La necropoli di Monterozzi a Tarquinia (VT)
Poco più di 50 km separano Cerveteri da Tarquinia, dove si trova la necropoli di Monterozzi, che con i suoi 130 ettari è la più estesa che si conosca a tutt’oggi. Qui sono stati rinvenuti 6000 sepolcri scavati nella roccia.
La sua peculiarità sono le circa 200 tombe dipinte, la più antica delle quali risale al VII secolo a.C, che letteralmente “disegna” uno spaccato delle credenze, della vita quotidiana e dei costumi degli Etruschi. Tra le più belle è famose c’è la Tomba delle Leonesse, del IV secolo, una piccola camera sepolcrale con un tetto a doppio spiovente e affrescata con raffigurazioni di uccelli e delfini, oltre che con scene di vita quotidiana della classe nobiliare.
La Tomba del Cacciatore, invece, è stata realizzata proprio come se si trattasse di una tenda da caccia, con addirittura la medesima struttura interna in legno.
Splendida anche la Tomba della Caccia e della Pesca, che si compone di due camere, nella prima delle quali sono raffigurate scene della danza dionisiaca all’interno di un bosco sacro, mentre nella seconda ci sono i ritratti dei defunti e scene di caccia e di pesca.
Il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia
Come per Cerveteri, anche la necropoli di Tarquinia ha il suo completamento nel Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense, ospitato nell’antico Palazzo Vitelleschi, il più importante della città, risalente al 1436, che si affaccia su Piazza Cavour.
Le collezioni si articolano su tre piani. A piano terra è possibile ammirare una serie di sarcofagi in pietra della metà del IV secolo a.C, tra cui spiccano i sarcofagi Laris e Velthur e i sarcofagi del Magistrato, del Sacerdote, del Magnate e dell’Obeso.
Al primo piano, invece, è possibile fare un interessante viaggio nella storia, dall’epoca villanoviana a quella romana. Si parte dall’ultima stanza, che conserva i reperti più antichi del periodo Villanoviano (IX-VIII secolo a.C) e si prosegue nelle stanze successive con i cimeli della civiltà Fenicia ed Egizia. Si passa poi alle ceramiche corinzie del VII-VI sec. a. C e ai buccheri etruschi, fino alle ceramiche attiche del VI secolo.
Splendida la collezione di ex voto proveniente dall’Ara della Regina, un tempio che sorgeva sul punto più alto dell’acropoli etrusca di Pian della Civita, cioè l’antica città di Tarchna, una delle più importanti di tutta l’Etruria. Al secondo e ultimo piano, invece, sono custodite alcune importanti tombe e affreschi, tra cui la Tomba del Triclino, la Tomba delle Biche, la Tomba della Nave e la Tomba delle Olimpiadi.
Tuttavia, il pezzo più prezioso e unico al mondo è l’altorilievo dei Cavalli Alati, una lastra di 1,15 metri di altezza e 1,25 di lunghezza che era posto sul frontone dell’Ara della Regina. Datata tra il V e il VI secolo a.C, all’epoca del suo ritrovamento era frammentata in centinaia di pezzi ed è stata ricostruita grazie a una minuziosa opera di restauro, che ha consentito anche di riportare alla luce i colori originali dei cavalli, ocra e rosso.
Una tavola dal sapore antico
Alcuni dei prodotti tipici di questa zona del Lazio sono quelli di cui potevano godere anche gli Etruschi. Tra questo ci sono l’olio e il vino. Di qui passa infatti la Strada del Vino e dei Prodotti Tipici delle Terre Etrusco Romane, mentre la zona è costellata di vigneti e cantine che producono vino di qualità.
Le uve trebbiano, malvasia e chardonnay producono eccellenti bianchi, mentre il Montepulciano, il Sangiovese e il merlot regalano altrettanto ottimi rossi. Due le DOC, Cerveteri e Tarquinia, a cui si aggiunge la IGT Costa Etrusco Romana.
Dall’antico cardo etrusco sono derivati i carciofi IGT di Ladispoli, a cui si aggiungono il Broccoletto di Anguillara, il finocchio di Tarquinia e la Carota di Maccaresi, mentre tra la frutta primeggia il pesco. Dai monti Ceriti arrivano i prelibati tartufi, senza contare l’alta qualità del miele.
Dagli allevamenti di Fiumicino, Cerveteri e Bracciano e dai pascoli dei Monti della Tolfa arriva la carne del Vitellone di Maremma, mentre dagli allevamenti ovini si ricava il latte per il Caciofiore di Columella, che ancora si prepara come nel I secolo d. C.
Un altro prodotto tipico è il pane storico di Canale Monterano, presidio Slow Food, che viene cotto al forno con le bucce di mandorle e nocciole. Il lago di Bracciano e il lago di Martignano forniscono il pesce d’acqua dolce, mentre dal mare arriva il pesce per il celebre fritto di paranza e per la zuppa di pesce civitavecchiese.
Per un autentico pasto tradizionale, potete cominciate dagli antipasti, scegliendo mozzarella di bufala, ricotta romana e prosciutto laziale. Tra i primi, il più celebre e celebrato sono gli Spaghetti alla Carbonara. Ma sono da assaggiare anche le Pappardelle al sugo di Cinghiale o le Fettuccine ai porcini.
Tra i secondi, il piatto principe è la porchetta, oppure potete variare con la selvaggina, tra cui piatti a base di cinghiale e lepre. Dulcis in fundo, assaggiate le celebri ciambelle al vino, da sole o inzuppate in un buon vino bianco.
COME ARRIVARE
In auto: per arrivare a Cerveteri, da nord A1 in direzione Roma. Prendere la diramazione Roma Nord e imboccare l’entrata 10 del Grande Raccordo Anulare. Proseguire poi sulla Flaminia-Cassia e prendere l’uscita 1 in direzione di Civitavecchia. Proseguire fino a Cerveteri. Da sud, A1 in direzione Roma, imboccare l’entrata 19 del Grande Raccordo Anulare in direzione Aurelia-Cassia, poi prendere l’uscita 30 in direzione di Fiumicino e proseguire verso Civitavecchia. Uscire al casello Cerveteri-Ladispoli. Per Tarquinia, da Roma prendere l’A12 fino a Civitavecchia, poi proseguire sulla Statale Aurelia fino all’uscita Tarquinia. Per andare da Tarquinia a Cerveteri passare per la A12/E80 (circa 54 km).
DOVE MANGIARE
*Barrel Osteria del Borgo, Piazza Risorgimento 16, Cerveteri, tel 06/9953252, https://m.facebook.com/Barrelosterianelborgo . Nel centro storico, in un ambiente tranquillo, offre un menù di carne e di pesce con piatti locali. Ottima scelta di vini.
*Agriturismo Il Mandoleto, Strada Vecchia della Stazione 14, Tarquinia, tel 0766857959, www.ilmandoleto.it . Immerso nel verde, offre un menù con ingredienti stagionali e a km zero.
*La Mejo Trattoria sull’Aurelia, via Aurelia 132, Furbara (RM), tel 320/7660810, http://lamejotrattoriaurelia.altervista.org/ . Locale semplice, accogliente e famigliare con un menù a base di piatti tipici romani.
DOVE DORMIRE
*B&B Antica Locanda del Cavallino Bianco, piazza Risorgimento 7, Cerveteri, tel 06/9952264, www.anticalocandacavallinobianco.com A soli 200 metri dal Museo Nazionale di Cerite e a 3 km dalla necropoli della Banditaccia, offre cinque confortevoli camere.
*B&B Borgo Ceri, Piazza dell’Immacolata 19-21, Ceri di Cerveteri, tel 06/99207208, www.borgoceri.it Residenza d’epoca in uno splendido borgo medievale. Dispone di tre alloggi con ingresso indipendente e arredamenti d’epoca e un rigoglioso giardino mediterraneo.
*Hotel All’Olivo, via Togliatti 15, Tarquinia, tel 0766857318, www.allolivo.it, struttura comoda alle principali attrazioni turistiche. Dispone di sei appartamenti da 2 a 6 persone, con balcone, angolo cottura, bagno, zona notte e soggiorno. Anche in formula hotel.
INFO
www.cerveteri-tarquinia-sitiunesco.beniculturali.itwww.comune.cerveteri.rm.itwww.tarquiniaturismo.it/








