Esiste un’arte che si pratica con le forbici al posto dello scalpello e che ha come materia prima foglie sempreverdi: è l’arte topiaria, capace di trasformare siepi di bosso, tasso e cipresso in figure geometriche, animali fantastici, scacchi giganti, teatri di verzura. La sua origine è romana — Plinio il Vecchio attribuisce l’invenzione a Gaio Mazio, amico di Augusto — ma è grazie al Rinascimento italiano e poi al Barocco europeo che la topiaria diventa linguaggio universale dei grandi giardini di corte. Oggi questi giardini sono macchine del tempo verdi: scenografie vive, modellate da generazioni di giardinieri, in cui passeggiare significa entrare in un quadro. Ecco i dieci più belli da non perdere, tra Italia ed Europa.
1. Storico Giardino Garzoni — Collodi (Pescia, PT), Toscana
Ai piedi del borgo medievale di Collodi, lungo l’antica strada Cassia-Clodia, si arrampica sulla collina uno dei giardini barocchi più scenografici d’Europa. La prima notizia certa risale al 1633, quando il marchese Romano Garzoni — discendente di una potente famiglia ghibellina trasferitasi a Lucca — avvia la costruzione del palazzo. Il giardino prende forma nel 1652 con scalinate, terrazzamenti e fontane, ma è nel 1793, grazie al genio illuminista dell’architetto Ottaviano Diodati (traduttore dell’Encyclopédie), che il complesso riceve l’ingegnoso sistema idraulico tuttora funzionante. Qui lavorò la madre di Carlo Lorenzini, il futuro Collodi, che vi trascorse parte dell’infanzia respirando l’atmosfera fiabesca del luogo.

Le sculture verdi più belle sono il monumentale Teatro di Verzura, ricavato interamente da siepi di bosso, e il celebre Labirinto, dove la tradizione vuole che le coppie di fidanzati che lo percorrono insieme siano destinate a un amore lungo e felice. Lungo il Viale dei Poveri si nascondono statue allegoriche e personaggi pittoreschi. Monumento Nazionale dal 1912, è considerato dai critici al pari di Versailles, Caserta e Schönbrunn, con cui condivide la grammatica scenografica post-rinascimentale. Vale la visita per la rara conservazione, per i giochi d’acqua intatti dal Settecento e perché — accanto al Parco di Pinocchio e alla Casa delle Farfalle — offre un’esperienza che incanta adulti e bambini.
INFO: Storico Giardino Garzoni Piazza della Vittoria, 1 — 51012 Collodi (PT), Italia Tel. +39 0572 427314 / +39 0572 429613 www.pinocchio.it
2. Castello Ruspoli di Vignanello (VT) — Lazio
Nel cuore della Tuscia viterbese, terra che vanta la più alta concentrazione mondiale di giardini storici, il Castello Ruspoli custodisce quello che molti studiosi considerano il più elegante esempio di giardino all’italiana mai realizzato. Le origini risalgono all’853, quando i benedettini fondarono qui una rocca; nel 1531 Papa Clemente VII donò il fortilizio a Beatrice Farnese e da allora la proprietà passò ai Marescotti e infine, nel 1704, ai Ruspoli, che ancora oggi vi risiedono d’estate. Il giardino fu creato nel 1611 da una donna straordinaria: Ottavia Orsini, figlia di quel Vicino Orsini che concepì il vicino e onirico Parco dei Mostri di Bomarzo. La grande novità di Vignanello sono le aiuole topiate del parterre, che racchiudono nelle loro siepi di bosso le iniziali di Ottavia e dei suoi due figli Sforza e Galeazzo: una firma vegetale rimasta intatta da oltre quattro secoli.

Il complesso comprende quattro spazi distinti — il Giardino di Verdura, il Giardinetto Segreto, il Barchetto e il Barco di caccia — con muretti di bosso che disegnano sentieri sinuosi attorno a una fontana zampillante. Vale la visita per la perfezione della struttura geometrica, per l’atmosfera nobiliare ancora viva e per i suoi celebri ospiti storici, dal compositore Händel (che vi soggiornò nel 1706) fino al recente set del film Rosaline.
INFO: Castello Ruspoli di Vignanello Piazza della Repubblica, 9 — 01039 Vignanello (VT), Italia Tel. +39 0761 755338 — Mob. +39 328 2038776 info@castelloruspoli.com www.castelloruspoli.com
3. Levens Hall — Cumbria, Inghilterra
Alle soglie del Lake District, a sud di Kendal, si nasconde dietro un alto muro di pietra Levens Hall, il giardino topiario più antico del mondo, riconosciuto dal Guinness dei primati e meta di pellegrinaggio per ogni amante dell’arte topiaria. Fu commissionato nel 1694 dal Colonnello James Grahme, già Keeper of the Privy Purse di Giacomo II d’Inghilterra, al giardiniere francese Guillaume Beaumont, che si era formato — pare — alla scuola di André Le Nôtre. Sopravvissuto miracolosamente alla moda settecentesca del giardino paesaggistico inglese, che spazzò via quasi tutti i suoi contemporanei, il disegno originale è giunto a noi pressoché intatto.

Vi trovano dimora oltre cento esemplari di topiaria in tasso e bosso, alcuni alti più di nove metri e antichi di trecento anni: i pezzi degli Scacchi di Re e Regina, la Parrucca del Giudice, il Leone degli Howard, i Grandi Ombrelloni, la Regina Elisabetta con le sue Damigelle, una Brocca di birra al Marocco, quattro Pavoni e decine di forme astratte definite dall’attuale capo giardiniere “una surreale danza di funghi giganti, torri pencolanti e creature daliniane”. Dal 2021 Levens Hall è promotore della World Topiary Day, celebrata ogni 12 maggio. Da visitare in primavera, prima che la nuova vegetazione attenui le forme.
INFO: Levens Hall & Gardens Kendal, Cumbria LA8 0PD — Inghilterra Tel. +44 (0)15395 60321 E-mail: houseopening@levenshall.co.uk www.levenshall.co.uk
4. Jardins de Marqueyssac — Dordogna, Francia
Su uno sperone roccioso a 130 metri sopra il fiume Dordogna, in pieno Périgord Noir, si estende per ventidue ettari il giardino di bossi più romantico al mondo: Jardins de Marqueyssac. La storia comincia alla fine del Seicento con i terrazzamenti voluti da Bertrand Vernet de Marqueyssac, ma la fisionomia attuale si deve a Julien de Cerval, che nel 1861 — di ritorno dall’Italia, dove aveva combattuto a difesa dello Stato Pontificio — fece piantare decine di migliaia di bossi e introdusse cipressi, pini marittimi e ciclamini di Napoli.

Diversamente dal rigore geometrico classico, qui il bosso è messo in scena con fantasia e movimento: i 150.000 esemplari centenari, tutti potati a mano, formano onde tondeggianti e nuvolose che ricordano, viste dall’alto, schiene di pecore al pascolo o le colline circostanti. Sei chilometri di sentieri ombreggiati conducono a belvederi, rocaglie, cabanes in pietra a secco e teatri di verzura, fino al celebre Belvédère, classificato tre stelle dalla Guida Verde Michelin, da cui si ammira la valle con i castelli di Beynac, Castelnaud, La Roque-Gageac e Domme. È Jardin Remarquable di Francia. Magiche le serate alle candele del giovedì sera in luglio e agosto.
INFO: Les Jardins Suspendus de Marqueyssac 24220 Vézac, Dordogne — Francia Tel. +33 5 53 31 36 36 E-mail: jardins@marqueyssac.com www.marqueyssac.com
5. Château de Villandry — Indre-et-Loire, Valle della Loira, Francia
Ultimo dei grandi castelli rinascimentali costruiti lungo la Loira, Villandry deve la sua fama mondiale ai sei giardini che si dispiegano su tre terrazze, dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il maniero fu eretto nel 1532 da Jean Le Breton, Sovrintendente alle Finanze di Francesco I, sulle vestigia di un’antica fortezza medievale. I giardini odierni, però, nascono da un atto d’amore novecentesco: nel 1906 lo scienziato spagnolo Joachim Carvallo e la moglie americana Ann Coleman acquistarono la proprietà abbandonata e ricostruirono i giardini ispirandosi al Rinascimento.

Il cuore topiario è il Jardin d’Ornement, organizzato in quattro “Giardini dell’Amore” — Tenero, Appassionato, Volubile e Tragico — disegnati con siepi di bosso e tassi potati, che dall’alto formano cuori, spade, pugnali e fiamme. Sulla terrazza inferiore si stende il Potager Décoratif, l’orto ornamentale più famoso al mondo, con nove riquadri in cui ortaggi e fiori cambiano due volte l’anno. Più in alto, il Jardin d’Eau settecentesco con la grande vasca a forma di specchio Luigi XV. Da visitare salendo sul belvedere: solo dall’alto si percepisce davvero la maestosa geometria dei broderie.
INFO: Château et Jardins de Villandry 3 rue Principale — 37510 Villandry, Indre-et-Loire — Francia www.chateauvillandry.fr
6. Hever Castle — Kent, Inghilterra
A trenta miglia da Londra, custodito da un doppio fossato, sorge Hever Castle, il castello duecentesco in cui Anna Bolena trascorse l’infanzia prima di sposare Enrico VIII e cambiare il corso della storia inglese. Lasciato in rovina nei secoli successivi, fu acquistato nel 1903 dal magnate americano William Waldorf Astor, che incaricò la ditta Joseph Cheal & Son di progettarne i giardini fra il 1904 e il 1908. Il pezzo forte dell’arte topiaria è il Chess Garden, una scacchiera vivente in cui i pezzi sono ricavati da tasso dorato e modellati per oltre tre anni in vivaio prima di essere messi a dimora — sono lì da quasi 120 anni.

Ma il fascino non si esaurisce qui: la Topiary Walk che conduce al castello è abitata da pavoni, una piovra, un cinghiale, una colomba, una farfalla, una lumaca e perfino una renna, tutti scolpiti in tasso e bosso. Il labirinto in tasso, piantato nel 1904, e il Tudor Garden — con erbe medicinali, rose Ballerina e un astrolabio del periodo della Regina Anna — completano l’esperienza. Centoventicinque acri di giardini premiati, oltre cinquemila rose e una collezione di statuaria classica nell’Italian Garden rendono Hever uno dei giardini più ricchi d’Inghilterra.
INFO: Hever Castle & Gardens Hever, Edenbridge, Kent TN8 7NG — Inghilterra Tel. +44 (0)1732 865224 info@hevercastle.co.uk www.hevercastle.co.uk
7. Powis Castle — Welshpool, Galles
Costruito nel XIII secolo dal principe gallese Gruffudd ap Gwenwynwyn, dal 1578 Powis Castle appartenne agli Herbert e dal 1952 è proprietà del National Trust. Sulle terrazze italianeggianti, scavate direttamente nell’arenaria rossa negli anni Ottanta del Seicento, abita la più imponente collezione di topiarie in tasso del Regno Unito. Le quattordici “tumps” — collinette di tasso modellate in forme che ricordano nuvole, panettoni rovesciati o burattini giganti — superano in alcuni casi i quattordici metri di altezza e trecento anni di età. Originariamente erano state piantate in rigide forme geometriche, ma alla fine del Settecento i giardinieri permisero loro di evolversi in volumi organici, ottenendo l’effetto onirico che incanta ancora oggi.

La siepe principale corre per oltre quarantacinque piedi (quasi quattordici metri) di altezza e per la sua manutenzione i giardinieri lavorano da agosto in poi appesi a piattaforme aeree. Oltre alla topiaria, Powis offre l’Orangery, un Edwardian Formal Garden voluto da Lady Violet, viste mozzafiato sulla Severn Valley e, all’interno, la straordinaria Clive Collection di arte sud-asiatica.
INFO: Powis Castle and Garden (National Trust) Welshpool, Powys SY21 8RF — Galles Tel. +44 (0)1938 551944 E-mail: powiscastle@nationaltrust.org.uk : www.nationaltrust.org.uk/visit/wales/powis-castle-and-garden
8. Drummond Castle Gardens — Perthshire, Scozia
Considerato dal Visit Scotland uno dei più importanti giardini formali d’Europa, Drummond Castel fu impiantato intorno al 1630 da John Drummond, secondo conte di Perth, e ridisegnato in stile italiano nel primo Ottocento con la collaborazione di Lewis Kennedy — che era stato giardiniere dell’Imperatrice Giuseppina a Malmaison — e probabilmente dell’architetto Sir Charles Barry. Visto dalle terrazze del castello, il parterre disegna una grande Croce di Sant’Andrea (la bandiera scozzese), con al centro la celebre meridiana poliedrica firmata da John Mylne, mastro muratore di Carlo I, datata 1630. Le aiuole sono delimitate da antichissime siepi di tasso topiate e da urne, statue italiane bianche e fontane.

Replantato negli anni Cinquanta del Novecento dal terzo conte di Ancaster e da sua moglie Nancy Astor, il giardino conserva il faggio rosso piantato dalla Regina Vittoria nel 1842. Per il pubblico cinéfilo, è inevitabile riconoscere lo scenario: qui sono state girate scene del film Rob Roy con Liam Neeson e, soprattutto, il giardino ha “interpretato” Versailles nella seconda stagione di Outlander. Un’esperienza scenografica nelle Highlands meridionali.
INFO: Drummond Castle Gardens Muthill, Crieff, Perthshire PH7 4HN — Scozia Tel. +44 (0)1764 681433 www.drummondcastlegardens.co.uk
9. Schönbrunn — Vienna, Austria
Residenza estiva degli Asburgo dal Settecento alla caduta dell’Impero, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996, Schönbrunn è il capolavoro del Barocco austriaco. Il parco francese fu progettato nel 1695 da Jean Trehet, allievo di André Le Nôtre, e ampliato sotto Maria Teresa nel pieno Settecento. Il Großes Parterre, che si stende davanti alla facciata gialla del palazzo, è incorniciato da boschetti potati a parete (i boskets) e da statue mitologiche di Christian Wilhelm Beyer.

Sul lato del palazzo si apre il Kammergarten, un piccolo gioiello di aiuole geometriche, siepi di bosso e tunnel di glicine e rose; il Kronprinzengarten (Giardino Privato del Principe Ereditario) è una straordinaria composizione frattale di siepi basse, parterre colorati e topiarie a colonna. In cima alla collina svetta la Gloriette del 1775, da cui si gode una delle viste più celebri d’Europa. Si aggiungono il labirinto, l’Orangerie (la più lunga del barocco mondiale), la Casa delle Palme e lo Zoo, fondato nel 1752: il più antico al mondo. L’ingresso al parco è gratuito tutto l’anno.
INFO: Schloss Schönbrunn Schönbrunner Schloßstraße 47, 1130 Vienna — Austria www.schoenbrunn.at
10. Paleis Het Loo — Apeldoorn, Paesi Bassi
Soprannominato la “Versailles d’Olanda“, Paleis Het Loo fu costruito tra il 1684 e il 1686 per il principe Guglielmo III d’Orange — futuro re d’Inghilterra — e sua moglie Maria Stuart II. Il giardino fu progettato da Claude Desgotz, nipote di Le Nôtre, secondo i canoni del Barocco francese: simmetria assoluta, asse centrale, parterre, fontane, statue e bacini. Ma dietro la grammatica versagliese si nasconde un’identità tutta olandese, più raccolta e domestica: il Grote Tuin (Grande Giardino) è uno spazio chiuso, abbracciato da camminamenti rialzati come un hortus conclusus rinascimentale, con aiuole rettangolari ornate di bosso ricamato, sculture topiarie a piramide e ad obelisco, e zampilli che salgono fino a tredici metri — superando, all’epoca, quelli di Versailles.

Le statue raffigurano Venere e gli dèi della crescita vegetale, in omaggio al miracolo di un giardino sorto su una brughiera arida. Dopo essere stato per oltre tre secoli residenza estiva della casa reale d’Olanda (fino al 1975), oggi è museo nazionale. I giardini, restaurati con filologica precisione fra il 1970 e il 1984, sono uno degli esempi più completi di arte topiaria barocca olandese.
INFO: Paleis Het Loo Koninklijk Park 1, 7315 JA Apeldoorn — Paesi Bassi Tel. +31 (0)55 577 2400 info@paleishetloo.nl www.paleishetloo.nl







