Mauritius da…..gustare senza muoversi da casa

Ancora oggi, a seguito della pandemia Covid19, non siamo liberi di viaggiare con tranquillità. La paura di possibili restrizioni, una volta giunti a destinazione, frena il turismo verso i paesi europei e soprattutto extraeuropei.

Mauritius

Nell’attesa di salire su un aereo con destinazione Mauritius, la meravigliosa isola nell’Oceano Indiano, impariamo a conoscerla. E’ un modo per non farci trovare impreparati quando la raggiungeremo di persona. Come? Conoscendola attraverso la sua cucina, portando sulle nostre tavole i piatti tipici della cucina mauriziana.

Sono proprio gli chef di alcuni resort di Mauritius a farci assaporare le pietanze della loro tradizione eterogenea  attraverso piatti allegri e colorati. Ci sentiremo sbalzati, in un attimo, nella calda e vivace atmosfera di Mauritius.

Non resta che ..accendere i fuochi.

POLLO E GAMBERI AL CURRY

Mauritius
Chicken & Shrimp Curry

Questa ricetta farà felice gli amanti delle spezie. Arriva direttamente dal THE RESIDENCE MAURITIUS. Lo chef consiglia di  servire questo piatto con un contorno di lenticchie nere e insalata di pomodori.

 Ingredienti:

  • 2 cucchiaini di olio vegetale
  • 1 cipolla dorata grande
  • 2 spicchi di aglio
  • 1⁄2 cucchiaino di zenzero fresco
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1 cucchiaino di gambo di coriandolo tritato finemente
  • 30g – 60g di curry in polvere
  • 10 foglie di curry fresche
  • 500g di straccetti di cosce di pollo (pezzi di 2 cm)
  • 250g di gamberi (puliti)
  • 1 confezione da 400 g di pomodori a dadini
  • 400 ml di acqua

Preparazione:

In una padella scaldate, a fuoco medio, un filo d’olio. Aggiungete cipolla e spicchi d’aglio finemente tritati, lo zenzero grattugiato e i semi di cumino. Mescolate spesso sino a quando gli ingredienti saranno morbidi. Aggiungete il gambo di coriandolo tritato e continuate la cottura  per circa 1 minuto. Versate la polvere e le foglie del curry . Procedete la cottura mescolando per circa 1 minuto. Incorporate il pollo e i gamberi e continuate a cuocere sino a quando, gli ultimi ingredienti aggiunti, non avranno assunto una leggera doratura. Versate nella padella la dadolata di pomodori e l’acqua.

Abbassate la temperatura e continuate a cuocere per circa 25 minuti. Condite con un pizzico di sale e servire con del riso bianco bollito e il contorno suggerito dallo chef.

INVOLTINI DI MARLIN E SALMONE AFFUMICATI CON CETRIOLI, CUORE DI PALMA ARROSTO, MEDLEY DI AGRUMI E SALSA AL NERO DI SEPPIA

Mauritius
Involtini di marlin e salmone affumicati – Chef Nallan Seeven – Maritim Resort & Spa Mauritius

La ricetta che ci regala lo Chef Nallan Seeven dello Chateau Mon Désir Fine Dining restaurant presso Maritim Resort & Spa Mauritius non è una ricetta che possiamo classificare “semplice e veloce” ma una volta preparata delizierà i vostri palati e risulterà indimenticabile.

Ingredienti:

  • 40g di marlin affumicato
  • 40g di salmone affumicato
  • 5 ml di olio d’oliva
  • 1 scorza di lime grattugiato
  • 100 g di ananas
  • 2 g di tabasco
  • 3 g di cipollotti
  • 3 g di salsa di soia
  • 30 g di cetriolo verde
  • 20 g di cuore di palma
  • 10 g di arancia
  • 10 g di pompelmo
  • 2 g di aneto
  • 2 g di panna rappresa
  • 1 g di nero seppia
  • 10 g di insalata di crescione
  • 3 g di senape
  • 2 g di succo di limone
  • 15 g di pomodoro
  • 2 g di capperi
  • 1 g di acciughe
  • sale e pepe

Preparazione:

Tagliate a dadini il marlin e il salmone affumicato e metteteli in una piccola ciotola. Condite con la scorza di lime grattugiata, il tabasco, l’olio d’oliva, la salsa di soia, l’aneto, il succo di limone, la senape. Aggiungete il cipollotto tritato,  un pizzico di sale e pepe.
Tagliate ora l’ananas a bastoncini e grigliate il cuore di palma. Tagliate una fetta sottile di cetriolo e arrotolatela con il composto di salmone e marlin, lasciate raffreddare in frigorifero.

Per la salsa:

Mescolate al nero di seppia l’acciuga, i capperi, il pomodoro. Cuocere per 10 minuti e mescolate energicamente. Tagliate ora delle piccole fette di arancia e pompelmo vi serviranno a decorare il piatto. Per un tocco chic aggiungete un po’ di  panna rappresa sul salmone. Appoggiate il tutto su la foglia di crescione e voilà servite

TACOS VEGANI

Direttamente dal Salt of Palmar arriva la ricetta di questi ottimi tacos rigorosamente vegani

Mauritius
Vegan Tacos

Ingredienti:

  • 3 conchiglie per tacos vegani
  • 45 ml di crema di anacardi e coriandolo
  • 60 g di “carne” per tacos
  • 30 g di salsa di avocado
  • 3 g di foglie di coriandolo fresco

PER LE CONCHIGLIE TACOS

  • 150 g di semi misti
  • 70 ml di succo di limone
  • 10 g di scorza di limone
  • 2 g di paprika
  • 30 g di lievito alimentare
  • sale qb

PER LA “CARNE” DEI TACOS

  • 100 g di noci
  • 35 g di barbabietola, triturata
  • 20 ml di olio d’oliva
  • 10 ml di salsa di soia tamari senza glutine
  • 5 g di paprika affumicata
  • 5 g di cumino
  • 3 g di peperoncino in polvere
  • 3 g di sale

PER LA CREMA DI ANACARDI E CORIANDOLO

  • 100 g di anacardi (lasciati in ammollo in acqua fredda per 8 ore)
  • 25 ml di succo di limone
  • 5 g di sale marino
  • 30 g di coriandolo

PER LA SALSA DI AVOCADO

  • 1 avocado
  • 2 pomodori di medie dimensioni
  • 1⁄2 cipolla di medie dimensioni
  • piccola manciata di foglie di coriandolo
  • 2 cucchiai di olio d’oliva
  • 1 pizzico di sale

Preparazione

Iniziate a fare le conchiglie mescolando  in una grande ciotola i semi misti,  il succo di limone, la scorza di limone, la paprika e il lievito. Aggiustate il tutto con un po’ di sale.  Disponete l’impasto su un foglio di carta da forno e stendetelo sino a raggiungere uno spessore di circa 2 mm. Aiutandovi con una tazza alla quale avrete passato dell’olio sui bordi ritagliate dei cerchi di 10 cm di diametro. Disidratate in forno a 45°C per 4 ore.

Passate al mixer le noci, le barbabietola, la paprika, il cumino, il peperoncino, la salsa di soia e l’olio. Lavorateli sino ad ottenere una consistenza simile alla carne macinata.

E’ il momento di assemblare i vostri tacos. Piegate a metà i gusci dei tacos e farciteli con crema di anacardi e coriandolo preparata  mescolando anacardi, limone, sale e coriandolo. Aggiungete ora la “carne” preparata e la salsa all’avocado. Quest’ultima preparata con pomodori, cipolla e avocado tagliati a cubetti e cosparsi con coriandolo. Decorate i tacos con foglie di coriandolo fresco.

FOGGIATINI di Le Méridien Ile Maurice

Mauritius

Arriva da Le Meridien Ile Maurice questo delizioso cocktail agli agrumi e dal profumo di rosmarino

  • 5 cl Vodka aromatizzata al rosmarino
  • 4 cl di succo di pompelmo
  • 2 cl di succo di limone
  • 1 cl Sciroppo 1:1 (Symple syrup)

Versate tutti gli ingredienti in uno shaker pieno di ghiaccio. Agitate bene e versare in un bicchiere da martini. Decorare con scorza di pompelmo e assaporate questo delizioso e profumato cocktail. Mi raccomando con moderazione…..è alcolico.

 Mauritius

Per ulteriori informazioni su Mauritius potete leggere un altro articolo scritto dalla redazione: Mauritius, l’isola dal cuore dolce




TOP TEN, LE LOCALITA’ TRENDY DEL 2020 prima parte

Come di consueto, alla fine di ogni anno, in redazione c’è grande fermento perché è il momento di stilare le top ten, le destinazioni più trendy per il nuovo anno. Viaggio culturale? Viaggio all’insegna del relax? Adrenalinico? Gastronomico? Di tendenza o green? A ognuno il suo. In ogni caso la parola preferita e maggiormente usata nel mondo travel è ESPERIENZA. Oggi i viaggi devono essere esperienziali, particolari e lasciare ricordi indelebili. Ecco dunque, qui di seguito, la nostra selezione di destinazioni per aiutarvi nella scelta

  1. ETIOPIA

Al primo posto nella classifica top ten 2020 c’è l’Etiopia, dalle enormi bellezze paesaggistiche, terra ancora oggi integra e vera. Un luogo ancestrale perché questa è la terra dell’Homo Sapiens, è da li che discendiamo. Una terra selvaggia con montagne, deserti lavici, paesaggi incantevoli e antiche civiltà. Paesaggi molto diversi tra loro, tra cui alcuni quasi impervi e irraggiungibili e altri dove emergono tesori della civiltà passata come ad esempio gli obelischi di Axum oltre a chiese e castelli.

Non dimentichiamoci inoltre che il Primo Ministro dell’Etiopia è stato premiato con il Premio Nobel per la pace per il suo impegno per la pace e la cooperazione internazionale e in particolare per aver posto fine al conflitto armato con l’ Eritrea.  Ma l’Etiopia ha fatto altre grandi riforme, ma  una è importantissima per noi: LA PACE CON LA NATURA, facendo piantare 350 milioni di alberi, in un solo giorno, il 30 luglio scorso conquistando così un primato mondiale. Per tale iniziativa Weekend Premium ha premiato l’Etiopia consegnando, nell’evento Weekend Premium Awards 2019, il “Green in The World”.

TOP TEN 2020

  1. GIAPPONE

Al secondo posto abbiamo scelto per voi il Giappone, terra che sorprende con la sua cultura così diversa dalla nostra.  Un luogo unico, in cui convivono millenarie tradizioni ancora ben vive e soluzioni futuristiche da fantascienza. Accanto ai tradizionali kimono e agli inchini per salutare, sfrecciano a quasi 400 chilometri orari gli shinkansen, i treni proiettile in grado di collegare Tokyio a Kyoto in un lampo. Accanto agli antichi templi scintoisti e ai raccolti e silenziosi giardini zen svettano grattacieli di vetro da cui nascono le soluzioni tecnologiche più avanzate. La terra del Sol Levante è un paese dai mille contrasti dove convivono antiche tradizioni e tecnologie futuristiche. Ed è proprio questo che caratterizza il Paese: lo straordinario connubio tra antichità e modernità. Nel 2020 inoltre c’è un motivo in più per far visita al Giappone: i giochi della XXXII Olimpiade che si terranno a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto 2020.

TOP TEN 2020

  1. BHUTAN

Da sempre in Italia si combatte per fare alzare il PIL (prodotto interno lordo) in Bhutan invece si combatte per alzare il FIL (felicità interna). Pensate che alla domanda quali fossero i risultati del PIL il giovane re del Bhutan, nel 1972, rispose: PIL? Io mi preoccupo del FIL, la felicità del mio popolo e dal 2018 il FIL è all’interno della costituzione bhutanese. Dunque cosa c’è di meglio che visitare la terra della felicità? Cosa è piaciuto a Weekend Premium di questo Paese? Gli elementi su cui è basata la politica del paese: rispetto per la tutela dell’ambiente, rispetto delle tradizioni locali, una buona amministrazione e uno sviluppo sostenibile.  L’obiettivo comunque non è certo quello di dare felicità alle persone ma quello di trovare le condizioni adatte per poterla raggiungere. La filosofia buddista insegna che la cosa più importante è l’uomo e l’ambiente in cui vive aiuta sicuramente. Il Bhutan è un museo a cielo aperto dove tutto è conservato in maniera impeccabile. Non resta che accertarvi in prima persona se è possibile misurare la felicità.

TOP TEN 2020

  1. TANZANIA

Non basterebbero 100 pagine per descrivere questo lembo di terra africana. La Tanzania ha le riserve più belle e più selvagge dell’intero continente. I suoi parchi naturali ospitano un numero impressionante di animali: leoni, elefanti, gazzelle, giraffe, bufali, zebre, leopardi, coccodrilli… uno spettacolo emozionante vederli nel loro habitat.

In Tanzania poi l’ottava meraviglia del mondo “il Ngorongoro”, un cratere ricco di fauna con vedute spettacolari.  Un’area naturale unica che racchiude una grande varietà di habitat e microclimi che spaziano dalla savana alla foresta. È in Tanzania che si può ammirare e, per i più temerari, scalare il Kilimangiaro ed è sempre in Tanzania che si possono incontrare i fieri guerrieri MAASAI e assistere alle loro suggestive danze tradizionali. Un luogo magico che, chi ama gli animali e li vuole conoscere nel luogo di origine, deve assolutamente vedere.

TOP TEN 2020

  1. COSTA RICA

Come definirla? Un’oasi di pace. In Costa Rica il 25% del territorio è Parco Nazionale. Sono in tutto 27 di cui 3 Patrimonio dell’Umanità Unesco. Il Parco Nazionale Corcovado regala scenari indimenticabili e una passeggiata nella foresta tropicale con una ricca fauna da contorno è impagabile.

Ma anche le  spiagge della Costa Rica sono paradisiache con sabbia di vari colori bianca, gialla, nera dove sdraiarsi all’ombra di palme da cocco.

È un paese attento allo sviluppo sostenibile e il governo mette in atto molte iniziative a tutela delle specie naturali e del territorio. Sono molti gli agricoltori che usano il sistema della permacultura, ovvero un’agricoltura senza l’uso di pesticidi. In Costa Rica non esiste un esercito, non esiste la pena di morte,  questo gioiello dell’America Centrale punta tutto su salute e felicità.

TOP TEN 2020

Vi aspettiamo con la seconda parte domani




Dublino, scritta nel cuore di Joyce

“Ho voluto dare un’immagine così completa di Dublino che se un giorno la città dovesse improvvisamente sparire dalla faccia della Terra, potrebbe essere ricostruita sulla base del mio libro”. Così James Joyce, scrittore, poeta e drammaturgo, a proposito del suo libro-capolavoro Ulisse, parla della sua città natale nelle conversazioni con Frank Budgen, nel 1918. E camminando per le vie di Dublino è facile incontrare targhe con l’immagine di Leopold Bloom e frasi tratte dall’Ulisse. Vale dunque la pena camminare per le stradine dal colore scuro di questa città che ha dato i natali a uno dei più grandi esponenti della letteratura moderna. Una città che è stata anche il centro del suo universo letterario anche se Joyce la lasciò per non tornarci mai più nel 1904. E l’itinerario può partire dalla Libreria Hodges Figgis, citata proprio da Joyce nell’Ulisse.

Dublino

La storica libreria è accolta in un elegante palazzo al 56-58 di Dawson Street ed è disposta su diversi piani dove trovano posto centinaia di migliaia di volumi. La visita può proseguire alla volta del Trinity College, uno dei più celebri e antichi atenei dove hanno studiato anche Oscar Wilde e Samuel Becket. Si trova in centro ed è subito riconoscibile per il suo stile georgiano. Il pezzo forte dell’ateneo è senza dubbio la biblioteca che conserva al suo interno il famoso libro “Book of Kells” conosciuto anche come Grande Evangeliario di san Columba, un manoscritto miniato dell’800  realizzato da monaci irlandesi. Per molti studiosi è una delle opere d’arte dell’epoca tra le più belle. L’ingresso all’università è gratuito mentre la visita alla libreria e al Book of Kells costa circa 10 euro ma credete sono soldi ben spesi.

Dublino

Altro luogo da non perdere è la Cattedrale Protestante di San Patrizio costruita in onore del patrono dell’Irlanda è una delle due cattedrali di proprietà dell’Irlanda (l’altra è la Christ Church). La sua struttura finemente decorata da vetrate ospita un organo di ben 4.000 canne. Ha un aspetto maestoso e solenne e al suo interno riposano le spoglie di oltre 500 personalità irlandesi.

Dublino

Assolutamente vietato recarsi a Dublino e non far visita al quartiere più caratteristico e vivace della città. Si tratta del Temple Bar vicino al centro storico, raggiungibile percorrendo O’Connell Street Lower verso Prince’s Street North attraversando il ponte O’Connell Bridge. Il quartiere prende il nome da uno dei rettori del Trinity College, Sir Trinity, ed è ricco di ristoranti, localini, pub, mostre, mercati. Molto suggestivo quando cala la sera con i suoi locali illuminati dove ascoltare musica. Non molto lontano è possibile ammirare un ponte pedonale diventato un po’ il simbolo di Dublino:   Half Penny Bridge che collega le due sponde del Liffey. Il nome ufficiale è Liffey Bridge ma credete nessuno lo conosce con quest’ultimo nome.

Dublino

Anche la Galleria Nazionale Irlandese merita una lunga visita perché al suo interno conserva una grande collezione di opere prima fra tutte “La Cattura di Cristo” del Caravaggio uno dei quadri più belli mai realizzati dal maestro. Per secoli non si seppe nulla di quest’opera sino a quando un italiano, nel 1990, non la recuperò presso un istituto gesuita a Dublino e non la donò alla Galleria Nazionale per poter essere ammirata da tutto il mondo.

E come ogni città che si rispetti anche Dublino ha dal 1204 il suo splendido Castello. In passato era il centro del potere inglese in Irlanda, oggi è invece utilizzato per le cerimonie di stato. Riconoscibile per le quattro alte torri esterne mentre al suo interno è possibile ammirare i sontuosi saloni.

Dublino

Ma per conoscere la vera storia dell’Irlanda non c’è di meglio che andare a visitare la prigione di Kilmainham Gaol. In questo carcere sono stati rinchiusi molti politici che hanno lottato per l’indipendenza dell’Irlanda. Oggi è un museo ma si riesce a percepire perfettamente l’inquietudine che i detenuti dell’epoca hanno vissuto.

Dublino

Nel vostro girovagare in O’Connel Street vi troverete davanti ad un’altissima torre d’acciaio. Si tratta della The Spire conosciuta anche come monumento alla luce. È considerata, con i suoi 121 metri d’altezza, la scultura più alta al mondo. La costruzione sorge dove prima vi era la Nelson’s Pillar un monumento dedicato all’ammiraglio Nelson che fu fatto esplodere, in un attentato, da alcuni membri dell’IRA. Il significato di questa guglia? Nessuno ufficiale. Alcuni affermano che rappresenti un ago di siringa, simbolo della lotta contro la droga che Dublino combatte da anni, altri affermano che sia una sorta di faro per tutte le persone che si perdono durante la notte. In ogni caso, qualunque sia il significato vi servirà come punto di riferimento. Durante il giorno i riflessi del sole sull’acciaio danno vita a un caleidoscopio di colori fantasmagorici. Ma la particolarità è che questi cambiano ogni ora del giorno assumendo sfumature diverse.

Dublino

Anche gli amanti dello shopping non resteranno delusi da Dublino perché è ricca di splendidi negozi e Grafton Street è per antonomasia la via dove fare acquisti. Il quartiere oltretutto è circondato da bellissime case georgiane da ammirare.

E gli amanti della birra? Loro hanno trovato il vero regno. Dublino è ricca di pub dove gustare la famosissima Guinness ma volendo possono anche visitare la Guinness Store House lo stabilimento dove viene prodotta ormai dal 1759.

Dublino

La settimana prossima continueremo la scoperta dell’Irlanda con un articolo sulle suggestive Cliffs of Moher, scogliere di una bellezza senza eguali.




Budva, capitale del divertimento

Affacciata sull’Adriatico, la cittadina di Budva, considerata la “perla del Montenegro”, è una località da prendere in considerazione per le prossime vacanze estive. Per tanti motivi. Spiagge di sabbia bianca, mare trasparente e una movida da fare invidia a Barcellona oltre che paesaggi stupefacenti sono il suo biglietto da visita.

Budva

Negli ultimi anni è molto frequentata in particolare da un turismo giovane proprio perché è diventata la città del puro divertimento.

I viaggiatori più tranquilli, quelli che vogliono viaggiare per ammirare le bellezze architettoniche e conoscere la storia, rilassarsi ammirando la natura, Budva offre  uno stupendo centro storico medievale ben conservato e racchiuso tra mura in pietra costruite dai veneziani, la cittadella e molti edifici religiosi tra cui la bellissima chiesa di Santa Maria in Punta del IX Secolo.

Budva
Ballet Dancer Statue

Ma entriamo nel vivo parlandovi della destinazione più cool del Mediterraneo. Una volta giunti in città iniziate a scoprirla lentamente con lunghe passeggiate ammirando l’architettura mediterranea. È circondata da mura del XV secolo ed è percorsa da piccole strade di grande fascino. L’impressione è quella di essere catapultati nel Medioevo. Non perdete la visita alla Chiesa della Santissima Trinità che si trova vicino ai bastioni, di fronte alla Cittadella. Bellissimo il campanile a vela con 3 campane e la sua facciata con il rosone tutto decorato. La tomba che si trova davanti alla piccola chiesa è quella di Stefan Mitrov Ljubisa, uomo politico e scrittore.

Budva
Chiesa Santissima Trinità

Ma il vero fiore all’occhiello sono le spiagge: Budva ne ha 17 tutte diverse una dell’altra e quindi in grado di accontentare tutti i gusti: alcune di sabbia fine come borotalco, altre di pietrisco, quelle circondate da rocce a quelle all’interno di insenature. Quelle in città sono le più affollate ma è sufficiente spostarsi di qualche chilometro per avere a disposizione una vasta scelta.

Budva

La spiaggia di Jez, a ciotoli, per esempio è quella più attrezzata ed è luogo di concerti e festival. Anche Ploce è famosa per essere molto ben attrezzata e per offrire musica stile discoteca, ombrelloni di paglia, cocktail serviti in acqua e schiuma party a go go.

Altra spiaggia molto bella dove poter godere di acque limpide è Kamenovo. Il percorso per raggiungerla è forse un po’ tortuoso ma vale la pena di affrontarlo per ritrovarsi in una spiaggia di piccoli sassi affiancata da una spiaggia privata e due spiagge libere. Anche qui musica e divertimento.

Budva

Se vi piacciono le piccole insenature e rocce allora optate per Trsteno collocata all’interno di un’insenatura a mezzaluna circondata da rocce. Una spiaggia eccezionale, per alcuni la spiaggia più bella al mondo, forse un’affermazione un po’ eccessiva ma non molto lontana dal vero. Fondali bassi e acque cristalline. I tavolini sono posti direttamente in acqua dove vengono serviti aperitivi e bevande. È indispensabile però arrivare nelle prime ore del mattino per godersi veramente il meglio perché trattandosi di un’insenatura, il sole cala presto, verso le 16,30/17 e inoltre essendo una spiaggia molto frequentata arrivare di buon’ora significa accaparrarsi i posti migliori.

Tra le 17 spiagge qual è la più bella? Difficile scegliere ma forse quella di Becici ritenuta già nel 1936 la spiaggia più bella d’Europa. Una lingua di sabbia color ocra lunga due chilometri, bagnata da un mare blu cobalto e protetta alle spalle dalle colline. Uno spettacolo. È molto attrezzata ed è facile alloggiare in alberghi posizionati proprio vicino alla spiaggia.

Tante sono le escursioni che si possono fare in giornata come ad esempio visitare l’Isola di San Nicola che si trova proprio davanti alla città di Budva. Incredibile la metamorfosi di quest’isolotto: durante il giorno si può godere delle sue spiagge circondate da un mare cristallino, ammirare i resti di un antico convento, sorseggiare una birra in uno dei tanti bar, pranzare in uno dei ristoranti, e la sera vivere il divertimento più sfrenato perché è come ritrovarsi in una vera e propria discoteca.

Immancabile una gita all’isolotto roccioso di Sveti Stevan si tratta di un borgo antico di pescatori collegato alla terraferma da una lingua di sabbia. Quest’isolotto fu abitato fin dal Quattrocento da alcune famiglie di pescatori che portavano il nome Pastrovic e che arricchendosi hanno costruito una vera e propria cittadina con piccole case e chiese circondate da mura. È possibile anche soggiornare sull’isolotto regalandosi una vacanza all’insegna del puro relax.

Budva
Sveti Stevan

Ma anche le località vicino a Budva non vanno trascurate. Segnaliamo per esempio Kotor, dichiarata Patrimonio Unesco, dove ammirare le bellissime bocche di Cattaro, una baia spettacolare formata da tante insenature che danno vita a un paesaggio fiabesco. Le insenature sono costituite da grandi valloni collegati fra di loro che si inseriscono nell’entroterra dando vita a un fiordo. La combinazione tra mare e pareti rocciose ricoperte di vegetazione regalano un paesaggio a dir poco magico. Pittoresca la strada panoramica di Kotor con i suoi 50 tornanti che permette di avere una vista incredibile su tutta la baia di Kotor. La baia è conosciuta anche con il nome di Sposa dell’Adriatico.

Budva
Kotor

Dunque non è necessario percorrere centinaia e centinaia di chilometri o interminabili ore di volo per trovare il luogo perfetto per una bella vacanza. Raggiungere Budva è piuttosto semplice: o in aereo con destinazione Tivat che si trova a mezz’ora da Budva oppure in nave così da poter portare con voi anche l’auto ed essere liberi una volta a destinazione.

Budva

 




MONGOLIA, la terra del cielo blu

Stanchi dei soliti viaggi? Siete alla ricerca di un viaggio esperienziale fuori dalle consuete rotte turistiche? Voglia di natura selvaggia vivendo quasi da nomade? La Mongolia, tra Russia e Cina, è il luogo ideale.

I motivi di un viaggio in questa terra, ricca di scenari meravigliosi, sono veramente tantissimi ma alla base ci deve essere l’amore per la natura, il silenzio, la solitudine e la voglia di tornare alle origini dimenticandosi per un po’ delle comodità cui siamo abituati.

È un viaggio che può regalare forti emozioni, un viaggio che fa meditare, un viaggio che almeno una volta nella vita andrebbe fatto.

Mongolia

La Mongolia ha un territorio immenso, 5 volte l’Italia, ed è il secondo stato più grande del mondo. Ciononostante ha una densità di popolazione bassissima, anzi considerata la più bassa al mondo. Solo tre milioni di persone su 1.566.000 km quadrati.

Abbiamo scovato per voi un tour che permette  di visitare le zone considerate tra le più belle della Mongolia. È organizzato da  Evaneos, https://www.evaneos.it/ la compagnia che mette in contatto diretto con un operatore locale. Ed è questa la particolarità perché in questo modo è possibile   personalizzare ogni dettaglio del viaggio: scegliendo alloggi, itinerario e attività .

Il viaggio richiede qualche settimana così da poter scoprire il deserto del Gobi, l’Erdene Zuu costruito sulle macerie della capitale di Gengis Khan, la valle di Orkhon e le bellissime sorgenti termali di Tsenkher. Per finire con la ex area vulcanica di Khorgo-Terk e il meraviglioso Tsagaan Nuur per concludere con il famoso lago Hovsgol, soprannominato anche la perla blu dell’Asia.

Mongolia

Arrivati in Mongolia si andrà a conoscere quello che viene chiamato lo “Stupa Bianco” (Tsaagan Survaga). Siamo nel deserto del Gobi, nel territorio di Ulziit Sum, ed è qui  che a causa dell’opera di erosione di acqua e vento si è venuto a creare  un canyon alto 30 metri. Questa roccia di calce e tutto il contesto intorno lo rende un luogo molto suggestivo.

Mongolia

Viaggiando per tre ore circa ci si trova nella Valle di Yolyn Amm (Valle del Gipeto), all’interno del Parco Nazionale di Gobi Gurvansaikhan. La particolarità? Nonostante l’ecosistema desertico, c’è un  ghiacciaio perenne. Anomalo vero? Qui si ammirano vallate verdi, montagne e ghiacciai e tutto in un deserto. Questo è il magico mondo della Mongolia.

Ma un altro spettacolo della natura sono le dune di sabbia di Khongor e farlo a dorso di un cammello battariano mongolo è qualcosa di indimenticabile. Scalare una delle dune di sabbia per arrivare in cima e ammirare il paesaggio sottostante è qualcosa di meraviglioso che lascia a bocca aperta. Bisogna però armarsi di tanta buona volontà perché scalare una duna di sabbia richiede impegno e forza fisica. Ma la fatica sarà ripagata, una volta in cima, da uno spettacolo unico.

MONGOLIA

La vacanza prosegue verso il sito di Bayanzag, conosciuto anche con il nome di Flaming Cliff per il fatto che le rocce presenti sono di colore rosso fuoco. I colori hanno dell’incredibile dal bianco sabbia al rosso mattone creando un magico contrasto.

MONGOLIA
Flaming Cliff

È il momento di andare a conoscere la Mongolia centrale e in particolare le rovine del monastero di Ongi andato quasi distrutto durante la supremazia russa. Bellissimo da ammirare durante il calar del sole quando tutto diventa suggestivo e misterioso. Sembra che i fantasmi dei bambini e dei monaci regolarmente appaiano ai visitatori. Dunque in Mongolia non manca proprio nulla. Lasciato il monastero ci si dirige verso la provincia del Ôvôrhangaj, nella valle dell’Orkhon, per visitare Harhorin, l’antica capitale mongola. Il paesaggio culturale della valle dell’Orkhon è Patrimonio dell’Umanità. Si trova a un’altitudine di 1.463 metri sul livello del mare ma la particolarità è che nelle sue vicinanze si trovano gli scavi dell’antica Karakorume il monastero di Erdene Zuu. Con la visita al museo presente  si ha quindi modo di comprendere, attraverso le riproduzioni con i modellini, di come fosse questo luogo prima della caduta dell’impero di Gengis Khan.

MONGOLIA
Monastero di Erdene Zuu

Erdene Zuu è un antico monastero buddista tibetano eretto nel 1585 dopo la diffusione, in Mongolia, del buddismo tibetano. Parzialmente distrutto dalle autorità comuniste nel 1937-40 fu ricostruito nel XVIII secolo.  È l’unico monastero al mondo circondato da 108 stupa (monumento buddista che conserva reliquie). Per la sua costruzione furono usate le pietre delle rovine della città di Karakorum. Il numero 108 delle stupe non è casuale: per i buddisti il numero 108 è  sacro. Infatti si ritrova molto spesso come ad esempio nei grani del mala (rosario buddista).

Mongolia

Nei giorni successivi altre grandi emozioni da vivere attraverso una visita alle cascate di Orkhon, nella valle omonima; con un leggero trekking si può scendere fino alla riva più vicina così da poterle osservare dall’alto.

MONGOLIA

Dalle cascate si può proseguire verso il Monastero di Tuvkun. Eretto intorno al 1650, è uno dei più antichi monasteri buddisti della Mongolia. Si trova in cima alla montagna Shiveet a 2.000 metri d’altezza e al suo interno alcune cave, o meglio impronte scolpite nella roccia, raccontano attraverso i simboli la vita nel monastero. Il monastero non è raggiungibile con una jeep e i mezzi per arrivarci sono, a scelta, una lunga camminata o a cavallo.

Mongolia

Non si possono perdere nemmeno le terme di Tsenker dove regalarsi un po’ di riposo dopo tanti giorni di tour faticoso.  La posizione delle terme è assolutamente incantevole, con animali e gurs che punteggiano le colline circostanti. Molto famose e amate dai mongoli sono  conosciute come un’ottima cura contro i reumatismi. In alcuni periodi dell’anno è possibile usufruire anche del servizio massaggi che sembra il perfetto coronamento della giornata di relax.

Giunti a metà vacanza non resta che una lunga visita al Parco Nazionale Khorgo Terkh diventato famoso per i 13 vulcani e per le sue formazioni rocciose. Qui, nell’era preistorica, il canyon di Chuluut eruttò creando un meraviglioso paesaggio. Un luogo a dir poco incredibile.

MONGOLIA

È il momento di spostarsi verso Moron, un’area famosa per templi, monumenti e musei. A livello di attrazioni e luoghi di interesse, la zona di Moron offre davvero l’imbarazzo della scelta!

Merita una visita il lago Hovsgol dalle acque tanto limpide da vederne il fondo. Questo lago si estende tra la Mongolia e la Russia e la particolarità è che i suoi bacini rappresentano il 3% dell’acqua presente sulla Terra. Dagli anni Novanta tutta l’area è diventata Parco Nazionale. È il  luogo ideale per gli amanti della natura.

MONGOLIA

È il momento di visitare il Monastero di Amarbaysgalan costruito tra il 1727 e il 1736 e conosciuto anche con il nome di Monastero della felicità e tranquillità. Si tratta  del terzo monastero più grande di tutta la Mongolia. Fu saccheggiato e semidistrutto negli anni Quaranta ma fu poi riportato ai suoi antichi splendori da alcuni buddisti tibetani. All’origine fu costruito per conservare le spoglie del primo Buddha mongolo, Bogd Khan Zanabar, poi però ha ospitato numerosi monaci. Questo edificio in mezzo alla steppa è anomalo in tanto costruito con tanti stili diversi, cinese, mongolo e tibetano, stili diversi ma che si sposano armoniosamente tra loro. Molte le statue e i tanka da ammirare o almeno quelle sopravvissute ai saccheggi comunisti del passato.

Mongolia

Vicino al monastero, sulla collina, si erge un bellissimo stupa che al tramonto è qualcosa di imperdibile ed emozionante.

Si prosegue alla volta di Ulan Bator (che tradotto significa “Eroe Rosso”), la capitale della Mongolia, nella valle del fiume Tuul. Una città dove l’insediamento e l’occupazione sovietica è visibile nei suoi edifici che convivono perfettamente con monasteri dando vita a un connubio di stili tradizionali e contemporanei di tutto rispetto. È ancora fuori dalle normali rotte turistiche e questo permette alla città di conservare il suo fascino. Abbiamo iniziato l’articolo dicendovi che la Mongolia è un Paese con una bassissima densità di popolazione anzi vi abbiamo precisato che è considerata la più bassa al mondo e se pensate che un milione e mezzo di abitanti vivono nella capitale vi rendete conto che circa la metà di tutti gli abitanti della Mongolia vive qui. Incredibile vero? Gli altri abitanti, circa il 30 % è nomade o seminomade quindi vive in maniera itinerante tra le steppe allevando capre, pecore e cavalli.

Mongolia

Ma torniamo alla capitale che non lascia sicuramente indifferenti. Alcuni la amano altri la odiano.  Per molti è una delle città più brutte mai visitate. Per noi invece Ulan Bator può offrire tanto e se non ci si sofferma ai semplici grattacieli ultramoderni costruiti negli ultimi decenni e si visita il centro della città si possono ammirare vere meraviglie:  edifici, monumenti, musei e le abitazioni tradizionali, le yurte che lasciano a bocca aperta. Il cuore di Ulan Bator è la sua Piazza Chinggis Khaan, meglio conosciuta come Gengis Khan. Nel centro della piazza si erge una grande statua  dedicata  all’eroe della rivoluzione mongola Damdinii Sükhbaatar e vicino il Palazzo del Governo.

MONGOLIA
Ulan Bator

Ma ciò che non si deve perdere è la visita al Palazzo d’Inverno del Bogd Khan, residenza dell’ultimo sovrano mongolo Jebtzun Damba Hutagt VII. Un capolavoro architettonico di grande fascino che conserva al proprio interno gli arredamenti originali. Intorno al palazzo ci sono sei templi di grande bellezza.  Non si può dire di aver visitato Ulan Bator senza aver visitato il Monastero di Gandan che ospita quasi 600 monaci. Il monastero ha resistito alla distruzione in epoca comunista quando furono trucidati 30.000 monaci e distrutti quasi tutti i templi. La meraviglia di questo luogo è sicuramente però una statua di 26 metri rivestita completamente di lamine d’oro all’interno del Migjid Janraisig Sum. La statua rappresenta Migjid Janraisig Sum, meglio conosciuto con il suo nome sanscrito: Avalokiteshvara. Nelle sue mani uno specchio, una sciarpa, una nave, un paio di palle. Notate i lunghi lobi allungati delle orecchie perché hanno un significato: sono un segno di saggezza e compassione. A destra della Avalokiteshvara c’è la statua di Tara, la sua consorte. Sulla sinistra la statua che rappresenta un demone. Molte statuette di Amitabha sono alloggiate su scaffali. Si tratta del Buddha della longevità.  Forti le emozioni che si vivono in questo luogo dove tutto sa di spiritualità, di incenso e di candele di burro di yak.

MONGOLIA
La capitale Ulan Bator

Una volta vissuta l’esperienza di una vita da nomadi, tuffati in una natura selvaggia, alloggiati in tende mongole, in luoghi che ospitano 2 abitanti per chilometro quadrato, dove si respira spiritualità in ogni angolo sarà molto difficile tornare alla realtà occidentale. Il luogo della semplicità, della purezza e della contemplazione dove ritrovare se stessi segna per sempre.

MONGOLIA

 

Informazioni utili

Come arrivare: Un volo di andata e ritorno dall’Italia può costare circa 900,00

Documenti necessari: passaporto con validità di almeno sei mesi e un visto turistico.

Vaccinazioni: non è necessaria nessuna vaccinazione  ma ci sentiamo di rimandarvi al vostro medico sulla possibilità di fare una profilassi colera e peste.

Assicurazione: Sempre consigliata in particolar modo per un rientro d’urgenza in Italia

Moneta locale: La moneta locale è il tugrug. Una volta arrivati in aeroporto vi consigliamo di cambiare gli euro con il tugrug. Al di fuori della capitale sono pochi i posti che accettano le carte di credito.

Cosa portare con in valigia: Abbigliamento molto pratico e anche pesante. Giacca a vento, maglioni ma anche magliette di cotone. Un abbigliamento definito a cipolla. Trousse dei medicinali, scarpe comode.

Vi potrebbe interessare leggere anche questo articolo:

https://www.weekendpremium.it/wp/dallitalia-alla-mongolia-in-van-2/




MALESIA alla scoperta del regno di Sandokan

Non è per caso che il grande scrittore di romanzi d’avventura, Emilio Salgari, abbia scelto questa nazione come teatro delle imprese del più famoso dei suoi eroi, Sandokan, detto appunto Tigre della Malesia. Questo bel pirata, il cui rifugio era la piccola isola di Mompracem,  in compagnia dei suoi tigrotti e del suo fedele amico Yanez de Gomera  dichiarò guerra agli invasori europei colpevoli di aver sterminato la sua famiglia. Vi ricordate i colori della giungla e il blu cobalto del mare? Proprio in questi posti idilliaci, dalla magica atmosfera, è stato girato lo sceneggiato che ha fatto sognare tanti telespettatori.

Malesia

Mare, giungla rigogliosa, parchi, tigri, i famosi coralli del Borneo. Ma la Malesia ha una particolarità: la natura si sposa con il cemento, la tecnologia con la storia e la cultura. È un paese vasto che riesce a far convivere piacevolmente tutto questo offrendo anche al visitatore più esigente un mix affascinante. Chi ama il relax si potrà crogiolare su una delle tantissime spiagge di sabbia fine, chi vuole a tutti i costi vivere l’avventura avrà una vasta scelta di attrazioni così come non rimarrà deluso il turista alla ricerca di cultura, storia, architettura.

Malesia

Ma entriamo nel vivo dei luoghi partendo dalla capitale, Kuala Lumpur, una città che non lascia indifferenti. Ultra moderna, sa togliere il fiato per le meraviglie che offre: mercati e chioschetti per strada, centri commerciali, palazzi avveniristici, parchi e maestosi alberghi di lusso.

Malesia

Tante le cose da visitare a Kuala Lumpur, come ad esempio le Petronas Twin Towers, torri gemelle alte ben 452 metri. Un doppio edificio assolutamente straordinario, che fa capire quanto il Paese sia proiettato nel futuro. Ammirare la città dall’ottantaseiesimo piano fa rimanere a bocca aperta. Se siete invece dei temerari che amano le forti emozioni potete passare da una torre all’altra camminando su un ponticello sospeso nel vuoto.

Malesia

In Dataran Merdeka, la piazza nel centro storico della capitale, si possono ammirare invece le architetture coloniali. L’edificio principale, che troneggia su tutta la piazza, risale al 1897 ed è dedicato al sultano Abdul Samal che però non ne vide mai il completamento perché morì un anno prima della fine dei lavori. Oggi questo edificio storico è la sede della Corte Suprema e dei tribunali. I dettagli di questa imponente costruzione tradiscono una forte influenza moresca. Molto bella la torre dell’orologio.

Malesia

A poca distanza dalla piazza Dataran Merdeka si può visitare la bellissima moschea Masjid Negara. E’ un edificio moderno (risale agli anni Sessanta), molto importante per i mussulmani. Pensate che può ospitare sino a 15000 fedeli. È possibile entrare per visitare l’interno, con esclusione della sala delle preghiere (l’ingresso è consentito solo ai fedeli). A pochi passi il museo di arte mussulmana, assolutamente da non perdere.

Malesia

Per un po’ di shopping consigliamo uno dei centri commerciali, che ospitano 320 negozi oltre a un teatro, una galleria d’arte e ristoranti di ogni genere.

Alla periferia nord della città andate a visitare le grotte di Batu raggiungibili con il treno Komuter (KTM), con autobus o con un taxi. Sono  diventate famose per i molti templi induisti ospitati al loro interno.

Malesia

Si tratta di un complesso di grandi grotte calcaree, che sono state trasformate praticamente in luogo di pellegrinaggio.

Una volta arrivati a destinazione vedrete immediatamente un’enorme statua dorata (42 metri) dedicata a Murugan. E’ posizionata alla base della lunghissima scalinata che originariamente era in legno e che in seguito è stata realizzata in cemento (272 gradini).

Malesia

Per poter visitare la grotta interna dovrete percorrerli tutti. Lungo il percorso e anche all’interno della grotta potrete incontrare dei simpatici macachi che si avvicinano per avere cibo.

Malesia

La grotta più grande è la Temple Cave; ha un’altezza di circa 100 metri e al suo interno ospita alcuni tempi hindu. Camminando ci si imbatte in una caverna leggermente più piccola la Art Gallery Cave, chiamata così perché al suo interno si possono ammirare molte pitture degli dei induisti.

Molto bella la Dark Cave dove ammirare stalattiti e stalagmiti. Attenzione però qui stazionano migliaia di pipistrelli che con i loro escrementi nutrono moltissimi animali di ogni genere: scarafaggi, serpenti, ragni, ecc. Dunque a voi la scelta.

Troverete anche un museo, una galleria e tanti ristoranti nonché venditori di souvenir.

Anche i non devoti possono visitare i templi con l’accortezza di depositare le scarpe all’ingresso e indossare un abbigliamento consono al luogo sacro.

Malesia

A circa un’ora da Kuala Lumpur andate a visitare Pulau Ketam che tradotto significa Isola  dei Granchi. È stata  chiamata così per la presenza di un enorme numero di questi animali, oltre ad altri crostacei. E’ bellissimo ammirare i villaggi dei pescatori fatti di palafitte e case sull’acqua. In passato il legno era il materiale per costruire queste palafitte e i pontili; oggi purtroppo c’è molta presenza di cemento il che toglie fascino a questo angolo di paradiso. In compenso non troverete una sola auto. L’isola si gira in bicicletta.

Se pur non così vicino a Kuala Lumpur (circa due ore di autobus) c’è la città rossa, o meglio Malacca, che deve assolutamente essere vista per i suoi colori e i suoi straordinari fiume e lungofiume.

Malesia

Completamente diversa da Kuala Lumpur questa cittadina offre il vero relax. Poco frequentata dai turisti colpisce appena arrivati per i suoi palazzi rivestiti da graffiti. Per passare da una parte all’altra del fiume graziosi ponticelli in legno rendono l’ atmosfera rilassante e molto romantica.

Il centro storico è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Un motivo in più per visitarlo e per ammirare i tanti edifici storici ereditati dai commercianti cinesi e dai coloni europei. Molti sono dipinti di un colore rosso mattone. Questo è stato voluto dal governo per ristrutturare e rinfrescare il cuore della splendida cittadina.

Sono tante le cose che si possono fare a Malacca come ad esempio visitare uno dei più antichi templi cinesi di tutta la Malesia. E’ quello di Cheng Hoon Teng, sontuoso e molto particolare.

Malesia

Particolare è anche la Torre dell’Orologio Swing Tang Beng risalente al 1886 che si trova nella piazza Olandese anch’essa interessante per le vie strette ricche di negozi, templi e moschee. A pochi passi, una chiesa protestante costruita intorno al 1750. La riconoscerete sicuramente perché è tutta rossa. Si chiama Christ Church. Si tratta di un simbolo evidente del passato coloniale.  Per la sua posizione strategica Malacca in passato è infatti stata sotto il dominio olandese, portoghese e inglese.

Malesia

Per rilassarvi dalla lunga passeggiata potete dedicare parte del pomeriggio a un po’ di riposo in spiaggia. Vi consigliamo la Klebang Beach, molto frequentata dai locali che amano far volare gli aquiloni.

 La città non è piccolissima ma si riesce tranquillamente a girarla. Se non volete sprecare energia potete optare per i bus turistici che permettono di scendere e risalire ad ogni fermata.

Cosa vi colpirà? I risciò, molto kitsch con luci ad intermittenza e pupazzi appesi di Hello Ketty; un vero peccato. Questo mezzo di trasporto così antico e tipico perde così il suo fascino.

Malesia

Ricordate però che la Malesia vuol dire natura, con le meravigliose foreste che sono la vera essenza di questo paese. Chi è alla ricerca di una vacanza green in Malesia deve optare per il parco Taman Negara, dove vivrà grandi emozioni e ammirerà scenari mai visti. Qui l’uomo è intervenuto poco e questo ha permesso di conservare un vero paradiso ricco di rari mammiferi come ad esempio la tigre malese.

Malesia

Nel parco ancora oggi sono presenti gli aborigeni che vivono coltivando riso, cacciando e pescando. E’ un parco grandioso per la quantità di cose che si possono fare come scalare il monte Gunung Tahan, scoprire le grotte di Gua Telinga, risalire le ripide del fiume Tahan, attraversare foreste pluviali, camminare su ponti traballanti a 50 metri dal suolo.

Malesia

Questo è solo un decimo delle cose da vedere e fare in Malesia, un posto magico dove la ricchezza del patrimonio culturale e naturale è elevata all’ennesima potenza. E allora, cosa aspettate?

E’ vero, non avrete la possibilità di vedere il bellissimo Sandokan ma vivrete nel luogo che secondo la leggenda lo ha visto nascere.

Malesia




Giamaica, mare cristallino a ritmo di reggae

La Giamaica è immersa nel Mar dei Caraibi e la particolarità è che non c’è una stagione secca alternata a una stagione delle piogge per cui in questa isola si può andare in tutti i periodi dell’anno. Pensate che in inverno si toccano i 27°C e in estate se ne trovano 32°C. E’ circondata da un mare bellissimo con limpide acque che si mantengono costantemente sui 27°C per tutto l’anno.

Giamaica

Una delle località più conosciute e frequentate dai turisti è Negril con la sua ormai famosissima spiaggia “Seven Mile Beach”. Cos’ha di particolare? Sono 11 Km di sabbia finissima e candida in contrasto con un mare blu cobalto e una barriera corallina a 150 metri dalla spiaggia. Qui si vive il vero relax, tra una nuotata e l’altra, una passeggiata sul bagnasciuga e un pò di divertimento in qualche locale alla moda.

Giamaica
Un venditore giamaicano

Chi ama immergersi qui trova il suo regno. Un ottimo indirizzo a cui rivolgersi per fare immersioni è Scuba Caribe di Negril – www.scubacaribe.com è forse il più conosciuto di tutta l’isola. L’organizzazione organizza corsi per principianti e cosa c’è di meglio che avvicinarsi a questo sport nelle acque dei Caraibi tra mille pesci colorati?

Ma qui potete sbizzarrirvi con tante altre attività: catamarano, windsurf, pesca d’altura insomma per chi ama il mare questo è il posto giusto.

Giamaica

Ma Negril non è solo spiaggia, sole, mare perché sa offrire tanto divertimento. Durante la notte si trasforma e nei locali si inizia a ballare musica internazionale e tanto reggae. Uno dei migliori locali e considerato tra i più “in” è il Jungle Night Club – the-jungle-negril.com.  Qui potete anche cenare. Cosa ordinare? Il jerk chicken del pollo molto speziato accompagnato da riso e verdure. Una vera delizia.

Un altro ottimo ristorante della zona è l’Ivan’s Bar & Restaurant – www.catchajamaica.com. Qui assaggiate  il piatto nazionale giamaicano l’Ackee e Baccalà. I giamaicani ci fanno colazione ma per noi  europei potrebbe essere un ottimo pranzo. L’Ackee è un frutto locale che viene servito con dei  ravioli, fritti o bolliti e del  baccalà insaporito con peperoncino e cipolle.

Giamaica
Akee il frutto nazionale della Giamaica foto di Vittorio Giannella

Prima di lasciare l’isola provate la bevanda nazionale della Giamaica: il Rum. Viene servito anche mischiato ad altre bevande e noi vi consigliamo rum e latte di cocco, un drink molto amato dai locali e anche dai turisti.

Dunque non ci resta che augurarvi una buona vacanza in un’isola che saprà regalarvi tante emozioni dove vivere il divertimento a 360°.

Per altri articoli sulla Giamaica clicca qui sotto:

https://www.weekendpremium.it/wp/giamaica-blu-mar-ley/




In viaggio verso Cuba, l’isola felice

State organizzando e programmando una vacanza di relax? Poche idee? Budget limitati? Sognate di visitare luoghi esotici e lontani? Pensate che rimarrà un sogno perché la considerate una vacanza costosa? Non è così: a partire da 1.124 euro è possibile andare a Cuba a bordo di una nave da crociera dotata di tutti i comfort e delle tecnologie più avanzate.

Nave MSC Opera

Da poco più di un anno, infatti, la prima global cruise line MSC Crociere ha aggiunto anche l’isola di Cuba ai suoi popolari itinerari ai Caraibi e alle Antille posizionando all’Avana una nave che, oltre alla capitale, fa tappa anche alla Isla de la Juventud.

Ma perché visitare l’isola caraibica? Perché questa coloratissima isola vi conquisterà e vi entrerà nel sangue. Oltre a spiagge di sabbia finissima, mare cristallino, la seconda barriera corallina più grande al mondo, Cuba offre al visitatore storia, cultura, cibo, tradizioni e divertimento. Non è un caso che il capoluogo dell’isola sia stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’umanità.

Cuba, Havana –

La bellezza dell’Avana è visibile in ogni angolo: nelle strade, nelle case coloniali, nei vicoli, nelle Cadillac sfavillanti e coloratissime che circolano per la città ma soprattutto nei suoi meravigliosi abitanti. Gli habaneros sono solari, sorridenti, ospitali e fieri.

Havana la gente del posto

Non è escluso che vi potreste trovare seduti a tavola nella loro casa invitati a dividere con loro il pranzo a base generalmente di pesce. Dell’atmosfera cordiale e allegra di questa città vi renderete conto passeggiando per le vie del centro storico su cui prospettano gli antichi edifici, muti testimoni del grande passato della città, i negozi, i bar, i tanti ristoranti e le vecchie case coloniali coloratissime e scrostate. Potrete vedere le caratteristiche auto americane del passato aggirarsi per i vicoli al suono in sottofondo di musica salsa. Queste sono le immagini che vi rimarranno impresse dell’Avana. Con le riforme economiche messe in atto da Raul Castro presto Cuba si adatterà sempre di più ai tempi moderni perdendo fascino. Un altro motivo per visitarla prima che questo accada.

Cuba, Havana

HABANA VIEJA

È la parte più antica della capitale, dove hanno sede molti musei. Come il Museo Maqueta de l’Habana Vieja in Calle Mercaderes. Al suo interno un plastico dell’’Avana Vieja vi darà una visione del centro storico nel suo complesso, per avere un’idea più completa quando girerete tra i suoi monumenti e luoghi d’interesse. E ancora il Museo de La Ciudad in Calle Tacon, Plaza de Armas, che narra tutta la storia dell’Avana, dalla dominazione spagnola fino all’ inizio dell’epoca castrista. Il Museo de la Real Fuerza (tel.: 0053 7 8615010) ospita una riproduzione della fortezza, a scala 1:100, che illustra l’evoluzione del castello, basandosi su un progetto del 1961 della Plaza de Armas e dei suoi dintorni. Nel museo inoltre, trovano spazio diversi oggetti relazionati con la vita e le funzione del castello, che risalgono ai secoli che vanno dal XV al XVIII. Assolutamente da non perdere perché una vera istituzione è il Museo del Ron, a San Pedro n. 262, che propone tutto il processo di distillazione del rum, dal taglio della canna fino alla degustazione dell’ambrato Añejo Reserva. E infine il Museo 28 Septiembre, 310 La Obispo, dedicato ai Comitati per la Difesa della Rivoluzione..

Cuba, Havana

Il BARRIO CHINO è il quartiere cinese dell’Avana. Potete visitare il mercato alimentare con bancarelle di frutta e verdura.

Molti i ristoranti con cucina tipica cubana e quella tipica dell’Oriente che rende questo quartiere unico nel suo genere. Nel Barrio andate a vedere anche la Iglesia de la Caridad del Cobre

VEDADO

Plaza de la Revolución

In questa zona non dovete perdervi Plaza de la Revolución, simbolo dell’Avana. Qui sorge il palazzo del Ministero dell’Interno su cui è affissa l’effige del Che ma vedrete anche il Memoriale a José Martì. Questa piazza, ai tempi chiamata Batista Plaza Civica, prese il nome di Plaza de la Revolución nel 1959 con l’avvento di Fidel Castro.

Qui si sono tenuti i principali discorsi del leader maximo davanti a centinaia di cubani che venivano per sentirlo. Sicuramente un pezzo di storia da non perdere. Visitate il Museo de la Revolución (Avenida Bélgica, tel. 0053 7 8601524): il palazzo che lo ospita è diventato famoso in tutto il mondo nel 1957, quando alcuni studenti insorsero contro il regime. Gli interni sono magnificamente decorati. Tanti i reperti conservati: dipinti, pistole, sculture. Tutto quanto ha fatto scrivere la storia cubana. L’obiettivo di questo museo è fare emergere le cause della rivoluzione, anche se i fatti non sono illustrati in maniera del tutto imparziale.

Ma perché decidere di arrivare a Cuba in crociera?

Perché dopo mesi di freddo intenso, stress da lavoro, paesaggi abituali raggiungere i Caraibi a bordo di una nave da crociera super coccolati con tutti i comfort possibili e immaginabili non guasta. Immaginatevi di risalire a bordo dopo un’escursione di diverse ore affaticati e stanchi e potervi buttare in una delle tante vasche idromassaggio o di assaporare un drink ammirando il tramonto.

Non pensate che il “vero” viaggiatore disprezzi la crociera. Non vi sono modi di viaggiare, non vi sono veri viaggiatori o turisti. Partite dal presupposto che ogni modo è giusto basta scoprire luoghi nuovi.

PACCHETTI VOLO DA MALPENSA E FIUMICINO / L’AVANA PIÙ CROCIERA A PARTIRE DA 1.124 EURO A PERSONA INCLUSE TASSE PORTUALI.

Per info e prenotazioni: www.msccrociere.it  tel. 081.18920701

MSC Crociere offre tre itinerari principali in partenza da L’Avana:

7 notti, di cui 2 a L’Avana seguite da una sosta a Montego Bay (Giamaica), George Town (Isole Cayman) e Cozumel (Messico), prima di tornare a L’Avana.

7 notti – con una notte a L’Avana seguita da Belize, Isola di Roatán (Honduras), Costa Maya (Messico) e ancora a Cuba sull’Isla de la Juventud, prima di tornare a L’Avana.

14 notti – Unione dei due itinerari

Come di consueto vi proponiamo un piatto tipico della cucina cubana che potrete tranquillamente provare a preparare pregustandovi la vostra vacanza cubana:

FRIJOLES NEGROS

Ingredienti

200 gr. di fagioli neri secchi

1 peperone verde

2 cipolle bianche

2 spicchi d’aglio

1 bicchiere di vino bianco secco

2 cucchiai di aceto bianco

sale, pepe, origano, alloro q.b.

1 cucchiaino di cumino

Preparazione

Mettete a bagno i fagioli per tutta la notte. Lavateli e cuoceteli a bagno con la pentola semicoperta a fuoco medio e in abbondante acqua cui avrete aggiunto mezzo peperone tagliato a strisce sottili e una cipolla tagliata a spicchi.

Quando, dopo circa 1 ora, i fagioli inizieranno a diventare teneri, scoperchiate, unite le spezie e il vino.

A parte preparate un soffritto con poco aglio, l’altra cipolla e l’altro mezzo peperone il tutto sminuzzato (devono appassire ma non prendere colore). Unite i fagioli insieme a due cucchiai di aceto bianco, salate e pepate.

Cuocete altri 20 minuti . Deve risultare un impasto molto denso. Accompagnate il tutto con riso lessato.

Cuba, Havana – El Capitolio




8 GIORNI IN NAMIBIA…, ALLA RICERCA DELLE NOSTRE ORIGINI

Una terra sul Tropico del Capricorno, rimasta intatta, nella quale si può assaporare un lontanissimo passato, alle origini della nostra civiltà. Questa volta il servizio è stato realizzato dalla nostra lettrice Anna Maria Terzi, che volentieri pubblichiamo.

IMG_2768 (2)

Da tempo pensavamo alla Namibia come a una possibile meta per un viaggio di scoperta. E finalmente il giorno della partenza è arrivato. Ci imbarchiamo sul volo Lufthansa per Francoforte e poi sul volo Air Namibia alla volta di Windhoek dove arriviamo il giorno dopo alle 7.30.

Primo giorno
È il 26 gennaio e l’avventura ha inizio. A bordo di un fuoristrada Toyota ci dirigiamo verso l’Etosha National Park, che si trova oltre 500 chilometri più a nord. Lungo il percorso avvistiamo molti termitai, gigantesche torri di terra rossa slanciate verso il cielo, e poi springbok, zebre, giraffe, orici, kudu, gnu, eland, iene, sciacalli, impala e, all’ombra di un cespuglio, un gruppo di leonesse con i cuccioli. Arriviamo infine al nostro lodge il “Mokuti” situato a 2 km dall’ingresso est del parco.

elefante

Secondo giorno
Attraversiamo l’Etosha National Park da Namutoni sino a Okaukuejo incontrando sciacalli, springbok, zebre, red hartebeest, giraffe e un rinoceronte. Lo scenario è magico, i colori cambiano di chilometro in chilometro. Verso sera ci rechiamo al campo Okaukuejo, un lodge governativo, all’interno del parco stesso, famoso per la pozza d’acqua dove, nottetempo, si abbeverano molti animali. Infatti poco dopo le 5 del mattino siamo svegliate dal ruggito di un leone. Alla pozza possiamo ammirare una zebra che beve indisturbata.

quad

Terzo giorno
La mattina presto partiamo per il Damaraland e, pochi chilometri prima della Anderson’s Gate, incontriamo un leopardo. Il Damaraland è una regione arida e montuosa della Namibia centro-settentrionale, situata fra l’Ovamboland a nord, il deserto del Namib a ovest e il deserto del Kalahari a est, e prende il nome dal popolo Damara che la abita. Nell’area predominano le arenarie, di colore rossastro. Gli scenari sono incantevoli e i paesaggi mozzafiato. Nella tarda mattinata visitiamo un villaggio Himba, il popolo rosso.

abitazione himba

Gli Himba praticano la pastorizia e, a differenza degli Herero, non hanno subito l’influenza della colonizzazione europea mantenendo così costumi e tradizioni proprie. Presso il popolo Himba le vacche sono considerate sacre e rappresentano ricchezza e pertanto chi ne possiede molte acquista prestigio e guadagna posizione sociale.

bambina himba

Gli Himba vivono in capanne a cupola molto rudimentali costruite con rami di mopane e fango ricoperte con un impasto di argilla e sterco. All’interno vi è un cono fatto con stecchetti ed erba intrecciata, sotto al quale viene messo il carbone acceso per profumare gli indumenti e gli ambienti. Le donne indossano un gonnellino corto di pelle di capra tenuto in vita da diverse cinture che si differenziano in base all’età e allo stato civile, e più volte al giorno si cospargono il corpo con un impasto di ocra e grasso animale cui vengono aggiunte erbe aromatiche. L’impasto viene spalmato sulla pelle, sui capelli e sugli abiti, al fine di proteggere l’epidermide dal sole, dal freddo e dagli insetti. Non si lavano mai ma si cospargono 2-3 volte al giorno con questo impasto e, mensilmente, per eliminare i vari strati, cospargono la pelle con una mistura di ocra e farina di polenta, che funge da “abrasivo” mentre i capelli vengono ripuliti con la cenere.

IMG_2218

L’abbigliamento degli uomini è un perizoma di pelle di capra o di bovino pieghettato sul davanti e decorato con perline completano il tutto sandali di cuoio ai piedi e collanine al collo. Il saluto Himba è una stretta di mano. Dal villaggio Himba ripartiamo alla volta del lodge Twyfelfontein Country.

Quarto giorno
In mattinata visitiamo le millenarie incisioni e pitture rupestri che si trovano sulle rocce di arenaria tutt’attorno alla Vallata di Twyfelfontein. I graffiti sono stati realizzati dai cacciatori predecessori degli attuali San (Boscimani) stanziati per lunghi periodi in questa valle che offriva loro acqua e una posizione strategica per la caccia.

incisioni rupestri

Quasi tutte le figure rappresentano animali: elefanti, kudu, struzzi, giraffe, rinoceronti, leoni, e tantissimi altri carnivori ed erbivori. Si sono fatte ipotesi diverse su queste immagini: per alcuni esse avevano una funzione “didattica” (insegnare cioè ai giovani quali specie cacciare), per altri invece si tratta di immagini prodotte durante gli stati di trance degli sciamani. Raggiungiamo poi le “canne d’organo”, spettacolari formazioni rocciose createsi in epoca preistorica, e visitiamo la “foresta pietrificata” , 45 km a ovest di Khorixas.

foresta pietrificata

La foresta è il più vasto accumulo di tronchi fossili dell’Africa meridionale, in ottimo stato di conservazione e dichiarati Monumento Nazionale. Nel corso della giornata incontriamo anche i Damara, etnia che ha la particolarità di parlare con i “click”, suoni emessi schioccando la lingua per comporre le diverse parole. I Damara vivono in capanne tradizionali fatte di fango, sterco e legno di mopane e sono dediti alla pastorizia. Nel pomeriggio ripartiamo seguendo il letto del fiume Aba – Huab alla ricerca degli elefanti del deserto che avvistiamo circa 50 chilometri più avanti. Bellissimi, questi giganteschi animali sono lì a pochi passi da noi e quasi li possiamo toccare.

Quinto giorno
Si parte per Swakopmund passando il Brandberg, la vetta più alta della Namibia, e lungo la Skelethon Coast, così chiamata per la grande concentrazione di relitti di navi. Ripartiamo alla volta della Walvis Bay dove ceniamo in un bellissimo ristorante affacciato sulla laguna e raggiungibile da un pontile in legno. Pernottiamo al Pelican Bay Hotel.

Pelican Bay

Sesto giorno
Il 31 gennaio facciamo un’escursione in barca nella laguna di Walvis Bay per avvistare otarie e cormorani. Dopo alcuni minuti salgono a bordo un pellicano e una simpatica otaria che occupa mezza imbarcazione. Non mancano fenicotteri, gabbiani e delfini che nuotano nel mare circostante. Ripartiamo poi alla volta del deserto del Namib, il cui nome significa “luogo vasto”. Qui la sabbia dal colore molto intenso cede il posto al deserto sassoso e roccioso.

caracal

DSCN0502

orice

Procedendo verso sud arriviamo al cartello “Tropico del Capricorno”. Questa parte di Namibia offre scenari magnifici. Dopo una breve sosta a Solitaire, in serata arriviamo al nostro lodge “Le mirage” un castello nel bel mezzo al deserto, un luogo di straordinaria bellezza.

Settimo giorno
L’intera giornata è dedicata all’escursione all’interno del Namib-Naukluft Park sino a Sossusvlei e Dead Vlei. Per prima cosa andiamo alla scoperta della famosa duna “45” ma decidiamo di scalare la Sossusvlei posta tra Big Daddy e Big Mama.

duna

Scalare la duna è difficoltoso, ma la fatica e le difficoltà sono ripagate dal paesaggio magico che si può ammirare una volta in cima: cinture di dune fra le più alte e spettacolari al mondo caratterizzate da colori intensi che vanno dal rosa all’arancione. Visitiamo poi la Dead Vlei, una depressione calcare dove si trovano tronchi di alberi secchi con più di 700 anni di storia. Uno scenario incantato e sospeso nel tempo. Nel pomeriggio visitiamo il canyon di Sesriem, formato dal fiume Tsauchab, che ha scavato una gola profonda 30 metri.

Ottavo giorno
In mattinata facciamo tappa all’Hammerstein Lodge per vedere gli animali che vivono all’interno della riserva perché feriti o perché orfani e quindi non in grado di procurarsi il cibo in regime di libertà.

ghepardi

giraffe

Qui vivono Giulietta e Romeo, due bellissimi caracal, un bellissimo leopardo e due meravigliosi ghepardi, Oscar e Wilde, ai quali ci avviciniamo lentamente in assoluto silenzio prima di accarezzarli. Che emozione….. fanno le fusa…. Prendiamo coraggio e le carezze si trasformano in abbracci e baci. Loro ricambiano leccandoci (non nascondo che per un attimo il pensiero che ci stessero “assaggiando” mi è balenato per la testa). Il nostro viaggio purtroppo finisce qui e quel che rimane si riassume in una frase di Maupassant: “Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce da una realtà nota per entrare in un’altra realtà inesplorata che somiglia al sogno…”Kare Nawa Namibia”.

bambino himba

INFO UTILI
Organizzazione tour: HB SAFARIS – FRANZ ST. 2 – WINDHOEK NAMIBIA – P.O BOX 22742 – TEL. 00264 61 215558 – Email: info@hbsafaris.com – Skype: Hbsafaris
Volo: E.DREAM
Alloggi: Lodge Mokuti a 2 Km dall’ingresso del parco Ethosha – Lodge Farm 941, kleibegin C38 Parco Ethosha o Kaukuejo Lodge all’interno del parco Ethosha
Le mirage desert Lodge & SPa – C27 SESRIEM – NAMIB DESERT NAMIBIA Tel. +264 (0)63683019 – info@mirage-lodge.com – www.mirage-lodge.com
Cosa si mangia: In Namibia, trattandosi di un’ex colonia tedesca, si trovano molti piatti tipici tedeschi, birra inclusa. Brotchen (panino tedesco), carne: orice (gemsbok), kudu, struzzo, e coccodrillo sotto forma di bistecca, arrosto o stufato. Cacciagione affumicata e paté per antipasto. Talvolta sui menu si trovano anche piatti a base di facocero, zebra, alcefalo e antilope alcina.
Stagione consigliata: il periodo migliore è quello invernale, da giugno ad agosto: è secco e soleggiato. Le Mirage  tramonto