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Milano, Museo Poldi Pezzoli: non tutti sanno che……

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Itinerari

 

Un palazzo delle meraviglie

 

Franca Dell’Arciprete Scotti

 

Sapevate che l’enorme patrimonio del collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli è nato da un’armeria? che il suo studio privato era ispirato al Medioevo e a Dante? che alle decorazioni del Palazzo collaborò un pittore-scenografo che lavorava per il Teatro alla Scala?

 

 

Un palazzo complicato e fastoso: quello del Museo Poldi Pezzoli. costruito in via Manzoni, nel cuore di Milano, alla fine del ‘600, poi riadattato in stile neoclassico, con un ampio giardino interno all’inglese ricco di statue e fontane.

Fu acquistato dal ricchissimo Giuseppe Pezzoli, antenato di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, alla fine del Settecento.

 

Ma fu proprio  Gian Giacomo l’ideatore di quell’incredibile scrigno di meraviglie che è oggi il Museo Poldi Pezzoli, una delle 4 Case Museo  di Milano.

Sarebbe stato davvero strabiliante vedere il Palazzo nel corso del ‘900.

Poi i bombardamenti del 1943 ne distrussero  una gran parte.

Comunque ancora oggi il Museo Poldi Pezzoli è sorprendente.

Le Sale 

La stanza da letto del Conte, oggi chiamata Sala dei Vetri di Murano, nata in stile neobarocco, conserva, di tutte le boiseries, solo le bellissime porte intagliate.

 

La Sala Nera, chiamata così per il rivestimento in ebano delle pareti e del soffitto, ideata  come uno scrigno per contenere un grande polittico fiammingo, conserva le porte e i raffinatissimi mobili realizzati alla fine dell’800.

Della Sala Gialla o degli Stucchi, decorata in stile Rococò, creata per ospitare le collezioni di porcellane settecentesche, si sono salvate le mensole, le consolles e le sedie in stile rocaille.

 

Per fortuna rimane la decorazione originale dipinta nello Studiolo Dantesco, il piccolo studio privato di Gian Giacomo Poldi Pezzoli:  ispirato al Medioevo e a Dante, raffigurato negli affreschi e nelle vetrate, era lo scrigno delle opere più preziose delle sue raccolte di arti applicate.

Insomma un Palazzo che era il riflesso dei gusti del suo proprietario, raffinatissimo  collezionista ed erede dell’enorme patrimonio materno e paterno.

Le armi

 

 

La prima passione di Gian Giacomo sono le armi antiche, che acquista in gran numero tra il 1846 e il 1850 creando un’armeria. Dal 1850 comincia ad acquistare dipinti del Rinascimento lombardo, veneto e toscano, alcuni di straordinario valore.

Ma la famosa Sala d’Armi, realizzata in stile neogotico fra il 1846 e il 1851 dal pittore-scenografo Filippo Peroni (che lavorò per il Teatro alla Scala), affollata  di stendardi, armi, armature, trofei, fu completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale.

 

 

Per conoscere tutto questo e altro ancora, in questi tempi di chiusura forzata, continuano gli appuntamenti con le PoldiPezzoliStories, sui  canali Facebook, Instagram e YouTube.

Ogni giorno viene presentata un’opera, si ripassa la storia dell’arte e si scopre  cosa succede in un museo quando le porte sono chiuse e le luci sono spente.

#PoldiPezzoliStories

#museichiusimuseiaperti

Tante iniziative anche per i più piccoli: ogni venerdì, un video sotto forma di storia di 20 minuti, messo a disposizione dei più piccoli. Si  inizia  con il Fantasma Poldo, storico invisibile abitante di casa Poldi Pezzoli

Per avere informazioni:

servizieducativi@museopoldipezzoli.it

https://museopoldipezzoli.it