WINE WEEKEND

Intervista a Giampietro Comolli: “Pantelleria, Armani guida la sua rinascita”

Di Raffaele d’Argenzio

Durante questa torrida estate, anche la splendida isola di Pantelleria è stata assalita dagli incendi, che hanno rischiato di distruggere i vigneti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che producono uno dei passiti più buoni del mondo. Per la sua rinascita, lo stilista Giorgio Armani ha donato mezzo milione di euro. Di Pantelleria e della sua rinascita ne abbiamo parlato con Giampietro Comolli, editorialista e giornalista, esperto di consorzi di tutela, distretti produttivi, turistici e agroalimentari, degustatore di vini e consulente per imprese ed enti pubblici.

Caro Giampietro, abbiamo corso il pericolo di perdere i vigneti di uno dei passiti più buoni del mondo?

Per fortuna l’incendio, purtroppo doloso, ha fatto danni limitati su circa 60 ettari. Si sono persi olivi, capperi, vigne di Zibibbo, vitigno presente sull’isola da cica 3000 anni, da non confondere con il Moscato bianco o giallo di origine greca. Il vino Zibibbo ha una forte identità di sapore e gusto da salvaguardare, accentuata e riconoscibile dall’uva cresciuta su terreno lavico, non argilloso-calcareo. Ancor più lo Zibibbo Passito Naturale è diverso da tutti, anche dai cugini siciliani. Il consumatore non deve confonderlo con un Marsala, o un Moscato di Noto e Siracusa. Come pure c’è una enorme differenza fra il vino passito naturale al sole e al vento del mare, da quello liquoroso o passito in modo forzato nelle serre o capannoni.

Uva zibibbo

In soccorso di Pantelleria è arrivato Giorgio Armani e ora anche tu. 

L’isola del vento è sito naturale fragile e vulnerabile. Giorgio Armani, che ha una villa a Pantelleria e ci passa spesso le vacanze, in occasione del rogo, ha donato mezzo milione di euro al Comune per investimenti strutturali e come soccorso ai giovani, alle imprese colpite, alla sicurezza. Il sindaco Vincenzo Campo, conoscendo la eterogeneità del mio lavoro e la mia presenza sull’isola, oltre essere piacentino come Armani, mi ha voluto come definitore del piano di azione. Un primo successo del mio intervento è stato quello di trovare subito la disponibilità dei “residenti” non panteschi per collaborare.

Lo stilista Giorgio Armani ha una casa a Pantelleria, a cui è molto legato

Un danno recato a un patrimonio Unesco, di ampio respiro e valore? 

Terra lavica unica, lucida per natura, non clonabile in nessuna altra terra siciliana, nota per l’ossidiana fin al tempo dell’approdo della civiltà fenicia dei Sesi, per i gioielli neri lucidi ricavati, isola con riconoscimenti Unesco per l’alberello basso speciale Zibibbo, il giardino pantesco, i muretti terrazzati a secco. 80 kmq, 4 volte Lampedusa, è stata un ponte fra Cartagine e Roma, fra il mondo latino ed arabo, approdo di naviganti. I Sesi iniziarono a coltivare frutta e ortaggi perché la terra era molto fertile. Tutto questo capitale culturale e produttivo non deve perdersi per colpa dell’abbandono umano, mancanza di lavoro per i panteschi, per cambi repentini del clima, per atti delinquenziali, mancanza di tutela del paesaggio e di continuità di investimenti.

Gli ulivi di Pantelleria

Ma mi sembra che non sarete soli nel progetto di rinascita e ripresa di Pantelleria. 

Molti sono i personaggi italiani e stranieri che possiedono un dammuso per una villeggiatura prolungata, non turisti occasionali. Sono 5000 i dammusi ristrutturati da non panteschi. Un capitale umano, economico, di risorse e di contatti da coinvolgere. Il Comune deve dare servizi efficienti e veloci, i residenti devono partecipare all’investimento collettivo. Sto costituendo un comitato di amici “Pro-Pantelleria”. Il Comune stesso interverrà con bandi finanziati per aumentare la dotazione di Armani e di privati. Pantelleria non è solo luogo di mare, di turismo. Le isole minori italiane devono avere progetti mirati personalizzati decisi da Roma, applicati da Palermo. La Regione Sicilia deve dare di più. C’è anche il progetto “porto franco” per Pantelleria, terra italiana di confine, come Livigno.

Terrazzamenti per la coltivazione intensiva della vite di Pantelleria

Quando Pantelleria potrà riavere i vigneti di zibibbo quindi il suo meraviglioso Passito?

Il rogo e il forte cambio climatico, secondo me, possono portare un futuro diverso ai 350 viticoltori rimasti (erano 1500), grazie anche alla donazione di Armani e ai bandi comunali. Sulla bruciata Kuddia Catalana, testimonianza di una presenza spagnola, si reimpianteranno vigne di Zibibbo autentico, l’unico che si adatta al terreno lavico, a un clima da sempre arido, ma umido grazie al mare. Potrebbe nascere un nuovo Zibibbo Classico, Doc e “garantito” al consumatore, ottenuto solo da “appassimento naturale al sole e al vento”. Un Patrimonio UNESCO,  anche con qualità certa e  più reddito per i viticoltori. Un valore aggiunto e superiore garantirebbe anche un aumento del territorio vitato sull’isola, quindi meno abbandono, e lavoro non solo con il mare e non solo d’estate.

Il sindaco di Pantelleria Vincenzo Campo a Kuddia Catalana, bruciata dagli incendi

In concreto avete già deciso qualcosa, fra Armani, Comolli e il sindaco? 

Pantelleria può essere un esempio per tutte le isole minori d’Italia. Famiglie, giovani panteschi, imprese agricole, sicurezza idrica saranno gli obiettivi di un piano economico per investire con lungimiranza la donazione di Armani, ma anche i fondi mirati dei bandi pubblici, e dei “non panteschi di nascita” per interventi strutturali. Il Comune ha dato a me l’incarico di coordinare il piano dei lavori con lo staff di Armani. Nascerà anche un’associazione viticoltori per il prezzo della migliore uva Docg-Doc. Chiederemo alla Regione Sicilia un impegno maggiore: meno visite politiche, più delibere. Puntiamo anche sulle piccole produzioni alimentari di qualità, partendo dal pesto e dal brik pantesco.

Il logo dell’Associazione Pantelleria Enoica

Certamente Pantelleria sarà ancora più uno dei migliori wine-weekend da non perdere!

INFO

www.ilovepantelleria.net/