Luca ci racconta il suo sogno di visitare Palermo

Rimangono solo pochi giorni per partecipare al concorso letterario “Racconta il tuo sogno” che premierà tre vincitori con un fantastico weekend. C’è tempo infatti fino al 20 aprile. Qui trovate il regolamento. Intanto, riceviamo e pubblichiamo il racconto di Luca Ive, che sogna di visitare Palermo e partecipa al concorso. Seguiteci, perché a conclusione del concorso, potrete votare il vostro racconto preferito e contribuire a fare vincere al suo autore il weekend dei sogni.   

Mi chiamo Luca Ive, ho 22 anni e ho una forma di tetraparesi spastica. Tra i miei interessi ci sono lo sport, la buona cucina e naturalmente… viaggiare. Se dovessi scegliere un posto dove passare un week end sceglierei Palermo: perché avrei l’opportunità di visitare una città italiana mai vista prima, ma anche perchè così potrei cogliere l’occasione per andare due giorni al mare (cosa che mi farebbe bene per la mia patologia).

Alcuni dei tesori di Palermo

Inoltre, con la mia vacanza potrei aiutare l’economia locale messa in ginocchio dal Covid, come è accaduto del resto un po’ in tutta Italia… io fino a due anni fa riuscivo a spostarmi dalla mia città, che è Milano, quando andavo in vacanza d’estate con mio padre Michele oppure grazie alle trasferte della squadra di Powerchair hockey della quale faccio parte, l’ASD Dream Team.

Grazie alla UILDM Milano infatti io e altri ragazzi come me, con gravi difficoltà motorie, possiamo fare sport e partecipare a un vero e proprio Campionato nazionale. O almeno, riuscivamo a farlo fino a quando non è sopraggiunta la pandemia a blindarci tutti quanti dentro casa, lasciandoci con la voglia di muoverci, vedere nuovi luoghi e nuove persone e misurarci con realtà diverse.

Lo splendido mare di Mondello

Per questo sogno, in attesa di tornare a spostarci con altri coetanei anche per fare sport, di poter presto ricominciare almeno a viaggiare, in sicurezza e con i dovuti accorgimenti certo, ma trovando strutture e situazioni che garantiscano l’accessibilità e favoriscano l’autonomia.

Insomma… Mondello, sto arrivando!

Che cosa vedere a Palermo in un weekend

Sono tantissime le cose da vedere a Palermo, ma se il tempo è poco, ecco un itinerario da fare in due o tre giorni. Imperdibile una visita al Palazzo Reale, noto anche come Palazzo dei Normanni, la più antica residenza reale d’Europa.

Palazzo dei Normanni

Al suo interno si trova la splendida Cappella Palatina, tempestata di mosaici di rara bellezza. Il palazzo, che è sede dell’Assemblea Regionale della Regione Sicilia, e la cappella sono visitabili solo in alcune giornate.

Interno della Cappella Palatina

A poca distanza da Palazzo dei Normanni si trova la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, dalle inconfondibili cupole rosse, magistrale esempio di arte siculo-normanna. Fanno parte del complesso anche un rigoglioso giardino e un suggestivo chiostro.

Non perdetevi una passeggiata al mercato di Ballarò, uno dei più belli e pittoreschi della città, nonché il più antico. Le strade sono invase dalle bancarelle colorate e chiassose, dove poter acquistare frutta, verdura, pesce, ma anche il gustoso “cibo di strada”, tra cui panelle, crocché, panino con le frattaglie e arancine.

Il Mercato di Ballarò

Da non perdere una visita alla Cattedrale di Palermo , dedicata a Santa Maria Vergine Assunta, che custodisce al suo interno le tombe imperiali. Volendo si può saliere anche sui tetti per ammirare uno splendido panorama di Palermo, soprattutto di sera.

La Cattedrale di Palermo

Mentre camminate alla volta del Teatro Massimo, fare una sosta al Mercato del Capo, uno dei più belli e folkloristici. Passeggiate tra le viuzze affollate di banchi multicolore fino ad arrivare teatro lirico più grande d’Italia e il terzo in Europa dopo l’Operà National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Il Teatro Massimo colpisce per la sua magnificenza ed eleganza e si può ammirare anche con una visita guidata  per scoprirne la storia e i segreti.  

La facciata del Teatro Massimo

Dalla parte opposta della strada si trova il Teatro Politeama, sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, che si trova nella bella e ampia Piazza Ruggero Settimo. Il teatro spicca per la sua pianta circolare ed è preceduto da un arco di trionfo con una quadriga di bronzo sulla sommità.

2° giorno: Dai Quattro Canti al quartiere Kalsa

Cominciate il secondo giorno del vostro weekend a Palermo da Piazza Villena, nota come piazza dei Quattro Canti, perché delimitata dalle facciate concave di quattro palazzi che le danno un aspetto circolare. Vale una visita la Chiesa di San Giuseppe dei Teatrini, che spicca per il suo campanile tortile e per la splendida cupola policroma. L’interno, invece, è un capolavoro barocco da lasciare a bocca aperta.

La Piazza dei Quattro Canti

In Piazza Pretoria si trova invece una delle fontane più belle d’Italia, soprannominata la Fontana della Vergogna, per via delle sue statue nude, ma anche perché nel XVIII e XIX secolo rappresentava il malcostume e la corruzione di alcuni rappresentanti della vita politica e civile.

Le statue discinte della Fontana della Vergogna

Vale una sosta anche la Chiesa della Martorana, un complesso mix di stili diversi, dal bizantino al barocco, con il suo splendido interno decorato con affreschi e mosaici. Accanto a essa sorge la Chiesa di San Cataldo, con le sue tre cupole dal colore rossa.

Gli splendidi interni della Chiesa della Martorana

Da non perdere, invece, una full immersion nel quartiere della Vucciria, specialmente di sera. È qui infatti che la gioventù palermitana si riversa tra musica, locali e cibo di strada. Di giorno, invece, qui si trova un pittoresco mercato. Nel quartiere si trovano anche i Tesori della Loggia, cinque gioielli architettonici tra chiese e oratori che valgono una sosta.

Bancarelle del Mercato della Vucciria

Per concludere il secondo giorno in bellezza, puntata al quartiere Kalsa, sorto durante la dominazione araba. È stata la sede dell’emiro e della sua corte, che vivevano all’interno della cittadella fortificata. Ancora oggi, tra le sue strade si respirano profumi e atmosfere orientali. Il quartiere si trova a pochi passi dal mare.

Graffiti dei detenuti nel Museo dell’Inquisizione

Tra gli edifici da visitare c’è la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, dalle atmosfere quasi magiche, e Palazzo Chiaramonte Steri, sede del Museo dell’Inquisizione, che conserva testimonianze e graffiti dei carcerati durante l’Inquisizione Spagnola. Durante la visita guidata è possibile ammirare anche il dipinto di Renato Guttuso “La Vucciria”, dedicato al celebre mercato palermitano.

3° giorno: Mondello

Dedicate l’ultimo giorno del vostro soggiorno a Palermo al relax raggiungendo Mondello, la spiaggia dei palermitani. Ci si arriva in autobus dal centro città, in circa mezz’ora. Oppure, per chi ama camminare, attraverso un percorso a piedi che parte dal Santuario di Santa Rosalia e arriva a Mondello in circa due ore.

La spiaggia di Mondello

La spiaggia di Mondello è solitamente molto affollata, a meno che non la visitiate fuori stagione. Vale comunque la pena: il mare è cristallino e la sabbia morbida, ideale per una giornata “marina”. Se avete tempo, tornando da Mondello, fate una sosta al Parco della Favorita per ammirare la splendida Palazzina Cinese.

INFO

https://turismo.comune.palermo.it




Giovanni Paolo ci racconta il suo sogno di visitare Madrid

Oggi vi presentiamo il racconto di Giovanni Paolo, che sogna di visitare Madrid. Anche lui partecipa al concorso letterario “Le Mongolfiere – Weekend Dreamers” e avrà la possibilità di vincere un fantastico weekend. Mandateci anche i vostri racconti, c’è tempo fino al 20 aprile. Il concorso è riservato a ragazzi con patologie o disabilità. Ecco il racconto di Giovanni Paolo.

Una suggestiva Madrid by night

Mi chiamo Giovanni Paolo Reyes, ho 21 anni e una forma di atrofia muscolare spinale, anche detta SMA. Questa limita molto i miei movimenti e per spostarmi autonomamente faccio uso di una carrozzina elettronica. Sono iscritto all’università e tra le mie grandi passioni ci sono lo sport e le amicizie con i miei coetanei, non importa dove questi vivano. Purtroppo in questo periodo che dura ormai da oltre un anno, a causa della pandemia, è diventato quasi impossibile sia praticare uno sport (faccio parte di una squadra di powerchair hockey) sia assistervi del vivo e così anche viaggiare per conoscere nuovi amici e altri Paesi.

Giovanni Paolo è un appassionato di Power Chair Hockey

La mia famiglia è originaria delle Filippine e sarebbe un sogno poterle un giorno visitare, ma io mi accontenterei di coronare un altro sogno, probabilmente più fattibile visto che la meta è decisamente più vicina: Madrid. La capitale spagnola mi affascina, con i suoi monumenti e i suoi musei, come il Prado o gli impianti sportivi come il famosissimo stadio Bernabeu, dove gioca il Real Madrid.

Lo stadio Santiago Bernabeu, “tempio” del Real Madrid

Ma mi affascina l’idea dell’atmosfera che si respira in una grande capitale europea ricca di storia e di tradizioni e… perché no? …anche l’idea di mangiarmi un buon piatto di paella! Spostarsi per uno come me è sempre problematico, soprattutto quando si tratta di pernottare lontano da casa.

Una succulenta paella madrilena

Meno male che almeno per spostarmi in città, mi dà spesso una mano l’associazione di cui faccio parte, la UILDM di Milano. Il trasporto per noi persone con disabilità rappresenta davvero una grande incognita: i miei genitori, che non hanno la patente, avevano acquistato un mezzo adattato sperando di trovare sempre un volontario disponibile a guidarlo quando io ho necessità di viaggiare, ma non sempre questo avviene, purtroppo. Chissà, magari questo potrebbe succedere proprio per organizzare il viaggio… a Madrid!  

Giovanni Paolo

 Che cosa vedere a Madrid in un weekend

Madrid è davvero impossibile da visitare tutta in un solo weekend e per forza di cose si deve fare una selezione. Tuttavia, vediamo insieme un itinerario per andare alla scoperta delle eccellenze principali.

1° Giorno: Da Palazzo Reale a La Latina

Si può partire dalla visita, immancabile, al Palazzo Reale di Madrid, la residenza ufficiale della famiglia reale di Spagna e considerato il palazzo più grande d’Europa ancora abitato. Conta infatti ben 3418 stanze e si snoda su una superficie di 135 mila mq. All’interno spiccano i lussuosi arredi, tra cui la splendida Sala degli Alaberderos, con l’Apoteosi di Enea del Tiepolo. Sul lato orientale si trova invece la Porta del Principe, mentre sul lato sud si trova il Campo del Moro. Da non perdere i Giardini di Sabatini, il parco monumentale situato di fronte alla facciata settentrionale.

Il Palazzo Reale, residenza della famiglia regnante di Spagna

Passando invece di fronte alla facciata meridionale del palazzo, si arriva alla splendida Cattedrale dell’Almudena, un perfetto concentrato di stili diversi. La facciata è composta da un porticato in stile toscano, sovrastata da una loggia in stile ionico e, sopra ancora, da una nicchia barocca. Qui si trova la Statua della Vergine dell’Almudena, circondata da quattro figure di santi: Santa Teresa d’Avila, San Fernando, Sant’Isidoro e Santa Maria de la Cabeza. Per visitare il palazzo e la cattedrale mettete in conto circa 2 ore e mezzo.

La cattedrale dell’Almudena

A circa 10 minuti a piedi dal Palazzo si trova Plaza Mayor, la più importante della città, dove un tempo si teneva un grande mercato, e oggi è animata da artisti di strada. Vi si accede attraverso nove varchi, tra cui lo splendido Arco de Cuchilleros. Al centro spicca il monumento equestre a Felipe III.

Plaza Mayor, la più importante di Madrid

In soli 5 minuti si raggiunge invece Puerta del Sol, un punto di ritrovo dei madrileni di tutte le età e teatro di spettacoli ed eventi. Al centro si trova la Statua dell’Orso, uno dei simboli di Madrid, dello scultore Antonio Navarra Santafé. Sul lato occidentale della piazza si trova La Mallorquina, uno dei locali storici della capitale, che offre aperitivi, dolci e stuzzichini. Da provare per una sosta golosa.

Puerta del Sol con la Statua dell’Orso

Si può poi prendere la linea 5 della metro e scendere a La Latina, suggestivo quartiere dove vedere alcuni dei monumenti più importanti, come la Real Basilica di San Francisco il Grande. Si può poi passeggiare tra le suggestive viuzze medievali, oppure nei giardini di Las Vistillas. La domenica, qui si tiene El Rastro di Madrid, il “mercato delle pulci” più famoso della città.

I giardini di Las Vistillas

2° Giorno: dal Museo del Prado al Quartiere Salamanca

Cominciate la giornata con la visita ai celeberrimi Musei di Paseo del Prado, la via dove si affacciano i principali della città. Sceglietene uno o due. Mettete in conto che per ogni visita ci vogliono almeno due ore. Il più famoso è il Museo del Prado, che conserva capolavori come la Sacra Famiglia di Raffaello, l’Artemisia di Rembrandt, il Ritratto di Carlo V di Tiziano, l’Autoritratto di Dürer, e Le tre grazie di Rubens.

La facciata del Museo del Prado

Seguendo la linea temporale, al si possono ammirare capolavori dal XIII secolo, tra cui opere del Rinascimento, del Manierismo, del Barocco, fino agli Espressionisti e alla Pop Art.

Interno del Museo Thyssen – Bornemisza

Presso il Museo Reina Sofia, invece, si trova il celebre Guernica di Pablo Picasso, insieme a capolavori dell’arte moderna e contemporanea tra cui Dalì, Mirò e Warhol.

Guernica di Pablo Picasso al Museo Reina Sofia

Potete invece dedicare il pomeriggio alla visita del Parque del Retiro, che si raggiunge con la linea 2 della metro. Passeggiando tra sentieri, prati e laghetti potrete ammirare La Rosaleda, uno splendido roseto con 4000 rose del 1915, oppure il Palazzo di Velasquez o il Palazzo di Cristallo, tutto in vetro, metallo e cristalli che riflettono meravigliosi giochi di luce. Nel parco si trova anche il Bosco degli Scomparsi, in ricordo delle vittime degli attentati dell’11 marzo 2004, composto da 192 alberi, la Fontana dell’Angelo Caduto e il Monumento ad Alfonso XII, realizzato da venti diversi artisti.

Il lussureggiante Parque del Retiro

Ad appena 10 minuti a piedi dalla fermata del Parque del Retiro si trova il Quartiere Salamanca, il più lussuoso di Madrid, e paradiso dello shopping, tra boutique e negozi di ogni genere. A Plaza Colon si trova Las Ventas, la terza plaza de toros più grande del mondo.

L’arena di Las Ventas

3° Giorno: da Plaza de Cibeles a Plaza del Dos de Mayo

Dedicate l’ultimo giorno del vostro weekend a Madrid alla visita di Plaza de Cibeles, con la splendida fontana e il Grand Cibeles Palace, sede del Municipio. Qui i madrileni festeggiano le vittorie del Real Madrid.

La Plaza de Cibeles

Prendete poi la linea 10 della metro e arriverete allo stadio Santiago Bernabeu, tempio del Real Madrid, che potrete visitare con un tour guidato.

Lo stadio Bernabeu

Continuate la giornata con una visita al Quartiere Malasaña con la famosa Plaza Dos de Mayo. Qui si concentrano negozi, caffè, mercatini e locali dove gustare le celebri tapas, in un tour di locale in locale come fanno i madrileni.

Plaza Dos de Mayo

INFO

www.esmadrid.com




Parlano delle Mongolfiere! Mandateci i vostri racconti entro il 20 aprile!

Le Mongolfiere hanno cominciato a volare! Il progetto di Weekend Premium che premierà con un fantastico weekend i tre migliori racconti, riservato a ragazzi con patologie e disabilità, ha catturato l’attenzione dei media.

Così, con orgoglio condividiamo con voi questo primo traguardo e vi ricordiamo che per partecipare al concorso e mandare il vostro racconto c’è tempo fino al 20 aprile.

Qui trovate il regolamento del concorso letterario, che vi darà la possibilità di vincere un weekend da sogno.

Dal Corriere della sera

Da Repubblica Milano 

Dalla Gazzetta dell’Emilia




Ilaria Naef augura Buona Pasqua ai Weekend Dreamers. E ha un messaggio per voi!

Una buona Pasqua a tutti i nostri Weekend Dreamers con gli auguri di Ilaria Naef, campionessa italiana di WCMX (Wheel Chair Motocross) e prima atleta a compiere un salto mortale in carrozzina sulla neve.

Puoi leggere qui l’intervista a Ilaria.

La nostra campionessa, che ha potuto vivere un fantastico weekend in Sicilia, alle pendici dell’Etna, vi ricorda anche che c’è tempo fino al 20 aprile per partecipare al concorso letterario “Racconta il tuo sogno” e avere la possibilità di vincere anche tu un fantastico weekend.

Qui trovate il regolamento completo.

Buona Pasqua!

Ecco il video messaggio di Ilaria

 

 

 




Farid, che sogna di volare a Barcellona in…Mongolfiera!

Ecco un altro dei racconti che partecipano al concorso letterario “Racconta il tuo sogno”, e che avrà la possibilità di vincere un fantastico weekend. È quello di Farid, che è salito su una delle Mongolfiere di Weekend Dreamers e ci ha raccontato il suo desiderio di visitare la splendida Barcellona. La parola al nostro Farid!

Panorama di Barcellona

Mi chiamo Farid Khalfa Pinto e ho 20 anni. Sono affetto da una patologia neuromuscolare che mi impedisce di essere autonomo; ho infatti una distrofia muscolare di Duchenne che colpisce i muscoli e li indebolisce gradualmente impedendomi di camminare e di fare in autonomia tutte quelle azioni che per gli altri sono banali.

Farid e uno scatto di Barcellona.

Sono arrivato in Italia a 6 anni e grazie all’aiuto di mia madre e a quello dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare ho potuto vivere diverse belle esperienze come lo sport (gioco a Powerchair Hockey) e fare la mia prima vacanza in autonomia. Ma la mia condizione di disabilità mi ha più spesso portato a viaggiare con la mente, identificandomi negli eroi dei Manga e dell’animazione giapponese di cui sono appassionato. Nell’ultimo periodo, dopo la fine delle scuole superiori sto frequentando l’associazione e spero un giorno di trovare un lavoro.

Artisti di strada sulla rambla

Il mio viaggio dei sogni ovviamente include una meta dove la mia disabilità sia alleggerita dall’accessibilità della città in modo da poterla vivere e visitare con meno difficoltà possibili per me e per chi mi accompagnerà. Mi piacerebbe fare questa esperienza con Edoardo che ho conosciuto in associazione e che è stato il mio allenatore, con lui condivido la passione per l’animazione giapponese e per i videogiochi (che sono un altro strumento che mi permette di viaggiare con la fantasia) e che ora è uno tra i miei migliori amici.

La splendida Casa Batllo di Gaudì

La meta di questo mio viaggio ideale è Barcellona, che mi permetterebbe anche di fare da guida per Edoardo dato che la mia lingua madre è lo spagnolo. Inoltre Barcellona è una città multietnica e aperta di mentalità e con tante cose da visitare: il centro storico, le opere di Gaudì tra le quali la “Sagrada Familia”, la rambla con gli artisti di strada e i cosplayer, fino ad arrivare allo stadio, il famoso Camp Nou.

Lo stadio Camp Nou

Inoltre è anche una città che si affaccia sul mare e quindi questo viaggio mi permetterebbe di vivere tante situazioni differenti e tutte bellissime.

Le spiagge di Barcellona

Spero davvero un giorno di poter realizzare questo sogno.

Farid

MANDATECI I RACCONTI CON IL VOSTRO VIAGGIO DA SOGNO A ilmiosogno@lemongolfiere.org

QUI TROVATE IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO

..scopri nella 2° pagina che cosa vedere a Barcellona in un weekend…

Barcellona, che cosa vedere in un weekend

Il sogno di Sebastiano è visitare Barcellona. Vediamo allora che cosa si potrebbe vedere in un weekend. Partiamo da Plaça Catalunya e proseguiamo verso nord lungo Passeig de Gràcia, il lungo viale che porta a Casa Battlò, uno dei capolavori di Anton Gaudì, che si può visitare sia all’esterno che all’interno.

Continuando sempre lungo Passeig de Gràcia si incontra un altro capolavoro del genio catalano, Casa Milà, detta anche La Pedrera perché assomiglia a una grotta. Potete visitarla all’interno e salire sul tetto per ammirare i comignoli che sono diventati uno dei simboli di Barcellona. Sempre lungo Passeig de Gràcia si affacciano altri splendidi edifici, tra cui Casa AmatllerCasa MullerasCasa Lleó Morera e Casa Fuster, oltre a negozi e boutique.

A passeggio sulla Rambla

Da Casa Milà si può prendere la metro per tornare a Plaça Catalunya oppure continuare fino a Liceu. Da qui non potete perdervi una passeggiata lungo la Rambla, un altro dei simboli della città. Potete scegliere di percorrerla fino al mare, oppure solo un tratto. Tra le cose da vedere c’è il mosaico di piastrelle di Mirò e Palau Güell, un altro dei capolavori di Gaudì, e Plaça Reial, deliziosa con i suoi tavolini all’aperto e i suoi caratteristici lampioni.

I camini variopinti di Palau Guell

A pranzo si può fare una sosta al Mercato de la Boqueria per poi proseguire nel pomeriggio fino a Barrio Gotico, il quartiere medievale dove si trova la Cattedrale di Barcellona. Perdetevi tra le viuzze strette e le piazze per un viaggio fuori dal tempo.

Le favolose tapas di Barcellona

Tra le più belle c’è Plaça del Pi, su cui si affaccia la chiesa gotica di Santa Maria del Pi e nel fine settimana, Covid permettendo, si tiene un mercatino di artigianato locale. Sulla Plaça del Rei, invece, si affaccia il Palazzo Reale, sede del MUHBA, il Museo di Storia della città. Recatevi poi sull’Avenida Del Portal de l’Angel, sempre nel Barrio Gotico, la principale via dello shopping.

Plaça Catalunya

Tornate poi verso Plaça Catalunya e ammirate il tramonto dal Montjuïc, oppure lo spettacolo della Fontana Magica in Plaça Espanya, con i suoi giochi di luce che si muovono a ritmo di musica. A cena, non perdete l’occasione per gustare le tapas.

Secondo giorno: da Parc Güell a La Barceloneta

Il secondo giorno del weekend dedicatelo alla visita di Parc Güell, lo splendido parco cittadina dove i colori di Gaudì si mescolano con lo spettacolo della natura. Qui si trova la famosa “salamandra” riprodotta in moltissimi souvenir di Barcellona. Per arrivare al parco, si può prendere la linea L4 della Metro e scendere alla fermata Alfons X, oppure prendere la linea Azzurra del Bus Turistic che ferma a 5 minuti a piedi dal parco.

Il coloratissimo Parco Guell

Riprendendo la metro al ritorno, scendete a Verdaguer e poi prendete la linea 5 per arrivare fino alla Sagrada Familia, il monumento più visitato di Barcellona e apoteosi del genio di Gaudì. Ancora incompiuta, è di una bellezza mozzafiato con le sue torri e le sue guglie. Visitatela anche all’interno e, se potete, salite fino in cima a una delle torri per ammirare la struttura dall’alto.

Raggiungete poi il quartiere di La Barceloneta, dove potete pranzare con una delle migliori paelle della città e dove potere rimanere anche la sera per l’aperitivo in uno dei chiringuitos sul lungomare che preparano anche ottime tapas. Se avete tempo, potete visitare anche il Parc de la Ciutadella passando dall’Arco di Trionfo. Si tratta di uno dei parchi più belli di Barcellona, con fontane, laghetti, sentieri e prati che regalano attimi di relax.

A Barcellona non si può non gustare la paella

INFO

www.barcelonaturisme.com




Ilaria Naef, campionessa di WCMX e Weekend Dreamers: “Raccontate i vostri sogni!”

Ilaria Naef è la prima atleta italiana di WCMX (Wheel Chair Motocross) che è riuscita in un’impresa straordinaria: riuscire a fare un salto mortale in carrozzina sulla neve. Il suo backflip è stato il primo al mondo a essere effettuato in sedia a rotelle sulle rampe di Prato Nevoso. Ma Ilaria non si è fermata e ha stabilito un altro record, quello di planata sull’acqua a 30 nodi, con tanto di salto su una rampa, a bordo di una speciale sedia a rotelle con le ruote appoggiate a una tavola da surf.

Per Ilaria, che parla quattro lingue, la disabilità non è mai stata un ostacolo, quanto una “parte di sé”. Ilaria è stata una delle nostre prime Weekend Dreamers e, un anno fa, ha realizzato il suo sogno di volare in Sicilia, alle pendici dell’Etna. Da allora, è diventata amica e testimonial del progetto che ora si chiama “Le Mongolfiere – Weekend Dreamers”, che attraverso il concorso letterario “Racconta il tuo sogno”, assegnerà tre primi premi ad altrettanti ragazzi con disabilità o gravi patologie. In questa intervista si racconta.

Ilaria alle pendici dell’Etna

Raccontaci un po’ di te, chi sei, che cosa fai, quali sono le tue passioni.

“Ho 27 anni e sono la prima atleta italiana di WCMX, le mie passioni, oltre al WCMX, sono un’atleta di powerlifting paralimpico. Mi piace molto viaggiare e da quest’anno insegno inglese alle scuole superiori”.

Un bel primo piano di Ilaria

Tu sei la prima atleta in Italia di WCMX, cioè skate freestyle in carrozzina. Come ti sei avvicinata a questa disciplina, come hai cominciato?

“Ho conosciuto questo sport grazie a un video su YouTube e mi è subito piaciuto molto, ma per anni l’ho seguito senza poter cominciare perché non avevo la carrozzina adatta e qui non ci sono le strutture. Ho iniziato a praticarlo anni dopo, quando mi sono trasferita in Germania per un anno per il progetto Erasmus dell’università. In Germania c’erano altri ragazzi che facevano WCMX e ho iniziato insieme a loro”.

Perché la disabilità non deve essere un limite? Che cosa consigli alle altre persone con disabilità che magari hanno rinunciato a un sogno?

“Io vedo la disabilità come una mia caratteristica, che non dev’essere per forza negativa. Non sarei la stessa persona senza la mia disabilità, e non la vedo come un limite perché, anche se a volte non riesco a fare le cose come le fanno tutti gli altri, posso sempre trovare dei modi alternativi per raggiungere i miei obiettivi. Non bisogna mai rinunciare ai propri sogni, se i piani che avevamo non sono praticabili bisogna trovare il nostro modo di raggiungerli, non è sempre semplice ma ne vale la pena”.

Ilaria alla guida

Quali sono, secondo te, anche partendo dalla tua esperienza, le difficoltà che in questo anno così difficile per il Covid, hanno dovuto affrontare le persone con disabilità?

“Oltre alla paura del contagio, sempre presente perché molte persone disabili sono anche più vulnerabili e quindi più a rischio in caso di Covid, le difficoltà principali sono l’isolamento sociale dovuto al lockdown e in alcuni casi la mancanza di assistenza domiciliare”.

Come hai conosciuto Weekend Dreamers?

“Me ne hanno parlato Vanni Oddera (uno dei giudici), e i miei amici Davide e Jacopo (i primi weekend dreamers)”.

Ilaria con l’amico Davide Ciceri, campione di motocross

Hai realizzato il tuo sogno di visitare la Sicilia e lo hai raccontato sulle pagine di Weekend Premium e sul sito di Weekend Dreamers. Quali sono state le emozioni e le sensazioni che questo viaggio ti ha lasciato?

“Questo viaggio è stato bellissimo perché non vedevo l’ora di partire dopo il primo lockdown, mi sono divertita molto e ho potuto rivedere i miei amici siciliani e vivere dei momenti indimenticabili con loro, visitando posti fantastici come ad esempio l’Etna”.

Un altro scatto di Ilaria in Sicilia

Il nuovo progetto LE MONGOLFIERE – WEEKEND DREAMERS dà la possibilità ad altri ragazzi con disabilità o patologie di catturare e realizzare il loro sogno di viaggio. Per partecipare si dovrà mandare un breve racconto. Che cosa ti senti di dire a tutti coloro che vorrebbero partecipare? Perché dovrebbero mandare il loro racconto?

“Spero che partecipino in tanti perché è un’occasione unica per vivere un weekend da sogno. Vi consiglio di non essere timidi e mandare i vostri racconti perché potreste davvero realizzare il vostro sogno grazie a Weekend Premium!”

Lancia un appello per farci arrivare tanti racconti! E catturare tanti sogni!

“Raccontate i vostri sogni, non vedo l’ora di vederli diventare realtà!”




Gabriele Albertini, il “sindaco”, sale in Mongolfiera

Gabriele Albertini, top manager, parlamentare europeo, senatore, ma soprattutto, indimenticato Sindaco di Milano, ha aderito al progetto solidal di Weekend Premium, “Le Mongolfiere”*. Farà parte della Giuria TOP Manager che selezionerà il racconto con la destinazione più interessante. Lo abbiamo intervistato.

di Raffaele d’Argenzio

Ci sono persone che ammiri da lontano, al di sopra dei loro ruoli e delle loro idee, ciascuno ha le proprie. L’ importante è che, seppure le strade siano diverse, l’obbiettivo sia quello di realizzare le idee giuste per tutti. Queste persone le ammiri, ti sembrano irraggiungibili e invece capisci che meritavano la tua ammirazione, che sono i primi a sorriderti e a tenderti la mano, una mano solidale.

Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, Europarlamentare e Senatore della Repubblica

Lei è stato manager d’industria, sindaco, parlamentare europeo, senatore, e ora è anche impegnato nella solidarietà…Ma, secondo Lei, perché è ancora ricordato come sindaco di Milano?

 “Potrei darle altre risposte, ne darò una semplicissima, perfino banale… “statistica”: sono stato il 10° Sindaco di Milano dal Dopoguerra, al momento della mia prima elezione, nel 1997, e il 2° dopo Tognoli per durata in carica. Tuttavia, lui fu eletto dai Consiglieri Comunali e io da oltre un milione di milanesi. A oggi, sono ancora l’unico, dall’elezione diretta del Sindaco, ad ad avere portato a termine due mandati consecutivi, come previsto per legge. Nel frattempo, si sono susseguiti, nello stesso periodo, diverse migliaia di Deputati e Senatori, Deputati europei, centinaia di Ministri e decine di Presidenti del Consiglio dei Ministri della Repubblica…E poi spero che si ricordino di me anche per le cose fatte per la mia città”.

L’On. Albertini con la Regina Elisabetta II e il Maestro Riccardo Muti

Un sindaco può essere considerato anche un Top Manager del turismo?

“Il Sindaco di una grande città, come Milano, Roma, Napoli (le sole tre città italiane che contano più di un milione d’abitanti), oltre a essere il “Primo Cittadino” di una metropoli è il Presidente ed Amministratore Delegato di una “grande impresa di servizi”. Nel caso di Milano, una holding di oltre 40.000 dipendenti, che, tra i suoi vari “oggetti sociali” ha anche il “marketing urbano” e “la promozione del turismo”.

Albertini con papa Wojtyla in occasione del Giubileo Ambrosiano nel 2000

Oggi, che cosa bisogna fare per far ripartire il turismo?

“Attraverso la vaccinazione di massa, superare l’emergenza sanitaria. Poi, occorre risarcire l’intero comparto, che ha subito i maggiori danni dalla pandemia, per permettere la sopravvivenza delle imprese del settore (agenzie di viaggio, trasporti, ristorazione, alberghi, ecc.) e, infine, offrire cospicui incentivi fiscali e di altra natura, per riattivare tutto il settore”.

Gabriele Albertini e Walter Veltroni

Il turismo deve essere sostenibile?

“Se s’intende il turismo che rispetta le culture e l’ambiente che s’incontrano, viaggiando in paesi diversi dal nostro, non sfruttandoli cinicamente, ha tutta la mia convinta adesione”.

Ci può essere anche un turismo solidale?

“Deve esserci. Anzi bisogna appoggiare le iniziative come “Le Mongolfiere”, dove il turismo è “solidale” perché fa volare quei ragazzi ai quali un destino avverso ha tagliato le ali, e li libera, anche se solo per qualche giorno di viaggio, dalla prigione della loro malattia. In questo caso mi sento di fare di più, che soltanto l’adesione ideale ad un progetto: aderisco, volentieri, al cortese invito di far parte della Giuria di Top Manager del Turismo, che esamineranno i loro sogni in forma di racconto e darò anche il mio modesto contributo negli altri modi che mi saranno possibili, come l’iniziativa: Racconta il tuo sogno”.

Gabriele Albertini con la Regina Elisabetta II in visita alla Scala il 18 ottobre del 2000

In che cos’altro consiste il suo impegno solidale?

“Partecipo a numerose attività nel volontariato culturale e sociale di varie Associazioni e Fondazioni dei settori menzionati. Credo, in tutta modestia, d’aver fatto qualcosa per la mia città, che sopravviverà al mio impegno diretto nelle Istituzioni e, forse, anche alla mia vita fisica…mi piacerebbe, poter fare qualcosa di buono, oltre che per Milano, per il mio, il nostro Paese: l’Italia!”.

Gabriele Albertini è da tempo impegnato anche nella solidarietà

Non le chiedo i ricordi che ha dei grandi personaggi di cui è stato amico, come Montanelli e il Maestro Riccardo Muti, solo per citarne alcuni. I ricordi per ora lasciamoli nel cassetto, lei ha ancora tanto da dare. Ma almeno ci dica qualcosa sugli incontri con i leader politici più importanti che ha incontrato. 

“Ho incontrato tanti leader politici e capi di Stato, ma mi piace ricordare Bill Clinton ed Helmut Kohl, quando erano Presidente degli Stati Uniti e Cancelliere della Germania. Di Clinton mi colpì la straordinaria capacità d’impatto immediato. Un uomo che ti guarda e dialoga con te come se non avesse fatto nient’altro che conoscerti. È una capacità di recitazione spontanea, qualcosa di subliminale del cosiddetto animale politico che investì anche me. Kohl era un uomo di grande “peso”: meditativo, razionale, cartesiano, di grande energia e di grande volontà. Forse, almeno epidermicamente, meno cordiale rispetto a Clinton. Però solido: una persona cui avresti potuto prestare l’auto o comperare la sua”.

l’On. Albertini con re Abdallah II di Giordania e la regina Rania

CHI È GABRIELE ALBERTINI

Gabriele Albertini (Milano 1950), laureato in giurisprudenza, industriale metalmeccanico, è dal 1974 alla guida dell’azienda di famiglia con il fratello Carlo Alberto. Ha ricoperto numerose cariche in Confindustria e Assolombarda ed è stato presidente della Piccola Industria e di Federmeccanica (Federazione Sindacale dell’Industria Metalmeccanica Italiana). Sindaco di Milano per due mandati, dal 1997 al 2006, è stato eletto al Parlamento Europeo nel 2004. È stato membro di diverse commissioni europee, tra cui quella per i Trasporti e il Turismo, di cui è stato vicepresidente, quella per l’Industria, la ricerca e l’energia.

Albertini all’Europarlamento

È stato inoltre vicepresidente della delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con la Nato. Rieletto per la seconda volta eurodeputato nel giugno 2009, è stato Presidente della Commissione Affari Esteri al Parlamento Europeo, organo cui spetta l’indirizzo di politica estera dell’Europa nelle relazioni e con tutti gli Stati a livello mondiale. Senatore della Repubblica dal marzo del 2013, inizialmente membro della Commissione Difesa e Affari Costituzionali, attualmente è in Commissione Giustizia, Presidente della Sottocommissione Pareri.

Albertini con il politico spagnolo Javier Solana

*IL PROGETTO “LE MONGOLFIERE”

Il progetto “Le mongolfiere – Weekend Dreamers” è stato ideato da Raffaele d’Argenzio, direttore del network Weekend Premium. Il concorso letterario “Racconta il tuo sogno”, ha come simbolo una mongolfiera ed è rivolto ai ragazzi diversamente abili o con una grave patologia. I racconti, della lunghezza massima di 3000 battute (due pagine), possono essere inviati entro il 20 aprile a ilmiosogno@lemongolfiere.org

Qui tutti i dettagli sul concorso




Vanni Oddera vi invita a partecipare al concorso “Racconta il tuo sogno”

È un messaggio, anzi, un videomessaggio molto speciale quello che Vanni Oddera (leggi qui la sua intervista) campione di motocross freestyle a livello nazionale e internazionale e ideatore della mototerapia, ha mandato ai Weekend Dreamers.

Da sempre “a caccia di sorrisi” per regalare emozioni e attimi di svago e felicità a bambini e ragazzi disabili o con gravi patologie, ha voluto mandare il suo sostegno al progettoRacconta il tuo sogno”, il concorso letterario rivolto ai ragazzi fragili che consiste nell’inviare sotto forma di racconto un elaborato di max 3000 batture che descrive il proprio “viaggio da sogno”, e sperare di vederlo realizzato davvero.

È proprio dall’incontro di Vanni Oddera e Raffaele d’Argenzio che il progetto è nato e si è sviluppato, consentendo già ad alcuni ragazzi di vivere il loro weekend da sogno. Ma i sogni non si fermano mai e vi invitiamo a trasformarli in racconti e di inviarceli per avere l’opportunità di vincere un weekend.

Tre diverse giurie selezioneranno i tre racconti più belli e gli autori, oltre a vedere pubblicato il proprio elaborato sulla prestigiosa rivista Weekend Premium, avranno la possibilità di vedere realizzato il proprio sogno di viaggio, quando finalmente si potrà tornare a viaggiare.

In questi mesi difficili, soprattutto per i ragazzi malati e disabili, Vanni Oddera non si è fermato un attimo. La sua mototerapia ha continuato a regalare sorrisi direttamente a domicilio. E anche noi di Le Mongolfiere – Weekend Dreamers vogliamo continuare a regalare sorrisi. Ma lasciamo la parola a Vanni.

 

 

INFO

Inviate i vostri racconti entro il 21 marzo a ilmiosogno@lemongolfiere.org

Qui i dettagli sul concorso 




Sebastiano e il sogno di un weekend a Barcellona

Vi presentiamo un altro dei racconti arrivati in redazione per partecipare al concorso “Racconta il tuo sogno”. È quello di Sebastiano, un ragazzo di 18 anni che ama l’handbike e sogna di visitare Barcellona. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Ciao, sono Sebastiano Nardin e sono nato a Trento il 26 maggio 2003 ed ho 17 anni. Vivo a Carano, una frazione di Ville di Fiemme in Val di Fiemme, in provincia di Trento. Ho un fratello, Nicola, e una sorella gemella, Carlotta. Frequento l’istituto tecnico tecnologico Guglielmo Marconi di Rovereto e frequento il corso di informatica Big Data. Il mio obbiettivo, dopo aver ottenuto la maturità, è frequentare l’università e diventare ingegnere informatico. Pratico handbike da circa sei anni e da quest’anno faccio parte di un team e quindi pratico questo sport a livello agonistico.

Carano, il paese di Sebastiano, al tramonto

Finalmente quest’anno compio 18 anni. Eh sì, finalmente, perché avere 18 anni vuol dire avere la patente e quindi autonomia. Sì, è importante l’autonomia perché vivo in un paesino di montagna e per me gli spostamenti a piedi sono difficili e faticosi e mi penalizzano in diversi aspetti. Ma mica mi arrendo, non l’ho mai fatto. Ho provato a fare tutto, ho fatto gare di corsa quando ancora ci riuscivo, partivo ultimo e arrivavo ultimissimo ma ho sempre terminato tutte le gare. Nonostante il mio ritardo nessuno si lamentava, anzi c’era più tifo per me che per tutti gli altri atleti e questo mi spronava a completare le gare.

Sebastiano con i suoi amici

Poi la mia famiglia mi ha portato da SportAbili, un’associazione di valle che aiuta chi ha difficoltà (soprattutto fisiche) a praticare degli sport che in autonomia sarebbero impraticabili. Qui ho incontrato Manuel che per la prima volta mi ha portato con l’handbike in quella che è stata un’esperienza divertente, emozionante ma anche scioccante: nonostante gli avvisi di Manuel ho percorso una discesa a tutta velocità che terminava con una curva a gomito e mentre percorrevo la curva, in una frazione di secondo, mi sono ritrovato scaricato dalla bici e, fortunatamente, non sono caduto dal muro che separava la ciclabile dalla strada. Si potrebbe pensare che, dopo questo spavento, abbia mollato l’handbike… macché, tutt’ora la pratico ed è il mio sport preferito.

Sebastiano da bambino, sulle piste da sci e oggi con la sua handbike

Sempre grazie a Manuel ho praticato lo sci di fondo e, grazie agli allenamenti con Nunzia ho potuto addirittura partecipare al trofeo Laurino: niente discesa “della torba” che ho furbescamente tagliato per non finire rovinosamente con la faccia nella neve o, peggio, in un albero. All’arrivo, sempre incitato da tutti, il regalo più bello è stato l’autografo sul seggiolino e la foto con la mitica Dorothea Wierer.

La campionessa di biathlon Dorothea Wierer

Ho abbandonato lo sci di fondo per affrontare un’altra avventura, la scuola lontano da casa, in convitto a Rovereto. All’inizio ho avuto paura e ho avuto difficoltà con i trasporti, ma i miei amici mi hanno sempre aiutato e dopo un periodo difficile mi sono ambientato ed ora è molto bello stare in convitto con gli amici e divertirsi; ah, dimenticavo, sono già in quarta e l’anno prossimo faccio la maturità ed ho già in mente l’università e … l’Erasmus in Spagna, il mio sogno.

Rovereto di Trento, dove studia il nostro Weekend Dreamer Sebastiano

Con l’handbike immagino di visitare la città che da sempre desidero visitare, Barcellona. Di certo prima o poi ci riuscirò perché un paio di anni fa i miei genitori mi hanno regalato una vacanza studio a Oxford. Sono partito con tanta paura e sono tornato felice, anzi, felicissimo perché la ritengo l’esperienza più bella della mia vita. Le persone che viaggiano sono più tolleranti anche nei confronti della disabilità e, grazie ad una mente più aperta, sanno divertirsi anche con un disabile. Ecco perché progetto di viaggiare, perché vorrà dire non sentirsi diverso.

Oxford, dove Sebastiano è andato in viaggio studio

MANDATECI I RACCONTI CON IL VOSTRO VIAGGIO DA SOGNO A ilmiosogno@lemongolfiere.org

QUI TROVATE IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO

…scopri nella 2°pagina che cosa vedere a Barcellona in un weekend!

Barcellona, che cosa vedere in un weekend

Il sogno di Sebastiano è visitare Barcellona. Vediamo allora che cosa si potrebbe vedere in un weekend. Partiamo da Plaça Catalunya e proseguiamo verso nord lungo Passeig de Gràcia, il lungo viale che porta a Casa Battlò, uno dei capolavori di Anton Gaudì, che si può visitare sia all’esterno che all’interno.

Casa Battlò di notte

Continuando sempre lungo Passeig de Gràcia si incontra un altro capolavoro del genio catalano, Casa Milà, detta anche La Pedrera perché assomiglia a una grotta. Potete visitarla all’interno e salire sul tetto per ammirare i comignoli che sono diventati uno dei simboli di Barcellona. Sempre lungo Passeig de Gràcia si affacciano altri splendidi edifici, tra cui Casa Amatller, Casa Mulleras, Casa Lleó Morera e Casa Fuster, oltre a negozi e boutique.

Casa Milà, detta La Pedrera

Da Casa Milà si può prendere la metro per tornare a Plaça Catalunya oppure continuare fino a Liceu. Da qui non potete perdervi una passeggiata lungo la Rambla, un altro dei simboli della città. Potete scegliere di percorrerla fino al mare, oppure solo un tratto. Tra le cose da vedere c’è il mosaico di piastrelle di Mirò e Palau Güell, un altro dei capolavori di Gaudì, e Plaça Reial, deliziosa con i suoi tavolini all’aperto e i suoi caratteristici lampioni.

La Rambla, uno dei simboli di Barcellona

A pranzo si può fare una sosta al Mercato de la Boqueria per poi proseguire nel pomeriggio fino a Barrio Gotico, il quartiere medievale dove si trova la Cattedrale di Barcellona. Perdetevi tra le viuzze strette e le piazze per un viaggio fuori dal tempo.

La Cattedrale di Barcellona nel Barrio Gotico

Tra le più belle c’è Plaça del Pi, su cui si affaccia la chiesa gotica di Santa Maria del Pi e nel fine settimana, Covid permettendo, si tiene un mercatino di artigianato locale.

Uno scorcio del Barrio Gotico

Sulla Plaça del Rei, invece, si affaccia il Palazzo Reale, sede del MUHBA, il Museo di Storia della città. Recatevi poi sull’Avenida Del Portal de l’Angel, sempre nel Barrio Gotico, la principale via dello shopping.

La sede del MUHBA a Plaça del Rei

Tornate poi verso Plaça Catalunya e ammirate il tramonto dal Montjuïc, oppure lo spettacolo della Fontana Magica in Plaça Espanya, con i suoi giochi di luce che si muovono a ritmo di musica. A cena, non perdete l’occasione per gustare le tapas.

Gli spettacolari giochi di acqua e luci della Fontana Magica

Secondo giorno: da Parc Güell a La Barceloneta

Il secondo giorno del weekend dedicatelo alla visita di Parc Güell, lo splendido parco cittadina dove i colori di Gaudì si mescolano con lo spettacolo della natura. Qui si trova la famosa “salamandra” riprodotta in moltissimi souvenir di Barcellona. Per arrivare al parco, si può prendere la linea L4 della Metro e scendere alla fermata Alfons X, oppure prendere la linea Azzurra del Bus Turistic che ferma a 5 minuti a piedi dal parco.

Il coloratissimo Parc Guell

Riprendendo la metro al ritorno, scendete a Verdaguer e poi prendete la linea 5 per arrivare fino alla Sagrada Familia, il monumento più visitato di Barcellona e apoteosi del genio di Gaudì. Ancora incompiuta, è di una bellezza mozzafiato con le sue torri e le sue guglie. Visitatela anche all’interno e, se potete, salite fino in cima a una delle torri per ammirare la struttura dall’alto.

La Sagrada Familia, il capolavoro di Anton Gaudì ancora incompiuto

Raggiungete poi il quartiere di La Barceloneta, dove potete pranzare con una delle migliori paelle della città e dove potere rimanere anche la sera per l’aperitivo in uno dei chiringuitos sul lungomare che preparano anche ottime tapas. Se avete tempo, potete visitare anche il Parc de la Ciutadella passando dall’Arco di Trionfo. Si tratta di uno dei parchi più belli di Barcellona, con fontane, laghetti, sentieri e prati che regalano attimi di relax.

Spiaggia e lungomare a La Barceloneta

INFO: www.barcelonaturisme.com




IN ATTESA DI TORNARE A VIAGGIARE NASCE “RACCONTA IL TUO SOGNO”

La pandemia ci ha costretto a fermare i nostri viaggi, ma non ha potuto fermare i nostri sogni. E quindi abbiamo chiesto ai nostri ragazzi fragili di inviarci il racconto del viaggio che vorrebbero fare, il weekend che vorrebbero vivere. A ognuno degli autori dei racconti vincitori Weekend Premium darà il suo aiuto per cercare di realizzare il sogno descritto nel racconto, o comunque, un fantastico weekend, quando si tornerà a viaggiare.

PARTECIPARE E’ FACILE

Basta descrivere il proprio sogno come un racconto, massimo in due pagine, e inviarlo a Ilmiosogno@weekendreamers.it con almeno tre proprie foto entro il 21 marzo 2021. Nel sito weekendpremium.it  si trovano racconti già arrivati nella sezione Weekend Dreamers, che possono servire come esempio.

L’iniziativa è riservata a ragazzi con disabilità o patologie senza limiti di età che desiderano trascorrere un weekend in una località raggiungibile italiana o europea.

I tre racconti vincitori saranno  scelti, a insindacabile giudizio, dalla redazione e da tre giurie, e saranno pubblicati su Weekend Premium. E premiati con un weekend.




Weekend Dreamers: Thomas ci racconta il suo sogno di volare a Barcellona

Con molto piacere vi presentiamo un altro racconto che partecipa al concorso Weekend Dreamers. È quello di Thomas Zanghellini, che ci parla della sua passione per i motori e del suo sogno di volare a Barcellona. Anche lui avrà la possibilità di ricevere un fantastico weekend. Ecco il suo racconto.

Mi chiamo Thomas, ho sedici anni e sono nato con una patologia genetica detta Distrofia Muscolare di Duchenne. A poco a poco ho avuto difficoltà nel camminare e da quando ho dieci anni sono costretto in sedia a rotelle. Anche se sono sulla carrozzina, ho sempre vissuto come non l’avessi.  Non mi condiziona tanto, in verità, tranne per le scale, che mi spaventano, ma fortunatamente ho quasi sempre preso l’ascensore, che abbiamo fatto costruire anche a casa.

Un primo vero problema erano gli spostamenti in macchina: la macchina non era adeguata, dunque dovevo farmi mettere sul sedile mentre la carrozzina veniva messa nel bagagliaio. Nel 2017 è arrivata la macchina nuova e adattata, nella quale riesco a entrare e uscire facilmente tutte le volte che facciamo spostamenti e viaggi.

Parlando di viaggi, mi piacerebbe poter visitare la Spagna e in particolare la città di Barcellona.  Da sempre ho avuto una grande passione per gli sport motoristici e quella di Barcellona è sicuramente una delle mete più ambite dagli amanti delle corse automobilistiche e motociclistiche.

Panorama di Barcellona

Lì infatti, si trova uno dei più famosi e importanti circuiti d’Europa, in cui si disputano ogni anno il Gran Prix di Formula 1 e la MotoGp, il Circuito di Catalunya.

Il circuito di Catalunya dove si corre la Moto GP

Il mio sogno più grande, sarebbe avere la possibilità di poter visitare i Box, e osservare il funzionamento delle diverse postazioni. Aggiungo di sapere tutto, ma proprio TUTTO sulle corse motoristiche e continuo a informarmi sul mondo delle due e quattro ruote.

I box del circuito di Catalunya che Thomas vorrebbe visitare

Ho degli idoli in entrambi i tipi di competizione: Valentino Rossi per la MotoGp, di cui ho letto anche il libro e nelle nuove leve mi piace molto Franco Morbidelli che potrebbe lottare per il campionato 2021 e Sebastian Vettel per la Formula 1, che ho sempre ammirato per la sua guida e i suoi riflessi. Tra le due comunque preferisco la MotoGP perché a livello emotivo mi dà più divertimento. Mi piacerebbe molto conoscere dal vivo uno di loro e spero un giorno di poterci riuscire.

Valentino Rossi, idolo del nostro Weekend Dreamer

A Barcellona inoltre si trova anche un importante bene culturale: la Sagrada Familia, una delle basiliche più particolari mai costruite. Lo sapevate che ognuna delle sue torri ha un preciso significato?  Per ora le torri sono soltanto otto, ma alla data stimata di completamento (2026) ne avrà ben diciotto. Inoltre, sono 139 anni che i lavori per completarla vanno avanti, incredibile!

La Sagrada Familia, capolavoro di Gaudì, ancora incompiuta

Spero che anche voi condividiate la mia grande passione per i motori, e vi ringrazio per l’opportunità che state offrendo ad ognuno di noi.

Un abbraccio. Thomas.




Giacomo ci racconta il suo sogno: visitare Roma e Pompei

Questa settimana per il nostro concorso Weekend Dreamer – Raccontaci il tuo sogno abbiamo selezionato il racconto di Giacomo, un ragazzo di 15 anni che da sempre ha la passione della storia e degli antichi Romani. Il suo sogno è quello di visitare Roma e Pompei.

Visitare Roma e Pompei è il sogno che ci racconta Giacomo, 15 anni

Cara Redazione di Weekend Dreamers, mi chiamo Giacomo e ho 15 anni. Abito in un paesino in provincia di Brescia con i miei genitori, un cane e un gatto bianco e nero.  Voglio subito dirvi che per me scrive la mia mamma, perché quando sono nato sono rimasto per un po’ senza ossigeno e questo mi ha creato un handicap fisico e anche un lieve ritardo cognitivo. Questo però non mi ha mai impedito di essere un ragazzo curioso, vivace, allegro.

Veduta di Roma al tramonto

Fin da quando ero piccolo ho sempre avuto una grande passione: l’antica Roma. Ho tanti libri e mi piace guardare i film sui romani. Il mio preferito Il Gladiatore.  Il mio sogno sarebbe viaggiare nel tempo e vedere dal vivo i gladiatori, le corse dei cavalli, gli imperatori romani, andare alle terme e passeggiare per le strade di Roma quando era un grande impero.

“Il gladiatore” è il film preferito di Giacomo

Purtroppo, viaggiare nel tempo non è possibile, però non sono mai stato a Roma e il mio sogno sarebbe proprio quello di visitare la nostra capitale d’Italia. Andrei subito al Colosseo per immaginare i gladiatori che combattono contro gli animali feroci, e poi in qualche museo per vedere i resti archeologici e al Foro romano.

Il Colosseo, la prima tappa del viaggio da sogno di Giacomo

Già che sono là, andrei anche a vedere la Basilica di San Pietro in Vaticano, i Musei Vaticani e la Cappella Sistina con i capolavori di Michelangelo per fare contenta mia mamma.

Mi hanno detto che Roma ha anche delle belle piazze, come Piazza di Spagna, che ho visto una volta in TV. Vorrei vedere anche la Fontana di Trevi per buttarci dentro una monetina ed esprimere un altro desiderio.

Giacomo vorrebbe gettare una moneta nella Fontana di Trevi ed esprimere un desiderio

Il mio sogno è anche quello di andare a Pompei, che non è tanto lontano da Roma e che non ho mai visto. La lava del vulcano ha coperto tutto, anche le persone e i cavalli, che sono rimaste esattamente come erano. Ecco, quello sarebbe come fare un viaggio nel tempo. Vi scrivo questo racconto perché spero che il mio sogno si realizzi!

Ciao a tutti da Giacomo




Il racconto di Martina, Weekend Dreamer che sogna la Sicilia tra vulcani e città d’arte

I racconti per il concorso Weekend Dreamers – Young Reporter stanno arrivando! Oggi abbiamo selezionato quello di Marina Zanon, 19 anni, che ci ha raccontato di sé, delle sue passioni e del suo viaggio da sogno: la fantastica Sicilia.

Ciao! Sono Martina Zanon, abito in Trentino a Predazzo, ho quasi 19 anni e tanta voglia di vivere! Ho la SMA, atrofia muscolare spinale, che parolona vero? Sembrerà strano ma davvero sono felice, fiera della mia vita. Ho tanti amici, vado bene a scuola e ho una famiglia che mi supporta in qualsiasi cosa. Certo, ci sono momenti in cui non vorrei vedere nessuno e in cui mi sento triste, ma poi mi dico che non ne vale la pena e ritorno a sorridere.

La mia condizione mi permette solamente di vedere la vita da un’altra prospettiva ed è stupendo. Parlando di me… sono una ragazza davvero solare, ironica, molto sensibile… i miei amici direbbero che sono una pazza scatenata, lo prendo come un complimento! Adoro la notte, il mistero che porta…. non a caso sono una fan sfegatata delle discoteche, dei pub. Potessi ci vivrei lí! La spensieratezza, il poter ballare e divertirsi con gli amici… non c’è cosa più bella secondo me. Mi manca tutto questo, ma sono sicura che presto potrò ritornare in pista!

La cattedrale di Palermo, una delle bellezze che Martina spera di vedere dal vivo

Faccio il quinto anno di ragioneria, indirizzo turistico. Mi aspetta la maturità e sono super agitata! Dopo la scuola mi piacerebbe trasferirmi nella mia città, Milano, per studiare psicologia. Prima però penso di prendermi un anno sabbatico per riflettere bene sulla mia scelta e per lavorare un po’, magari come segretaria (spererei sempre nell’ambito medico).

Veduta della splendida Taormina

Amo viaggiare, fosse per me vivrei per viaggiare. Vorrei tanto andare all’estero, in America… è uno dei miei sogni fin da quando ero piccola. Prima però, vorrei visitare bene la mia Italia, una meta che mi attira un sacco è sicuramente la Sicilia. Ho conosciuto la realtà Weekend Dreamers Young Reporter grazie a Manuel, un socio di una ONLUS, la quale con l’aiuto di volontari permette a ragazzi con disabilità di praticare sport: Sportabili. Perché sogno di andare proprio in Sicilia? Prima cosa perché al sud dell’Italia non ci sono mai stata, dicono che ci sia un mare fantastico e non voglio assolutamente perdermelo! Un’isola ricca di storia, di borghi nascosti di vulcani brontolanti!

Eruzione sull’Etna

Mi piacerebbe poter vederne uno da vicino. Per non parlare di Palermo, città che mi ha sempre affascinata. Vorrei assaggiare tutti i piatti tipici del luogo, sono una mangiona!  Se questo mio piccolo grande sogno si realizzerà non mi importerà scegliere i luoghi da visitare, vorrò lasciare il tutto al caso. Se succederà vi prometto che vi porterò con me, farò tante foto al punto che vi sembrerà di viaggiare anche voi assieme me!

I cannoli siciliani, una prelibatezza che la nostra Weekend Dreamer non si farebbe mancare

Martina aspira a diventare una nostra Weekend Dreamer. Se anche voi volete partecipare al concorso mandateci i vostri testi a ilmiosogno@weekendreamers.it e seguiteci sulla pagina Facebook di Weekend Dreamers

Qui invece trovate tutte le informazioni