La Toscana non è solo Firenze, Siena e Pisa: è anche, e forse soprattutto, una costellazione di piccoli centri abbarbicati su colline, cinti da mura, scolpiti nel tufo o adagiati tra vigneti e cipressi. Borghi dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo o al Rinascimento, dove ogni vicolo nasconde una pieve, una bottega d’artigiano, un’osteria con la zuppa fumante in tavola. Abbiamo selezionato dieci gioielli che meritano un viaggio, tra Maremma, Valdichiana, Val d’Orcia, Garfagnana e Valtiberina: ognuno con la propria storia, il proprio paesaggio, il proprio piatto da non perdere.
1. PITIGLIANO (Grosseto)
Definito “la Piccola Gerusalemme“, Pitigliano e considerato da molti il borgo più scenografico dell’intera regione, Pitigliano è una visione che lascia senza fiato: arroccato sul tufo, le sue case sembrano sospese sulla roccia, in un equilibrio impossibile tra architettura e natura vulcanica. Sorge attorno a complessi architettonici e storici di grande suggestione, sopra una rupe di tufo dorato di origine vulcanica, dalla quale le case emergono senza soluzione di continuità. Le sue origini affondano nel periodo etrusco e nel corso dei secoli il borgo è stato terra di confine e di integrazione: il soprannome di “piccola Gerusalemme” deriva dalla storica presenza di una comunità ebraica che, fin dal XVI secolo, abitò il borgo.

Da non perdere l’imponente Palazzo Orsini con il suo museo civico-archeologico, l’acquedotto mediceo a doppia arcata, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo e soprattutto la Sinagoga del 1598 con il suggestivo Quartiere Ebraico: ipogei, forno delle azzime, cantina kasher e tintoria scavati nel tufo. Le esperienze imperdibili includono il trekking nelle Vie Cave etrusche (tagli profondissimi nella roccia), un tour delle cantine del Bianco di Pitigliano DOC e una giornata alle vicine Terme di Saturnia. Il piatto tipico è lo sfratto dei Goym, dolce di tradizione ebraica a forma di bastone, ripieno di miele e noci, simbolo della convivenza tra comunità cristiana e ebraica. La sera, dalla strada panoramica che porta al borgo, il profilo di Pitigliano illuminato è uno spettacolo difficile da scordare.
INFO – www.visitpitigliano.com, IAT, Piazza Garibaldi 51, 58017 Pitigliano (GR) – Tel. 0564 617111 – iat@comune.pitigliano.gr.it – Comune: comune.pitigliano.gr.it
2. SAN GIMIGNANO (Siena)
Chiamata “la Manhattan del Medioevo”, San Gimignano, in Val d’Elsa, è probabilmente il borgo toscano più riconoscibile al mondo grazie al suo profilo unico: una selva di torri svetta sulle colline della Val d’Elsa, regalando un panorama che non ha eguali in Italia. Il centro storico, patrimonio dell’umanità, offre capolavori medievali tra cui le famose torri che ancora svettano sul suo panorama. Delle 72 torri originarie oggi ne restano 16, la più antica è Torre Rognosa, alta 51 metri, e la più alta è Torre del Podestà di 54 metri. Le torri erano simbolo di prestigio delle famiglie nobili che, tra il XII e il XIV secolo, gareggiavano a chi la costruiva più alta.

Cuore della cittadina è Piazza del Duomo, ricca di edifici e palazzi come Palazzo Vecchio del Podestà e il Palazzo Comunale chiamato anche Palazzo Nuovo, e il Palazzo della Propositura sede dell’Archivio dell’Opera con importanti manoscritti del XV secolo. Da non perdere la Collegiata di Santa Maria Assunta (con il ciclo di affreschi di Lippo Memmi, Bartolo di Fredi e Benozzo Gozzoli), la salita sulla Torre Grossa con vista sulle colline, e Piazza della Cisterna con il suo pozzo ottagonale in travertino. L’esperienza enogastronomica obbligatoria è la degustazione della Vernaccia di San Gimignano, primo vino DOC italiano (1966) e poi DOCG, raccontato anche dal Museo del Vino in Rocca di Montestaffoli. Tra i piatti tipici: pappardelle al cinghiale e crostini con zafferano DOP di San Gimignano. Per evitare la folla, visitate il borgo all’alba o dopo il tramonto, quando le torri si tingono d’oro.
INFO: www.sangimignano.com – Ufficio Informazioni Turistiche Pro Loco, Piazza del Duomo 1, 53037 San Gimignano (SI) – Tel. +39 0577 940008 – info@sangimignano.com –
3. PIENZA (Siena)
Patrimonio UNESCO dal 1996, Pienza, in Val d’Orcia, è considerata “la città ideale” del Rinascimento. È il borgo dove l’utopia umanistica si è fatta pietra. La sua storia è straordinaria: nato come piccolo borgo medievale chiamato Corsignano, fu interamente riprogettato a partire dal 1459 per volere di papa Pio II Piccolomini (qui nato) che incaricò l’architetto Bernardo Rossellino di trasformarlo nella prima “città ideale” della storia, secondo i canoni dell’urbanistica rinascimentale. Il centro storico è un perfetto equilibrio tra architettura e vedute panoramiche che si aprono tra vicoli e piazze, mostrando la campagna toscana. Da non perdere Piazza Pio II con il celebre “trio” rinascimentale (Duomo dell’Assunta, Palazzo Piccolomini e Palazzo Borgia), la passeggiata sui camminamenti delle mura affacciati sulla Val d’Orcia (ribattezzati Via dell’Amore, Via del Bacio, Via della Fortuna), e il Palazzo Piccolomini con i suoi giardini pensili che paiono sospesi sul paesaggio dipinto.

Con una popolazione di 1900 abitanti, è una delle località italiane più ricercate online dagli italiani secondo il portale Holidu nella classifica “Small Cities 2026”. L’esperienza enogastronomica imperdibile è la degustazione del pecorino di Pienza DOP, eccellenza tra le più raffinate d’Italia (di grotta, sotto cenere, in foglie di noce). Il piatto tipico sono i pici cacio e pepe, spaghettoni fatti a mano conditi proprio con il pecorino locale. Da settembre, alla Fiera del Cacio, si gioca anche il “Cacio al Fuso”, torneo storico tra i rioni. La NazioneLa Nazione
INFO: www.ufficioturisticodipienza.it – Ufficio Informazioni Turistiche, Corso Il Rossellino 30, 53026 Pienza (SI) – Tel. 0578 749905 – info.turismo@comune.pienza.si.it
4.MONTEPULCIANO (Siena)
Soprannominata “la perla del ‘500”, Montepulciano, nella Valdichiana senese, si arrampica per oltre 600 metri di altitudine su un crinale tufaceo e regala una sequenza di palazzi rinascimentali firmati da architetti del calibro di Antonio da Sangallo il Vecchio, Vignola e Michelozzo. Cuore del borgo è Piazza Grande, scenografica e mozzafiato: vi si affacciano il Duomo con il trittico di Taddeo di Bartolo, Palazzo Comunale (modellato su Palazzo Vecchio di Firenze) la cui torre si può salire per godere di una vista che, nelle giornate limpide, arriva fino al Lago Trasimeno, il Palazzo Contucci e il Palazzo Tarugi con la sua iconica fontana dei Grifi e dei Leoni. Da non perdere il Tempio di San Biagio, capolavoro rinascimentale di Antonio da Sangallo il Vecchio, isolato nella campagna sotto le mura e considerato uno dei massimi esempi di architettura sacra italiana del ‘500.

Negli ultimi anni Montepulciano è anche diventata location di film e serie tv (da “Sotto il sole della Toscana” alla saga di Twilight). L’esperienza da fare è una visita alle storiche cantine sotterranee scavate nel tufo: Contucci, De’ Ricci, Avignonesi, dove riposa il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, uno dei grandi vini italiani. Il piatto tipico sono i pici all’aglione, spaghettoni a mano con sugo di pomodoro e aglio dolce locale, perfetti accompagnati da una bistecca di Chianina. A fine agosto torna il celebre Bravìo delle Botti, palio in cui le otto contrade si sfidano spingendo botti di 80 kg in salita.
INFO: www.prolocomontepulciano.it – Pro Loco Ufficio Turistico, Piazza Don Minzoni 1, 53045 Montepulciano (SI) – Tel. 0578 757341 – Strada del Vino Nobile (Piazza Grande 7): Tel. 0578 717484
5. MONTERIGGIONI (Siena)
Monteriggioni è borgo più “fiabesco” della Toscana, citato addirittura da Dante nella Divina Commedia: “però che, come su la cerchia tonda / Monteriggion di torri si corona” (Inferno, XXXI, vv. 40-41). Visto da lontano, appare come una corona perfetta posata sulla cima di una collina, con 14 torri quadrate che svettano sopra una cinta muraria intatta lunga 570 metri. Il castello di Monteriggioni risale al secondo ventennio del Duecento e fu fondato dalla Repubblica di Siena per difendere i confini contro la città rivale, Firenze; le due città si scontrarono per secoli, fino alla presa della città di Siena nel 1555. La caduta di Monteriggioni, nel 1554, anticipò quella della città fondatrice. Situata su una dolce collina che domina la campagna circostante, il borgo si trova proprio sul percorso della Via Francigena.

Una volta varcata Porta Franca o Porta Romea si entra in una piazza dominata dalla Pieve di Santa Maria, da poche case in pietra e da botteghe artigianali. Da non perdere la passeggiata sui camminamenti di ronda, il piccolo Museo “Monteriggioni in Arme” (con armi e armature in replica), e una sosta in osteria. Il borgo è perfetto come tappa lungo la Via Francigena ed è famoso per la Festa Medievale di Monteriggioni, una delle rievocazioni storiche più importanti d’Italia, che si svolge ogni anno a luglio trasformando il borgo in un autentico mercato medievale. In tavola, immancabili la ribollita e i pici al ragù di Cinta Senese. Da provare anche un bicchiere di Chianti Colli Senesi nelle enoteche del centro.
INFO: www.monteriggioniturismo.it – Ufficio Turistico, Piazza Dante Alighieri 23, 53035 Monteriggioni (SI) – Tel./Fax +39 0577 304834 – info@monteriggioniturismo.it
6. VOLTERRA (Pisa)
Definita “città del vento e del macigno”, Volterra è un’autentica enciclopedia a cielo aperto: tre millenni di storia stratificata, dall’epoca etrusca a quella romana, dal Medioevo al Rinascimento. Già capitale di una delle dodici lucumonie etrusche, conserva la celebre Porta all’Arco (III secolo a.C.) con tre teste scolpite in pietra, e l’imponente acropoli; di epoca romana sono il grandioso teatro (I secolo a.C.) e le terme. Cuore del borgo è Piazza dei Priori, dominata dall’omonimo Palazzo (il più antico palazzo comunale della Toscana, iniziato nel 1208) e dal Duomo romanico. Tappa fondamentale il Museo Etrusco Guarnacci, uno dei più importanti d’Europa con la celebre statuetta “Ombra della Sera”, un esile bronzo allungato che ha ispirato Giacometti.

Da non perdere anche la Pinacoteca con la “Deposizione” di Rosso Fiorentino. Volterra è famosa nel mondo per l’alabastro: passeggiate tra le botteghe artigiane lungo Via Porta all’Arco e Via Don Minzoni, dove i maestri trasformano la pietra in opere di fascino unico. Per gli appassionati di letteratura, la città è anche celebre per essere la “capitale” dei vampiri Volturi nella saga di Twilight. Il piatto tipico è il coniglio fritto alla volterrana o la trippa alla volterrana, da abbinare ai pecorini di queste colline. A inizio agosto rivive con “Volterra A.D. 1398” una grande rievocazione storica medievale.
INFO: www.volterratur.it – Ufficio Turistico, Piazza dei Priori 19/20, 56048 Volterra (PI) – Tel. +39 0588 86099 – info@volterratur.it
7.CORTONA (Arezzo)
Resa celebre dal libro e dal film “Sotto il sole della Toscana”, Cortona è una piccola gemma etrusca arroccata a 600 metri sul Monte Sant’Egidio, con un panorama che dalla Valdichiana arriva fino al Lago Trasimeno. Le sue origini sono antichissime: già nell’VIII secolo a.C. era una delle dodici città-stato della Lega Etrusca, come testimoniano le mura ciclopiche e i Meloni del Sodo, due imponenti tumuli funerari visitabili a pochi chilometri dal centro. Da non perdere il MAEC (Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona) che ospita il celebre “lampadario etrusco” in bronzo del IV secolo a.C. e la “Tabula Cortonensis“, uno dei più lunghi testi etruschi mai ritrovati.

Imperdibile poi il Museo Diocesano che custodisce capolavori del Beato Angelico, di Luca Signorelli (qui nato) e di Pietro Lorenzetti. Salite alla Fortezza del Girifalco per il panorama mozzafiato sulla vallata e visitate il Santuario di Santa Margherita. Cortona è anche capitale della fotografia internazionale con il festival Cortona On The Move (luglio-ottobre) e teatro della Sagra della Bistecca a Ferragosto: la regina è la bistecca di Chianina IGP, razza bovina autoctona allevata proprio in Valdichiana. Da assaggiare anche i pici al sugo di nana (anatra) e i fagioli zolfini. Il borgo è inoltre rinomato per i suoi tappeti antichi e per Cortona Antiquaria, una delle più antiche mostre-mercato d’antiquariato d’Italia.
INFO: www.comune.cortona.ar.it/turismo – Ufficio Informazioni Turistiche IAT, Piazza Signorelli 9 (Palazzo Casali), 52044 Cortona (AR) – Tel. +39 0575 637274 – infocortona@comune.cortona.ar.it
8. ANGHIARI (Arezzo)
Tra i protagonisti della classifica dei borghi più amati d’Italia, Anghiari è un piccolo capolavoro medievale che svetta su un crinale dominante la Valtiberina, al confine con Umbria e Marche. In provincia di Arezzo, Anghiari è un borgo legato indissolubilmente alla celebre Battaglia del 1440, resa immortale da Leonardo da Vinci. Il suo impianto medievale si sviluppa su un crinale che domina la Valtiberina, con scorci scenografici tra i più apprezzati: il 29 giugno 1440 sulla piana sottostante l’esercito fiorentino sconfisse quello milanese di Filippo Maria Visconti, evento che Leonardo immortalò nell’affresco perduto destinato al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Il Museo della Battaglia di Anghiari racconta gli avvenimenti storici che hanno reso famoso il borgo, mentre dalla Torre del Cassero si gode un panorama che abbraccia l’intera vallata.

Da non perdere la passeggiata lungo lo Stradone, la salita verso Piazza Baldaccio, il Palazzo Pretorio con gli stemmi dei Podestà, la Chiesa di Badia e il Museo della Misericordia. È parte del club dei borghi più belli d’Italia, ed ha ricevuto il titolo di Bandiera arancione dal Touring Club italiano, ed è anche Città Slow. Anghiari è capitale dell’artigianato d’eccellenza: visitate le botteghe del restauro mobili e tessuti (storica la tessitura Busatti, attiva dal 1842). Da provare assolutamente i bringoli, spaghetti grossi fatti a mano tipicissimi, conditi con sugo di funghi o all’aglione. Ad agosto tornano la “Tovaglia a quadri” (cena-spettacolo nel centro storico) e il Palio della Vittoria.
INFO: www.valtiberinaintoscana.it Ufficio Turistico Pro Loco Anghiari, Corso Matteotti 103, 52031 Anghiari (AR) – Tel./Fax 0575 749279 – proloco@anghiari.it
9. LUCIGNANO (Arezzo)
Definita “la Perla della Valdichiana”, Lucignano è una sorpresa che pochi conoscono ma che nell’aprile 2026 ha fatto parlare di sé: nella classifica del “Borgo dei Borghi 2026″ di Rai 3, Lucignano si è classificato al nono posto, rappresentando la Toscana. Lucignano è un borgo medievale insignito del riconoscimento Bandiera Arancione del Touring Club e immerso nella campagna toscana del territorio della Valdichiana. Il paese rappresenta uno degli esempi più interessanti di urbanistica medievale per il suo impianto ellittico ad anelli concentrici: una conformazione unica in Italia, con quattro strade circolari concentriche che disegnano un’ellisse perfetta vista dall’alto. La felice collocazione geografica, sulla sommità di una collina al confine fra gli antichi possedimenti di Firenze, Arezzo, Siena e Perugia, lo ha reso strategicamente importante fin dall’antichità.

Di origine etrusca, Lucignano assume un rilievo strategico nel Medioevo nel contesto delle lotte tra Siena e Firenze. Cuore del borgo è Piazza del Tribunale, con il Palazzo Comunale e la Collegiata di San Michele Arcangelo. Da non perdere la Chiesa di San Francesco del 1248, uno degli esempi più ragguardevoli di gotico toscano, e soprattutto il Museo Comunale che custodisce l’Albero d’Oro (detto anche Albero dell’Amore o della Vita), straordinario reliquiario gotico-rinascimentale alto 2,60 m, in oro, corallo e cristalli: capolavoro unico al mondo. Fuori dalle mura il Santuario della Madonna delle Querce, attribuito a Giorgio Vasari. Nelle due ultime domeniche di maggio si svolge la Maggiolata, l’evento che apre la primavera lucignanese, con sfilata di carri allegorici realizzati dai quattro rioni e gruppi folkloristici. Il 14 febbraio si celebra “Segni d’Amore” intorno all’Albero. In tavola: carne di Chianina, pici al ragù, e il Valdichiana DOC.
INFO: www.visitlucignano.it – Ufficio Informazioni Turistiche, Piazza del Tribunale 22, 52046 Lucignano (AR) – Tel. 0575 83801 – 0575 838033 – turismo@comune.lucignano.ar.it –
BARGA (Lucca), Garfagnana
Per chiudere la nostra Top 10 scegliamo un borgo lontano dai circuiti più affollati e immerso in un paesaggio totalmente diverso: la Garfagnana, valle verdissima tra Alpi Apuane e Appennino. Situato nella Media Valle del Serchio, Barga è un borgo dal fascino letterario grazie al legame storico con il poeta Giovanni Pascoli, che vi abitò a lungo. Il poeta visse a Castelvecchio Pascoli (frazione di Barga) dal 1895 fino alla morte: la sua casa-museo è oggi visitabile e custodisce gli arredi originali. Il Duomo romanico di San Cristoforo, arroccato sul punto più alto, domina la piana e rappresenta uno degli esempi più suggestivi del romanico lucchese: al suo interno conserva uno straordinario pulpito del XIII secolo opera di Guido Bigarelli. Passeggiando per i vicoli si incontrano palazzi cinquecenteschi, l’Arringo (la spianata panoramica davanti al Duomo), il Teatro dei Differenti dove nel 1915 Giovanni Pascoli tenne il celebre discorso “La grande proletaria si è mossa”.

Barga ha ottenuto la bandiera arancione da parte del Touring Club e riconoscimenti turistici importanti come “Città Slow” e “Uno dei borghi più belli d’Italia“. Il borgo è anche un centro culturale vivace, famoso per festival musicali come il Barga Jazz (a fine agosto), oltre all’Opera Barga e al Pascoli Jazz Festival. Curiosità: per una storica emigrazione verso la Scozia tra Otto e Novecento, Barga è considerata “la più scozzese delle città italiane” e ogni estate ospita il “Sagra del Pesce e Patate” (fish & chips) in agosto. Piatto tipico: i necci (crêpes di farina di castagne ripieni di ricotta) e la polenta di farro garfagnino IGP.
INFO: www.garfagnanavalledelserchio.it e www.turismo.garfagnana.eu – Infopoint Comune di Barga, Via di Mezzo 47, 55051 Barga (LU) – Tel. 0583 724743 – urp@comunedibarga.it –







