Ricette di viaggio

Sambuca di Sicilia e il suo fascino orientale. Con la ricetta delle “minni di virgini”

Sorge a pochi chilometri da Sciacca, dai templi del Parco Archeologico di Selinunte e dal mare di Menfi. Questa settimana, Ricette di Viaggio vi porta alla scoperta di Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, che nel 2016 si è aggiudicato il titolo di “Borgo dei Borghi” nella competizione indetta dal programma TV “Alle falde del Kilimangiaro”.

Una storia “orientale”

Adagiata su una collina, Sambuca sorge nella Valle del Belice, a 350 mslm. La sua fondazione risale all’epoca della dominazione araba, di cui reca ancora la struttura urbana e numerose testimonianze. Era infatti l’’830 d.C quando l’emiro arabo Al Zabut costruisce il castello a cui dà il proprio nome. La dominazione araba, tuttavia, dura solo fino al 1185, quando Guglielmo II Il Buoo dona alla chiesa di Monreale la “Chabuta seu Zabut”, cioè “la splendida ovvero Zabut.

Una minoranza islamica, tuttavia, rimane a Zabut fino al 1225, quando si arrende all’esercito dell’imperatore Federico II. Alcuni segni della cultura araba, tuttavia, rimangono presenti nell’impianto urbanistico e della cultura del borgo. Nel 1411, i superstiti si trasferiscono sulle colline, nella fortezza di Zabut, e ampliano quello che oggi è il Quartiere Arabo, che comprende l’acropoli e un’area assai suggestiva, fatta di vicoli stretti e reminiscenze orientali.

Dopo essere passata più volte di mano, nel 1863, per distinguersi dall’omonima cittadina toscana, Sambuca diventa Sambuca-Zabut, per poi assumere il nome di Sambuca di Sicilia nel 1923. Secondo alcune teorie, Sambuca deve il suo nome alla presenza di piante di sambuco, o alla forma dell’impianto urbano, che ricorderebbe la sambuca, uno strumento simile all’arpa tipico della Grecia.

Visitando chiese, palazzi e cortili

Partiamo dalla parte inferiore di Corso Umberto I, dove si trova ‘ottocentesco Teatro Idea, e camminiamo lungo la via, circondati da splendidi palazzi signorili, caratterizzati da facciate in pietra arenaria e da archi passanti che li collegano a suggestivi cortili (sono ben 250!), spazi che sembrano aprirsi dal nulla, come luoghi segreti dalle atmosfere antiche.

Circa a metà di Corso Umberto I ci fermiamo ad ammirare Palazzo di Leo e Palazzo Oddo, poco più avanti, scorgiamo la bella facciata con il portale in pietra bianca della Chiesa di San Giuseppe. A Sambuca di Sicilia ci sono ben tredici edifici di culto. Svoltiamo in via Marconi, dove si trova la Chiesa della Concezione, con il suo portale a sesto acuto, che proviene dalla chiesa di San Nicolò, nell’antico borgo di Adragna. Sempre lungo via Marconi incontriamo i palazzi Rollo, con un cortile e lo scalone loggiato, Giacone con la caratteristica scala catalana, e l’imponente Palazzo Fiore.

Torniamo su Corso Umberto per visitare la splendida Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in stile barocco, caratterizzata da statue allegoriche, stucchi, colonne tortili e blasoni. Il pavimento è realizzato con le maioliche prodotte nella vicina Burgio. Il barocco primeggia anche sul balcone del Casino dei Marchesi Beccadelli, che si affaccia su Piazza della Vittoria, mentre il cortile, in stile catalano, testimonia la presenza spagnola in Sicilia. Il palazzo fa parte di un complesso che include anche la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano, la torre e l’ospedale, che ci portano fino a via Caruso.

Da non perdere una visita alla seicentesca Chiesa del Carmine, che custodisce le sepolture delle più importanti famiglie nobili di Sambuca. Spiccano all’interno anche alcune pregiate statue lignee di Sant’Anna e della Madonna dell’Udienza.

Torniamo ancora su Corso Umberto I e, dopo aver ammirato Palazzo Ciaccio, in pietra arenaria, con il suo cortile cinto da un colonnato, ci fermiamo per una visita al Museo di Arte Sacra, ospitato nella Chiesa del Purgatorio del 1631. Presso il Settecentesco Palazzo Oddo si trova la sede del Municipio.

Qui, alle soglie della “Città Murata” finisce la nostra prima giornata di visita. Vi diamo appuntamento a domani con la seconda parte dell’itinerario, che comincerà in mattinata con una visita al quartiere arabo e proseguirà con un’escursione che ci porterà fino alle sponde del Lago Arancio.

Nel frattempo, vi suggeriamo una pausa golosa per gustare la specialità locale, le irresistibili “minni di virgini”, un dolce di pasta ripiena alla crema dalla caratteristica forma di…seni. E se vi piaceranno, potete provare a farle anche voi con la nostra ricetta.

Minni di virgini

Dolce tipico di Sambuca, i “seni di vergine”, secondo la tradizione, sono stati inventati nel 1725 da Suor Virginia, una monaca del Collegio di Maria, che aveva ricevuto dalla Marchesa di Sambuca l’incarico di preparare dei dolci per il matrimonio del figlio. La religiosa, si dice, prese ispirazione dalla forma delle colline che circondano Sambuca, e solo successivamente al dolce viene attribuito il nome “impudico”, come viene sottolineato anche dal Principe di Salina nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Ingredienti per l’impasto

  • 400 gr di farina 00
  • 150 gr di zucchero
  • 150 gr di strutto
  • 1 uovo
  • 1 bustina di vanillina
  • Latte q.b.

Per il ripieno

  • 800 ml di latte
  • 160 gr di zucchero
  • 130 gr di amido per dolci
  • 100 gr di zuccata
  • 80 gr di cioccolato fondente
  • cannella in polvere q.b.

Per decorare

  • 200 gr di zucchero a velo
  • 1 albume
  • Acqua q.b
  • Confettini di zucchero

Impastate la farina setacciata con lo zucchero, lo strutto tagliato a pezzetti, l’uovo e la vanillina. Se l’impasto dovesse risultare troppo secco, aggiungete un po’ di latte finché non sarà liscio e omogeneo. Formate poi una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno un’ora. Nel frattempo, preparate il ripieno. Versate tutto il latte, tratte un bicchiere che terrete da parte, in un pentolino insieme allo zucchero e alla cannella, lasciatelo cuocere a fiamma moderata. Intanto, versate l’amido setacciato in una scodella e scioglietelo con il latte freddo che avete messo da parte. Unitelo poi al latte scaldato nel pentolino e mescolate bene con una frusta per circa 15 minuti, finché il composto non si sarà addensato. Togliete la crema dal fuoco e, continuando a mescolare, versatela a raffreddare in una ciotola. Quando sarà tiepida, unite qualche scaglia di cioccolato fondente.

Togliete l’impasto dal frigo e stendetelo con il mattarello finché non abbia uno spessore di circe 5 mm. Ritagliate un numero pari di dischi di pasta, metà con un diametro di circa 16 cm, l’altra con un diametro di circa 10 cm. Spalmate su ciascuno dei dischi piccolo uno strato di zuccata, poi ricopritela con scaglie di cioccolato e una dose abbondante di crema. Ponete anche su questa altre scaglie di cioccolato, un piccolo fiocco di zuccata e un ciuffo di crema. Coprite la farcitura con uno dei dischi più grandi, sigillando tutto attorno premendo con l dita. Spennellate con un po’ di albume. Ripetete con le altre “minni”, poi cuocete per 20 minuti circa, o a doratura raggiunta, in forno preriscaldato a 200°C. Sfornate, raffreddate a temperatura ambiente, poi spennellate con una glassa ottenuta mescolando acqua e zucchero a velo. Cospargete con i confettini di zucchero colorati e lasciate asciugare.

COME ARRIVARE

In auto: da Palermo prendere la SS624 Palermo Sciacca. Al km 70 uscire al Bivio Gulfa in direzione di Sambuca di Sicilia. In alternativa A29 Palermo-Mazara del Vallo con uscita Gallitello, seguire per la SS624 Palermo-Sciacca e poi SS624 come sopra.

Da Trapani, A29 Palermo-Mazara del Vallo in direzione di Mazara. Al m 49 uscite a Gallitello, poi seguire per la SS624 Palermo-Sciacca e uscire al Bivio Gulfa, seguendo indicazioni per Sambuca.

Da Agrigento, Strada Europea E931 in direzione di Mazara del Vallo. Dopo Sciacca prendere l’uscita San Bartol al km 63 e proseguire sulla SS624 Palermo-Sciacca in direzione di Palermo. Uscire al Bivio Gulfa e indicazioni per Sambuca di Sicilia.

DOVE DORMIRE

*Hotel Don Giovanni****, Contrada Pandolfina, Sambuca di Sicilia (AG), tel 0925/942511,

www.dongiovannihotel.it Struttura che ricalca l’architettura degli antichi bagli siciliani, con un cortile interno con pergolati. In splendida e comoda posizione, dispone di 22 camere doppie e 2 quadruple, ristorante e spa. Doppia con colazione da € 100, tripla da € 120, quadrupla da € 160. Possibilità di mezza pensione e pensione completa.

*B&B Del Corso, Corso Umberto I 86, Sambuca di Sicilia (AG), tel 349/8028426. Nel centro storico di Sambuca, dispone di camere ampie con aria condizionata. TV a schermo piatto, bagno privato con doccia o vasca, accappatoio, asciugacapelli e set di cortesia. A diposizione un salone comune. Doppia con colazione da € 60.

DOVE MANGIARE

*Ristorante La Pergola, Contrada Adragna, Sambuca di Sicilia (AG), tel 0925/946058. Ristorante con piatti della cucina regionale e nazionale con un buon rapporto qualità prezzo.

*Ristorante Masseria Ruvettu, Contrada Galluzzo, Sambuca di Sicilia (AG), tel 0925/946059, www.ruvettu.it Locale rustico e familiare, in splendido contesto naturale. Dispone di una grande sala e di un menù con piatti della cucina siciliana, tra cui frittatine, salumi, cacciagione, formaggi, arrosti, carne alla brace e pasta fatta in casa. L’olio e il vino sono prodotti nel comprensorio.

INFO

www.comune.sambucadisicilia.ag.it

www.prolocosambuca.it