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Milano, una sera d’autunno tra Rota e Mahler con la Südtirol Filarmonica

C’è un buon motivo per regalarsi un weekend lungo a Milano a fine ottobre, quando la città si accende dei colori caldi della stagione e i Navigli si riempiono di luci già dal tardo pomeriggio. Lunedì 26 ottobre, all’Auditorium di Milano, arriva la Südtirol Filarmonica con un programma che mette insieme due compositori solo in apparenza lontanissimi, Nino Rota e Gustav Mahler. Il titolo della serata, “La forza della fantasia”, dice già molto: sarà un concerto pensato per stupire, divertire e commuovere, adatto tanto agli appassionati di musica sinfonica quanto a chi ama semplicemente farsi trasportare dalle emozioni.

Un’orchestra che arriva da tutto il mondo

La Südtirol Filarmonica è una delle realtà più curiose e originali del panorama musicale europeo. Nata nel 2019 da un’idea di Zeno Kerschbaumer e del direttore Michael Pichler, riunisce musicisti professionisti originari dell’Alto Adige che durante l’anno suonano nelle orchestre più celebri del pianeta: dalla New York Philharmonic ai Wiener Philharmoniker, dall’Orchestra del Teatro alla Scala fino a formazioni lontane come la Malaysia Philharmonic Orchestra e la Zhejiang Symphony Orchestra. Una volta all’anno, per una settimana, tornano a casa e diventano un’unica grande orchestra. La rete conta ormai 381 musicisti e per i concerti di quest’autunno ne sono stati convocati 86 che, con solista e direttore, per ritrovarsi percorreranno oltre 78.000 chilometri, soprattutto in treno. Quest’anno il viaggio più lungo tocca al cornista Armin Terzer, che vive in Cina, a Hangzhou.

Milano, terza tappa di un viaggio europeo

Il concerto milanese fa parte del progetto Südtirol Filarmonica meets friends, che ogni anno porta l’orchestra in una grande città europea di tradizione sinfonica e spirito mitteleuropeo. Il percorso è partito nel 2024 da Monaco di Baviera, è proseguito nel 2025 a Vienna e quest’anno fa tappa a Milano, prima di approdare a Zurigo nel 2027. Prima di scendere in città, i musicisti si ritrovano per le prove a Dobbiaco, in Alta Pusteria, nel Centro culturale Gustav Mahler, che è diventato la casa ufficiale della Filarmonica. Un legame tutt’altro che casuale, visto che proprio a Dobbiaco Mahler trascorse le sue ultime estati componendo.

Mahler e Rota, due maestri più vicini di quanto sembri

Mahler morì nel 1911, pochi mesi prima che a Milano nascesse Nino Rota. Due generazioni diverse, due mondi lontani, eppure un filo li unisce: entrambi amavano mescolare il sacro e il profano, il solenne e il popolare, la malinconia e l’ironia. Nessuno dei due volle mai tracciare un confine netto tra musica colta e musica considerata minore, e le loro partiture sono piene di marce, melodie da circo, echi di bande di paese e improvvisi slanci di grande lirismo. Le sinfonie di Mahler sono state spesso definite visive, quasi cinematografiche, mentre Rota il cinema lo ha fatto davvero, firmando alcune delle colonne sonore più amate di sempre per Federico Fellini, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, fino all’Oscar vinto nel 1975 per Il Padrino – Parte II.

Il concerto

La serata si apre con il Concerto per trombone e orchestra di Rota, affidato a Peter Steiner, trombonista bolzanino nato nel 1992 e oggi apprezzato a livello internazionale. Formato al Mozarteum di Salisburgo e alla Juilliard di New York, ha suonato con la Colorado Symphony Orchestra, alla Wiener Staatsoper e con i Wiener Philharmoniker prima di dedicarsi alla carriera solistica. In questo brano il trombone, strumento che di solito associamo a contesti solenni, diventa protagonista di un’atmosfera teatrale e un po’ grottesca, piena di colori e di virtuosismi.

Poi tocca alla Sinfonia n. 1 di Mahler, conosciuta anche come Il Titano, che ha una storia curiosa. Alla prima esecuzione, a Budapest nel 1889, il pubblico la trovò stramba e perfino irritante: non capiva perché il compositore avesse trasformato una canzoncina semplice come Fra Martino campanaro in una marcia funebre, con tanto di richiami alle orchestrine popolari e alla musica klezmer. Mahler la ritoccò più volte e il successo arrivò solo nel 1903, ad Amsterdam. Oggi è una delle sinfonie più amate del repertorio, un viaggio in quattro movimenti che alterna leggerezza e dramma e si chiude con un finale travolgente, di quelli che lasciano il pubblico senza fiato.

L’Auditorium, la casa della musica vicino ai Navigli

Anche la location merita la visita. L’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo sorge in largo Gustav Mahler, un nome che sembra scelto apposta per questa serata. Dove oggi si ascolta la grande musica, all’inizio del Novecento c’era un cinema di quartiere circondato dalla campagna, poi trasformato in studio televisivo. Ristrutturato, è rinato come sala da concerto e nel 1999 è stato inaugurato proprio con una sinfonia di Mahler, la Seconda. Da allora è la sede stabile dell’Orchestra Sinfonica di Milano.

Il quartiere intorno è perfetto per trascorrere la giornata prima del concerto. A pochi passi ci sono corso San Gottardo, con le sue botteghe e i locali di tendenza, e i Navigli, dove passeggiare lungo l’acqua, curiosare tra gallerie d’arte e negozi vintage e fermarsi per un aperitivo al tramonto. Poco più in là si arriva alla Darsena e alla basilica di Sant’Eustorgio, mentre con il tram si raggiunge in pochi minuti il Duomo.

Un omaggio a Milano, città di Rota

C’è infine un dettaglio che rende questa tappa speciale. Nino Rota era milanese: qui nacque, qui studiò musica e qui trascorse gran parte della sua vita. Ascoltare la sua musica nella sua città, accanto a quella di Mahler, e per di più in una sala che porta il nome del compositore boemo, ha il sapore di un incontro atteso da oltre un secolo. Un buon pretesto per partire.

INFO

La forza della fantasia, Südtirol Filarmonica.

Lunedì 26 ottobre 2026, ore 20. Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Gustav Mahler, Milano. Durata 70 minuti senza intervallo.

Biglietti da 20 a 65 euro, in vendita su Vivaticket.

Biglietteria Auditorium tel. 02 83389401.

www.suedtirol-filarmonica.it