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Le 10 isole più segrete d’Europa, tutte da scoprire quest’estate

C’è un’Europa che resiste alla folla: scogli battuti dal vento, borghi color pastello dove ci si conosce ancora per nome, spiagge che non finiscono sulle cartoline di tutti. Mentre le grandi mete saturano calendari e portafogli, esistono isole rimaste ai margini delle rotte di massa — per lontananza, per scelta o per un passato che le ha tenute chiuse al mondo. Sono luoghi dove il tempo rallenta, la natura comanda e la tavola racconta storie di pescatori, monaci e migranti. Le abbiamo cercate in dieci Paesi diversi, dal Mar di Sardegna al Baltico, dalle Azzorre al Mar Egeo. Ecco la nostra Top 10 delle isole meno note d’Europa: dieci idee autentiche per una vacanza diversa, da mettere in valigia già da quest’anno.

1. Vis (Croazia)

La più lontana e misteriosa delle isole della Dalmazia centrale entra in classifica proprio per ciò che le mancava: lo sviluppo. Base militare dell’esercito jugoslavo, Vis è rimasta chiusa agli stranieri dagli anni Cinquanta fino al 1989, e questo isolamento forzato l’ha consegnata al turismo intatta, verde, autentica. Due piccoli centri si fronteggiano da capo a capo: Vis città, d’antica anima aristocratica, e Komiža, fiera della sua tradizione di pescatori e di storie di pirati. Da vedere il Museo Archeologico, con i reperti dell’antica colonia greca di Issa, e la Fortezza di Fort George, costruita dagli inglesi in epoca napoleonica e oggi cornice di un elegante bar al tramonto.

Imperdibile la gita in barca alla Grotta Azzurra dell’isolotto di Biševo, dove la luce accende l’acqua di un blu irreale (l’ingresso dipende dal mare). A tavola si celebra il pesce freschissimo e la viška pogača, focaccia ripiena di acciughe, cipolla e pomodoro. Da accompagnare con i vini autoctoni: il bianco Vugava e il rosso Plavac Mali, eredi di una viticoltura che risale ai Greci.

INFO — Ente del turismo di Vis: www.vis-tourism.com e www.tz-vis.hr . Tel. +385 21 717 017, e-mail tzgvis@gmail.com.

2. Saaremaa (Estonia)

Saaremaa, la più grande isola estone è un piccolo continente di calcare e ginepri nel Baltico, con oltre 250 giorni di sole l’anno — un record nazionale — e un ambiente così integro da essere inserito nel programma Riserve della Biosfera dell’UNESCO. Merita un posto in classifica per la rara combinazione di natura, storia medievale e cultura ancora viva. Cuore dell’isola è Kuressaare, con il suo Castello vescovile, una delle fortezze meglio conservate di tutto il Baltico, circondato dal fossato e dalla cittadina vecchia. Da non perdere il campo di crateri meteoritici di Kaali, il primo cratere da impatto scientificamente provato in Europa, e il complesso dei mulini a vento di Angla, simbolo di un’isola un tempo coperta di pale di legno.

Gli amanti della natura troveranno paradiso nel Parco Nazionale di Vilsandi, tra orchidee selvatiche e migliaia di uccelli migratori, e sulla scogliera di Panga. Tra le esperienze: il giro in bicicletta sull’isola pianeggiante, le spa e i piccoli birrifici. In tavola, pesce affumicato, pane nero di segale e prodotti al ginepro.

INFO: www.visitsaaremaa.ee . info@visitsaaremaa.ee.

3. Folegandros (Grecia)

Tra Milos e Santorini si nasconde Folegandros, una delle Cicladi più riservate: piccola, selvaggia, ancora lontana dalla calca che assedia le sue celebri vicine. È in classifica perché conserva la Grecia di una volta, quella dei ritmi lenti e delle tavernate sotto le stelle. La Chora si aggrappa al bordo di una falesia a picco sul mare, un dedalo di vicoli bianchi che si aprono su piazzette punteggiate di chiese cicladiche. Sopra il paese, un sentiero a zig-zag conduce alla chiesa della Panagia, da cui lo sguardo abbraccia tutto l’Egeo: è qui che si aspetta il tramonto.

Da vedere anche il quartiere medievale del Kastro, con le case-fortezza addossate l’una all’altra, e il villaggio agricolo di Ano Meria con il suo museo di tradizioni popolari. Il faro di Capo Aspropounta, in funzione dal 1919, premia con una camminata panoramica chi ama il trekking. Le spiagge — Agali, Katergo, Ambeli — si raggiungono a piedi o in barca. Da assaggiare la matsata, pasta fatta a mano servita con sugo di gallo o coniglio, e il formaggio locale souroto.

INFO: www.folegandros.gr . www.visitgreece.gr .

4. Pico (Portogallo, Azzorre)

Nel cuore dell’Atlantico, Pico è l’isola che sfida le regole: qui la vite cresce nella lava. Il suo straordinario paesaggio di vigneti, fatto di migliaia di muretti di pietra nera (i currais) che proteggono i ceppi dal vento e dal sale, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2004 ed è la ragione principale del suo posto in classifica. A dominare l’orizzonte è la Montanha do Pico, vulcano di 2.351 metri e cima più alta del Portogallo, ascesa ambita dagli escursionisti. A Madalena si visita il Museu do Vinho, ospitato in un ex convento carmelitano tra alberi del drago secolari, mentre il centro di interpretazione di Lajido racconta la cultura vitivinicola dell’isola.

Sottoterra si scende nella Gruta das Torres, il più lungo tunnel di lava del Portogallo. Tra le esperienze imperdibili, il whale watching da maggio a ottobre, quando capodogli e balene attraversano queste acque, e i bagni nelle piscine naturali di roccia vulcanica. Da bere assolutamente il vino bianco da uve Verdelho; da gustare il pesce fresco appena sbarcato.

INFO: www.visitazores.com . Tel. +351 296 288 082, turismoacores@visitazores.com .

5. Læsø (Danimarca)

Sospesa nel Kattegat, a 90 minuti di traghetto da Frederikshavn, Læsø è l’isola del sale e del sole: detiene il primato di ore di luce in Danimarca e custodisce un patrimonio unico al mondo. Merita la classifica per l’autenticità disarmante dei suoi paesaggi e per le sue case dai tetti di alghe, costruite un tempo con il legname delle navi naufragate. La sua storia è scritta nel sale: dal Medioevo qui si “cuoce” l’acqua salmastra fino a far cristallizzare i fiocchi, e oggi alla Læsø Saltsyderi — la salina-museo vivente — si può assistere gratuitamente al processo, provare a produrre il proprio sale e portarne a casa una scorta.

Da visitare il Museumsgården, l’antica fattoria che racconta la vita isolana, e i villaggi di pescatori come Vesterø Havn. L’isola, piatta come una tavola, è un sogno per le due ruote: chilometri di piste ciclabili attraversano dune, brughiere e spiagge deserte. In tavola regna lo scampo di Læsø (jomfruhummer), dolcissimo, insaporito con il celebre sale locale.

INFO: www.visit-laesoe.com .

6. Öland (Svezia)

Lunga e sottile, unita alla terraferma da un ponte che parte da Kalmar, Öland è una delle mete estive preferite dagli svedesi ma quasi sconosciuta agli italiani: ed è proprio questa la sorpresa. È un’isola che mette in fila castelli, fortezze preistoriche e un paesaggio così particolare da essere tutelato dall’UNESCO. A Borgholm svettano le rovine dell’omonimo castello barocco, spesso definito il più bello rudere di Scandinavia, teatro di concerti d’estate; a pochi passi c’è Solliden, la residenza estiva della famiglia reale svedese, con i suoi giardini all’italiana e all’inglese aperti da maggio a settembre.

 Nel sud sorge Eketorp, fortezza circolare dell’Età del Ferro ricostruita e trasformata in museo all’aperto. Il cuore selvaggio è lo Stora Alvaret, immensa landa calcarea UNESCO, mentre sulla costa i raukar di Byrum disegnano sculture di roccia. Da fotografare i mulini a vento e i fari Långe Jan e Långe Erik. Per i buongustai, i kroppkakor (gnocchi di patate ripieni) della tradizione e la cucina d’autore dell’Hotell Borgholm.

INFO: www.oland.se   

7. Porquerolles (Francia)

A pochi minuti di traghetto dalla penisola di Giens, al largo di Hyères, Porquerolles è la perla delle Isole d’Oro e parte del Parco Nazionale di Port-Cros: un’isola di pinete, calette turchesi e arte contemporanea che merita la classifica per il suo equilibrio tra natura protetta e cultura. Sul promontorio veglia il Fort Sainte-Agathe, costruito intorno al 1531 sotto Francesco I e oggi sede di mostre sul patrimonio terrestre e sottomarino delle isole. Accanto, il restaurato Moulin du Bonheur racconta i mulini provenzali. La sorpresa è la Fondazione Carmignac (Villa Carmignac), aperta nel 2018, che custodisce circa 300 opere d’arte contemporanea — da Botticelli a Warhol — e si visita a piedi nudi, in piccoli gruppi.

Da vedere anche la chiesa di Sainte-Anne (1850) e il faro di Cap d’Arme. Le spiagge Notre-Dame e Plage d’Argent sono tra le più belle del Var. L’isola si gira in bici elettrica tra vigneti che producono vino AOC Côtes de Provence. Attenzione: da metà giugno a metà settembre l’accesso alle aree boschive può essere limitato per rischio incendi.

INFO: www.provencemed.com . Ufficio informazioni di Porquerolles tel. +33 4 94 58 33 76.

8. Carloforte – Isola di San Pietro (Sardegna, Italia)

A mezz’ora di traghetto dalla costa sud-occidentale della Sardegna, di fronte al Sulcis, c’è un’isola dove non si parla né italiano né sardo, ma il tabarchino, un dialetto genovese del Settecento. È l’unicità che le vale la classifica: i carlofortini discendono dai pescatori di corallo liguri che, dopo aver vissuto sull’isola tunisina di Tabarka, si stabilirono qui nel 1738 per volere di Carlo Emanuele III di Savoia. Il borgo di Carloforte è un grappolo di case color pastello affacciate sul porto, attraversato dai caruggi, i vicoli stretti che riparano dal vento.

Da vedere la Torre San Vittorio, antico avamposto difensivo trasformato in osservatorio nel 1898 e oggi sede di un museo multimediale; la seicentesca Tonnara in località La Punta, ancora attiva, e il faro di Capo Sandalo, il punto più occidentale d’Italia. La cucina è un ponte tra Liguria, Sardegna e Nord Africa: protagonista il tonno rosso in ogni sua parte, e il cascà (cuscus tabarchino). A fine maggio l’isola esplode con il Girotonno, kermesse gastronomica internazionale.

INFO — Pro Loco Carloforte: Corso Tagliafico 1, 09014 Carloforte (SU). Tel. 0781 854009, e-mail info.prolococarloforte@gmail.com . Festival: www.girotonno.it . Turismo regionale: www.sardegnaturismo.it .

9. La Graciosa (Canarie, Spagna)

L’ottava isola delle Canarie è la meno conosciuta e forse la più sorprendente: una distesa di sabbia dorata, vulcani spenti e strade senza asfalto, dove le automobili sono quasi bandite. Fa parte del Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo, una delle più grandi riserve marine d’Europa, e si raggiunge in 25-30 minuti di traghetto da Órzola, all’estremità nord di Lanzarote. È in classifica per il suo fascino da fine del mondo: ci si muove a piedi, in bici o in taxi-jeep sui sentieri sterrati. Il “capoluogo” è Caleta del Sebo, un pugno di case bianche con qualche ristorante di pesce; l’unico altro insediamento è il minuscolo Pedro Barba.

Le spiagge sono il vero tesoro: Playa de la Cocina, riparata e perfetta per il bagno, la mezzaluna di Playa Francesa e la selvaggia Playa de las Conchas (qui però la balneazione è spesso vietata per le correnti). Da scalare la Montaña Amarilla, dai contrasti cromatici spettacolari. A tavola, pesce freschissimo con le immancabili papas arrugadas e salsa mojo.

INFO: www.turismolanzarote.com , www.spain.info .

10. Hiddensee (Germania)

Soprannominata la “sorellina” di Rügen, Hiddensee è un’isola del Baltico lunga appena diciassette chilometri, libera dalle auto e raggiungibile solo in traghetto. Entra in classifica per la sua doppia anima: natura incontaminata e una storia da colonia di artisti. Fa parte del Parco Nazionale del Vorpommersche Boddenlandschaft, tra dune, scogliere e lande ricche di uccelli, e da oltre un secolo attira pittori, scrittori e intellettuali — primo fra tutti il premio Nobel Gerhart Hauptmann, che qui visse e fu sepolto.

La sua casa, a Kloster, è oggi un museo con un ricco programma di letture e concerti. Simbolo dell’isola è il faro di Dornbusch, del 1888, in cima alla collina più alta, da cui lo sguardo spazia su tutta Hiddensee. Da visitare la chiesa dell’isola (1332), la villa liberty Lietzenburg (1904-05) e il museo locale, che custodisce la copia del tesoro d’oro vichingo trovato sull’isola. Ci si sposta a piedi, in bicicletta o sulle carrozze trainate dai cavalli, tra i villaggi di Kloster, Vitte, Neuendorf e Grieben. Da provare il pesce affumicato, rito gastronomico locale.

INFO: www.seebad-hiddensee.de . Tel. +49 38300 64237.