Ci sono marchi automobilistici che costruiscono automobili e altri capaci di creare un vero e proprio status symbol. Lancia appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Per oltre un secolo il costruttore torinese ha saputo anticipare i tempi con innovazioni tecniche, eleganza senza ostentazione e una capacità quasi unica di trasformare ogni modello in un simbolo del proprio periodo storico. Non è un caso che, nel nostro recente approfondimento dedicato ai dieci marchi più autentici della storia dell’automobile, Lancia abbia conquistato un posto d’onore: un brand la cui identità è riuscita a sopravvivere anche agli anni più difficili, rimanendo viva nella memoria degli appassionati e nell’immaginario di chi vede nell’automobile qualcosa di più di un semplice mezzo di trasporto.
Oggi quella storia si prepara a scrivere un nuovo capitolo con Lancia Gamma, il SUV di segmento D che rappresenta probabilmente il progetto più ambizioso del Rinascimento del marchio. Non sarà soltanto un nuovo modello, ma il manifesto di una filosofia destinata a riportare Lancia nel cuore del mercato europeo premium. Un’auto chiamata a dimostrare che innovazione, eleganza e personalità possono ancora convivere, proprio come accadeva con le Aurelia, le Flaminia, le Thema e le Delta che hanno reso celebre il marchio nel mondo.
Un nome che pesa nella storia

Scegliere il nome Gamma non è stato un esercizio di nostalgia. La Gamma originale degli anni Settanta rappresentava il vertice della produzione Lancia, una berlina sofisticata e anticonvenzionale, capace di distinguersi per raffinatezza tecnica e stile. Riprendere oggi quella denominazione significa raccogliere un’eredità importante e reinterpretarla attraverso il linguaggio dell’elettrificazione, del lusso sostenibile e delle nuove esigenze della mobilità contemporanea.
La nuova Gamma, infatti, non nasce per inseguire la concorrenza tedesca sul terreno della pura potenza o dell’esibizione tecnologica, ma per proporre un’idea diversa di automobile premium: più ricercata, più elegante e profondamente italiana.
Il SUV che interpreta il lusso italiano

Le prime anticipazioni raccontano un SUV dal design fortemente identitario. Le proporzioni saranno slanciate, con una silhouette quasi fastback, mentre il frontale riprenderà il nuovo linguaggio stilistico inaugurato dalla Ypsilon, evolvendolo verso dimensioni decisamente più importanti.
La nuova firma luminosa a calice, destinata a diventare il tratto distintivo di tutta la gamma Lancia, dialogherà con superfici pulite e prive di eccessi, in perfetto stile italiano. Non sarà un SUV aggressivo, ma un modello che punterà sull’eleganza e sulla presenza scenica, dimostrando come il lusso possa essere espresso attraverso equilibrio e raffinatezza piuttosto che con linee esasperate.
L’obiettivo è quello di creare un’automobile immediatamente riconoscibile, capace di distinguersi in un panorama premium spesso caratterizzato da design molto simili tra loro.
Tecnologia Stellantis, anima Lancia
In una lunghezza di circa 4,70 metri, il SUV offrirà un passo generoso a vantaggio dello spazio interno e del comfort, elementi che da sempre rappresentano una delle priorità della tradizione Lancia. L’architettura a 400 Volt consentirà inoltre ricariche rapide fino a circa 160 kW, permettendo di recuperare dal 20 all’80% della batteria in meno di trenta minuti nelle condizioni ottimali.
Per quanto riguarda le motorizzazioni, il nuovo SUV sarà disponibile sia in versione 100% elettrica sia con propulsori ibridi, per soddisfare le diverse esigenze dei mercati europei durante la fase di transizione energetica. Le varianti a batteria dovrebbero adottare accumulatori compresi tra 73 e 98 kWh, con autonomie che, secondo il ciclo WLTP, potranno arrivare fino a 700 chilometri nelle configurazioni più efficienti. La gamma comprenderà probabilmente versioni a trazione anteriore, con potenze comprese tra 210 e 230 CV, affiancate da varianti a doppio motore e trazione integrale, capaci di superare i 320 CV, offrendo prestazioni di assoluto livello senza rinunciare all’efficienza.
Anche il comportamento dinamico sarà uno degli aspetti più curati del progetto. Pur non nascendo con l’obiettivo di essere un SUV sportivo in senso stretto, la Gamma punterà su un assetto raffinato, uno sterzo preciso e una qualità di marcia tipicamente premium, privilegiando silenziosità, stabilità e comfort nei lunghi viaggi. L’accelerazione da 0 a 100 km/h delle versioni più potenti dovrebbe attestarsi attorno ai 6 secondi, mentre la velocità massima sarà limitata elettronicamente, in linea con le moderne vetture elettriche del gruppo. Più che i numeri assoluti, tuttavia, sarà la fluidità dell’erogazione e la sensazione di viaggiare in un autentico salotto italiano a rappresentare il vero punto di forza della nuova ammiraglia Lancia, confermando quella filosofia di eleganza e raffinatezza che accompagna il marchio torinese da oltre un seco
L’abitacolo come un salotto contemporaneo

Lancia parla ormai apertamente di “home feeling”, un concetto che trasforma l’abitacolo in un ambiente ispirato all’interior design italiano.
Materiali sostenibili, tessuti ricercati, superfici morbide, illuminazione ambientale e un uso intelligente della tecnologia saranno gli elementi chiave di un ambiente che vuole trasmettere benessere prima ancora che sportività.
L’interfaccia digitale sarà affidata al sistema S.A.L.A. (Sound Air Light Augmentation), destinato a gestire in modo intuitivo climatizzazione, illuminazione, infotainment e funzioni di bordo attraverso un ecosistema semplice e personalizzabile.
È una filosofia che si allontana volutamente dall’ostentazione tecnologica per riportare il conducente al centro dell’esperienza.
Il ponte tra la Lancia che fu e quella che verrà

La vera sfida della Gamma non riguarda però il design o le prestazioni. Riguarda l’identità.
Per decenni Lancia è stata sinonimo di innovazione. È stata la casa della Lambda con la scocca portante, dell’Aurelia con il primo motore V6 di serie, della Flaminia presidenziale, della Fulvia HF, della Stratos, della Delta Integrale sei volte campione del mondo rally.
Quella storia non può essere replicata semplicemente attraverso richiami stilistici. Deve essere reinterpretata.
Ed è proprio qui che la Gamma assume un significato speciale: rappresenta il collegamento tra due epoche. Da una parte il patrimonio tecnico e culturale di uno dei marchi più nobili dell’automobile europea; dall’altra una nuova generazione di vetture elettrificate che dovranno conquistare clienti completamente diversi rispetto al passato.
Una scommessa che vale molto più di un nuovo modello
![]()
Il rilancio di Lancia passa inevitabilmente attraverso Gamma. Se la nuova Ypsilon rappresenta il ritorno del marchio sul mercato europeo, il SUV di segmento D sarà il vero banco di prova della rinascita.
Dovrà confrontarsi con rivali del calibro di Audi Q6 e-tron, BMW iX3, Mercedes EQC di nuova generazione e altri SUV premium elettrici, ma potrà giocare una carta che pochi costruttori possiedono: una personalità costruita in oltre cento anni di storia.
Per questo la Gamma non sarà soltanto un SUV. Sarà il simbolo della volontà di Lancia di tornare protagonista, senza rinnegare il proprio passato ma trasformandolo nella base su cui costruire il futuro.
Perché i marchi davvero autentici non vivono di nostalgia. Evolvono, cambiano e continuano a raccontare la propria storia. Ed è proprio ciò che Lancia sembra finalmente pronta a fare.







