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Le 10 tradizioni natalizie più curiose del mondo

Con la Festa dell’Immacolata è iniziato ufficialmente il periodo delle feste. Come da tradizione, in molte case si è addobbato l’albero di Natale e si è fatto il Presepe, che allieteranno le nostre case fino all’Epifania “che tutte le feste si porta via”. Ma quali sono le tradizioni natalizie più curiose e strane del mondo? Siamo andate a cercarle in questa originale Top 10.

1. La Caga Tió – Catalogna, Spagna

Questa tradizione catalana ha origini molto antiche, legate ai riti pagani di fertilità e abbondanza. La “Caga Tió” è un pezzo di legno, di solito un tronchetto, dipinto con un faccino sorridente, ricoperto da una copertina rossa e dotato di due bastoncini come gambe. Dal giorno dell’Immacolata, i bambini “nutrono” il tronchetto con frutta secca e biscotti, come se fosse un animale da compagnia. Il giorno di Natale, però, avviene il momento più strano: i bambini cantano una filastrocca locale e cominciano a picchiare il tronchetto con bastoni per farlo “cagare i regali”. Sotto la coperta vengono trovati dolciumi, frutta secca e cioccolatini che i genitori hanno nascosto. Il rito risale almeno al XVII secolo e simboleggia la generosità della natura che “restituisce” ciò che ha ricevuto. È una delle tradizioni più amate e bizzarre del Natale spagnolo.

  1. Il Krampus – Austria e Sud Tirolo

Il Krampus è un demone natalizio dall’aspetto terrificante — una creatura cornuta, pelosa, con lingua lunga e campanacci — che accompagna San Nicola nella notte del 5 dicembre. Originario delle Alpi austriache, il Krampus risale all’epoca pre-cristiana e rappresentava uno spirito selvaggio invernale. Oggi, nelle città alpine, si svolgono le celebri Krampuslauf, vere e proprie parate durante cui uomini mascherati da mostri inseguono i passanti, facendo rumore con catene e fruste. Secondo la tradizione, il Krampus punisce i bambini cattivi, mentre San Nicola premia i buoni. Le maschere sono opere d’arte in legno scolpito, tramandate da generazioni, e ogni villaggio ha il proprio stile. Nonostante il carattere spaventoso, la festa richiama migliaia di turisti, rendendola una delle usanze natalizie più inquietanti ma affascinanti d’Europa.

  1. La Notte dei Ravanelli – Oaxaca, Messico

Il 23 dicembre, nella città di Oaxaca, si celebra la “Noche de Rábanos”, una competizione artistica dedicata… ai ravanelli! Questa tradizione risale alla fine del 1800, quando i fruttivendoli crearono sculture bizzarre con i ravanelli per attirare clienti al mercato natalizio. Col tempo, l’usanza è diventata un evento ufficiale: enormi ravanelli rossi vengono scolpiti in forme di animali, presepi, personaggi della storia messicana, scene bibliche e leggende locali. Le sculture possono diventare alte anche 1 metro. La festa dura fino a notte fonda, con musica, bancarelle, fuochi d’artificio e migliaia di visitatori. I ravanelli vengono coltivati appositamente per l’evento e raccolti solo pochi giorni prima, così da avere forme strane che ispirano gli artisti. È una delle celebrazioni più insolite e colorate del mondo.

  1. Le Streghe della Notte di Natale – Norvegia

In Norvegia esiste una credenza molto bizzarra che affonda le radici nel Medioevo: nella notte di Natale, secondo la tradizione, streghe e spiriti maligni uscirebbero dalle caverne per rubare le scope e volare sopra i villaggi. Per questo, in molte case norvegesi ancora oggi si nascondono le scope o si legano in modo da non poter essere prese. Alcune famiglie lasciano persino un piccolo oggetto di ferro davanti alla porta, simbolo di protezione dai demoni invernali. Questa superstizione deriva da rituali nordici pre-cristiani legati al solstizio, quando si credeva che il confine tra il mondo reale e quello spiritico fosse più sottile. Nonostante oggi sia più folcloristica che creduta, rimane una tradizione natalizia molto particolare e radicata nel Paese.

  1. Il KFC come cena di Natale – Giappone

In Giappone il Natale non è una festa tradizionale, ma dagli anni Settanta è diventato famosa una tradizione molto curiosa: la cena di Natale al KFC. Tutto nasce da una campagna pubblicitaria del 1974, “Kentucky for Christmas”, che ebbe un successo gigantesco. Da allora, milioni di famiglie prenotano settimane prima un “Christmas Bucket”, un menù speciale con pollo fritto, torta e champagne. Il KFC giapponese vende più in questo periodo che durante tutto l’anno. La tradizione è così forte che fuori dai locali si formano lunghe file, e molte persone raccontano che senza il pollo fritto “non è Natale”. È un esempio perfetto di come una trovata commerciale possa diventare una tradizione nazionale radicata.

  1. La Capra di Gävle – Svezia

Nel nord della Svezia, nella città di Gävle, dal 1966 si costruisce una gigantesca capra natalizia in paglia, alta oltre 13 metri, chiamata Gävlebocken. La capra, simbolo del Natale nordico e legata al dio Thor, viene esposta nella piazza principale il primo dicembre. Ma la parte più curiosa è un’altra: ogni anno, sconosciuti tentano di bruciarla. Nonostante le telecamere, le recinzioni e perfino la sorveglianza 24 ore su 24, la capra è stata incendiata più di 35 volte. La popolazione ormai vive l’attesa come un gioco collettivo: “Sopravviverà quest’anno?” Esistono scommesse ufficiali, meme e perfino aggiornamenti live. La sua storia è diventata una leggenda moderna della Svezia.

  1. Il Natale dei Fantasmi – Regno Unito

Tra il 1800 e i primi del 1900, in Inghilterra esisteva un’usanza molto particolare: raccontare storie di fantasmi la vigilia di Natale. Questa tradizione vittoriana nasce dalla credenza che il solstizio d’inverno sia il momento più “magico” dell’anno, quando gli spiriti possono comunicare con il mondo umano. Charles Dickens immortalò questa usanza nel celebre “Canto di Natale”, in cui Scrooge viene visitato dai fantasmi del Natale. Le famiglie si riunivano attorno al fuoco, a lume di candela, e ogni membro raccontava una storia inquietante. Anche le riviste vittoriane di dicembre pubblicavano racconti dell’orrore. Oggi la tradizione è quasi scomparsa, ma rimane una delle più eleganti e misteriose del mondo natalizio.

  1. La Befana di Piazza Navona – Italia

In Italia, la figura della Befana è nota ovunque, ma a Roma esiste una tradizione unica: il grande mercato della Befana a Piazza Navona, risalente al XIX secolo. Dal 1 dicembre al 6 gennaio, la piazza si trasforma in un mondo di luci, giostre, bancarelle, dolciumi e burattini. La tradizione combina elementi pagani, cristiani e folcloristici: la Befana era originariamente uno spirito delle messi, un simbolo dell’anno vecchio pronto a bruciare, poi divenne la vecchietta che vola sulla scopa portando dolci ai bambini. Gli artisti di strada inscenano piccoli spettacoli, e il 6 gennaio arriva la “Befana vera”, che distribuisce caramelle. È una tradizione antica, affascinante e molto italiana.

  1. Il Natale al cimitero – Finlandia

In Finlandia, la sera della Vigilia migliaia di persone si recano al cimitero per portare una candela sulle tombe dei familiari. Questa tradizione ha radici nel XIX secolo ma prende forza durante la Seconda Guerra Mondiale, quando molte famiglie finlandesi persero giovani soldati. L’atmosfera è surreale: i cimiteri diventano mari di luci bianche, silenziosi e suggestivi. Le famiglie camminano tra i sentieri innevati, recitano preghiere e ricordano i propri cari. Per i finlandesi, il Natale è il momento in cui vivi e defunti si “riuniscono simbolicamente”. Nonostante sembri malinconica, la tradizione è vissuta come un grande gesto di amore e continuità.

  1. I Ragni Portafortuna – Ucraina

In Ucraina, molti alberi di Natale vengono decorati con ragnatele e ragni finti. Questa tradizione nasce da una leggenda popolare secondo la quale una vedova poverissima non poteva permettersi di decorare il proprio albero; durante la notte di Natale, alcuni ragni filarono splendide ragnatele dorate che, al mattino, si trasformarono in fili d’oro veri, salvando la famiglia dalla miseria. Per questo, le ragnatele sono considerate un simbolo di fortuna. L’usanza risale a epoche contadine e oggi è ancora viva, specialmente nelle regioni occidentali. Le decorazioni sono spesso elaborate, con filamenti d’argento e oro intrecciati, rendendo l’albero ucraino uno dei più particolari al mondo.