Questa volta è un caffè che unisce queste due meravigliose città, o meglio i caffè dove gli artisti si incontravano e dove anche creavano. E forse proprio in un caffè nacque l’IMPRESSIONISMO, 150 anni fa. Si racconta tutto nella mostra, curata da Vittorio Sgarbi, a Napoli fino al 27 aprile. Un’occasione in più per un pubblico che apprezza sia la cultura che la bellezza.
Di Adriana Poleselli
La Mostra si svolge nella suggestiva Basilica barocca di S. Maria alla Pietrasanta, nel cuore del Decumano maggiore a Napoli, in un clima ricco di iniziative culturali, in continuo fermento. È frequentatissima da un pubblico che, oltre al folclore, cerca bellezza, stimoli e contenuti e celebra i 150 anni dalla nascita dell’Impressionismo, il rivoluzionario movimento artistico che debuttò sullo scenario mondiale, a Parigi, il 15 aprile 1874.

L’esposizione, suddivisa in tre sezioni, accompagna il visitatore attraverso la storia dell’Impressionismo, dalla nascita e durante la sua evoluzione, con 69 opere di pittori, quali Cézanne, Manet, Boudin, Degas, Renoir, Guillaumin, Monet, Mary Cassant, amica ed allieva di Degas.

La Parigi della Belle Epoque non era solo teatro di un rinnovamento artistico, ma anche di una continua trasformazione con la costruzione della Tour Eiffel, la métro, l’avvento della fotografia e del cinema, mentre si avvicinavano gli eventi della prima guerra mondiale.

Mary Cassant e “”La lecture” di Maurice Denis
I giovani pittori anticonformisti lasciarono il chiuso degli atelier per dare spazio alla natura, ai paesaggi, ai personaggi della vita quotidiana ed alle impressioni che suscitavano. Nasceva così la pittura “in plein air”. Ora gli artisti dipingono direttamente sul luogo, immergendosi nell’atmosfera e nelle condizioni ambientali. Ciò è possibile anche perché i colori erano diventati trasportabili in tubetti.

La luce irrompe nei dipinti, illumina paesaggi, scene quotidiane, corpi femminili. Gli impressionisti adottano anche il “giallo napoletano” per dare solarità alle loro opere e con sfumature rosate raffigurano l’incarnato di splendidi nudi.
L’IMPRESSIONISMO NAPOLETANO
Pierre Auguste Renoir subì il fascino di Napoli e visse 2 anni in Campania. Infatti l’Impressionismo, in Italia, conquistò particolarmente Napoli, dove nacque una vera scuola napoletana, che ebbe esponenti di grande rilievo, come Palizzi, De Nittis (pugliese), Toma… tutti formati all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Al Palazzo reale di Milano, dal 24 febbraio al 30 giugno 2025, si terrà la mostra “I Francesi e De Nittis”, che era attratto da Parigi, città che condivideva con Londra il primato di capitale europea dell’Arte.

A fine percorso, la Digital Transformation arricchisce il Museo di tecnologie avanzate, che consentono un’esperienza multimediale.

All’uscita della Basilica, la luce che dalla cupola si insinua morbidamente in ogni angolo, srotolandosi finanche nei quadri, ora scheggia il cielo sui vicoli, si posa sui volti della folla, inseguendo ogni suono, ogni linguaggio, ogni gesto, in un rimescolare continuo, come animata dall’impeto di un artista. Impressionista.

INFO
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