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I 10 monumenti più pazzi d’Italia

L’Italia è piena di monumenti, alcuni diventati iconici in tutto il mondo. Tuttavia, in giro ce ne sono anche parecchi molto “particolari” per significato, fattura o interpretazione. Nella TOP 10 di questa settimana siamo andati alla ricerca dei 10 monumenti più pazzi d’Italia.

1. Monumento ai Tonni Suicidi (Genova, Liguria)

Ci sentiamo di regalare il podio al “Monumento ai Tonni Suicidi”, che si trova a Genova, nel quartiere Molisana, al centro della rotatoria tra via Piacenza e via Emilia.  La singolare scultura raffigura dei tonni a testa in giù ed è famosa per essere…una delle opere più brutte d’Italia. Ok, non sarà proprio bellissima, ma la troviamo simpatica e divertente.

2. Monumento alla Salama da Sugo (Ferrara, Emilia Romagna)

Secondo posto per “La salama da sugo” di Madonna dei Boschi, in provincia di Ferrara, discutibile opera d’arte ispirata al tipico insaccato di carne di maiale tipico della provincia ferrarese. Diciamo la verità, preferiamo l’originale. Almeno, è buono!

3. Monumento al Camionista (Bologna, Emilia Romagna)

Al terzo posto lo strampalato “Monumento al Camionista”, una figura umana gigantesca che trasporta un autoarticolato sulle spalle. Creato dall’artista Andrea Capucci, dal 2010 fa bella mostra di sé a Borgo Panigale, uno dei principali snodi autostradali del Nord Italia e vuole rendere omaggio agli autotrasportatori.

4. La Montagna di Sale di Mimmo Paladino (Trapani, Sicilia)

Quarto posto per la “Montagna di Sale” del maestro Mimmo Paladino che, dopo aver girovagato per l’Italia, si è “fermata” a Gibellina, in provincia di Trapani, nella splendida Sicilia. Non ce ne voglia il Maestro, ma questa gigantesca montagna bianca da cui emergono cavalli morti, stecchiti o moribondi, alcuni interi, altri di cui spunta solo la testa o le zampe è un pochino inquietante.

5. Monumento al Pisello Nano (Lecce, Puglia)

Un meritatissimo posto nella nostra TOP 10 anche per il monumento al Pisello Nano di Zollino, in Salento. Si trova in via Vito Chiga e vuole celebrare il prodotto tipico della zona. Forse in maniera un po’ troppo realistica e ciclopica, ci viene da dire.

6. Monumento al Ranocchio (Ravenna, Emilia Romagna)

Un posto in TOP 10 anche per questo simpatico ranocchione gigante che spunta dai cespugli della rotonda che porta a Conselice, in provincia di Ravenna. Si trova in via Puntiroli ed è stato inaugurato nel 2000. Se cercate il perché di questa singolare celebrazione, ebbene, fin dall’Ottocento Conselice era nota come “Città dei Ranocchi” per la loro numerosa presenza, sia nelle risaie che sulle tavole locali, dove non si tramutano in principi, ma in prelibatezze. Tanto da essere celebrati anche con una sagra che si tiene ogni anno la terza settimana di settembre.

7. La Porta del Lambrusco (Modena, Emilia Romagna)

Nonostante le buone intenzioni l’effetto de “La porta del Lambrusco” è un pochino straniante. Questo gigantesco grappolo d’uva, alto 12 metri e largo poco più di 6 si trova al centro di una delle principali rotatorie di Modena e vuole celebrare il vino “rosso frizzate”, tra gli orgogli gastronomici cittadini con ben tre DOC.  Il grappolone è composto da 240 acini di vetro fuso e plasmato dai maestri vetrai di Murano, di diametro variabile e di diverse sfumature e da un germoglio di rame. I modenesi, la chiamano affettuosamente “l’uvona”.

8. Gaia e la Balena (Faenza, Emilia Romagna)

Nella zona industriale di Faenza, la “città della ceramica”, al centro della rotonda tra via Granarolo, via degli Olmi e via Giovanni Paolo II spicca questa singolare opera in resina e metallo di Stefano Bombardi che raffigura una ragazzina alta circa un metro e mezzo che trascina dietro di sé, legata a una corda, una gigantesca balena spiaggiata lunga 20 metri. La scultura rappresenta gli effetti dell’inquinamento sulle generazioni future, che dovranno portarne il fardello.

9. Monumento al Seme d’Arancia (Messina, Sicilia)

Quest’opera che a prima vista sembra la rappresentazione realistica di un cuore umano, è invece dedicata al Seme dell’Arancio. Si trova a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, ed è stata realizzata nel 1998 da Emilio Isgrò. Il significato metafisico è quello del “rifiuto del pensiero unico”, e, per assimilazione, come simbolo del rifiuto è stato scelto il seme dell’arancia.

10. L.O.V.E di Maurizio Cattellan (Milano, Lombardia)

Chiude in bellezza la nostra TOP 10 dei monumenti più pazzi d’Italia il gigantesco dito medio dell’irriverente Maurizio Cattellan, che fa bella mostra di sé nella seriosa Piazza Affari di Milano. Collocata di fronte a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, è alta 4,60 metri che diventano 11 se si considera anche il basamento. Realizzata in pregiato marmo di Carrara L.O.V.E è l’acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità, ma viene chiamato affettuosamente Il Dito. È stata inaugurata nel 2010 e, da allora, manda…a quel paese il mondo intero!