WINE WEEKEND

Nel Monferrato, fra tartufi e Barbera, la cantina Bava festeggia 110 vendemmie

Di Elisabetta Torrieri

Il Monferrato è una terra fatta di splendide colline (dal 2014 Patrimonio dell’UNESCO), di borghi, di castelli e di grandi tradizioni vitivinicole. Le possibilità di trascorrere un piacevole weekend in Monferrato sono innumerevoli, differenti e tutte particolarmente appetibili. Il periodo consigliato per la visita è l’autunno per i colori caldi del paesaggio, e tutta una sconfinata casistica di piacevolezze che il fortunato turista può scegliere per scoprire angoli nascosti da esplorare e per vivere esperienze culinarie ed enogastronomiche indimenticabili.

Ma ovviamente le possibilità non finiscono qui. Per gli sportivi, il territorio offre interessanti e splendide passeggiate in mountain bike, o a cavallo, o itinerari specifici per il Nordic Walking. Per i più tranquilli e romantici, percorsi a piedi immersi nel verde.

Tappa a Cocconato, tra i “Borghi più belli d’Italia”

Tra scorci panoramici e un clima particolarmente mite, che favorisce la crescita di ulivi, palme e molte piante tipiche di località marittime, per il nostro wine tour troviamo in una posizione privilegiata il borgo di Cocconato.  Entrato a far parte nel 2019 dei Borghi più belli d’Italia e, ad aprile 2021, nella TOP TEN dei dieci borghi più belli d’Italia all’ottava edizione del ‘Borgo dei Borghi‘.

Il piccolo e frizzante borgo piemontese noto come “Riviera del Monferrato“, è situato a nord-ovest della provincia di Asti, ed è facilmente raggiungibile da Asti, Torino e Milano, attraverso la provinciale della Valle Versa, la statale Asti-Chivasso, la provinciale che dal Gallareto porta a Chieri.

A una manciata di chilometri di distanza si trovano le autostrade Torino-Milano (casello Chivasso est) e Torino-Piacenza (casello Asti est).  Naturalmente, per coronare il weekend, è indispensabile godere delle prelibatezze gastronomiche monferrine. Tra i grandi classici della tradizione piemontese, imperdibile, data la stagione propizia, la degustazione del pregiato tartufo bianco d’Alba accompagnato da “blasonati” vini da applausi.

Infine, per gli amanti dell’arte e della cultura, visite ai castelli storici di zona e ai tesori clericali di Cocconato, tra cui la Pieve della Madonna della Neve, la chiesa della Santissima Trinità, la chiesa di Santa Caterina e il Santuario della Madonna delle Grazie.

La pieve della Madonna della neve

La storica cantina Bava festeggia la 110° vendemmia 

Fra le tante cantine del territorio di Cocconato, una tappa obbligata è alla Cantina Bava, che quest’anno celebra la sua 110° vendemmia, ma anche i 90 anni (compiuti a settembre) del suo fondatore, Piero Bava.

Piero Bava, il fondatore della cantina, quest’anno ha festeggiato 90 anni

Chi, infatti, nei prossimi anni, assaggerà uno dei vini Bava della vendemmia 2021, troverà nel calice una Barbera, un Nizza o un Barolo che racchiude ed esprime oltre un secolo di esperienza. Perché quasi mai un vino è il frutto di una sola vendemmia, ma racconta tutta la storia di chi quel vino lo ha pensato, lo ha prodotto, lo ha portato in tavola.

Sono ben 110 le vendemmie della famiglia Bava da quando Giuseppe Bava ha inaugurato a Cocconato l’albergo con ristorante, sala da ballo e cantina. L’edificio sorgeva proprio accanto alla linea ferroviaria Asti – Chivasso che stava nascendo tra le colline dell’Astigiano, a pochi passi dalla stazione: di lì a poco, la ferrovia avrebbe permesso trasporti e commerci più agevoli sulla direttrice di Torino, favorendo scambi e incontri. Era il 1911.

Un’immagine storica dell’albergo della Stazione della famiglia Bava

Quest’anno Bava taglia un nuovo traguardo come impresa storica. A capo della cantina, oggi, c’è è il nipote del fondatore, Piero Bava, riconosciuto nel 2016 come uno dei “Patriarchi della Barbera”, Piero festeggia il suo compleanno insieme alla cantina: ha messo piede nell’edificio quando aveva soltanto pochi mesi e, ancora oggi, porta avanti la tradizione della famiglia con i suoi figli Roberto, Giulio e Paolo e i nipoti, Francesca e Giorgio. Tre diverse generazioni al lavoro fianco a fianco per offrire, su oltre 50 mercati nel mondo, vini che parlano di Piemonte, di autenticità, sostenibilità, rispetto per il territorio, radicati valori familiari e di ospitalità, di passione, di gusto.

Tre generazioni della famiglia Bava

I vini Bava, più di un secolo di storia

In 110 anni si fa la storia: si disegna e si definisce uno stile, in vigna e in cantina, si fa il giro del mondo molte volte tra incontri, degustazioni, brindisi in tutte le lingue. Sono decine e decine i menu ideati da Roberto Bava per i suoi leggendari wine dinner che hanno toccato tutti e cinque i continenti. Oggi, appesi alle pareti della cantina, rappresentano il segno tangibile della creatività e della storia di Bava.

I vigneti di proprietà della famiglia si sono estesi negli anni dal Monferrato fino alla Langa da Barolo (oggi 50 ettari, alternati a 20 ettari di boschi, noccioleti e prato per preservare la biodiversità). Le tecniche si sono via via rinnovate, le idee non sono mai mancate. La produzione si è ampliata negli anni: le etichette Bava sono adesso 14, e rappresentano uno spaccato enologico importante di quest’angolo del Piemonte.

Il primo amore resta la Barbera, a partire dall’espressione del vino più identitario, che è lo Stradivario, una preziosa Barbera d’Asti Superiore dai lunghi tempi di affinamento. Dai vigneti di Agliano nascono Libera, una Barbera d’Asti solo acciaio, e il Nizza Docg Pianoalto. Viva in bottiglia, Barbera del Monferrato frizzante, è un vino di tradizione monferrina che unisce l’eleganza dello stile di produzione dei vini rifermentati in bottiglia con l’autentica tradizione del Piemonte.

Nella scenografica Vigna della Pieve a Cocconato, oltre a Stradivario, si producono le uve per Thou Bianc, sorprendente Chardonnay piemontese, il Sauvignon Relais Bianc e l’Albarossa. Dalla cascina di Castiglione Falletto nelle Langhe, in provincia di Cuneo, nel cuore del cru Scarrone, nascono il Barolo Docg Bava e il Langhe Nebbiolo. Da sempre nella tradizione Bava, gli aromatici del Piemonte: in particolare la Malvasia, (Rosetta e Malvasia Rosé), il Moscato d’Asti e il Ruché di Castagnole Monferrato.

Un percorso di visita guidata dedicato alla storia dell’azienda nelle cantine Bava sarà inaugurato nelle prossime settimane. Intanto, sui canali social istituzionali dell’azienda, il viaggio nella storia Bava è iniziato già da qualche mese tra foto d’epoca, ricordi e racconti con l’hashtag #bava110.

INFO

www.bava.com