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I 10 borghi più belli delle Marche da visitare a giugno

Tra il verde dei Monti Sibillini e il blu dell’Adriatico, le Marche custodiscono un tesoro che nessun’altra regione italiana può vantare: una concentrazione straordinaria di borghi medievali intatti, ciascuno con la propria anima, la propria storia, la propria tavola. Giugno è il mese perfetto per esplorarli — le giornate sono lunghe, il caldo ancora gentile, le sagre cominciano ad animare le piazze e le colline brillano di tutti i verdi possibili. Abbiamo scelto per voi dieci gioielli assoluti, dalla costa all’entroterra più selvaggio, per un viaggio lento e indimenticabile nel cuore più autentico dell’Italia centrale.

1. GRADARA (Pesaro-Urbino)

C’è un nome che risuona nei versi più celebri della Divina Commedia: Gradara. È qui, tra le mura di questa fortezza mozzafiato, che Dante immortalò l’amore tragico di Paolo e Francesca, condannati all’eterno per non aver resistito alla passione. Il Castello Malatestiano — con il suo mastio alto trenta metri, le due cinte murarie che si estendono per quasi ottocento metri e i camminamenti di ronda ancora percorribili — è uno dei complessi medievali meglio conservati d’Italia ed è visitabile in ogni sua parte, stanza dopo stanza, come un libro di pietra ancora aperto.

Fondato nel XII secolo e passato tra le mani dei Malatesta, degli Sforza e dei Della Rovere, il borgo sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare e domina con sguardo regale la Valconca fino al mare. Oltre al castello, da non perdere le botteghe artigianali disseminate lungo i vicoli acciottolati, le mostre temporanee allestite nelle sale storiche e l’evento “Gradara d’Amare“, che a giugno trasforma il borgo in un palcoscenico di musica, arte e atmosfere romantiche. A tavola, la cucina è un felice incrocio tra tradizione marchigiana e romagnola — quella che i locali chiamano “marchignola”: crescioni farciti con erbe selvatiche, bigoli al sugo, lacchene ai fagioli, e per dessert una fetta di crostata della nonna. Da abbinare rigorosamente a un calice di Sangiovese.

INFO:: www.gradara.org  · IAT Gradara: Via Pisacane 2 · Tel. 0541 964673

2. CORINALDO (Ancona)

“Curre in altum” — corri in alto — avrebbero gridato i sopravvissuti alle invasioni barbariche, e da quel grido nacque il nome di Corinaldo. Il borgo è arroccato su una collinetta delle Marche centrali e protetto da una delle cinte murarie più lunghe e meglio conservate della regione: quasi un chilometro di bastioni eretti nel XIV secolo dall’architetto militare Francesco di Giorgio Martini, ancora oggi intatti come il giorno in cui furono costruiti. Corinaldo è anche patria di santa Maria Goretti, e ogni estate migliaia di pellegrini salgono al suo santuario.

Ma Corinaldo è anche il “paese dei matti e dei polentari“, come vuole la leggenda. La Piaggia — la scenografica scalinata in mattoni rossi che attraversa il cuore del borgo — è la sua immagine simbolo. Passeggiando tra i vicoli si incontrano il Teatro Carlo Goldoni con i suoi 44 palchi a ferro di cavallo, la Rocca malatestiana, la chiesa di San Francesco e numerose botteghe dove assaggiare la produzione locale. Giugno porta con sé festival di musica e cultura all’aperto, rendendo il borgo ancora più vivo. La cucina è quella autentica dell’entroterra marchigiano: vincisgrassi, tagliatelle fatte a mano, arrosti e formaggi stagionati, tutto innaffiato con le etichette locali del Verdicchio.

INFO:: www.corinaldoturismo.it  , · Pro Loco Corinaldo: Tel. 071 7978636

3. MONDAVIO (Pesaro-Urbino)

Varcata Porta Cavour, lo sguardo sale inevitabilmente verso la Rocca Roveresca e non riesce più a staccarsene. Mondavio custodisce uno dei capolavori assoluti dell’architettura militare rinascimentale italiana: la fortezza voluta da Giovanni della Rovere tra il 1482 e il 1492 e progettata dal grande Francesco di Giorgio Martini non ha mai ricevuto né sparato un colpo — eppure non ha perso nulla della sua potenza. Il mastio ottagonale, i camminamenti, le torri, il fossato perimetrale: tutto è intatto, tutto parla di un’epoca in cui la bellezza e la difesa erano la stessa cosa.

All’interno della Rocca ha sede il Museo di Rievocazione Storica, con armerie, banchetti ricostruiti e costumi d’epoca. Ma Mondavio è anche un borgo da vivere a passo lento: il piccolo Teatro Apollo liberty con i suoi affreschi ritrovati, i vicoli che scendono tra case in cotto rosso antico, Piazza della Rovere con la sua armonia rinascimentale. Il borgo gode dei riconoscimenti “Bandiera Arancione” e “Bandiera Verde”, che certificano non solo la bellezza ma la qualità dell’accoglienza. A tavola dominano i sapori dell’entroterra pesarese: crescia, salumi artigianali, tagliatelle al ragù di cinghiale e il tartufo nero dei colli vicini.

INFO:: www.mondavioturismo.eu  · Tel. +39 0721 97035

4. SIROLO (Ancona)

Poche centinaia di metri separano il centro storico di Sirolo dal blu intenso dell’Adriatico, eppure il borgo conserva intatto il suo carattere medievale: vicoli in pietra bianca, archi, logge fiorite e un campanile che svetta sulle case color miele. Sirolo è l’accesso privilegiato al Parco del Conero, quella spettacolare penisola calcarea che è l’unica vera scogliera delle Marche, con spiagge di ciottoli bianchi e acque cristalline premiate ogni anno dalla Bandiera Blu europea.

La storia del borgo risale all’epoca altomedievale: fu castello fortificato prima di diventare il villaggio di pescatori e artigiani che ancora oggi si riconosce nelle sue architetture. A giugno, prima della calca estiva, Sirolo è ancora silenziosa e tutta da scoprire: si sale sulla torre civica per un panorama che abbraccia il Conero fino a Numana, si percorrono i sentieri del parco fino alle spiagge di Urbani e delle Due Sorelle raggiungibili solo a piedi o via mare, si noleggia un kayak per circumnavigare i promontori. A tavola è d’obbligo il brodetto di pesce all’anconetana — con lo scalogno, l’aceto e tutte le varietà dell’Adriatico — e le cozze alla marinara raccolte sugli scogli del Conero.

INFO: www.turismosirolo.it   · IAT Sirolo: Tel.071 9330611

5. SARNANO (Macerata)

Sarnano è uno di quei borghi che si svelano lentamente, come una storia raccontata a voce bassa. Ai piedi dei Monti Sibillini, a 539 metri di quota, il paese medievale si snoda in cerchi concentrici intorno alla Piazza Alta, cuore e anima di tutta la struttura urbana: la sobria Chiesa di Santa Maria Assunta, il Palazzo del Popolo con il Teatro della Vittoria, le case in cotto rosso che si stringono l’una all’altra come per proteggersi. Il centro storico ha la forma del vecchio “castrum” medievale e conserva ancora porte, mura e torri.

Sarnano fa parte dei Borghi più belli d’Italia e vanta la Bandiera Arancione del Touring Club. È anche, e soprattutto, una destinazione termale: le Terme di San Giacomo — note fin dagli anni Trenta e con radici che risalgono al XVI secolo — offrono trattamenti con acque oligominerali e sulfuree, una spa e una piscina all’aperto perfetta per giugno. Intorno al borgo si aprono percorsi di trekking e cicloturismo verso le cascate nascoste dei Sibillini. A tavola, il ciauscolo — il morbido salume spalmabile che è un simbolo gastronomico di tutta la zona — apre ogni antipasto degno di questo nome, seguito da vincisgrassi, tagliatelle al tartufo o al sugo di cinghiale, polentone al forno con pecorino. E per finire, la crostata al torrone, dolce antichissimo di tradizione rinascimentale.

INFO: www.sarnanoturismo.it   · IAT Sarnano: Tel. 0733 657144

6. OFFIDA (Ascoli Piceno)

Su uno sperone roccioso tra le valli del Tesino e del Tronto, Offida guarda il mare da lontano con la dignità di un borgo che sa di valere. Il centro storico è uno scrigno di architettura civile medievale: la Piazza del Popolo — con la forma triangolare unica nel suo genere — è dominata dal Palazzo Comunale del XII secolo con il suo elegante loggiato e dalla Collegiata di Santa Maria Assunta. Tutto intorno, vicoli acciottolati e palazzi nobiliari raccontano una storia lunga di battaglie tra Ascoli e Fermo, tra guelfi e ghibellini.

Offida è celebre per due eccellenze nazionali: il merletto a tombolo, produzione artigianale femminile tramandata per secoli di generazione in generazione e riconosciuta patrimonio UNESCO, e il Carnevale, tra i più antichi e originali delle Marche. A giugno si respira la quiete autentica del borgo, perfetta per visitare il Museo delle Tradizioni Popolari — sei sezioni che ricostruiscono la vita contadina del passato — e la Pinacoteca Comunale, con opere pittoriche di grande pregio. Non mancate al Teatro del Serpente Aureo, gioiello di architettura storica. A tavola: olive ascolane fritte (le originali, rigorosamente ripiene di carne), vincisgrassi, agnello alla brace e — da non dimenticare — il Rosso Piceno DOC, uno dei vini rossi più eleganti delle Marche.

INFO: WWW.turismoffida.it     · IAT Offida: Tel. 0736 889715

7. GROTTAMMARE ALTA (Ascoli Piceno)

La chiamano la “Perla dell’Adriatico” e il soprannome non è esagerato: il borgo medievale di Grottammare Alta si aggrappa al ciglio di una collina a picco sul mare come un presepe di pietra sospeso tra cielo e acqua. Mentre la marina moderna corre lungo la spiaggia con i suoi stabilimenti balneari e le ville Liberty della Belle Époque, il vecchio incasato conserva intatto il profumo di un Medioevo vissuto, con vicoli lastricati, archi in mattoni e scorci panoramici sull’Adriatico che tolgono il fiato.

Il cuore del borgo è Piazza Peretti, intitolata al più illustre dei suoi figli: Felice Peretti, nato qui nel 1521 e poi divenuto papa Sisto V. Sulla piazza si affacciano il Teatro dell’Arancio — il cui nome deriva da una rigogliosa pianta di aranci che un custode comunale aveva il compito di proteggere — il Palazzo Priorale con il loggiato sul mare, e la Chiesa di San Giovanni Battista con i suoi affreschi rinascimentali. In cima al colle, raggiungibile a piedi attraverso una scalinata di suggestiva bellezza, i resti del Castello di origine farfense (VIII-IX secolo) e un parco con un belvedere assoluto sul mare. Giugno è il mese ideale: il porto è animato, i ristoranti servono il brodetto marinaro con il pesce del giorno e le serate sono lunghe e dolci tra profumo di fiori mediterranei.

INFO: www.visitgrottammare.it  IAT: Tel. +39 0735 739982

8. SAN GINESIO·(Macerata)

Il balcone dei Sibillini” è il soprannome più preciso e più poetico che si potesse dare a San Ginesio: da questo borgo medievale a 690 metri di quota, nelle giornate limpide di giugno, il panorama abbraccia in un unico sguardo il Monte Conero, i Monti Sibillini, il Gran Sasso e — in lontananza — il luccichio dell’Adriatico. Una vista che da sola vale il viaggio. Il borgo è racchiuso da mura con torri e baluardi, attraversate da Porta Picena, e custodisce uno degli archivi storici comunali più antichi d’Italia, arrivato intatto dal 1199 fino a oggi.

Il monumento principale è la Collegiata di Santa Maria Assunta: fondazione romanica del 1080, trasformata in gotico fiorito, con una facciata tardo gotica di straordinaria ricchezza decorativa in cotto e un portale scolpito di grande pregio. San Ginesio è dedicata al suo patrono — santo protettore degli attori — e ogni anno il Palio dei quattro rioni, in agosto, richiama migliaia di visitatori con sfilate in costume, la Giostra dell’anello e spettacoli medievali. A giugno il borgo è più tranquillo e autentico: si visitano la Pinacoteca Gentili, l’Ospedale dei Pellegrini con i suoi affreschi e i vicoli a spirale che raccontano secoli di vita quotidiana. A tavola: il Polentone di San Ginesio — granoturco cotto in forno con salsiccia, costate di maiale, funghi e formaggio pecorino — e il pregiato vino rosso San Ginesio DOC.

INFO:: www.sanginesioturismo.it   ·

9. MONTELUPONE (Macerata)

A soli tredici chilometri da Macerata, Montelupone è uno di quei borghi che il turismo di massa non ha ancora scoperto davvero, e che per questo conserva intatta la propria autenticità. Il centro storico medievale è racchiuso da mura ben conservate con quattro porte d’ingresso che nei secoli venivano chiuse al tramonto e riaperte all’alba: un dettaglio che dice tutto del carattere schivo e orgoglioso di questo luogo. L’originale pavimentazione in pietra delle vie è ancora quella di sempre.

La piazza centrale, con il Palazzo dei Priori trecentesco e la Torre Civica, è considerata uno degli esempi più armoniosi di architettura civile marchigiana. Poco fuori dal borgo sorge l’Abbazia benedettina di San Firmano, uno degli edifici religiosi più affascinanti del Medioevo marchigiano, in un paesaggio di colline e campi che a giugno è di una bellezza commovente. Il Teatro Storico Nicola degli Angeli e la Chiesa di San Francesco — eretta nella seconda metà del Duecento — completano un itinerario artistico di sorprendente qualità per un borgo così piccolo. La particolarità gastronomica di Montelupone è il carciofo viola, prelibatezza locale celebrata ogni primavera con una sagra che ne esalta le ricette della tradizione. E naturalmente non mancano i vincisgrassi e i formaggi del maceratese.

INFO:: Comune di Montelupone | Turismo   · Tel. +39 0733 226141

10. RIPATRANSONE (Ascoli Piceno)

Ripatransone custodisce un primato che la rende unica in Italia: il vicolo Stretto, con i suoi 43 centimetri di larghezza, è il vicolo più stretto del Paese — e ha finestre, porte, è percorribile ed è autentico. Ma il borgo non si esaurisce in questo celebre primato: arroccato su un colle tra la Valle del Tronto e la costa picena, Ripatransone è una piccola città d’arte inaspettata, con una storia che affonda le radici nell’età picena e che conobbe il suo apice nel Medioevo.

Entrando da Porta di Monte Antico — l’ingresso storico principale — si sale fino al Duomo dei Santi Gregorio Magno e Margherita e alla bella Piazza XX Settembre, dove svetta la statua della nobildonna ripana Agnese de Tharolis: fu lei che nel XVI secolo, secondo la leggenda, organizzò un esercito di donne per liberare Ripatransone dall’assedio spagnolo. Da non perdere la Pinacoteca Civica con la sua collezione di arte medievale e rinascimentale, e il fossato con le riproduzioni delle macchine da guerra medievali, perfetto per far brillare gli occhi ai bambini. A giugno il borgo è piacevolmente fresco e il panorama sulle colline picene verso il mare è di rara bellezza. A tavola: olive ascolane DOC, brodetto di mare alla sambenedettese con il pomodoro verde, vincisgrassi e pecorino stagionato dei colli.

INFO:: www.visitripatransone.it   · Tel. +39 0735 99138