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I 150 anni del Corriere della Sera: il giornale di Milano, fondato da un napoletano

Milano e Napoli, due grandi città tanto diverse, ma con qualcosa  che le unisce, un misterioso filo che a volte ne somma energie e sentimenti, riuscendo realizzare grandi traguardi: come appunto il più importante quotidiano italiano. Nel 2026, il grande Corriere della Sera festeggia i suoi 150 anni, che porta bene e non sembra sentirli, restando la testata rappresentativa  di Milano. I 150 sono iniziati  nel marzo del 1876, quando il Corriere della Sera fu creato da Eugenio Torelli Viollier, un napoletano, nato appunto a Napoli  il 26 marzo (segno zodiacale ariete) del 1842.

Rimasto orfano fin da ragazzo, da buon ariete cercava sempre nuove strade, nuove porte da aprire, fu anche garibaldino, lavorò a Napoli nel giornale Indipendente diretto da Alessandro Dumas (il padre de I Tre Moschettieri), che poi seguì a Parigi. Ma da cui si distaccò per diventare giornalista a tutti gli effetti, aggiungendo anche a Torelli il cognome Viollier, della madre francese. A Parigi conobbe l’editore milanese Edoardo Sonzogno, che lo portò a Milano, dove diresse il giornale Lombardia prima di fondare nel 1876 il Corriere della Sera (perchè usciva nel tardo pomeriggio), per poter essere imparziale e obiettivo, equidistante dalle correnti politiche. Dal 1891, Torelli Viollier cercò di lasciare la direzione in altre mani, volendosi distaccare senza riuscirci. Fu un giovane anconetano, Luigi Albertini, che lo sostituì  e poi portò il Corriere al grande successo, grazie anche ai capitali della famiglia Crespi che ne aveva preso la proprietà.

Il napoletano Eugenio Torelli Viollier, sembrò quasi ora poter lasciare la sua creatura e riposarsi. Si spense il 26 aprile 1900, avendo traghettato  il Corriere nel nuovo secolo. Un napoletano, con la N maiuscola, aveva fondato il giornale più importante di sempre di Milano. Da giornalista, nato a Caserta ma poi napoletano e poi “Milano è casa mia”, e inoltre da giovane direttore del Corriere dei Ragazzi, poi diventato Corrier Boy, non posso che applaudirne il ricordo. Sono uomini così che creano quei misteriosi sottili fili che uniscono due città sommandone energie. e sentimenti. Come Milano/Napoli. Un altro nome, un altro personaggio che ha unito Napoli e Milano? L’ingegnere Nicola Romeo, ma di lui ne parleremo la prossima volta.