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I 10 dolci di Natale più famosi del mondo

Ci siamo, è Natale. Le famiglie si riuniscono attorno alle tavole imbandite e non possono mancare i piatti e, soprattutto, i dolci della tradizione. Ma quali sono i più famosi del mondo, quelli che “paese che vai, dolce che trovi”? Scopriamoli nella nostra TOP 10 natalizia. Ecco, allora il 10 dolci di Natale più famosi del mondo.

 1.Panettone (Italia)

Il primo della lista non può che essere il nostro panettone. Inconfondibile con la sua forma rotonda e la consistenza soffice che al taglio svela il suo profumo di uvetta, canditi e vaniglia. La sua città natale è Milano e le sue origini risalirebbero al Medioevo. La leggenda vuole che un giovane pasticcere di nome Toni, inventò un dolce in occasione del Natale, preparandolo con lievito, burro, uova, uvetta e frutta candita, chiamano “pan de Toni”, cioè, “pane di Toni”, diventato poi “panettone”. Un’altra versione, invece, narra che alla corte di Ludovico il Moro, tal Ughetto di Giovanni Atellani si innamorò perdutamente della figlia di un fornaio. Si fece assumere in bottega sotto mentite spoglie e per incrementare le vendite arricchì il pane con burro zucchero e canditi. Oggi, alle versioni classiche se ne affiancano di fantasiose, tra cioccolato, pan brioche, farciture varie. Che sia in versione industriale, artigianale o gourmet, sulle tavole italiane il panettone non può mai mancare.

2.Christmas Pudding (Regno Unito)

Sulle tavole di sua Maestà Carlo III a Natale non può mancare il Christmas Pudding, le cui origini risalgono al 1300 quando in occasione delle festività si preparava una sorta di porridge con uva passa, vino e altre spezie. La ricetta tradizionale prevedeva poi 13 ingredienti, a simboleggiare Gesù e gli apostoli. Inoltre, tutti i membri della famiglia dovevano mescolarlo in senso orario per ricordare il viaggio dei Re Magi verso Betlemme. Nella storia, ha attraversato fasi avverse. Il Puritanesimo e la dittatura di Cromwell lo bandirono come “peccato di gola” e venne reintrodotto nel XIX secolo grazie alla Regina Vittoria, che ne era ghiotta. Anche Charles Dickens, poi, lo cita nel suo celeberrimo “Canto di Natale”. Oggi, alla versione base con frutta secca, prugne e un po’ di liquore si affiancano le versioni più creative, sia dolci che salate, per accontentare i palati di tutti.

3. Bûche de Noël (Francia)

 Questo dolce di pan di Spagna dalla caratteristica forma di tronco d’albero che in Francia viene offerto alla fine del pranzo di Natale, ma anche nei bar e nei ristoranti, è nato nel 1945, quando un pasticcere lo realizzò utilizzando una pasta per biscotti farcita di marmellata. Le sue origini, però, sono ancora più antiche e risalirebbero al Medioevo quando durante il periodo natalizio, era tradizione mettere nel focolare un enorme ceppo che doveva bruciare fino all’Epifania. Le ceneri, poi, venivano conservate per propiziarsi fertilità, pace e ricchezza. Dalla Francia, la versione dolce e commestibile di quell’antica tradizione si è poi diffusa negli altri Paesi francofoni dell’Europa e del mondo.

4. Roscón de Reyes (Spagna)

In Spagna il Roscón de Reyes è il protagonista di tutte le festività natalizie e, in particolare, non manca mai la mattina del 6 gennaio. Si tratta di una ciambella con impasto simile alla brioche, fatta con uova, burro e acqua di fiori d’arancio, ricoperta di frutta candita, granella di zucchero e mandorle in lamine, in modo da assomigliare a una corona tempestata di pietre preziose. La sua caratteristica principale, è quella di avere al suo interno una piccola sorpresa, un monile, un giocattolo o un portachiavi. Chi la trova viene incoronato “re della festa” e, insieme al dolce, nella confezione si trova infatti una corona di carta. La tradizione è antichissima. Alcuni storici la collocano addirittura ai tempi dei Romani quando, in occasione dei Saturnali, la festa dedicata a Saturno che cadeva in coincidenza con il solstizio d’inverno, si preparava un dolce con all’interno una fava secca. Chi la trovava diventava il re della festa. Altri, invece, spostano la tradizione, ma sempre con la fava all’interno del dolce, al Cinquecento. Ma, ancora, chi trovava la fava diventava re per un giorno, con la possibilità di dare consigli a ministri e ambasciatori.

5. Arroz Doce (Portogallo)

 In Portogallo, a Natale, ma anche durante molte altre festività dell’anno, come il giorno di Sant’Antonio a Lisbona, non può mancare l’Arroz Doce, il “riso dolce”, un delizioso e leggero dolce al cucchiaio che si prepara facendo bollire il riso insieme ad acqua, cannella e scorze di limone o di arancia. A fine cottura, poi, si aggiungono i tuorli d’uovo che gli conferiscono il tipico colore dorato. Prima di servirlo, si cosparge poi la teglia con altra cannella. La sua origine risalirebbe ai Mori che occupavano il territorio portoghese nel XII secolo. Una versione simile del dolce si trova anche in Turchia e in sud America.

6. Torta Linzer (Austria)

La Torta di Linz è il dolce delle feste della tradizione austriaca, ma anche di quella svizzera, tedesca, ungherese e tirolese. Il dolce ha la forma di una crostata molto bassa, con il tipico impasto di pasta frolla. Vengono poi usate nocciole, ma anche mandorle o noci, e una copertura di marmellata, a scelta tra lamponi rossi, ribes, prugne o albicocche. Caratteristico è il “reticolato” di strisce di pasta con cui viene coperto lo strato di marmellata, che viene spennellato con albume d’uovo sbattuto. I bordi vengono invece decorati con mandorle a lamelle. Per moltissimo tempo si è creduto che la ricetta originale della torta di Linz fosse quella conservata alla Stadt- und Landesbibliothek di Vienna, risalente al 1696. Tuttavia, nel 2005, Waltraud Faißner, direttore della biblioteca del Landesmuseum dell’Alta Austria, mentre stava conducendo delle ricerche per il suo libro “Come fare la Linzer Torte” trovò una ricetta veronese ancora più antica, risalente al 1653. Il documento era conservato nel Codex 35/21 di Admont Abbey, un monastero benedettino tra i monti della regione austriaca della Stiria. Su chi l’ha inventata, invece, ci sono teorie contrastanti. Alcuni studiosi sostengono che la torta venne ideata da un confettiere viennese che si faceva chiamare Linzer, mentre altri propendono per il pasticcere francone Johann Konrad Vogel. La produzione “industriale”, invece, cominciò a Linz nel 1823, da qui il nome “Torta di Linz”, conosciuta oggi in tutto il mondo.

7. Lebkuchen (Germania)

 In Germania, invece, non possono mancare i Lebkuchen, i deliziosi biscotti di pan di zenzero preparati con cardamomo, zenzero, cannella, noce moscata, canditi, arancia e cioccolato. Il nome resta ancora un mistero. Alcuni sostengono che derivi dal latino libum, cioè pane, quindi “focaccia”. Secondo altri studiosi, invece, deriverebbe da leb, ossia “pagnotta” e ciò spiegherebbe la forma di biscotto anziché di torta di dimensioni più grandi. Per quanto riguarda l’origine, invece, si pensa che si debba andare indietro al XII secolo, quando a Norimberga, quando alcune corporazioni di fornai si specializzarono nella produzione di dolci a base di spezia. Norimberga, infatti, non solo era un crocevia dei commerci e qui arrivavano diverse spezie, ma i suoi abitanti erano anche abbastanza ricchi da potersele permettere. Da qui, poi, la tradizione dei Lebkuchen si è diffusa in tutta la Germania e nei paesi di lingua e tradizione tedesca, come l’Alto Adige e l’Austria.

8. Melomakarona (Grecia)

In Grecia, nei dodici giorni delle festività natalizie si preparano i melomakarona, biscotti dalla forma di uovo che si preparano con farina o semolino, olio di oliva, arancia grattugiata, noce moscata, chiodi di garofano e cognac. Senza latte e senza uova. Alo loro interno, svelano poi un cuore morbido fatto con miele, noci e scorze di arancia.  Subito dopo la cottura, poi, vengono immersi in uno sciroppo a base di miele e zucchero sciolti in acqua e decorati con pezzi di noci più grandi. Il loro nome deriva dalle parole greche meli, cioè miele, e makaria, “benedetto”. La loro origine risale all’antica Grecia, quando questi biscotti, senza però il miele, venivano offerti durante le veglie funebri. Se ne trova infatti traccia anche nel discorso dell’Epitaffio di Pericle del 430 a.C per celebrare i morti della guerra del Peloponneso. In seguito, i Makaria vennero inzuppati nel miele e furono ribattezzati Melomakarona. In seguito, i romani li ribattezzarono “maccarone” e, dal Medioevo in poi, dopo aver attraversato la frontiera francese, oltralpe si chiamarono macaroon.

9. Apple Pie (Stati Uniti)

 Negli States è il dolce nazionale e si può trovare tutto l’anno, ma è nel periodo natalizio che si prepara in tutte le case. L’ Apple Pie o American Apple Pie è una deliziosa torta di mele che si prepara facendo cuocere mele Granny Smith tagliate a pezzetti con cannella, noce moscata e chiodi di garofano e tanto zucchero, meglio se di canna. La ricetta originale, invece, risale al Medioevo e le origini sono da ricercare in Inghilterra quando le famiglie contadine la preparavano con lo scopo di utilizzare le mele prima che marcissero. La prima ricetta scritta, invece, è del 1361. In America, invece, le mele arrivano con Cristoforo Colombo e le torte con i primi pellegrini inglesi. Negli Stati Uniti a questo dolce è anche dedicata una festività nazionale: il National Apple Pie Day che nel 2024 si terrà il 13 maggio.

10. Pavlova (Australia e Nuova Zelanda)

Dall’altra parte dell’emisfero, il Natale si festeggia al caldo e portando in tavola la golosa torta Pavlova, una delizia con una base di meringa, una copertura di panna e decorata con frutta fresca. La particolarità è che la meringa deve essere croccante fuori con un cuore morbido. La Pavlova, che prende il nome dalla ballerina russa Anna Matvevevna Pavlova, è nata nel 1926, ma ancora oggi c’è una diatriba tra Australia e Nuova Zelanda, che ne rivendicano entrambe la paternità.