Home » WEEKEND & TRAVEL » Weekend Milano » Milano è arte
milano-e-arte-Jack-Vettriano-alla-Permanente-The-Singing-Butler
Weekend Milano

Milano è arte

 

Milano è arte. Cominciamo l’anno nuovo con una full immersion nelle bellissime proposte di mostre a Milano: pittura, immersion, inflatables

 

   Franca Dell’Arciprete Scotti

 

 

“Claude Monet: the immersive experience”

Nel centenario della scomparsa del padre dell’Impressionismo Milano lo celebra con la mostra immersiva a lui dedicata.

Oltre 300 capolavori proiettati in un’unica straordinaria esperienza d’arte digitale a 360 gradi. Allo Spazio Ventura di Milano, fino  al 4 aprile, quasi 2mila metri quadrati di “arte immersiva” e realtà virtuale.

 

milano-e-arte-Monet_The-Immersive-Experience_
milano-e-arte-Monet_The-Immersive-Experience_

“L’arte immersiva, così come tutte le esperienze digitali, rappresenta oggi un contenuto alternativo al mondo social e Internet” ha sottolineato Roberta Saldi, Corporate & co marketing manager di Exhibition Hub

“Claude Monet: The Immersive Experience” é un’esposizione artistica in cui il mondo vibrante e onirico di Claude Monet (Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 5 dicembre 1926) prende vita.

L’esposizione è presentata da Exhibition Hub, curatore, produttore e distributore internazionale di grandi mostre ed esperienze di intrattenimento per famiglie,  in collaborazione con Fever, la principale piattaforma globale per la scoperta di esperienze d’intrattenimento dal vivo.

 

milano-e-arte-Monet_The-Immersive-Experience
milano-e-arte-Monet_The-Immersive-Experience

 Questa nuova esperienza artistica a 360 gradi celebra le opere più iconiche di Monet, tra le quali vi sono capolavori come le serie delle Ninfee; Impressione, levar del sole, abbinando poesia e sofisticata tecnologia.

Un nuovo concetto espositivo che, senza tradire l’originale meraviglia dell’arte classica, utilizza lo strumento digitale immersivo per amplificane effetti e sensazioni.

Spazio Ventura, via Privata Giovanni Ventura 15

 

 

 

Torna a Milano Balloon Museum con Euphoяia – Art is in the Air

Con oltre 7 milioni di visitatori e 17 edizioni ospitate in diverse città tra cui Roma, Parigi, New York, Singapore, Londra e Miami, Balloon Museum torna in Italia con una nuova tappa: fino  al 22 febbraio 2026 l’Area MilanoSesto a Sesto San Giovanni accoglierà opere di sedici artisti e collettivi internazionali.

 

Milano-e-arte-Balloon-Museum-Euphoria-Art-is-in-the-Air
Milano-e-arte-Balloon-Museum-Euphoria-Art-is-in-the-Air

“Dopo tre anni torniamo a Milano con una nuova mostra che raccoglie l’energia e la sperimentazione delle tappe internazionali del Balloon Museum. Euphoяia – Art is in the Air propone al pubblico un nuovo modo di vivere l’arte, trasformando lo spazio in un ambiente dinamico e partecipativo, dove l’incontro tra opere e visitatori genera meraviglia, riflessione e condivisione.”, dichiara Roberto Fantauzzi, founder di Lux Entertainment.

 

Milano-e-arte-Balloon-Museum-Euphoria-Art-is-in-the-Air-2
Milano-e-arte-Balloon-Museum-Euphoria-Art-is-in-the-Air-2

Euphoяia – Art is in the Air – concepita dai team di Lux Entertainment, con il supporto e la collaborazione di Valentino Catricalà, tra i curatori della mostra – invita a riflettere sul potere trasformativo dell’arte, celebrando la leggerezza, l’interazione e la forza comunicativa del gonfiabile, attraverso un allestimento volto a creare un dialogo emotivo tra spettatore e opera d’arte in un ambiente di oltre 5000 mq.

L’esposizione esplora l’emozione che gli artisti intendono suscitare nel pubblico, facendo dell’opera inflatable, con la sua leggerezza e monumentalità, l’espressione di una nuova estetica contemporanea.

BALLOON MUSEUM Euphoяia – Art is in the Air

Fino al 22 febbraio 2026

Area MilanoSesto, Viale Italia, 576, Sesto San Giovanni

IG @balloon_museum

FB @BalloonMuseumWorld

 

MUDEC presenta l’installazione  The Moment the Snow Melts

Con The Moment the Snow Melts [Il momento in cui la neve si scioglie], il MUDEC – Museo delle Culture di Milano inaugura il palinsesto espositivo in programma durante le Olimpiadi invernali 2026 accogliendo una inedita, monumentale e spettacolare installazione dell’artista Chiharu Shiota (Osaka, 1982), famosa in tutto il mondo per le sue affascinanti installazioni immersive, realizzate con intricate reti di fili che trasformano lo spazio in un paesaggio sospeso, dove arte e memoria si intrecciano.

 

Milano-e-arte-mudec_ChiharuShiota©julehering
Milano-e-arte-mudec_ChiharuShiota©julehering

“The Moment the Snow Melts”, come avviene ormai da tre anni nella programmazione del MUDEC, è anche l’opera che anticipa “Il senso della neve”, progetto espositivo che sarà inaugurato a febbraio 2026 e che esplora la poetica e la materialità della neve dal punto di vista scientifico, antropologico e storico-artistico e ne analizza il ruolo nella cultura contemporanea, anche in relazione al cambiamento climatico. L’esposizione sarà accompagnata dal quarto numero della rivista “MU”, house-organ del museo, che affronterà il tema della neve oltrepassando i confini della mostra con una serie di contenuti e approfondimenti.

Curata da Sara Rizzo e realizzata con il supporto di 24 ORE Cultura, l’opera è stata ideata appositamente per l’Agorà del MUDEC e sarà accessibile gratuitamente dai visitatori fino al 28 giugno 2026.

Nell’installazione site-specific “The Moment the Snow Melts” Chiharu Shiota, utilizzando la precarietà della neve come metafora, riflette sulle relazioni umane e su come queste inevitabilmente iniziano e finiscono. L’artista crea un paesaggio evanescente composto da fili che scendono a piombo dal soffitto, in mezzo ai quali fluttuano biglietti e fogli di carta che contengono i nomi di persone che hanno fatto parte delle nostre vite ma che, per i motivi più diversi, non ci è più possibile incontrare. Si tratta di una nevicata metaforica, bloccata in un momento preciso del tempo, tanto da non arrivare a terra, e rappresenta per il pubblico uno spazio di meditazione.

MUDEC – Museo delle Culture

Via Tortona 56, Milano

 

 

 

Itadakimasu, le storie nascoste nella cucina degli anime allo Spazio Varesina 204

La mostra Itadakimasu porta i visitatori alla scoperta dei piatti degli anime giapponesi, trasformando in realtà cibi ormai iconici e rendendo tangibile ciò che fino a oggi si era visto solo sullo schermo.

Ispirandosi ai grandi maestri dell’animazione giapponese, come Hayao Miyazaki, Eichiro Oda e Masashi Kishimoto, la mostra permette di esplorare il legame tra cibo, cultura e racconto, facendo rivivere le pietanze che hanno emozionato generazioni di fan in tutto il mondo

 

 

Milano-e-arte-103-Kuniyoshi-Utagawa_Actorss-Feast-under-the-Moonlight
Milano-e-arte-103-Kuniyoshi-Utagawa_Actorss-Feast-under-the-Moonlight

Fino al 6 aprile 2026 approda a Milano, allo Spazio Varesina 204, nel cuore del Milano Certosa District, con un allestimento completamente rinnovato, la mostra che  conduce il pubblico in un viaggio sensoriale tra  immaginazione e tradizione culinaria del Sol Levante, trasformando il cibo dei cartoni animati in un’esperienza da vivere…

 

Milano-e-arte-Loputyn_Dango

Milano-e-arte-Loputyn_Dango

Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata dal food influencer @pranzoakonoha (Sam Nazionale) insieme alla scrittrice Silvia Casini, l’esposizione ha il patrocinio del Municipio 8 di Milano, del Consolato Generale del Giappone a Milano, di AIRG – Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi, e invita il pubblico a scoprire come, negli anime, il cibo diventi linguaggio che racconta emozioni, legami e condivisione.

Itadakimasu è molto più di una mostra.  E’ un viaggio sensoriale nel cuore di una delle tradizioni culinarie più raffinate del mondo. Attraverso il linguaggio dell’animazione, con scene tratte da opere dello Studio Ghibli, di Mamoru Hosoda e Makoto Shinkai, ogni piatto animato diventa esperienza da vivere con tutti i sensi.

 

Milano-e-arte-Hanami_La-sala-della-fioritura-dei-ciliegi.
Milano-e-arte-Hanami_La-sala-della-fioritura-dei-ciliegi.

A ogni visitatore verrà regalato all’entrata un piccolo ricettario di piatti giapponesi ispirati agli anime e scritto in persona dal curatore della mostra @pranzoakonoha. Sul retro del ricettario, si troveranno invece le istruzioni per partecipare, all’interno della mostra, ad una coinvolgente caccia tesoro a tema.

ITADAKIMASU. Storie Nascoste nella Cucina degli Anime

Milano, Spazio Varesina 204 (Via Varesina 204, 20156 Milano, MI, Italia)

Fino al  6 aprile 2026

 

 

 

Al Museo Leonardo3 Leonardo e la misura del tempo

Il Museo Leonardo3 (Piazza della Scala, ingresso Galleria Vittorio Emanuele II) presenta il nuovo progetto espositivo “Leonardo e la misura del tempo”, un percorso dedicato a una delle ricerche più affascinanti del genio vinciano: la progettazione di un orologio meccanico capace di scandire con precisione il trascorrere del tempo.

Due nuove macchine entrano a far parte della collezione permanente del museo: l’Orologio (dal Codice Madrid I, f.27v) e il Regolatore del Tempo (dal Codice Atlantico, f.754r). Le due straordinarie ricostruzioni, perfettamente funzionanti, sono state realizzate per il Museo Leonardo3 dal maestro artigiano Alberto Gorla, tra i maggiori esperti internazionali di meccanica storica, insieme al suo assistente Angelo Brunoni.

 

Milano-e-arte-leonardo
Milano-e-arte-leonardo

Grazie al nuovo allestimento, il pubblico potrà osservare da vicino il funzionamento degli ingranaggi leonardeschi e ascoltare il “suono del tempo” generato da dispositivi concepiti oltre cinquecento anni fa.

«Non smettiamo di fare cultura. Il Museo Leonardo3 continua a crescere, a studiare e a generare nuova conoscenza. Portare avanti la ricerca e condividerla con il pubblico è per noi un dovere e un privilegio: significa mantenere vivo lo spirito di curiosità e innovazione che fu di Leonardo», afferma Massimiliano Lisa, direttore di Leonardo3.

 

leonardo-3

leonardo-3

Tra gli interessi meccanici di Leonardo, la misurazione del tempo occupa un ruolo centrale. Alla fine del Quattrocento, durante il soggiorno milanese alla corte degli Sforza, il maestro studia congegni in grado di regolare il moto mediante una forza esterna, come il peso in caduta. La sfida era complessa: nel Cinquecento gli orologi erano ancora soggetti a notevoli imprecisioni, e numerosi sono i progetti di Leonardo dedicati al perfezionamento dello scappamento, il meccanismo che controlla la caduta del peso e ne regola la velocità.

 

Jack Vettriano alla Permanente

Il Museo della Permanente a Milano ospita una retrospettiva dedicata a Jack Vettriano (1951-2025), artista scozzese da poco scomparso, molto amato e apprezzato dal pubblico italiano e internazionale per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico.

 

ack-Vettriano-alla-Permanente-The-Last-Great-Romantic
ack-Vettriano-alla-Permanente-The-Last-Great-Romantic

Fino al 25 gennaio 2026, la mostra, curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing e il coordinamento di Beside Arts, propone oltre 80 opere, tra cui nove olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, il ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times, e un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica.

Osteggiata dalla critica d’arte ufficiale, che lo accusava di riproporre una estetica leggera, la sua opera ha avuto grande successo tra gli appassionati di pittura che gli riconoscono una grande capacità di creare atmosfere evocative in grado di suscitare emozioni intense e l’abilità nel catturare momenti di elevata sensualità.

 

Jack-Vettriano-alla-Permanente-Diner
Jack-Vettriano-alla-Permanente-Diner

A testimonianza dell’apprezzamento del pubblico, uno dei suoi lavori più famosi, Il maggiordomo che canta (The singing butler), nel 2004, è stato battuto da Sotheby’s per quasi 750.000 sterline. La scena raffigura una coppia danzante, che si muove in modo leggiadro sulla battigia in una giornata uggiosa e ventosa, protetta dagli ombrelli aperti da una cameriera e da un maggiordomo che, nell’immaginazione di Vettriano, intona la melodia di Fly me to the moon di Frank Sinatra.

JACK VETTRIANO

Milano, Museo della Permanente (via Turati 34)

Fino al 25 gennaio 2026

 

leggi anche

 

Milano a  5 stelle

 

Milano it’s fun