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Nel 2030 estrarremo 670 milioni di m3 di metano dai rifiuti

Nel 2030 estrarremo 670 milioni di m3 di metano dai rifiuti solidi urbani. Il Parlamento europeo ha votato un progetto di legge sui biocarburanti che limita l’impiego di biocarburanti derivanti da colture agricole e allo stesso tempo promuove i biocarburanti di seconda generazione, come quelli ricavati dai rifiuti.

Una proiezione recentemente elaborata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile prevede che nel 2030, si potranno ottenere circa 670 milioni di mc. di metano, tramite la stabilizzazione anaerobica di circa 9 milioni di tonnellate di Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano, derivante dalla raccolta differenziata dell’organico, altrimenti detto umido). Una prospettiva di grande interesse per lo sviluppo delle auto a gas, come annunciato dal Consorzio Ecogas (organismo rappresentativo del settore GPL e metano per autotrazione), in seguito all’approvazione da parte del Parlamento europeo della direttiva che fissa al 7% il limite massimo di biocarburanti derivati da colture agricole. Ciò rientra nell’obbiettivo fissato per il 2020 che prevede l’impiego del 10% di carburanti provenienti da fonti alternative, promuovendo al contempo i biocarburanti di seconda generazione, come per esempio quelli derivati da alcuni tipi di rifiuti, da residui e da nuove fonti come le alghe. Il piano mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dal crescente utilizzo di terreni agricoli per le colture impiegate per la produzione di biocarburanti. Anche in Italia si fa sempre più definito il quadro nel quale si vanno ad inserire i biocarburanti, in un’ottica di sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore dell’autotrazione, in tal senso il GSE ha pubblicato le procedure applicative per l’incentivazione del biometano, in attuazione alle disposizioni del D.M. 5 dicembre 2013 (art. 8.2), sottoponendole a consultazione.

Acquacultura di alghe rosse - Jambiani, Zanzibar - foto Leyo
Acquacultura di alghe rosse – Jambiani, Zanzibar – Foto: Leyo

Il biometano – così come anche, in prospettiva, il biopropano da biomasse – è una risorsa il cui impiego per la produzione di carburanti alternativi si preannuncia importante e può essere efficientemente prodotto da diverse fonti. La composizione del combustibile rinnovabile è esattamente la stessa del gas naturale e consente al biometano di essere miscelato al gas naturale, in qualsiasi percentuale e senza problemi per i motori dei veicoli, può inoltre essere trasportato e distribuito convenientemente nelle reti del gas naturale. Una parte considerevole di biometano arriverà dalla digestione anaerobica di sottoprodotti agricoli e da colture di integrazione. A tale proposito, a maggior ragione, gli stessi mezzi agricoli potranno utilizzare questo carburante (sono già disponibili nei listini trattori alimentati a biometano), oppure usufruire della nuova tecnologia dualfuel diesel-metano. Il risultato costituirà un grande beneficio per le colture, grazie al fortissimo abbattimento di tutti gli inquinanti ed in particolare delle polveri sottili. Anche nel mondo dei trasporti lo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili, in particolare tramite lo sfruttamento di tutto quanto possa essere impiegato per produrre energia, quali scarti, residui e rifiuti, ha quindi un ruolo fondamentale nella riduzione dell’impatto ambientale e nella salvaguardia di ecosistemi, suolo e agricoltura.