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Weekend Milano

Milano Arte&Arti

Milano Arte&Arti. Attrazioni per un pubblico nazionale e internazionale, le grandi mostre che animano Milano per tutta la stagione

Franca Dell’Arciprete Scotti

Al Museo Bagatti Valsecchi la mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria


Un parallelismo sorprendente che lega, seppur in tempi differenti, i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero, accomunati dal medesimo sogno di abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo.
Ecco il tema della bellissima mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria esposta presso il Museo Bagatti Valsecchi, in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, fino al 2 agosto 2026.
L’esposizione é inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

 

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L’esposizione sancisce il ritorno a Milano di Fortunato Depero dopo 35 anni dall’ultima retrospettiva che lo vide protagonista e propone un percorso inedito, facendo interagire la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi con le creazioni di Depero. Queste diventano ospiti in un singolare allestimento, appositamente pensato dallo studio a-fact architecture factory di Milano in collaborazione con LightScene Studio per il progetto illuminotecnico, con l’obiettivo di esaltare la collocazione spazio-temporale di opere d’arte in un contesto abitativo con un’identità ben definita.
Come racconta Antonio D’Amico, Direttore del Museo Bagatti Valsecchi e Curatore della mostra: “Depero e i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi in epoche e contesti differenti condividono la passione per lo spazio e per le arti applicate. La mostra presenta due modus operandi affini in un incastro tra le opere dell’artista trentino, eseguite tra gli anni Quaranta e Cinquanta, e gli ambienti della casa ideata dai due baroni milanesi a fine Ottocento. L’armonia tra i secoli e le rispettive identità rispondono a una coralità che rende l’impresa Bagatti Valsecchi unica nel suo genere, esattamente come lo è quella di Depero.
A Milano, così come a Rovereto, i protagonisti desiderano vivere l’arte come respiro del quotidiano. Difatti tutti e tre i protagonisti sono interpreti originalissimi del loro tempo, lo cavalcano e anticipano usi e costumi.”

 


Ospitando oltre quaranta opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, provenienti dalla Casa D’Arte Futurista Depero e dal Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, il Museo Bagatti Valsecchi vuole rafforzare ancora di più il suo ruolo di Casa delle collezioni.
Il percorso espositivo termina con la rievocazione del ViBi Bar, Vino-Birra Bar, il leggendario locale dove Depero nel 1937 creò la decorazione con sette tarsie in panno inserite in una boiserie, per le Cantine Cavazzani di Bolzano. Il Museo Bagatti Valsecchi lo rievoca attraverso gli appuntamenti del ViBi Bar Depero. L’aperitivo futurista al Museo Bagatti Valsecchi, cinque serate, da febbraio a luglio, che trasformano il Museo in un elegante bar futurista, tra luci soffuse, musica jazz dal vivo e atmosfera d’altri tempi.
Catalogo edito da Silvana Editoriale

Una grande mostra a Palazzo Reale: Modernità e malinconia

Metafisica/Metafisiche è il progetto a cura di Vincenzo Trione, che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo.
Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura e dal Comune di Milano, è prodotto da Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia, con la casa editrice Electa e rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

 

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La mostra Modernità e malinconia a Palazzo Reale si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi e della partecipazione dell’Archivio Alberto Savinio e dell’Archivio Carlo Carrà.
A Palazzo Reale vengono presentate oltre 400 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili con prestiti nazionali e internazionali provenienti da più di 150 istituzioni tra pubbliche e private, gallerie, archivi e prestigiose collezioni private.

 

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Dai protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 – Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi –, agli artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica nel campo dell’arte ma anche della fotografia, dell’architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e
della musica. Da Mario Sironi a Felice Casorati, da René Magritte a Max Ernst, da Salvador Dalí a Andy Warhol.
Fino al 21 giugno 2026

A Palazzo Reale la spettacolare mostra KIEFER. LE ALCHIMISTE


Anselm Kiefer, tra le figure più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale, rende omaggio alle alchimiste con un nuovo ciclo pittorico concepito appositamente per Palazzo Reale a Milano.
I 42 teleri, dedicati a quelle donne che attraverso l’alchimia hanno dato un contributo fondamentale alla nascita della scienza moderna, dialogano con l’architettura della Sala delle Cariatidi, dove l’incendio causato dalle bombe degli alleati nel 1943 ha gravemente danneggiato, quasi cancellandoli, proprio i corpi delle 40 sculture delle donne di Caria (le Cariatidi) che sorreggevano la balconata perimetrale dell’ambiente. Di questi teleri, 8 sono allestiti nella Sala del Piccolo Lucernario, attigua a quella delle Cariatidi.

 

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I grandi dipinti delle Alchimiste, concepiti come un’opera unica profondamente simbolica, intrecciano temi centrali nel lavoro dell’artista: mito, storia, memoria collettiva, identità, distruzione e rigenerazione. La pittura diventa linguaggio alchemico: ogni quadro si offre come atto di resurrezione con un volto che emerge, un racconto, una materia che si trasfigura. Kiefer invita così il visitatore a immergersi in un percorso emotivamente coinvolgente, quasi iniziatico.

 

-Kiefer.-Le-Alchimiste.-Installation-view.-Ph-Ela-Bialkowska
-Kiefer.-Le-Alchimiste.-Installation-view.-Ph-Ela-Bialkowska


Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, l’esposizione curata dalla storica dell’arte Gabriella Belli, fino al 27 settembre 2026, rientra nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport.
La mostra costruisce un vero e proprio pantheon al femminile con un’operazione di recupero storico che riflette sul vissuto di queste donne di cui fino a qualche decennio fa poco o nulla si conosceva. Eroine o streghe? Angeli o demoni? Proto-scienziate o ciarlatane?

 

 

Le Alchimiste erano donne sapienti, dotate di una grande intelligenza intuitiva e di rigore, visionarie e resilienti, ma forse anche per questo marginalizzate, perseguitate e talvolta condannate dalla cultura dominante.
Tra le Alchimiste un ruolo centrale, anche alla luce dello speciale legame con la città, occupa Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano, dove visse la sua giovinezza, scienziata, condottiera e autrice di un raro manoscritto contenente più di 450 ricette per medicamenti, cosmetici e formule alchemiche.
Catalogo edito da Marsilio Arte

 

Il Museo Poldi Pezzoli presenta Meraviglie del Grand Tour


Una grande mostra realizzata con il Metropolitan Museum of Art di New York.
Al centro del percorso il capolavoro Roma Antica (1757) di Giovanni Paolo Panini, una spettacolare veduta immaginaria delle rovine di Roma, in dialogo con le collezioni del museo e con nuove importanti acquisizioni: l’Interno del Pantheon di Panini, le vedute di Van Wittel, un sarcofago romano del III secolo, una porcellana Ginori del Laocoonte e una selezione inedita di ventagli del Grand Tour.
La mostra culmina nella sorprendente opera video “Tutti gli DÈI” a cura del pluripremiato cineasta Ferzan Ozpetek che, grazie alla sua cifra artistica, offre al pubblico un Grand tour nel tempo con il potente linguaggio della cinematografia.

 

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Giovanni Paolo Panini, pittore e architetto del Settecento, è celebre per le sue vedute scenografiche di Roma antica e moderna. Le sue opere uniscono precisione prospettica, equilibrio architettonico e gusto teatrale, trasformando la città eterna in un palcoscenico ideale. Con il suo sguardo, Panini celebra la grandezza di Roma come simbolo di arte e civiltà senza tempo.

 

 


L’opera in arrivo dal MET risale al 1757 ed è uno dei più celebri esempi di ‘metapittura’ in cui il pittore inventa una sontuosa galleria immaginaria in cui sono esposti più di cinquanta suoi dipinti e vedute di rovine della Roma Antica, il genere che lo aveva reso famoso. La scena è popolata anche da statue e monumenti dell’antichità, tutte riconoscibili, in cui si muovono diversi personaggi, tra cui l’artista stesso e il committente del dipinto, il conte di Stainville, ambasciatore francese a Roma in quegli anni.
La mostra è pensata come un vero e proprio tour che parte dal dipinto in prestito e si sviluppa nelle sale comprendendo alcune preziose opere del Poldi Pezzoli, ripercorrendo la pratica in voga a partire dalla fine del XVI secolo, che introdusse inglesi, tedeschi, scandinavi e anche americani all’arte e alla cultura di Francia e Italia per i successivi 300 anni.
Fino al 4 maggio 2026

a Palazzo Citterio William Kentridge


Fino al 5 aprile, la Sala Stirling in Palazzo Citterio a Milano accoglie l’installazione video di William Kentridge More Sweetly Play the Dance insieme con un progetto inedito dedicato a Giorgio Morandi, Remembering Morandi.
L’iniziativa è parte del programma espositivo curato da Vincenzo Trione che accompagna la mostra di Palazzo Reale Metafisica/Metafisiche, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo, lungo un unico percorso espositivo che lega Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia e La Grande Brera.

 


L’intervento di Kentridge si articola in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d’uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. Un modo per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio.
“Il complesso intervento di William Kentridge – spiega Vincenzo Trione – si articola in due stazioni: un’immersiva videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente le nature morte di Morandi. Un’ipotesi per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio. E, insieme, un modo per porre in risonanza le silenti costruzioni morandiane con le esplorazioni visionarie di un grande artista contemporaneo, impegnato a porre in tensione storia, memoria, attesa, temporalità e media”.
“Con Remembering Morandi – afferma William Kentridge – ho voluto creare un ‘Morandi al contrario’, ovvero ridare tridimensionalità agli oggetti reali, siano essi bottiglie o vasi, che Morandi aveva scelto di dipingere, e trasformarli nuovamente in una scultura”.

Zach Gold in mostra all’hotel Principe di Savoia


L’Hotel Principe di Savoia, parte di Dorchester Collection, apre le porte a una nuova esposizione fotografica. La mostra, allestita negli spazi de Il Salotto Lobby Lounge, presenta una raffinata selezione di opere firmate da Zach Gold.
La raccolta si distingue per l’esplosione cromatica e i forti contrasti. In questi lavori, Gold trasforma il colore in un autentico strumento narrativo: rossi intensi, blu elettrici e gialli fluorescenti si sovrappongono, si fondono o si oppongono, dando vita a immagini di grande impatto visivo.
Le composizioni, caratterizzate da styling audaci e pose teatrali, richiamano la cultura pop, l’estetica dei videoclip e un immaginario futuristico. Il risultato è un equilibrio suggestivo tra glamour, surrealismo e spettacolo, capace di catturare immediatamente lo sguardo.

 


Zach Gold (1972) è un fotografo e regista con base a Los Angeles, riconosciuto a livello internazionale per la sua ricerca estetica e per il suo approccio innovativo all’immagine contemporanea.
L’International Center of Photography lo ha definito “uno dei leader nella creazione di immagini creative”, attribuendogli nel 2000 il titolo di Giovane Fotografo dell’Anno.
Con questa mostra, l’Hotel Principe di Savoia ribadisce il proprio impegno nella promozione dell’arte e della cultura. Integrando iniziative artistiche e culturali nei propri spazi, l’hotel mantiene un carattere fresco e stimolante, trasformando ogni soggiorno in un’esperienza unica.

A Villa Carlotta Il giardino dei talenti


Villa Carlotta a Tremezzina, la splendida residenza sul Lago di Como, che conserva e valorizza un patrimonio storico-artistico e botanico unico, ospita Il Giardino dei Talenti la serie di iniziative, in programma fino al 15 marzo 2026, promossa dal coordinamento Ville e Musei del Lago di Como e inserita nel palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, per accompagnare i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali.

 

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L’adesione di Villa Carlotta al progetto si traduce anche in un’apertura anticipata del museo e del giardino, nelle giornate di 21-22 febbraio 2026; 28 febbraio e 1° marzo 2026, 7-8 marzo 2026, 14-15 marzo 2026.
L’iniziativa di ampliare l’offerta culturale anche in un periodo tradizionalmente chiuso alle visite, va nella direzione di attrarre i flussi turistici in movimento sull’asse Milano-Cortina, verso la sponda occidentale del Lario, tra Como e Colico.
Il Giardino dei Talenti è un palinsesto appositamente studiato per futuri campioni e campionesse dello sport, in cui l’arte dei grandi maestri sarà d’aiuto per accrescere il benessere fisico e mentale e dove il paesaggio botanico, nella sua crescita armoniosa sarà da stimolo per gli atleti per migliorare le proprie prestazioni.

 


Per queste ragioni, le associazioni sportive, fino al 15 marzo, possono prenotare le proprie sessioni di allenamento all’interno del parco.
Il parco non sarà solo testimone di allenamenti, ma accoglierà anche momenti di svago, come La merenda dello sportivo – sabato 7 marzo, alle ore 14.30 – aperto a tutti gli atleti dilettanti e professionisti che, dopo la visita al giardino e al museo, si ritroveranno per un momento conviviale al Bistrot della villa.
Si chiama Villa Carlotta Slow…, l’evento speciale di domenica 1° marzo, alle 10.30, organizzato insieme con Slow Lake Como, che include la visita ad aree meno frequentate di Villa Carlotta e del suo parco, come i sotterranei, cuore pulsante e produttivo della Villa, e le gallerie degli agrumi.

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