate con le dita creando delle grosse briciole. Distribuite il composto in uno stampo circolare foderato di carta da forno. Decorate con le mandorle intere e infornate per circa 45 minuti a 180°. Lasciate raffreddare prima di servire.

COME ARRIVARE

A22 del Brennero con uscita Mantova Nord, per chi proviene dal Brennero o da Verona, o Mantova Sud per chi arriva da Modena o da Bologna.

DOVE DORMIRE

*Antica Dimora Mantovana****, Corso Vittorio Emanuele 89, Mantova, tel 0376/325002, www.anticadimoramantovana.it/

*Hotel Casa Poli****, Corso Garibaldi 32, tel 0376/288170, www.hotelcasapoli.it

DOVE MANGIARE

*Aquila Nigra, vicolo Bonacolsi 4, tel 0376/327180, www.aquilanigra.it

*Due Cavallini, via Salnitro 5, tel 0376/322084, www.trattoriaduecavallinimantova.it




Ricette e salute: nel Lazio la maggiore coltivazione di kiwi al mondo

Originario della Cina, venne successivamente esportato in Nuova Zelanda dove prese il nome di “uva spina cinese” e da lì iniziò la conquista dei mercati mondiali; il kiwi è infatti esportato in tutto il mondo, ma è l’Italia il maggior produttore mondiale di questo frutto con la coltivazione concentrata soprattutto nel Lazio. La varietà più diffusa è la Hayward e si tratta del classico frutto che tutti noi conosciamo: a buccia marrone e pelosa che racchiude al proprio interno una polpa verde brillante, con piccoli semi neri disposti a raggiera intorno al centro del frutto; un’altra varietà molto diffusa è quella del kiwi giallo (o varietà Gold), dalla forma più allungata e dalla polpa giallo oro.

Le proprietà dei kiwi sono numerose e apportano una varietà di benefici per la nostra salute, tra cui: la diminuzione del rischio di malattie cardiache (grazie all’abbassamento della pressione sanguigna e alla sua azione fluidificante); la riduzione della costipazione e una migliore digestione delle proteine; rafforzamento delle difese immunitarie e prevenzione di osteoporosi e malattie legate alla vista. Numerosi studi hanno rivelato che i kiwi sono ricchi di antiossidanti e serotonina, utili nel trattamento dei disturbi del sonno, tanto da considerarli come veri e propri sedativi alimentari. Grazie all’elevata concentrazione di vitamina C, aiutano a combattere i danni della pelle causati dall’esposizione solare e dall’inquinamento.

Come la maggior parte della frutta fresca, i kiwi sono principalmente composti da acqua e carboidrati, hanno un moderato indice glicemico che li rendono adatti anche per le diete di persone affette da diabete. È un frutto a basso contenuto calorico, perché contiene circa 61 calorie ogni 100 grammi di prodotto, ed è ricco di fibre, proteine, potassio, fosforo, calcio e vitamine C, B9, K, E. I kiwi sono generalmente ben tollerati e non hanno grosse controindicazioni, tuttavia alcune persone possono esserne allergici, provocando irritazione della bocca e mal di stomaco.

Smoothie di kiwi, ananas e mango

  • 4 kiwi pelati e tagliati a pezzetti
  • 1 mango mondato e tagliato a pezzetti
  • 4 bicchieri di succo di ananas
  • ½ bicchiere di succo di limone
  • 100 gr circa di cubetti di ghiaccio
  • 1 bicchiere di latte

Mescolare tutti gli ingredienti in un frullatore e servire la bevanda in 4 bicchieri.




Classifica mondiale: nella top ten dei paesi più sani, l’Italia è al primo posto

Michael Bloomberg, ex-sindaco di New York, oltre ad essere uno degli uomini più ricchi del mondo è anche molto impegnato nella promozione di uno stile di vita sano ed equilibrato.

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Il suo modello è proprio l’Italia, il Belpaese, che nonostante le difficoltà economiche nelle quali grava ormai da anni, risulta essere il più sano del mondo grazie alla dieta mediterranea, considerata patrimonio immateriale dall’UNESCO.

Bloomberg è anche sponsor della John Hopkins di Washington, una delle più importanti università di studi medici, ed è recentemente stato nominato ambasciatore dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) per le malattie non trasmissibili.

Il vantaggio principale dei cittadini italiani è quello di poter facilmente godere di cibi sani e freschi, come la frutta, il pesce, i buoni formaggi e la carne, elementi cardini della dieta nostrana: così sottolinea Adam Drewnowksi dall’Università di Washington, citato dallo studio dello stesso Bloomberg, secondo cui sarebbe proprio il cibo made in Italy il toccasana che ha valso all’Italia questo primato importante.

La classifica è stata stilata in base ad alcuni parametri: aspettative di vita, alcune cause di morte (pressione alta, alcool, glicemia), malnutrizione (non solo nel senso di mancanza di cibo, ma anche come scorretta abitudine alimentare), uso di acqua potabile ed emissioni di gas-serra.

  1. Italia
  2. Islanda
  3. Svizzera
  4. Singapore
  5. Australia
  6. Spagna
  7. Giappone
  8. Svezia
  9. Israele
  10. Lussemburgo

Eccoli i dieci paesi più sani del mondo. classifica in cui gli Stati Uniti d’America occupano  solo il 34esimo posto.

Il numero dei fumatori in Italia è calato dal 2013, così come quello dei consumatori di alcol che dal 2014 sembra aver subito una lieve contrazione. Diminuisce inoltre la percentuale dei bambini in sovrappeso (si passa dal 12% al 9% circa) mentre è incrementato il numero di chi pratica sport in modo continuativo. A preoccupare è invece la quantità di soldi destinata alla prevenzione, al di sotto degli standard: Lazio e Sicilia registrano il livello più basso.

Come ogni classifica può risultare discutibile dal momento che i criteri utilizzati non sempre sono universali, ma è certo che una corretta alimentazione, un adeguato numero di ore spese all’aria aperta e una vita non sedentaria siano fattori fondamentali per perseguire un obiettivo importante come il prolungamento dell’aspettativa di vita di ciascuno.

Per fare un esempio, un bambino italiano ha davanti a sé un’aspettativa di vita di 80 anni, di contro ai 52 di un bambino del Sierra Leone, che occupa gli ultimi posti.

A crescere non è solo l’aspettativa di vita ma anche l’età media: oltre un italiano su cinque ha 65 anni, pari al 10% della popolazione.

Il Ministro della Salute Lorenzin, riconoscendo il merito al servizio sanitario pubblico, sostiene come questo sia un traguardo importante ma sempre da consolidare. “E’ un dovere potenziare il sistema”, afferma la Lorenzin.

Come in ogni cosa, però, esiste il rovescio della medaglia che l’agenzia di Bloomberg non ha mancato di evidenziare: i mali maggiori dell’Italia restano la disoccupazione, il deficit pubblico e la crescita stagnante da anni. Eppure, noi italiani siamo più in forma di canadesi, inglesi ed americani, che per altri motivi (ben meno importanti della salute) paiono stare meglio di noi.

Tutti questi elementi hanno reso l’Italia un modello da seguire, un Paese dove è bello vivere, non solo perché restiamo la Nazione che vanta il maggior numero di siti UNESCO al mondo, ma soprattutto perché abbiamo davanti a noi tanti anni durante i quali possiamo godere appieno ed in salute di queste meraviglie.