A cura di Raffaele d’Argenzio
Continua la nostra ricerca dei ristoranti che riescono a rappresentare un territorio, per ricordare un weekend fatto o da fare. La nostra rubrica “Un weekend nel piatto” è nata per questo.
Per chi vuole ritrovare l’atmosfera tipica della Valtellina, la cosa migliore è gustare la cucina tradizionale del territorio. L’indirizzo giusto per questa esperienza è la Baita Valtellinese, ristorante inaugurato nel 2023 e dedito proprio alla cucina tipica, curata nei minimi dettagli dallo chef Gabriele Berbenni.
Il locale è a Seregno (provincia di Monza e Brianza, vicino Milano) ma ricorda le tipiche baite di montagna, con tavoli in legno massiccio, tovaglie a quadretti rossi e un’atmosfera calda, accogliente e informale, ideale per gruppi di amici. Il servizio è accurato e la responsabile di sala, Micol Melideo, è molto gentile e attenta alle richieste dei clienti.
Il menù, dai pizzoccheri alla crostata di mirtilli
Nel menù spiccano sciatt, polenta taragna, slinzega, costine al lavècc e, soprattutto, il re dei piatti valtellinesi: i pizzoccheri di Teglio, tagliatelle realizzate con grano saraceno e condite con il Casera, il formaggio locale.
Ma il piatto di spicco del ristorante è lo spiedino di Tzigoiner, carne arrotolata insieme al lardo attorno a un bastone di legno di abete lungo 57 centimetri, cotto alla griglia. Il nome di questo piatto deriva dal tedesco Zigeuner (zingaro) e si riferisce all’usanza di cuocere la carne su bastoni, un metodo ereditato dalle tradizioni dei pastori nomadi. Da non perdere il sontuoso tagliere dei formaggi della tradizione contadina: Scimudin, Casera e Bitto.
Tra i dolci da non mancare la crostata di grano saraceno e mirtilli, servita con gelato artigianale alla crema, realizzato con una ricetta segreta custodita gelosamente dal proprietario. E per finire in bellezza il pranzo, un bicchierino di Braulio, l’antico amaro alpino nato nel 1875 dalla mano sapiente di Francesco Peloni, farmacista di Bormio.
Questo liquore a base di assenzio, radice di genziana, bacche di ginepro e achillea moscata rappresenta uno dei prodotti più tipici della Valtellina. Ne esistono due versioni: il classico, invecchiato tre anni, e il Braulio Riserva, invecchiato cinque anni.
Sulla carta dei vini spiccano Nebbiolo Alpi Retiche IGP, di struttura leggera, e Sassella Riserva DOCG Red Edition.
I prezzi partono da 35 euro, bevande escluse, per il menù valtellinese (valido solo se scelto da tutti i commensali), che include bresaola, slinzega e salamet, tagliere di formaggi del casaro, pizzoccheri di Teglio, costine al lavècc e luganega alla griglia, polenta e patate arrostite. Bis senza sovrapprezzo.
Da migliorare
Una cucina così corposa e particolarmente condita richiederebbe magari tovaglioli di stoffa e non di carta.
Punti di forza
Uno degli aspetti positivi del locale è la capacità di accogliere molte persone e la vicinanza al centro di Seregno (MB).
La Baita Valtellinese
Via Cristoforo Colombo 16, Seregno (MB)
tel. 0362 070044
La ricetta: sciatt alla valtellinese
(dosi per 4 persone)
300 g di farina di grano saraceno
200 g di farina bianca
250 g di formaggio Valtellina Casera DOP
1 bicchierino di grappa
30 cl di birra
olio di semi per friggere
Preparazione
In una capiente ciotola mescolare tutti gli ingredienti, tranne il formaggio. Lavorare il tutto sino a ottenere un impasto omogeneo, morbido ma non troppo liquido. Lasciare riposare per almeno un’ora e mezza in frigorifero.
Nel frattempo preparare il formaggio Valtellina Casera, tagliato a cubetti di circa 2 cm. Riscaldare l’olio, aggiungere i cubetti di formaggio nella pastella e, con un cucchiaio capiente, tuffare il composto nell’olio bollente. Fare dorare gli sciatt, scolarli e asciugarli leggermente con carta da cucina. Servire accompagnati dai salumi tipici.
Curiosità
In dialetto valtellinese “sciatt” significa “rospi”: il nome deriva dalla forma rigonfia e dal colore che assumono dopo la cottura.
Valtellina, ben 4 weekend nel piatto
La Valtellina ha le qualità per essere interessante in tutte le quattro stagioni. In ogni weekend e in ogni stagione una visita doverosa va fatta a Teglio, patria del pizzocchero e sede dell’Accademia del Pizzocchero.
Qui si coltiva il grano saraceno, ingrediente fondamentale, e da Teglio deriva anche l’origine del nome Valtellina (Valle di Teglio).
Inverno con Olimpiadi: Bormio e Livigno
Con 400 km di piste per lo sci alpino e 200 km per lo sci nordico, snowpark e babypark, le ski area della Valtellina offrono in inverno un’ampia varietà di esperienze. Dalle ciaspole allo scialpinismo, fino alle fatbike.
Dal 6 al 22 febbraio 2026 si tengono i XXV Giochi Olimpici Invernali:
La Valtellina ospita numerose gare a Bormio e Livigno, con oltre 3.500 atleti da 93 Paesi.
Primavera con la Pasqua a Bormio
Dopo le Olimpiadi, nell’Alta Valtellina si rinnova la tradizione dei Pasquali, manifestazione di origine antica che si svolge ogni anno a Bormio.
Estate con la Valtellina più autentica
In estate tutta la Valtellina, da Morbegno a Livigno, è perfetta per un weekend lontano dal caldo cittadino e dalla folla. I luoghi meno battuti diventano rifugi ideali per una vacanza di relax, natura e sapori autentici.
Autunno tra pizzoccheri e foliage
In autunno la Valtellina si colora di giallo, arancione e rosso. Il foliage è spettacolare nel Parco Nazionale dello Stelvio, nel Parco delle Orobie Valtellinesi, lungo la Via dei Terrazzamenti e in Val Masino.
È anche la stagione del bramito del cervo e dei piatti più sostanziosi: funghi, formaggi, sciatt e pizzoccheri.

