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Il Volo dell’Angelo: adrenalina nelle Piccole Dolomiti Lucane

Di Raffaele d’Argenzio

Il richiamo delle terre lucane è sempre stato forte, ma a spingermi verso questo angolo nascosto della Basilicata è stato il Volo dell’Angelo, un’esperienza che prometteva emozioni forti. Un volo tra i borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, sospesi tra il cielo e la terra.

Arrivato a Castelmezzano, proprio mentre il sole tramontava e il cielo si tingeva di sfumature dorate, mi sono trovato di fronte a uno spettacolo che non avrei mai immaginato. Le montagne, alte e imponenti, sembravano un presepe scolpito nella roccia, ma non ero in Trentino, bensì nelle Piccole Dolomiti Lucane. La loro forma, che ricorda quella della dolomia, è in realtà fatta di arenaria, eppure non si può fare a meno di vedere figure fantastiche nelle rocce: un delfino, un elefante, il volto di una donna.

Il borgo, adagiato ai piedi di queste montagne, sembra chiedere protezione a queste guglie naturali. Il suo nome, “Castrum Medianum”, ricorda una fortezza medievale, e da qui partiva un’antica strada che conduceva fino al golfo di Taranto. Oggi, Castelmezzano è uno dei Borghi più belli d’Italia, famoso anche per il film Un paese quasi perfetto, con Fabio Volo e Silvio Orlando. Nella piazza del paese, si affaccia la chiesa di Santa Maria dell’Olmo, con una Madonna lignea bizantina e tracce del passaggio dei Templari, che hanno lasciato il segno con la loro croce a otto punte.

Oltre a questo, non potevo perdermi una visita al Castello dei Normanni, benché ridotto ai resti. La salita, faticosa ma affascinante, mi ha condotto a una roccia scavata, da cui si poteva osservare ogni movimento nelle valli circostanti. Un trampolino verso il cielo, che mi ha preparato per l’esperienza che mi attendeva.

Da qui, il borgo di Pietrapertosa mi guardava in lontananza, sospeso tra le vette delle montagne. Il pensiero di arrivarci con il Volo dell’Angelo mi dava un’emozione mista tra paura e adrenalina.

Il percorso delle Sette Pietre, che racconta le storie delle streghe della zona, mi ha riportato indietro nel tempo, tra racconti di antichi incanti. La discesa lungo il fiume Capperino e la vista dei resti di un vecchio mulino mi hanno fatto sentire in un altro mondo. Poi, mentre risalivo verso Castelmezzano, mi sono trovato a pensare: riuscirò a volare?

Il secondo giorno, l’uscita verso Pietrapertosa è stato un incontro con la bellezza naturale e storica della Basilicata. La chiesa di San Francesco, con affreschi tardo medievali, e il quartiere dell’Arabata, creato dagli arabi, mi hanno rivelato un lato insospettato del borgo, con le sue case scavate nella roccia e i piccoli orti protetti dalle montagne.

Salendo verso il castello normanno, mi sono reso conto che Pietrapertosa è un borgo dalle mille sfaccettature: la famosa pietra bucata da cui prende il nome, e il panorama mozzafiato sulla valle del Basento, mi hanno confermato che questo luogo è un angolo di storia e natura unica.

Dopo una sosta alla Locanda di Pietra, dove ho gustato piatti della tradizione lucana, ero pronto per la seconda parte dell’avventura. La tratta da Pietrapertosa a Castelmezzano prometteva di essere ancora più spettacolare.

Il Volo dell’Angelo è più di un’esperienza adrenalinica: è un incontro con il paesaggio, la storia e le tradizioni di una terra che sa sorprendere e affascinare. E se da Castelmezzano ti sembra di toccare il cielo, a Pietrapertosa l’emozione è ancora più forte, come un volo che ti lascia senza fiato.

 

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